Il tour dei prodotti tipici che dovreste fare quest’estate nelle Marche

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13 Giugno 2018turismomarche

Siete sicuri di conoscere bene la cucina marchigiana? Vi proponiamo un piccolo tour eno-gastronomico da fare assolutamente quest’estate nella nostra regione!

 

CRESCIA SFOGLIATA DI URBINO

Prima tappa: URBINO

Attraversiamo la nostra Regione da nord a sud, e quindi iniziamo con l’affascinante città di Raffaello, moltissime sono le cose da conoscere in questa città. Durante la visita alla città però fermatevi a Piazza della Repubblica e scegliete il miglior posto per assaggiare una crescia tipica di Urbino. Dovreste sapere che ha una storia antichissima, Rinascimentale come la sua città, ed è stata una delle magnifiche scoperte di quei cuochi che lavoravano nelle Corti di quel tempo. Un consiglio su cosa metterci dentro? La casciotta di Urbino sicuramente poi potreste metterci un prosciutto crudo o un salame locale.

 

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI

Seconda tappa: JESI

Il verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino a Denominazione di Origine Controllata e viene prodotte nelle province di Ancona e di Macerata (qui potete risalire a qualche ottima cantina). É un vino delicato dal sapore asciutto con un retrogusto amarognolo molto gradevole. Vi consigliamo di gustarlo abbinandolo ad un buon piatto di pesce.

 

BRODETTO DI PORTO RECANATI

Terza tappa: PORTO RECANATI

Con la terza tappa arriviamo a conoscere le bontà del mar Adriatico e vi facciamo assaggiare il brodetto di Porto Recanati. Un piatto di pesce che si conosce in numerose varianti (quello di Fano, di Ancona, di San Benedetto del Tronto in particolare). Nato grazie alla fantasia del cuoco Giovanni Velluti, risale al 1923. La sua particolarità è l’esser un brodetto “bianco” (quindi non c’è il pomodoro) e c’è invece la zafferanella (lo zafferano selvatico del Conero).

 

MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE

Quarta tappa: CAMPOFILONE

Questa squisita varietà di pasta all’uovo ha la denominazione di Indicazione Geografica Protetta per l’esclusiva cittadina di Campofilone. Vi consigliamo di gustarla con un buon ragù e un po’ di formaggio sopra, ottimo anche come piatto unico.

 

OLIVE ASCOLANE

Quinta tappa: ASCOLI PICENO

Sì, il viaggio è stato molto breve abbiamo lasciato molti prodotti dal ciauscolo ai vincisgrassi, molti vini dal Rosso Piceno al Rosso Conero e molte cose da raccontarvi.. Lo faremo sicuramente e questo è solo un piccolo tour estivo. Però, non c’è stagione che tenga, e l’ultima tappa che vi consigliamo di fare è quella di Ascoli Piceno con le buonissime olive fritte.

Non hanno bisogno di presentazioni, vi raccontiamo giusto l’aneddoto storico, dovreste sapere che lo storico ascolano Benedetto Marini ha fatto risalire questa ricetta al 1800. A quel tempo, si dice, che i cuochi che prestavano servizio presso le famiglie della nobiltà locale, inventarono questo ripieno delle olive per consumare le varietà di carni che avevano a disposizione.

 

 

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