Le Marche i vini tipici e le zone turistiche

12 settembre 2016turismomarche

Nelle Marche vini e zone turistiche in connubio perfetto.

Il territorio marchigiano è un vero e proprio serbatoio di piacevoli scoperte per gli estimatori del vino. Un terreno fertile e ricco che le sapienti mani dell’uomo hanno saputo sfruttare al meglio per ottenere straordinari frutti, in molti casi dal sapore unico. Nelle Marche vini e zone turistiche sono un delizioso connubio capace di ammaliare e conquistare ogni tipo di turista. Nelle Marche infatti tutti i sensi vengono soddisfatti, dalla vista grazie alle splendide città, agli antichi borghi, o paesaggi al gusto e all’olfatto grazie alle prelibatezze enogastronomiche, tradizionale vanto e ricchezza della regione.

Una terra vinicola che parla di bianchi e di rossi DOC, con vitigni e lavorazioni estremamente variegate lungo tutto il territorio marchigiano, a cominciare dal bianco più famoso, il Verdicchio che va dall’aperta e articolata zona dei Castelli intorno a Jesi fino al comprensorio di Matelica. Dalle lussureggianti e fiabesche colline che dall’entroterra di Ancona via via giungono nel maceratese, al cospetto dei monti Sibillini nasce uno straordinario vitigno a bacca bianca dal colore giallo paglierino tenue, dall’odore delicato e dal sapore asciutto con un retrogusto lievemente amarognolo che rende il Verdicchio perfetto se abbinato al pesce ma anche alle carni bianche come il coniglio. Per l’appassionato di vino si apre un ventaglio di offerta davvero variegata dove spaziare dal prodotto di ampio consumo fino a quello più ricercato, dalla freschezza del vino d’annata ai grandi Verdicchio da invecchiamento.

Sul versante piceno si sta velocemente affermando e consolidando un vino bianco cadetto – o antagonista –  del verdicchio, il Pecorino, prodotto in particolare nelle zone di Arquata del Tronto, che si va ad affiancare al Falerio dei Colli Ascolani vitigno che nasce nelle zone della provincia di Fermo,  fino ad un altro bianco delicato e secco, armonico e gradevole, il Bianchello del Metauro, con i suoi vitigni che sorgono sulle sponde del fiume Metauro appunto, nel territorio di Pesaro e Urbino.

Per quanto riguarda i rossi due sono i versanti d’eccezione, il piceno e il Conero, al primo è impossibile non legare il territorio di Ascoli Piceno con il Rosso Piceno e le sue zone d’elezione, Offida, Castignano, Monteprandone, Ripatransone, Campofilone e Spinetoli. Un rosso rubino con sfumature violacee che tendono ad attenuarsi con il trascorrere dell’affinamento con un finale armonico e floreale. Sul versante più a nord, quello che sorge all’ombra del Monte Conero, altro rosso straordinario è senza dubbio il Rosso Conero, intenso e dal sentore che rimanda alla ciliegia selvatica e ai frutti di bosco e prodotto dai vitigni sparsi sulle colline dell’entroterra di Ancona, tra i borghi di Castelplanio, Camerano, Offagna e Fabriano.

Poco più a sud, nell’entroterra di Senigallia nasce un altro vino rosso, tra i più accattivanti aromatici in circolazione, il Lacrima di Morro d’Alba che prende il nome dal borgo che più lo contraddistingue – Morro d’Alba appunto – e che viene prodotto anche nei territori di Ostra, Ostra Vetere, Belvedere Ostrense, Corinaldo, San Marcello e Serra de’Conti. Dalle intense note fruttate e floreali è un vino corposo e per nulla pungente ottimo da abbinare ai piatti tipici della tradizione marchigiana, da quelli a base di carne al brodetto all’anconetana.

Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *