CHIESA DI SANT’ANSOVINO DI AVACELLI

Panoramica

ID: #7676
Tipologia: Antiche Chiese e Abbazie
Zona: Riviera del Conero e provincia Ancona
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CHIESA DI SANT’ANSOVINO DI AVACELLI

Chiesa di Sant’Ansovino dove dormire nelle vicinanze: Hotel, Residence, Agriturismi, Country House, Bed and Breakfast (scegli la struttura consigliata nella colonna a sinistra)

Dove si trova: Arcevia, Ancona

Anno di costruzione: XI sec.

Come arrivare alla chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli: dall’autostrada A14 da Nord in direzione Ancona, uscire a Senigallia, continuare in direzione di Sassoferrato, attraversare Bettolelle, Osteria, svoltare sulla SP 14 e seguire le indicazioni per Arcevia. Da Sud uscire as Ancona Nord e continuare sulla SS76, svoltare in direzione Sassoferrato, attraversare Camponocecchio e proseguire in direzione Arcevia. Da Arcevia proseguire sulla SP 15 di Genga in direzione Località Avacelli.

Orario per le visite: la chiesa è visitabile solo su appuntamento

Numero di telefono per informazioni turistiche: Comune di Arcevia (Corso Mazzini, 67 – AN) 073198991

Cosa visitare nelle vicinanze della chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli: Arcevia, Pergola, Serra de’ Conti, Genga, Le grotte di Frasassi, Fabriano, Corinaldo

Perché visitare la chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli:

La chiesa rurale di Sant’Ansovino o San Ansuino in località Avacelli, presso il Fosso di Fugiano, lungo la strada che porta a Serra San Quirico, è la più suggestiva del territorio poiché oltre a essere molto antica, viene annoverata tra i possedimenti dell’Ordine Templare di cui si possono riconoscere diverse tracce. Anche la posizione geografica dell’edifico, isolato e alle pendici di un monte, ha contribuito alla nascita di diverse leggende che da sempre affascinano gli abitanti della zona e i visitatori.

La storia della chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli:

Anche se si pensa esistesse giù nel 900, i  primi documenti attendibili risalgono al 1082 e parlano di un possedimento longobardo donato all’Abbazia di San Vittore sul Sentino. Le proprietà dei Longobardi si estendevano infatti su tutta la fascia montana che fa da spartiacque fra le valli del Sentino e del Misa, dal monte Murano ad Arcevia, da Genga a Castiglioni: la chiesa fu presumibilmente fondata tra X e XI sec. e dedicata al santo vescovo Ansovino, patrono di Camerino della cui Diocesi fa ancora parte. Nel 1199 la chiesa è inserita tra le proprietà dell’Abbazia di Sant’Elena sull’Esino per poi divenire magione agricola possedimento dei Cavalieri Templari inquisiti nel 1308 da Papa Clemente V.

La chiesa è stata più volte rimaneggiata tra il XIV e XV sec., fu parrocchia tra il 1376 e il 1520 e successivamente dipendente da San Lorenzo di Avacelli. Restaurata e riaperta al culto verso la fine del XX sec. ha recuperato l’antico splendore e la suggestione del luogo di culto del periodo medievale, austero e semplice. Della struttura originaria restano la facciata, un vano sotterraneo destinato ad ossario e una serie di capitelli posti all’interno dell’unica navata.

La facciata appare tripartita verticalmente e comprende il piccolo portale con arco a tutto sesto, una nicchia – comprendente una lastra di pietra scolpita di matrice templare a cui rimanda l’iconografia simbolica della croce astile circondata da sei sfere – e una finestra circolare. Sulla parete destra, su cui si poggia una casa colonica, si nota una decorazione ad archetti pensili di stile longobardo e due monofore.

L’interno, ad unica navata, terminante in un abside semicircolare, si presenta con una copertura a capriate anche se in origine lo spazio era diviso in due campate sormontate da coperture a crociera. A testimoniarlo i semipilastri addossati alle pareti che mostrano il vero tesoro di Sant’Ansovino: i capitelli rozzamente scolpiti da maestranze barbariche locali dell’ VIII secolo.  Le decorazioni rappresentano figure di oranti la cui tipologia è tipica dell’arte alto medievale di influsso longobardo. Molto interessante la figura centrale femminile rappresentata con orecchini e corona, a questa si contrappone, nei capitelli collocati alla destra dell’abside, una figura maschile anch’essa coronata. Due personaggi regali quindi, protettori forse della chiesa. Accanto alla figura femminile si erge un’aquila, simbolo di potenza e nobiltà. Queste figure coronate, caso unico nella zona per l’arte romanica, come altri elementi decorativi potrebbero però derivare da materiale di reimpiego appartenente ad altro edificio religioso più antico.

Diverse sono le leggende che orbitano intorno alla chiesa di Sant’Ansovino, la gente della zona racconta che esiste un antico motto: Vale più Sant’Ansuino de’ fossi che San Pietro. Si narra infatti che qui, sulla cima di un monticello molto vicino, sia custodito un antico tesoro sepolto, lungamente cercato attraverso diversi scavi ancora visibili. La leggenda vuole che alcuni abbiano trovato un tesoro ma un ragazzino sia apparso dal nulla abbia ordinato loro di rimettere tutto a posto perché “se si sveglia il nonno, saranno guai”. Subito dopo il ragazzo sarebbe sparito di nuovo e una tromba d’aria avrebbe trasportato via tutti gli avventori tranne uno che avrebbe perso però completamente la ragione. Una storia parla del custode che nel seicento dimorò nella casa adiacente e che, incuriosito dalle leggende, aprì a metà la croce astile – la spaccatura è tutt’ora visibile –, non trovò oro ma solo una pigna di terracotta, mentre altri racconti riguardano il fosso vicino detto dell’”omo morto”che rimanda fin dal nome a vicende ancora avvolte dal mistero.

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