TOUR DELLE ABBAZIE DEL MISTERO NELLE MARCHE

15 giugno 2016turismomarche

Tour delle abbazie del mistero nelle Marche. Un itinerario nei luoghi del silenzio e della preghiera.

La nostra regione è una terra di mezzo, estremamente importante dal punto di vista storico e culturale perché crocevia di popoli e tradizioni, a legare – nel passare del tempo – le varie culture è stata la religione, che ha, attraverso chiese, conventi, abbazie, eremi, formato ed influenzato diverse generazioni. Compiremo, nelle Marche, un tour delle Abbazie che raccontano di un passato avvolto dal mistero: oggi restano le testimonianze di vite passate a stretto contatto con i monaci, restano gli edifici e restano i tanti misteri legati ad essi, agli eventi giudicati miracolosi e alle opere d’arte dalla simbologie criptiche, ascrivibili a sette e ordini religiosi più o meno conosciuti, quello dei Cavalieri Templari in primo luogo.  In particolare ci recheremo nella zona a confine tra la Marca anconetana e l’Umbria, dove si sa per certo, i templari avevano diversi possedimenti, qui, tra le diverse abbazie, si celano misteri legati alla loro storia, al loro passaggio e ai tanti tesori.

La prima tappa del nostro tour è la chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli che si trova nel territorio di Arcevia, lungo la strada che porta a Serra San Quirico. Costruita intorno all’XI sec., è una delle chiese che probabilmente appartenne all’Ordine dei Templari, intorno ad essa molte sono le leggende legate al fascino e ai tanti segreti che i Cavalieri celavano, una di queste parla di un antico tesoro nascosto proprio nei dintorni della chiesa. Curiosa la storia di un custode che nel ‘600, cercando quest’antica ricchezza spaccò a metà la croce astile con le sei sfere – simbolo dei Cavalieri Templari – che si trova sulla facciata, a quanto pare non vi trovò oro ma una pigna di terracotta.

La seconda tappa del tour porta all’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, nel territorio di Genga, uno degli edifici in stile romanico più belli e importanti delle Marche. La chiesa, costruita nella terra di nascita di San Benedetto a cui originariamente sarebbe stata intitolata, venne edificata dai Longobardi verso la fine del 900. Molto del fascino di questo grande edificio è dovuto alla sua splendida e scenografica posizione, nella Gola di Frasassi dove le montagne creano una sorta di suggestivo anfiteatro. Sobria e imponente ha una struttura in grossi blocchi di pietra bianchi, la mancanza di decorazioni – in perfetto accordo con i canoni artistici dell’epoca e con i dettami della fede – regala al visitatore un’atmosfera di purezza ed essenzialità. Un particolare misterioso ha da sempre attirato l’attenzione di studiosi e curiosi che si sono chiesti il significato del simbolo dell’Infinito rovesciato che si trova vicino alla porta sinistra dell’altare.

Altro esempio importante del romanico marchigiano è rappresentato dalla vicina Abbazia di Santa Croce a Sassoferrato, nel territorio di Fabriano, che si trova su di una piccola collina circondata da un’affascinante natura impervia. Particolare e affascinante la sua costruzione, all’interno delle mura di una chiesa già esistente edificata con ogni probabilità dai Cavalieri templari di cui si riconoscono diversi simboli scolpiti su colonne e capitelli. I misteri templari non sono i soli a incuriosire, nel piano superiore infatti si notano delle simbologie che rievocano il dio Mytra divinità pagana alla quale era probabilmente dedicato l’antico tempio originale.

Meta della quarta tappa è l’Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli, che, dedicata al martire di Numidia, Emiliano, si trova sulla congiunzione – da qui il nome in Congiuntoli – di due corsi d’acqua l’Esino e il Rio Freddo. Sebbene si trovi in provincia di Perugia, l’antica costruzione in stile romanico-gotico fa territorialmente parte – storicamente e artisticamente – di questa straordinaria zona di confine della Marca di Ancona. Si tratta di una monumentale abbazia benedettina dall’aspetto severo e imponente che comprende il cenobio e la chiesa e che con molta probabilità appartenne all’Ordine templare che, proprio sul Rio Freddo, aveva una sede accertata storicamente. La perdita dell’archivio del monastero non consente datazioni o informazioni precise, certo è che fu molto importante e possedette diverse proprietà vendute nel 1860 quando il regio commissario dell’Umbria soppresse il monastero.

Ultima tappa di questo straordinario viaggio alla scoperta degli edifici monastici delle Marche il maestoso Monastero o eremo della Santa Croce di Fonte Avellana al confine tra Marche e Umbria, nei pressi di Serra Sant’Abbondio. Costruito alle pendici del Monte Catria intorno all’Anno Mille come luogo di ritiro spirituale per i monaci che volevano un contatto puro con Dio, immergendosi nel silenzio della natura, è tutt’oggi un’oasi di pace dove la natura abbraccia e protegge la struttura e dove molti si recano per pregare e meditare. Prezioso lo scriptorium San Pier Damiani, l’unico nelle Marche a non essere mai stato restaurato e quindi completamente originale, dove i monaci amanuensi studiavano e copiavano gli antichi testi.

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