IL PARCO DEL SAN BARTOLO: BORGHI, SENTIERI E TUTTE LE COSE DA FARE

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7 gennaio 2016turismomarche

Come vedere nel Parco di San Bartolo. Guida rapida per scoprire il Parco del San Bartolo: itinerari in mountain bike, la storia dei suoi borghi, la baia della Vallugola e tutte le cose che si possono fare.

Il Parco naturale del Monte San Bartolo, una delle quattro riserve delle Marche, abbraccia la zona costiera che da Gabicce Mare scende fino a Pesaro, un territorio costituito da speroni e piccole vallate, colline che via via degradano sul mare, sulla costa adriatica. Particolarità affascinante è la presenza di spettacolari falesie e grotte che impressionarono persino Dante Alighieri che ne fece menzione nella Divina Commedia, mentre le quote più alte si trovano sulle colline del monte San Bartolo, tra Castellaro, Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara.

Tutta la zona, oltre a essere un fondamentale polmone verde e una riserva naturale di estrema importanza per quanto riguarda l’habitat degli animali, la migrazione dell’avifauna e lo svernamento di diverse specie di uccelli, è molto interessante anche dal punto di vista storico e archeologico. Molti sono infatti i ritrovamenti e i reperti archeologici risalenti al periodo neolitico – soprattutto nella zona di Monte Castellaro o in quella di Colambarone sull’antica via Flaminia, diversi i borghi dalla storia millenaria che hanno ancora tanto da raccontare, ville e giardini rinascimentali da scoprire, porti scomparsi di origine greca da esplorare.

Scendendo da nord il primo borgo da scoprire è quello di Gabicce con una popolazione di circa 6mila abitanti che però nel periodo estivo aumentano esponenzialmente andando a costituire una delle località balneari più conosciuta ed apprezzata di tutta la costa adriatica. Gabicce Mare, rinomato centro balneare dalle spiagge sabbiose e dal mare cristallino ha una sua zona ben distinta nella parte collinare; salendo verso il promontorio del San Bartolo infatti si raggiunge Gabicce Monte. Le origini del castello fortezza, i cui resti sono purtroppo quasi del tutto scomparsi ad eccezione della chiesa di Sant’Ermete, sono legate alle terre di Focara mentre probabilmente deve il nome di Gabbice alla famiglia che lo possedette, si attesta infatti il toponimo di Castrum Ligabitiji che si trasformò poi in Ligabicci.

Poco distante troviamo Casteldimezzo, così chiamato perché si trova tra Gabicce e Fiorenzuola di Focara, un balcone naturale posto a 200 metri d’altezza dal quale si può godere di un panorama mozzafiato che spazia dal castello di Gradara a San Marino fino al Gibbo del Catria. Castrum medii, utilizzato come dimora dei vescovi ravennati, fu proprietà dei Malatesta prima, degli Sforza e dei Della Rovere poi. Oggi del castello restano solo tracce della cinta muraria mentre la rocca è andata del tutto perduta; molto interessante dal punto di vista storico artistico e antropologico la chiesa intitolata ai santi ravennati Apollinare e Cristoforo oggi Santuario del Santissimo Crocifisso. Luogo di devozione molto importante, conserva al suo interno un crocifisso risalente alla fine del ‘400, trovato in una cassa dopo il naufragio di una nave. Conteso dagli abitanti di Casteldimezzo e di Fiorenzuola si lasciò la decisione di chi dovesse conservare il prezioso manufatto alla provvidenza. Caricata la cassa su un carro trainato da due buoi, questi si diressero senza esitare verso Casteldimezzo fermandosi davanti alla chiesa. Al crocifisso, da allora qui conservato insieme ad altre importanti opere come la pala d’altare commissionata nel 1510 da Giovanni Sforza, si attribuiscono diversi miracoli tra i quali quello avvenuto durante l’assedio dei Medici nel 1517.

Fiorenzuola di Focara, si trova su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare e fa parte dei quattro castelli – insieme a Casteldimezzo, Gradara e Granarola –  edificati tra il X e il XIII sec. per controllare il valico della Siligata, linea di confine tra la chiesa ravennate e quella pesarese. L’appellativo di focara venne aggiunto nel 1889 probabilmente per la presenza di fuochi di segnalazione per i naviganti. Della lunga storia di carattere difensivo restano tre dei cinque bastioni che segnavano la cinta muraria e qualche portale, mentre della chiesa di Sant’Andrea, della quale esistono documenti che ne attestano l’esistenza già nel XII sec., resta il suggestivo campanile con orologio che ancora oggi, con i suoi rintocchi segna il passare delle ore.

Luogo particolarmente magico e suggestivo è quello di Vallugola. Dell’antichissimo porto ormai scomparso di origine greca resta ora solo la baia, splendida insenatura naturale tra i promontori di Gabicce e Casteldimezzo. Molti infatti, sono i reperti archeologici che attestano la presenza e la frequentazione di questo porto da parte dei greci che risalivano l’Adriatico per raggiungere le città di Adria e Spina. Inoltre, sulla collina che sovrasta la baia un’epigrafe parla dell’esistenza di un tempio dedicato a Giove Sereno, protettore dei naviganti. Oggi la zona è una meta turistica privilegiata per chi viene dal mare e sceglie di approdare, grazie al porticciolo turistico, sulla meravigliosa spiaggia sassosa. Ad aumentare il fascino e la suggestione di quest’insenatura c’è una leggenda che parla di un’intera città sommersa sotto le acque cristalline della Vallugola, Valbruna, un’antica città romana, nota anche come l’Atlantide dell’Adriatico, di cui però non si ha traccia certa; invano sono state cercate tracce della città misteriosamente scomparsa anche se qualcuno, nelle giornate più limpide, racconta di aver scorto chiaramente resti di templi e colonne.

Il parco è sopratutto natura da vivere allo stato puro, tra boschi di lecci e querce, tra noccioli e biancospini, ulivi e vigne coltivate, è frequentato dagli amanti dello sport en plein air. Quella del Parco del monte san Bartolo è una splendida area con un’immensità di sentieri, stradine e mulattiere da attraversare e scoprire a piedi o in bicicletta. In particolare per i bikers il parco offre ben 23 km di strada panoramica che collega i comuni di Gabicce Mare a Pesaro, e una serie di sentieri, dai più semplici ai più articolati, ripidi e sassosi, percorribili anche in mountain bike, percorsi adatti a tutti, segnalati e auto regolamentati dalle associazioni dei bikers locali che hanno stilato un codice etico di comportamento per rispettare la natura che attraversano.

Le attività da svolgersi sono tantissime e per tutti i gusti, per chi ama vivere la natura il parco offre escursioni di tutti i generi: per i bikers e gli appassionati del trekking, i sentieri, le stradine, le mulattiere sono tantissimi e attraversano tutto il territorio, dagli speroni rocciosi, alle colline, via via verso la spiaggia, tra boschi e falesie, ginestre ed allori fino alla costa sabbiosa, un paesaggio meraviglioso e inusuale tutto da scoprire. Mentre per gli appassionati di arte, storia e cultura ci sono i borghi e le ville da esplorare, grazie anche a visite guidate tra cui quella alla Villa Imperiale, una splendida residenza rinascimentali, o al cimitero ebraico posto alle pendici del monte san Bartolo. Inoltre per gli amanti dell’archeologia sono diversi i luoghi interessanti, uno di questi è il sito di Colombarone probabilmente riconducibile ad un complesso residenziale del IV secolo a. C. sorto lungo la via Flaminia che mostra cinque ambienti con pavimentazione a mosaico.

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One thought on “IL PARCO DEL SAN BARTOLO: BORGHI, SENTIERI E TUTTE LE COSE DA FARE

  1. Eugenio Cecchini ha detto:

    Beautiful

  2. Eugenio Cecchini ha detto:

    It is like I remember in 1957

  3. Jessica ha detto:

    Il 24e 25 aprile possiamo partecipare alla camminata non usufruendo dell alloggio ? Il costo quale sarebbe ?

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