Chi sono questi uomini in foto?

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23 Aprile 2019turismomarche
Una storia molto carina per il 25 Aprile giorno della Liberazione.

Oggi vogliamo rendere omaggio ad un grande territorio, quello del Monte San Vicino, uno dei bellissimi monti dell’Appennino umbro-marchigiano, che si trova a 1480 metri di altezza e che divenne famoso per una storia legata proprio alla Resistenza. Il Monte San Vicino si trova in provincia di Macerata, al confine con l’anconetano ed è un luogo stupendo dove progettare un’escursione o piuttosto una scampagnata. Quest’oggi ve ne diamo un motivo in più con questa storia che ci raccontano gli scrittori Wu Ming. La storia della Banda “Mario” di San Severino Marche.

Il comandante, Mario Depangher, era nato a Capodistria nel 1897 e già a quattordici anni si era iscritto al Movimento Giovanile Socialista. Dopo vent’anni passati tra scioperi, arresti, espatri e clandestinità, si ritrovò nel ’32 al confino di Ponza, con Sandro Pertini, poi a Ventotene, e infine internato a San Severino. Qui, poco dopo la caduta di Mussolini, cominciò a organizzare un gruppo di antifascisti armati. Già il 14 settembre, sei giorni dopo l’Armistizio, attaccavano un deposito di munizioni, prelevando bombe a mano, caricatori e granate per mortai da 45.

Ogni brigata o compagnia partigiana ha le sue caratteristiche, spesso legate al territorio quanto il sapore di un vino, oppure all’indole di alcuni individui di particolare carisma. Quello che diventerà il battaglione “Mario” si distingue, nella storia della Resistenza italiana, per la provenienza dei suoi “patrioti stranieri”, come vennero indicati in alcuni documenti ufficiali, con un ossimoro molto significativo: erano britannici, francesi, polacchi, boemi, jugoslavi, sovietici, etiopi, somali ed eritrei. «A very mixed bunch» li definì John Cowtan, un soldato inglese che fece parte del gruppo. [Continua a leggere qui…]

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