CHIESA DI SANTA LUCIA A SERRA SAN QUIRICO

Panoramica

ID: #6662
Tipologia: Antiche Chiese e Abbazie
Zona: Riviera del Conero e provincia Ancona
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CHIESA DI SANTA LUCIA

Dove si trova: Serra San Quirico, Ancona

Anno di costruzione: 1276

Come arrivare alla chiesa di Santa Lucia. Per raggiungere Serra San Quirico, da Nord e da sud, prendere l’autostrada A14 (da nord in direzione di Ancona e da sud in direzione di Napoli), uscire ad Ancona Nord, seguire la direzione Roma, continuare sulla SS 76, uscire in direzione Gola della Rossa/Serra S. Quirico, svoltare sulla SP 76 e seguire la direzione per Serra San Quirico, seguire le indicazioni per il centro storico del paese.

Orario per le visite: Apertura solo nei giorni festivi 10.30-12.30 e 15.30-18.30. Accordarsi con i volontari per la visita in orari differenti

Numero di telefono per informazioni turistiche: Comune di Serra San Quirico (Piazza della Libertà,1 – AN) 07318181

Cosa visitare nelle vicinanze della chiesa di Santa Lucia: Serra San Quirico, Ancona, Arcevia, Parco regionale Gola della Rossa e di Frasassi, Genga, Fabriano

Perché visitare la chiesa di Santa Lucia

La chiesa di Santa Lucia è uno degli esempi meglio conservati dello stile Barocco nelle Marche: un tripudio di forme e colori che arricchiscono l’interno rendono l’ambiente estremamente raffinato, elegante e, allo stesso tempo, sfarzoso e scenografico. La chiesa, nel cuore di un paese, Serra San Quirico, dalle sembianze espressamente medievali, è un gioiello prezioso costituito da stucchi, decorazioni e altari lignei di estremo pregio e armonia compositiva.

La storia della chiesa di Santa Lucia

Le prime attestazioni  dell’edificio si hanno nel 1276, mentre pochi anni dopo passa all’Ordine dei monaci Silvestrini che aprirono un ospizio poi diventato il Monastero di Santa Lucia. L’edificio, di cui non si conosce la forma originale, venne completamente distrutto da un terremoto e venne poi fatto ricostruire nel 1650 dai monaci Silvestrini evidentemente ancora proprietari. I lavori, affidati ad uno scultore di origini francesi, Leonardo Scaglia, dovevano rappresentare la grandezza dell’ordine monastico ed essere un “abbagliante palcoscenico sacro”. L’edificio subì ulteriori modifiche e ristrutturazioni in seguito al terremoto del 1741.

A seguito della soppressione degli ordini religiosi indetta da da Napoleone  le diverse reliquie di santi che nel tempo vi erano state conservate andarono purtroppo perdute, la chiesa però rimase parrocchia fino al 1986.

L’edificio, di piccole dimensioni, è a pianta basilicale con una sola navata absidata. Su ciascun lato si aprono tre cappelle ognuna delle quali con un altare, paliotti e intarsi policromi presenti anche anche nell’abside.

A destra la prima cappella è dedicata a Maria Santissima Assunta in cielo, il quadro della Vergine, recentemente restaurato, è stato attribuito al vicentino Pasqualino Rossi, apprezzato autore manierista che lavorò tra le Marche e Roma. Nella seconda cappella la tela, di Giovan Francesco Romanelli da Viterbo, rappresentante il compatrono di Serra San Quirico (insieme a San Quirico e Giulitta), il Beato Ugo. Ai lati due tele che raffigurano i miracoli del giovane santo serrano. La terza, dedicata alla Madonna della Misericordia, ospita una tela di cui non si conosce l’autore con un pregevole prospetto in legno decorato e dorato.

Nella parte sinistra, la prima cappella è dedicata alla Vergine del Carmelo, con un’altra opera attribuita al vicentino Rossi. La seconda è dedicata a Santa Lucia: il quadro dell’altare, che rappresenta la Santa insieme alla Madonna e a Santa Caterina, attribuito a Guido Reni, fu donato alla chiesa dal concittadino Flaminio Armezzani, giudice di Ferrara, che l’aveva acquistato per cento scudi d’oro. La terza è dedicata a San Giuseppe e a San Silvestro, il quadro d’altare è attribuito al Cavalier d’Arpino, maestro del Caravaggio.

Nell’abside vi sono cinque grandi tele raffiguranti il Martirio di Santa Lucia, tutte su disegno o eseguite dal vicentino Pasqualino Rossi che evidentemente lavorò a lungo per questa chiesa così come in altre nei territori di Cagli e Fabriano, mentre la volta è affrescata da Giovanni Malatesta di Fabriano. Nella navata sono rappresentati la Gloria di San Silvestro e medaglioni recanti le figure dei Beati dell’Ordine silvestrino, nell’abside sono San Silvestro e Santa Lucia accolti in Paradiso da Cristo e Dio Padre. Molto prezioso l’imponente organo, perfettamente funzionante dopo il restauro, un autentico capolavoro d’intaglio dorato che ben si addice ad un ambiente tanto opulento e sfarzoso.

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