SIBILLINI LE TRE ESCURSIONI CONSIGLIATE PER ESPERTI

8 luglio 2016turismomarche

Esplorando i monti Sibillini, escursioni per esperti.

Un massiccio montuoso a cavallo tra Marche e Umbria, interessato da uno dei Parchi nazionali più affascinanti d’Italia, rocce calcaree, cime imponenti, strette valli e depressioni ad alta quota. E ancora, 4 fiumi e un lago, quello di Pilato, una flora e una fauna ricchissimi, leggende e incanti. Stiamo parlando dei Monti Sibillini, un territorio da scoprire e da amare a tutto tondo, dalla sua sconfinata vegetazione ai borghi che vi abitano, dai colori di una natura a tratti aspra ai sapori autentici di un tempo, dagli scorci magici alle storie antiche. Sono tanti i percorsi che si possono compiere nei sibillini escursioni per esperti, o semplici passeggiate; in questo caso ci rivolgiamo a chi, esperto della natura vuole misurarsi con essa e con se stesso per percorrere- con la necessaria esperienza, il giusto allenamento e un’attrezzatura idonea – tracciati duri, difficoltosi e impegnativi.

Il primo tragitto che vi proponiamo è un lungo ed impegnativo percorso di circa 18 chilometri lungo il versante sinistro della selvaggia e affascinante Valle dell’Ambro. Con un tempo di percorrenza di circa 6 ore e mezzo si compie un tratto antiorario, in parte ad anello, che inizia (e finisce) da Campolungo di Amandola. Fin dalla partenza l’escursione appare estremamente pittoresca poiché offre, fin dalle praterie del monte Amandola, scenari e viste davvero entusiasmanti fino a scorgere il mar Adriatico. Proseguendo sul versante nord del Monte Priora – che giunge a 2332 metri sul livello del mare, chiamato anche Pizzo della Regina -, ci si affaccia sulla Valle dell’Ambro fino a raggiungere le alte pareti del Monte Acuto e del Pizzo Tre Vescovi. Gli scenari qui, dopo il primo faticoso tratto, sono davvero unici e incantevoli, una natura lussureggiante e impervia, aspra e ricca che si apre anche sulla val di Panico e sulla Valle del Fargno. Ora che la salita è finita si ritorna, scendendo in direzione di Fonte del Faggio, una deliziosa faggeta da godere a pieni polmoni, per poi risalire; l’ultima fatica di questo lungo tragitto porta ai piedi del Balzo Rosso, imponente parete rosata dove è facile ammirare le nidificazioni di diversi uccelli rupicoli.

Altro suggestivo e intrepido percorso ideale per escursionisti esperti è quello che partendo da Rubbiano – nel territorio di Montefortino  – giunge a Passo Cattivo per una distanza di circa 15 chilometri e un tempo di percorrenza di circa 4 ore. Un percorso davvero unico, a tratti magico e misterioso che attraversa uno dei luoghi più affascinanti dell’intero Parco dei Sibillini, le Gole dell’Infernaccio. Una suggestiva e quanto mai aspra gola scavata dall’azione erosiva del fiume Tenna dove in tempi oscuri veniva praticata la negromanzia e uno degli ambienti più selvaggi e ostili di tutto il territorio del massiccio appenninico. Quest’itinerario risalendo il fiume si addentra nella valle fino a Capotenna, dove si trova la sorgente del Tenna mostrando eccezionali paesaggi e scorci di rara bellezza. Si prosegue poi verso Passo Cattivo  dove è possibile scendere sull’altro versante dei Sibillini e raggiungere i meravigliosi borghi di Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Visso.

Il terzo itinerario è una sfida ad alta quota che può affrontare solo un vero esperto di montagna poiché ha come meta la cima più alta del Parco naturale dei Monti Sibillini, il Monte Vettore che raggiunge quota di 2476 metri. Questo avventuroso percorso può iniziare sia da Forca di presta che dal Colle di Montegallo e si sviluppa per circa 12 chilometri con un dislivello in salita di 1100 metri e in discesa di ben 1450 metri. I tempi di percorrenza sono di circa 5 ore se si parte da Forca di Presta e di circa 6 se invece si sceglie di partire dal territorio di Montegallo, in particolare da dove si trova la meravigliosa chiesa di Santa Maria in Pantano, antica costruzione rurale risalente al IX sec. splendidamente ubicata tra i boschi e la vegetazione del parco. Molto interessanti da notare durante il percorso le tante specie vegetali che si sono adattate a queste altitudini sopportando sia le basse temperature che i forti venti; fiore simbolo della montagna è la stella alpina appenninica che qui impreziosisce una vegetazione già ricchissima e straordinariamente affascinante.

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