La Rocca Roveresca di Mondavio

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9 Marzo 2019turismomarche
Andiamo alla scoperta di uno dei simboli della provincia di Pesaro-Urbino.

Il paesino di Mondavio sorge a 280 metri sul livello del mare immerso nella provincia di Pesaro ed Urbino. Si trova a circa 20 chilometri di distanza dal mare e si erge su di un colle dal quale si possono osservare i monti circostanti. La sua storia è di notevole importanza, basti pensare che il primo documento che attesti l’esistenza è datato 1178 e si narra anche di un probabile passaggio di San Francesco. Quest’oggi però ci occuperemo di uno dei suoi più importanti monumenti: la Rocca Roveresca.

La Rocca Roveresca è il simbolo della cittadina di Mondavio. Fu progettata e costruita tra il 1482 e il 1492 dall’architetto Francesco Di Giorgio Martini per Giovanni Della Rovere con lo scopo di difendere il vicariato in un periodo di importanti minacce. La costruzione non venne completata a causa del ritorno dell’architetto nella sua città natia di Siena e per la successiva morte sia del committente che dell’architetto Martini.

La Rocca colpisce particolarmente per la sua forma ottagonale a base larga utile per sfuggire all’impatto dei proiettili. La fortificazione è composta da un “mastio” di 5 piani e da un “torrione” semicircolare. Il primo è accessibile soltanto riuscendo a superare un insieme di difese passive: il fossato, le mura, i ponti levatoi a monte e a valle, la porta sotto il torrione, il torrioncino-avamposto sulla rampa e il ponte levatoio all’entrata del mastio. Alcuni piani sono attrezzati con postazioni di artiglieria e feritoie: al piano terra per il tiro radente, al terzo per il tiro a mezza altezza e al quinto, merlato, per il tiro lungo e controllo a vista del territorio. Sulla destra della rampa risulta solo in progetto una costruzione pentagonale per l’alloggio delle truppe.

All’interno vi sono passaggi stretti, ambienti con coperture a volta, cunicoli e scale tortuose; inoltre all’interno della Rocca vi è il Museo delle Armi e il Museo di Rievocazione costituito da statue di cera che replicano tipiche scene dell’epoca.

Dal rilievo che raffigura la Rocca Roveresca in sezione risulta che i resti d’una torre medioevale sono stati inglobati dalla nuova costruzione. Il Martini interviene modificando il percorso primitivo del camminamento adattandolo per la difesa della fortificazione; egli attua un nuovo camminamento tra il torrione e il mastio, tutt’oggi esistente e crea un sistema difensivo, a guardia del centro storico, integrando la fortificazione preesistente, ampliandola e adattandola, affinché risulti adeguata al suo progetto. Per soddisfare le esigenze difensive, ogni elemento è collocato al posto più conveniente, in modo che la difesa risulti efficace dal particolare al generale.

Nel 1631, dopo la morte dell’ultimo duca di Urbino, la rocca di Mondavio viene trasformata in carcere pontificio e resta tale fino agli anni quaranta del secolo scorso.

Visitare la Rocca di Mondavio significa non solo fare un viaggio alla scoperta di ogni strategia del passato per difendersi dai nemici, ma anche ammirare con quale maestosità l’edificio viene costruito allo scopo di risultare il più imponente possibile agli occhi di qualsiasi rivale.

di Beatrice Perroni

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