Un presepe da vedere assolutamente nelle Marche

1 Dicembre 2019turismomarche

Questo presepe merita assolutamente di essere visto.

Andrea Pistolesi, un presepista di alta professionalità, in occasione del decimo anno delle sue mostre permanenti nelle cantine di Palazzo Bonafede di Monte San Giusto, ove è ubicata la Pinacoteca ed il Centro Maggiori, una raccolta di disegni di scuola bolognese e romana del XVII e XVIII secolo, intende festeggiare questa ricorrenza con una serie di manifestazioni che vanno dall’inaugurazione della mostra natalizia 2019-20.

Monte San Giusto è un paese dove il culto del presepe è sentito ampiamente e radicato nei secoli, nacque ad opera dei francescani nella chiesa di Santa Maria della Purità alla fine del Settecento. Partendo da scarsissimi dati registrati tra fine Ottocento e primi Novecento è stata ricostruita e ripercorsa la storia attraverso numerosissime testimonianze che oltre alla narrazione hanno offerto la documentazione fotografica e non solo. La ricostruzione accurata della professoressa Livia Brillarelli, autrice del libro, ha trasformato la microstoria in storia certificata e perciò vera. Livia Brillarelli è la coordinatrice del gruppo “Convivio Sangiustese” che si occupa della rivalutazione storico-artistica del paese attraverso conferenze e pubblicazioni.

Il culto, come detto nacque ad opera dei francescani verso la fine del 1700, ma già molti anni prima, nel XV secolo pittori ignoti realizzarono una bellissima Madonna dell’Umiltà o del Latte nella chiesetta posta su due incroci di strade importanti piceno-romane che portavano a Fermo e Montegranaro. Essendo la chiesetta fatiscente, l’affresco è stato staccato e restaurato negli anni Ottanta e posto nella Chiesa Collegiata. Questa è una delle varie testimonianze fondamentali di quanto i sangiustesi fossero legati alla Natività ed all’infanzia del Cristo.

La storia parte dallo storico presepe dei frati, le cui statue sono state ritrovate solo in parte e sono quelle ottocentesche, sono le tipiche figure di gesso marchigiano vivacemente colorato, che per la sua maestosità e bellezza richiamava i pellegrini dei paesi vicini, ai primi rudimentali movimenti realizzati con pulegge e staffe che venivano azionate a mano attraverso un manovella, ai presepisti storici come Mario Pirro, ai primi meccanismi elettrici, ai plastici monumentali per contenere presepi realizzati con tecniche all’avanguardia nella chiesa Collegiata, dove il culto fu spostato dall’arciprete don Dante Raccichini, grande estimatore di tale rappresentazione, incaricando Giuseppe Brandimarte, che sfoggiò le sue doti architettoniche ispirandosi a noti monumenti italiani, ai concorsi che coinvolse l’intero paese, stimolati sempre dall’arciprete, ai presepi di pane realizzati con la pasta di sale dallo storico forno Mazza, al presepe vivente dei bambini, a quelli delle scuole elementari, all’ultimo “Maestro dei Maestri”Andrea Pistolesi che possiede una vastissima collezione di statue di alto pregio provenienti da tutte le parti d’Italia.

Attraverso figure di scuole diverse riesce a realizzare con tecniche avanzate ed avvalendosi di collaboratori esperti quali il maestro Cesare Ciccalè e tecnici come Gilberto Pistolesi e Stefano Renzi, una mostra presepistica di scuola marchigiana moderna sia nello stile che nelle tecniche. Andrea Pistolesi recentemente ha fondato l’associazione “Amici del presepe Monte San Giusto” il cui intendo è di passare dalla mostra permanente al museo, effettuando sia una donazione di alcuni cimeli e presepi fondamentali che una cooperazione che rinnovi e mantenga viva ogni anno la tradizione sangiustese stabilendo un coinvolgimento di cittadini e scuole, affinchè l’atavico culto non muoia. Il libro dedicato allo stimolatore principale dei presepisti sangiustesi, l’arciprete don Dante Raccichini, è formato da 160 pagine di cui 60 di foto quasi tutte a colori presenta una suggestiva copertina, vivacemenrte colorata e realizzata dal grafico Massimiliano Mancini. La stampa è opera della tip. San Giuseppe di Pollenza.

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