Un tour per conoscere le scalinate nelle Marche

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6 Maggio 2019turismomarche
Un nuovo nostro contributo per la rivista WhyMarche.

Le scalinate, da sempre simbolo filosofico dell’elevarsi verso l’alto, si articolano creando suggestioni e sentieri che si svelano solo nel mentre le si percorrono. Alcune strette e impervie, altre dolci e rilassanti, sono veri e propri capolavori artistici e architettonici, così belle da farci dimenticare persino lo sforzo che occorre per salire fino in cima. Tutte appartenenti alla configurazione storica delle città, in genere sorgono su un territorio naturalmente scosceso: antichi percorsi pedonali che congiungono il centro del paese con la costa, scale che entrano nei cortili dei palazzi o che fanno da ingresso a centri storici e borghi alti creando scenografie da togliere il respiro. Mete ambite anche come palcoscenici naturali per eventi, per appassionati di fotografia o come semplice punto di incontro.

Di seguito vi proponiamo alcune delle scalinate più belle e suggestive delle Marche, capaci di valorizzare e dare linfa vitale all’ambiente che le circondano.

Urbino, splendida città rinascimentale, già patrimonio UNESCO, è una città d’immensa ricchezza storica e artistica caratterizzata da una fitta trama urbanistica nella quale si snodano stradine, vicoli caratteristici, sottopassi, palazzi, chiese e non mancano particolari scalinate storiche. In particolare, la rampa elicoidale è sicuramente quella più singolare, ideata da un architetto senese come strada di accesso alle scuderie ducali. Nel corso dell’800 l’edificio conobbe un generale declino poiché il torrione venne lasciato in stato di abbandono fino al 1975-77 quando venne sapientemente restaurato. Altra imponente scalinata è sicuramente quella che porta al Duomo di Urbino, area ricostruita quasi completamente in forme neoclassiche dopo il terremoto del 1789 ad opera di Giuseppe Valadier e che spesso funge da punto di ritrovo e relax per i numerosi studenti residenti in loco e per i tanti turisti in visita alla città.

Cartoceto è una ridente cittadina del Pesarese, situata su un rilievo collinare che si snoda dolcemente. Le sue origini sono antichissime e lo testimoniano anche le vestigia del castello, nel quartiere Marcolini. Da qui
si diparte la scalinata di via Mazzini che collegando la parte bassa a quella alta del paese, interseca magistralmente viuzze e stradine strette che ne fanno il particolare. Di rilievo, per salire alla parte alta del borgo, c’è anche la scalinata di via Roma dall’impatto scenico poiché porta alla Collegiata di Santa Maria della Misericordia risalente al 1835. Cartoceto possiede paesaggi, dalla scenografia stupenda, ai quali ci si affaccia esplorando le vie dell’antico castello e non solo. Un paese capace di regalare un’atmosfera d’altri tempi che vale veramente la pena di conoscere.

Corinaldo è conosciuto anche come il paese dei matti e dei polentoni: ciò è legato a dicerie su alcuni abitanti un po’ strambi. Il paese è circondato da bellissime mura, risalenti al 1300, che di per sé sono molto visitate e frequentate. Ma la bellezza per eccellenza è rappresentata dalla scalinata dei 100 gradini, detta della Piaggia: essa è il fulcro della tradizione di Corinaldo. Al suo centro un pozzo che, ogni anno si presta alla scenografia, per la rievocazione della Contesa del Pozzo della Polenta. Tra i matti, degni di nota, c’è Scuretto il quale, amante del vino, spendeva tutti i soldi che il figlio gli mandava dall’America, perché gli costruisse una casa che in realtà fu costruita solo nella facciata: oggi la si può ammirare lungo la scalinata ed è divenuta il simbolo del paese. Alla scalinata fanno da sfondo, oltre ai campi ed agli splendidi vigneti, molti monumenti e chiese come quella dell’Addolorata, dalla cripta dedicata a Santa Maria Goretti, originaria del luogo.

Ancona, capoluogo di Regione, ha certamente numerosi siti da visitare e di certo, tra questi, non si può escludere il Monumento in memoria dei Caduti della Prima Guerra Mondiale, nel Rione del Passetto. Nella parte alta sono riportati i versi del sonetto di Giacomo Leopardi “All’Italia”: “Beatissimi voi che offriste il petto alle nemiche lance per amor di costei che al sol vi diede”.
Il Monumento, inaugurato da Mussolini nel 1932, è costruito in pietra bianca d’Istria ed è circondato dalla Pineta, luogo di incontro estivo, molto frequentato e sicuramente uno degli angoli più suggestivi della città dorica. Dal monumento una maestosa ed elegante scalinata di marmo bianco conduce al mare e alle grotte dei pescatori. Osservando da questa angolazione l’intera struttura sembra un’aquila in volo, con le rampe che ne simboleggiano le ali aperte, ed il monumento che fa da testa coronata.

Numana, località balneare molto apprezzata alle pendici del Monte Conero, racchiude nel suo centro storico numerosi scorci caratteristici. Tra questi spicca la storica scalinata denominata Via della Marina ma meglio nota come “Costarella” poiché, come sottolinea anche l’autore Cesare Romiti, “…  nessuno chiama così, perché quella strada ripidissima, quel sentiero inverosimile, … in certi punti raggiunge la pendenza del 24 o 25%”. Un vicolo, dunque, molto ripido e stretto, anticamente abitato quasi esclusivamente da pescatori che lo utilizzavano per scendere dalla parte alta del paese fino al porto. La Costarella è contornata da graziose casette in pietra o colorate ed è attualmente utilizzata da residenti e turisti per raggiungere il mare o più semplicemente per godere di magnifici scorci da cartolina. D’estate diviene anche palcoscenico naturale per la mostra pittorica “Arte sotto le stelle”: un appuntamento con gli autori marchigiani contemporanei che si rinnova ormai da diversi anni.

Jesi, posizionata a poco più di 20 Km dal Mare Adriatico, è il centro più importante della Vallesina. Aggirarsi alla scoperta di questa città significa esplorare una realtà ricca di arte e di storia, fra monumenti, musei, biblioteche, racchiusi nelle possenti mura cittadine costellate da sontuosi palazzi nobiliari in una trama intricata di vicoli, piazzette e scalinate. Tra queste ultime spicca la singolare “scalinata della morte” ai quali molti attribuiscono il nome per l’asprezza della salita, ma che in realtà la tradizione vuole derivi dalla presenza in cima alla salita della cosiddetta Chiesa dell’Adorazione conosciuta anche come Chiesa della Morte perché officiata dalla Confraternita dei Poveri e della Morte il cui compito istituzionale era l’assistenza ai carcerati e la sepoltura dei defunti. In fondo alle scalette si trova, ad opera dell’architetto Baccio Pontelli, il torrione di Mezzogiorno, chiamato così perché rivolto a Sud ed edificato nella prima parte del XV secolo sotto il pontificato di Nicolò V. Altro percorso interessante è quello che da Porta Valle conduce a Piazza Federico II. Facendo, infatti, ingresso all’interno della lunga e ben conservata cinta muraria e muovendosi su di una scalinata che taglia il centro storico si sbuca nella prestigiosa piazza, contornata da vari edifici tra cui il Duomo dedicato a San Settimio ed il Palazzo Balleani al cui interno è allestita l’IME Experience è un progetto dedicato alla conoscenza, alla formazione, alla divulgazione e alla degustazione dei prodotti enogastronomici marchigiani di qualità.

Macerata, città situata su di una collina a 311 mslm nasce come Comune nel 1138 e sviluppa già dal ‘600 il centro storico che ancora oggi la caratterizza. In particolare “le scalette” nascono per esigenza di collegare Piazza della Libertà, identificato come centro amministrativo in alto a quello commerciale più in basso, ovvero Piazza del Mercato oggi Piazza Mazzini. Inizialmente la scalinata era un semplice sentiero impervio tra piante e sterpaglie. Solo a fine del ‘400 prende la forma che oggi appare al visitatore: nel 1466 venne rivestita di cotto e nel tempo subì diverse modifiche strutturali anche in risposta ad esigenze di integrazione architettonica e climatiche del luogo. Oggi le “Scalette” sono molto frequentate dai numerosi universitari e turisti che popolano la città, i quali ne fanno punto di incontro o percorso per raggiungere la piazza dove si trova il famoso orologio planetario dal grande quadrante blu a cerchi concentrici, che oltre a indicare l’ora e scandirla con i suoi rintocchi indica anche le fasi lunari e il movimento dei corpi celesti: un esemplare unico tra gli orologi da torre rinascimentale.

Grottammare Alta è un borgo medievale che si trova a picco sul mare da cui domina la città moderna. L’antico nucleo era collocato sul colle per scopi difensivi e l’imponente Castello, ancor oggi visibile, fungeva da torretta da avvistamento. Grottammare sorprende il visitatore per la splendida vista sulla Riviera Adriatica, per la vegetazione rigogliosa in cui spiccano gli aranci e per l’incanto degli scorci del borgo antico. La fitta trama urbanistica nella quale si snodano stradine, vicoli, sottopassi e scalinate formano, grazie al paesaggio circostante, una stupenda scenografia. Le scalinate sono molte, specie all’ingresso del paese, ciascuna con la propria caratteristica dominante: in particolare la ripida scalinata, dal fianco destro della Chiesa di Santa Lucia che giunge fino a Porta Castello, uno dei tre ingressi del paese, fino ad arrivare ad un luogo suggestivo dove si ha l’intera visione della fortificazione e più in alto dove è possibile scorgere panorami mozzafiato fino alle spiagge ed al mare sottostante.

Petritoli, comune in provincia di Fermo che domina la vallata dell’Aso, offre una vista che spazia dai Monti Sibillini fino al Mare Adriatico. Anche a Petritoli non mancano maestose scalinate, prima fra tutte quella che porta al sontuoso ingresso monumentale fatto di Tre Archi Gotici racchiusi tra due torrioni del XIV sec. Scorcio, questo, molto gettonato dalle numerose coppie di sposi, specie straniere, che scelgono questo borgo per celebrare il proprio matrimonio. Altra scalinata d’effetto è quella che dalla vicina Piazza Mazzini porta alla parte alta di Petritoli, il Borgo Vecchio. Una volta esisteva la parte alta del castello, poi con il perdere della funzione militare iniziò lo sviluppo a borgo attorno a Largo Lucentini e Piazza della Rocca. In quest’ultima si giunge fino alla spettacolare Torre Civica.

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