ABBAZIA DI SANT’EMILIANO IN CONGIUNTOLI

Panoramica

ID: #7702
Tipologia: Antiche Chiese e Abbazie
Zona: Senigallia, Corinaldo, Frasassi
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ABBAZIA DI SANT’EMILIANO IN CONGIUNTOLI

Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli, dove dormire nelle vicinanze: Hotel, Residence, Agriturismi, Bed and Breakfast, Country House (scegli la struttura consigliata nella colonna a sinistra)

Dove si trova: Scheggia e Pascelupo – Perugia (Umbria)

Anno di costruzione: X sec.

Come arrivare : Da Nord: Autostrada A14 Adriatica; uscita Fano; proseguire per Gubbio; seguire poi indicazioni per Scheggia e Pascelupo o Autostrada A1 del Sole; uscita Arezzo; proseguire per Gubbio; seguire poi indicazioni per Scheggia e Pascelupo.  Da Sud: Autostrada A1 del Sole; uscita Orte in direzione Perugia; uscita Gubbio; seguire poi indicazioni per Scheggia e Pascelupo o Autostrada A14 Adriatica; uscita Ancona-Nord; proseguire per Jesi; Fabriano; Gubbio; seguire poi indicazioni per Scheggia e Pascelupo. L’abbazia si trova sulla Strada provinciale arceviese pochi chilometri dopo aver attraversato Sassoferrato.

Orario per le visite: Da ottobre ad aprile: sabato e domenica dalle 10 alle 12.30  e dalle 15 alle 18. Dal lunedì al venerdì solo su prenotazione. Maggio e Giugno: venerdì, sabato e domenica, festivi e prefestivi dalle 10 alle 12.30  e dalle 15 alle 18. Su prenotazione i restanti giorni. Luglio, agosto e settembre: tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 dalle 15 alle 19.

Numero di telefono per informazioni turistiche: Abbazia dei SS. Emiliano e Bartolomeo in Congiuntoli, guida Alessandro Simonelli 3477814794  – alex71.simonelli@alice.it

Cosa visitare nelle vicinanze : Fabriano, Sassoferrato, Genga, Grotte di Frasassi, Arcevia

Perché visitare l’abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli

La monumentale abbazia benedettina dei santi Emiliano Martire e Bartolomeo Apostolo in Congiuntoli sorge sulla confluenza di due corsi d’acqua, il Sentino e il Rio Freddo, all’estremo lato occidentale della Marca Anconetana ai piedi del Monte Aguzzo. Si tratta di un edificio dall’aspetto severo e imponente comprendente il cenobio e la chiesa in stile romanico-gotico. Molte sono le ipotesi che legano l’abazia ai Templari che erano presenti nella zona dell’attuale parco regionale di Monte Cucco e che di certo possedevano una sede sul versante orientale del massiccio, bagnata proprio dal torrente Rio Freddo tra la Marca e l’Umbria, un punto straordinariamente strategico per il controllo della viabilità appenninica.

La storia dell’abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli

A causa della perdita dell’archivio del monastero non è possibile stabilire con precisione quando l’edificio venne edificato ne tanto meno da chi. Da diverse fonti indirette sappiamo dell’esistenza di un eremo dove diversi monaci dalle vicine abbazie chiedevano di ritirarsi e che fanno riferimento a questa zona; di certo sappiamo che l’antico cenobio fu abbandonato dai monaci nel 1596, anno in cui i cistercensi non vollero più dipendere dagli abati accomandatari. Nel ‘700 l’abbazia divenne parte della Diocesi di Nocera fino a quando il regio commissario dell’Umbria, nel 1860 soppresse il monastero vendendo ai privati le tante proprietà compresi i castelli di Liceto e Motelago.

L’abbazia deve il nome a uno dei martiri della Numidia (zona nord africana compresa tra l’attuale Marocco e la Tunisia), Emiliano, soldato dell’esercito romano ucciso all’epoca di Valeriano che regnò tra il 253 e il 260 a.C. Le sue reliquie furono portate a Gubbio nel VI sec. dai vescovi africani fuggiti durante le persecuzioni vandaliche. La denominazione di Congiuntoli deriva invece dalla sua posizione geografica di congiunzione tra due corsi d’acqua.

La chiesa, in stile romanico gotico, si presenta a due navate, fino al 1906 le pareti erano affrescate con dipinti risalenti al XV sec. attribuiti alla scuola riminese tra cui una Madonna con Bambino in braccio, un santo vescovo, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Lucia. In origine i vescovi raffigurati erano due, ma a causa del distacco del 1906 uno è rimasto nella zona, nella Pinacoteca di Fabriano insieme al resto dell’affresco mentre l’altro vescovo si trova nel museo romano di Piazza Venezia.

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