Nelle Marche le atmosfere incantate di antichi sentieri

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30 Gennaio 2020turismomarche

Camminare per i sentieri delle Marche è già vivere una sensazione colma di gusto, colori e fascino. I vari territori, posti come una continuità di scenari diversificati da Nord a Sud, offrono atmosfere fatte di verde rigoglioso, di colori tipici della macchia mediterranea, e magari di quel blu intenso del mare. A questo scenario visivo si può aggiungere il fascino e il mistero del passato. Le Marche, regione con un grande patrimonio storico ed archeologico, rappresentano un territorio vissuto in tutte le epoche della storia dell’uomo: dalla preistoria alla Civiltà Romana, dall’Alto Medioevo alla più vicina Epoca Rinascimentale. Vari quindi sono quei sentieri battuti in antichità dall’uomo preistorico o dai monaci benedettini, da legioni dell’Impero Romano o da Cavalieri Templari. Nelle Marche il piacere del trekking in mezzo alla natura si può confondere con il fascino della storia. Per immergervi in tali suggestive atmosfere, vi consigliamo queste tre escursioni.

Nel Parco del San Bartolo, sito proprio tra due delle più famose località balneari delle Marche, Gabicce Mare e Pesaro, vi è una piacevole camminata che costella antichi borghi medievali. Partendo infatti da Gabicce Monte si può fare un sentiero che tocca Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara. Si è circondati dal verde del Parco e si può gustare verso est il panorama infinito del mare. Questa camminata durante il Medioevo era in realtà una strada battuta da carri trasportati da muli, da soldati intenti ad osservare potenziali insidie dal mare, o magari da semplici pellegrini.

Consigli: lasciare l’auto a Gabicce Monte nel parcheggio che precede il paese, e procedere da qui in direzione Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara a piedi.

L’altro antico sentiero delle Marche che vi consigliamo si trova sul Monte Conero, proprio nel cuore della stupenda Riviera del Conero, a pochi km da Sirolo o Portonovo. Il Monte Conero sin dall’età preistorica è stato abitato dall’uomo primitivo: famose sono le Sculture Rupestri che si trovano in zona Pian di Raggetti, testimonianza di riti legati all’acqua. Molto suggestiva l’area in cui possono essere visitate tali tracce antiche dell’umanità. Ma il percorso più suggestivo si trova proprio sulla cima del Conero, nelle vicinanze dell’Abbadia di San Pietro. Contrassegnato con la numerazione 301, tale sentiero si immerge nel bosco, proprio dove in epoca medievale i monaci benedettini passavano per raggiungere grotte o anfratti naturali per pregare. Gli scenari che intervallano la discesa su tale parete est del Conero sono stupefacenti: vedute a picco sul mare, che possono far immaginare quanto fossero appropriate per la meditazione dei monaci.

Consigli: lasciare l’auto nel parcheggio situato in cima al Conero, proprio dove la strada che sale termina. Arrivare a piedi fino alla Chiesa di San Pietro, e quindi sulla sinistra imboccare il sentiero 301.

La terza tappa è invece un posto fatato, dove la storia si tinge di fiaba e leggenda. Sul Parco dei Monti Sibillini territorio che prende appunto il nome da una Sibilla, vi è un percorso che secondo la leggenda ha intrapreso un celebre cavaliere durante il Medio Evo: il Guerrin Meschino. Tale nobile cavaliere si avventurò per le aspre vette dei Sibillini, intento a trovare la Sibilla. La Maga viveva in una grotta, sapiente medichessa capace di cure e guarigioni impossibili all’uomo comune. Ancora oggi la grotta in cui viveva è presente, sul Monte Sibilla. Tramite una camminata di tre ore, partendo dal Rifugio Sibilla nelle vicinanze di Montemonaco, è possibile arrivare in vetta ed osservare dall’esterno l’entrata della magica grotta. Parte della camminata verra’ effettuata in cresta, e ti sentirai da lassù padrone del territorio come un’aquila. Proprio come poteva sentirsi il Cavalier Meschino nella trepidante ‘ascesa’ verso la sua Sibilla.

Consigli: lasciare l’auto nel parcheggio del Rifugio Sibilla. Seguire le indicazioni per il Monte Fata, circa tre ore di camminata sulla carrareccia sovrastante il Rifugio.

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