CITTÀ D’ARTE NELLE MARCHE CON PERCORSO ARCHEOLOGICO URBANO

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16 dicembre 2015turismomarche

MARCHE PERCORSO ARCHEOLOGICO URBANO . Ecco alcune città delle Marche dove è presente un percorso nel centro storico per scoprire tutte le antichità e i resti di grande valore archeologico.

Il patrimonio archeologico marchigiano è ricchissimo, a riprova di ciò i numerosi siti archeologici e il materiale di vario genere e di epoche diverse tra loro custodito nei musei archeologici, primo fra tutti il Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona così come il Museo Archeologico di Ascoli Piceno, il Museo Archeologico di Urbisaglia, l’Antiquarium statale di Numana, il Museo Archeologico di Cingoli, il Museo Archeologico di Arcevia e il Museo Lapidario di Urbino. Molti dei siti archeologici fanno parte del paesaggio fondendosi con esso in maniera armonica e suggestiva in un unicum dove la storia passata è inesorabilmente legata al presente.

Tra i siti archeologici urbani più interessanti sicuramente c’è Ancona, che vanta una storia di 2400 anni iniziata con i Greci di Siracusa che fondarono la città nel 387 a.C. a cui è rimasto l’appellativo di città dorica. I vari siti dislocati su tutto il territorio fanno di Ancona un museo a cielo aperto con testimonianze storiche di tutte le epoche e di tutte le popolazioni che qui hanno vissuto. Uno dei simboli della città è l’Arco di Traiano, sul Molo nord, dalle linee eleganti e slanciate con un solo fornice e un prospetto rettangolare probabilmente fu edificato, nel 115 a.C su progetto di Apollodoro di Damasco. Molto interessante l’Anfiteatro del I sec. d. C. con annessi spazi termali dai quali affiorano mosaici, ancora oggetto di scavi. Mentre celati da edifici altrettanto importanti sono i resti del tempio ellenistico-repubblicano dedicato alla dea Venere Euplea, protettrice dei naviganti, risalente al II sec. a. C. scoperti sotto il Duomo di San Ciriaco e soprattutto la Basilica paleocristiana sottostante la chiesa di Santa Maria della Piazza risalente al IV-VI sec. d. C. secondo alcuni l’antica cattedrale di Santo Stefano. Molti i percorsi che toccano i siti archeologici così come i meravigliosi edifici di vario genere ed epoche, tra questi quello che partendo dall’Arco di Traiano arriva al cuore della città ammirando la Loggia dei Mercati, la chiesa di Santa Maria della Piazza e gli scavi dell’antico porto romano per poi salire le antiche scale verso il Palazzo degli Anziani con uno splendido panorama sul porto. Oppure un altro itinerario per scoprire le bellezze antiche di Ancona è quello che da Piazza Duomo arriva a Piazza Anfiteatro, da cui è visibile l’ingresso principale dell’Anfiteatro Romano. Proseguendo e attraversando il panoramico Parco del Cardeto si giunge a Santa Maria della Piazza, continuando si giunge a Piazza Cavour dove termina, dopo circa 3 ore e mezzo di cammino, il percorso di trekking urbano.

Altri siti archeologici che attraversano il cuore della città si trovano ad Ascoli Piceno, con il suo Teatro romano addossato alle pendici del colle dell’Annunziata risalente al I sec. d. C. Dello stesso periodo le Grotte dell’Annunziata, costruzioni monumentali costituite da una serie di camere coperte a volta e un edificio più grande probabilmente con funzione di tempio che sovrastava, in modo altamente scenografico, sulla città dal pianoro del colle. Un’area archeologica urbana di particolare interesse è quella all’interno del Palazzo dei Capitani, un percorso musealizzato che mostra la stratigrafia di piani di pavimentazioni che coprono l’arco di tempo compreso tra l’epoca romana e il Medioevo. Mentre un itinerario che parte da Piazza Arrigo prosegue ripercorrendo la storia dei Piceni, attraverso l’attuale chiesa di San Gregorio, già tempio romano dedicato a Vesta, giunge fino all’opificio papale voluto da papa Giulio II. Il percorso prosegue alla volta del Teatro Romano per poi concludersi, varcando Porta Gemina e percorrendo la strada più suggestiva dell’Ascoli medievale, in Piazza del Popolo.

Diversi sono i camminamenti archeologici che sorgono nel cuore delle città e dei borghi antichi delle Marche a testimonianza delle varie epoche, culture e popolazioni che si sono avvicendate nel corso dei tempi, come i tanti manufatti e suppellettili di età romana, custoditi spesso nei musei delle cittadine dove è avvenuto il ritrovamento. Osimo per esempio – oltre a vantare uno straordinario camminamento nel suo sottosuolo con gallerie e cunicoli che si avvicendano e che di per sé rappresentano uno straordinario sito archeologico, – annovera, nella sezione archeologica del Museo Civico, reperti di straordinaria importanza che sottolineano la storia millenaria della città. Vi sono conservati infatti, manufatti litici risalenti al Paleolitico Superiore e soprattutto vari reperti dell’età romana come la “testa di vecchio” e la stele funeraria con coppia maritale. Inoltre Osimo vanta una gran quantità di reperti provenienti dall’area archeologica di Monte Torto quali lucerne, ceramiche e monete.

Altre zone con siti archeologici di particolare interesse sono quelli di San Severino Marche e di Urbisaglia. L’area archeologica di Septempeda si trova a circa 2 Km dall’abitato, in un’area a nord dell’alveo del fiume Potenza. Le tracce qui rinvenute attestano la presenza umana già a partire dall’età picena che culmina con un assetto abitativo stabile vero e proprio in epoca romana. Scavi recenti hanno portato alla luce alcuni materiali ascrivibili ad una necropoli del III e II sec. a. C. conservati ed esposti nel Museo Civico Archeologico Giuseppe Moretti di San Severino Marche. Il Parco archeologico di Urbs Salvia, in provincia di Macerata, è il più vasto delle Marche, – si estende infatti per circa 40 ettari – attraverso un comodo tracciato, che parte dal centro storico medievale di Urbisaglia, si giunge il fondovalle. Un percorso che permette di cogliere a pieno la struttura della città romana, organizzata in terrazzamenti artificiali che le conferiscono un’impronta ellenistica. Di particolare interesse il Serbatoio che raccoglieva le acque provenienti dall’acquedotto e il Teatro Romano, fatto costruire negli anni precedenti il 23 d. C. uno dei più grandi d’Italia e l’unico che conserva tracce consistenti di intonaco dipinto, e ancora il complesso Tempio-criptoportico della Salus Augusta, le mura e due monumenti funerari a torre di cui resta solo il nucleo cementizio interno. Poco distante l’Anfiteatro Romano fatto erigere intorno all’81 d.C. Di forma ellittica, esso poteva contenere più di 5mila spettatori. I tantissimi reperti rinvenuti nel sito grazia alle regolari campagne di scavo portate avanti dall’Università di Macerata, sono conservati nel Museo archeologico statale di Urbisaglia.

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