VACANZA NEL PARCO DEL CONERO, L’EDEN DELLE MARCHE

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16 marzo 2016turismomarche

Trascorri la tua vacanza tra i borghi e gli scenari del Parco del Conero, tra falesie e calette scoprirai l’autentica bellezza delle Marche.

Scorci e panorami unici, falesie, colline, ripidi pendii, una costa dai sassi bianchi, boschi, colline di macchia mediterranea e una storia che, tra leggenda e realtà, si perde nella notte dei tempi: questo e molto altro è il Parco Regionale Naturale del Conero. Un’opera d’arte della natura e dell’uomo, dove un monte a strapiombo sul mare, il Conero, si sposa con l’azzurro cristallino dell’Adriatico abbracciando poi quattro perle che meravigliosamente si affacciano sul mare. Esteso per circa 6mila ettari, il Parco infatti include gran parte del territorio di Ancona e delle cittadine di Sirolo, Camerano e Numana splendidi luoghi protagonisti e testimoni di una storia antichissima.

Furono i greci di Siracusa a fondare nel 387 a. C. la città di Ancona il cui nome deriva dalla particolare forma del promontorio a gomito piegato, Ankòn infatti significa in greco “gomito” mentre il nome Conero significa “monte dei corbezzoli” dovendo il nome proprio a questi piccoli alberi dai frutti rossi evidentemente molto diffusi sul monte. Una città ricca di storia e tradizioni che racconta, attraverso i suoi monumenti, un passato importante, dall’Arco di Traiano, eretto nel II sec. a.C. alla romanica cattedrale di San Ciriaco maestosamente protesa sul mare, dalla settecentesca Mole Vanvitelliana alla Piazza del Plebiscito, il salotto buono della città. Ancona è una miriade di strade, piazze, monumenti interessantissimi, è storia, arte, cultura ma è anche natura grazie al Parco del Cardeto, alle passeggiate, ai panorami mozzafiato e agli scorci inaspettati sul mare o sulle colline verdeggianti.

Nell’area anche la splendida baia di Portonovo con la chiesa di Santa Maria, meraviglia bianca incastonata nel verde della macchia mediterranea, la Torre di Guardia fatta erigere da papa Clemente XI nel 1716 per evitare le scorribande di pirati e contrabbandieri e il Fortino Napoleonico costruito nel 1808 per impedire l’approdo da parte degli inglesi.

Anche l’incantevole Camerano vanta due anime perfettamente in armonia tra loro, l’una naturalistica l’altra storico-artistica. Nato come insediamento romano intorno al VII sec. a. C. divenne castello di Camerano nel 1177 per poi divenire comune indipendente nel 1198. Tra le sue bellezze e peculiarità la serie di grotte scavate nel sottosuolo, cave di arenaria con decorazioni e rifiniture tali che hanno portato, nel corso di diversi studi, a varie interpretazioni sul loro utilizzo, da semplice luoghi per la conservazione di viveri a stanze di chiaro carattere religioso e rituale, sarebbero inoltre state utilizzate come rifugio per la popolazione durante le scorribande nel periodo medievale.

Sirolo è la perla dell’Adriatico, dove un caratteristico paesino medievale si staglia sulla falesia per poi tuffarsi in mare. Acque cristalline, grotte, insenature, spiagge selvagge e scenari naturalistici dal fascino inconsueto incorniciano un borgo abitato fin dalla preistoria. A riprova di un importante passato il percorso archeologico nella più grande necropoli picena delle Marche in cui è stata rinvenuta la straordinaria “Tomba della Regina” con un corredo funerario che conta quasi 2mila reperti. Ma Sirolo è amata ed apprezzata sopratutto per le sue spiagge, tra le più conosciute quella dei Sassi neri, la più naturalistica per eccellenza e quella delle Due Sorelle, con i faraglioni simbolo della cittadina, raggiungibile solo attraverso il difficile passo del lupo o via mare.

Dalle falde del monte Conero sorge la deliziosa cittadina di Numana, con una parte alta, sulla sommità di una falesia a picco sul mare, antica e costituita da stette viuzze, dalla Torre, dal Palazzo Vescovile, sede del Municipio e dalla chiesa che custodisce l’enigmatico Crocifisso ligneo che la tradizione vuole abbandonato da Carlo Magno e la devozione popolare definisce miracoloso. La parte bassa è dedicata al turismo, con il porticciolo, le meravigliose baie e spiagge e le tante strutture ricettive. Abitata dai piceni e dai Siculi per poi passare sotto il controllo dei dorici fu lungamente frequentata dai romani, una storia importantissima accessibile anche attraverso l’Antiquarium statale dove sono esposti i corredi funebri delle diverse tombe picene e romane rinvenute nella zona.

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