Val di Panico: un’ escursione nelle Marche tra i colori del Foliage ed atmosfere da fiaba

13 Novembre 2020turismomarche

Una compagnia di amici, il “BrancaMentaTrekkinGroup”, composto da amanti ed esploratori della montagna, ci racconta l’esperienza vissuta in Val di Panico. Questa valle si trova all’interno del Parco dei Monti Sibillini, dove le Marche si trasformano in quel territorio fiabesco, fatto di montagne, alberi secolari, laghi e cascate. In autunno i boschi della Val di Panico assumono i colori tipici del fenomeno del Foliage: arancio, giallo, rosso si confondono come in un dipinto Impressionista.

“Siamo arrivati dopo un paio d’ore di macchina, partendo da Ancona, proprio davanti al sentiero. L’escursione inizia a Calcara, una frazione a soli 2 km da Ussita” così esordisce Daniele, una delle figure carismatiche di questo audace gruppo di camminatori. “ Il trekking è una passione in comune tra questo gruppo di amici, e cerchiamo di scegliere le migliori escursioni possibili nelle Marche. Non avevamo mai esplorato la zona di Ussita, e siamo rimasti entusiasti dopo l’avventura in Val di Panico”

Chiedo ad Eleonora, una delle tante ragazze che fanno parte della compagnia, se questa camminata sia stata difficoltosa: “ è un’escursione adatta a tutti, anche a persone poco esperte ed allenate. Dopo una piccola salita iniziale, il percorso è sempre dritto. Si cammina per 2 ore su di un sentiero che ha una lieve pendenza in salita, alternato da tratti pianeggianti. La poca fatica che senti è mitigata dalla meraviglia che si prova nell’ammirare i colori circostanti: il rosso delle foglie a terra e sugli alberi mi hanno ricordato le fiabe dei fratelli Grimm!”

A Daniele chiedo quale sia stata la cosa più bella di questa escursione..
“ Mi è piaciuta tantissimo la Cascata delle Callarelle, un vero e proprio spettacolo della Natura! Per arrivarci, ad un certo punto, abbiamo dovuto prendere una svolta a sinistra, dopo mezzora che percorrevamo il sentiero principale. Rappresenta forse l’unica difficoltà di questa avventura, poiché occorre scendere per un sentiero poco evidente in mezzo al bosco. Le sensazioni che si provano però ripagano la fatica: è il rumore della cascata che ti porta da lei! E appena arrivi li davanti, non puoi fare altro che restare in silenzio ed osservare la bellezza imperitura di questa forza della Natura. Quante foto abbiamo scattato..”

Paolo, uno degli organizzatori, parla invece dei panorami della Val di Panico..
“Sono un assiduo frequentatore dei Sibillini, ma mai mi ero accorto di una grande parete in pietra. Solitamente siamo abituati a vedere cime verdi e leggermente arrotondate; invece qua, alzando lo sgurdo in alto, puoi scrutare quelle punte aspre simili alle Dolomiti. Mi porto via da questa escursione soprattutto l’immagine di una valle molto ampia, dove oltre il rosso autunnale del bosco, puoi scorgere la roccia della montagna”

L’escursione, ci spiegano i componenti del BrancaMentaTrekkinGroup, può avere differenti mete: puoi ,per esempio, arrivare dopo due ore di camminata alla zona delle fonti, luogo in cui puoi stenderti sul prato per pranzare e gustarti vari panorami. Oppure puoi continuare da qui l’escursione, e salire verso alcune delle vette principali dei Sibillini. Questa seconda parte è consigliabile a camminatori esperti.

Forest Bathing nelle Marche, i posti ideali dove provarlo

30 Ottobre 2020turismomarche

Le Marche rappresentano una regione ideale per sperimentare la magia e il nutrimento del Forest Bathing. Complice il suo territorio in vasta parte ricoperto da aree boschive e parchi naturali, garantisce tanti percorsi ed escursioni in mezzo alla natura.

Che cos’è il Forest Bathing?
Partono dal Giappone gli studi che confermano i benefici che l’uomo può ricavare, sia a livello corporeo che mentale, nello stare a contatto con la natura: i livelli di stress e di tossine si abbassano notevolmente e in tempi molto rapidi, permettendoci un ritorno a ritmi più sereni. Questo porta a rinvigorire il nostro sistema immunitario, contribuendo a diminuire la pressione arteriosa e anche gli stati depressivi.

Fin dall’antichità i giapponesi conservano la pratica dello shinrin-yoku, tradotto in occidente come Forest Bathing. Tale disciplina insegna a trarre benefici vari da attività all’apparenza semplici, come una passeggiata nel bosco, respirando le essenze degli alberi e delle piante, che possono avere effetti rinvigorenti o rilassanti, in base alla loro natura. Si arriva addirittura a toccare, parlare ed abbracciare alberi, quasi come a ricercare una trasmissione energetica dal tronco al corpo dell’uomo.

Posti ideali nelle Marche dove praticare il Forest Bathing

La faggeta del Monte San Vicino nei pressi di Apiro, è un luogo speciale dove sperimentare il Forest Bathing. Qui vi è uno stupendo percorso in mezzo al bosco dalle atmosfere fatate, che incontra faggi millenari. Oltre al rituale dell’abbraccio, potrete respirare nell’aria le varie essenze benefiche.

Il Monte Conero, tenebroso guardiano della Riviera del Conero, è un luogo sacro delle Marche. In antichità si celebravano riti magici, propri di un retaggio pagano, per connettersi alle divinità. La macchia mediterranea del Monte Conero e il suo fitto bosco presenta, soprattutto nella sua facciata Ovest, un luogo favorevole per il Forest Bathing. È consigliabile soprattutto il semplice percorso che da Massignano porta a Pian di Raggetti: sentiero costellato da tantissimi pini marittimi ed abeti. Benefica e piacevole l’essenza che si respira nell’aria soprattutto durante il periodo primaverile.

Una tappa ideale per il Forest Bathing nei Sibillini è il bosco che da Bolognola porta alla Fonte dell’Aquila. Oltre alla presenza degli alberi, questo percorso è caratteristico per i panorami a cui porta. Addirittura è un posto rinomato per l’avvistamento delle aquile.

Spostandoci invece nella zona di Sassoferrato, escursione suggestiva all’insegna del Forest Bathing anche quella che porta in cima al Monte Strega. Luogo anche questo magico e sacro sin dall’antichità, presenta un percorso in mezzo al bosco dove è possibile vivere quella benefica esperienza di un ‘bagno energizzante’ tramite Madre Natura.

il Foliage nelle Marche, 3 escursioni da non perdere

15 Ottobre 2020turismomarche
Il foliage nelle Marche

Con l’arrivo dell’autunno esplode il pittoresco fenomeno del Foliage nelle Marche. Il clima è ancora gradevole per passeggiare e fare trekking per le nostre colline e montagne, e gli appassionati di fotografia potranno immortalare, quei paesaggi dai toni rossi, che stanno nascendo nei nostri parchi.

Il Foliage, in particolare, è il mutamento di colore che riguarda le foglie degli alberi: dal giallo, passando per le tonalità dell’arancio, si arriva al rosso. Questa metamorfosi naturale crea paesaggi unici, che invitano ad addentrarsi nei boschi fiabeschi delle Marche. Vi consigliamo 3 escursioni, non troppo difficili, per godere al massimo di questo magico ed esclusivo contesto autunnale.

Dalla Gola dell’Infernaccio alla Cascata Nascosta
Ci troviamo nel cuore dei Sibillini, a Rubbiano nelle vicinanze di Montefortino (FM). La prima escursione nelle Marche all’insegna del Foliage nei boschi è un cult del trekking marchigiano. Si parte dalla suggestiva Gola dell’Infernaccio, scavata dall’azione del fiume Tenna. Questo luogo è magico e antico: riti negromantici nel Medioevo avvenivano sulle rive dei ruscelli che attraversano questi luoghi. Da questa gola si sale fino all’Eremo di San Leonardo, attraverso una fitta faggeta che comincia a tinteggiarsi di rosso sin da Ottobre. Consigliamo una breve pausa all’Eremo per meditare e riposarsi avvolti dal silenzio di Madre Natura e dallo spettacolo dei paesaggi. Si potrà gustare ancora dei colori del Foliage scegliendo tra due sentieri. Dalla fontana che precede di pochi metri l’Eremo, si scende a destra verso la cascata nascosta, oppure si può salire a sinistra per arrivare ai panorami delle valli circostanti. Mentre la salita che ha portato all’Eremo è adatta a tutti, quest’ultime sono di livello intermedio.

DIFFICOLTA’: semplice fino all’Eremo di San Leonardo. Intermerdia fino alla Cascata Nascosta.
LUNGHEZZA: 5 km fino all’Eremo di San Leonardo, 8 km fino alla Cascata Nascosta.

L’anello della Val di Panico
Sempre nella zona dei Sibillini si trova la seconda escursione consifgliata nel Foliage. Per la precisione ci troviamo alle pendici dell’imperioso Monte Bove, nella tenebrosa Val di Panico. E’ un’escursione di livello intermedio, con un percorso ad anello, che parte da Calcara di Ussita (MC). Il fascino di questo cammino sta nell’addentrarsi in un bosco variopinto di giallo, rosso, arancio; come compagni di viaggio avrete a sinistra il torrente Ussita, a destra il Monte Bove. Durante questa affascinante passeggiata ad anello, si arriva ad un belvedere sulla Val di Panico, per scendere da li ad ammirare la bellezza delle cascate delle Callarelle! Quindi questo è un percorso che riesce a mettere insieme più temi naturalistici, che contorneranno il Foliage.

DIFFICOLTA’: intermedia
LUNGHEZZA: anello 17km

Da Canfaito ad Elcito
Non può mancare tra le escursioni consigliate per il Foliage nelle Marche, la zona del Monte San Vicino. Famosa è la sua faggeta e gli alberi secolari presenti al suo interno. L’escursione che vi consigliamo parte da Canfaito, ed è adatta a tutti, persino a famiglie con bambini in passeggino. Si cammina per un sentiero semplice, che attraversa bosco e radure panoramiche. Le protagoniste indiscutibili di questa avventura per il Parco del San Vicino, sono le querce secolari. Avvolte da un’atmosfera magica e dai nuovi colori dell’autunno, rappresentano l’obiettivo prediletto degli appassionati di fotografia. L’escursione, dopo circa un’ora, porta ad Elcito. Questo borgo antico potrà sembrarvi un rifugio per i sensi; rappresenta, infatti, uno dei posti più nascosti ed incantevoli delle Marche, dove il tempo sembra essersi fermato.

DIFFICOLTA’: semplice
LUNGHEZZA: 14 km A/R

ITALIA COAST TO COAST TAPPA 3 DA FILOTTRANO A TREIA: CONSIGLI DI VIAGGIO

8 Ottobre 2020turismomarche

 

Nella terza tappa dell’Italia Coast to Coast, il percoso si snoda da Filottrano fino ad arrivare a Treia. Il cammino comincia ad addentrarsi nel cuore dell’entroterra delle Marche, dove è possibile godere della vista di sconfinati panorami. Il verde delle colline interrompe i colori più variegati della terra, e se a qualcuno potrà sembrare un territorio un po’ arido, visto la scarsa presenza di acqua e la distanza dal mare, in realtà è una tappa molto affascinante! Il silenzio della natura è l’unico suono che ti accompagna, oltre all’atmosfera misteriosa che aleggia in questo tratto delle Marche. In antichità era una via molto battuta da pellegrini e viandanti: sia il comune di Filottrano che quello di Treia, infatti, erano due importanti cittadine sin dall’epoca romana.

Distanza: 21,3 km

Difficoltà: facile

Dislivello: salita 340m discesa 270m

Sterrato: 35% Asfalto:65%

Treia

Per quanto riguarda il percorso, vi raccomandiamo di avere con voi il libro di Simone Frignani ‘Italia coast to coast’ edito dalle Terre di Mezzo. Qui troverete interessanti suggerimenti e l’itinerario preciso che da Filottrano vi porterà fino a Treia. Vogliamo ora darvi dei consigli di viaggio relativi al territorio, per poter vivere appieno quest’esperienza itinerante in terra marchigiana. Visitate e scoprite il fascino antico di Filottrano e Treia. Queste due tappe dell’Italy cost to cost, toccano anche due importanti borghi dal punto di vista storico e culturale delle Marche.

Dove dormire e cenare

A metà strada tra Filottrano e Treia si trova l’Agriturismo IL CONFINE, ideale sia per cenare che per pernottare.

agriturismo-il-confine

 

Il tartufo, prodotto pregiato delle Marche: viaggio dalle zone dove nasce alle aziende produttrici

23 Settembre 2020turismomarche

Tra le tante ricchezze agroalimentari che le Marche possiedono, spicca il Tartufo, frutto pregiato del suo variegato territorio.

Proprio in due zone rinomate per la bellezza paesaggistica, e per la storia antica legata ai suoi borghi, crescono diverse varietà di tartufo. Gli appassionati sapranno che le Marche sono produttrici principalmente di due diversi tipi di tuberi: al nord, nella provincia di Pesaro Urbino, si raccoglie il Tuber magnatum pico, un Tartufo Bianco Pregiato, mentre più a sud, in provincia di Ascoli Piceno troverete il Tartufo NeroTuber melanosporum. Il periodo indicativo della raccolta (attenzione che per raccogliere i tartufi, bisogna possedere apposito patentino di abilitazione alla raccolta) va da fine settembre a fine dicembre.

Il Pesarese è addirittura riconosciuto come la zona tartufigena con la migliore vocazione in Italia. Qui crescono tutte le specie di tartufo commercialmente più importanti.

In particolare, i luoghi di spicco nella produzione del tartufo di questa provincia marchigiana sono: Acqualagna, Sant’Angelo in Vado, Sant’Agata Feltria e Pergola, sedi di mercati di importanza nazionale del Tartufo Bianco Pregiato.  Non meno famosi per il tartufo sono Carpegna, Novafeltria, Sassocorvaro, Cagli, Fossombrone, e anche la bellissima Urbino.

Caratteristiche del Tartufo Bianco Pregiato

Le dimensioni possono variare da quelle di una  noce a quelle di una grossa arancia.

Il Tartufo Bianco può ricordare anche una patata, di forma più o meno irregolare, a seconda del terreno dove si sviluppa: se la terra è dura o piena di sassi e di radici, il tartufo sarà più irregolare; altrimenti se la terra è più friabile, il tartufo avrà un aspetto liscio e regolare, e di conseguenza sarà più ricercato e costoso.

Per quanto riguarda il colore,  il Tartufo Bianco si presenta con polpa che va dal color marrone al nocciola, e può presentare sfumature rosate e venature biancastre: si tratta di caratteristiche che variano a seconda del suo grado di maturazione e della pianta con cui vive in simbiosi.

Aziende dove poterlo acquistare

Longhi Ravaldo Commercio Tartufi – Marini Azzolini SNC Tartufi – Bramante Tartufi – T.& C. SRL – Le Trifole Truffles – Italiatartufi SRL – Acqualagna Tartufi SRL – Eden Tratufi – Bernardini Tartufi SRL – Azienda Agricola La Cerca – Sacchi Tartufi SRL – Az. Agr. Polverari Rosetta – Irene Ragni

 

Acqualagna, fiera del tartufo.

 

Passiamo ora alla provincia di Ascoli Piceno, rinomata invece per la produzione del Tartufo Nero Pregiato. Questa tipologia di tubero, si trova prevalentemente in terreni sabbiosi ed è di buona pezzatura. I luoghi del tatufo nero più importanti sono: Acquasanta, Comunanza, Montefortino, Roccafluvione. Amandola, nella vicina provincia di Fermo, spicca invece per la presenza del tartufo bianco.

Caratteristiche del Tartufo Nero Pregiato

La sua forma è perlopiù rotonda, dalle dimensioni che possono variare da quelle di una nocciola a quelle di una grossa patata; il suo peso può anche superare 1 kg.

Questo tartufo è caratterizzato da una scorza nera rugosa costellata da piccole verruche, e da una polpa nera-violacea, striata da sottili venature bianche che esposte all’aria diventano rosseggianti, ed in cottura tendono al nero.

Il Tartufo nero pregiato possiede un profumo delicato e gradevole. E  per il sapore particolare, quasi dolciastro, viene spesso chiamato “tartufo nero dolce”

Aziende dove poterlo acquistare

Bosco d’Oro – Angelozzi tartuficoltura – Filotei Group – Trivelli Tartufi SRL

 

Nelle Marche con l’e-bike: 3 percorsi consigliati

23 Luglio 2020turismomarche

 

L’e-bike rappresenta la nuova soluzione per compiere lunghi tragitti in bicicletta. Diminuendo, infatti, la fatica che si prova utilizzando la bici classica, si aumentano le possibili distanze da compiere. Questo nuovo tipo di bicicletta si adatta alla perfezione per percorrere le Marche, regione dal territorio perlopiù collinare. E’ nella pedalata in salita che l’e-bike ha il suo punto di forza, ed è quindi il mezzo ideale per quel ‘sali e scendi’ che caratterizza il territorio marchigiano. Ti consigliamo tre percorsi nelle Marche in e-bike, che possono essere praticati anche da ciclisti non allenati, avendo una difficoltà sostenibile da tutti. Tali tragitti hanno, poi, la comune caratteristica di farti esplorare zone delle Marche famose per la loro bellezza.

Portonovo (AN)

Il primo percorso in e-bike parte da Fano (PU) ed arriva sino a Gabicce Mare (PU). E’ un percorso che ha una lunghezza di circa 35 km, che varia tra pianura e salita.  Da Fano fino a Pesaro si pedala costeggiando il mare, lungo la ciclovia parallela alla linea ferroviaria. A Pesaro poi occorre raggiungere l’ingresso del Parco del San Bartolo: qui comincia la parte più avventurosa! Si segue infatti l’indicazione del percorso 151, uno dei percorsi più belli delle Marche con panorami sul mare (sentiero 151). Questo tour in bici, all’interno di un parco e con costante vista mare, ti porterà poi sul finire, con una lunga discesca, a Gabicce Mare.

partenza: Fano arrivo: Gabicce Mare lunghezza: 35 km difficoltà: intermedia

Panorama sull’interno delle Marche

 

In e-bike puoi girarti la stupenda Riviera del Conero. Si tratta di un percorso di circa 30 km, che tocca tutte le località balneari. Partendo da Ancona puoi raggiungere facilmente Portonovo, facendo magari delle soste per contemplare vari panorami a picco sul mare: non perderti quello sulla famosa spiaggia di Mezzavalle! Da Portonovo prosegui verso Sirolo, e puoi osare con l’e-bike ad arrivare fino in cima al Monte Conero, prendendo la svolta a sinistra (ad un tratto della provinciale del Conero) che sale con una strada cementata sino alla sua sommità. Anche quassù garantiamo panorami mozzafiato. Si scende per la stessa strada, e si possono quindi fare varie tappe proseguendo per la strada litoranea: da Sirolo a Numana, quindi attraverso Marcelli fino a Porto Recanati.

partenza: Ancona arrivo: Porto Recanati lunghezza: 30 km difficoltà: intermedia

Veduta sulla Baia di Portonovo (AN)

Il terzo percorso che ti consigliamo di fare in e-bike si trova invece sulla Riviera delle Palme. E’ un percorso semplice di 20 km, che si compie inizialmente in pianura per il lungomare. Si parte da San Benedetto del Tronto (AP) e, attraversando Grottammare (AP) e Cupramarittima (AP), si arriva sino a Marina di Massignano (AP): è un percorso molto  piacevole, poiché si attraversa tutto il lungomare della Riviera delle Palme, toccando tutte le principali destinazioni turistiche di mare.  Da Marina di Massignano lo scenario cambia, appena ci si interna per il Piceno: all’azzurro del mare subentra il verde delle colline, dalla facile pedalata in pianura si passa ad una leggera salita. Passando per Massignano, si arriva a Montefiore dell’Aso (FM), uno dei borghi più suggestivi del Piceno, dove potrai riposarti contemplando un territorio simile ad un dipinto di Monet.

Partenza: San Benedetto del Tronto Arrivo: Montefiore dell’Aso lunghezza: 20 km difficoltà: semplice

Molo sud San Benedetto del Tronto (AP)

Poggio delle Armonie Country House: fuga d’amore nel cuore dei Sibillini

6 Luglio 2020turismomarche

Si trova a Pievebovigliana, nel cuore dei Sibillini, un suggestivo Country House che ti consigliamo per vivere giornate ricche di benessere in pieno relax. Questo luogo è ideale per una coppia, che voglia distanziarsi dai rumori e frenesie della routine quotidiana, e tuffarsi in una vera e propria oasi di pace nelle Marche.

L’atmosfera che si respira al Poggio delle Armonie è caratterizzata da silenzio, inframezzato dai soli suoni della natura: il fruscio creato da quel piacevole venticello tra le foglie degli alberi in giardino, oppure dai vari cinguetii dei rapaci che sorvolano il giardino. Il contesto è poi un grande dipinto composto da panorami  mozzafiato sui vicini Sibillini, che sovrastano l’antico paese di Pievebovigliana, in provincia di Macerata.

Per descrivere al meglio le atmosfere e le sensazioni legate ad  un soggiorno in questa benefica dimora, abbiamo deciso di chiedere a Paolo, turista che nel mese di Giugno ha villeggiato in questi luoghi. Una fuga d’amore è stato l’escamotage che ha portato lui e Michela a passare un weekend al Poggio delle Armonie, per cercare innanzitutto quella pace e bellezza legata ai Sibillini, di cui avevano sentito parlare.

 

Il giardino antistante le camere

 

La veranda

 

La vasca idromassaggio

Ecco  come inizia a raccontarci della sua esperienza:

“E’ fantastico aprire la porta della propria camera, e trovarsi di fronte un vasto prato dove ho potuto fare la mia forma di Taiji … contemplando un meraviglioso panorama verso le montagne. Si sentono solo i dolci suoni della naura, cosa che ha apprezzato anche Michela, concentrata invece nella meditazione. Dopo una colazione in veranda, che sembra costruita ad hoc per godere di quella visuale sui Sibillini, siamo partiti per farci un giro dei laghi che si trovano in zona. Abbiamo finalmente fatto visita al lago di Fiastra e di Polverina, meraviglie di questa zona, ricca di acqua e intensa vegetazione. Più vicino al Poggio delle Armonie, abbiamo scoperto il lago di Boccafornace, dove due cigni ci sono venuti a salutare”.

Parlando poi del pranzo, che hanno deciso di fare nella location:

“Complici le escursioni di questa mattina, eravamo affamati io e Michela. La signora Anna, la gentile e sorridente titolare, ci ha portato due primi piatti della casa squisiti: tagliatelle al cinghiale e gnocchetti alle ortiche. Quindi ci siamo seduti sotto l’ombra degli alberi in giardino per gustarci il caffè con il Varnelli, liquore tipico del posto! … e distesi sul prato, accompagnati da quel piacevole e costante cinguettio, siamo sprofondati in un piacevole sonno”.

La sala pranzo

 

Il cuoco

 

Lo stracotto di pecora alle erbette di montagna

 

Le tagliatelle al cinghiale

Continua Paolo raccontandoci del pomeriggio:

“Rigenerati da quella pennichella, abbiamo deciso di esplorare un po’ la zona di Pievebovigliana. Ci sono vari Percorsi Natura, che permettono delle semplici escursioni di Trekking. Al ritorno in struttura, ci siamo immersi nella vasca idromasaggio, situata  nella parte più ombreggiata del prato. Indescrivibile la sensazione di farsi massaggiare dall’acqua tiepida, respirare i profumi dei fiori del giardino, e continuare a contemplare quelle infinite visuali sulle creste dei Sibillini. Un calice di buon vino rosso della zona, ci ha fatto ancor più gustare quelle atmosfere, fino a scorgere le luci violacee di un rasserenante tramonto. Anche la cena ha rappresentato un momento particolare della giornata: il nostro tavolo era posto in un angolo della sala interna vicino ad un pianforte, un ambiente discreto fatto a pennello per due innamorati! Lo stracotto di pecora alle erbette di montagna, piatto tipico del  posto consigliatoci dal gentile chef, ha deliziato la nostra cena’’.

L’aperitivo panoramico

 

L’ambientazione per una cena romantica

Per info e prenotazioni:

info@ilpoggiodellearmonie.it

+39 334/5035188 Anna

+39 0737/615265

3 magiche escursioni nelle Marche che portano a cascate

29 Giugno 2020turismomarche

Camminare per i magici sentieri dei Sibillini, o magari addentrarsi nel verde dei boschi del Montefeltro, e alla fine raggiungere lo stupefacente scenario di una cascata: questa è un’esperienza possibile nelle Marche!

Il filosofo statunitense Loren Eiseley scrisse “Se vi è una magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua”. Certamente giungere ad una cascata è un premio che rigenera i sensi per via della sua forza atavica e del suo suono quasi ipnotico. È una tipologia di camminata esclusiva per chi, alla passione per le escursioni, vuole aggiungere l’intrepida ricerca dell’armonia dello spirito, ed è infatti proprio nell’acqua e nel suo scorrere la vera forza della natura.

Vi presentiamo 3 escursioni molto suggestive che hanno come meta finale la cascata, presenti nell’ampio scenario di itinerari e sentieri dei parchi e riserve naturali delle Marche.

 

Cascata della Gorgaccia

La cascata della Gorgaccia

Un luogo magico che spunta all’improvviso dopo una serena camminata nel bosco. Ad anticipare la visione della Cascata della Gorgaccia ci saranno  delle  farfalle blu, tipiche della zona, che renderanno ancor più fiabesca l’atmosfera.  La cascata sembra uscita da un quadro di Monet, in quanto potrà trasportarti nelle sue arie fatate.  Si può fare un bagno rinfrescante sotto questa cascata, e addirittura ci sono persone che si tuffano dai massi circostanti. Nei primi mesi estivi, infatti, c’ è una parte del bacino che raggiunge 3 metri di profondità. Potrai rilassarti nei prati , rischiando di cadere in un sonno profondo, visto l’ipnotico suono della cascata.

Località: Apecchio(PU) Zona: Montefeltro

Difficoltà: semplice, adatto a tutti

Come arrivare: L’inizio del sentiero si trova nella parte alta di Apecchio, all’inizio del Piano di Velluto, dove si attraversa un parco pubblico che giunge nei pressi di una grande fonte di acqua sulfurea, molto apprezzata per le sue qualità benefiche.
Da qui si cammina sulla sinistra imboccando il sentiero CAI 239.
Il percorso è piacevole ed ombreggiato, e non ci sono difficoltà altimetriche in questa prima parte. Fondamentale è imboccare il sentiero n.40 ad un incrocio e
, in circa 15 minuti, superati alcuni ulteriori guadi, si arriva alla  Cascata della Gorgaccia.

 

Cascata del Prata

La cascata del Prata

Se la cascata della Gorgaccia trasmette un’atmosfera fiabesca e fatata, la cascata del Prata incute invece nel visitatore un senso di mistero e sacralità. Complice di questo comune vissuto è il colore vivo e luminescente dell’acqua che scorre, in mezzo ad una selva perlopiù oscura. I raggi del sole riescono infatti ad illuminare l’imponente muro dove la  cascata scende, mentre il bosco e la vegetazione restano un contorno tenebroso di questa magica forza della natura. Ad amplificare l’effetto mistico che la cascata del Prata può incutere nello spettatore, è una grotta situata proprio li a fianco. Questa grande scura incudine sulla roccia era la dimora dell’uomo primitivo. Sono stati infatti ritrovati reperti archeologici che testimoniano la presenza umana in età paleolitica, e soprattutto sono state riesumate evidenze di rituali legati all’acqua e al fuoco. Che era un posto sacro e magico lo avevano percepito anche durante l’antichità!

Località: Umito (AP) Zona: Parco Monti della Laga.

Difficoltà: intermedia

Come arrivare: raggiungere con l’auto la frazione di Umito, piccolo borgo nelle vicinanze di Acquasanta Terme. Parcheggiare nei pressi dell’Agriturismo Laga Nord, che si trova appena più avanti del paese. Il percorso, che parte proprio dall’agriturismo, è piuttosto semplice, leggermente in salita. Tale sentiero porterebbe alla Cascata della Volpara, quindi occorre seguire l’indicazione per la Cascata del Prata, che comparirà dopo circa 40 minuti di cammino. Andrà fatta un’impegnativa salita sulla sinistra dentro al bosco, e troverete la cascata dopo circa 30 minuti.

 

La Cascata Nascosta

Il sentiero che porta alla Cascata Nascosta è un vero e proprio cult per avventurieri ed esploratori delle Marche. Dall’atmosfera mistica della cascata del Prata, si passa allo spirito d’avventura, ben incarnato dalla figura di Indiana Jones. Arrivare a questa cascata, chiamata Nascosta proprio per l’intricato modo di arrivarvi, non è un gioco da ragazzi: il sentiero sulla parte finale è invaso dalla vegetazione, risulta scivoloso tanto che occorre talvolta sorreggersi con le mani ai rami. Ma quando arrivi alla cascata Nascosta, il tuo respiro affannato dalla fatica ritrova pace. L’acqua di questa cascata scorre veloce su di una parete arida e rocciosa. Resti sorpreso ed affascinato dallo strano effetto cromatico:l’acqua trasparente e cristallina sfida i toni più aspri e scuri della terra. La Cascata Nascosta sembra un dono di Madre Natura all’intrepido visitatore,  che dà refrigerio dopo tanto penare tra rovi, piante e rocce.

Località: Montefortino (FM) zona: Parco Monti Sibillini.

Difficoltà: per escursionisti esperti

Come arrivare: Arrivare con l’auto in località Rubbiano, nei pressi di Montefortino. Si lascia l’auto lungo la carreggiata, poco prima dell’inizio del sentiero per la Gola dell’Infernaccio. Dalla Gola dell’Infernaccio si sale sino all’Eremo di San Leonardo (45 minuti). Arrivati al piazzale antistante l’eremo, si prende il primo sentiero subito a sinistra dalla fontana. Si prosegue per il bosco per una quarantina di minuti fino a trovare la Cascata Nascosta.

 

 

10 AGRITURISMI PER LA VACANZA PERFETTA NELL’ENTROTERRA DELLE MARCHE

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18 Giugno 2020turismomarche

Ci sono dei luoghi nelle Marche… dei veri e propri rifugi per i sensi, ove il visitatore tutt’attorno potrà apprezzare i profumi ed i colori della natura, accompagnati da suoni dolci come lo scorrere di un torrente o il cinguettio degli uccelli sugli alberi.

L’entroterra delle Marche è la scelta che materializza questa atmosfera da sogno e l’agriturismo è la giusta ambientazione per vivere questa esperienza rigenerante per il corpo e lo spirito. Di seguito ti suggeriamo un’accurata selezione di Agriturismi e Country House, punti di partenza per godere delle bellezze e tipicità del territorio. Strutture ricettive, che di per sè, si aprono in spazi ampi ed accoglienti, sempre poco affollati, caratteristiche, queste, che bene si adattano alle ultime disposizioni in materia “antiCovid-19”.

Nella provincia di Pesaro c’è una vastissima area verde costellata da colline: il Montefeltro. Un territorio dove la storia ha lasciato il segno nei vari borghi medievali e nella illustre città di Urbino. Visite storico-culturali, escursioni nel Parco del Sasso Simone e Simoncello o alla Gola del Furlo, saranno solo alcune delle attività che si potrà scegliere di praticare durante la vacanza.  Nella zona si trovano, dotate di piscina, in particolare:

VALLE DEL SOLE COUNTRY HOUSE – Sant’Ippolito (PU)

SAMSARA COUNTRY HOUSE – Sant’Ippolito (PU)

AGRIRIO – Tavullia (PU)

Nella parte centrale delle Marche, la Vallesina è il vasto territorio da vivere e scoprire. Situata per lo più nella Provincia di Ancona, offre tante esperienze per il turista: dalle escursioni in Mountain Bike o a piedi per i boschi del Parco del Monte San Vicino, alle visite guidate per riscoprire la storia delle cittadine di Jesi e Fabriano; dalla pesca nel lago di Castreccioni, ai divertenti giri serali per le tante cantine vinicole, assaporando il gusto particolare della Lacrima di Morro d’Alba o del Verdicchio. Gli Agriturismi qui proposti sono:

LA TANA DEL LELE – Serra San Quirico (AN)

FATTORIA FONTEGELONI – Serra San Quirico (AN)

IL TIGLIO – Mergo (AN)

E arriviamo a consigliarvi gli Agriturismi che si trovano nella parte più a Sud delle Marche, in quella zona di territorio dove il paesaggio diventa prevalentemente montuoso: dopo le valli e le colline che caratterizzano il Piceno, spuntano le caratteristiche creste dei Sibillini, luoghi circondati da non poche leggende. Questa vasta area comprende tre province: la zona di Ascoli Piceno, quella di Fermo e quella di Macerata.  La vacanza diventa una varietà incredibile di esperienze ed atmosfere da vivere: tante le escursioni proposte all’interno del Parco dei Monti Sibillini, zona ricca di laghi, torrenti e cascate. Da non perdere la visita ai numerosi centri storici, ricchi di arte e cultura, come Fermo ed Ascoli Piceno, e consigliamo di immergersi nel fascino antico di borghi medievali come Offida, Tolentino, Pievebovigliana alloggiando in strutture deliziose e curate nei minimi particolari… dalla cucina al pernottamento.

VECCHIO GELSO – Ortezzano (FM)

NONNO GIRO’ – Tolentino (MC)

CASTRUM – Castorano (AP)

IL POGGIO DELLE ARMONIE – Pievebovigliana (MC)

 

TURISMO SLOW NELLE MARCHE: IL CAMMINO LAURETANO

28 Maggio 2020turismomarche

TURISMO SLOW NELLE MARCHE: DA ASSISI FINO A LORETO CON IL CAMMINO LAURETANO.

La Via Lauretana è un cammino di 160 chilometri da percorrere a piedi nel bel mezzo dei fantastici e variopinti paesaggi dell’Umbria e delle Marche che si snoda tra tappe spirituali e culturali  partendo da Assisi fino a giungere a Loreto.  Questo percorso è la soluzione perfetta per lanciare il turismo slow nelle Marche. Proprio ora, alla soglia dell’Estate PostCovid, si fa sentire forte l’esigenza di far scoprire ai nostri visitatori la possibilità di vivere il territorio all’insegna dell’immersione nella natura, camminando per un’antica via costellata da colline, campagna, e antichi borghi medievali. Tutto questo lontani dalla confusione e assembramenti, e si potrà sperimentare l’indescrivibile sensazione di venir rimandati indietro nel tempo. Il cammino da Assisi a Loreto, lungo 160 km, infatti è ricco di opportunità per vivere dei territori ricchi di cultura antica. Possiamo dividere il Cammino Lauretano in 7 itinerari: segmenti di territorio che vi trasporteranno come per magia nei luoghi dove San Francesco d’Assisi passeggiava, in compagnia dei colori e dei suoni di Madre Natura.

Assisi

Tappa 1 : Assisi – Spello
Distanza: 13 km
Difficoltà: bassa

Il percorso parte da una delle città più magiche e belle d’Italia: Assisi. Dall’antica Porta di San Pietro si comincia a camminare, fino ad arrivare a Porta Nuova, monumento del Trecento. Si prosegue per la Statale 444, e dopo circa 3 km si raggiunge l’abbazia di San Benedetto al Subasio. Immersi nella campagna e costeggiando per circa 3 km il Monte Subasio, si arriva a Spello: uno dei boghi più belli d’Italia!

Spello

Tappa 2: Spello – Colfiorito
Distanza: 28.53 km
Difficoltà: media

Suggestivo ed impegnativo: ecco come potremmo definire questa tappa della Via Lauretana. Infatti il percorso a piedi da Spello a Colfiorito è il più difficoltoso di tutta la Via Lauretana, sia per la lunghezza, sia per il dislivello. Sarete però premiati dalla bellezza del paesaggio e dai panorami incredibili sulle colline intorno a Spello, fin su la famosa piana di Colfiorito. Questa area umida d’altura è un’importante area naturale. Tutto l’itinerario attravera territori selvaggi e incontaminati.

Sibillini

Tappa 3: Colfiorito – Muccia
Lunghezza: 17 km
Difficoltà: Media

Colfiorito è una delle zone più verdi d’Italia, dove la natura sembra regina incontaminata. La zona offre una vasta gamma di attività, tra cui un bellissimo Parco Naturale Regionale e il Lago di Colfiorito, situato a 760 metri d’altitudine. Il percorso è molto suggestivo, poiché si segue, proprio come facevano gli antichi, il corso del fiume Chienti. Questo affidabile compagno di viaggio, vi condurrà, immersi nella bellezza della sua valle, fino a Muccia. Siamo quindi arrivati nelle Marche, in provincia di Macerata.

Tappa 4: Muccia – Belforte del Chienti
Difficoltà: media

Muccia è un cocktail irresistibile per gli amanti di storia antica: numerosi reperti archeologici, chiese quattrocentesche ed un meraviglioso eremo francescano si trovano nella prima tappa marchigiana del cammino Lauretano. L’eremo rappresenta un’oasi di pace e meditazione, ed è il luogo perfetto per fare una pausa durante il percorso. Potrete passare poi per la prestigiosa cittadina di Camerino, antico ateneo universitario. Qui potrete avere l’occasione di visitare il suo peculiare centro storico e i maggiori luoghi di interesse, come Palazzo Bongiovanni e la Cattedrale di Santa Maria Annunzia. Da Camerino si arriva quindi a Belforte del Chienti, un piccolo centro dove natura ed arte sono facce della stessa medaglia. Questo borgo marchigiano è rinomato per i vini, che noi vi consigliamo di gustare a fine giornata! Inoltre l’accoglienza degli abitanti e la pacifica atmosfera, faranno da cornice alla visita di questo delizioso posto.

Belforte del Chienti

Tappa 5: Belforte del Chienti – Tolentino
Lunghezza: 9 km
Difficoltà: bassa

La quinta tappa rappresenta il segmento più semplice di tutto il cammino: solo 9 km di percorso senza pesanti sali-scendi, circondati dalle montagne e dal verde rigoglioso. Avrete quindi il tempo e le energie per visitare uno dei borghi d’arte più importanti delle Marche: Tolentino.

Castello di Tolentino

Tappa 6: Tolentino – Macerata
Arrivo: Macerata
Lunghezza: 33 km
Difficoltà: medio-bassa

Un itinerario molto lungo, anche se di facile percorribilità visto che il terreno sarà prevalentemente in asfalto. Unica premura riguarda la prima parte: il sentiero sterrato tra Colle Redentore e la Divina Pastora in caso di pioggia diventa fangoso e vi consigliamo l’attrezzatura adatta a percorrerlo. Infine, è consigliabile percorrere con trasporti pubblici il tratto da Abbadia di Fiastra a Macerata, acquistando i biglietti nel centro informazioni. A parte tali raccomandazioni tecniche, vogliamo evidenziare l’importanza della visita dell’Abbadia di Fiastra. Un gioiello in stile romanico immerso in un’area verde dove in antichità viveno i Benedettini: potrete respirare e avvertire quell’atmosfera sacra, che accompagnava questi misteriosi monaci, intenti a pregare e a lavorare la terra. Il percorso termina con l’unica città presente nel Cammino Lauretano: Macerata. Vi consigliamo una visita per il suo centro storico, dove l’antico prevale sulle costruzioni moderne.

Macerata

Tappa 7: Macerata – Loreto
Lunghezza: 31 km
Difficoltà: Media

Ultima tappa del Cammino Lauretano! Il percorso è lungo, ma completamente pianeggiante e fiancheggiato dai colori delle colline e della campagna del Maceratese. La vostra avventura terminerà in uno dei luoghi più sacri del mondo, meta da sempre di pellegrinaggi: Loreto e la sua basilica. La basilica della Santa Casa è infatti uno dei principali luoghi di culto mariano,  e tra i più importanti e visitati santuari mariani del mondo cattolico. Riconoscerete la preziosità di questo posto dalle sue atmosfere, oltre che dalle variegate e suggestive forme artistiche della Cattedrale. Inoltre, un valore importante di quest’ultima parte sarà il panorama: dopo 160 km di percorsi nell’entroterra, finalmente vi affaccerete sul mare! Quasi come un premio o un tesoro conquistato dopo una lunga avventura, potrete anche tuffarvi nelle acque limpide del mare Adriatico nel cuore della Riviera del Conero.

Loreto,

SPENDI IL TUO BONUS VACANZE NELLE MARCHE: ECCO COME FUNZIONA

19 Maggio 2020turismomarche

Le Marche rappresentano la meta ideale per la tua vacanza estiva. Questo sogno si sta sempre più concretizzando, grazie ad un nuovo incentivo emesso con l’ultimo decreto Rilancio: il Bonus Vacanze! Puoi visitare i variopinti territori delle  Marche, rilassarti nelle sue splendide località balneari, con un risparmio sulle spese del tuo soggiorno. Ecco come funziona.

Il bonus vacanze è un sostegno fino ad un massimo di 500 euro da spendere nelle strutture ricettive italiane, come Hotel, Camping, Residence, B&B e Agriturismi. Innanzitutto tutto la cifra massima può essere di 500 euro, in caso di famiglie costituite da almeno tre persone. Nella situazione  di una coppia o di una famiglia con due componenti, il bonus scende a 300 euro, per i singoli viaggiatori a 150. La cosa importante da evidenziare è relativa al reddito del nucleo famigliare: è riservato solamente a quelle con un valore Isee inferiore ai 40mila euro. Per quanto riguarda la durata di tale agevolazione, il bonus è fruibile tra il primo luglio e il 31 dicembre 2020. Andiamo ad analizzare meglio la procedura di questa agevolazione per le vacanze.

L’80% dello sconto viene emesso al momento del pagamento dalla struttura turistica. Per questa spesa il contribuente si vedrà quindi subito applicare uno sconto in fattura. La struttura ricettiva cede il credito a fornitori privati o istituti di credito, mentre il restante 20% verrà recuperato dal beneficiario con la detrazione fiscale. Importante dire che il pagamento va attestato tramite fattura elettronica o documento commerciale ed occorre indicare il codice fiscale del turista cliente. La spesa deve essere effettuata in un’unica soluzione e per i servizi  di una sola struttura ricettiva. Riguardo il Bonus Vacanze, importante precisare che la prenotazione sia effettuata mediante agenzie di viaggio e tour operator, che rientrano nel piano di aiuto emanato dal Governo.

Ora approfittiamo per consigliarvi alcune strutture ricettive delle Marche dove potrete usufruire del Bonus Vacanze, e soprattutto vivere un soggiorno all’insegna della sicurezza e della bellezza del territorio!

Vacanza sicura nelle Marche nell’estate postCovid: 8 strutture consigliate

 

Vacanza sicura nelle Marche nell’estate postCovid: 8 strutture consigliate

14 Maggio 2020turismomarche

Le Marche, proprio in questi giorni, hanno raggiunto il primato di regione meno pericolosa in termini di contagi da Covid-19. Tira un forte vento di ottimismo e speranza nel settore turistico: albergatori ed operatori turistici sono già all’opera per garantire nelle loro  strutture ricettive i presupposti per un soggiorno sicuro.

Abbiamo selezionato, a tal proposito, 9 strutture ricettive ideali per una vacanza nelle Marche all’insegna del benessere e della sicurezza: location selezionate con tutti gli accorgimenti necessari per garantire ai propri ospiti quelle condizioni di distanziamento e di igiene, indispensabili nell’estate postCovid.

Ci teniamo a sottolineare che, oltre alla garanzia di sicurezza, le 9 strutture consigliate hanno in comune la bellezza della zona, e la calda accoglienza che da sempre contraddistingue i proprietari. Ed è proprio a loro che lasciamo voce! una breve intervista per trasmettervi, in poche battute,  la loro passione e le misure di cautela adottate per l’estate 2020.

Da Nord, Gabicce Mare (PU), scendendo fino a San Benedetto del Tronto (AP).

 

HOTEL VIENNA – GABICCE MARE

“Vista l’attuale situazione, ci stiamo attrezzando nel miglior modo possibile per rendere le vostre vacanze SICURE per quanto riguarda la pulizia e la sanificazione dei nostri ambienti.
Vacanze Sicure è il nostro obiettivo!”   Micaela

 

HOTEL CLUB ABBAZIA – MAROTTA

“Tutto il nostro staff Vi aspetta anche quest’anno per una vacanza serena in massima sicurezza in un luogo tranquillo e non affollato. L’albergo si adatta a tutte le norme di sicurezza per fare sentire gli ospiti sempre protetti e al sicuro” – Krisztina

 

BB TIME OUT – RIVIERA DEL CONERO

“Essere circondati dal giardino e dal bosco ci dà la possibilità di offrire protezione e sicurezza ai nostri ospiti, la distanza raccomandata con un servizio di accoglienza famigliare. Naturalmente, ogni stanza sarà dotata di igienizzante e la pulizia degli ambienti curata più di sempre. Purtroppo dovremmo fare le nostre chiacchierate a debita distanza… e inviarci abbracci virtuali per un po’… ma il calore della nostra famiglia spero vi accolga ugualmente! Noi utilizziamo già da tempo un sistema di lavaggio e sterilizzazione dei tessuti da presidio sanitario e quindi credo che continuare a praticare insieme ai nostri ospiti la regola d’oro basterà: Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te! …e viceversa: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse  fatto a te” – Vittoria

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AGRITURISMO RUSTICO DEL CONERO – RIVIERA DEL CONERO

“Il Rustico del Conero  è un agriturismo 100% biologico che si trova nel cuore del Parco Naturale Regionale del Conero, a pochi minuti dall’incontaminata Baia di Portonovo e a pochi km da Ancona e dai più bei borghi delle colline marchigiane. E’ un luogo adatto per soggiornare e rispettare i protocolli imposti a seguito del Coronavirus sul distanziamento sociale. Tutti gli alloggi hanno entrate indipendenti e ampi spazi da vivere. Si è a contatto con la natura ed è un luogo particolarmente adatto per praticare attività individuali come trekking, passeggiate  a cavallo, escursioni in e-bike e gite in barca sulla Riviera del Conero. La nostra struttura è particolarmente indicata per il cicloturismo con servizi dedicati, in linea con le politiche della regione Marche sul cicloturismo, proposte con il progetto Marche Outdoor con oltre 2000 km di percorsi ciclabili in tutta la Regione” – Michele

 

LA CONTEA DEI CILIEGI – PEDASO

“Il Resort Vacanze Contea dei Ciliegi possiede naturalmente tutti gli elementi fondamentali che la rendono al primo posto per un congenito distanziamento sociale: conformazione delle proprie abitazioni con ingressi indipendenti, dimensioni di oltre 80.000 mq del parco naturale in cui si trova, recettività per un massimo di 10 nuclei familiari. Come ulteriore precauzione, abbiamo automatizzato alcune procedure al fine di consentire, se desiderato, una riduzione del contatto degli ospiti con il personale della Reception” – Luigi

 

HOTEL DORIA – SAN BENEDETTO DEL TRONTO

“Nella mia attività alberghiera ed anche nello stabilimento balneare stiamo terminando i preparativi per affrontare al meglio il lavoro stagionale estivo: ci stiamo impegnando attivamente a  riconfigurare i servizi alberghieri che offriamo alla nostra clientela nel rispetto del distanziamento sociale e saremo pronti. Nella struttura Hotel avremmo un nuovo protocollo di accoglienza  ed inoltre presso il nostro stabilimento balneare riservato esclusivamente ai clienti dell’Hotel Doria  predisporremmo un nuovo posizionamento degli ombrelloni seguendo le indicazioni e le disposizioni di legge che ci forniranno. La sicurezza del cliente ci sta particolarmente a cuore e stiamo  lavorando per la  nuova ripartenza affinché  la clientela possa godere a pieno, in tranquillità e sicurezza delle proprie vacanze per l’estate 2020”- Paolo

 

HOTEL IMPERIAL – SAN BENEDETTO DEL TRONTO

“Il cambiamento dell’Hotel comincia dal ricevimento. Il cliente che arriva potrà eseguire il check-in  protetto da una parete divisoria. Per la pulizia delle camere l’albergo ha la prassi di coinvolgere il personale in periodici corsi di formazione per imparare le ultime tecniche di sanificazione usando prodotti  disinfettanti e detergenti. Quando gli addetti hanno terminato la consueta pulizia della camera, si diffonde un prodotto sanificatore che si posa su tutte le superfici. Inoltre, scompaiono le coperte e nella camera saranno eliminati tutti i bicchieri in vetro, sostituiti da bicchieri di carta monouso sigillati. Il telecomando TV sarà protetto da un involucro che potrà essere disinfettato ogni volta. Capitolo altrettanto importante è quello delle colazioni. Nel buffet della prima colazione ci saranno confezioni monouso sigillate. L’obiettivo è consentire a ciascun cliente di venire a contatto esclusivamente con il cibo che lui stesso poi consuma. Per cui penso che ci saranno le condizioni per ospitare in completa sicurezza i nostri clienti” – Fausto

 

RESIDENCE GALILEO – SAN BENEDETTO DEL TRONTO

“Nonostante tutte le difficoltà, ci stiamo preparando per la stagione estiva, adottando tutte le dovute misure per sanificare tutti gli ambienti, e poter finalmente trascorrere una piacevole vacanza. La mia struttura garantisce grande spazi, sia interni che esterni. I miei turisti possono accedere facilmente alla spiaggia antistante il residence, e trovare stabilimenti balneari strutturati con le nuove misure. Non vedo l’ora di incominciare la stagione!” – Alex

 

 

 

 

Nelle Marche si ritorna al mare: il 4 Maggio riaprono le spiagge

29 Aprile 2020turismomarche

Sembra essere il 4 maggio la data da attendere per avere la possibilità  di riaccedere alle spiagge. La notizia arriva come manna dal cielo nelle Marche. I marchigiani potranno finalmente godere di nuovo dei benefici effetti del mare!  C’è infatti  il via libera per poter fare attività motoria al mare: questa è una delle concessioni contenute nel nuovo decreto preannunciato dal Premier Conte agli italiani, in vigore da lunedi 4 maggio. Le Marche, regione bagnata dal mare per 200 km, ha la fortuna di offrire una grande varietà di spiagge:

—- Le migliori località balneari delle Marche —-

 

In particolare, a confermare la riapertura degli arenili nelle Marche è stato lunedi 27 Aprile il Governatore Luca Ceriscioli, in procinto di firmare un’ordinanza relativa alla possibilità di poter frequentare le spiagge per passeggiate e attività motoria: “E’ meglio muoversi in spazi più ampi. E poi ripartendo attività come la pesca sportiva, è giusto dare l’opportunità di farlo con le giuste distanze”. Buona notizia, quindi, anche per chi pratica la pesca sportiva, per l’opportunità di pescare dalle tante scogliere, o magari immergersi per cacciare tra i fondali puliti e trasparenti.

 

Cogliamo l’occasione per poche ma importanti raccomandazioni, evidenziate più volte dal Premier Conte e dallo stesso Governatore Ceriscioli:

  • sarà possibile frequentare le spiagge da soli, o al limite in due ripettando la distanza di 1 metro;
  • sono comunque proibiti assembramenti fra persone;
  • rispettare la distanza di 1 metro fra persone se si passeggia, di 2 metri se si pratica jogging.

Naturalmente può verificarsi che i sindaci di alcuni Comuni rendano interdetti gli accessi ad alcuni arenili, per via della difficoltà del controllo e quindi del rispetto delle suddette regole.

Ci auguriamo la collaborazione di tutti per la tutela della salute comune e certamente per far si che si possa uscire dallo stato di emergenza sanitaria il prima possibile.

 

Le Marche come meta ideale per l’estate 2020: è piu’ di un sogno

23 Aprile 2020turismomarche

Come si prevede la stagione turistica nelle Marche in tempo di Covid-19: interviste al Consigliere Regionale Boris Rapa e all’Assessore Michele Polenta.

Uno dei temi più scottanti in questo momento, è la possibilità di dare una speranza a quanti confidano in una stagione turistica estiva nelle Marche. Nonostante l’attuale lockdown, dovuto alla pandemia, ci sono buone probabilità che la tanto agognata “fase 3”, ossia “assenza di emergenza”, coincida proprio con l’estate. Le Marche potrebbero rappresentare una meta ideale per l’estate 2020!

Certamente tra i sogni e le fantasie delle persone in isolamento c’è più che mai il desiderio di ritornare in luoghi di vacanza. Le Marche, con le sue spiagge, i suoi parchi, i suoi borghi medievali incantati, le sue colline e le sue montagne, è per tanti vacanzieri il contesto reale di questo sogno. In questo momento le Marche stanno viaggiando su statistiche legate alla presenza del virus piuttosto incoraggianti: il numero dei contagiati giornalieri è in diminuzione (40-50 unità), nonostante il gran numero di tamponi effettuati (1000-1200 unità). Per la Regione Marche si è ipotizzato in metà maggio il periodo in cui si arriverà al momento “contagi 0”! Albergatori, ristoratori, e tutta quella categoria che è dedita al turismo, sta vivendo col fiato sospeso: un forte bisogno di ricominciare a lavorare che si scontra con l’ansiosa attesa di nuove direttive praticabili che permettano di avviare la stagione.

Per mettere in luce idee e tendenze, che possano caratterizzare il paradigma di questa speciale estate, ci siamo rivolti a due note figure del panorama politico marchigiano. Il Consigliere Regionale Boris Rapa e l’Assessore all’Ambiente di Ancona Michele Polenta, entrambi da anni impegnati sul fronte del sottore turistico delle Marche, che ci hanno concesso un’intervista rilasciando il loro punto di vista sulla questione.

Iniziamo con il contributo del fanese Boris Rapa, attuale Consigliere Regionale.

Che cosa prevede per la stagione turistica estiva delle Marche ?

“La situazione è molto complessa, ma è chiaro che la prima misura economica urgente è il superamento dell’emergenza sanitaria. Bisogna essere ottimisti, ma al contempo molto realisti, sarà una stagione difficile, al limite della sostenibilità economica per le imprese ed è necessario mettere in campo da subito misure specifiche per farci trovare pronti nel momento in cui ci saranno le condizioni per cominciare. La crisi post Covid-19 impone di adottare nuove regole e un nuovo modello economico turistico. Occorre capire ed interpretare in anticipo  le nuove tendenze e condivido ciò che sostiene l’economista  francese Jacques Attali e cioè che a vincere la nuova sfida saranno i comparti ontologicamente più empatici e il viaggiatore post-Covid 19 sarà perfetto per le micro e piccole destinazioni, dove gli stili di vita sono ancora autentici, caratteristiche tipiche della regione Marche. La nuova frontiera del turismo  post-pandemia saranno le destinazioni dell’undertourism, le piccole destinazioni. Abbiamo imprenditori preparati per le nuove sfide e sono sicuro che torneremo migliori di prima.”

Come potrebbe essere gestito un hotel quest’estate ?

“Le relazioni umane, il contatto, gli abbracci, l’accoglienza sono sempre stati il punto di forza dei nostri imprenditori turistici e continueranno ad esserlo, solo un po’ più distaccati. Il post-Covid-19 ci  impone distanze, ampi spazi e questo dovrà essere il modello da seguire, cercando sempre di coltivare quelle relazioni umane che abbiamo nel nostro DNA. Dovremmo offrire servizi “personalizzati”, garantire una sicurezza assoluta e spazi decisamente più ampi. Nelle strutture ricettive, per esempio, nei servizi di colazione e pasti, occorrerà necessariamente eliminare i buffet e tornare al servizio ai tavoli, favorire il godimento degli spazi all’aria aperta reinventandosi nuove modalità di servizi. Sarà necessario ridisegnare gli spazi comuni per evitare assembramenti, potenziare i servizi in camera e le attività singole.”

Ha una proposta particolare?

“Servono offerte personalizzate,  dovremmo disegnare una abito su misura per ogni ospite, diventare dei “sarti” della vacanza, quello che andremo a perdere nella socializzazione all’interno delle strutture dovrà essere recuperato con offerte e servizi unici che viziano ogni singolo ospite.”

Sembra pertanto necessario momentaneamente il sacrificio da parte di tutta la classe degli operatori turistici nell’adattarsi al cambiamento, pur rimanendo professionali e promotori dell’accoglienza. Spicca anche la visione delle Marche, come destinazione ideale post-Covid-19, per via delle sue molteplici realtà “poco affollate”.

Vediamo ora l’opinione dell’anconetano Michele Polenta, che ha particolarmente a cuore la Riviera del Conero. Con grande entusiasmo esordisce:

Ancona, le Marche la mia Regione, un luogo incantevole, salito alla ribalta del turismo mondiale negli ultimi anni, per tutto quello che può offrire a chi intende visitarla: natura, mare, arte, cultura e enogastronomia. Fattori esaltati anche dalle più autorevoli riviste mondiali del turismo, come la Lonely Planet, che annovera la Regione Marche al secondo posto al mondo tra le destinazioni da visitare nel 2020. All’epoca, però, la pandemia non c’era! Quindi non sarà più possibile nel 2020 venire nelle Marche? No, al contrario! La nostra Regione si presta ad essere visitata proprio in questo difficilissimo momento di crisi sanitaria a livello mondiale, che ha avuto inevitabili ricadute socio economiche su tutta la popolazione del Pianeta. Il nostro territorio è particolarmente gradito a chi predilige un turismo slow, fatto già per sua natura da un distanziamento sociale, di momenti di pausa, di contemplazioni, di spazi ampi, di panorami mozzafiato, di sostenibilità ambientale, culturale ed economica, da apprezzare in piccole dosi per più tempo. Abbiamo la fortuna di avere luoghi speciali da visitare su tutto il nostro territorio, dalla costa, alla dorsale appenninica, passando attraverso una zona collinare di notevole bellezza paesaggistica, dove a fare da padroni sono i molteplici borghi arroccati su piccoli promontori. La morfologia della costa, soprattutto nei comuni di Ancona, Sirolo e Numana, si differenzia dalla classica costa bassa sabbiosa, che caratterizza il versante adriatico. Questo è dovuto dalla presenza del promontorio del Monte Conero, un parco regionale protetto che si sviluppa su una superficie di 6000 ettari, con la sua parte più alta di 600 metri a picco sul mare, dalla quale è possibile ammirare panorami di rara bellezza, sulla splendida Baia di Portonovo. Nella zona del Parco del Conero i turisti sono invogliati a venire, in quanto sanno che è un luogo dove la sostenibilità è massima, dove la prerogativa, anche non nel periodo del Coronavirus, è quella di una vita a contatto con la natura, che offre centinaia di ettari coltivati ad agricoltura biologica. Sono qui presenti tante strutture ricettive, come piccoli agriturismi, mai affollati, dove si può gustare una cucina casereccia, caratterizzata da prodotti tipici di alta qualità e a prezzi contenuti. In questa zona è possibile fare passeggiate su innumerevoli sentieri in mezzo alla natura, anche attraverso gite a cavallo, a contatto della fauna selvatica, ascoltando il cinguettio degli uccelli. Inoltre, ci si può fermare per fare osservazioni naturalistiche e birdwatching. Lo sviluppo di questa tipologia di turismo consapevole e con prerogative di benessere per il corpo e per la mente, ha portato la Regione Marche ad investire e promuovere il cicloturismo, altra modalità che si sposa bene con il distanziamento sociale post- pandemia. Questa attività, sempre più praticata dai turisti, ha a disposizione una serie di infrastrutture ciclabili, capaci sia di far visitare localmente l’area protetta del Parco del Conero, sia di dare la possibilità di visitare la stessa Regione, attraverso percorsi che collegano la costa alle aree più interne. Durante questo periodo così delicato che stiamo attraversando, in cui siamo tutti colpiti da questo male oscuro che ha compromesso il normale modo di vivere le nostre passioni, dobbiamo cercare di essere positivi e, soprattutto, consapevoli di dare maggiore attenzione alla natura che ci circonda. Questa, non dovrà mai più essere sfruttata, ma vissuta con rispetto, per poterla apprezzare in tutto il suo splendore, anche durante una meritata vacanza a seguito di questo periodo di lockdown. Tutto questo è possibile nella nostra regione, dove troverete un giusto equilibrio a contatto con la natura.”

Molto interessante la leva sul cicloturismo, ottimo escamotage per un più facile distanziamento sociale. E comunque, in evidenza gli ampi spazi che i Parchi nelle Marche offrono, sfavorendo situazione di assembramento.

Entrambi gli intervistati sembrano far capire che le Marche potranno adattarsi bene a questa estate post Covid-19, complici soprattutto le caratteristiche intrinseche del territorio e la malleabilità della professionalità degli operatori turistici.

Conero misterioso: 2 enigmi

9 Aprile 2020turismomarche

 

Hai deciso di trascorrere la tua vacanza nelle Marche nella meravigliosa Riviera del Conero, e sei appassionato di misteri archeologici o esoterismo? Ti segnaliamo la presenza nella zona del  Conero di due strani segni che l’uomo antico ha voluto lasciare. Magari sono simboli di un passato antico che avevano l’intento di arrivare fino a noi, per tramandare un’antica conoscenza. Importante innanzitutto dire che il Monte Conero, che oggi con la sua sagoma verde scura sembra voler fare da protettore a tutti i vacanzieri del lungomare, nel passato ha assunto un valore sacro.  Su questo monte a picco sul mare,  si stabilì l’uomo primitivo, lavorarono estraendo la pietra bianca i Romani, passarono i Piceni, si stabilirono eremiti e benedettini, cavalcarono i Cavalieri Templari! Andiamo ad illustrare quali sono i due misteri del Conero,che vivamente vi consigliamo di scoprire durante il vostro soggiorno.

Il primo mistero si trova proprio in mezzo al bosco del Conero, e ci si può arrivare con una semplice camminata, immersi nel verde e in un’atmosfera avventurosa stile Indiana Jones. Un sentiero che porta alle famose Sculture Rupestri: uno dei segni più antichi lasciati dall’uomo nel territorio marchigiano! In prossimità di Pian di Raggetti, si trova una lastra di pietra con delle strane incisioni. Questo pavimento di pietra, che rompe la continuità del verde della macchia mediterranea, incute strane sensazioni appena vi si giunge: complice il silenzio o la percezione che qualcosa di sacro in passato li veniva compiuto. Si tratta essenzialmente di coppelle e canaletti scolpiti sulla pietra, datati 10000 anni a.c. La funzione di questo sito rappresenta il vero mistero! Dagli archeologi sono state formulate alcune ipotesi: una zona per la raccolta dell’acqua, una mappa del territorio per evidenziare le zone favorevoli per la caccia, oppure un altare sacro per sacrifici dedicati alle divinità. Un’ipotesi molto affascinate è quella ‘astronomica’: le sculture rupestri rappresenterebbero una mappa del cielo, che rispecchierebbe la costellazione del Toro.

Come arrivare alle Sculture Rupestri: Prendere il sentiero che sale fino a Pian di Raggetti, lasciando l’auto in prossimità località Massignano. Da Pian di Raggetti salire fino all’area dedicata al pic nic ( ci sono panche in legno e un tabellone con info turistiche). Da qui salire per 30 metri, rientrando nel bosco.

Il secondo misterioso segno del passato si trova invece in tutt’altro contesto: dall’atmosfera pacata e paradisiaca del bosco del Monte Conero, passiamo a quella briosa e mondana del centro storico di Sirolo. Proprio nel cuore della ‘Perla dell’ Adriatico’ si trova una strana incisione che risale ad un passato più vicino, probabilmente l’Alto Medio Evo. Sto parlando di una pietra scolpita, che fa parte dell’esterno della Chiesa del Sant.mo Rosario, dove compare scolpito San Michele Arcangelo con una strana iscrizione latina. Più in particolare, l’Arcangelo ha una spada e la frase dice : ‘’l’Angelo Michele è qui’. Nella tradizione Cristiana, San Michele è considerato l’angelo gigante, il più forte ed importante. Possiamo trovare in Italia altri simboli relativi a questo angelo, proprio in luoghi che possiedono una sorta di alone e riconoscimento spirituale: l’esempio più consistente in Puglia. La zona del Conero era riconosciuta in passato come luogo sacro, meta di pellegrini e gente devota alla Grande Madre, anche prima dell’avvento del Cristianesimo! L’ipotesi del significato di questa misteriosa pietra, sarebbe quella di evidenziare l’importanza sacra che aveva questo posto sin dall’antichità.

Come arrivare alla pietra di San Michele Arcangelo:arrivare a piedi nella piazza centrale di Sirolo, e scendere poi per via Italia. Troverete la Chiesa del Sant.mo Rosario sulla vostra destra, la pietra sulla parete esterna ben visibile dalla strada.

Hotel consigliati zona Monte Conero:

Strade Panoramiche nelle Marche

2 Aprile 2020turismomarche

 

Nell’organizzare un viaggio a volte vale la pena di tenere in considerazione il tragitto che si percorre per raggiungere la destinazione scelta. Il territorio marchigiano, per la sua varietà di paesaggi regala scorci meravigliosi ed è costellato di infinite opportunità per assaporare panorami fiabeschi, con soste improvvisate ed incontri inaspettati. La scelta è per ogni tipo di preferenza: a piedi, in moto, in bici, in macchina o anche in camper. Non resta che scegliere!

Da Piobbico ad Apecchio SP 257: il percorso si snoda tra tornanti, ponti, vegetazione fatta di boschi verdissimi e faggete, gole di pareti rocciose. Si può passeggiare nelle vallate strette, attorniati da coltivazioni di sgargianti girasoli, al suono del fiume Candigliano e sognare storie antiche osservando il Castello di Naro che domina la collina.

Da Portonovo a Sirolo SP Conero: si giunge alla baia, indiscutibilmente con panorama mozzafiato fino al mare cristallino e alla Spiaggia di Mezzavalle, raggiungibile facilmente attraverso un sentiero.

Da Tolentino a San Ginesio SP 126: si percorre la tipica campagna marchigiana circondata dalle dolci colline dai colori intensi e dai profumi inebrianti a seconda della stagione.

Da Smerillo a Montefalcone Appennino: percorrendo questo percorso è possibile scorgere numerosi paesi arroccati, fino a meravigliare lo sguardo scorgendo i Monti Sibillini e lo specchio d’acqua artificiale del Lago di San Ruffino.

Da Isola San Biagio al Rifugio Sibilla: percorso decisamente più montano si snoda da sotto la Grotta della Sibilla, la leggendaria fata incantatrice abitante dei monti, sino a raggiungere i 1.500 mt ove la vista spazia fino al mare.

Sulle tracce del vino più antico delle Marche

27 Marzo 2020turismomarche

 

Nelle  Marche sin dalla storia antica dell’uomo si produceva  vino, e abbiamo intenzione di farvi scoprire quale sia il vino più antico delle Marche. Il vino marchigiano è un prodotto che risale a tanti secoli fà: poeti e storici lo nominarono nelle loro opere.  Da sempre  il vino era considerato nettare degli Dei, assumendo un valore quasi ultraterreno. Basti pensare all’utilizzo che se ne faceva nei riti dedicati a Bacco presso i Romani, e all’importanza che aveva  in altre cerimonie religiose. Le Marche, complice il suo territorio costellato in prevalenza da colline baciate dal sole, raprresentarono un territorio regio per gli antichi popoli, proprio per la produzione di questo nettare divino. Ma qual è il vino più antico della nostra regione? E in quale zona veniva prodotto?

Innanzitutto vorrei presentarvi delle fonti storiche sicure che attestano tale storicità del vino nelle Marche. Polibio, celebre storico greco, nei suoi racconti di guerra del 168 a.c., dice che alcuni soldati in viaggio per le guerre puniche gustarono del buon vino dei Piceni. I Piceni rappresentano un antico popolo, di origine celtica, che si stabilì prevalentemente nella parte sud delle Marche. Altra fonte certa è quella del grande storico latino Plinio il Vecchio. Nella sua ‘Naturalis Historia’ conosceva alla perfezione il vino della parte sud delle Marche, affermando che c’era un vino cotto molto gradito agli imperatori.

 

È quindi nel Piceno, nella parte Sud delle Marche, il territorio che produsse il primo vino nelle Marche. Ci sono segnali che ci inducono in particolare ad indicare un antico paese di questa vasta zona, dove si produsse per prima  vino: Torre di Palme. Infatti lo stesso Plinio il Vecchio la cita per il suo pregiato vino: il Palmense! Questo stupendo borgo delle Marche, affacciato sul mare, fù fondata dai Piceni nel VI sec A.C., e il suo antico nome era Palma. Il nome del territorio, che possiamo ritrovare nelle carte geografiche del tempo, era invece ‘’Agro Palmense’’. Alla luce di questa scoperta, il nostro consiglio è di fare due cose: immergersi per le vie antiche di Torre di Palme, tra le sue chiese antiche e gli scorci panoramici, quindi assaporare il vino del luogo. Magari potrete meditare bevendo quel nettare, immedesimandovi nelle sensazioni e nei piaceri degli antichi Piceni e Romani.

La Contea dei Ciliegi: il rifugio dei sensi è nelle Marche

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5 Marzo 2020turismomarche

Ci troviamo in un posto speciale delle Marche, proprio dove il Piceno si comincia ad affacciare sul mare. La Contea dei Ciliegi, una Casa Vacanze che prende il nome da uno dei frutti prelibati della sua terra, è appoggiata sulla cima di una collina. Siamo appena sopra Pedaso, in provincia di Fermo, e sono due gli ingredienti naturali che ci sembrano rendere questo luogo un posto unico: un Parco di 80.000 mq e una posizione panoramica verso ogni direzione. Qui si ha la sensazione di essere vedette sui colori vicini e lontani del territorio marchigiano. Padroni indiscussi di questo variopinto quadro sono il blu del mare e il verde vivace dei prati.

La Contea dei Ciliegi era in passato un’azienda agricola: un’antica dimora con stalle e campi, lavorati  dalla famiglia Bruti, originaria del posto. Questo sangue, dedito al lavoro rispettoso della natura, si è evoluto in una “vocazione green” che Luigi Bruti, attuale titolare, ha voluto imprimere alla struttura ricettiva. Questa location turistica rappresenta un esempio di impegno per l’Ecologia per vari motivi: dall’utilizzo di pannelli fotovoltaici, ad un sistema innovativo di depurazione dell’acqua nera; da un sistema di irrigazione sotterranea (che porta ad una diminuzione del 70% degli insetti), al mancato utilizzo di pesticidi per tutte le piante ed alberi.

panorama zona est

Per trasmettervi al meglio che tipo di sensazioni e vissuti si provano in questo fiabesco posto, abbiamo deciso di dare voce ad un turista che ne ha realmente avuto esperienza diretta. Michael ha villeggiato qui due settimane nel mese di giugno, con sua moglie e sua figlia. Sceso da Monaco di Baviera, così comincia a descrivere la sua vacanza:

“C’è un gran silenzio per tutta la giornata. Sembra di venir catapultati in una scena di un film fantasy, dove sei circondato dalla natura e puoi perdere la cognizione del tempo. La prima cosa che mi ha emozionato, complice il cielo azzurro e nitido di giugno, è il panorama! Vi è una postazione, appena fuori gli appartamenti, dove rimani incantato dalla vista in lontananza di tre scenari mozzafiato: il Monte Conero a Nord, il Parco del Gargano a Sud, e per la gioia di mia moglie appassionata di montagna, la catena della Maiella verso l’interno…”

Poi parlandomi della piscina, uno specchio d’acqua adagiato come a valle nel parco… “Mi piaceva innanzitutto vedere mia figlia nuotare spensierata: finalmente abbiamo trovato un posto dove nella piscina non c’è cloro, che a lei crea irritazione agli occhi. C’è un sistema di depurazione ad elettrolisi, di cui non avevo mai sentito parlare. E mia moglie si vantava così tanto di vedersi addosso una pelle vellutata, appena usciva dalla sua nuotata pomeridiana!”

piscina

Interessante è come poi Michael ha vissuto i vari ambienti di questo grande parco…

“Lo facevo quasi tutti i giorni, in beata solitudine. Iniziavo a vivere il Parco come un susseguirsi di diversi spazi ed atmosfere. Cominciavo a camminare immergendomi nel bosco dei frassini. Ricordo il piacevole fresco dell’ombra che mi accompagnava, l’atmosfera un po’ fatata, ma soprattutto l’odore intenso del frassino! Mi piaceva poi intervallare questa camminata con degli esercizi ginnici che venivano consigliati nelle 12 stazioni… fino ad arrivare alla cosa più bella e speciale per me di questo posto: IL LABIRINTO. Lo chiamano in realtà “Il LABIRINTO RILASSANTE”, ed è un percorso di 1 km creato a immagine e somiglianza del labirinto che si trova dentro la cattedrale di CHARTRE. Mi sono sentito toccare al cuore, proprio perché mi sono imbattuto in uno dei temi che mi appassionano da sempre: i Templari e i loro segreti.. Ogni volta che percorrevo lentamente questo labirinto, riuscivo a staccare dalla realtà, dai miei pensieri. E con quel sano vuoto mentale appena guadagnato, mi fermavo ad ammirare l’indescrivibile panorama: da qui la vista può spaziare lontano verso la Costa Adriatica.”

prato zona est

Continuando con il suo racconto del giro nel parco, Michael diventa sempre più entusiasta quando riporta il suo arrivo nella parte più ad est, quella preceduta dalla zona degli ulivi…

“Se il bosco di frassini ed ulivi mi avevano fatto meditare, e se il labirinto aveva fatto tabula rasa nella mia mente… qui mi si è all’improvviso aperto il cuore e il respiro. Per l’ennesima volta in questo magico posto un panorama immenso, dai colori vivi e cangianti! Un prato fiorito di primule ti accoglie. È  lievemente inclinato per permetterti di stenderti, riposare, e continuare ad ammirare il mare verso Sud…”

In questa parte del parco, che si distingue appunto per la presenza di un grande prato e per la vista sul mare, si possono anche scorgere sulla costa i resti del promontorio che aderiva a questa collina. Sino al 1600 era presente un castello medievale: Castello Fageto. Alla Contea dei Ciliegi l’incanto della natura si mescola, infatti, anche con il fascino di storie antiche. Michael mi dice poi che nella Contea c’è una zona più interna, quella che dà il nome a questa stupenda realtà: il bosco dei Ciliegi.

Viale Imperiale

“C’è come un sentiero che unisce la zona affacciata al mare alla parte più interna, lo chiamano Viale Imperiale. Camminando qui, sono rimasto avvolto dagli odori delle tante erbe aromatiche presenti: salvia, timo, maggiorana, menta. Mi ha sorpreso un incontro ravvicinato con un simpatico leprotto! Ma poi è l’incanto del colore del fiore dei Ciliegi che ha rapito la mia vista, catapultandomi in un’atmosfera lontana, orientale… La zona dei Ciliegi, dove sono presenti anche altri alberi da frutto, è fresca anche nelle giornate più calde. Approfittavo per sedermi sulle panchine e disegnare sul mio album;  ora capisco come questi  alberi possano aver tanto ispirato nell’antichità pittori e calligrafi! Appena sopra il bosco poi, c’è anche un percorso per massaggiarti i piedi: una postazione per il BAREFOOTING. Corteccia di Pino Marittimo, pietre di fiume bianchi e verdi, legno di Bambù e Castagno, e infine una vasca di acqua  fresca… ecco tutti gli ingredienti naturali di questo benefico percorso. Veramente piacevole il contatto dei piedi con la terra… e che sensazione di leggerezza per tutto il corpo!”

zona bosco interna

Chiedo a Michael se durante la sua vacanza alla Contea dei Ciliegi, ci sia stata anche occasione per un po’ di convivialità e aggregazione…

“Una volta alla settimana, alla sera venivano organizzati dei Pasta Party nella zona piscina! La quiete e il benessere che questo posto ci trasmetteva di giorno, ci portava ad avere un grande appetito alla sera. Trovarci a tavola con altre persone provenienti da tutta Europa, per assaggiare tipologie di primi piatti italiani, è stata una situazione molto gustosa e divertente. Delizioso poi quel Rosso Piceno che sorseggiavamo con la pasta: un vino rosso antico del posto, dal sapore deciso. La cena era protetta dall’atmosfera serena del tramonto, con i suoi colori più tenui.”

Se cerchi un posto per trascorrere una vacanza all’insegna della bellezza del territorio, e della possibilità di rilassarti e meditare, la Contea dei Ciliegi ti aspetta. La testimonianza di Michael parla di colori, atmosfere, odori, e di particolari sensazioni fisiche e stati mentali che si attivano. Qui c’è un’energia benefica.

Contea dei Ciliegi, il tuo rifugio dei sensi

Per Info e prenotazioni:

www.conteadeiciliegi.it

info@conteadeiciliegi.it

 

Mare e difese immunitarie: un salutare legame

27 Febbraio 2020turismomarche

E’ un momento di ansia per la popolazione in Italia, per via dell’arrivo dell’ormai noto CORONAVIRUS. Vorremmo focalizzare l’attenzione su uno degli ingredienti fondamentali per alzare le barriere delle nostre difese immunitarie: il mare. E’ bene per ogni individuo adottare strategie di vita, al fine di migliorare i propri meccanismi di difesa corporea. Sembra che in natura, per l’uomo,  il mare sia  il contesto regio per aumentare le prorpie difese immunitarie. Per fortuna la nostra regione dispone di tale habitat:  le Marche rappresentano, ormai da anni, una delle mete più belle per una vacanza al mare in Italia, complice il fatto di avere 200 km di costa, e soprattutto di poter offrire al turista tante deliziose atmosfere marittime. Ora vediamo quale sia la relazione che si istaura fra il nostro organismo e il trovarsi in tali contesti di mare.

Partiamo dal ruolo che innanzitutto svolge l’acqua del mare. E’ accertato scientificamente che l’acqua di mare sia una potente fonte di proprietà benefiche per la salute.La salsedine e l’acqua salata dispongono di una serie di sostanze naturali di vario tipo, organiche e minerali, che rappresentano veri e propri farmaci naturali per combattere disturbi della salute.Conosciamo tutti ormai i benefici della così detta Talassoterapia: tramite l’assorbimento delle sostanze contenute nell’acqua marina, il corpo si rafforza. In pratica, il meccanismo che sta di base a tale processo, è un assorbimento degli oligoelementi e dei sali, che favorisce il ripristino dell’equilibrio organico. Il corpo diventa  più forte e resistente alle aggressioni esterne. Tanti altri sono poi i benefici dell’acqua di mare, e  dell’aria che si respira durante una passeggiata lungomare. Combatte le forme asmatiche e le riniti. L’aria di mare contiene una quantità di sali minerali come il cloruro di sodio e di magnesio, lo iodio, il calcio, il potassio, il bromo e il silicio, che agiscono da veri e propri mucolitici e antinfiammatori per le vie respiratorie.

Ma arriviamo all’argomento più importante di questa nostra parentesi sulla relazione tra il mare e le difese immunitarie. Sembra che grazie agli oligoelementi che si trovano nell’acqua di mare e nel vapore derivante dal mare si verifa tale importante condizione:

l’organismo assorbe tramite i polmoni sosotanze che migliorano la circolazione linfatica. Ciò attiverebbe i centri immunitari e favorirebbe una eventuale risposta immunitaria.

Il mare sarebbe quindi un ‘toccasana’ per il nostro sistema linfatico, che ha un fondamentale ruolo sulla consistenza delle nostre difese immunitarie! Ecco trovato il legame che a noi in particolare interessa. Sono poi accertati altri benefici del mare e di attività ludiche o sportive svolte al mare. Tale mix sembrerebbe aiutare chi soffre di:

-malattie ossee

-malattie dermatologiche

-ritenzione idrica

-problemi muscolari

-depressione

Dopo aver evidenziato l’importanza del mare sulla nostra salute, non possiamo che raccomandarvi di venire a trascorrere le vostre vacanze nelle Marche. Nella nostra regione le spiagge, le scogliere, i sentieri che portano al mare, sono una costante in ogni zona. Potrai trovare ampie baie dove camminare; oppure scogliere dove meditare osservando il blu del mare; scendere da sentieri immersi nei boschi, per poi tuffarti in acque cristalline. Tutti contesti grazie ai quali il tuo benessere e la tua salute migliorerà!

Ecco alcune strutture consigliate in relazione alle zone costiere o riviere che sceglierai:

Gabicce Mare:

 

Marotta:

 

Riviera del Conero:

 

 

 

Riviera delle Palme:

Pedaso Hanami 2020

25 Febbraio 2020turismomarche

Pedaso Hanami

Festa dei Ciliegi in fiore

Cos’è

Evento in stile Giapponese all’interno di un parco naturale di 80.000 mq affacciato sul mare con 2500 ciliegi.

Esibizioni musicali – Arti Marziali – Aquiloni in volo – Mercatini – Stand Gastronomici – Giochi vari

Data ed orari

25 Aprile 2020 dalle 11 al tramonto

Biglietti

Prevendita on-line a numero chiuso tramite Ciaotickets

Aquista ora: https://www.ciaotickets.com/biglietti/pedaso-hanami-2020-pedaso      

Punti vendita autorizzati Ciaotickets

https://www.ciaotickets.com/punti-vendita

Luogo

Parco Contea dei Ciliegi, Via dei Piceni 14 – 63827 PEDASO (FM)

Pedaso, piccola perla dell’Adriatico, ha un angolo di paradiso che non ti aspetti.

Sulla collina del Monte Serrone che sovrasta il paese, nel parco della struttura turistica “Contea dei Ciliegi”, si trova un bosco incantevole con oltre 2500 ciliegi.

La primavera crea l’atmosfera perfetta per vivere una festa nello stile dell’antica tradizione Giapponese di contemplare i parchi di ciliegi in fiore.

Nella giornata dell’evento “Pedaso Hanami”, dalle 11 al tramonto si può eccezionalmente accedere a questo parco privato di oltre 80.000 mq e vivere l’esperienza di una giornata a contatto con la natura.

Per l’occasione vengono organizzati spettacoli musicali, esibizioni di arti marziali, mercatini generici e a tema, volo di aquiloni, stand gastronomici sia dal sapore orientale e di specialità tipiche marchigiane.

La festa dei Ciliegi in fiore, una delle poche realizzate in Italia è anche patrocinata dall’Ambasciata del Giappone in Italia.

Abbigliamento consigliato:

Scarpe comode, vestirsi a strati per essere pronti a varie situazioni di temperature, telo per sdraiarsi sul prato, occhiali da sole, cappello, crema solare, k-way in caso di tempo incerto.
Area molto vasta con possibilità di percorrere a piedi suggestivi sentieri, godendo di un panorama mozzafiato che spazia dai monti al mare.
Alle persone con disabilità motorie o in stato di gravidanza si consiglia cautela e attenzione in alcune zone più scoscese del parco.

 

ecco le novità dell’edizione 2020

Per garantire un servizio migliore, venire incontro alle esigenze di tutti e rendere questo evento, unico in Italia, fruibile nella tranquillità di un contatto davvero appagante con la natura, si è deciso di apportare le seguenti modifiche organizzative:

Ingresso a numero chiuso, inferiore alle precedenti edizioni.

Biglietti in prevendita on-line su ciaotickets e nei punti vendita autorizzati.

  

  Costo biglietto € 5,00 (gratuito per diversamente abili e bambini fino a 10 anni)

  

  Link per acquisto on-line:

  https://www.ciaotickets.com/biglietti/pedaso-hanami-2020-pedaso      

  Link mappa punti vendita autorizzati:

https://www.ciaotickets.com/punti-vendita

Raggiunto il numero di vendite stabilito, l’evento sarà dichiarato

  SOLD OUT (tutto esaurito).

Con l’evento in SOLD OUT non sarà possibile acquistare i biglietti sul posto e

  quindi non sarà possibile accedere all’evento se non muniti di biglietto.

  Si raccomanda pertanto di affrettarsi ad acquistare i biglietti on-line.

Parcheggi:

   A) Sul posto, presso “Contea dei Ciliegi”

   B) a Pedaso, presso “Supermercato Conad” (ex Simply) e

   C) a Marina di Altidona presso “Centro sportivo Open Beach” con collegamento a

        piedi al punto di raccolta Bus Navette tramite il nuovo

        “Ponticello Ciclo Pedonabile” sul Fiume Aso

Navette:

   Servizio gratuito garantito da Bus autosnodato di 150 posti e trenino di 50 posti

   con frequenza ogni 30’ dal punto di raccolta presso

   “Supermercato Conad” (ex Simply)

Nelle Marche per un’escursione a picco sul mare

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20 Febbraio 2020turismomarche

 

C’è un escursione nelle Marche che riunisce insieme, come un appassionante cocktail, tre cose: l’energia del trekking, il respiro della natura dei boschi, lo spettacolo della vista sul mare. Tra Pesaro e Gabicce Mare, le due nobili regine delle vacanze al mare nelle Marche, è presente un percorso che costella antichi paesi, ville e ruderi Romani, baie e viste a picco sul mare: è il sentiero 151 che percorre da Sud a Nord il Parco del San Bartolo.

 

 

Abbiamo  direttamente fatto esperienza, in una tiepida giornata invernale, di tale percorso. Proveremo ora a darvi consigli utili, e trasmettervi qualche immagine che a noi è rimasta particolarmente impressa. Si parte da Pesaro innanzitutto, dall’imbocco per il Parco del San Bartolo nel quartiere Soria. Potete lasciare l’auto nella zona più a Nord del porticciolo turistico, nel grande parcheggio nei pressi del Baia Flaminia Hotel. La camminata inizia in salita, ed è possibile seguire o la carreggiata ( di Domenica è isola ecologica non trafficata ) , oppure il percorso in mezzo al bosco segnalato costantemente con la segnalazione 151. L’atmosfera è in entrambi casi di assoluta pace, intervallata dai rumori degli uccelli che popolano questa area verde. Tra le cose che si possono ammirare nella prima parte del percorso, ci colpisce un’antica Villa Romana: la famosa Villa Imperiale, avvolta dal verde del parco. La prima vera tappa poi, dopo un’oretta di camminata è Santa Marina Alta, dove la visuale si comincia ad aprire sullo spettacolo del mare. Di rilevanza storica è la presenza in questo punto del termine orientale della famosa Linea Gotica. Durante la Seconda Guerra Mondiale,  infatti, tale Parco fu scenario di piccole battaglie tra Tedeschi ed Alleati.

Il percorso continua tra dolci discese e salite, alternando vari scenari: dal bosco tetro al prato aperto, dalla camminata a picco sul mare a quella in mezzo al campo di vite. Si arriva dopo una mezzora di camminata alla Baia degli Schiavi. In realtà puoi scorgere questo antico lembo di spiaggia dall’alto: qui la storia vuole che in passato avvenisse una tratta di schiavi. È un momento abbastanza forte della camminata:  immaginarsi che nel mezzo di tutta questa natura beatificante, ci fosse tale disumana situazione. Si arriva poi, tramite un sentiero che segue la costa e permette una costante vista sul mare, ad uno dei gioielli del Parco del San Bartolo: Fiorenzuola di Focara. Siamo a metà percorso e, dopo circa 2 ore e mezza di camminata spalmate per 10 km ,approfittiamo per farci un giro in questo piccolo borgo medievale e gustarci i suoi piatti tipici: consigliamo la polenta di pesce in uno dei locali tipici con visuale sul blu del mare!

L’escursione prosegue toccando  un altro borgo dall’atmosfera medievale: Casteldimezzo. Quindi alternando piacevoli discese e salite, mischiando continuamente scenario, e mantenendo il mare a destra come rassicurante compagno di viaggio, il percorso giunge a Gabicce Monte, storica località turistica. Qui è giusto fermarsi per godere la vista della costa e del mare verso Nord,  potendo ammirare anche la ridente Gabicce Mare! La camminata terminerà appunto giungendo nell’ultimo ‘avamposto’ turistico delle Marche, una piacevole e panoramica discesa ci porta da ‘lei’. E la prima cosa cosa che consigliamo di fare a Gabicce Mare è di andare nella sua grande spiaggia, togliersi scarpe e calzini per immergere piedi e caviglie in acqua!: è una sensazione di estremo piacere dopo circa 20 km di camminata.

 

Caratteristiche tecniche del percorso

  • lunghezza: 19-20 km
  • difficoltà: E
  • tempo: 4  ore ( da Pesaro a Gabicce Mare )

 

Strutture ricettive consigliate a Gabicce Mare:

 

 

Mostre nelle Marche per il 2020: possibilità Van Gogh

6 Febbraio 2020turismomarche

 

Vi presentiamo le principali mostre d’ arte per il 2020 nelle Marche. Un’ annata che potrebbe essere a sorpresa contrassegnata dal  nome di uno dei più grandi pittori impressionisti: Vincent Van Gogh. E’ al lavoro infatti da tempo il sindaco Pugnaloni per portare nella sua Osimo una mostra dedicata al celebre pittore olandese. Per il momento vi segnaliamo le mostre che ufficialmente sono presenti nel panorama artistico marchigiano, in particolare vi consigliamo tre eventi particolarmente suggestivi.

 

Ad Urbino potete trovare la mostra dedicata a Raphael Ware. Tale evento, che prende il nome “Raphael Ware. I colori del Rinascimento ad Urbino” è tenuto presso il Palazzo Ducale, e durerà fino al 13 Aprile. Si tratta di una raccolta di grande prestigio di 147 maioliche appartenenti al periodo Rinascimentale, che riescono a trasmettere il clima culturale e il clima di vita tipico del 1400/1500 italiano. Autore di tali maioliche è proprio un pittore urbinate: Raphael Ware è il luminare per quanto riguarda l’arte della maiolica del Rinascimento sia italiano che europeo.

Trovi strutture dove alloggiare e altre info utili su Urbino cliccando qui: /properties/urbino/

 

C’è anche spazio per gli amanti della fotografia nelle Marche per il 2020. A Senigallia dal 20 febbraio sino al 5 settembre ci sarà la mostra ‘’Sguardi di Novecento. Giacomelli e il suo tempo’’. Tale rassegna fotografica è stata creata proprio in occasione dei venti anni dalla scomparsa del grande fotografo Mario Giacomelli. Ospiterà la mostra Palazzetto Baviera, uno degli edifici storici più importanti e prestigiosi di Senigallia, intessuto di arte e storia.

 

 Trovi strutture dove alloggiare e altre info utili su Senigallia cliccando qui: /properties/senigallia/

 

A Loreto, nel cuore sacro delle Marche, ci sara’ una mostra dedicata a Raffaello. Proprio inerentemente alla rassegna artistica dedicata dal 2019 al celebre pittore urbinate, a Loreto ci sara’ un approfondimento relativo alla sua opera ‘’Madonna del  velo’’. L’evento ‘’Madonna del velo o Madonna di Loreto’’ verterà su tale opera dal destino complesso : sembra che l’originale si perse ed una copia passò per il Santuario di Loreto. Una mostra che sarà quindi molto  apprezzata anche dagli storici dell’arte, e dove sarà esposta una versione di tale quadro attribuita a Raffaello. Il luogo dell’esposizione è il Museo Pontificio di Loreto, ed il periodo va dal 4 Aprile al 5 Luglio.

 Trovi strutture dove alloggiare e altre info utili su Loreto cliccando qui: /properties/loreto/

Nelle Marche le atmosfere incantate di antichi sentieri

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30 Gennaio 2020turismomarche

Camminare per i sentieri delle Marche è già vivere una sensazione colma di gusto, colori e fascino. I vari territori, posti come una continuità di scenari diversificati da Nord a Sud, offrono atmosfere fatte di verde rigoglioso, di colori tipici della macchia mediterranea, e magari di quel blu intenso del mare. A questo scenario visivo si può aggiungere il fascino e il mistero del passato. Le Marche, regione con un grande patrimonio storico ed archeologico, rappresentano un territorio vissuto in tutte le epoche della storia dell’uomo: dalla preistoria alla Civiltà Romana, dall’Alto Medioevo alla più vicina Epoca Rinascimentale. Vari quindi sono quei sentieri battuti in antichità dall’uomo preistorico o dai monaci benedettini, da legioni dell’Impero Romano o da Cavalieri Templari. Nelle Marche il piacere del trekking in mezzo alla natura si può confondere con il fascino della storia. Per immergervi in tali suggestive atmosfere, vi consigliamo queste tre escursioni.

Nel Parco del San Bartolo, sito proprio tra due delle più famose località balneari delle Marche, Gabicce Mare e Pesaro, vi è una piacevole camminata che costella antichi borghi medievali. Partendo infatti da Gabicce Monte si può fare un sentiero che tocca Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara. Si è circondati dal verde del Parco e si può gustare verso est il panorama infinito del mare. Questa camminata durante il Medioevo era in realtà una strada battuta da carri trasportati da muli, da soldati intenti ad osservare potenziali insidie dal mare, o magari da semplici pellegrini.

Consigli: lasciare l’auto a Gabicce Monte nel parcheggio che precede il paese, e procedere da qui in direzione Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara a piedi.

L’altro antico sentiero delle Marche che vi consigliamo si trova sul Monte Conero, proprio nel cuore della stupenda Riviera del Conero, a pochi km da Sirolo o Portonovo. Il Monte Conero sin dall’età preistorica è stato abitato dall’uomo primitivo: famose sono le Sculture Rupestri che si trovano in zona Pian di Raggetti, testimonianza di riti legati all’acqua. Molto suggestiva l’area in cui possono essere visitate tali tracce antiche dell’umanità. Ma il percorso più suggestivo si trova proprio sulla cima del Conero, nelle vicinanze dell’Abbadia di San Pietro. Contrassegnato con la numerazione 301, tale sentiero si immerge nel bosco, proprio dove in epoca medievale i monaci benedettini passavano per raggiungere grotte o anfratti naturali per pregare. Gli scenari che intervallano la discesa su tale parete est del Conero sono stupefacenti: vedute a picco sul mare, che possono far immaginare quanto fossero appropriate per la meditazione dei monaci.

Consigli: lasciare l’auto nel parcheggio situato in cima al Conero, proprio dove la strada che sale termina. Arrivare a piedi fino alla Chiesa di San Pietro, e quindi sulla sinistra imboccare il sentiero 301.

La terza tappa è invece un posto fatato, dove la storia si tinge di fiaba e leggenda. Sul Parco dei Monti Sibillini territorio che prende appunto il nome da una Sibilla, vi è un percorso che secondo la leggenda ha intrapreso un celebre cavaliere durante il Medio Evo: il Guerrin Meschino. Tale nobile cavaliere si avventurò per le aspre vette dei Sibillini, intento a trovare la Sibilla. La Maga viveva in una grotta, sapiente medichessa capace di cure e guarigioni impossibili all’uomo comune. Ancora oggi la grotta in cui viveva è presente, sul Monte Sibilla. Tramite una camminata di tre ore, partendo dal Rifugio Sibilla nelle vicinanze di Montemonaco, è possibile arrivare in vetta ed osservare dall’esterno l’entrata della magica grotta. Parte della camminata verra’ effettuata in cresta, e ti sentirai da lassù padrone del territorio come un’aquila. Proprio come poteva sentirsi il Cavalier Meschino nella trepidante ‘ascesa’ verso la sua Sibilla.

Consigli: lasciare l’auto nel parcheggio del Rifugio Sibilla. Seguire le indicazioni per il Monte Fata, circa tre ore di camminata sulla carrareccia sovrastante il Rifugio.

L’elenco dei presepi viventi nelle Marche

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8 Dicembre 2019turismomarche
presepe-vivente-elenco

Ecco a voi il nostro appuntamento con i presepi viventi da visitare in tutte le Marche.

Il presepe vivente è una delle rappresentazioni italiane più caratteristiche del Natale. Il primo presepe vivente risale al 1223 e fu opera di Francesco d’Assisi, a Greccio, vicino Rieti. Da quell’anno l’arte dei presepi viventi si è diffusa rimanendo chiaramente una tradizione italiana e cristiana che però è stata esportata in tutto il mondo.

Anche nelle Marche sono molti i presepi viventi, e non, che sono organizzati nei vari comuni. I presepi non hanno soltanto un significato per i credenti, all’interno vi si possono ritrovare le rappresentazioni di arti e costumi dell’epoca. Vi suggeriamo un percorso da sud a nord tra i più belli che abbiamo visitato.

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO

Presepe vivente di Grottammare dal 26 Dicembre, 1 e 6 Gennaio Vecchio Incasato – dalle ore 16.30 a Grottammare.

Presepe vivente di Altidona, il 25 e 26 dicembre ad Altidona.

PROVINCIA DI FERMO

Presepe vivente di Falerone, Parco Archeologico di Falerone, 26 Dicembre, ore 16.30 a Falerone.

Presepe vivente.. nel cuore di Montegranaro, 28 e 29 Dicembre (dalle ore 16.30 alle 20.00) a Montegranaro.

PROVINCIA DI MACERATA

29a edizione del Presepe Vivente, il 26 e 29 Dicembre 2018 e 6 Gennaio 2019, a Potenza Picena.

La via dei Presepi Cessapalombo.

PROVINCIA DI ANCONA

Presepe Vivente a Barbara a Barbara.

Presepe di Genga 26 dicembre e 29 dicembre a Genga.

Il paese presepio animato il 26 ed il 29 dicembre dalle 16.30 alle 19.30 ed il 5 gennaio arrivo dei Re Magi dalle 16.30 alle 19.30 a Serra San Quirico.

XIa edizione del Presepe Vivente di Pietralacroce, a Pietralacroce.

PROVINCIA DI PESARO URBINO

Presepe vivente di Piobbico.

Presepe Vivente di Gabicce Mare a Gabicce Monte.

5 cose da NON regalare a Natale

8 Dicembre 2019turismomarche

Se li avete presi, siete ancora in tempo per cambiare idea.

In Italia e nel mondo c’è una vendita consistente di oggetti scartati dopo Natale. Che significa? Che in molti non hanno gradito il vostro regalo (ATTENZIONE: succede spesso che regaliate doni già ricevuti, controllate se ci sono biglietti dedicati a voi!!!).

Come fare per fare il regalo perfetto? Ci sono alcuni regali che nessuno tollera, che nessuno vorrebbe ricevere. Molte volte lo sbagliamo a fare perché pensiamo troppo a noi stessi: facciamo un regalo che piacerebbe a noi e non alla persona che lo deve ricevere. Quindi, fate a meno, altrimenti rimarrete delusi anche voi al solo sguardo del vostro amico o parente.

5. UNA RICARICA TELEFONICA

Oramai non va più di moda, peraltro le ricariche cartacee non sono più di moda. Oramai si fa tutto via internet.

4. UNA COLLANA DI PERLE/FAZZOLETTI/PORTAFOGLI

Dai questa era semplice. Alcune dicerie popolari infatti, dicono che porti sfortuna. Quindi meglio evitare.

3. SOPRAMMOBILI 

È arrivato il momento di smetterla di regalarli.

2. COSE CHE EVIDENTEMENTE NON METTERA’ MAI

Se non avete visto la persona cui avete comprato l’orologio con un orologio, perché glielo state regalando? Vale la stessa cosa per sciarpe, collane!! ed accessori vari.

1. ELETTRODOMESTICI 

Nel 90% dei casi non state facendo un regalo a vostra moglie. Ma alla vostra pancia/idea di pulizia/…

 

10 regali da fare quest’anno a Natale

8 Dicembre 2019turismomarche

Se siete in ritardo con i regali quest’articolo fa per voi.

Come ogni anno ci sono i ritardatari dei regali, quelli che si tuffano nei negozi sperando di trovare il regalo desiderato. Andateci con calma. Quest’anno vi diamo un elenco di 10 cose che potreste regalare.

10. UN LIBRO

Fa sempre bene leggere, quale miglior momento pensare ad una persona attraverso un libro?! Noi vi consigliamo questo.

9. UN PERCORSO BENESSERE

Tutto un anno a sgobbare, le vacanze natalizie sono sicuramente un momento di dolce riposo. Approfittatene per andare a farvi fare un massaggio con un percorso benessere. Tipo questi.

8. UN CAPPELLO

È l’accessorio che va più di moda in questo periodo. Quindi approfittatene per regalarne uno molto originale e magari artigianale. Qui ne troverete parecchi.

7. UN CALENDARIO

Magari non è così importante questa persona a cui dovete fare un dono. Magari siete stati invitati alla vigilia da un amico di un parente. Questo è un bellissimo calendario, penso possa bastare.

6. UNA FOTOTRAPPOLA

È un oggetto che va molto di moda tra gli escursionisti e chi cerca qualcosa in più di una semplice passeggiata. Serve per fare stupendi video e foto come queste.

5. UN VINO

Vi dovete presentare a cena da degli amici. Quale miglior dono di un buon vino?! Qui trovate un’ottima guida.

4. UN ABBONAMENTO AL CINEMA

Fare un regalo culturale non sbaglierete mai: un ingresso al teatro o abbonamenti al cinema. Carini come questo però.

3. UNA SETTIMANA BIANCA

Magari meno di una settimana, comunque sia qualche giorno nella neve. Ci vuole lo skilift ma soprattuto pianificazione su dove andare. Qui potete avere qualche idea.

2. UN REGALO SOLIDALE

Ci vuole sensibilità. Il budget qui è illimitato. Ed un luogo dove cercarlo potrebbe essere questo.

1. UNA VACANZA PER L’ESTATE

Sapete dove ve la consigliamo. Qui trovate tutte le informazioni.

 

Perché si canta “Tu scendi dalle stelle” a Natale

8 Dicembre 2019turismomarche

Tutti che parlano di tradizioni ma nessuno che ci spiega da dove deriva questa stupenda canzone.

Dopo l’8 dicembre oramai il Natale è alle porte. Che il Natale stia arrivando lo si vede anche dalle luci che sono presenti in ogni borgo. Nei megafoni di qualche addobbo risuonano canzoni che sono nell’immaginario natalizio di ognuno di noi.

Se vi dovessimo chiedere qual è la canzone più cantata al mondo durante il periodo di Natale? Sicuramente ci rispondereste Merry Christmas (quella che inizia con il “We wish you a merry Christmas” per intenderci) ma in molti di voi già scorgiamo le prime strofe del Tu scendi dalle stelle canto italiano celebre e presente in ogni presepe vivente.

Questa canzone è nota anche come Canzoncina a Gesù Bambino o meglio A Gesù Bambino ed è di antica tradizione. Risale esattamente al 1754 quando il vescovo futuro sant’Alfonso lo rese noto in quel di Nola (in provincia di Napoli). La sua celebrità è arrivata anche nelle Marche. Sono sette strofe in ognuna delle quali troverete sei versi.

Per questo Natale preparatevi bene perché le prime strofe le sappiamo tutti, ma poi spesso e volentieri ci si perde.

Ecco a voi il testo:

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,

e vieni in una grotta al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui tremar;
o Dio beato!
Ahi quanto ti costò l’avermi amato!
ahi quanto ti costò l’avermi amato!

A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e foco, o mio Signore,
mancano panni e foco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m’innamora,
giacché ti fece amor povero ancora,
giacché ti fece amor povero ancora.

Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per venire a penar su questo fieno,
per venire a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio core,
dove amor ti trasportò?
O Gesù mio,
perché tanto patir? Per amor mio!
perché tanto patir? Per amor mio!

Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Sposo mio, amato Dio,
mio Gesù, t’intendo sì!
Ah, mio Signore,
tu piangi non per duol, ma per amore,
tu piangi non per duol, ma per amore.

Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato,
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto del mio petto,
se già un tempo fu così,
or te sol bramo:
caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo,
caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo.

Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no ma veglia a tutte l’ore,
non dorme, no ma veglia a tutte l’ore.
Deh, mio bello e puro Agnello,
a che pensi? dimmi tu.
O amore immenso,
“Un dì morir per te” – rispondi – “io penso”,
“Un dì morir per te” – rispondi – “io penso”.

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss’io?
ed altro, fuor di te, amar poss’io?(***)
O Maria, speranza mia,
s’io poc’amo il tuo Gesù,
non ti sdegnare
amalo tu per me, s’io nol so amare!

amalo tu per me, s’io nol so amare!

 

L’elenco delle piste di pattinaggio sul ghiaccio nelle Marche

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8 Dicembre 2019turismomarche
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Ecco a voi l’elenco con le mappe di tutte le piste sul ghiaccio della nostra regione.

Uno degli appuntamenti oramai tradizionali del Natale sono le piste di pattinaggio sul ghiaccio. Si sta diffondendo in tutta la regione l’appuntamento con il ghiaccio all’interno delle nostre bellissime piazze. E voi a quale di queste andrete?

Tutte le piste sono state inaugurate e chiuderanno tra il 6 gennaio ed il 15 gennaio. 

Ascoli Piceno – Piazza Arringo 

 

Fermo – Piazza del Popolo

 

Macerata – Piazza della Libertà

 

Civitanova Marche – Casa di Babbo Natale

 

Porto Recanati – Piazza delle Rimembranze

 

Recanati – Piazza Giacomo Leopardi

 

Fabriano – lungo il Corso

 

Osimo – Piazza Boccolino

 

Ancona – piazza Cavour

 

Fano – piazza Avveduti

 

Pesaro – Piazza del Popolo

 

E se vi manca l’estate, cliccate qui:

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Un presepe da vedere assolutamente nelle Marche

1 Dicembre 2019turismomarche

Questo presepe merita assolutamente di essere visto.

Andrea Pistolesi, un presepista di alta professionalità, in occasione del decimo anno delle sue mostre permanenti nelle cantine di Palazzo Bonafede di Monte San Giusto, ove è ubicata la Pinacoteca ed il Centro Maggiori, una raccolta di disegni di scuola bolognese e romana del XVII e XVIII secolo, intende festeggiare questa ricorrenza con una serie di manifestazioni che vanno dall’inaugurazione della mostra natalizia 2019-20.

Monte San Giusto è un paese dove il culto del presepe è sentito ampiamente e radicato nei secoli, nacque ad opera dei francescani nella chiesa di Santa Maria della Purità alla fine del Settecento. Partendo da scarsissimi dati registrati tra fine Ottocento e primi Novecento è stata ricostruita e ripercorsa la storia attraverso numerosissime testimonianze che oltre alla narrazione hanno offerto la documentazione fotografica e non solo. La ricostruzione accurata della professoressa Livia Brillarelli, autrice del libro, ha trasformato la microstoria in storia certificata e perciò vera. Livia Brillarelli è la coordinatrice del gruppo “Convivio Sangiustese” che si occupa della rivalutazione storico-artistica del paese attraverso conferenze e pubblicazioni.

Il culto, come detto nacque ad opera dei francescani verso la fine del 1700, ma già molti anni prima, nel XV secolo pittori ignoti realizzarono una bellissima Madonna dell’Umiltà o del Latte nella chiesetta posta su due incroci di strade importanti piceno-romane che portavano a Fermo e Montegranaro. Essendo la chiesetta fatiscente, l’affresco è stato staccato e restaurato negli anni Ottanta e posto nella Chiesa Collegiata. Questa è una delle varie testimonianze fondamentali di quanto i sangiustesi fossero legati alla Natività ed all’infanzia del Cristo.

La storia parte dallo storico presepe dei frati, le cui statue sono state ritrovate solo in parte e sono quelle ottocentesche, sono le tipiche figure di gesso marchigiano vivacemente colorato, che per la sua maestosità e bellezza richiamava i pellegrini dei paesi vicini, ai primi rudimentali movimenti realizzati con pulegge e staffe che venivano azionate a mano attraverso un manovella, ai presepisti storici come Mario Pirro, ai primi meccanismi elettrici, ai plastici monumentali per contenere presepi realizzati con tecniche all’avanguardia nella chiesa Collegiata, dove il culto fu spostato dall’arciprete don Dante Raccichini, grande estimatore di tale rappresentazione, incaricando Giuseppe Brandimarte, che sfoggiò le sue doti architettoniche ispirandosi a noti monumenti italiani, ai concorsi che coinvolse l’intero paese, stimolati sempre dall’arciprete, ai presepi di pane realizzati con la pasta di sale dallo storico forno Mazza, al presepe vivente dei bambini, a quelli delle scuole elementari, all’ultimo “Maestro dei Maestri”Andrea Pistolesi che possiede una vastissima collezione di statue di alto pregio provenienti da tutte le parti d’Italia.

Attraverso figure di scuole diverse riesce a realizzare con tecniche avanzate ed avvalendosi di collaboratori esperti quali il maestro Cesare Ciccalè e tecnici come Gilberto Pistolesi e Stefano Renzi, una mostra presepistica di scuola marchigiana moderna sia nello stile che nelle tecniche. Andrea Pistolesi recentemente ha fondato l’associazione “Amici del presepe Monte San Giusto” il cui intendo è di passare dalla mostra permanente al museo, effettuando sia una donazione di alcuni cimeli e presepi fondamentali che una cooperazione che rinnovi e mantenga viva ogni anno la tradizione sangiustese stabilendo un coinvolgimento di cittadini e scuole, affinchè l’atavico culto non muoia. Il libro dedicato allo stimolatore principale dei presepisti sangiustesi, l’arciprete don Dante Raccichini, è formato da 160 pagine di cui 60 di foto quasi tutte a colori presenta una suggestiva copertina, vivacemenrte colorata e realizzata dal grafico Massimiliano Mancini. La stampa è opera della tip. San Giuseppe di Pollenza.

5 destinazioni natalizie nelle Marche

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25 Novembre 2019turismomarche

State programmando un viaggio nella nostra regione? Questo è il momento giusto.

Natale ha un’atmosfera magica, tutti i borghi marchigiani si colorano a festa con addobbi stupendi e talvolta molto originali: quali vedere e dove andare? Noi oggi vi suggeriamo cinque località che dovreste visitare sotto le vacanze di Natale.

5. I mercatini di Natale di Morro d’Alba

Una delle cittadine conosciute per esser uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Dovreste visitare assolutamente questo luogo prima di Natale quando verrà allestita la Casetta di Babbo Natale e di conseguenza avranno luogo moltissimi eventi. Sabato 7 dicembre verranno allestiti i mercatini natalizi lungo il camminamento “La Scarpa” dove potreste assaggiare i prodotti locali ed il buonissimo vino “Lacrima” del posto. Domenica 8 dicembre, il giorno successivo, potrete assistere all’accensione dell’Albero nella piazza Tarsetti oltre che al concerto della Banda Musicale.

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4. Un Natale culturale a Montegiorgio

Che ne dite di una passeggiata nel centro storico di questo paesino che si trova in provincia di Fermo? Tantissime sono le proposte culturali che ogni anno si succedono durante il periodo natalizio. Vi segnaliamo in particolare la frenetica attività del Teatro Alaleona di Montegiorgio: il 14 dicembre vanno in scena i piccoli artisti del paese. Lo spettacolo si chiama “rcacciature” un evento di folklore, musica e poesia, dove sono i giovani i protagonisti (chiaramente è tutto in dialetto quindi preparatevi che sarà da ridere). Il 22 dicembre, invece, andrà in scena Sipermarket – a modern tragedy. Uno spettacolo che va in scena in esclusiva regionale firmato da Gipo Gurrado e Livia Castiglioni. La carrellata di eventi si concluderà il 26 dicembre ed il 27 dicembre con i tradizionali concerti di Natale con la Banda Musicale “Domenico Alaleona” e della Banda Giovanile e Junior Band. L’ingresso è libero ed i bandisti hanno preparato dei grandi pezzi anche per quest’anno. Vi consigliamo anche di monitorare l’attività del Cinemanzoni, sempre molto attivo durante il periodo natalizio.

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3. Il villaggio di Babbo Natale ad Ascoli Piceno

Ascoli Piceno non ha bisogno di presentazioni: andarci a Natale è solo un plus. Quest’anno molti saranno gli eventi che allieteranno le magnifiche viste della cittadina di travertino del sud delle Marche. In Piazza Arringo si susseguiranno numerose manifestazioni: il mercatino dell’antiquariato, ai teatri in piazza per bambini fino alla pista da pattinaggio, per poi passare alla musica che ci porterà a ballare con lo Zoo di 105 in Piazza del Popolo durante le celebrazioni del Capodanno. Piazza che si colorerà di nuovo con l’arrivo delle Befane, il 5 gennaio.

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2. La Festa del Duca ad Urbino

Urbino è una città magica e la sua imponente storia ce lo ricorda ogni volta. La cittadina del nord delle Marche anche quest’anno si colorerà a festa per celebrare il Duca d’inverno. Potrete assistere alle tradizionali rievocazioni storiche con le celebri sfilate, gli spettacoli e i tamburi che riecheggeranno per tutte le strade. Tradizionale e magnifico è il Presepe Rinascimentale unico in tutta la penisola: segnatevi queste date, 7 ed 8 dicembre. Ovviamente a far da cornice ci saranno anche i mercatini dell’artigianato di Corso Garibaldi ed in Piazza della Repubblica. Non mancherà nulla al vostro Natale ad Urbino, neanche le celebri “Vie dei Presepi” che porteranno il piccolo Gesù all’interno dei palazzi e dei vicoli del centro fino all’Epifania.

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1. Natale sui Sibillini

Con questo meteo così mutevole è impossibile darvi una previsione. Abbiamo letto varie analisi degli esperti e sembra che a Natale le temperature dovrebbero essere al di sopra della media: non dovrebbe nevicare a bassa quota. Per i più esperti e per chi invece vorrà godersi il panorama dai piccoli borghi come Foce, Montemonaco, Frontignano, Ussita, Comunanza o Visso: quest’anno consigliamo i Sibillini. Le nostre montagne sono una delle bellezze che non potrete perdere.

Qui vi segnaliamo una gita che non potreste perdervi.

 

4 paesini da visitare a Novembre

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16 Novembre 2019turismomarche
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Che ne dite di un giro nelle Marche a Novembre?

Ogni mese ha il suo fascino: a Novembre vi consigliamo un tour nei paesini dell’entroterra. Luoghi dove le mura antiche riecheggiano le storie del passato. Che ne dite di farvi un giro in questi luoghi? Ecco i paesini che vi consigliamo per questo mese.

MONDAVIO

Mondavio è un grazioso e caratteristico paese nella provincia di Pesaro Urbino chiuso all’interno di una cinta muraria e difeso da una poderosa rocca.

La rocca roveresca di Mondavio è il principale monumento e simbolo della cittadina. Fu commissionata da Giovanni Della Rovere all’architetto militare Francesco di Giorgio Martini e fatta costruire tra il 1482 e il 1492.
In epoca tardo romana Mondavio fece parte della fiorente città di Suasa, distante 5 Km a monte, luogo in cui sono state portate alla luce notevoli vestigia e reperti.

Distrutta Suasa dai Goti, gli abitanti fuggirono insediandosi sulle colline attorno, dando origine ai primi nuclei degli attuali borghi collinari, fra cui Mondavio.
Mondavio conobbe il dominio dei Malatesta, dei Piccolomini, dei Medici, dei Montefeltro e dei Della Rovere fino al 1631, quando passò allo stato della Chiesa. Mondavio da secoli fu nodo di raccordo di un sistema di fortificazioni, centro amministrativo, commerciale, religioso e culturale di un ampio territorio.

Il comune di Mondavio è stato insignito da luglio 2003 del riconoscimento della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra, del Touring Club Italiano.
Tra il monumenti e i luoghi di interesse a Mondavio ci sono: Ex convento dei Cappuccini. La Chiesa e il Convento successivamente ristrutturati sono utilizzati come complesso ricettivo per convegni e congressi. La Chiesa di San Francesco trasformata più volte dal duecento sino all’attuale configurazione del 1700, ha un’architettura semplice e maestosa all’esterno e all’interno, con tracce di barocco. Collegiata dei Santi Pietro e Paterniano del 1300. Chiesa di Santa Maria della Quercia che contiene interessanti affreschi del XVI secolo attribuibili ai pittori Presutti di Fano. Il Teatro Apollo costruito alla fine del XVIII secolo all’interno della quattrocentesca chiesa di San Filippo Neri.

ACQUAVIVA PICENA

Acquaviva Picena sorge su una collina dalle quale è possibile osservare un panorama spettacolare offerto dalle dolci colline marchigiane e dai monti dell’Appennino. Acquaviva Picena si trova nella provincia di Ascoli Piceno ed è insignita della Bandiera Arancione.

Il Borgo Medievale di Acquaviva Picena è cinto da mura e bastioni che conservano la poderosa fortezza, architettura militare rinascimentale. La piazza è il baricentro del centro storico, disposto in forma allungata fra due opposti colli. Su quello occidentale sorge la Rocca  e su quello orientale la Terra Nova, l’ampliamento dell’abitato di età rinascimentale. Le strade del borgo sono quasi parallele e raccordate da rampe gradonate come il pittoresco vicolo del Trabucco, dove anticamente vi erano depositate delle macchine belliche simili alle catapulche.

Del patrimonio storico artistico Acquaviva Picena offre ai suoi visitatori non solo la splendida Rocca oggi sede del Museo delle Armi Antiche, ma anche la Chiesa di San Lorenzo contenente un retablo seicentesco, la Chiesa e il Convento di San Francesco, fondati secondo la tradizione dallo stesso santo di Assisi e il  Museo della Pajarola, tipico cesto di paglia.

OFFAGNA

Offagna, il paesino nelle vicinanze della Riviera del Conero che fa rivivere il Medioevo nelle Marche.

Offagna è una delle meraviglie della Regione Marche, sorge alle spalle di Ancona e della Riviera del Conero, in particolare su una zona dove il terreno comincia ad ondularsi dolcemente ed assume un colore prevalentemente verde, caratteristica tipica dell’entroterra delle Marche.

Offagna è un borgo medievale pittoresco e tranquillo, che da qualche anno è stato insignito dell’importante riconoscimento di Bandiera Arancione per alla sua bellezza e importanza storica e turistica.

Una meta interessante per il turista attento è il Museo di Scienze Naturali dedicato a Luigi Paolucci, uno dei più illustri naturalisti delle Marche.

Al Museo ogni anno affluiscono tantissime scuole nei viaggi di istruzione nelle Marche. Qui si trova una ricca strumentazione scientifica  e reperti di scienze naturali.

La cultura storica di Offagna trae origine dalla sana e genuina civiltà contadina e il monumento più importante del paese è senz’altro la Rocca Medievale, che si erge maestosa sulla cresta più alta di Offagna. Dall’alto della Rocca si ha la sensazione di dominare estesi paesaggi delle Marche,  dal mare della Riviera del Conero, alle colline e le montagne dell’entroterra marchigiano.

Il fortilizio venne costruito tra il 1454 e il 1456, potenziando un antico castello preesistente, nella parte più elevata del colle che domina la vallata dell’Aspio. Posta su una roccia di arenaria, assume un aspetto ancora più forte dominatore. Tale presidio garantiva la pace al territorio di Ancona, che fu fulcro di numerose battaglie.

La Rocca si presenta come un massiccio quadrilatero con Mastio eccentrico leggermente spostato, in posizione dominante su una rupe di arenaria. All’interno della Rocca oggi è ospitato il Museo della Rocca, che mostra un interessante raccolta di armi antiche, dalla preistoria sino all’epoca moderna.

Celebre e di richiamo per tutta Italia è la festa che si tiene ad Offagna nel mese di luglio, per rievocare il Medioevo. Le Feste Medievali di Offagna è uno dei più importanti eventi delle Marche che si ripete ogni anno, ispirandosi di volta in volta ad una tematica storica nuova.

MONTELUPONE

Nella Piazza Centrale si affaccia il Palazzo Comunale è un edificio che risale al medioevo anche se è stato riedificato durante il Regno italico di Napoleone. Nel XIX secolo ha subito vari restauri tra cui quello dell’architetto Ireneo Aleandri, allievo di Giuseppe Camporese e di Raffaele Stern nonché progettista dello Sferisterio di Macerata, nel 1823, e della Villa Caterina a Porto San Giorgio, nel 1825. In origine senza loggiato ad oggi nelle colonne si possono ammirare le lapidi che celebrano Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, l’Unità d’Italia (come potrete leggere in seguito Montelupone ha un ruolo centrale per questo momento storico). All’interno si trovano le lapidi di Isidorio De Vecchiotti, condottiero monteluponese e del Conte Flavio, uno di membri dell’importantissima famiglia Barbarossa. All’interno del Consiglio Comunale invece ci sono le decorazioni in stucco che richiamano ai motivi floreali di Gaetano Koch che si trovano nell’Aula Magra del Palazzo Comunale di Recanati.

Nel cuore del borgo si affaccia il Palazzetto del Podestà (o dei Priori) con la Torre Civica, un edificio trecentesco di grande valore architettonico a forma rettangolare, in cui si evidenzia l’influenza lombarda. Il loggiato a cinque archi è sovrastato da altrettante bifore ogivali poste nel salone principale del piano nobile, che custodisce un affresco devozionale del Cinquecento nello stile espressivo tipico della Controriforma. Parte integrante del monumento è l’adiacente Torre Civica con merlatura ghibellina che accoglie lo stemma più antico della città, l’orologio civico e la grande campana in bronzo fuso. All’interno del piano nobile si trova la Pinacoteca Civica, da visitare in un ideale percorso di conoscenza del borgo insieme con il Museo d’Arti e Mestieri Antichi, che ha sede nei sotterranei del Palazzo Comunale.

Palazzi Tomassini-Barbarossa appartiene ad una tra le più importanti famiglie di Montelupone nonché dirette discendenti di Federico Barbarossa, fu costruito nel XVIII secolo. All’interno vi si possono trovare collezioni d’arte, saloni dell’epoca, biblioteche.

Palazzi Chigi-Celsi-De Sanctis vi si trovano decori d’epoca e cicli pittorici di oggetti sacri. Fu residenza invernale ed estiva del commendatario dell’Abbazia, Cardinale Flavio Chigi, nipote di Papa Alessandro VII. Successivamente dei Celsi, appartenenti alla nobiltà di Montelupone.

Palazzi Narcisi-Magner è uno dei palazzi più suggestivi, anch’esso di stampo nobiliare, in quanto conserva dei cunicoli sotterranei che collegavano nell’antico Montelupone tutti gli edifici nobili e religiosi.

Chiesa di San Firmano di proprietà di un’antica abbazia benedettina venne ricostruita nel 1256 dopo che venne distrutta dalle guerre tra guelfi e ghibellini. La facciata è a capanna in laterizio ed il finestrone è stato aggiunto nel Settecento. All’interno la pianta è su tre navate con un presbiterio rialzato sopra la cripta di stile gotico. Venne fondata nel 986.

Teatro Nicola degli Angeli è lo spettacolare teatro di Montelupone. Il progettista fu Ireneo Aleandri, lo stesso del Palazzo Comunale, che si ispirò per la realizzazione del teatro ad architetture palladiane, con una marcata impronta neoclassica. Il modello che segue, infatti, questa volta richiama gli illuministi francesi che, secondo alcuni, vennero rilanciati nelle Marche da Luigi Poletti con il Teatro della Fortuna di Fano. Per anni rimase incompiuto, fu così Giuseppe Sabatini a riprendere il progetto. Il teatro venne inaugurato nel 1889 e ad oggi conserva una volta affrescata, una sala a ferro di cavallo e due ordini di colonne coronate da una balaustra che delimita il loggione. Il teatro è stato dedicato ad un’altra figura importante per Montelupone, Nicola degli Angeli appunto, che fu poeta, autore di opere teatrali e giurista che nacque nel 1535.

Palazzo GiochiPalazzo FescoPalazzo Bordoni e Palazzo Franchi alcuni degli altri palazzi da dover visitare a Montelupone di origine settecentesca ed ottocentesca di color biscotto. La loro presenza contribuiscono ad arricchire il tessuto urbano del paese. All’interno del Palazzo Bordoni nel 2008 è stato inaugurato un’importante museo. Il percorso che propone è quello dedicato alla storia della fotografia che partendo dalla metà dell’Ottocento arriva fino all’attualità con il digitale. Il museo ospita un’eccezionale raccolta di macchine fotografiche, cineprese, stampe e fotografie che appartengono ai due collezionisti privati Adriano Andreani, famoso reporter, e Vicenzo Marzocchini, fotografo e docente di storia della fotografia.

Un giro a Tavullia, tempio di Valentino Rossi

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16 Novembre 2019turismomarche
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Chi è Valentino Rossi? Un tour alla scoperta del grande campione di motociclismo.

Di lui si è detto tutto. Forse troppo. La sua fama internazionale lo ha portato sulla bocca di tutti gli appassionati di motociclismo. Ha vinto tutto e tutti, si è sobbarcato polemiche, infortuni rimettendosi sempre in gioco. Ora, ne tracciamo un brevissimo profilo biografico cercando di intersecare la sua vittoria con il suo luogo natio: le Marche. Come molti di voi sapranno, soprattutto desumendolo dalla famosissima parlata che ha invaso tutte le televisioni italiane, il pluricampione Valentino Rossi ha origini marchigiane. Ecco un itinerario quindi che tutti gli amanti delle due ruote dovranno percorrere per conoscere questo mostro sacro.

Valentino Rossi nasce il 16 febbraio del 1979 ad Urbino da papà Graziano e mamma Stefania Palma. La sua infanzia la trascorre liberamente a Tavullia, il paesino in giallo che si è visto dove ora è semplicissimo scorgere il numero 46 un po’ ovunque. Tutto è foderato di giallo e nero, i colori sempre accostati al campione di Tavullia: trovate scritte, bar e il fan club dove ovviamente sono immortalate tutte le grandi gesta di Valentino.

Il padre Graziano Rossi è colui che lo ha introdotto alla vita motociclistica. “Andavamo sul piazzale della Berloni, legavo con una corda la sua macchinina dietro al mio motorino e lo trainavo mentre faceva i traversi e il controsterzo. [Quanti anni aveva?] Forse manco due, me lo ricordo perché a due anni e mezzo ha avuto in regalo un motorino con le rotelle. Che ha tolto quasi subito” come raccontò lo stesso padre in un’intervista al Resto del Carlino.

La sua rampa di lancio sono stati i go kart e le minimoto. A 13 anni è già in sella all’Aprilia AF1 125 Futura facendo l’esordio nel campionato Sport Production del 1993. Nel 1995 il suo primo campionato italiano che lo ha portato a Misano e poi nei migliori podi del mondo. Il suo grande legame con la cittadina di Tavullia l’avevamo certificato proprio qui.

Pensate che alcuni dei giornalisti sportivi sostengono che “Fare un giro a Tavullia è indispensabile per capire Valentino Rossi. La totale devozione della parte alta del paesino è il cuore pulsante del suo culto. Quel genere di calore, intimo e intenso, può forse svilupparsi e risuonare solo in un piccolo borgo, ed è stata dispersa solo in parte dai media e dalla globalizzazione dell’icona di Valentino, in qualche modo ancora strettamente legata alla provincia italiana.” scrive Federico Principi su L’Ultimo Uomo.

Quindi cosa fare e vedere a Tavullia?

  1. Mangiare nell’osteria da Rossi
  2. Comprarsi un ricordino dello Store ufficiale di Valentino Rossi
  3. Vedere una gara del Doc nel fan club ufficiale
  4. Farsi una passeggiata in centro
  5. Andare a visitare il Ranch di Valentino Rossi

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L’elenco dei comuni delle Marche

10 Novembre 2019turismomarche
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Ecco a voi l’elenco completo di tutti i comuni marchigiani da visitare.

In questo articolo troverete l’elenco di tutti i paesi delle Marche. Se cliccate sopra il paesino o la città troverete tutte le indicazioni su dove andare, cosa fare e avrete delle curiosità del paese. Per alcuni paesi vi abbiamo consigliato anche un articolo speciale. Basta cliccare su “approfondimento” per leggere un articolo speciale.

Acqualagna provincia di Pesaro e Urbino, approfondimento.
Acquasanta Terme provincia di Ascoli Piceno, approfondimento.
Acquaviva Picena provincia di Ascoli Piceno
Agugliano provincia di Ancona, approfondimento.
Altidona provincia di Fermo
Amandola provincia di Fermo
Ancona provincia di Ancona, approfondimento
Apecchio provincia di Pesaro e Urbino
Apiro provincia di Macerata, approfondimento
Appignano provincia di Macerata
Appignano del Tronto provincia di Ascoli Piceno
Arcevia provincia di Ancona
Arquata del Tronto provincia di Ascoli Piceno
Ascoli Piceno provincia di Ascoli Piceno, approfondimento
Barbara provincia di Ancona
Belforte all’Isauro provincia di Pesaro e Urbino
Belforte del Chienti provincia di Macerata
Belmonte Piceno provincia di Fermo
Belvedere Ostrense provincia di Ancona, approfondimento
Bolognola provincia di Macerata
Borgo Pace provincia di Pesaro e Urbino
Cagli provincia di Pesaro e Urbino
Caldarola provincia di Macerata
Camerano provincia di Ancona, approfondimento
Camerata Picena provincia di Ancona
Camerino provincia di Macerata
Campofilone provincia di Fermo
Camporotondo di Fiastrone provincia di Macerata
Cantiano provincia di Pesaro e Urbino
Carassai provincia di Ascoli Piceno
Carpegna provincia di Pesaro e Urbino
Cartoceto provincia di Pesaro e Urbino, approfondimento
Castel di Lama provincia di Ascoli Piceno
Castelbellino provincia di Ancona
Castelfidardo provincia di Ancona, approfondimento
Castelleone di Suasa provincia di Ancona
Castelplanio provincia di Ancona
Castelraimondo provincia di Macerata
Castelsantangelo sul Nera provincia di Macerata
Castignano provincia di Ascoli Piceno
Castorano provincia di Ascoli Piceno
Cerreto d’Esi provincia di Ancona
Cessapalombo provincia di Macerata
Chiaravalle provincia di Ancona
Cingoli provincia di Macerata
Civitanova Marche provincia di Macerata, approfondimento
Colli al Metauro provincia di Pesaro e Urbino
Colli del Tronto provincia di Ascoli Piceno
Colmurano provincia di Macerata
Comunanza provincia di Ascoli Piceno, approfondimento
Corinaldo provincia di Ancona, approfondimento
Corridonia provincia di Macerata
Cossignano provincia di Ascoli Piceno, approfondimento
Cupra Marittima provincia di Ascoli Piceno
Cupramontana provincia di Ancona
Esanatoglia provincia di Macerata
Fabriano provincia di Ancona
Falconara Marittima provincia di Ancona
Falerone provincia di Fermo
Fano provincia di Pesaro e Urbino, approfondimento
Fermignano provincia di Pesaro e Urbino
Fermo provincia di Fermo, approfondimento
Fiastra provincia di Macerata
Filottrano provincia di Ancona
Fiuminata provincia di Macerata
Folignano provincia di Ascoli Piceno
Force provincia di Ascoli Piceno
Fossombrone provincia di Pesaro e Urbino
Francavilla d’Ete provincia di Fermo
Fratte Rosa provincia di Pesaro e Urbino
Frontino provincia di Pesaro e Urbino
Frontone provincia di Pesaro e Urbino, approfondimento
Gabicce Mare provincia di Pesaro e Urbino, approfondimento
Gagliole provincia di Macerata
Genga provincia di Ancona, approfondimento
Gradara provincia di Pesaro e Urbino
Grottammare provincia di Ascoli Piceno, approfondimento
Grottazzolina provincia di Fermo
Gualdo provincia di Macerata
Isola del Piano provincia di Pesaro e Urbino
Jesi provincia di Ancona, approfondimento
Lapedona provincia di Fermo
Loreto provincia di Ancona, approfondimento
Loro Piceno provincia di Macerata
Lunano provincia di Pesaro e Urbino
Macerata provincia di Macerata, approfondimento
Macerata Feltria provincia di Pesaro e Urbino
Magliano di Tenna provincia di Fermo
Maiolati Spontini provincia di Ancona
Maltignano provincia di Ascoli Piceno
Massa Fermana provincia di Fermo
Massignano provincia di Ascoli Piceno
Matelica provincia di Macerata
Mercatello sul Metauro provincia di Pesaro e Urbino
Mercatino Conca provincia di Pesaro e Urbino
Mergo provincia di Ancona
Mogliano provincia di Macerata
Mombaroccio provincia di Pesaro e Urbino
Mondavio provincia di Pesaro e Urbino, approfondimento
Mondolfo provincia di Pesaro e Urbino
Monsampietro Morico provincia di Fermo
Monsampolo del Tronto provincia di Ascoli Piceno
Monsano provincia di Ancona
Montalto delle Marche provincia di Ascoli Piceno
Montappone provincia di Fermo
Monte Cavallo provincia di Macerata
Monte Cerignone provincia Pesaro e Urbino
Monte Giberto provincia Fermo
Monte Grimano Terme provincia Pesaro e Urbino
Monte Porzio provincia Pesaro e Urbino
Monte Rinaldo provincia Fermo
Monte Roberto provincia Ancona
Monte San Giusto provincia Macerata
Monte San Martino provincia Macerata
Monte San Pietrangeli provincia Fermo
Monte San Vito provincia Ancona
Monte Urano provincia Fermo
Monte Vidon Combatte provincia Fermo
Monte Vidon Corrado provincia Fermo
Montecalvo in Foglia provincia Pesaro e Urbino
Montecarotto provincia Ancona
Montecassiano provincia Macerata
Monteciccardo provincia Pesaro e Urbino
Montecopiolo provincia Pesaro e Urbino, approfondimento
Montecosaro provincia Macerata
Montedinove provincia Ascoli Piceno
Montefalcone Appennino provincia Fermo
Montefano provincia Macerata
Montefelcino provincia Pesaro e Urbino
Montefiore dell’Aso provincia Ascoli Piceno
Montefortino provincia Fermo
Montegallo provincia Ascoli Piceno
Montegiorgio provincia Fermo
Montegranaro provincia Fermo
Montelabbate provincia Pesaro e Urbino
Monteleone di Fermo provincia Fermo
Montelparo provincia Fermo
Montelupone provincia Macerata
Montemarciano provincia Ancona
Montemonaco provincia Ascoli Piceno, approfondimento
Monteprandone provincia Ascoli Piceno
Monterubbiano provincia Fermo
Montottone provincia Fermo
Moresco provincia Fermo
Morro d’Alba provincia Ancona, approfondimento
Morrovalle provincia Macerata
Muccia provincia Macerata
Numana provincia Ancona, approfondimento
Offagna provincia Ancona
Offida provincia Ascoli Piceno, approfondimento
Ortezzano provincia Fermo
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Ostra provincia Ancona
Ostra Vetere provincia Ancona
Palmiano provincia Ascoli Piceno
Pedaso provincia Fermo
Peglio provincia Pesaro e Urbino
Penna San Giovanni provincia Macerata
Pergola provincia Pesaro e Urbino
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Petriano provincia Pesaro e Urbino
Petriolo provincia Macerata
Petritoli provincia Fermo
Piandimeleto provincia Pesaro e Urbino
Pietrarubbia provincia Pesaro e Urbino
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Piobbico provincia Pesaro e Urbino
Pioraco provincia Macerata
Poggio San Marcello provincia Ancona
Poggio San Vicino provincia Macerata
Pollenza provincia Macerata
Polverigi provincia Ancona, approfondimento
Ponzano di Fermo provincia Fermo
Porto Recanati provincia Macerata, approfondimento
Porto San Giorgio provincia Fermo
Porto Sant’Elpidio provincia Fermo
Potenza Picena provincia Macerata
Rapagnano provincia Fermo
Recanati provincia Macerata, approfondimento
Ripatransone provincia Ascoli Piceno
Ripe San Ginesio provincia Macerata
Roccafluvione provincia Ascoli Piceno, approfondimento
Rosora provincia Ancona
Rotella provincia Ascoli Piceno
San Benedetto del Tronto provincia Ascoli Piceno, approfondimento
San Costanzo provincia Pesaro e Urbino
San Ginesio provincia Macerata
San Lorenzo in Campo provincia Pesaro e Urbino
San Marcello provincia Ancona
San Paolo di Jesi provincia Ancona
San Severino Marche provincia Macerata
Sant’Angelo in Pontano provincia Macerata
Sant’Angelo in Vado provincia Pesaro e Urbino, approfondimento
Sant’Elpidio a Mare provincia Fermo
Sant’Ippolito provincia Pesaro e Urbino
Santa Maria Nuova provincia Ancona
Santa Vittoria in Matenano provincia Fermo
Sarnano provincia Macerata, approfondimento
Sassocorvaro Auditore provincia Pesaro e Urbino
Sassofeltrio provincia Pesaro e Urbino
Sassoferrato provincia Ancona, approfondimento
Sefro provincia Macerata
Senigallia provincia Ancona, approfondimento
Serra de’ Conti provincia Ancona
Serra San Quirico provincia Ancona, approfondimento
Serra Sant’Abbondio provincia Pesaro e Urbino
Serrapetrona provincia Macerata
Serravalle di Chienti provincia Macerata
Servigliano provincia Fermo
Sirolo provincia Ancona, approfondimento
Smerillo provincia Fermo
Spinetoli provincia Ascoli Piceno
Staffolo provincia Ancona
Tavoleto provincia Pesaro e Urbino
Tavullia provincia Pesaro e Urbino
Terre Roveresche provincia Pesaro e Urbino
Tolentino provincia Macerata, approfondimento
Torre San Patrizio provincia Fermo
Trecastelli provincia Ancona
Treia provincia Macerata
Urbania provincia Pesaro e Urbino
Urbino provincia Pesaro e Urbino, approfondimento
Urbisaglia provincia Macerata
Ussita provincia Macerata
Valfornace provincia Macerata
Vallefoglia provincia Pesaro e Urbino
Venarotta provincia Ascoli Piceno
Visso provincia Macerata

10 cose da fare prima di raggiungere i trent’anni

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8 Novembre 2019turismomarche
trenta-anni-elenco

Una delle tappe della vita: i trent’anni. Siete in ansia? Cosa succede dopo? Innanzi tutto preparatevi ad arrivarci con tutti i presupposti giusti.

Si dice che a trent’anni inizi una nuova esistenza. Iniziano a chiamarti “signore” o “signora”, iniziano a spuntare capelli bianchi, le smagliature capillari, le macchie solari, l’incremento della maledetta cellulite. E poi, le stupende serate in discoteca che potevano essere superate in una mattinata avranno bisogno di un’intera giornata. Ecco allora che prima di varcare questa simbolica soglia avrete bisogno di un elenco di cose da fare (chiaramente si possono far bene anche dopo i trent’anni):

  1. Visitare almeno una volta Urbino: patrimonio storico dell’Unesco.
  2. Farsi una lunga nuotata d’estate a mezzanotte nello spettacolo di Sirolo.
  3. Imparare a cucinare i vincisgrassi.
  4. Dormire all’aperto sotto le stelle durante la notte di San Lorenzo nel Parco San Bartolo.
  5. Fare un trekking zaino in spalla di una settimana nei Monti Sibillini.
  6. Farsi un intero viaggio in moto da passeggero o autista nei paesini del Piceno.
  7. Visitare Visso dopo il terremoto.
  8. Scalare il Monte Vettore d’inverno.
  9. Presentare il curriculum ad una delle aziende agricole marchigiane per riscoprire la natura.
  10. Mascherarsi e ballare al Summer Jamboree di Senigallia.

Cos’è il Tempio di Valader

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5 Novembre 2019turismomarche

Il nome ed il luogo hanno qualcosa di magico: quasi una terra di mezzo di Tolkien.

Le storie fantasy si intrecciano molte volte con quelle della Sibilla, dei folletti, tutti personaggi di cui la nostra regione ha parecchi rimandi. Basta andare nei Monti Sibillini alla ricerca della leggenda della Sibilla. Così come indagare tutte le storie che legano gli stessi nomi dei nostri monti ai vari personaggi. Ma se invece siete curiosi di ricercare un luogo che vi possa riconciliare con l’idea architettonica di fantasy dovreste visitare il Tempio di Valadier.

Si trova nel versante sinistro della Gola di Frasassi e fu fatto costruire da Papa Leone XII agli inizi dell’800. Il tempio prende il nome dall’architetto che fece costruire questa chiesa: Giuseppe Valadier. Ha una forma con una pianta ottogonale ed una cupola come tetto. La peculiarità che potreste riscontrare voi stessi guardando questa foto è quella di esser stata realizzata all’interno della grotta.

Lo stile è neoclassico ed è dedicato alla Vergine Maria. Davanti al tempio troverete l’iscrizione di “Refugium Peccatorum” ovvero un luogo in cui dove poter ritrovare la pace ed espiare i propri peccati.

Quando poterla visitare? In ogni stagione è sempre molto affasciante come d’altronde tutto il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

 

 

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Qui il tempo si è fermato.. 🏛 #tempiodivaladier #bellezzemarchigiane

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Avete mai assaggiato la pasta con il ciauscolo?

4 Novembre 2019turismomarche
marche-pasta-ricetta

Come poter abbinare due prelibatezze della nostra regione: la pasta ed il ciauscolo.

Premessa: per chi non fosse ancora a conoscenza di cosa sia il ciauscolo raccomandiamo l’immediata lettura di questo articolo.

Come ben saprete, se siete in vacanza nella nostra regione, non potete non conoscere uno dei prodotti più buoni e particolari della parte sud: il ciauscolo. Dopo averlo assaggiato in tutte le sue forme e varianti: spalmato, dentro un panino, aromatizzato e chi più ne ha più ne metta, bisognava abbinarlo alla pasta. Ci piacere ricordare che la pasta è uno dei piatti più cucinati nella nostra regione. Pensate che l’80% dei marchigiani cucinano e mangiano la pasta almeno una volta al giorno, secondo una recente analisi di Coldiretti.

La ricetta è molto facile da realizzare e ci vogliono appena 10 minuti di preparazione.

Gli ingredienti per 4 porzioni secondo “Il cucchiaio d’argento”: 

  • 4 fette di ciauscolo
  • 320 gr di rigatoni
  • 2 pomodori perini maturi
  • peperoncino secco
  • olio extavergine di oliva
  • pepe nero
  • 1 spicchio dʼaglio
  • basilico
  • pecorino stagionato

Il procedimento:

  1. Mettete l’acqua in ebollizione e salatela al punto giusto. Quando raggiunge il momento di ebollizione mettervi la pasta.
  2. Togliere la pelle al ciauscolo e sbriciolatelo con le mani.
  3. Spellate i pomodori e tagliateli a cubetti.
  4. Scaldare un cucchiaio d’olio con un pizzico di peperoncino ed aglio e rosolare il ciauscolo.
  5. Unite i pomodori tagliati con il ciauscolo rosolato. Fate cuocere per almeno altri 10 minuti a fuoco basso.
  6. Scolate la pasta ed unitela con il condimento.
  7. Aggiungete qualche foglia di basilico, un po’ di pepe nero e del pecorino stagionato grattugiato.
  8. Gustatevi il piatto.

5 cose da fare dopo che la Lonely Planet ha messo al secondo posto le Marche

26 Ottobre 2019turismomarche
marche-regione-lonely

Una classifica che ha sbalordito tutti. Ma non noi.

La notizia l’avete letta un po’ ovunque: le Marche sono medaglia d’argento quanto a destinazione di un futuro viaggio nel 2020. Una notizia che ci rende orgogliosi: sia per il traguardo raggiunto sia per il nostro lavoro.

Questa la motivazione ufficiale:

“Dopo decenni in un ruolo un po’ defilato, le Marche sono finalmente pronte a mettersi sotto i riflettori. Nel 2020, infatti, la regione salirà alla ribalta, quando Urbino, una delle sue città più suggestive, guiderà le celebrazioni per il 500° anniversario della morte del grande pittore rinascimentale Raffaello. Ecco dunque l’occasione perfetta per partire alla scoperta di un territorio stupefacente, per molti versi ancora sconosciuto. E probabilmente una delle ragioni del suo grande fascino è proprio quella di poter esplorare con calma, e in relativa solitudine, maestose rovine romane, svettanti architetture gotiche, massicci castelli medievali e sublimi palazzi rinascimentali che custodiscono collezioni d’arte tra le più ricche d’Italia. Il tutto racchiuso tra alte montagne boscose e la placida costa dell’Adriatico e condito da golosi festival gastronomici.”

A questo punto vi consigliamo 5 cose da fare dopo questa stupenda notizia.

1. Comprare una guida Lonely Planet

Lo sapete già: Lonely Planet è una famosissima casa editrice australiana che diffonde le guide turistiche di tutto il mondo. In Italia vengono tradotte dalla EDT di Torino. La notorietà internazionale è senza paragoni, pensate che il primo libro è stato pubblicato nel 1973, si chiama “Across Asia on the Cheap” scritto da Tony Wheeler. Noi, la guida sulle Marche l’abbiamo sfogliata. È molto carina e ben fatta. Ci sono molti suggerimenti, alcuni non sono molto aggiornati. Costa 22€ e la trovate anche in sconto qui, per esempio. Chiaramente per rimanere ben aggiornati dovreste scandagliare per bene il nostro sito.

2. Guardarvi il servizio del TG1 per capirne la portata dell’evento


Non tutti ne hanno compreso bene il potenziale della nostra regione. Se n’è accorto però il TG1 che dopo questa stupenda notizia, ne ha approfondito all’interno del telegiornale più seguito.

3. Programmate un bel viaggio nel 2020

Questo consiglio di Lonely Planet è valido solo per il 2020? Certamente no, anche perché nella motivazione c’è molto da fare e vi conviene partire subito. A questo punto vi consigliamo di visitare il sito. Cliccare nella home e scatenarvi nello scegliere il luogo più adatto: troverete schede di paesini che non conoscerete con delle stupende curiosità, andate a cercare nel blog tutte le particolarità dei posti e gli eventi più importanti. Insomma, spulciate per bene il nostro sito perché qui troverete tutto.

Inoltre, a sinistra di ogni scheda paese ci sono anche dei consigli su dove alloggiare. Sono hotel che appartengono al nostro circuito. Tutti luoghi super consigliati.

4. Andare a conoscere anche la Via della Seta, Asia Centrale

La prima regione da visitare non è propriamente sottomano: si trova in Asia Centrale. Che ne dite di andare a fare un giro anche lì? La motivazione per la quale è stata scelta è la seguente:

“Ricca in passato grazie ai commerci e ai viaggiatori, la regione della Via della Seta, nell’Asia centrale, è nuovamente al centro degli interessi globali. Le sue antiche città, gli animati bazar e i paesaggi selvaggi richiamano un numero sempre maggiore di persone in cerca di avventure lungo uno degli itinerari di viaggio più leggendari del mondo. Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan consentono oggi l’ingresso senza visto o con visto elettronico ai visitatori provenienti da quasi tutto il mondo, inoltre la regione si sta attivando per creare un visto unico. Nel frattempo, massicci investimenti nei trasporti e nelle infrastrutture – in gran parte sotto l’egida della Belt and Road Initiative del governo cinese – rendono più accessibile che mai la cosiddetta ‘Nuova Via della Seta’”

5. Scriverci un bell’articolo su quale regione vi è piaciuta di più

La via della Seta, la via verso la Cina ci fa venire in mente il grandissimo Padre Matteo Ricci. Dopo che avrete visitato l’Asia Centrale e la via della Seta, vorremmo un vostro contributo/confronto che sarà sicuramente pubblicato nel nostro blog. Su cosa vi è piaciuto, cosa no: insomma vi chiediamo un raffronto tra queste due magnifiche regioni. Puntiamo alla prima posizione e ne abbiamo di molti di motivi, qui uno.

gabicce-hotel-vienna

Tutto quello che c’è da sapere sulla finale di supercoppa italiana di pallavolo

21 Ottobre 2019turismomarche
supercoppa-delmonte-civitanova

Le finali di Del Monte Supercoppa Italiana 2019 si svolgeranno a Civitanova Marche: una guida per voi.

La Supercoppa Italiana è un trofeo che è organizzato annualmente dalla Lega Pallavolo Serie A dal 1996. Quindi quest’anno è in programma la 24a edizione del trofeo che si svolgerà nello stupendo palazzetto di Civitanova Marche, in provincia di Macerata. La durata del trofeo si estende su due giorni: venerdì 1 novembre ci sono le semifinali mentre sabato 2 novembre la finale e l’immediata assegnazione del trofeo.

Chi ha vinto più Supercoppe italiane di pallavolo?

È la prima domanda che sorge spontanea. La risposta è chiara: Treviso. Sono gli anni mitici della Benetton Treviso (o meglio della Volley Treviso) una delle squadre di pallavolo più forti di sempre. Siamo a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 e la squadra ha visto passare i mitici Lucchetta, Bernardi, Gardini, Papi, Fei. Si attestano a 7 vittorie. Segue Cuneo con 4 a pari merito con Modena e la nostra Lube Civitanova (l’ultimo successo della squadra marchigiana risale al 2014). I campioni in carica sono i modenesi, mentre gli ultimi ad alzare la coppa a Civitanova Marche è stata Perugia nel 2017.

Quali squadre partecipano alla Supercoppa italiana e perché?

Le migliori squadre del nostro campionato di Serie A1. O meglio, le squadre che si sono piazzate tra le prime quattro nella stagione precedente: in questo caso sono le due finaliste scudetto più la terza e la quarta della regular season.  Le prime quattro nella regular season 2018/2019 infatti sono state (in ordine di piazzamento): Perugia con 67 punti, Trento con 66, Civitanova con 65 e Modena 49. I playoff scudetto, però, hanno visto la vittoria da parte della Lube del massimo campionato con 3 a 2 su Perugia in gara 5.

Dove si trova il palazzetto di Civitanova Marche?

Qui.

Si chiama Eurosuole Forum ma viene chiamata “la nostra casa” dai tifosi della Lube. Di recente costruzione, 2014, può contenere fino a 4000 spettatori. È anche il luogo dove la Lube si allena a porte chiuse o, ad inizio stagione, anche a porte aperte. Molto semplice da raggiungere: si trova a soli 500 metri dall’uscita dell’autostrada A14 (il casello è Civitanova Marche) e ad 1 km dall’uscita della superstrada Civitanova Marche Ovest. Vicinissimo al palazzetto si trova un grande centro commerciale: il Cuore dell’Adriatico.

Quale sarà il programma delle partite?

Le semifinali si svolgeranno venerdì 1 novembre 2019 secondo questo programma:

ore 15.30
Cucine Lube Civitanova – Leo Shoes Modena

ore 18.00
Sir Safety Conad Perugia – Itas Trentino

La finale si svolgerà sabato 2 novembre 2019 alle ore 18.00.

Quanto costa il biglietto?

I biglietti sono stati messi in prevendita ad inizio ottobre quindi ce ne sono rimasti pochi i prezzi non sono assolutamente esosi e bisogna comprare un abbonamento valido per seguire tutte e tre le gare (ovvero le due semifinali e la finale). I prezzi chiaramente variano di settore in settore: la Curva costa 30 euro interno e 25 euro ridotto, la Gradinata 40 euro prezzo unico, la Tribuna 45 euro prezzo unico poi c’è la zona Gold 50 euro prezzo unico e Premium 80 euro prezzo unico. I ridotti valgono per gli under 14 e per gli over 65, chi invece ha meno di 3 anni non paga.

I biglietti si possono acquistare nei circuiti Vivaticket ovvero qui, in tutti punti vendita del circuito che trovate qui, ma anche presso la biglietteria dell’Eurosuole Forum che è aperta dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.30, il sabato dalle 10.00 alle 13.00 (la domenica però è chiuso).

In molti si stanno chiedendo se è possibile acquistare il biglietto per una sola partita: la risposta è no. Però, rimanete sintonizzati nel sito vivaticket o della Lube Volley perché ci potrebbe essere qualche variazione nei giorni vicino alle gare.

Chi è la favorita per l’assegnazione del trofeo?

Difficile da prevederlo, tutte e quattro le squadre hanno grandissimi campioni come vedete in copertina. Si è svolta solo una partita di campionato dove tutte e quattro le squadre hanno vinto con un risultato secco (solo Perugia ha vinto 2-3).

Qui Civitanova: si parte alla grande. Pochi giorni fa c’è stata la grande cerimonia di festeggiamenti per la Champions League e per lo Scudetto ma c’è stato anche l’addio del mitico capitano Dragan Stankovic #7. Il nuovo però è una certezza: Osmany Juantorena.

Qui Modena: è inizia nel tempio del volley la nuova avventura di Andrea Giani, uno dei pilastri del volley nostrano, sarà lui a guidare i canarini in panchina. In campo ci penserà Ivan Zaytsev probabilmente.

Qui Trento: tante certezze, il mitico palleggiatore che vedete anche in copertina si chiama Giannelli ed è il vero trascinatore della squadra trentina e della nostra nazionale. Oltre a lui chiaramente Angelo Lorenzetti.

Qui Perugia: come dicevamo il brivido per la prima partita di campionato c’è stato. C’è un nuovo allenatore si chiama Vital Heynen ma c’è anche una certezza il mitico Leon.

Dove posso alloggiare a Civitanova Marche?

Semplice, basta che clicchi qui. E potrai avere informazioni su cosa visitare a Civitanova Marche. Attenzione però, nella sinistra ti appariranno dei piccoli banner sotto la scritta “ricettività”: sono degli hotel che vi consigliamo noi. Insomma, andate sul sicuro. Se avete in mente di passare dei giorni nella provincia (le partite sono nel pomeriggio) allora vi consigliamo di cercare un alloggio anche nei luoghi vicini come Macerata, Porto Recanati, Recanati, Montecosaro o perché no Montelupone.

Si potrà vedere anche in televisione?

Sì, si potrà vedere anche in televisione su RaiSport tutte le partite. La telecronaca inizierà nell’orario prestabilito della partita. Sarà possibile anche ascoltarle per radio su Rai Radio 1 all’interno del palinsesto di “Sabato Sport” e “Domenica Sport”.

I 5 migliori outlet delle Marche

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16 Ottobre 2019turismomarche
marche-outlet-scarpe

Siete in ordine con il vostro abbigliamento? Ecco a voi cinque consigli su dove andare.

Le Marche sono un territorio di artigiani e lavoratori. I brand, dalle scarpe ai cappelli, sono in cima alle etichette mondiali. Quindi sicuramente un giro nei migliori negozi outlet e spacci ve lo consigliamo noi.

Tod’s

Il marchio Tod’s non ha bisogno di presentazioni. L’azienda è specializzata nella produzione di calzature ma anche abbigliamento ed accessori. Le filiali sono la Hogan, la Fay e Roger Vivier. La sua sede principale è a Sant’Elpidio a Mare, mentre il fondatore si chiama Filippo Della Valle, che intraprese l’idea nel 1920 a Casette d’Ete.

 

Nero Giardini

Nero Giardini è un’idea piuttosto recente. Anche questa azienda si occupa di scarpe, accessori ed abbigliamento. L’imprenditore si chiama Enrico Bracalente e dal 1998 è il deus ex machina della B.A.G. spa, azienda che ha sede a Monte San Pietrangeli, in provincia di Fermo.

 

Il castagno

Moltissimi sono i brand di ottima fattura che trovate a Casette d’Ete, in provincia di Fermo. Amaranti, Antica calzoleria Tomassini, Bagalier, Campanile, Champion, Cromia, Cruciani, Fessura, Hugo Boss, Il Gergo, Jeckerson, Lanciotti De Verzi, Marco Massetti, Officine creative, Palace Cafè, Passi D’Autore, Prada, Premiata, Redingò, Vella Group e Via del Corso.

 

Unionmoda

Questo è il più grande outlet della nostra regione, si trova a Sant’Ippolito in provincia di Pesaro ed Urbino. Più di 300 brand di grandi firme nazionali ed internazionali per un totale di 3 mila metri quadri di superficie espositiva. I marchi sono dei più pregiati: da Aeronautica Militare a Yamamay, passando per Shoe, Replay, Sun 68, New Balance, Fred Mello, Roy Rogers, Carlsberg, Cooperativa Pescatori Posillipo e molti altri.

 

Cesare Paciotti

Nato a Civitanova Marche nel 1958, Cesare Paciotti inventa una linea di calzature di lusso da uomo dopo aver ereditato l’azienda di calzatura dalla sua famiglia. Uno dei più grandi marchi delle calzature nel mondo oggi è famoso per le collezioni da donna con i vertiginosi tacchi. Paciotti è anche produttore di orologi, occhiali, cinture ed abbigliamento.

Cos’è la Festa delle Streghe?

7 Ottobre 2019turismomarche
halloween-corinaldo-streghe

Avviene una volta all’anno a Corinaldo verso fine ottobre.

Uno stupendo borgo in provincia di Ancona, Corinaldo sta diventando sempre più meta di turisti e curiosi. Questa volta però non vi parleremo né del Verdicchio, né della cinta muraria che risale al XIV secolo e neanche di Santa Maria Goretti. Lo stupendo borgo, nominato borgo più bello d’Italia nel 2007, l’ultimo giorno di ottobre si colora in maniera molto particolare.

La fama di questo stupendo borgo, infatti, è data anche da una festa iniziata soltanto pochi anni fa come gli stessi ideatori raccontano: “correva l’anno 1998 quando, in una fredda e lunga serata del mese di gennaio, scortati dal generale inverno che avanzava imponente per le strette vie del nostro paesino con la sua armata di vento gelido e pioggia ruggente, il grande consiglio della nostra associazione si riuniva nella più antica casa del paese di Corinaldo, […] … fummo ispirati alla più grande idea che tutti cercavamo ma che fino ad allora nessuno era riuscito… pensammo ad una grande festa… ….HALLOWEEN!

Ebbene sì, l’idea ha avuto più che successo e quindi appuntatevi questo luogo dove trascorrere Halloween 2019. Pensate che Corinaldo è stata nominata come “Capitale di Halloween in Italia”, quest’anno siamo alla tredicesima edizione e il “Carnevale autunnale” ha pronto un ricco programma. Come di consueto uno degli appuntamenti principali sarà l’elezione di “Miss Strega“, il borgo completamente addobbato con streghe e fantasmi appesi lungo le vie, i magnifici concerti e spettacoli oltre al famosissimo Tunnel dell’Orrore. Un appuntamento per tutti dai più grandi ai più piccini.

5 foto della nave più bella del mondo

7 Ottobre 2019turismomarche
vespucci-nave-marina

La nave più bella del mondo ha fatto sosta nel nostro capoluogo: ecco 5 stupende foto.

L’Amerigo Vespucci è un veliero della Marina Militare. Costruito come nave per l’addestramento degli allievi ufficiali viene nominata come una delle navi più belle del mondo. La sua costruzione risale al 1925. Nel corso della sua storia ha avuto molta importanza, tra i vari ruoli che ha svolto, nel 1928 venne adibito ad asilo infantile per gli orfani dei marinai. In questo fine settimana ha fatto tappa nel capoluogo della nostra regione, Ancona.

Ecco a voi le stupende foto che ci ha regalato il veliero della Marina Militare e dei bravissimi fotografi.

 

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5 luoghi dove assaggiare il tartufo nelle Marche

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7 Ottobre 2019turismomarche
Eventi tartufo nelle Marche

È ricominciata la stagione del tartufo: vi suggeriamo 5 luoghi dove apprezzarlo.

Ce ne sono pochi di posti come le Marche per assaggiare i buonissimi tartufi. Gli appassionati sapranno che le Marche sono produttrici di due diversi tuberi: al nord si raccoglie il Tuber magnatum pico, un tartufo bianco pregiato mentre al sud, in provincia di Ascoli Piceno troverete il tartufo neroTuber melanosporum. I periodi indicativi della raccolta (attenzione che per raccogliere i tartufi, bisogna possedere l’abilitazione alla raccolta) sono quelli che vanno da fine settembre a fine dicembre solitamente.

In questo periodo dell’anno, quindi, troverete alcuni luoghi che si colorano con le fiere del tartufo. Ecco i cinque consigli che non potreste mancare.

ApecchioMostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco

Dal 4 al 6 ottobre. Uno dei migliori luoghi dove assaggiare la qualità del nostro tartufo. Tantissime le iniziative che vengono organizzate dallo stupendo paesino in provincia di Pesaro ed Urbino. Quest’anno saliranno sul palco della Mostra mercato del Tartufo – Alogastronomia anche i Nomadi.

 

Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola

In quel di Pergola, cittadina nelle Marche nord, in provincia di Pesaro ed Urbino potrete assaggiare il prelibatissimo Tartufo Bianco per ben tre domeniche di fila. Quest’anno, in cui cade la ventiquattresima edizione della Fiera Nazionale, le giornate saranno il 6, il 13 ed il 20 Ottobre.

Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche 

Ancora nel nord, questa volta a Sant’Angelo in Vado questa volta per presentarvi la Mostra Nazionale del tartufo bianco delle Marche che si svolgerà su quattro fine settimana. L’occasione per assaggiare il buonissimo tartufo saranno il 12 e 13, il 19 e 20 ed il 26 e 27 ottobre; ma anche il 2 e 3 novembre.

Diamanti a Tavola in Amandola

Dodicesima edizione della fiera del tartufo di Amandola. Si svolgerà da inizio a metà Novembre. Moltissime sono le iniziative che si svolgeranno con incontri, stand gastronomici nel borgo, mostre e cooking show!

Fiera Nazionale del Tartufo bianco ad Acqualagna

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Fiera Nazionale del tartufo bianco di Acqualagna

Ad Acqualagna siamo all’edizione numero 54. I giorni in cui si svolgerà sono il 27 Ottobre l’inaugurazione poi dall’1 al 3 ed il 9 e 10 Novembre. Acqualagna è uno dei luoghi principali per la produzione nazionale del tartufo bianco. Considerate che questa è una delle fiere del tartufo più visitate in Italia. Durante la manifestazione sarà possibile partecipare ai numerosi eventi ad essa collegati.

Il campo di prigionia nelle Marche

30 Settembre 2019turismomarche
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Anche le Marche si sono macchiate di uno dei grandi orrori della Storia: ecco la storia del campo di prigionia di Servigliano.

Nel 1915, ossia all’inizio della Prima Guerra Mondiale per l’Italia, fu costruito un campo di prigionia nel fermano: a Servigliano. In quel momento furono internati i prigionieri austriaci della Grande Guerra. Il posto era strategico perché si trovava nella valle del Tenna dove allora passava il treno che da Porto San Giorgio conduceva sino ad Amandola. Vennero innalzate baracche di legno ed in muratura dove vivevano le guardie del campo. Si pensa che all’inizio del Novecento fossero quattromila i prigionieri all’interno. Con la fine della Prima Guerra Mondiale, chiuse anche il campo di prigionia, nel 1918.

La chiusura durò purtroppo pochi anni, infatti, con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ciò che rimaneva del vecchio campo venne riabilitato. Pensate che si riattivarono immediatamente le baracche esistenti ed il 5 gennaio del 1941, il campo di prigionia riaprì. All’interno vi furono portati duemila greci e poi duemila tra inglesi ed americani.

Il 14 Settembre del 1943, a pochi giorni dall’armistizio, i prigionieri riuscirono a scappare data la notizia dell’arrivo delle truppe tedesche. I prigionieri che fuggirono riuscirono a ripararsi nelle abitazioni della popolazione locale, in special modo contadini. Verso la fine dello stesso anno, però, il campo fu riattivato dalle autorità fasciste: stavolta vennero internati ebrei. Decine furono gli internati che poi vennero trasferiti nei campi di sterminio in Germania. Il 24 marzo del 1944 la storia però voltò pagina grazie ad un assalto dei partigiani che entrarono nel campo di prigionia al fine di liberare i prigionieri ebrei.

Soltanto un assalto gappista della banda “Filipponi” guidato dal celebre combattente Dario Rossetti, nel 1944, pose fine alle atrocità che questo luogo si macchiò. Il campo appena fini ta la guerra, si trasformò in un Centro Raccolta Profughi dove cominciarono ad arrivare italiani dalle ex colonie: Albania, Libia, Etiopia. Fino al 1955 quando chiuse definitivamente.

Oggi il luogo è visitabile e qui trovate tutte le informazioni necessarie.

Foto de “La Casa della Memoria di Servigliano”.

Una bellissima foto di Fermo

30 Settembre 2019turismomarche
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Se non conoscete ancora questa stupenda città, guardate questa bellissima foto.

Dal latino Firmum Picenum, siamo nella zona sud della nostra stupenda regione. Ne parlò di Fermo Sisto V, quel Papa che vedete anche nella foto. “…come un tempo veniva chiamato Fermo Piceno, così in altri tempi la Marca fu detta Fermana, essendo Fermo la prima Città che in questa provincia esistesse” queste le sue parole in una celebre bolla del 1584 quando ricevette l’incarico di diventare Sede Metropolitana. Un ottimo itinerario per ogni stagione, luogo perfetto per andare alla ricerca della storia e di storie. In questa foto magnifica potreste ammirare uno degli ingressi della celebre Piazza del Popolo.

Piazza del Popolo è uno dei luoghi centrali e più importanti della città di Fermo. Precedentemente è stata conosciuta con altri nomi (Vittorio Emanuele e piazza San Martino) ha avuto una delle prime configurazioni grazie ad Alessandro Sforza il famoso signore di Pesaro (ma anche di Gradara, Castelnuovo) e sovrintendente del Regno di Napoli. Nel 1442, infatti, in occasione dell’arrivo di Bianca Maria Visconti che sposò poi il fratello di Alessandro, Francesco Sforza, dal quale nacque poi Galeazzo Maria, ovvero il futuro duca di Milano.

Questa foto è stata immortalata dalla bravissima fotografa amatoriale Catia Tanoni che così ci racconta la sua esperienza: “ero a Fermo x un photowalk e stavo raggiungendo la piazza. Quello scorcio è meraviglioso e mentre scattavo mi sono accorta che potevo incastonare il sole tra gli archi ed in più creava ombre e riflessi suggestivi selle facciate e le bandiere. Io sono di Recanati. A Fermo ero stata qualche volta a teatro o rapidamente senza visitarla bene e ho colto questa occasione conoscerla meglio. Grazie alle guida ho potuto avere una bella panoramica sui suoi tesori”.

Beh, oltre ad ammirare questa foto, vi consigliamo di seguire la fotografa QUI.

 

La foto delle Marche viste dall’alto

23 Settembre 2019turismomarche
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Una stupenda foto scattata da un famoso pilota italiano ritrae la nostra regione.

Si chiama Salvatore Ranucci, pilota italiano di una compagnia straniera alla quale è passato dopo anni di egregio servizio prestato nell’Aeronautica Militare Italiana e nella compagnia Alitalia. I suoi stupendi scatti di posti paradisiaci, che si fanno presto virali nella rete, hanno immortalato anche la nostra regione. Infatti, il pilota, ha sorvolato per l’ennesima volta i nostri cieli regalandoci un’immagina senza dubbio stupenda.

Eccola a voi l’immagine gentilmente concessa dallo stesso pilota il quale ha aggiunto il seguente messaggio:

“Le Marche sono una regione stupenda di cui sono profondamente innamorato. Ricordo sempre piacevolmente le vacanze d’estate trascorse nel fermano insieme alla mia famiglia. Ho un posto che mi è rimasto particolarmente nel cuore: Montegiorgio.Tornerò presto!” .

 

 

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Fermano #fermo #marche #montegiorgio

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I 5 luoghi leopardiani da visitare a Recanati

23 Settembre 2019turismomarche

Una delle città più belle delle Marche in tutti i suoi luoghi peculiari.

Recanati è la città di Giacomo Leopardi. Uno dei più grandi autori della Letteratura Italiana e Mondiale. Abbiamo un ricco tesoro e ben conservato nella sua città natia e che vi consigliamo di visitare almeno una volta nella vita. Giacomo Leopardi è considerato uno dei maggiori poeti dell’Ottocento italiano, la sua poetica è studiata in tutte le scuole italiane e non solo. La sua vena artistica di filosofo e scrittore ha indagato sull’esistenza e la condizione umana diventando così uno dei principali interpreti del romanticismo letterario. La sua lirica è stata oggetto di riflessione di molti studiosi di carattere internazionale.

Leopardi, come ben saprete, nasce nel 1798Recanati il suo vero nome di battesimo è Giacomo Teldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi. Muore nel 1837 a Napoli. Avendo vissuto gran parte della sua vita nella cittadina marchigiana quali sono le tracce che Leopardi ha lasciato?

Ecco a voi 5 consigli che non potreste perdervi se siete a Recanati:

5. Palazzo Antici-Mattei

Il palazzo è la casa nativa della marchesa Adelaide Antici ovvero la madre di Giacomo Leopardi. Il palazzo risale al XVI secolo e di fromnta all’ingresso, il cardianale Tommaso Antici fece costruire una scuderia. Le linee sono semplici ed eleganti, dove si trovano anche iscrizioni in latino.

4. Torre del Passero Solitario

La Torre del passero solitario si trova all’interno dello stupendo complesso di Sant’Agostino. La chiesa risale al XIII secolo e all’interno vi troverete degli stupendi affreschi del ‘400. Leopardi cita la torre nel celebre passo de “Il passero solitario”.

 

 

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Punti di vista su #casaleopardi Grazie @19neno86 #repost · · · Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio E il naufragar m’è dolce in questo mare. #leopardi #poesia #recanati #casaleopardi #photography #paesaggi #paesaggiitaliani #picoftheday #holidays #sun #marche #ferie

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3. La piazza del Sabato del Villaggio

È la piazzetta dal quale il Leopardi si affacciava dal suo palazzo. Si trova quindi ancora in sotto allo stupendo Palazzo Leopardi. Resa celebre dall’autore proprio dalla celebre poesia “Il sabato del villaggio” troverete la casa di Silvia e la chiesa di Santa Maria in Montemorello proprio dove fu battezzato Giacomo Leopardi nel 1798.

2. Il colle dell’Infinito

Il colle dell’Infinito è lo stupendo promontorio del Monte Tabor. Lo si può ammirare chiaramente da Palazzo Leopardi ma non perdetevi un giro proprio all’interno del parco dove si trova il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura.

1. Palazzo Leopardi

Il luogo in cui è vissuto Leopardi. All’interno potreste rimanere incantati dalla stupenda ed enorme biblioteca consta di 20 mila volumi. Se sarete fortunati, potreste addirittura incontrare i discendenti del letterato che ancora abitano quel luogo. Qui trovate tutte le informazioni necessarie per visitarlo.

Leopardi parlava in dialetto?

19 Settembre 2019turismomarche
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Cosa pensava uno dei massimi esponenti della poesia mondiale del suo dialetto. Ma soprattutto qual è il suo dialetto?

L’autore degli stupendi versi dell’Infinito, il filosofo, il filologo e narratore. Insomma uno dei sommi della letteratura mondiale non poteva esprimere parole dolci per il dialetto, no?!

Come ben sapete Giacomo Leopardi è nato e vissuto nella sua Recanati. Ha vissuto per qualche anno anche in altre città, tra le altre Roma, Bologna, Milano, Firenze, Pisa e Napoli (dove morì). Oltre a dare i natali, la cittadina di Recanati è stata anche il luogo di ispirazione di molte delle sue opere. L’ermo colle, la piazza e numerose citazioni delle poesie provengono proprio dall’ambientazione della cittadina marchigiana alla quale il Leopardi era molto legato. Avendo vissuto gran parte della sua esistenza a Recanati è entrato a contatto con le tradizioni popolari con l’uso ed i costumi dei nostri borghi di quel tempo. Ma soprattutto del dialetto. Ci siamo chiesti, quindi, cosa un letterato di tal portata possa aver pensato del dialetto della sua città.

Partiamo con ordine: il dialetto definito dagli studiosi come una varietà di una lingua oppure come una lingua contrapposta ad un’altra lingua. Poi, c’è da dire una cosa: il dialetto di Recanati del 1800 non è lo stesso dialetto di oggi. In questo caso, il dialetto recanatese sappiamo peraltro fa parte di un piccolo gruppo di dialetti definiti nelle Marche come di “transizione” ovvero delle varianti della zona anconetana e di quelle del maceratese-fermano. E quindi accoglie nella sua lingua tanto influssi di una che dell’altra parte.

Il grandissimo Giacomo Leopardi però, in una lettera datata 1817 e destinata a Pietro Giordani, un famosissimo scrittore piacentino scrisse ciò a proposito del suo dialetto: “Ella non può figurarsi quanto sia bella. È così piana e naturale e lontana da ogni ombra di affettazione, e non tiene punto né della leziosaggine toscana né della superbia romana, mentre basta uscir due passi dal suo territorio per accorgersi di una notabile differenza, la quale in più luoghi pochissimo distanti, non che notabile è somma”. Insomma dando rilevanza proprio alla sua pronuncia esaltò anche il valore della sua lingua. Un ennesimo atto d’amore per la sua terra.

5 curiosità che dovreste sapere su Urbino

19 Settembre 2019turismomarche
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State pianificando un viaggio ad Urbino? Ecco allora 5 curiosità che prima di partire dovreste leggere.

La cittadina del nord della nostra regione è ricca di monumenti che trasudano antiche storie. Ogni luogo ha un simbolismo ed un passato che dovreste conoscere. Se siete quindi ad Urbino o state pianificando un tour ecco 5 cose che dovreste sapere.

  • Perché si chiama Urbino?

Partiamo dal suo nome anche se la sua origine è abbastanza complicata. Il nome secondo molti studiosi potrebbe derivare dal latino Urvinum Mataurense. Urvinum a sua volta dovrebbe essere la composizione di Urvum o Urbum che appunto designa l’antico manico dell’aratro (la forma di quest’oggetto è la forma della collina del Poggio). Il termine invece Mataurense o Metaurense prende nome invece dal vicino fiume Metauro (dal latino Mataurus o Metaurus). Secondo un’altra interpretazione il termine Urbino invece dovrebbe prendere nome dal latino urbs-urbis che appunto significa città. E come diventa Urbino? Semplice, si rispondono gli esperti: è urbs bina ovvero città di natura doppia, significato che si deve al fatto che nacque su due colli. 

  • Perché viene chiamata città Ducale?

Siamo sicuri che sapreste rispondere a questa domanda: perché fu un’entità statale del centro Italia. Ma quanto durò? E chi furono i protagonisti? Vi aggiorniamo noi. Il ducato di Urbino durò dal 1443 fino al 1630. Considerate che si estese dall’odierna provincia di Pesaro ed Urbino, fino a parte della zona a nord dell’Umbria, della Romagna e della provincia di Ancona. Nacque grazie alla nomina di Oddantonio II da Montefeltro a duca: ciò gli fu concesso da papa Eugenio IV (per questo fu legata da vincoli di vassallaggio allo Stato Pontificio). Urbino chiaramente ne fu la capitale di questo piccolo stato che ebbe notevole influenze e fioritura fino a secoli a divenire. Quattro furono le dinastie che regnarono nella città marchigiana: i Montefeltro (Oddantonio II appunto, il celebre Federico III e Guidobaldo I), un Borgia (Cesare), un Medico (Lorenzo) e i Della Rovere (Francesco Maria I, Guidobaldo II, Francesco Maria II, Federico Ubaldo).

  • Che c’entra l’UNESCO?

Il centro storico di Urbino è stato inserito nei Patrimoni dell’Umanità nel 1998. Le motivazioni sono: “Durante la sua breve preminenza culturale, Urbino ha attratto alcuni dei più insigni umanisti e artisti del Rinascimento, che crearono un eccezionale complesso urbano di notevole omogeneità, la cui influenza in Europa arrivò lontano” ed ancora “Urbino rappresenta un vertice dell’arte e dell’architettura rinascimentali, è armoniosamente adattata al paesaggio e si fonde in maniera eccezionale con le preesistenze medievali”. Qui trovate la sua scheda in inglese.

  • Quanti film sono stati girati ad Urbino?

Sei e sono: Due selvaggi a corte (1958); La mandragola (1965); Una vergine per il principe (1965); Rossini! Rossini! (1991); Raffaello. Il principe delle arti in 3D (2017); La banda grossi (2018). Oltre a ciò sono state girate anche serie tv (anche straniere), videoclip e molti documentari.

  • Quanti anni ha la sua università?

Questa è una cosa molto curiosa ha parecchi anni: 514 e qui vi avevamo raccontato la sua storia.

Quanti anni ha l’Università di Urbino?

16 Settembre 2019turismomarche
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Ve lo siete mai chiesto quante candeline dovrebbe spegnere uno dei più prestigiosi atenei marchigiani?

Riaprono le scuole, gli universitari sono alle prese con gli esami di recupero e tra qualche settimana i più piccoli si immatricoleranno per seguire i corsi anche presso l’Università degli Studi di Urbino. La scelta sicuramente sarà il frutto di un’accurata ricerca su quale futuro lavorativo si possa intraprendere, ma anche sulle attitudini di ogni ragazzo e sull’offerta formativa.

In molti sceglieranno anche quest’anno Urbino come destinazione per i propri studi universitari. Sicuramente una scelta azzeccata: proprio lo scorso anno veniva valutata dal Times Higher Education (una delle più prestigiose classifiche redatte che si occupano della qualità degli atenei nel mondo) come una delle migliori 200 in Europa. Peraltro, veniva data una menzione speciale in quanto “città ideale per lo studio”. Urbino è anche tra le prime 500 al mondo: elevato punteggio che gli viene garantito dai servizi offerti e dall'”international outlook” (i rapporti con il resto del mondo). Una ricerca del 2017 del Censis attestava al nostro ateneo tra le prime 10 posizioni in Italia.

Il grande prestigio che quindi Urbino ha nel mondo è una “vecchia storia”. Una storia che infatti nasce nel 1506, anno in cui venne fondata e che la attesta ad una delle università più antiche d’Europa. La sua nascita si deve al periodo dei duchi urbinati di Montefeltro. Infatti è con il Ducato di Urbino che l’attività culturale della cittadina aumenta e con Guidobaldo da Montefeltro viene istituito il “collegio dei dottori”. A ciò si aggiunse anche la volontà di papa Giulio II che con la bolla pontificia risalente al 18 febbraio del 1507 intitolata “Ad Sanctam Beati Petri Sedem Divina Dispositione Sublimati” si permise alla “magistratura urbinate” di formare dei dottori.

A partire dal 1566 con papa Pio VUrbino, ottenne anche la possibilità di laureare poeti, dottori di diritto canonico e civile nonché notai. Nel 1576 l’ateneo divenne “pubblico studio” nel 1671 “Università” con papa Clemente X. Oggi la conosciamo come Libera Università e ciò lo dobbiamo al Regio Decreto del 1862.

Per rispondere alla domanda quindi, il prossimo anno l‘Università degli Studi di Urbino compirà 514 anni!

Il video di Valentino Rossi che da Tavullia va a Misano con la sua moto

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12 Settembre 2019turismomarche

È stato pubblicato dal suo account ufficiale e fa venire la pelle d’oca.

Valentino Rossi non ha bisogno di presentazioni. Uno dei più vincenti piloti di motociclismo al mondo. L’unico nella storia ad aver vinto nelle quattro classi differenti: 125, 250, 500 e MotoGP. Ha vinto nove mondiali, 115 gare su un totale di 395 disputate. Ha 40 anni e tanta voglia ancora di correre. Come ben saprete è originario della nostra regione. Nasce ad Urbino ma cresce nella sua Tavullia, stupendo borgo nella provincia di Pesaro ed Urbino, terra alla quale Valentino è molto legato. Lo stupendo borgo che molte volte si sono tinti di giallo, i colori di Rossi, hanno celebrato un’altra volta il campione che ha deciso di rendere omaggio al suo paesino in un modo alquanto singolare: si è recato a Misano con la sua moto partendo proprio da Tavullia.

Il pilota marchigiano ora in forza alla Yamaha, sfoggerà per anni ancora il suo mitico 46. Intanto però guardatevi questo stupendo video.

Una poesia per Urbino

8 Settembre 2019turismomarche
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Un giovane poeta ci regala questa poesia per Urbino.

Urbino non ha bisogno di presentazioni. Una delle cittadine più visitate durante quest’estate e che è continuamente popolata da turisti provenienti da tutto il mondo. Sempre vivace, soprattutto per le bellissime mostre che potreste visitare in ogni periodo dell’anno e per i numerosi studenti che seguono i corsi di una delle università più pregiate di tutta Italia. Un ex studente universitario della nostra Urbino, nonché poeta Maurizio Lombardi, ci ha regalato questa poesia. Il poeta trentenne proviene da Servigliano, piccolo paesino, in provincia di Fermo, esordirà a breve con una raccolta delle sue opere. Nell’attesa ci ha donato questa sua poesia in esclusiva.

 

URBINO

 

Le ore passate

sognando alla Fortezza

improbabili destini.

 

Le notti ai Collegi

festeggiando le nostre vite

dominati dall’ebbrezza

di qualche birra di troppo.

 

E i giorni sui libri

su quei mondi lontani

ma terribilmente vicini

al nostro esser più profondo.

 

I caldi pomeriggi

distesi sul giardino del primo livello

a contemplar le nostre mete

così diverse

ma riunite in un percorso

comune.

 

Ed il gelo dell’inverno

che cattura la città

ma non le nostre anime

che scivolano in Via Raffaello.

 

Le notti d’amore

di due fragili viaggiatori

che trovano ristoro

fra le braccia del sesso.

 

La Città

che ci dona eterni sorrisi

ma che aspetta le nostre

lacrime

quando sarà

il momento

di crescere.

 

La città di Urbino è stata citata in molte opere: Giovanni Pascoli (Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino | ventoso: ognuno manda da una balza | la sua cometa per il ciel turchino) e Gabriele D’Annunzio (Urbino, in quel palagio che s’addossa | al monte, ove Coletto il Brabanzone | tessea l’Assedio d’Ilio, ogni Stagione | l’antica istoria tesse azzurra e rossa) sono i più celebri autori che sono rimasti affascinati dalla bellissima località marchigiana.

Una foto che dovreste vedere

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8 Settembre 2019turismomarche

Un bravissimo fotografo ha scattato questa foto che dovreste vedere.

Si chiama Valerio Bei l’autore. L’avevamo già contattato per intervistarlo e per sapere dove aveva trovato l’ispirazione per scattare questa stupenda foto. Poi andando alla ricerca di un’immagine che potesse descrivere al meglio l’arrivo dell’autunno ci siamo imbattuti in quest’altra meravigliosa foto. Come vi avevamo già detto, il fotografo, è originario di Montegiorgio, paesino del fermano. È appassionato di Natura e Fotografia, scatta per passione e regala quest’armonia ai suoi followers quindi il nostro consiglio è di seguirlo qui.

La foto è stata scattata all’interno della Riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra un luogo da scoprire, soprattutto in questo periodo della stagione. Si trova nel cuore della nostra regione e comprende i comuni di Tolentino e Urbisaglia che si trovano nella provincia di Macerata. Dal 1985 è riconosciuta come Riserva Naturale. All’interno trovate un antico monastero cistercense che preservarono già dal loro insediamento la bellissima foresta circostante. Come potrete vedere dalla foto la fauna è molto ricca: ci sono stupendi uccelli ma anche caprioli (reintrodotti a metà del secolo scorso) ma anche tassi, donnole, puzzole, faine e cinghiali.

Ecco a voi la foto.

Che cosa significa “σφόδρα δ’εὔοινός”?

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Vediamo quanti grecisti ci sono tra i nostri lettori che sanno tradurre “σφόδρα δ’εὔοινός”.

Per chi non l’avesse capito, è greco antico ed ha a che fare con la nostra regione. O meglio con una zona molto apprezzata della nostra regione.

Ma partiamo dall’inizio: come molti di voi sapranno le origini di alcune cittadine marine della nostra regione hanno una stretta connessione con la Grecia antica. Una di queste è il nostro capoluogo di regione: Ancona. Vi facciamo un ripasso: Ancona, deriva da Ankòn che in greco significava gomito (per l’ovvia caratteristica geografica). Divenne una città nel 387 a.C. quando alcuni greci siracusani, scappati dalla tirannide di Dionisio, fondarono la colonia sul colle Guasco. I siracusani, che fondarono la città, come ben saprete, provenivano da una stirpe dorica e non a caso oggi viene chiamata ancora “città dorica“. Una città che a differenza di altre che, nonostante molti anni prima vi abitassero i piceni, rimase con un gran attaccamento alla cultura greca ed alle sue origini anche quando la romanizzazione dell’Italia si fece sempre più pericolosa.

Quindi “σφόδρα δ’εὔοινός” (sfódra d’eyoinόs) ha a che fare con la storia di Ancona e significa “produttrice di vino buono ed abbondante”. Eh già, anche i greci se n’erano accordi delle qualità culinarie dei nostri territori. In particolare ne fa riferimento Strabone ovvero un geografo e storico antico nato ad Amasea, l’odierna Amasya in Turchia. Infatti in una delle sue opere più importanti, “Geografia” appunto, ci racconta attraverso un uso delle fonti molto certosino (l’opera è stata composta tra il 14 ed il 23 d.C.) anche della nostra regione.

Ma di cosa stava parlando Strabone attraverso le sue fonti? Naturalmente del nostro pregiatissimo Rosso Conero, che affonda le radici proprio in quegli anni. Il vino che oggi è in tutte le tavole degli italiani e che viene prodotto in sette comuni di cui quattro appartenenti alla Riviera del ConeroAncona, Camerano, Sirolo e Numana ed tre delle vicinanze ovvero Castelfidardo, Offagna ed Osimo. La sua particolarità è che essendo un vino DOC può esserne consentita la produzione soltanto nella zona del Monte Conero. Per produrlo si utilizzano i vitigni Montepulciano, puro o con un’aggiunta massima del 15% di Sangiovese.

Quando finisce l’estate?

28 Agosto 2019turismomarche

Ufficialmente il 23 Settembre, ma andiamo a vedere le previsioni meteo.

L’estate sta finendo: è vero. Come voi tutti sapete l’estate inizia il 21 giugno ovvero con il solstizio fino all’equinozio di settembre che è nella notte tra il 22 ed il 23 settembre. Per un totale di 92 giorni. In attesa dell’equinozio autunnale, le temperature hanno già raggiunto i loro picchi massimi, il tempo in qualche posto della nostra regione si sta coprendo. Partiamo subito dalla constatazione che è stato più clemente di quello che gli esperti si aspettavano anche se effettivamente è stato un po’ troppo caldo.

Quello che gli esperti di meteorologia si stanno aspettando è l’arrivo tra mercoledì e giovedì di una grande burrasca in stile autunnale. Temporali al nord anche se al centro dovremmo soltanto avere qualche rovescio temporalesco. Entro giovedì quindi il vortice si andrà ad isolare sul mar Tirreno provocando una grande fase di maltempo sulle regioni del centro e del meridione (non dovrebbero esserci episodi gravosi nella nostra regione).

Purtroppo il maltempo avrà la meglio anche a partire dalla prossima settimana. Per questo weekend possiamo considerarci salvi, infatti gli esperti prevedono una prevalenza di sole. Le temperature faranno registrare un calo a partire da domenica 1 settembre, ovvero il primo giorno dell’autunno meteorologico.

5 cose da fare a Settembre nelle Marche

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28 Agosto 2019turismomarche

Ecco a voi qualche consiglio su cosa fare a Settembre.

L’estate sta finendo e un anno se ne va: ma siete sicuri? Le nostre spiagge sono ancora limpidissime ed il caldo è ancora costate (qui trovate un articolo sulle prossime previsioni). Quindi se il tempo è buono o se il tempo è pazzerello, tantissime sono ancora le cose da fare per il mese in cui tutti ritornano dalle vacanze (o magari partono).

1. Andare al mare nei nostri lidi

Cosa c’è di meglio di sfruttare quel periodo dell’anno in cui non ci sono grandi affollamenti di persone? In più, vi diciamo che per molti fine settimana il tempo rimarrà stabile. San Benedetto del Tronto, Gabicce Mare, Sirolo, Numana, Portonovo, Porto San Giorgio sono le nostre perle della nostra regione. Approfittatene e sappiate anche che a partire dalla fine del mese di settembre si possono portare liberamente i nostri amici a quattro zampe a passeggio al mare.

2. Andare a vedere una bella mostra

Ci sono tre mostre da non perdere proprio in questo momento: una è dedicata alla morte di Leonardo da Vinci ed una sempre per i 500 anni di Raffaello Sanzio. Vi consigliamo quindi di non perdervi la mostra “Da Raffaello. Raffaellino del Colle” che è stata inaugurata il 14 maggio (naturalmente ad Urbino) e che rimarrà aperta fino al 13 ottobre. In questo stesso giorno terminerà la mostra “Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio ed il quadrato. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico” al Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano di Fano. Ultimo ma non ultimo “Agostino Iacurci. Tracing Vittorio. Viaggio onirico tra le pagine del De architectura” a Palazzo Mosca a Pesaro (anche questa mostra rimarrà aperta sino al 13 di ottobre).

3. Andare al Clown&Clown Festival 

Siamo alla 15a edizione di questo stupendo festival che si svolge nel bellissimo paesino di Monte San Giusto (che tra l’altro a causa di ciò gli è valsa la denominazione di Città del Sorriso). Il festival è stato ideato dalla Mabò Band 15 anni fa ed ha visto susseguirsi nel corso degli anni numerosi personaggi di rilievo del mondo della risata (da attori a comici passando per associazioni di volontariato, esperti, psicologi e clown). Quest’anno si svolge la 15a edizione dal 29 settembre fino al 6 ottobre.

4. Andare al concerto dei Boomdabash

La nota band originaria della Puglia sbarcano nelle Marche dopo i loro successi a Sanremo (la loro canzone era Per un milione) ed in giro per l’Italia nei numerosi concerti. Particolarmente premiati dalle radio per le loro hit estive in particolare per il loro Mambo Salentino, il gruppo arriva a Matelica il giorno 6 Settembre. Sapete perché si chiamano così? Boom da bash ovvero “esplodi il colpo”.

5. Godersi i colori di Settembre in Montagna

La temperatura è sicuramente più clemente di quella estiva quindi potrete sicuramente programmare un’escursione nei nostri Monti Sibillini. Noi vi suggeriamo, in particolar modo, due itinerari: il Grande Anello dei Sibillini e una visita alla grotta della Sibilla & dintorni per scoprire quanto di magico c’è da scoprire del nostro territorio.

5 cose da fare a Ferragosto

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12 Agosto 2019turismomarche

Non avete ancora piani per Ferragosto? Ecco a voi 5 suggerimenti!

Ferragosto è una delle feste topiche dell’anno e dell’estate. Cosa avete progettato? Sappiate che, come vi dicevamo qui, il tempo non farà scherzi e che quindi in montagna o al mare potrete progettare una giornata di relax. Se, nel caso, siate sprovvisti di un programma ecco a voi 5 cose da fare nella nostra Regione.

La Cavalcata dell’Assunta

Una delle più celebri rievocazioni storiche ha luogo proprio in questi giorni a Fermo, abbiamo preparato per voi una piccola guida per sapere molto su questa tradizione antichissima.

Festa del Duca ad Urbino

Sarà in programma dal 13 al 15 agosto anch’essa è una delle rievocazioni storiche più importanti della regione ed ha luogo nella stupenda cittadina rinascimentale. Qui trovate tutte le informazioni necessarie.

Una passeggiata in montagna

Che ne dite di una bella passeggiata in montagna? I Sibillini vi aspettano, come ogni anno, i Laghi di Pilato saranno super affollati, quindi vi consigliamo di partire presto e di rispettare l’ambiente circostante.

Ascoliva Festival

Se state cercando invece una visita culturale ed enogastronomica, Ascoli Piceno fa al caso vostro. In quei giorni fino al 19 agosto ci sarà l’Ascoliva festival ovvero uno dei più importanti festival del capoluogo di provincia. La città a fare da sfondo ad uno dei prodotti tipici più importanti della nostra Regione.

Un pranzo al mare

Ancora una volta gli italiani scelgono per le loro vacanze il mare. Il dato ISTAT rileva che gran parte dei nostri concittadini preferisce il mare alla montagna e lo si vede dalla folta presenza di persone nei nostri litorali. Che ne dite allora di una buona mangiata in una delle nostre spiagge? Vi consigliamo di prenotare prima che potete, perché i ristoratori saranno molto impegnati in questa giornata.

Come sarà il tempo a ferragosto?

12 Agosto 2019turismomarche

I meteo stanno impazzendo. Dicono ci sia una perturbazione, sicuri?

Una delle feste più importanti dell’estate è Ferragosto. Una delle feste antichissime che il nostro calendario concede. Infatti, era in voga già durante la Roma Imperiale quando veniva dominata “feriae Augusti“. Viene celebrata in Italia il 15 di Agosto e da tutti è conosciuta come la festa dove si va in ferie al mare o si cerca un posto più refrigerato in montagna. A dire il vero i romani avevano un’altra idea di questa festa: fu istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. e sì era un periodo di riposo ma che celebrava la fine dei lavori agricoli. Quindi l’antico ferragosto aveva un significato alquanto politico ovvero collegava le festività di agosto per concedere ai lavoratori un periodo alquanto importante di riposo.

In un altro articolo vi abbiamo parlato su cosa fare a Ferragosto nelle Marche, in quest’articolo invece approfondiamo il bollettino meteo, che vi sarà utile sia per sapere quale miglior luogo scegliere. In molti stanno sostenendo che arriverà un’improvvisa perturbazione proveniente dalla Russia, altri invece che si passerà un Ferragosto rovente. Andiamo per ordine. Secondo gli esperti, sull’Italia ci sarà un cambio: si passerà dal roventissimo anticiclone africano a quello delle Azzorre (ovvero proveniente dall’Oceano Atlantico). A partire da ciò, gli esperti prevedono un abbassamento delle temperature dovuto anche alla presenza di venti maestrali. Il giorno 15 agosto quindi sarà sereno in quasi tutta la penisola (anche nelle Marche quindi). Nel pomeriggio i temporali riguarderanno soltanto le zone del Trentino e del Veneto. Quindi, programmate un Ferragosto al mare o in montagna: il meteo vi aiuterà ed il caldo sarà clemente.

Secondo le previsioni degli esperti dopo Ferragosto il Nord dovrebbe essere raggiunto da una perturbazione fredda e di origine atlantica che porterà a temporali e a climi instabili. Differente sarà la situazione per il centro e per il sud dove regnerà il caldo fino a fine mese.

Cos’è la Cavalcata dell’Assunta?

29 Luglio 2019turismomarche

Sta per arrivare una delle più importanti rievocazioni storiche della nostra regione: la Cavalcata dell’Assunta.

Se non la conoscete allora non perdetevi l’occasione di conoscere la stupenda Cavalcata dell’Assunta. Un connubio di tradizioni, storie popolari e vita di contrade. Un momento che tutta la città di Fermo sente tanto da essere paragonata alle grandi rievocazioni storiche e ai più importanti palii italiani. Un momento sicuramente per scoprire anche una delle perle della nostra regione: il capoluogo di provincia Fermo. In questo breve articolo vi informeremo su tutte (o meglio molte) delle cose che dovreste sapere prima di andare alla Cavalcata. Innanzitutto sappiate che è una rievocazione storica su fonti scritte e già attestate. Una delle più antiche in Italia o forse la più antica ed è il simbolo di devozione che si ha verso la patrona Santa Maria Vergine Assunta in cielo.

Da dove deriva questa rievocazione?

Il culto della Vergine Maria ha origini molto antiche a Fermo. Pensate, che nel V secolo sul Girfalco era presente già la dedica a “Santa Maria in Castello”. Secondo la ricostruzione, quindi, le prime testimonianze di documenti scritti che fanno riferimento alle celebrazioni per la Vergine Marie risalirebbero ai primi anni del Mille. Esattamente nel 1182 un documento sostiene che Monterubbiano, Cuccure e Montotto avrebbero portato un palio in occasione della Festa dell’Assunta. La Cavalcata assunse sin da subito un significato molto importante per tutti i fermani ma anche per i piccoli centri vicini. Le rivalità dei piccoli comuni si manifestava anche in questa stupenda rievocazione, in molti sostengono di come la Cavalcata avesse una valenza non soltanto religiosa ma politica. Nel corso degli anni la Cavalcata ha subito numerose modifiche ma senza alterare il significato di ciò che venne scritto negli “Statuta Firmanorum” del 1382 ovvero le norme che regolano la vita della città dove però vi è una descrizione anche della Cavalcata. Il documento più importante è la “Pagina miniata” ovvero la rappresentazione visiva di una Cavalcata come se fosse una fotografia risalente al 1436 che venne realizzata da Giovanni di maestro Ugolino da Milano.

Come era organizzata la festività in quel tempo?

La Cavalcata dell’Assunta era il corteo al quale partecipavano tutte le cariche più importanti della città dal podestà sino ai rappresentanti delle corporazioni. Il corteo sfilava per le principali zone della città partendo dalla Chiesa di Santa Lucia fino ad arrivare alla Cattedrale. Una allegra e fastosa processione dove tutti partecipanti esibivano i ricchi e sontuosi ornamenti accompagnati dai musici e dai tamburini. Il giorno successivo, si correva il Palio dell’Assunta. Chi vinceva si aggiudicava il drappo dell’Assunta.

Quali sono le contrade che gareggiano?

Le contrade sono dieci in totale di cui sei storiche: Castello che ha un leone per stemma ed i colori di Fermo, il blu ed il giallo, Campolege ha per stemma un gladio ed una biscia i colori sono giallo e viola, Fiorenza il loro motto è “gratia et honor” riprendono i colori e lo stemma di Firenze: il bianco, il viola ed il giglio, ciò perché ha avuto podestà fiorentini, Pila è biancoazzurra, il suo stemma reca il mascherone di fontana, San Bartolomeo sono rossoneri, lo stemma riprende un altro stemma presente nel loggiato si San Rocco con le sue due frecce incrociate, San Martino di colore bianconero ha per stemma San Martino con una spada ed un mantello. A queste si sono aggiunte negli anni quelle di Torre di Palme che ha come stemma una torre e i colori giallo verdi, Capodarco che sono biancorossi con un arco ed una freccia all’interno dello stemma, Campiglione nerogialli con le spighe di grano come simbolo e Molini Girola blu verdi con un mulino come stemma.

Com’è organizzata la festività oggi?

Il programma è vastissimo ed è iniziato quest’anno il 5 di Maggio quando cadevano esattamente i 100 giorni dal Palio. In tutto questo tempo ci sono stati e ci saranno momenti molto importanti come l’investitura dei Priori, il Palio dei Sapori, gli spettacoli dei musici e degli sbandieratori, l’arrivo del Palio, la lettura del Bando con il corteo storico, la gara di tamburini delle contrade, le gare di tiro con l’arco e tiro con la fune tra contrade, l’esibizione degli sbandieratori della Cernita e delle contrade, la Tratta dei Barberi (ovvero il sorteggio per l’abbinamento dei cavalli del Palio alle Contrade). Gli eventi culmineranno il 14 agosto e 15 agosto quando avranno luogo la Cavalcata dell’Assunta, la Messa pontificale ed il Palio dell’Assunta.

Chi ha vinto più palii e chi meno?

Per ora è in testa San Bartolomeo anche se la sua ultima vittoria risale al 2004 con 6 palii, seguono Capodarco e Torre di Palme con 5, Campiglione e Campolege con 4, Castello, Fiorenza (i vincitori in carica), Molini Girola con 3, San Martino con 2 e infine Pila con 1 peraltro risalente al 1982.

Qualche curiosità

  • Il presidente della Cavalcata è anche il primo cittadino che lo scorso novembre ha nominato il vicepresidente della Cavalcata dell’Assunta Orlando Ramini, espertissimo di questa rievocazione ed Adolfo Leoni, giornalista e conoscitore di storia locale in qualità di regista.
  • Questo è il nuovo drappo per l’edizione 2019.
  • Qui trovate un video di una vecchia edizione del Palio.
  • Tutte le informazioni in tempo reale le potete trovare nel sito internet della Cavalcata dell’Assunta QUI oppure nella loro pagina facebook QUI.

La foto è del sito www.cavalcatadellassunta.it

Riuscirà a sopravvivere il Chirocefalo?

23 Luglio 2019turismomarche

Lo conoscete il Chirocefalo del Marchesoni? Come sta?

Se siete diretti nelle Marche non potreste perdervi una delle passeggiate più belle e mistiche i Monti Sibillini offrono: il Lago di Pilato. Si trova a 1941 metri sul livello del mare ed è raggiungibile da Foce di Montemonaco principalmente. Una passeggiata unica in mezzo ad una montagna incontaminata. Un luogo suggestivo che nasconde dentro di sé molte leggende e storie passate. Se riuscirete a raggiungere i laghi dovreste sapere una cosa molto importante: all’interno delle due pozze si nasconde un animaletto introvabile altrove: il Chirocefalo del Marchesoni.

Vi abbiamo già parlato dello stupendo crostaceo che popola il Lago di Pilato in questo articolo. Unico in tutto il mondo è monitorato da esperti, provenienti da tutto il mondo, sia sul suo stato di salute, sia sulla sua attività riproduttiva. Come potete immaginare l’habitat del Chirocefalo non è dei migliori: in inverno la neve è presente ogni anno mentre in estate molte volte il lago viene prosciugato. Nonostante ciò il Chirocefalo resiste in maniera “imbarazzante” come diceva una canzone a lui dedicata.

Gli scienziati però stanno monitorando il suo stato di salute anche per i numerosi cambiamenti climatici che la Terra ha vissuto in questi anni. Recentemente uno studio condotto dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini attraverso l’Università degli Studi di Perugia e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ci informa che il crostaceo non è al momento a rischio. Anzi il campionamento biologico ha evidenziato che c’è una popolazione di questi chirocefali “particolarmente abbondante e formata soprattutto da giovani (metanaupli) che si trasformeranno presto in adulti in grado di iniziare la produzione delle uova resistenti dette cisti”.

Quindi tutto fa pensare che possa andare bene anche per quest’annata e che addirittura i campionamenti effettuati non fanno emergere diversità tra i campionamenti registrati nella passata stagione con quella del 1986. Tutto ciò non ci dovrà far abbassare la guardia. Quindi, andate a visitarlo ed a scattare foto uniche, ma attenzione: non calpestate la ghiaia del Lago rimasta all’asciutto causerebbe il danneggiamento delle uova del chirocefalo che sono deposte tra i sassi. Ovviamente è vietato lasciare immondizia o altri oggetti estranei all’ambiente montano.

Uscite in barca a bordo de La Perla Nera a Fano

15 Luglio 2019turismomarche

A bordo de La Perla Nera con Forever Eventi per solcare nell’Adriatico.

È ritrovata: che cosa? L’eternità. È il mare che all’orizzonte si dilegua nel sole”. Scriveva così Arthur Rimbaud nel maggio del 1847 bramando l’estate, solcando i mari, in particolare il Mediterraneo per ritrovare il caldo sole dell’Africa del cuore. Solcare l’orizzonte, scrutare l’eternità oltre la linea dell’orizzonte. Questa è l’esperienza che vi proponiamo con Forever Eventi, a bordo de La Perla Nera del famoso Jack Sparrow.

Accolti e sorpresi subito dall’accoglienza dello chef stellato che, in bicchieri di cristallo, ha brindato con noi e col sole dentro, insieme ad altre 50 persone con le quali ci siamo bevuti l’azzurro del mare negli occhi, il bianco delle vele il sapore di salsedine che avevamo tra i capelli.

Ciò di cui vi stiamo parlando è la stupenda escursione in barca, a bordo de La Perla Nera guidata dal comandante amalfitano Enzo, sostenuto da competenti membri dell’equipaggio. Insieme, siamo salpati dal porto di Senigallia [le escursioni si svolgeranno dal porto di Fano, ndr] in mattinata, abbiamo aperto le danze a bordo a suon di musica, karaoke e balli di gruppo. Entusiasti, in un clima gioviale e di arricchimento reciproco poiché non dimentichiamoci mai che il bello di ogni posto, come diceva Christopher Mccandless in “Into the Wild”, è reale se condivisibile con qualcuno: “happiness only real when shared”.

La giornata è proseguita con tuffi straordinari dalla prua, ci si calava fino ad immergersi completamente nell’acqua limpida, perché più profonda, lontani dalla riva tanto da poter godere per una domenica il piacere delle comunicazioni autentiche. L’organizzatrice Jessica, si è fatta carico del nostro star bene, conducendoci ad esplorare i segreti del piccolo galeone. Scendendo nella botola di Prora si accede ad un primo locale sotterraneo formato da due sezioni: l’Anello Abitativo, così chiamato il Livello Superiore del Sottocoperta. Ad esso si accede tramite una botola posizionata a prua sempre aperta, una scala con corrimano porta verso il cuore della nave, nella zona della prua.

   

Da questo livello, si può raggiungere diversi locali, tutti collegati tramite un corridoio centrale, dove si trovano: gli alloggi della ciurma, cioè qualche stanza per coloro che sono ospiti o che, ai tempi delle scorrerie piratesche del Colonnello inglese Cinquecentesco William Drake, ospitavano personaggi di rango elevato. Troviamo inoltre la cucina e cambusa: la prima è attrezzata con tutto l’indispensabile per la pulizia e la cottura del pesce, ma dispone anche del necessario per permettere la creazione di piatti a base di carne. La cambusa è la sala più ampia del sottocoperta e caratterizzata solamente da lunghi tavoli di legno accompagnati da panche di ugual misura. Su questi deschi la ciurma si riunisce per consumare i propri pasti.

E alle 13.30 è venuta l’ora anche del nostro pranzo, consumato comodamente a prua, intorno ad un tavolo in legno ebano massiccio e comprensivo di paccheri allo scoglio, arrostita fanese (grigliata mista di pesce) del cuoco a bordo pontile davanti a noi, mentre godeva la vista del mare e sventolava la brace del barbecue. Il tutto accompagnato da ottimi vini dei castelli di Jesi, Passerina e Verdicchio e per concludere un caffè ed un sorbetto al limone.

 

Ci si può godere una sigaretta ed un amaro insieme a fine pasto a poppa, avendo il piacere di conoscere gli altri ospiti come Debora e Simone salpati nel loro anniversario di fidanzamento, innamorati e grati di un’esperienza così.

Quanti di noi abbiamo portato la persona amata in una sera d’estate a guardare l’alba sul mare, e quanti di noi hanno portato i figli a vedere le barche ormeggiate lungo il molo? L’estate è il mare, e quest’estate può portarti dentro l’odore di salsedine, può portare i tuoi occhi dentro l’azzurro dell’Adriatico.

Il prezzo è di 45 euro a persona, comprensivo di aperitivo, escursione in barca con annessa musica, balli, karaoke, tuffi e pranzo e tanta voglia di star bene. Non perdetevi i prossimi appuntamenti:

Le date delle prossime uscite da Fano sono: 

21 luglio partenza da Fano ore h 18,30 rientro alle h 23, 30 con aperitivo cena ed escursioni.

29 luglio partenza da Fano ore h 10,30 rientro alle h 15,30 con aperitivo pranzo ed escursioni.

5 agosto partenza da Fano ore h 18,30 rientro alle h 23, 30 con aperitivo cena ed escursioni.

18 agosto partenza da Fano ore h 10,30 rientro alle h 15,30 con aperitivo pranzo ed escursioni.

23 agosto partenza da Fano ore h 18,30 rientro alle h 23, 30 con aperitivo cena ed escursioni.

25 agosto partenza da Fano ore h 10,30 rientro alle h 15,30 con aperitivo pranzo ed escursioni.

31 agosto intera giornata.

Per info e prenotazioni
Jessica Principi +39 3662332078
Forever Eventi: pagina Facebook

Che tempo farà nella seconda metà di luglio?

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15 Luglio 2019turismomarche

La domanda del mese: a luglio si riuscirà ad andare al mare?

C’è chi sta andando in ferie e chi c’è già: in ogni caso una delle cose fondamentali da sapere è il meteo. Come avete potuto constatare, l’inizio della seconda parte del mese di luglio non è stata propriamente consona a quella di un normale clima estivo. Forti temporali si sono abbattuti nel nord a causa di ciclone alimentato da aria fredda che attraverserà velocemente tutta la penisola. Nelle Marche la giornata del 15 luglio ha visto qualche precipitazione sparsa ma già dal 16 luglio con un aumento graduale della pressione tornerà il caldo.

Ritorna dunque l’estate con questo clima pazzerello, da sabato 20 luglio sarà sempre più evidente quando nella nostra Italia arriverà il famoso anticiclone africano che porterà una grande ondata di caldo ed afa su tutte le regioni. Gli esperti spiegano questo fenomeno affermando anche che le temperature potranno varcare la soglia dei 35°. L’ondata di caldo africano, dovrebbe rimanere nella nostra penisola fino alla fine del mese fino agli inizi del mese di agosto.

Vi segnaliamo inoltre un altro importante fenomeno questa volta astronomico: l‘eclissi di Luna. Quest’anno l’eclissi sarà visibile in tutto il nostro territorio nazionale nella giornata di martedì 16 luglio. Un evento sicuramente da non perdere per gli appassionati di fotografia (guardate questa stupenda foto scattata proprio lo scorso anno) ma anche di astronomia che si troveranno ad ammirare la luna proprio a ridosso dei 50 anni dal primo allunaggio. Stiamo parlando naturalmente del 20 luglio del 1969 quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin atterrarono sulla Luna.

Quindi, appuntamento per martedì 16 luglio quando il nostro satellite entrerà nel cono di penombra alle 20:44, il fenomeno dell’eclissi lunare si verificherà a partire dalle 22:01, il suo picco massimo verrà raggiunto alle 23:30. Naturalmente, per godere del suo spettacolo è meglio premunirsi di strumentazioni idonee anche se il fenomeno sarà possibile ammirarlo ad occhio nudo.

Per chi è ancora scettico sull’effettivo allunaggio consigliamo di leggere questo articolo.

I più importanti festival di montagna quest’estate

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8 Luglio 2019turismomarche

Vi segnaliamo 4 eventi che non dovreste perdervi quest’estate.

Che ne dite di intrecciare le vostre passioni musicali in uno stupendo panorama di montagna? Oppure, che ne dite semmai di ascoltare una poesia immersi nella natura? Questo e molto altro vi propongono anche quest’anno degli stupendi festival che non potrete perdervi.

  1. RisorgiMarche

La stupenda rassegna organizzata da Neri Marcoré. Ne abbiamo già parlato molto all’interno dei nostri portali: qui troverete le date ed i luoghi dove si svolgeranno gli eventi musicali. Qui, invece, trovate una playlist che abbiamo fatto in vista dei concerti.

2. Le parole della montagna

Finalmente è uscito il programma di uno dei nostri festival favoriti. Si svolgerà a Smerillo per un’intera settimana dal 14 al 21 luglio. Molti saranno gli ospiti che, come al solito, porteranno molti visitatori nelle montagne del fermano. Quest’anno la parola chiave del festival è “Orizzonte” ovvero una “linea immaginaria che separa il cielo dalla terra. Qui trovate tutto il programma.

3. Festival dell’Appennino

Già iniziato a Giugno terminerà a Settembre. Vi accompagnerà nei luoghi più suggestivi e nascosti del Piceno e non solo. Avrete la possibilità di scoprire paesini che fino ad oggi non conoscevate. Questo il programma.

4. Frasassi Climbing Festival

Non perdetevi questo appuntamento dal 6 all’8 settembre! Negli stupendi borghi di Serra San QuiricoFabrianoSassoferratoArcevia Pietrarossa, e nei luoghi del Parco della Gola Rossa e di Frasassi. Numerose sono le attività proposte da attività speleotrekkingciclisticheyoga e boulder, da spettacoli a concerti. Qui trovate il programma completo.

Le canzoni che dovreste conoscere in vista di RisorgiMarche

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8 Luglio 2019turismomarche

Una playlist che vi consigliamo di ascoltare prima di andare ai concerti di RisorgiMarche.

Come ben sapete fervono i preparativi per la nuova edizione di Risorgi Marche che si svolgerà nel territorio terremotato marchigiano. Quest’anno suoneranno molti big della musica italiana ed internazionale. Per ora le tappe che si conoscono sono otto e le trovate qui. Per non farvi trovare impreparati abbiamo pensato di fare un’altra playlist molto utile per quei giorni in cui andrete agli eventi.

Ci possiamo mettere la mano sul fuoco, queste canzoni verranno suonate dagli artisti che si esibiranno.

  1. La storia del mondo

Il primo a salire sul palco sarà Nek, pseudonimo di Filippo Neviani. L’autore che conta milioni di visualizzazioni su Youtube e famoso in tutto il mondo (specialmente nei paesi latini e iberici con la versione spagnola di Laura non c’è) si esibirà a Poggio San Romualdo l’11 luglio. Abbiamo pensato che sicuramente ci farà ascoltare La storia del mondo il singolo pubblicato il 19 aprile del 2019 e che fa parte del quattordicesimo album “Il mio gioco preferito: parte prima”.

 

2. L’unica cosa che resta

Pacifico si esibirà insieme anche a Neri Marcoré nei pressi del Monte Fraitunno il 21 luglio. L’unica cosa che resta è un brano molto emotivo che venne pubblicata insieme a Malika Ayane. Lo stesso Pacifico commentando il duetto ha dichiarato come una canzone in cui “si confida nell’amore come unica ragione che renda tollerabile la nostra presenza qui… se ne scriveranno altri milioni, e fortunato sarà l’autore che troverà ad indossarla una voce come questa”. E’ del 2012.

 

3. Il gatto e la volpe

Edoardo Bennato non ha bisogno di presentazioni, come non ne ha la sua celebre canzone Il Gatto e la volpe pubblicata dall’etichetta Ricordi nel 1977 nell’album “Burattino senza fili”. Sicuramente ci sarà spazio il 28 luglio in mezzo ai Piani di Monte Gemmo per tutti i grandi classici del cantautore napoletano che celebrerà i nostri luoghi come la nuova isola che non c’è!

4. Muhammad Ali

Succede di sincronizzare due battiti
Questione di attimi o di eternità
Che la paura di restare da soli si misura tra il tempo e la pubblicità
Succede che non conto più fino a cento
Ha ragione l’istinto prima di parlare
E come sto menomale sto
Bene o male mi conosci

E’ la prima strofa della stupenda canzone dedicata al grande pugile e pubblicata come singolo il 5 aprile di quest’anno. Il 30 luglio a Località Fontanelle con Marco Mengoni prevediamo un afflusso enorme di persone, quindi, oltre a preparare bene il vostro tour ripassate le sue canzoni, il divertimento sarà assicurato.

 

5. Che coss’è l’amor

Per ora è l’ultimo concerto, ma sappiamo che non sarà così. A Macereto, si esibirà Vinicio Capossela il cantautore nato ad Hannover che è un artista a tutto tondo (ha scritto anche alcuni libri). L’autore, nel 1994 pubblica in Francia, il suo terzo disco “Camera a sud“. I suoni provengono perlopiù dall’America Latina e uno che sicuramente conoscerete bene si chiama “Che coss’è l’amor” (che peraltro è stato utilizzato nel grande film di Aldo, Giovanni & Giacomo in Tre uomini e una gamba).

Le Marche in prima pagina su National Geographic

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8 Luglio 2019turismomarche

Parla della nostra regione anche la stupenda rivista National Geographic.

National Geographic ovvero la rivista mensile della National Geographic Society fondata nel 1888 unica nel suo stile e con il suo prestigio parla delle Marche.

Con un testo e le fotografie di Sergio Ramazzotti, grandissima penna e fotogiornalista internazionale, National Geographic propone un reportage all’interno della nostra regione. “Marche, seduzione discreta” viene chiamato il lungo pezzo che vi porta nelle Marche più interne e meno conosciute. Il viaggio è stato proposto all’interno di “Traveler Estate 2019” ovvero i consigli che la nota rivista da ai suoi lettori. Le foto che potrete ammirare riguardano Corinaldo, Serra de’ Conti, la stupenda abbazia di San Vittore di Genga, Staffolo, la campagna di Montecarotto, Maiolati Spontini, Cupramontana, Ostra Vetere.

Il reportage:

Giosuè Carducci, nato in una delle più belle regioni d’Italia, scrisse di una terra “così benedetta da Dio di bellezza, di varietà, di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questa apertura di valli che sorridono”. Non era la sua Toscana: parlava delle Marche. Giancarlo Liuti, un giornalista marchigiano, ha detto che le Marche hanno la fortuna di sembrare inesistenti. Cioè di non sembrare. Non le conosce nessuno, a cominciare dai marchigiani. È quasi vero: con l’eccezione dei tedeschi, degli olandesi e degli inglesi, che le conoscono benissimo e, una volta conquistata buona parte del Chianti, si sono messi alla ricerca di un’altra zona che gli somigli, trovandola per l’appunto nelle Marche. Le quali, sui siti di certe agenzie immobiliari britanniche specializzate in casali di campagna da comprare per rifarsi una vita, si definiscono con un toponimo arbitrario ormai ampiamente diffuso oltremanica: Marcheshire“. Continua a leggere qui…

10 film da vedere quest’estate

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8 Luglio 2019turismomarche

Quest’estate ci sono grandi novità nei teleschermi ecco a voi i nostri consigli.

La scuola è finita, i mondiali femminili di calcio e la Copa America anche. Se non avete nulla in programma per la sera vi invitiamo ad andare a vedere le programmazioni dei cinema a voi vicini. Ebbene sì, nonostante sia estate le sale cinematografiche rimarranno aperte. Ciò è stato voluto dalle associazioni di categoria e dagli operatori del settore: ci saranno grandissime uscite per rilanciare anche il cinema d’estate. Allora, scegliete una sala con un climatizzatore interno, come il Cinemanzoni di Montegiorgio, oppure un bel cinema all’aperto come ogni anno si svolge tra Grottammare e Cupra Marittima.

Questa è la nostra top ten di film che non potreste perdervi. Cliccando sul titolo del film sarete reindirizzati al trailer su youtube!

  1. Toy Story 4 (26 giugno)
  2. Il Re Leone (21 agosto)
  3. Pets 2 – Vita da animali (6 giugno)
  4. Due amici (4 luglio)
  5. Spider-man: far from home (10 luglio)
  6. Fast & Furious – Hobbs & Shaw (8 agosto)
  7. Men in black – International (25 luglio)
  8. Carmen y Lola (27 giugno)
  9. Rapina a Stoccolma (20 giugno)
  10. MA (27 giugno)

 

Che cos’è la Quintana di Ascoli Piceno?

4 Luglio 2019turismomarche

Tutto quello che dovete sapere sulla Quintana di Ascoli Piceno.

Sicuramente uno degli eventi clou dell’estate di Ascoli Piceno e dintorni è la Quintana. Una rievocazione storica che attira migliaia di turisti, un momento unico per fare un tuffo nel passato in una delle città più eleganti del nostro territorio. Se non avete ancora programmato una visita del nostro territorio o se siete in zona, questa potrebbe essere un’ottima meta per la vostra estate.

Si chiama esattamente “Giostra della Quintana” ovvero una delle più importanti rievocazioni storiche in Italia. Le sue origini risalgono al medioevo, o meglio al IX secolo quando i Saraceni (i popoli provenienti dai territori arabi) invasero il territorio dei Piceni. La parola ha origine francese molto probabilmente “quintaine“. Quindi il significato della festa proviene da quando durante il periodo romano, i legionari che si allenavano con la spada e con il giavellotto dovevano colpire un palus (alto circa 6 piedi) che era ancorato al terreno della strada dell’accampamento dove si praticavano le esercitazioni militari.

Ad Ascoli Piceno è conosciuta come la festa più antica, pensate che era già presente negli Statuti Ascolani del 1377. Anticamente si svolgeva all’interno della stupenda Piazza Arrigo, sappiamo anche che vi partecipavano i cavalieri della oligarchia magnatizia della città ed altri che provenivano, su invito da altri parti di Italia.

La tradizionale giostra si svolge in varie fasi dell’estate e non solo. Le date più importanti sono quelle della prima domenica di agosto (ovvero durante la festa del patrono) e il secondo sabato del mese di luglio (ovvero durante la festa della Madonna della Pace) quando ci sono il Corteo Storico e la Giostra della Quintana. Durante luglio ed agosto però avrete anche altri momenti molto importanti: il Palio degli sbandieratori, il Saluto alla Madonna della Pace, le lettura del Bando di Sfida, il palio degli arcieri e l’offerta dei Ceri.

Il luogo principale della Giostra è naturalmente il campo dei giochi di Porta Maggiore (che si trova tra il complesso del Forte Malatesta e la chiesa di San Vittore) viene chiamato dagli stessi animatori della festa e da tutto il popolo ascolano “il tempio sacro della Quintana“. La sua forma peculiare, come se fosse un “otto” è il luogo di battaglia dei sei “Sestieri”. I sestieri, ovvero le sei parti della città, sono Piazzarola, Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà, Sant’Emidio e Porta Tufilla. All’interno di questo tempio si sfidano i vari cavalieri che devono colpire un bersaglio ovvero lo scudo che viene sorretto dalla rappresentazione di un moro ovvero di un Saraceno. Si hanno tre tornate e ciascuna di queste tornate è chiamata “assalto“. La vittoria si decide dal punteggio totale che si calcola in base al tempo impiegato per l’assalto e la precisione nello stesso.

Molto importante è anche il Corteo Storico che colora tutta la città di Ascoli Piceno con costumi tradizionali che vengono indossati dagli oltre 1500 figuranti. Un’eleganza che si intreccia perfettamente a quella della città. Pensate, che i costumi riprendono i ritratti del Crivelli e hanno firme dei più importanti stilisti italiani tra gli altri Pizzi, Guidetti e Martini. Il Corteo avanza per il centro storico al ritmo dei tamburi e delle chiarine. Molto importante è la figura del Magnifico Messere, ma anche quelle di consoli, capisestiere, dame, damigelle, armigeri, arcieri, musici e sbandieratori.

La foto è di www.quintanadiascoli.it

Le date ed i luoghi di RisorgiMarche 2019

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27 Giugno 2019turismomarche

Ecco a voi le date ed i luoghi del Festival diretto da Neri Marcorè.

Torna una nuova edizione di RisorgiMarche ovvero uno dei più importanti festival musicali che si svolgeranno nella nostra regione Marche durante l’estate. La rassegna musicale, curata dal marchigiano Neri Marcorè, che ha visto migliaia di persone salire sui nostri bellissimi Monti Sibillini e percorrere i luoghi devastati dal sisma, si rimette in marcia. Anche quest’anno è un cartellone molto ricco che attirerà l’attenzione di migliaia di turisti in luoghi che molti non hanno mai potuto ammirare.

Come ben sapete RisorgiMarche non è diventato solo un festival per le zone colpite ma un vero e proprio marchio. Uno stile che contraddistinguerà questa nuova edizione come qualche giorno fa hanno ricordato gli organizzatori “quello che RisorgiMarche ha innescato nei suoi primi 2 anni va oltre il semplice concerto su un prato, tra la bellezze delle nostre montagne. Va oltre l’incontro di migliaia di persone, oltre l’impegno di istituzioni, associazioni e partner privati. Qui, grazie al vostro supporto e alla vostra correttezza, è stato veicolato un messaggio inequivocabile, e cioè che queste comunità, nonostante tutto, sono ancora vive e lottano quotidianamente per continuare ad esserlo. A noi – insieme a tutti voi – il compito di rendere ancora più significativo il cammino intrapreso. Continuiamo a camminare, popolo di RisorgiMarche“. Qualcuno di fronte alle migliaia di persone accorse per il concerto di Jovanotti lo scorso anno, ha paragonato questo evento addirittura come il nuovo Woodstock! Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per fare bene anche quest’anno, quindi condividete l’articolo, fatelo sapere a tutti ed invitate gente.

Ecco a voi tutte le date e gli artisti di RisorgiMarche 2019.

Al momento ce ne sono “solo” otto concerti confermati.

Considerate che ne saranno annunciati altri che al momento non possono essere rivelati o perché non hanno dato la loro conferma o perché gli artisti si esibiranno a pagamento nelle vicinanze. 

11 Luglio – Nek a Poggio San Romualdo (AN)

15 Luglio – Concerto a sorpresa (artista internazionale) a Dosso Vallonica (MC)

18 Luglio – Tosca a Piani di Monte Torroncello (MC)

21 Luglio – Pacifico con Neri Marcorè a Monte Fraitunno (AP)

28 Luglio – Edoardo Bennato a Piani di Monte Gemmo (MC)

30 Luglio – Marco Mengoni a Località Fontanelle (FM)

2 Agosto – Concerto a sorpresa (artista donna molto famosa) a Spelonga (AP)

7 Agosto – Vinicio Capossela a Macereto (MC)

I concerti inizieranno alle 16.30.

Tutte le sagre dell’estate 2019

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23 Giugno 2019turismomarche

L’elenco di tutte le sagre marchigiane dell’estate 2019.

Dovreste sapere che il termine “sagra” deriva dal latino sacrum ovvero qualcosa che ha a che fare con il sacro. E’ esattamente il significato di festa ovvero festum che vuol dire ricorrenza sacra. Quindi se volete festeggiare durante l’estate ecco a voi l’elenco, in aggiornamento, di tutte le sagre. Occasioni uniche per condividere insieme ad altri, il piacere dell’assaporare piatti eccezionali e buona musica negli stupendi borghi delle Marche!

Ecco a voi l’elenco che è in continuo aggiornamento. 

GIUGNO

4°Festival del Mosciolo dal 27 al 30 giugno ad Ancona (AN)

LUGLIO

Festa della Pizza&Birra dall’1 al 12 luglio Curetta di Servigliano (FM)

Sagra della Scottona Marchigiana a luglio a Piane di Falerone (FM)

XIII edizione di Gustando Offida il 6 luglio ad Offida (AP)

23a Sagra del Porchetto dal 4 al 7 luglio a Borghetto di Monte San Vito (AN)

14a Sagra del Baccalà a luglio a Passatempo di Osimo (AN)

36a Sagra dell’agnelo alla brace co’ Vattuto e Maccheroncini a luglio ad Ortezzano (FM)

Festa della Crescia a Sefro (MC)

Il palio dei sapori a luglio a Lido di Fermo (FM)

XIII Sagra della braciola dal 4 al 14 luglio a Selvagli di Gaglione (MC)

Verdicchio in festa dal 4 al 7 luglio a Montecarotto (AN)

Bracieri in festa dall’11 al 14 luglio a Montecosaro Scalo (MC)

Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce dal 4 al 7 luglio a Fano (PU)

25° Festival della pizza dall’11 al 14 luglio a Montelupone (MC)

14a Sagra del Passatello dal 5 all’8 luglio a Pianello di Ostra (AN)

7a Festa dei maccheroncini al ragù a luglio a Porto Sant’Elpidio (FM)

La salsiccia n’ti canton il 6 e 7 luglio a Castelvecchio (PU)

Cartoceto con Gusto e Tradizione il 6 e 7 luglio a Cartoceto (PU)

Week end a pane e chianina a luglio a Maiolo (PU)

46a Sagra della Crescia sul panaro dal 18 al 21 luglio a Castelplanio (AN)

Festa della trebbiatura e sagra dell’oca a Monte Roberto (AN)

Festival delle Birre Artigianali  a luglio a Treia (MC)

Sagra del Maialino al Coccio a luglio Passo Ripe Trecastelli (AN)

Pizza e birra al mare a luglio a Massignano (AP)

Leguminando a luglio a Monsanpietro Morico (FM)

32a Sagra del Maialino alla Brace dal 18 al 21 luglio a Treia (MC)

Festival della birra dala luglio a Ripe (AN)

Sagra della Bruschetta di Taverne a luglio a Taverne di Serravalle di Chienti (MC)

Sagra de li strozzapreti dal 19 al 21 luglio a Passo San Ginesio (MC)

Sagra della frutta dal 13 al 14 luglio a Montefiore dell’Aso (AP)

4a edizione de La festa de la patata jo la stazziò dal 19 al 21 luglio a Porto Sant’Elpidio (FM)

Sagra della polenta con lo stoccafisso a luglio a Monterubbiano (FM)

54a Sagra del coniglio in porchetta dal 25 al 28 Luglio a Serra San Quirico (AN)

Pizzica & Spizzica a luglio a Santa Maria Nuova (AN)

Sagra del Prosciutto a Maiolati Spontini (AN)

35a Sagra degli gnocchi a Lapedona (FM)

31a Sagra della Birra a Ripaberarda (AP)

210a Sagra Polentara a Luglio a San Constanzo (PU)

AGOSTO

Festa della vongola ad agosto a Falconara Marittima (AN)

30a Sagra delle Tagliatelle con la Papera ad agosto a Carassai (AP)

33a Sagra della Cresca a Stacciola ad Agosto a San Costanzo (PU)

Sagra della tagliatella ad agosto a Bellisio Solfare, frazione di Pergola (PU)

Festival beer park ad agosto a Monte San Pietrangeli (FM)

Montedinove Sapori passeggiata al Borgo gustando piatti tipici locali e “crostata montedinovese” ad a Montedinove (AP)

19a Sagra dell’ Oca ad Agosto a Montevecchio di Pergola (PU)

Ascoliva Festival dal 9 al 19 agosto ad Ascoli Piceno (AP)

25a Sagra delle pappardelle al Cinghile prima settimana di agosto a Casine di Ostra (AN)

18a Sagra della Tagliatella ad agosto a San giuseppe di Tolentino (MC)

52a Sagra del chichi ripieno ad agosto ad Offida (AP)

Sagra della Vernaccida ad agosto a Serrapetrona (MC)

Sagra delle tagliatelle fritte ad agosto a Monterubbiano (FM)

Tagliatelle al Castello a Novilara (PU)

XIIIa Sagra de lu Bucculotte cu lu Crastate ad agosto a Grottammare (AP)

37a Sagra della Lumaca a Cancelli di Fabriano (AN)

45a Sagra delle vongole a Marina Palmense (FM)

Sagra de lu Vitellu a Pievefavera di Caldarola (MC)

Festival del Vino Cotto Loro Piceno (MC)

Sagra degli arrosticini ad agosto a Pedaso (FM)

20a Sagra dei maccheroncini alla Pagliarana ad Agosto a Pagliare del Tronto (AP)

Sagra dell’Acquacotta ad Agosto a Dignano, Serravalle di Chienti (MC)

Il Trionfo del Tartufo Nero primo fine settimana di Agosto a Frontino (PU)

56a Sagra Nazionale dei Maccheroncini di Campofilone IGP dal 2 al 6 agosto a Campofilone (FM)

55a Sagra del Pesce ad agosto a Marina di Montemarciano (AN)

Porco Festival ad agosto a Rotella (AP)

43a Festa rurale a Serra San Quirico (AN)

Festa del Covo dal 23 agosto all’1 settembre a Candia (AN)

54a Festa del Verdicchio ad Agosto a Staffolo (AN)

Farro in festa ad agosto a Sassoferrato (AN)

61a Sagra delle Frittelle a Massignano (AP)

Pizza in piazza ad agosto a San Lorenzo in Campo (PU)

46a Sagra sagra della salsiccia alla brace a Carassai (AP)

51a Sagra delle Quaglie a Monte Vidon Combatte (FM)

12° Sagra delle tradizionali pappardelle di farro al ragu’ e stinco di maiale arrosto ad agosto a Trivio di Ripatransone(AP)

20a Sagra de “Lo magnà de ‘na ota” Alla scoperta dei sapori dei nostri nonni a Monsampietro Morico (FM)

Calici di stelle a Morro d’Alba (AN)

Sagra delle cozze a Pedaso (FM)

Montagne di Birra ad Acquasanta Terme (AP)

Sagra della salsiccia alla brace e formaggio fritto a Montegallo (AP)

Sagra delle Vongole a Porto Potenza Picena (MC)

Sagra della Trota a Sefro (MC)

XXII Maialata in piazza ad agosto a Montefiore dell’Aso (AP)

43 esima edizione della Sagra della Polenta ad agosto a Caldarola (MC)

Festa della Birra ad agosto a Campocavallo di Osimo (AN).

Sagra delle Noci ad agosto a Staffolo (AN)

45a Sagra della Quaglia ad agosto a Santa Maria Nuova (AN)

22a Sagra delle Tagliatelle alla boscaiola ad agosto al Trivio di Ripatransone (AP)

Quali sono le canzoni dell’estate 2019?

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23 Giugno 2019turismomarche

Una playlist per quest’estate.

La parola “tormentone” è un’espressione che venne coniata nel 1962 quando Nico Fidenco lanciò il suo brano “Legata a un granello di sabbia“. Il termine rinvia chiaramente al “tormento” e naturalmente il tormentone estivo è quello che, appunto, non ci lascerà fino a settembre inoltrato. Lo sentirete in tutti gli chalet che avranno una radio o nei locali delle nostre riviere e non solo. Quando sarete nella vostra macchina pronti per dirigervi nelle vostre vacanze cambierete sicuramente stazione al solo sentirla, ma sotto-sotto la canticchierete anche voi (come The Jackal insegnano).

Come ogni anno eccoci arrivati al momento culmine per le canzoni che ascolterete quest’estate. Ci siamo quasi dimenticati i tormentoni di quest’ultima edizione del Festival di Sanremo (il vincitore si esibirà anche nelle Marche), per loro ci saranno i palchi delle nostre cittadine. Ora, invece, c’è una grande lotta tra le canzoni spagnoleggianti, come lo scorso anno, o gli artisti italiani. Voi quale preferite?

Di seguito vi inseriamo le playlist che Spotify e YouTube hanno preparato per quest’estate 2019.

Ah, sicuramente meglio Sirolo che Ostia Lido.

Qual è la rievocazione storica più antica delle Marche?

17 Giugno 2019turismomarche

Si trova in provincia di Fermo e risale al 1953.

Si chiama la “Contesa del Secchio“, si svolge ogni seconda settimana di agosto a Sant’Elpidio a Mare. Questa è una delle più importanti rievocazioni storiche della nostra regione Marche, sicuramente la più antica. La festa è di notevole importanza per tutta la cittadinanza.

Dovreste sapere infatti che la leggenda narra che nel tardo medioevo a Sant’Elpidio a Mare si soffrisse di penuria di acqua. Ciò fece sì che per ovviare alle gazzarre che creavano le donne nel pozzo della città si organizzò un gioco tra le quattro contrade della città. Ogni contrada formata da sei giocatori doveva lottare contro l’altra per far sì che fosse innalzata più in alto la sua bandiera, resistendo agli attacchi delle altre contrade. Chi vinceva, si aggiudicava il diritto di attingere per prima all’acqua del pozzo.

 

La storia della Contesa viene così descritta da chi la anima ogni anno: “Un appuntamento per gli elpidiensi che ha rappresentato e rappresenta tutt’ora il giorno più sentito dell’anno, il giorno della fierezza cittadina. Si rivive uno spettacolo emozionante, straordinario, cromatico, pieno di suoni e suggestioni. A partire dal solenne corteggio storico, con oltre mille figuranti, lungo le vie del centro storico sino al campo di gioco: dai nobili nel loro sontuosi paludamenti, ai popolani, dagli armati ai musici che con le loro chiarine e tamburi scandiscono il passo marziale (che per gli elpidiensi è il richiamo al grande evento), per finire con la coinvolgente cornice delle mirabolanti evoluzioni degli sbandieratori” [Continua a leggere qui..]

Dove alloggiare a Pesaro?

8 Giugno 2019turismomarche
Tappa numero 4 per quest’estate: Pesaro.

Che ne dite di un viaggio in una stupenda località marina? Che ne dite di un’estate di autentico relax nella costa adriatica? Quello che vi consigliamo quest’oggi è un viaggio a Pesaro: meravigliosa cittadina che si trova in provincia di Pesaro ed Urbino. Cosa vi aspetta a Pesaro? Uno stupendo mare, una città ricca culturalmente, ottimo cibo, spiagge mozzafiato un luogo ideale dove godersi un ottimo relax. Pesaro, è anche un’ottima località per scoprire i borghi fantastici nell’interno: Urbino e Gradara in primis.

QUI TROVATE LA SCHEDA DI PESARO CON TUTTE LE INFO

Se siete alla ricerca di prelibatezze locali vi suggeriamo di visitare il Paradiso in Collina, mentre per alloggiare vi consigliamo il b&b Sweet Harbour, l’Imperial Sport Hotel PesaroIl Pignocco Country House, l’Atlantic Hotel Pesaro, il Blumen Hotel Pesaro, il President’s Hotel Pesaro, il San Marco Hotel, il Bristol Hotel, il Leonardo Da Vinci Hotel, il Sylvia Hotel, il Blu Arena Hotel, l’Embassy Hotel, l’Hotel delle Nazioni, il Figaro Hotel, l’Hotel Plaza, il Caesar Hotel, il Due Pavoni Hotel, ed il Badia Agriturismo.

La foto è dell’Imperial Sport Hotel .

5 foto del pellegrinaggio Macerata – Loreto

3 Giugno 2019turismomarche
Siamo arrivati alla 41esima edizione del pellegrinaggio Macerata – Loreto che quest’anno si svolgerà nella notte tra l’8 ed il 9 giugno e per prepararvi, vi facciamo vedere 5 foto dei precedenti pellegrinaggi.

Il pellegrinaggio, che ogni anno fa registrare migliaia di presenze, uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per i fedeli e non solo. L’idea nacque nel 1978 grazie all’iniziativa di un giovane sacerdote, nonché insegnante di religione presso un Liceo a Macerata, don Giancarlo. Il messaggio di quest’anno proposto dal movimento Comunione e Liberazione, che organizza l’evento, è “Non sarai più solo, mai“.

Il messaggio che guiderà quindi il cammino, nelle suggestive zone delle Marche, è stato introdotto da Don Luigi Traini:

«Il Pellegrinaggio quest’anno ci accoglie con un annuncio che può sorprenderci: “Non sarai più solo, mai”. Una pretesa che ci infastidisce, oppure una promessa che possiamo verificare nella nostra esperienza? Per rispondere a questa domanda dobbiamo capire quello che ci accade ogni anno, e che ci spinge a tornare. Dobbiamo capire quale sia la corrispondenza che ci muove da casa per affrontare il lungo cammino di una notte e tornare stanchi, ma resi più vivi da un’esperienza che ci scalda il cuore. Ascoltando in questi giorni il racconto dell’incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus possiamo rintracciare qualcosa del modo con il quale Gesù si accompagna alla nostra vita per dirci che non saremo più soli, mai (continua a leggere qui…)».

Il pellegrinaggio inizia il sabato successivo rispetto alla fine della scuola, è lungo 28 chilometri e parte dallo Stadio Helvia Recina di Macerata per arrivare alla Basilica di Loreto dove i pellegrini recitano l’atto di consacrazione alla Madonna e ricevono la benedizione.

Ecco a voi le cinque foto scelte da noi. 

#macerataloreto #pellegrinaggio #anno2017 #marche

Un post condiviso da Roberto Bartomeoli (@robertobartomeoli) in data:

Qual è il farmaco che cura almeno 16 malattie?

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3 Giugno 2019turismomarche
C’è un farmaco di cui ultimamente si parla molto. Soprattutto durante questa stagione.

Forse lo avevate capito, ma ve lo ripetiamo noi e ve lo spieghiamo per bene. Il mare non è soltanto un luogo ideale per una vacanza estiva. E’ infatti uno dei più potenti farmaci naturali, quindi, programmate una lunga vacanza al mare per ricaricare le pile per tutto l’anno. Naturalmente, noi vi consigliamo le stupende spiagge marchigiane: ne avete una vasta gamma di scelta: abbiamo molte bandiere blu, zone attrezzate per famiglie e tantissimi luoghi da scoprire.

Quali sono gli effetti curativi? 

Il primo, che sicuramente conoscerete, è quello legato alla quantità di sali minerali che l’aria vicina alla costa contiene. Il cloruro di sodio, di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio provengono dalle onde che si rompono alla riva. Tutto ciò genera beneficio per i polmoni e migliora il respiro.

La presenza di notevoli sali minerali nell’acqua marina favorisce l’eliminazione dei liquidi accumulati nei tessuti migliorando la salute e la ritenzione idrica. Il sale dell’acqua stimola anche le terminazioni nervose dell’epidermide e quindi accelera il metabolismo. Che significa? Che potreste perdere peso semplicemente andandovi a fare un bagno al mare. I meriti dei chili di troppo persi, quindi, non saranno solo merito della prova costume. Il corpo trae beneficio anche da una semplice nuotata che scioglie le contratture e riattiva la mobilità nelle articolazioni.

Inoltre il mare è una vera e propria terapia per il sistema circolatorio (grazie alla pressione dell’acqua) nonché ai reni (sempre grazie alla salvifica acqua del mare).

Da dove viene questa foto?

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3 Giugno 2019turismomarche
Questa è una a bellissima foto di @beatriceradicchi che l’ha pubblicata su Instagram.

Immaginatevi un borgo stupendo, immaginatevelo immerso nella sua Bellezza e con la sua imponente architettura. Immaginatevi ora un momento in cui cultura e tradizioni locali si intrecciano a quella bellezza. Ecco, stiamo cercando di raccontarvi uno stupendo paesino di nome Terre Roveresche e la stupenda foto che trovate di seguito. Ufficialmente non è un comune, ma ne sono ben quattro. Infatti, Terre Roveresche, che si trova in provincia di Pesaro-Urbino, e nasce l’1 gennaio del 2017 dalla fusione dei comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro.

Uno stupendo luogo che vi invitiamo a visitare e che è facilmente raggiungibile da Pesaro. In particolare, la foto si riferisce al municipio di Barchi (quello più piccolo dei quattro) e che si trova a 319 metri sul livello del mare. Stupendo è il suo centro storico progettato dall’architetto di Filippo Terzi oltre che la chiesa parrocchiale della SS.ma Resurrezione.

 

5 libri da leggere quest’estate al mare

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3 Giugno 2019turismomarche
E’ iniziata l’estate: cosa leggere?

Prenotate il vostro ombrellone oppure rilassatevi con il vostro asciugamano. Siete pronti per una nuova stagione da mare? Beh, noi proviamo a darvi qualche consiglio su qualche buona lettura da fare durante questo periodo di relax.

La nostra redazione vi dà qualche consiglio e naturalmente vi invita a venire nelle stupende spiagge marchigiane a rilassarvi con queste piacevoli letture. Sappiate che il numero cinque, il quattro ed il tre sono finalisti del Premio Strega 2019: uno dei più ambiti premi di letteratura in Italia. Sappiate anche che la cinquina finalista farà tappa al festival Incontri con l’Autore di San Benedetto del Tronto il prossimo 16 giugno. Il vincitore verrà decretato a Roma il prossimo 4 luglio.

Al posto numero due, invece, abbiamo inserito il vincitore del Premio Volponi, un altro premio molto importante che si svolge nel fermano e che quest’anno ha coinvolto, tra l’altro, le cittadine di Fermo, Porto San Giorgio e Montegranaro.

5. Nero ananas di Valerio Aiolli

Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto che ha cambiato l’Italia, che ha chiuso l’età dell’innocenza e aperto la strategia della tensione. Il botto del 12 dicembre 1969, Piazza Fontana. Gli estremisti di destra, invisibili, si incontrano, commentano, ricordano, tramano. Un anarchico si trascina di città in città, di nazione in nazione, di sconfitta in sconfitta, in attesa del momento del riscatto. Un politico, così devoto da essere soprannominato il Pio, comincia la sua lenta ma inesorabile scalata al potere. Poi ci sono i servizi segreti che provano a capire, sapere, influenzare. E c’è un ragazzino, che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per riuscire a ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe, ritorni, di amore e di odio. Quattro anni incandescenti della storia d’Italia, dal 1969 al 1973, raccontati con precisione e sorprendente capacità evocativa.

4. Il risolutore di Pier Paolo Giannubilo

«Col tempo sarebbe giunto a pensare di poter fare tutto ciò che voleva senza doverne rispondere a nessuno, e avrebbe finito col prenderci gusto.» Due vite. Più nomi di quanti un uomo possa ricordare. Un bagaglio pieno di segreti inconfessabili. Per oltre vent’anni, la storia di Gian Ruggero Manzoni – pronipote di Alessandro e cugino dell’irriverente Piero – è stata una messinscena dai toni tragici, un buco nero da cui nessuno sarebbe potuto uscire vivo. Figuriamoci raccontarla. Fino all’incontro con Pier Paolo Giannubilo, un’onda d’urto da cui è nato questo romanzo, il ritratto impietoso e intimo di un uomo qualunque con un cognome fatale che ha saputo fare di sé, del bambino Palla di grasso bullizzato dai coetanei a Lugo di Romagna, un’inspiegabile leggenda. Ruggero firma ogni suo gesto con l’inchiostro dell’eccesso, dannato e insieme eroe, fuori da ogni schema e per questo irresistibile, sempre disposto a tutto pur di restare umano. Giannubilo ci racconta ciò che dell’altro gli fa più paura come se si stesse guardando allo specchio, mettendo a nudo le contraddizioni che rendono unica una vita. Nelle sue pagine la grande Storia abbraccia la vicenda avventurosa di un irregolare fino a rendere impossibile riconoscere dove finisca l’una e inizi l’altra. Ed è questo il punto esatto dove si fa letteratura.

3. Quella metà di noi di Paola Cereda

Alle volte ci si ritrova nel mezzo: di due case, di più lingue. Nel mezzo di più vite, di decisioni ancora da prendere, di bisogni contrastanti. È qui che sta Matilde, maestra in pensione che si reinventa badante, alle prese con una parte di se stessa che credeva di non dover mai affrontare. I segreti sono spazi di intimità da preservare, nascondigli per azioni incoerenti, fughe, ma anche regali senza mittente per le persone che amiamo. Ma cosa resta di autentico nei rapporti quando si omette una parte di sé? Dove si sposta il confine tra sentimento e calcolo? Matilde lo scoprirà nel confronto con sua figlia, con l’ingegnere di cui si prende cura, con gli spaccati di vite sempre in bilico del quartiere di periferia in cui vive: ogni rapporto ci trasforma, in una dimensione di reciprocità che, attraverso l’altro, ci permette di valutare quanto, alla fine, siamo disposti a cedere di quella metà di noi. Dando voce a una coralità di personaggi, Paola Cereda racconta una società frammentata che cambia e fa emergere nuovi bisogni e nuove prospettive, in cui pare necessario inventarsi una nuova modalità per far quadrare i conti con noi stessi e con gli altri. Con una scrittura asciutta e chirurgica, che pure inaugura spazi di autentica poesia, tesse una storia universale, la storia di una donna in grado di restare in piedi quando crolla anche l’ultima illusione.

2. La casa degli sguardi di Daniele Mencarelli

Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono. Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

1. …che Dio perdona a tutti di Pif

Con la sua inconfondibile voce, Pif esordisce nel romanzo con un’opera divertentissima che costringe il lettore a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri, il nostro comportamento quotidiano e le parole solidarietà, uguaglianza, verità. Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. La più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare. Arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto. Questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, molto cattolica, Lei sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. È proprio così che lui la conquista, sostituendo l’uomo che ha il compito di interpretare Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di avere dimenticato qualsiasi nozione della religione cattolica e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Lei si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che leisi accorga della sua indifferenza religiosa né, tanto meno, senza che Arturo la confessi… Questo precario equilibrio, fatto di verità non dette e risposte liturgiche mezzo inventate e mezzo bofonchiate, non può durare: quando Lei si accorge della freddezza cattolica del compagno, la loro vita di coppia esplode. Per qualche giorno lui para i colpi, ma poi, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, decide di applicare alla lettera le regole e gli insegnamenti del cris

Qual è l’unico paese in Europa racchiuso in due parchi nazionali?

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27 Maggio 2019turismomarche
Si, anche questo si trova da noi.

Per gli amanti della geografia e per i curiosi sicuramente questa notizia non potete assolutamente perdervela.

Come ben sapete nella nostra regione si trovano due stupendi parchi nazionali: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a sud, ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord.

Entrambi sono godibili sia d’estate con delle bellissime passeggiate che d’inverno con trekking più complessi o vacanze con gli sci. Questi due stupendi luoghi della natura si intersecano in uno dei comuni più belli della nostra regione.

Non troverete nessun altro paesino in Europa che, come Arquata del Tronto, sia racchiuso in queste due grandi aree naturali protette. Il comune si trova in provincia di Ascoli Piceno e si erge a circa 800 metri sul livello del mare.

Qui trovate la scheda paese del piccolo gioiello marchigiano.

Quando arriva il bel tempo?

27 Maggio 2019turismomarche
Ecco a voi il tempo per i prossimi giorni.

Il tempo non è ancora dei migliori. Le temperature sono sotto la media stagionale. Gli hotels delle nostre coste stanno aprendo ma ancora non abbiamo visto realmente la buona stagione. Non temete perché questa sembra essere la settimana giusta.

Se quest’oggi il tempo non è dei migliori con pioggia consistente su tutta l’Italia, la situazione non mi gliorere in quanto, come dicono gli esperti “comincerà ad affluire aria più fredda in arrivo dall’Europa settentrionale. Nel corso della notte successiva si andrà formando un freddo vortice di bassa pressione al Nord pronto a provocare una decisa fase di maltempo che colpirà soprattutto la Lombardia, la Liguria centro orientale e tutto il Nord Est“.

Mercoledì sarà ancora maltempo con un forte peggioramento anche nella nostra regione. Il tempo burrascoso farà scendere ulteriormente il termometro. Insomma, una primavera che effettivamente non è mai arrivata. Dei primi segnali di miglioramento però si registreranno a partire da giovedì 31 quando già nelle regioni più a settentrione. 

Venerdì 30 speriamo sia il punto di svolta, l’arrivo finalmente dell’Anticiclone delle Azzorre. Quindi un notevole aumento termico con valori semi-estivi.

Dove alloggiare a Sirolo?

12 Maggio 2019turismomarche
Tappa numero 3 per quest’estate: Sirolo.

Che ne dite di un viaggio in una stupenda località marina? Che ne dite di un’estate di autentico relax nella costa adriatica? Quello che vi consigliamo quest’oggi è un viaggio a Sirolo: meravigliosa cittadina che si trova in provincia di Ancona. Cosa vi aspetta a Sirolo? Bellissimi panorami mozzafiato, una mare stupendo in una località Bandiera Blu naturalmente, spiagge mozzafiato un luogo ideale dove godersi un ottimo relax. Il borgo è fantastico, le cittadine vicine anche, è facilmente raggiungibile con tutti i mezzi e vale veramente la pena per il suo stupendo mare.

QUI TROVATE LA SCHEDA DI SIROLO CON TUTTE LE INFO

Se siete alla ricerca di un ristorante, una cantina vi consigliamo il Ristorante della Rosa, la Cantina Strologo Silvano, il Moroder Azienda Agricola altrimenti vi segnaliamo dove alloggiare: la Villa Gens Camuria, l’Acanto Relais, la Villa Clelia Agriturismo, l’Hotel Sirolo, il Monteconero Hotel, Il Vicolo Relais.

La foto è dell’Hotel Sirolo.

Cos’è il Varnelli?

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12 Maggio 2019turismomarche
Cos’è il Varnelli?
Oggi pubblicizziamo un grande prodotto della nostra Regione.

In molti lo conoscerete sicuramente. Il Varnelli è un marchio di fabbrica del famosissimo mistrà all’anice. Viene prodotto dall’omonima distilleria che ha sede nel maceratese, esattamente a Pievebovigliana. Ha una gradazione alcolica del 46% e si ottiene con alcol di grano, distillato di anice e zucchero (inferiore al 2%). Ha ottenuto il riconoscimento dei “prodotti agroalimentari tradizionali italiani” ovvero dei prodotti inclusi nell’apposito elenco del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft)

Quando e dove nasce?

La Distilleria Varnelli venne fondata nel 1868 da Girolamo Varnelli, un erborista di Cupi, nota frazione di Visso, nel bel mezzo dei Monti Sibillini. Viene descritto come un “profondo conoscitore delle erbe officinali del luogo e delle tradizioni monastiche. Da tutto ciò trasse ispirazione per numerose ricette di distillati ed amari tra i quali l’Amari Sibilla, nato inizialmente come antimalarico ed antifebbrile, grazie all’alto contenuto di Genziana Lutea, China e molte altre piante officinali“.

Ma fu proprio suo figlio, Antonio Varnelli che trasferì ed ampliò l’offerta dei prodotti tra i quali creò il Varnelli, anice secco speciale. Altro non era che un’interpretazione eccezionale del mistrà marchigiano. L’altro Varnelli, Girolamo, fu colui che con spirito imprenditoriale si dedicò alla diffusione fino agli anni ’70 facendolo entrare il “Sovrano correttivo del caffè”.

Quando e dove prenderlo?

Prendendo spunto dalla celebre frase che accompagna il famoso mistrà, il Varnelli va preso assieme al caffè come correttivo o per “ripulire la tazzina del caffè” una volta consumato. Come ogni alcolico, deve essere apprezzato moderatamente, ve ne consigliamo il consumo dopo i pasti. Per chi non ama il caffè, può berlo anche liscio ed è presente in vari cocktail. Sappiate, che le nostre cuoche sanno abbinarlo anche a parecchi piatti (primi, secondi e nei dessert).

Il Varnelli è molto diffuso in tutte le zone delle Marche, in particolar modo nel maceratese, nel fermano e nell’ascolano. Lo troverete in qualsiasi bar, ristorante e sicuramente nelle botteghe dei prodotti tipici.

(si, c’è stata anche una limited edition firmata da Chiara Ferragni, ma costava 180 euro)

L’elenco di tutte le “Cantine Aperte” 2019

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12 Maggio 2019turismomarche
Ecco a voi l’elenco di tutti i luoghi, i vini e le cantine che rimarranno aperte al pubblico.

Vi avevamo già consigliato qualche luogo da visitare durante uno degli eventi più noti riguardanti il turismo del Vino che si svolgerà e nel fine settimana del 25 e 26 maggio in tutta Italia. Anche per le Marche sarà l’evento enoturistico più importante che si svolgerà contemporaneamente in tutta la Regione Marche.

Di seguito avete la Gallery dove troverete la brochure prodotta da Cantine Aperte. Scegliete la vostra meta ed il vostro vino ideale (a tal proposito, pensiamo possa esservi utile anche questa guida del vino).

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Quali borghi visitare durante Cantine Aperte 2019?

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6 Maggio 2019turismomarche
Sabato 25 e Domenica 26 maggio torna Cantine Aperte. Dove andare nelle Marche?

Cantine aperte è l’evento enoturistico più importante d’Italia: ogni anno, durante l’ultima domenica di maggio le cantine che sono socie del Movimento Turismo del Vino sono aperte al pubblico. Quest’ultime organizzano degustazioni, concerti e giornate all’insegna del buon vino e della condivisione. Oramai “Cantine aperte” è diventato un brand di qualità che vede migliaia di appassionati muoversi anche in direzione della nostra regione Marche. Quindi, quello che vi consigliamo noi è di visitare i nostri borghi anche in occasione di quest’evento.

Come ben sapete le nostre Marche sono una delle tappe fondamentali per gli amanti del buon vino. Ci sono località come FermoMorro d’Alba, Jesi, Osimo che devono essere visitate sicuramente. Molte delle cantine che apriranno al pubblico in queste cittadine stanno organizzando notevoli eventi. Quindi, una delle occasioni per non perdersi questi luoghi potrebbe essere proprio la 27a edizione di Cantine Aperte.

Un tour per conoscere le scalinate nelle Marche

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6 Maggio 2019turismomarche
Un nuovo nostro contributo per la rivista WhyMarche.

Le scalinate, da sempre simbolo filosofico dell’elevarsi verso l’alto, si articolano creando suggestioni e sentieri che si svelano solo nel mentre le si percorrono. Alcune strette e impervie, altre dolci e rilassanti, sono veri e propri capolavori artistici e architettonici, così belle da farci dimenticare persino lo sforzo che occorre per salire fino in cima. Tutte appartenenti alla configurazione storica delle città, in genere sorgono su un territorio naturalmente scosceso: antichi percorsi pedonali che congiungono il centro del paese con la costa, scale che entrano nei cortili dei palazzi o che fanno da ingresso a centri storici e borghi alti creando scenografie da togliere il respiro. Mete ambite anche come palcoscenici naturali per eventi, per appassionati di fotografia o come semplice punto di incontro.

Di seguito vi proponiamo alcune delle scalinate più belle e suggestive delle Marche, capaci di valorizzare e dare linfa vitale all’ambiente che le circondano.

Urbino, splendida città rinascimentale, già patrimonio UNESCO, è una città d’immensa ricchezza storica e artistica caratterizzata da una fitta trama urbanistica nella quale si snodano stradine, vicoli caratteristici, sottopassi, palazzi, chiese e non mancano particolari scalinate storiche. In particolare, la rampa elicoidale è sicuramente quella più singolare, ideata da un architetto senese come strada di accesso alle scuderie ducali. Nel corso dell’800 l’edificio conobbe un generale declino poiché il torrione venne lasciato in stato di abbandono fino al 1975-77 quando venne sapientemente restaurato. Altra imponente scalinata è sicuramente quella che porta al Duomo di Urbino, area ricostruita quasi completamente in forme neoclassiche dopo il terremoto del 1789 ad opera di Giuseppe Valadier e che spesso funge da punto di ritrovo e relax per i numerosi studenti residenti in loco e per i tanti turisti in visita alla città.

Cartoceto è una ridente cittadina del Pesarese, situata su un rilievo collinare che si snoda dolcemente. Le sue origini sono antichissime e lo testimoniano anche le vestigia del castello, nel quartiere Marcolini. Da qui
si diparte la scalinata di via Mazzini che collegando la parte bassa a quella alta del paese, interseca magistralmente viuzze e stradine strette che ne fanno il particolare. Di rilievo, per salire alla parte alta del borgo, c’è anche la scalinata di via Roma dall’impatto scenico poiché porta alla Collegiata di Santa Maria della Misericordia risalente al 1835. Cartoceto possiede paesaggi, dalla scenografia stupenda, ai quali ci si affaccia esplorando le vie dell’antico castello e non solo. Un paese capace di regalare un’atmosfera d’altri tempi che vale veramente la pena di conoscere.

Corinaldo è conosciuto anche come il paese dei matti e dei polentoni: ciò è legato a dicerie su alcuni abitanti un po’ strambi. Il paese è circondato da bellissime mura, risalenti al 1300, che di per sé sono molto visitate e frequentate. Ma la bellezza per eccellenza è rappresentata dalla scalinata dei 100 gradini, detta della Piaggia: essa è il fulcro della tradizione di Corinaldo. Al suo centro un pozzo che, ogni anno si presta alla scenografia, per la rievocazione della Contesa del Pozzo della Polenta. Tra i matti, degni di nota, c’è Scuretto il quale, amante del vino, spendeva tutti i soldi che il figlio gli mandava dall’America, perché gli costruisse una casa che in realtà fu costruita solo nella facciata: oggi la si può ammirare lungo la scalinata ed è divenuta il simbolo del paese. Alla scalinata fanno da sfondo, oltre ai campi ed agli splendidi vigneti, molti monumenti e chiese come quella dell’Addolorata, dalla cripta dedicata a Santa Maria Goretti, originaria del luogo.

Ancona, capoluogo di Regione, ha certamente numerosi siti da visitare e di certo, tra questi, non si può escludere il Monumento in memoria dei Caduti della Prima Guerra Mondiale, nel Rione del Passetto. Nella parte alta sono riportati i versi del sonetto di Giacomo Leopardi “All’Italia”: “Beatissimi voi che offriste il petto alle nemiche lance per amor di costei che al sol vi diede”.
Il Monumento, inaugurato da Mussolini nel 1932, è costruito in pietra bianca d’Istria ed è circondato dalla Pineta, luogo di incontro estivo, molto frequentato e sicuramente uno degli angoli più suggestivi della città dorica. Dal monumento una maestosa ed elegante scalinata di marmo bianco conduce al mare e alle grotte dei pescatori. Osservando da questa angolazione l’intera struttura sembra un’aquila in volo, con le rampe che ne simboleggiano le ali aperte, ed il monumento che fa da testa coronata.

Numana, località balneare molto apprezzata alle pendici del Monte Conero, racchiude nel suo centro storico numerosi scorci caratteristici. Tra questi spicca la storica scalinata denominata Via della Marina ma meglio nota come “Costarella” poiché, come sottolinea anche l’autore Cesare Romiti, “…  nessuno chiama così, perché quella strada ripidissima, quel sentiero inverosimile, … in certi punti raggiunge la pendenza del 24 o 25%”. Un vicolo, dunque, molto ripido e stretto, anticamente abitato quasi esclusivamente da pescatori che lo utilizzavano per scendere dalla parte alta del paese fino al porto. La Costarella è contornata da graziose casette in pietra o colorate ed è attualmente utilizzata da residenti e turisti per raggiungere il mare o più semplicemente per godere di magnifici scorci da cartolina. D’estate diviene anche palcoscenico naturale per la mostra pittorica “Arte sotto le stelle”: un appuntamento con gli autori marchigiani contemporanei che si rinnova ormai da diversi anni.

Jesi, posizionata a poco più di 20 Km dal Mare Adriatico, è il centro più importante della Vallesina. Aggirarsi alla scoperta di questa città significa esplorare una realtà ricca di arte e di storia, fra monumenti, musei, biblioteche, racchiusi nelle possenti mura cittadine costellate da sontuosi palazzi nobiliari in una trama intricata di vicoli, piazzette e scalinate. Tra queste ultime spicca la singolare “scalinata della morte” ai quali molti attribuiscono il nome per l’asprezza della salita, ma che in realtà la tradizione vuole derivi dalla presenza in cima alla salita della cosiddetta Chiesa dell’Adorazione conosciuta anche come Chiesa della Morte perché officiata dalla Confraternita dei Poveri e della Morte il cui compito istituzionale era l’assistenza ai carcerati e la sepoltura dei defunti. In fondo alle scalette si trova, ad opera dell’architetto Baccio Pontelli, il torrione di Mezzogiorno, chiamato così perché rivolto a Sud ed edificato nella prima parte del XV secolo sotto il pontificato di Nicolò V. Altro percorso interessante è quello che da Porta Valle conduce a Piazza Federico II. Facendo, infatti, ingresso all’interno della lunga e ben conservata cinta muraria e muovendosi su di una scalinata che taglia il centro storico si sbuca nella prestigiosa piazza, contornata da vari edifici tra cui il Duomo dedicato a San Settimio ed il Palazzo Balleani al cui interno è allestita l’IME Experience è un progetto dedicato alla conoscenza, alla formazione, alla divulgazione e alla degustazione dei prodotti enogastronomici marchigiani di qualità.

Macerata, città situata su di una collina a 311 mslm nasce come Comune nel 1138 e sviluppa già dal ‘600 il centro storico che ancora oggi la caratterizza. In particolare “le scalette” nascono per esigenza di collegare Piazza della Libertà, identificato come centro amministrativo in alto a quello commerciale più in basso, ovvero Piazza del Mercato oggi Piazza Mazzini. Inizialmente la scalinata era un semplice sentiero impervio tra piante e sterpaglie. Solo a fine del ‘400 prende la forma che oggi appare al visitatore: nel 1466 venne rivestita di cotto e nel tempo subì diverse modifiche strutturali anche in risposta ad esigenze di integrazione architettonica e climatiche del luogo. Oggi le “Scalette” sono molto frequentate dai numerosi universitari e turisti che popolano la città, i quali ne fanno punto di incontro o percorso per raggiungere la piazza dove si trova il famoso orologio planetario dal grande quadrante blu a cerchi concentrici, che oltre a indicare l’ora e scandirla con i suoi rintocchi indica anche le fasi lunari e il movimento dei corpi celesti: un esemplare unico tra gli orologi da torre rinascimentale.

Grottammare Alta è un borgo medievale che si trova a picco sul mare da cui domina la città moderna. L’antico nucleo era collocato sul colle per scopi difensivi e l’imponente Castello, ancor oggi visibile, fungeva da torretta da avvistamento. Grottammare sorprende il visitatore per la splendida vista sulla Riviera Adriatica, per la vegetazione rigogliosa in cui spiccano gli aranci e per l’incanto degli scorci del borgo antico. La fitta trama urbanistica nella quale si snodano stradine, vicoli, sottopassi e scalinate formano, grazie al paesaggio circostante, una stupenda scenografia. Le scalinate sono molte, specie all’ingresso del paese, ciascuna con la propria caratteristica dominante: in particolare la ripida scalinata, dal fianco destro della Chiesa di Santa Lucia che giunge fino a Porta Castello, uno dei tre ingressi del paese, fino ad arrivare ad un luogo suggestivo dove si ha l’intera visione della fortificazione e più in alto dove è possibile scorgere panorami mozzafiato fino alle spiagge ed al mare sottostante.

Petritoli, comune in provincia di Fermo che domina la vallata dell’Aso, offre una vista che spazia dai Monti Sibillini fino al Mare Adriatico. Anche a Petritoli non mancano maestose scalinate, prima fra tutte quella che porta al sontuoso ingresso monumentale fatto di Tre Archi Gotici racchiusi tra due torrioni del XIV sec. Scorcio, questo, molto gettonato dalle numerose coppie di sposi, specie straniere, che scelgono questo borgo per celebrare il proprio matrimonio. Altra scalinata d’effetto è quella che dalla vicina Piazza Mazzini porta alla parte alta di Petritoli, il Borgo Vecchio. Una volta esisteva la parte alta del castello, poi con il perdere della funzione militare iniziò lo sviluppo a borgo attorno a Largo Lucentini e Piazza della Rocca. In quest’ultima si giunge fino alla spettacolare Torre Civica.

Una bellissima foto della campagna marchigiana

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6 Maggio 2019turismomarche
Ma nelle Marche cosa c’è da vedere?

In troppi non conoscono ancora le bellezze della nostra regione Marche. Ma anche in molti non sanno cosa rispondere alla fatidica domanda “Cosa c’è da vedere e da fare nelle Marche?”. Bene, oggi vi proponiamo di visitare le Marche per una delle sue peculiarità: il paesaggio collinare.

Come ben sapete, le Marche si distinguono per una omogeneità e per la stupenda dolcezza dei suoi paesaggi e ciò è dovuto al fatto che gran parte del territorio sia caratterizzato da colline. I centri abitati quindi li trovate solitamente nelle sommità dei piccoli rilievi, tutt’attorno in avrete il paesaggio agrario che è la di derivazione della mezzadria. Ci sono molti appezzamenti, alcuni dei quali delimitati da querce secolari.

E quindi che ne dite di una vacanza in un Bed & Breakfast o in un casolare di campagna per quest’estate? E’ più che un luogo ideale dove ricaricare le pile per l’inverno e dove trascorrere stupendi momenti in mezzo alla Natura. Ogni provincia marchigiana ne ha varie di località da visitare: vi consigliamo alcuni posti come OsimoAncona, RoccafluvionePolverigi, ArceviaFalerone, Pievebovigliana, Pesaro, Treia.

Vi proponiamo uno stupendo scatto di @gelso.ino dalla collina marchigiana.

 

 

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L’elenco completo di tutte le Bandiere Blu 2019

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6 Maggio 2019turismomarche
Non avete ancora scelto la vostra meta turistica? Ecco a voi un suggerimento.

Salgono a 183 i Comuni che nel 2019 hanno ottenuto la Bandiera Blu, il riconoscimento conferito dalla FEE ovvero dalla Foundation for Environmental Education alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio turistico offerto. Nel complesso, in Italia, cresciamo di 12 comuni e se ne vanno in 4. Al primo posto c’è la Liguria che sale a 30 località, al secondo la Toscana con 19 località, e subito dopo la Campania che conta 18 Bandiere. Al quarto posto, poco fuori dal podio con 15 località c’è la nostra Regione Marche.

Se non conoscete le nostre località vi invitiamo a cliccare sul nome della città: una scheda del paese vi descriverà la stupenda cittadina costiera che state cercando.

Da nord a sud:

PESARO – URBINO

Gabicce
Pesaro
Fano
Mondolfo

ANCONA

Senigallia
Ancona
Sirolo
Numana

MACERATA

Potenza Picena
Civitanova Marche

FERMO

Fermo
Pedaso

ASCOLI PICENO

Cupra Marittima
Grottammare
San Benedetto del Tronto

Di seguito le mappe con tutte le località italiane.

Le Marche in Meraviglie di Alberto Angela

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6 Maggio 2019turismomarche
Se ve le siete perse, ecco a voi i video facilmente visualizzabili anche dal vostro smartphone.

Nel marzo fino ad aprile sono di quest’anno milioni di telespettatori hanno seguito con passione il bellissimo programma televisivo e documentaristico di Alberto Angela. Il conduttore per ben quattro puntate ci ha accompagnato in un viaggio alla scoperta delle “Meraviglie” italiane, e come dice il sottotitolo ciò che ci rende una “penisola dei tesori“.

In queste quattro puntate c’è stato modo di ammirare anche la nostra regione: le Grotte di Frasassi, dov’è stata narrata la storia della loro scoperta ed Urbino con i suoi bellissimi: Palazzo Ducale, lo studiolo di Federico da Montefeltro e la casa natale di Raffaello Sanzio. Nel frattempo c’è stato anche un bellissimo passaggio sullo Sferisterio di Macerata.

I video sono stati pubblicati nella nostra pagina facebook ecco i filmati integrali. 

LE GROTTE DI FRASASSI

URBINO

Dove alloggiare a Gabicce Mare?

29 Aprile 2019turismomarche
Tappa numero 2 per quest’estate: Gabicce Mare.

Che ne dite di un viaggio in una stupenda località marina? Che ne dite di un’estate di autentico relax nella costa adriatica? Quello che vi consigliamo quest’oggi è un viaggio a Gabicce Mare: meravigliosa cittadina che si trova in provincia di Pesaro ed Urbino. Cosa vi aspetta a Gabicce Mare? Bellissimi panorami mozzafiato, una mare stupendo in una località Bandiera Blu e Verde, un luogo dove divertirsi nei locali notturni oppure dove godersi un ottimo relax in famiglia. Numerose sono le spiagge e gli hotel che sono sensibili agli amici a 4 zampe. Il suo posto è strategico per andare anche a visitare le bellissime località nei dintorni: Gradara ed Urbino su tutti. Tutto quello che stai cercando per quest’estate Gabicce ce l’ha!

QUI TROVATE LA SCHEDA DI GABICCE MARE CON TUTTE LE INFO

Quindi se avete bisogno ancora di qualche consiglio dovreste contattare l’Associazione Albergatori Gabicce Mare oppure seguire qualche nostra dritta. Se siete alla ricerca di un agriturismo, di un b&b o di un resort vi consigliamo l’Agriturismo AgriRio, l’Everest B&B Gabicce Monte, l’Anna Bed and Breakfastla Loggia Relais Gradara ed il Residence B&B Rosa altrimenti vi segnaliamo i seguenti hotel: il Giovanna Regina Hotel, il Gloria Hotel, l’Olympia Hotel, l’Alexander Hotel, l’Hotel Vienna, il Miramare Hotel & Spa, il Posillipo Hotel, il Napoleon Hotel, l’Hotel Cavalluccio Marino, l’Hotel Gabicce, il Bellavista Hotel, lo Sporting Hotel Gabicce, il Posillipo Hotel, l’Atlantic Hotel, l’International Gabicce e il Promenade Hotel.

La foto è dell’Hotel Giovanna Regina.

Quali sono i cocktail dell’estate 2019?

29 Aprile 2019turismomarche
Quali sono i cocktail che sorseggeremo in spiaggia quest’estate?

Ci stiamo preparando per questa nuova stagione estiva. Le previsioni meteo già dicono che da Maggio inizierà a far parecchio caldo, quindi abbiamo bisogno di qualcosa per rinfrescarci. Siamo andati alla ricerca dei migliori cocktail ma soprattutto di quali mix i locali in spiaggia ci proporranno.

Secondo l’importante rivista il Gambero Rosso ci sono sei punti che saranno Cocktail Trend 2019. Primo punto: low alcol drink. Poco alcool, e stavolta non per l’enorme quantità di ghiaccio versato dal barista ma per gustarlo a qualsiasi ora del giorno anche sotto il sole. Ma se la quantità di alcool sarà ridotta ciò che aumenterà saranno gli altri mix e quindi un altro punto sono le toniche di qualità per la miscelazione. Naturalmente i cocktail dovranno rispettare l’andamento dello spreco zero – attenzione in alcune spiagge la plastica è vietata – nonchè l’estetica del cocktail nell’era dei socials. Da non sottovalutare anche la nuova tendenza dei breakfast cocktail: il Bloody Mary protagonista dei brunch ed i bitter, infusi e spezie per chi ama l’amaro.

Secondo invece altri esperti di mixologist sembra che i Bloody Mary e i Mojito passeranno presto di moda per lasciare il posto al cocktail a base salina. Quindi Dirty Martini e Coral Bay. Da non sottovalutare neanche il fatto che il 2019 sarà il centenario del Negroni.

Dove assaggiarli? Questo consiglio ve lo diamo noi: nelle stupende spiagge marchigiane.

Sulle tracce di Sisto V

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29 Aprile 2019turismomarche
Cammino la Terra di Marca di Adolfo Leoni.

Il 13 dicembre 2021 inizieranno le celebrazioni per il quinto Centenario dalla nascita di Felice Peretti, religioso francescano, divenuto Papa nel 1585 col nome di Sisto V. L’evento sarà importante per le cittadine di Grottammare e Montalto, che ne rivendicano i natali. Ma sarà un appuntamento di prestigio anche per l’intera regione Marche e la stessa Italia.

Sisto V è sicuramente uno dei più grandi personaggi della storia del XVI secolo. Da quanto comunicato dai promotori, le celebrazioni avranno un’impronta tipicamente francescana: sobria e con risparmio di risorse finanziarie che, si legge in una nota, «verranno impiegate ad esclusivo vantaggio delle città e delle terre che ospiteranno i singoli eventi».

Le celebrazioni avranno inizio il 13 dicembre 2021 e termineranno il 13 dicembre 2022. Sono state concepite come «una grande rappresentazione scenica dell’epopea sistina, e sarà,pertanto, la vita stessa del grande Pontefice a fissarne le tappe principali».

Inizieranno a Grottammare, dove Felice Peretti nacque il 13 dicembre 1521, e«proseguiranno a Montalto, sua patria carissima, e nei luoghi principali della sua epopea: dalle città dei suoi studi, alle reggenze conventuali, dai luoghi principali delle sue predicazioni, alle sedi vescovili, dalle città beneficate, sino alla Roma Felix dove, in soli cinque anni di pontificato, Sisto V avviò la più grande riforma della Chiesa post-tridentina, della società e della politica, attraverso un piano grandioso di opere pubbliche che non si ricordava dai tempi della Roma imperiale».

La ricorrenza sistina non potrà ignorare la città di Fermo, che lo ebbe vescovo. Non a caso la statua di Sisto V campeggia in piazza del Popolo.

Ma anche Falerone è stato inserito tra i paesi che storicamente hanno conservato memoria del grande pontefice. In qualità di vescovo fermano Felice Peretti si recò a Falerone nel 1576 – come ricorda lo storico locale Marco Armellini – invitato dalla comunità ad amministrare il sacramento della Cresima e la celebrazione del Corpus Domini con la relativa processione, che officiò partendo dalla sede del Palazzo Comunale, dove era stato collocato il Santissimo Sacramento.

I Faleronesi, grati della sua visita, gli dedicarono una lapide marmorea ponendola in un muro del Palazzo Comunale.

Vi si legge: «Il 1576, 11 giorni prima delle calende di luglio (21giugno), il giorno della festa del Corpus Domini, l’Illustr(issimo) e Rev.mo Cardinale Felice Peretti da Monte Alto, allora vescovo e Principe Fermano, invitato dalla nostra comunità qui venne, dove di mattina portò la sacrosanta eucaristia per il paese e unse i Faleriensi con il sacro crisma (cresima). Con incredibile soddisfazione dell’intero popolo e con sua somma gioia si trattenne per due giorni, quello che poi 9 giorni prima delle calende di maggio (il 23 aprile)1585, innalzato all’apice del sommo pontificato, fu chiamato Sisto V».

Di dov’è originario Messi?

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29 Aprile 2019turismomarche
Sì, stiamo parlando del campione del Barcellona più volte Pallone d’Oro.

Lionel Messi non ha bisogno di alcuna presentazione. Uno dei migliori, se non il miglior, giocatori di calcio del mondo. Il suo palmarès è enorme: recentemente ha conquistato il suo decimo campionato spagnolo con il Barcellona, ha vinto 8 Supercoppe di Spagna, 6 coppe di Spagna, 4 Champions League, 3 Supercoppe Uefa, 3 Coppe del mondo per club, un oro olimpico, Palloni d’Oro, Scarpe d’Oro, Miglior giocatore della Liga, della Uefa e via dicendo. Lo conosciamo per i suoi dribbling, il suo estro e la sua fantasia, per il suo soprannome “la pulce” ma molti di voi hanno ignorato finora le sue origini.

Come ben sapete è nato a Rosario, in Argentina, una città che si trova in provincia di Santa Fe. Il padre era un operaio di un’acciaieria ed il suo nome è Jorge Horacio Messi, origini molto più curiose ha la madre. Si chiama Celia Maria Cuccitini, faceva la donna delle pulizie ed è di origini italiane. Avete capito bene, Messi ha origini italiane, ancor meglio il suo trisavolo Angelo Messi è emigrato nel 1883 a Rosario partendo da Recanati. Pensate che è anche lontano parente di Luca Messi (ex pugile italiano), insieme condivide le origini familiari ed aveva un bisavolo di nome Angelo nativo di Ancona.

C’è ancora un pezzo della sua famiglia a Recanati, come per esempio il giovane falegname Leandro Messi che in una recente intervista al Resto del Carlino ha ripercorso le sue origini “il trisavolo di Lionel Messi, Angelo Messi, era il fratello del mio trisnonno Giovanni Messi. Angelo nacque nel 1866, mentre Giovanni nel 1858. Poi Angelo si sposò con Maria Latini, si trasferì a Montefano e partì per l’Argentina. Si imbarcò a Genova, e il destino volle che fece scalo a Barcellona prima di arrivare a Rosario. Mentre il fratello Giovanni rimase qui”.

Insomma nelle vene del campione argentino scorre sangue marchigiano.

Chi sono questi uomini in foto?

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23 Aprile 2019turismomarche
Una storia molto carina per il 25 Aprile giorno della Liberazione.

Oggi vogliamo rendere omaggio ad un grande territorio, quello del Monte San Vicino, uno dei bellissimi monti dell’Appennino umbro-marchigiano, che si trova a 1480 metri di altezza e che divenne famoso per una storia legata proprio alla Resistenza. Il Monte San Vicino si trova in provincia di Macerata, al confine con l’anconetano ed è un luogo stupendo dove progettare un’escursione o piuttosto una scampagnata. Quest’oggi ve ne diamo un motivo in più con questa storia che ci raccontano gli scrittori Wu Ming. La storia della Banda “Mario” di San Severino Marche.

Il comandante, Mario Depangher, era nato a Capodistria nel 1897 e già a quattordici anni si era iscritto al Movimento Giovanile Socialista. Dopo vent’anni passati tra scioperi, arresti, espatri e clandestinità, si ritrovò nel ’32 al confino di Ponza, con Sandro Pertini, poi a Ventotene, e infine internato a San Severino. Qui, poco dopo la caduta di Mussolini, cominciò a organizzare un gruppo di antifascisti armati. Già il 14 settembre, sei giorni dopo l’Armistizio, attaccavano un deposito di munizioni, prelevando bombe a mano, caricatori e granate per mortai da 45.

Ogni brigata o compagnia partigiana ha le sue caratteristiche, spesso legate al territorio quanto il sapore di un vino, oppure all’indole di alcuni individui di particolare carisma. Quello che diventerà il battaglione “Mario” si distingue, nella storia della Resistenza italiana, per la provenienza dei suoi “patrioti stranieri”, come vennero indicati in alcuni documenti ufficiali, con un ossimoro molto significativo: erano britannici, francesi, polacchi, boemi, jugoslavi, sovietici, etiopi, somali ed eritrei. «A very mixed bunch» li definì John Cowtan, un soldato inglese che fece parte del gruppo. [Continua a leggere qui…]

Mercati coperti nelle Marche

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23 Aprile 2019turismomarche
Il commercio da sempre rappresenta un’attività molto importante nella vita economica e sociale di una comunità.

La pratica dello scambio, infatti, affonda le sue origini nella storia dell’uomo e di qui nasce pian piano la necessità di creare degli appositi spazi urbani all’interno di determinate circoscrizioni territoriali delle città. Punti non solo di commercio, ma anche luoghi ove si svolgono momenti importanti di aggregazione sociale. Nascono così i mercati, ovvero punti strategici identificati come poli di raduno periodico di compratori e venditori di merci del più svariato genere e di cui troviamo oggi una costante riqualificazione con la valorizzazione delle produzioni locali e le vendite a km 0. Ogni città ha la sua area storicamente individuata ai fini commerciali. Nel tempo, chiaramente, si è provveduto per fini logistici e di comodità a rivedere la scelta di questi contesti per renderne più agevole e proficuo il raggiungimento.

Il mercato pubblico di Ancona
Il Mercato delle Erbe di Ancona si trova in posizione centrale, ubicato nella parte alta di Corso Mazzini. Venne realizzato intorno al 1920 per mano degli operai del cantiere navale utilizzando in parte il ferro che avanzava dallo smantellamento delle navi austriache cedute durante la guerra. Si presenta, quindi, come un complesso architettonico singolare e in perfetto stile liberty. Proprio sotto al mercato delle Erbe è interessante sapere che sono stati individuati e parzialmente messi in luce mosaici e pareti affrescate, testimonianza di resti di ville di epoca romana e soprattutto prova certa della parte dorica non visibile: l’Ancona nascosta sotto terra.
Il Mercato delle Erbe è stato, nel tempo, oggetto di diversi progetti di riqualificazione, che ne vedono in parte anche il cambio di destinazione d’uso in centro di aggregazione socio-culturale. Attualmente resta comunque uno dei principali poli del commercio al dettaglio della città.

I mercati di Fermo
In pieno centro storico a Fermo si trova l’antico mercato coperto della città, attualmente non più utilizzato per fini di commercio, ma come centro di esposizione e di mostre nonché di iniziative culturali. Attualmente questa location è oggetto di attenzione da parte dell’amministrazione che propende per una ristrutturazione e riqualificazione dello stesso verso le vesti di struttura polifunzionale. Per motivazioni di maggiore accessibilità e disponibilità di parcheggi, la funzione di mercato si è trasferita presso Piazza Dante, all’ingresso della città. In questa struttura, certamente di più recente realizzazione, nel tempo sono sorti vari punti vendita come la pescheria, il genere alimentari e quelli ortofrutticoli a km 0, diventando così un punto di riferimento per chi vuole fare acquisti di filiera corta dal produttore al consumatore.

La Pescheria di Civitanova Marche
Il mercato coperto di Civitanova Marche è meglio conosciuto con denominazione di “Pescheria”. Costruito dopo la Prima Guerra Mondiale si trova in Piazza Gramsci ed è aperto tutti i giorni della settimana ad esclusione della domenica e festivi. Di pianta rettangolare, al suo esterno colpiscono la decorazioni a forma di delfino collocate sul culmine del frontone che vanno ad impreziosire la scritta “Pescheria”. E proprio a testimonianza della tradizione marinara di questa città, il mercato coperto è punto di riferimento per molti ristoratori del luogo e limitrofi per l’acquisto del pescato. Si svolge qui, infatti, all’alba al rientro dei pescherecci, l’asta del pesce, proprio di recente introdotta con sistemi informatizzati ancora in fase di sperimentazione. Attualmente accanto al prodotto ittico, al suo interno, vengono commercializzati anche frutta e verdura.

Il Mercato delle Erbe di San Domenico di Pesaro
L’attuale Mercato delle Erbe di Pesaro è situato nei due chiostri, indivisi, dell’ex convento di San Domenico. Il suo insediamento risale al 1861 anche se si ritiene che l’avviamento sia iniziato già molti anni prima. Si estende su circa 1300 mq ed ha il suo ingresso principale in Via Branca. Nonostante le ingiurie del tempo, che ne hanno deturpato l’aspetto originario, possiede la tipicità dei mercati situati nei centri storici delle antiche città. E’ un luogo di aggregazione e d’incontro fondamentale per Pesaro: ogni giorno, infatti, ospita molti operatori, tra artigiani, ambulanti e produttori agricoli. Un forte richiamo per la gente del posto alla quale viene proposta una ricca varietà di prodotti, atta a soddisfare ogni tipo di esigenza. Una specialità da segnalare è la piadina realizzata in molte varietà, speciale sia per l’impasto che per la ricca farcitura.

Il Mercato di Ascoli Piceno detto di Piazza Verdura
Doveroso, nel caso del Mercato di Ascoli Piceno, un accenno alla chiesa di San Francesco che lo ospita e che racchiude secoli di storia, visibili nei tanti elementi che la compongono. E’ infatti ritenuta un’opera monumentale considerevole che rivela nella sua struttura il passaggio dallo stile romanico al gotico. Deve il suo nome al passaggio in questo luogo proprio di San Francesco, avvenuto intorno al 1215. Il mercato è situato nel Chiostro Maggiore detto anche “Piazza della Verdura”. Anch’esso caratteristico per le arcate su colonna corinzia e per un bellissimo pozzo dalla fattura gotica, si estende su un ampio spazio vicino a Piazza del Popolo. Per questi motivi oltre ad essere un luogo a servizio dei cittadini è anche grande appagamento della vista. Ogni anno, in occasione del torneo cavalleresco, l’ambiente viene ulteriormente rallegrato dalla sfilata del corteo storico per la Cerimonia dell’offerta dei Ceri.

Che tempo farà quest’estate?

23 Aprile 2019turismomarche
Dopo un inverno prolungato un po’ troppo scopriamo cosa dicono gli esperti per quest’estate.

Secondo le elaborazioni degli esperti il meteo per quest’estate è molto chiaro: caldo afoso e forti temporali. Andiamo con calma e vediamo per bene le previsioni per tutti i mesi. Gli esperti affermano che già da Maggio si inizieranno a registrare il primo caldo afoso con l’anticiclone africano che “inizierà a spingere la sua gobba rovente verso l’Italia”. Tutto ciò farà registrare un’incremento delle temperature al Sud ma anche al Centro. Quindi, secondo gli esperti si può godere del sole e di un bel bagno al mare già da fine maggio. Giugno sarà un mese molto caldo, con punte fino a 34° gradi al Centro, mentre Luglio ci sarà un ulteriore aumento delle temperature.

Discorso differente per Agosto che sarà il mese dove la nostra penisola potrà essere minacciata dalle correnti umidi dell’Ovest. Quindi, gli esperti, prevedono un mix esplosivo “fenomeni violenti come temporali auto-rigeneranti, trombe d’aria, tornado e grandinate” nelle Alpi e negli Appennini. Ma non temete, perché il tempo si riprenderà da Agosto stesso fino a Settembre inoltrato.

Le Vele di San Ruffino 2019

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18 Aprile 2019turismomarche

Nel week-end del 27 e 28 aprile si svolgerà la nona edizione della spettacolare regata delle Vele di San Ruffino.

Organizzata in collaborazione con i Comuni di Amandola, Fermo, Montefalcone Appennino, Monte San Martino, Smerillo, Penna San Giovanni, Santa Vittoria in Matenano, la competizione si terrà sullo splendido scenario del lago di San Ruffino ad Amandola (FM), nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Trattasi di un lago artificiale che venne creato nel 1961 con la realizzazione di una imponente diga che interrompe il corso del fiume Tenna, creando un invaso per l’accumulo e la riserva di acqua. Con l’inizio dell’autunno, fino alla fine della primavera, la diga viene aperta e l’acqua defluisce verso valle lasciando il letto del lago asciutto e per questo denominato anche “lago fantasma“.

L’evento è arricchito di un programma che vede coinvolti tutti i 7 comuni in un percorso che si snoda tra arte, storia, cultura ed enogastronomia.

 

Le Vele, il Lago ed il Percorso delle Acque” per Info: Regolamento Concorso Fotografico 2019

 

Amandola (FM): sabato 27 e domenica 28 aprile ore 10:00 – 13:00 / 15:30 – 18:30 Passeggiata culturale nel borgo, Museo del Paesaggio. Info: Giorgio Tassi: 335/6070085.

Monte San Martino (MC): Pinacoteca Palazzo Ricci e Chiesa di San Martino con Opere di Carlo e Vittore Crivelli sabato 27 aprile ore 15:00 – 18:00. Info: Emanuela 347 259826 / domenica 28 aprile ore 15:00 – 18:00 Info: Pierpaolo 338 9197064.

Montefalcone Appennino (FM): sabato 27 e domenica 28 aprile ore 10:00 – 13:00 / 15:30 – 18:00 Museo Comunale dei Fossili  e dei Minerali – Polittico di Pietro Elemanno – Torre Medievale. Info: 0734 79136.

Smerillo (FM): sabato 27 e domenica 28 aprile ore 10:00 – 12:00 / 15:30 – 18:00 Museo di Arte Contemporanea – Museo delle Scienze Ambientali – Centro di Educazione Ambientale. Info Alessandro Tossici 328 9455977.

Santa Vittoria in Matenano (FM): sabato 27 e domenica 28 aprile Passeggiata culturale con visita al centro storico, al Teatro del Leone, Palazzo Monti, Cappellina degli Innocenti. Info Cristina Panaioli 320 0524841.

Penna San Giovanni (MC): sabato 27 e domenica 28 aprile Passeggiata culturale nel borgo con visite al centro storico, al Teatro e alla Pinacoteca Comunale di arte antica e moderna, Trittico Crivellesco. Info: Giambattista Bravi 344 2823701 – 0733 657012.  Inoltre, sabato 27 aprile ore 21:00 presso il Teatro Comunale si terrà un Concerto Jazz a cura di Alvear Calderon – Napolioni Duo, una fantastica occasione ad ingresso libero per conoscere questo gioiello interamente in legno.

E sempre nell’ambito dei percorsi ludico-culturali si inserisce quello del Primo Maggio 2019 presso il Parco delle Saline di Penna San Giovanni ove per l’occasione sono organizzate escursioni, percorsi di trekking e mountain bike sin dalle prime ore del mattino e dalle ore 12:00 con l’apertura degli stand gastronomici potrete degustare bontà locali (e non solo) nelle apposite aree relax. I bambini saranno gli ospiti d’onore grazie a dei laboratori organizzati per loro. E per l’intrattenimento dei più grandi I Folkappanka in concerto.

 

Mercatino delle aziende locali a bordo lago 27 e 28 aprile dalle 9:00 alle 19:00.

Laboratorio Didattico Fitoterapico Dott. Pasquale Palazzo 27 e 28 aprile con erbe officinali e cosmesi  naturale.

Pony al lago domenica 28 aprile dalle 10:00 alle 18:00. Info Cristiana Pochi 338 1502961

 

Sabato 27 aprile ore 10:00 presso sala Agriturismo Vecchio Moro “La gestione finanziaria dell’impresa agricola“. Intervengono Giovanni Starnoni, commercialista e Matteo Pascucci, responsabile fiscale di Copagri Marche.

Sabato 27 aprile ore 16:30 sala Agriturismo Vecchio Moro “Orto-Floro-Frutticoltura sociale: esperienze a confronto“. Intervengono: Martina Perugini, Franco Capocasa, Gianfranco Romanazzi dell’Università Politecnica delle Marche, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali e Federica di Luca dell’Azienda Multifunzionale La Quercia della Memoria di San Ginesio (MC).

Domenica 28 aprile ore 10:30 presso la Sala Consiliare di Monte San Martino “Bando Imboschimenti superfici agricole: le tartufaie“. Interviene Cristiano Peroni, agronomo.

 

Nelle due giornate sarà a disposizione del pubblico un parcheggio gratuito nell’area dell’Abbazia di San Ruffino con servizio di bus-navetta gratuito dal parcheggio al lago.

Cos’è la “Bara de notte” di Porto Recanati?

15 Aprile 2019turismomarche
Se non sapete dove andare a celebrare il Venerdì Santo ecco a voi un suggerimento.

Come ben sapete, il Venerdì Santo, è il venerdì che precede la Santa Pasqua. In questo giorno in molti paesi d’Italia e non solo viene commemorata la Passione e la Crocefissione attraverso la Via Crucis. Molte sono le cittadine coinvolte anche nelle Marche. Ma c’è una città che osserva una pratica speciale che conserva un rito molto antico e che vale la pena di conoscere.

Stiamo parlando del Venerdì Santo di Porto Recanati. Uno dei momenti più suggestivi di tutta la Pasqua. Come da tradizione, infatti, viene messa in scena la processione denominata la “Bara de notte” che risale al 1713 quando l’allora vescovo di Recanati promosse l’istituzione delle confraternite, una su tutte quella del Cristo Morto che doveva occuparsi dell’organizzazione della Bara de Notte.

Secondo gli storici l’evento è una prosecuzioni di antiche rappresentazioni medievali che ricordavano le vite dei Santi e di Gesù Cristo. Momento molto importante per la città di Porto Recanati è l’allestimento della Bara che avviene nei giorni della settimana santa a partire dal Lunedì.

Dopo le celebrazioni in Chiesa, viene posto il simulacro di Cristo sopra la bara, uno dei momenti più importanti alla quale assistono molte persone, viene portata così da dodici “sciabbegotti” ovvero pescatori di Porto Recanati. Alla processione vedrete anche tre pescatori incappucciati e scalzi che rappresentano Cristo e i ladroni alla fine della processione invece la Madonna, San Giovanni e Maria Maddalena. La processione termina nella chiesa San Giovanni Battista (da dove è partita) e segue da sempre lo stesso percorso, anche sotto la pioggia. Nel caso in cui la Bara non possa uscire, viene considerato di mal auspicio per tutti i cittadini di Porto Recanati.

Dove alloggiare a San Benedetto del Tronto?

8 Aprile 2019turismomarche
Tappa numero 1 per quest’estate: San Benedetto del Tronto

Che ne dite di un viaggio in una stupenda località marina? Che ne dite di un’estate di autentico relax nella costa adriatica? Quello che vi consigliamo quest’oggi è un viaggio a San Benedetto del Tronto: meravigliosa cittadina che si trova in provincia di Ascoli Piceno. Anche quest’anno l’offerta turistica della città è veramente imperdibile: il suo lungomare da visitare in bicicletta (e con uno speciale autobus), i suoi monumenti, i suoi eventi culturali (ci sarà la presentazione dei finalisti Strega, festival del cinema e molto altro), i suoi sapori culinari ma anche molto sport e divertimento con tantissimi concerti che non dovreste perdervi.

QUI TROVATE LA SCHEDA DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO CON TUTTE LE INFO

San Benedetto del Tronto è una città a misura di giovani con i numerosi locali dove divertirsi dopo cena ma anche per chi vuole passare una tranquilla estate al mare in famiglia. Se volete un suggerimento su dove andare vi consigliamo di contattare l’Associazione Alberghi San Benedetto o l’Agenzia Centro Italia oppure se siete alla ricerca di un residence naturalmente consigliamo di dare un’occhiata alle offerte dello stupendo Tourist Residence, Residence Galileo, al Residence Il Diamante o al Boomerang; se invece state cercando un hotel andate a dare un’occhiata a queste nostre proposte: Hotel Doria***, Hotel Riviera San Benedetto***Grand Hotel Excelsior****Hotel Domingo***, Hotel Marconi***Hotel La Sfinge***, Hotel Madison***Hotel Imperial****, Hotel Fausto**, Hotel Capri***, Hotel Continental***, Hotel President*** ed Hotel La Pace***.

La foto è del Residence Galileo.

Quando iniziano le sagre nelle Marche?

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8 Aprile 2019turismomarche
Con la Primavera ricominciano le sagre nelle Marche.

Dovreste sapere che il termine “sagra” deriva dal latino sacrum ovvero qualcosa che ha a che fare con il sacro. E’ esattamente il significato di festa ovvero festum che vuol dire ricorrenza sacra. Quindi se volete festeggiare dovreste sapere che dalla primavera fino a fine anno ci saranno moltissime occasioni per condividere insieme ad altri, il piacere dell’assaporare piatti eccezionali e buona musica negli stupendi borghi delle Marche!

Come preannunciato le più celebri e partecipate sagre ci saranno d’estate ma durante questo mese d’Aprile ci saranno degli antipasti molto interessanti di ciò che accadrà durante quest’estate.

Vi segnaliamo quindi tre eventi molto importanti: uno a Marotta (in provincia di Pesaro Urbino) dove si terrà la ‘Sagra dei Garagoi’dal 25 al 28 aprile. I Garagoi sarebbero dei molluschi marini, che sono molto presenti in questa zona di mare. Vengono presentati ripuliti dai pescatori e poi cotti ed immersi nella semplice salsa a base di pomodoro, olio ed erbe aromatiche.

Il secondo evento invece è il Palio della Rana che si svolge a Fermignano (in provincia di Pesaro Urbino), uno degli appuntamenti tradizionali che, come di consueto si svolge dal 25 al 28 aprile. Saranno giorni particolarmente intensi per la cittadina dell’urbinate perché dopo le rievocazioni storiche ed i giochi rinascimentali che coloreranno il Palio della Rana si celebrerà dal 30 aprile fino a domenica 5 maggio la ‘Sagra della tagliatella’.

Ultimo ma non ultimo Montottone (in provincia di Fermo), il piccolo paesino del fermano celebrerà la sua Sagra del Carciofo il 28 aprile prossimo. L’evento sarà suggellato da un’escursione naturalistica e poi da tutte le prelibatezze che si possono cucinare con il carciofo.

Cosa fare a Primavera nelle Marche

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8 Aprile 2019turismomarche
Sì, finalmente è arrivata. Ed è il caso di venire nelle Marche.

Ufficialmente è iniziata il 20 Marzo scorso e ci terrà compagnia fino a venerdì 21 giugno. E’ il momento dell’anno in cui si rinasce dopo il letargo dell’inverno. Il preludio all’estate, un momento di benessere anche psicologico dopo che abbiamo spostato (per l’ultima volta?) le nostre lancette in avanti. Quest’anno sarà una primavera molto particolare perché avremmo un lungo ponte, la Pasqua, la Festa della Liberazione, la Festa del Lavoro e poi potremmo festeggiare anche il 2 Giugno (anche se quest’anno cade di domenica).

Nelle Marche e in molte parti d’Italia si preannuncia un caldo afoso in particolar modo a Maggio. Vi suggeriamo di anticipare la stagione estiva e pensare di farvi qualche fine settimana nelle nostre località marine come Senigallia, Marotta, Sirolo, San Benedetto del Tronto, Grottammare, Gabicce Mare o Numana.

 

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E se non il mare, perché non un giro in montagna? Una scarpinata nei Monti Sibillini o semplicemente nel bellissimo Parco del Conero? Le Marche ne hanno per tutti i gusti, quello che vi consigliamo noi è di scegliere una giornata senza nuvole e darvi all’avventura. Di vette ce ne sono molte, la più alta è il Monte Vettore, quindi sceglietene una alla vostra altezza e prendetevi una bella giornata di relax in montagna vi aiuterà sicuramente a scacciare via lo stress del lavoro.

 

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~ 🇮🇹 Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso ~ . ~ 🇬🇧 A peak reached is the border between the finite and the immense ~ . . 📍Monte Patino . . ————————– #ig_italia #ig_marche #ig_fermo #volgoitalia #volgomarche #vivo_italia #igersitalia #visititalia #shotz_of_italia #yallersitalia #yallersmarche #italiastyle_marche #earthfocus #loves_madeinitaly #loves_italia #top_italia_photo #italiainunoscatto #loves_united_italia #sibilla #new_photoitaly #new_photoitalia #italian_places #italia360gradi #italy_vacations #europe_vacations #italianlandscapes #fotografoitaliano #beautifuldestinations #color #streetphotography

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Se invece siete più per una visita culturale, beh nelle Marche ce ne sono molte di eccellenze. Sicuramente dovreste andare a scoprire Urbino. La cittadina di Raffaello con le sue vie, piazze e luoghi incantevoli. Dovreste visitare il Duomo, la casa di Raffaello, la Galleria Nazionale delle Marche ed assaggiare le prelibatezze locali. La primavera è la stagione perfetta per visitare anche Gradara. Non dimenticate però di passare a visitare Osimo e l’importantissima mostra che sta ospitando.

La guida ai vini marchigiani

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8 Aprile 2019turismomarche
Una delle guide che non potreste perdervi per nessun motivo al mondo.

Se siete diretti nelle Marche non pensate di andarvene senza aver assaggiato una delle eccellenze del suo territorio: i vini. Da nord a sud ci sono ce ne sono veramente molti. Abbiamo pensato di fornirvi una delle guide più interessanti che abbiamo trovato online. Si chiama “Le Marche nel bicchiere 2019” dove vengono illustrati i vari vini, gli spumanti, i vini da tartufo, i passiti e le varie cantine del territorio.

Sicuramente un’ottima guida che dovreste leggere per conoscere meglio il nostro territorio attraverso le sue eccellenze. All’interno troverete il parere di esperti con delle schede di analisi sensoriale. Troverete anche le descrizioni delle aziende e la degustazione di due vini scelti dalla cantina con varie proposte di abbinamento.

All’interno del libriccino, curato dall’Associazione Italiana Sommelier delle Marche, troverete il “Picchio” ovvero il simbolo che contrassegna l’eccellenza del vino (soltanto in relazione alla qualità) ma anche il “Salvadanaio” ovvero un indicatore del vino nel rapporto qualità – prezzo. Quest’ultimo non è un indicatore affatto scontato, è stato calcolato in base ad uno specifico algoritmo.

Per acquistare la guida dovreste cliccare qui.

Per leggere la guida gratuitamente online cliccare qui.

 

Cos’è l’Hanami e dove festeggiarlo

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1 Aprile 2019turismomarche
Un appuntamento per il 25 aprile prossimo a Pedaso che non dovreste proprio perdervi.

Hanami in giapponese significa “guardare i fiori“. Questo termine, quindi, si riferisce alla tradizionale usanza dei giapponesi che godono della bellezza della fioritura primaverile degli alberi. Un’usanza millenaria che è molto sentita nel paese orientale tanto da essere diffusa un po’ in tutta il mondo. Ad oggi si intende sostanzialmente la fioritura dei ciliegi (giapponesi) che sono chiamati sakura. Sono una sessantina le località più famose in Giappone dove si celebra questa festa, ci piace citare per esempio il Castello di Himeji o piuttosto il Parco Maruyama a Kyoto e quello di Ueno a Tokyo.

Di solito viene svolto da inizio aprile fino a metà maggio (dipende dalla zona geografica chiaramente) e ciò che si fa non è altro che consumare un buon pasto all’obra dei ciliegi in fiore. Tutto ciò si svolge in una giornata, anche di notte (si chiama Yozakura il “ciliegio di notte“). Anche in Italia si è diffuso l’Hanami, celebre quello del Pargo Lago dell’EUR. Nelle Marche l’evento che non potrete perdervi si svolge nella stupenda cittadina di Pedaso.

Qui tutte le informazioni necessarie.

Non venite nelle Marche, andate in Toscana!

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1 Aprile 2019turismomarche
Annuncio shock! Perché venire nelle Marche quando c’è la Toscana?

Pesce d’aprile!

C’avete creduto? Oggi è l’1 aprile e, come da tradizione, gli scherzi sono all’ordine del giorno! Come poter credere ad un annuncio così, d’altronde lo dice anche il Times: visitate le Marche piuttosto che la Toscana.

Per chi non lo sapesse, l’1 aprile è di antica tradizione, secondo la più accreditata tra le teorie, il beato Bertrando di San Genesio (Saint-Geniès non la nostra San Ginesio) avrebbe liberato un papa che stava soffocando da una spina di pesce.

Quindi il nostro invito è quello di venire nelle Marche, perla del centro Italia ricca di Bellezze come Sirolo, Numana, i Sibillini, le spiagge di Senigallia, Marotta e Fano, le splendide viste di Gabicce, Ancona, Ascoli Piceno, gli stupendi teatri e veramente molto altro.

Le foto del Papa a Loreto

25 Marzo 2019turismomarche
Quest’oggi siamo stati a Loreto assieme a migliaia di persone per accogliere il Papa.

Papa Francesco a Loreto. Un avvenimento molto importante per tutta la nostra Regione. Le Marche, come il resto del Centro Italia, dice il Papa, sono un luogo di mezzo che è pronto ad accogliere un grande evento, una Giornata della Famiglia o una Giornata Mondiale della Gioventù. Il Papa, prima di arrivare a Loreto, ha salutato la cittadina di Amandola, stupenda località dei Monti Sibillini.

I suoi moniti sono stati verso i giovani che sono stati esortati a non attendere e a farsi largo. “Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società”. Queste le parole del Papa che ha dedicato alla famiglia.

Ecco a voi le nostre foto dell’arrivo del Papa a Loreto.

papa
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La più bella foto dell’inverno 2019 nelle Marche

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24 Marzo 2019turismomarche
L’autore, Valerio Bei, ci racconta la storia di questa foto.

Si chiama Valerio Bei ed è originario di Montegiorgio, paesino all’interno del fermano, ha 28 anni ed è un grande appassionato di natura e fotografia. Abbiamo scambiato con lui qualche messaggio perché siamo rimasti colpiti dal suo stupendo scatto che secondo noi è la più bella foto di quest’inverno. Mi raccomando, seguite l’autore, qui su Instagram o qui su Facebook, ne rimarrete sicuramente soddisfatti.

Chi è l’autore?

Ho la grande passione della fotografia e della natura, con le escursioni in montagna riesco a unire perfettamente le due cose. Ogni volta è sempre una grande emozione e si prova una pace assoluta, con le mie foto cerco sempre di trasmettere ciò che provo“.

Com’è nata questa foto?

In quella foto mi trovavo a Monte Palazzo Borghese [nel Parco dei Monti Sibillini, ndr], che si vede di fronte e sono partito insieme ad alcuni amici da Foce di Montemonaco… Subito mi ha colpito il sole che contrastava con le nuvole, un po’ come la vita, un continuo alternarsi di momenti belli e meno belli“.

Di mestiere ci racconta che fa l’infermiere e che quindi è abituato a vedere la sofferenza e che è una persona molto positiva e solare. D’altronde come dice lui “sta a noi vedere sempre ciò che di bello abbiamo intorno, apprezzare ogni minima cosa e vedere sempre sempre il bicchiere mezzo pieno“.

Ecco a voi la fotografia:

“Chi nota il sole e porta un sorriso. Chi nota le nuvole”

Com’è il mare nelle Marche?

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24 Marzo 2019turismomarche
Cinque foto, cinque località che non potreste perdervi quest’estate.

Fiorenzuola di Focara

Fiorenzuola di Focara presenta un antico borgo medievale fatto di piazze e viuzze strette, del quale resta la cinta muraria che in passato era costituita da cinque bastioni, oggi ne rimangono solo tre. Il borgo regala particolari sensazioni, infatti, girando per le sue antiche vie è possible notare dei portali risalenti al 1600. Su uno di questi portali c’è una scritta che richiama alcuni versi della Divina Commedia di Dante Alighieri. [Continua a leggere qui…]

 

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San Benedetto del Tronto

Il lungomare di San Benedetto del Tronto si distingue per la ricca vegetazione, formata essenzialmente da innumerevoli palmizi che crescono anche sulla spiaggia. Per questa sua peculiarità San Benedetto si identifica nella cosidetta ”Riviera delle palme”.  Notevole è la consistenza ricettiva, tra esercizi alberghieriappartamenti e campeggi; numerose sono anche le attività sportive praticabili dal turista, come il Porto Turistico, il Club nautico, il Circolo tennis, il Palazzo dello Sport, il complesso di hockey e pattinaggio, il bocciodromo, le piscine e la pista di atletica[Continua a leggere qui…]

 

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Un post condiviso da Marche | Ancona Yallers ® (@yallersmarche) in data:

Riviera del Conero 

La Riviera del Conero è una delle mete turistiche più richieste di tutta la regione Marche grazie alla varietà di offerta dal punto di vista territoriale e delle possibilità di intrattenimento per chi la visita. Offre infatti paesaggi incantevoli e infinite possibilità  per coloro a cui piace il mare e gli sport acquatici, ma anche per chi ama escursioni naturalistiche, passeggiatetrekkingmountain bikingfotografiastoriaartecultura e religione. [Continua a leggere qui…]

Portonovo 

Portonovo è delimitato dal Monte Conero che in questo punto raggiunge un’altezza di 400 m sul livello del mare, a sud, invece, si affaccia sul mare con una bianca spiaggia di sassi sinuosa che va a formare la baia che ha dato il nome alla località. [Continua a leggere qui…]

 

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Un post condiviso da Andrea Simonetti (@andrea.simonetti96) in data:

Sirolo

Sirolo è definita la perla della Riviera del Conero, storicamente è il centro turistico della Riviera del Conero più conosciuto in Europa; la motivazione di tale scettro nelle Marche è la sua inconfondibile e ammirabile bellezza. [Continua a leggere qui…]

 

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I have come to accept the feeling of not knowing where I am going. And I have trained myself to love it. Because it is only when we are suspended in mid-air with no landing in sight, that we force our wings to unravel and alas begin our flight. You may not know where you’re going, but you know that as long as you spread your wings, the winds will carry you. 🕊 • • • #sirolo #turismosirolo #igersitalia #igersmarche #yellersmarche #marchetourism #italy_vacations #marche #volgomarche #igersmarche #ig_marche #ig_europe #beautifuldestinations #shotzdelight #wonderful_places #global_hotshotz #artofvisuals #italia #italia_dev #italiainunoscatto #yellersitalia #best_italiansites #shotz_of_italia #ig_italia #new_photoitalia #beniculturali30 #Dji #mavicair #natgeo

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Le 40 migliori spiagge europee secondo The Guardian

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24 Marzo 2019turismomarche
Ce n’è una della nostra Regione: provate ad indovinare quale.

Il tabloid inglese The Guardian, che cura sempre molto bene i suoi inserti “travel”, se n’è uscito qualche settimana fa con una lista delle 40 migliori spiagge europee. Un consiglio per chi ancora non sa quando e dove andare in vacanza, sicuramente 40 destinazioni stupende. C’è il Portogallo con le stupende Algarve, c’è l’Andalusia, il Peloponneso, Creta e l’Italia con Toscana, Liguria, Sardegna ed anche Marche. Per quanto riguarda la nostra regione viene citata Fiorenzuola di Focara in provincia di Pesaro ed Urbino.

Questa la presentazione del The Guardian:

This walled village, mentioned in Dante’s Inferno, sits in the Parco Naturale del Monte San Bartolo, and its beach is a 20-minute walk down zigzagging paths. But it is worth the effort to reach this unspoilt mix of sand and shingle – cliffs behind and the Adriatic in front, the only buildings in sight the roofs of Fiorenzuola above. It has a DIY vibe unusual in Italy, with sunshades made from driftwood. The walk back up stokes appetites for dinner

Ovvero:

“Un villaggio murato, citato nell’Inferno di Dante, che si trova nel Parco Naturale del Monte San Bartolo, con la sua spiaggia a 20 minuti a piedi zigzagando tra i sentieri. Ma vale la pena raggiungere questo mix incontaminato di sabbia e ghiaia – scogliere alle spalle e l’Adriatico di fronte gli unici edifici in vista dai tetti di Fiorenzuola. Un’atmosfera fai-da-te insolita per l’Italia, con ombrelloni di legno. Il ritorno a piedi alimenta l’appetito per la cena”.

Qui l’articolo completo.

I concerti dell’estate 2019

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20 Marzo 2019turismomarche
Cose da fare quest’estate: seguire un concerto nelle Marche!

Siete pronti per l’#estate2019?! Beh, iniziate a riscaldare i motori perché ci saranno tantissimi concerti, molti big e siamo in attesa dei nomi dei festival RisorgiMarche, del Summer Jamboree e di molti altri super eventi! Intanto vi pubblichiamo di seguito i concerti già programmati.

+++ Articolo in aggiornamento +++

GIUGNO

14 Giugno – Enrico Nigiotti a Fabriano (AN)

14 Giugno – Jack Clemonts a Civitanova Marche (MC)

19 Giugno – Uochi Toki a Pesaro (PU)

20 Giugno – PFM allo Sferisterio di Macerata (MC)

20 Giugno – Quintetto Astor Piazzola allo Sferisterio di Macerata (MC)

21 Giugno – Sananda Maitreya allo Sferisterio di Macerata (MC)

22 Giugno – Carl Brave alla Corte della Mole Vanvitelliana – Banchina Giovanni da Chio ad Ancona (AN)

23 Giugno – Daniele Silvestri allo Sferisterio di Macerata (MC)

27 Giugno – Tiromancino al Foro Annonario di Senigallia (AN)

28 Giugno – Nomadi a Montegiorgio (FM)

29 Giugno – Carmen Consoli al Foro Annonario di Senigallia (AN)

29 Giugno – Diodato al Foro Annonario di Senigallia (AN)

30 Giugno – Slash al Parco della Pace di Servigliano (FM)

LUGLIO

11 Luglio – La Municipàl a Morrovalle (MC)

Dal 13 al 20 Luglio il Bababoom Festival a Fermo (FM)

19 Luglio – Punkreas a Corridonia (MC)

19 Luglio – Murubutu a Recanati (MC)

23 Luglio – Calcutta al Porto Turistico di San Benedetto del Tronto (AP)

24 Luglio – Loreena McKennitt all’Arena Sferiterio a Macerata (MC)

24 Luglio – Fulminacci al Mind Festival di Montecosaro (MC)

25 Luglio – Ex Otago al Mind Festival di Montecosaro (MC)

25 Luglio – Mahmood al Mind Festival di Montecosaro (MC)

29 Luglio – Nomadi a Monteprandone (AP)

AGOSTO 

Dall’1 al 3 Agosto il Montelago Celtic Festival a Serravalle di Chienti (MC)

3 Agosto – Jovanotti a Lido di Fermo (FM)

4 Agosto – Gazzelle al Mamamia di Senigallia (AN)

5 Agosto – Los Lobos al Summer Jamboree di Senigallia (AN)

7 Agosto – Irama a San Severino Marche (MC)

8 Agosto – Fiorella Mannoia all’Arena Beniamino Gigli a Porto Recanati (MC)

8 Agosto – Piotta a Grottammare (AP)

9 Agosto – Subsonica al Porto Turistico di San Benedetto del Tronto (AP)

10 Agosto – Zen Circus al Mamamia di Senigallia (AN)

14 Agosto – Piotta a Porto Sant’Elpidio (FM)

22 Agosto – Levante all’Arena Sferisterio di Macerata (MC)

25 Agosto – Maneskin all’Arena Sferisterio di Macerata (MC)

31 Agosto – La Rappresentante di Lista al Mamamia di Senigallia (AN)

SETTEMBRE

7 Settembre – Pink Floyd Legend all’Arena Sferisterio di Macerata (MC)

Sulle tracce di Padre Matteo Ricci

20 Marzo 2019turismomarche
Siete pronti per mettervi in viaggio? Perché se siete diretti nel Maceratese dovreste conoscere questo illustre personaggio.

Tra i personaggi storici nati a Macerata, che si sono distinti nella loro vita, sia politica che artistica abbiamo avuto anche personaggi che si sono contraddistinti per un lungo viaggio. Un personaggio che ha saputo farne un’arte o meglio: un’arte di viaggio! 6 ottobre 1552, segnatevi questa data. Una grande data per la Storia. In quel giorno si registrò la nascita dello straordinario astronomo e teologo, Matteo Ricci. Fu il primo dei 13 figli ed all’età di 9 anni iniziò gli studi presso la scuola dei Gesuiti. Nonostante la perseveranza del padre, nel convincere Matteo Ricci a divenire un avvocato di successo, spinto dalla passione per le discipline scientifiche come la matematica, l’astronomia e la cartografia (oltre alla conoscenza dei letterati classici), ereditata da padre Cristoforo Clavio, decide di abbandonare lo studio della Giurisprudenza.

Ma veniamo all’anno fondamentale. Siamo nel 1578 quando inizia l’avventura di Matteo Ricci come missionario ed una fruttuosa interazione con l’Oriente. Si imbarca il 24 marzo dello stesso anno, a Lisbona e giunge a Goa il 13 settembre. Negli anni trascorsi a Goa, Matteo Ricci compirà studi teologici ed insegnerà lettere classiche nei collegi della città sopracitata ed a Cochin.

Nel 1580 verrà nominato sacerdote e la sua permanenza nell’India si conclude nel 1582 quando venne richiamato da padre Ruggeri allo scopo di recarsi a Macao nel tentativo di raggiungere la Cina. L’anno successivo a settembre entra in Cina insieme a Ruggeri e si stabiliscono a Zhaoqing.

Nel 1584 pubblica il primo Mappamondo cinese e collabora con lo stesso Ruggeri alla prima traduzione in cinese del Catechismo. Nonostante Matteo Ricci non fu uno dei primi a parlare di “cattolicesimo” nelle terre dell’Oriente, fu sicuramente tra i più apprezzati, anche se straniero, in una civiltà come quella Cinese dove la fiducia nei confronti degli forestieri era decisamente restia. Ciò è confermato quando con la speranza di raggiungere Pechino lo stesso Padre di Macerata, poco prima entrare nell’attuale Capitale, fu costretto a tornare indietro e si fermò a Nanchang. Lì pubblicò la prima opera in cinese ovvero “Il trattato sull’amicizia”, capolavoro che ottenne grande successo in seguito al quale venne nominato superiore della missione cinese. Grazie al ministro dei riti, Wang Chung Ming, raggiunge Pechino, che decide tuttavia di abbandonare per via della guerra di Corea.

Nel maggio del 1600, Matteo Ricci, decide di sfidare la fortuna e parte di nuovo per Pechino, ma venne arrestato durante il cammino da Ma Tang, che lo trattenne nella fortezza di Tientsin fino al 24 gennaio del 1601. In padronanza di un decreto imperiale, viene accolto nella Città Proibita come ambasciatore d’Europa.

Vivrà a Pechino fino alla morte sostenuto dall’imperatore che provava grande stima per il suo buon animo e le sue doti intellettuali. Matteo Ricci, muore a Pechino l’11 maggio.

Alla morte di Matteo Ricci, l’Imperatore Wanli, proclama una giornata di lutto nazionale per il defunto e per la prima volta nella storia della Cina, concesse che uno straniero venisse sepolto nel terreno imperiale. La tomba del maceratese si trova oggi all’interno del Cimitero di Zhalan, presso il Collegio Amministrativo di Pechino.

di Anisoara Hotea

San Benedetto del Tronto sulla RAI

20 Marzo 2019turismomarche
E’ andato in onda su RAI5 uno stupendo documentario girato nella nostra magnifica cittadina.

Una delle attrattive della nostra stupenda località marittima di San Benedetto del Tronto, è il suo porto. Luogo che si è trovato al centro della Storia più volte, porto antico che ancora riecheggia vecchi racconti dei molti marinai che sono approdati. Questa volta a parlarne della sua magnificenza non siamo soltanto noi, ma un bellissimo documentario che è stato girato all’interno della serie Di là dal fiume e tra gli alberi in onda su Rai5.

La trasmissione, che prende il nome dal romanzo di Ernest Hemingway, ha riprodotto lo stupendo lavoro di Luigi Maria Perotti, regista sambenedettese, che ha saputo mostrare appieno le glorie passate, il presente ed un futuro ancora tutto da scrivere. Le immagini sono davvero belle (soprattutto quelle riprese dai droni) e vale la pena vederlo tutto. Un porto da scoprire, una città da visitare, una destinazione per le vostre vacanze. San Benedetto del Tronto riesce a stupire tutti.

Qui trovate il link al documentario.

Perché si chiamano Vincisgrassi?

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9 Marzo 2019turismomarche
Oggi vi sveliamo una curiosità che non potete non conoscere se siete amanti di questo piatto.

Partiamo da una premessa molto importante: i Vincisgrassi non sono le Lasagne alla Bolognese. Sì sono un tipo di pasta al forno molto simile alle lasagne ma sono tipicamente marchigiane. La nostra variante culinaria si basa sul fatto che il ragù è completamente differente (con un taglio di carne differente), che abbiamo una besciamella molto più soda (e quindi rimane molto più compatta la pasta) oltre che sulle lasagne sono molto più avvertibili i chiodi di garofano e la noce moscata.

E’ uno dei piatti che tutte le nonne marchigiane sanno cucinare. Una bontà che si mangia come piatto unico o durante uno dei pranzi interminabili. Potreste assaggiarlo in ogni luogo della nostra Regione (da nord a sud) ma dovreste sapere perché si chiama così.

Secondo la tradizione il piatto sarebbe stato chiamato così dopo che una donna anconetana lo cucinò in onore del generale Alfred von Windisch-Graetz vincitore durante l’assedio di Ancona del 1799. In quel momento ad Ancona c’era la guerra tra le truppe austriche che assieme a quelle russe e turche combattevano contro quelle napoleoniche, asserragliate nel nostro capoluogo di provincia. Tanto fu l’apprezzamento del generale austriaco che ne prese il nome. Quindi Windisch-Graetz diventò Vincisgrassi.

Molto probabilmente però il piatto era già conosciuto, infatti, il cuoco maceratese Antonio Nebbia, nel suo libro di cucina “Il cuoco maceratese” la chiamava “princisgrass” ma descrivendola come la conosciamo noi (con la variante dei tartufi”.

La stupenda foto della luna e del faro

9 Marzo 2019turismomarche
Una bellissima foto scattata con una altrettanto immensa luna nella nostra Regione.

Innanzi tutto partiamo dall’autore: si chiama Pietro Laureati e scatta delle stupende foto nella sua San Benedetto del Tronto e nei dintorni. Lo trovate su Instagram con il nickname di @pietrolau1. E’ uno dei nostri autori favoriti e sa descrivere con magnificenza la nostra bellissima terra.

E poi i protagonisti: la luna ed il faro. Come ben sapete nella notte del 19 febbraio abbiamo assistito al fenomeno della superluna ovvero alla luna piena più grande dell’anno. Ciò avviene quando il nostro satellite si trova alla più breve distanza dalla terra ovvero al cosiddetto perigeo. Il 19 febbraio scorso è stato di 356 mila 761 chilometri. Il fenomeno ha fatto sì che c’apparisse una Luna molto più grande rispetto alla norma nonché molto più luminosa.

L’altro grande protagonista è chiaramente il faro. Pensate che il faro di San Benedetto del Tronto è entrato in funzione nel 1957 e si trova tra la Rotonda e la zona portuale. Come ben sapete è uno degli elementi necessari per i naviganti ed i marinai che si avvicinano alla costa. Quanto alle sue particolarità si può dire che oggi ha un funzionamento automatico che grazie ad una fotocellula permette l’accensione e lo spegnimento in automatico. Ha una portata notevole garantendo una visibilità di 32MN.

Per tutto il resto c’è questa foto stupendamente poetica.

La Rocca Roveresca di Mondavio

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9 Marzo 2019turismomarche
Andiamo alla scoperta di uno dei simboli della provincia di Pesaro-Urbino.

Il paesino di Mondavio sorge a 280 metri sul livello del mare immerso nella provincia di Pesaro ed Urbino. Si trova a circa 20 chilometri di distanza dal mare e si erge su di un colle dal quale si possono osservare i monti circostanti. La sua storia è di notevole importanza, basti pensare che il primo documento che attesti l’esistenza è datato 1178 e si narra anche di un probabile passaggio di San Francesco. Quest’oggi però ci occuperemo di uno dei suoi più importanti monumenti: la Rocca Roveresca.

La Rocca Roveresca è il simbolo della cittadina di Mondavio. Fu progettata e costruita tra il 1482 e il 1492 dall’architetto Francesco Di Giorgio Martini per Giovanni Della Rovere con lo scopo di difendere il vicariato in un periodo di importanti minacce. La costruzione non venne completata a causa del ritorno dell’architetto nella sua città natia di Siena e per la successiva morte sia del committente che dell’architetto Martini.

La Rocca colpisce particolarmente per la sua forma ottagonale a base larga utile per sfuggire all’impatto dei proiettili. La fortificazione è composta da un “mastio” di 5 piani e da un “torrione” semicircolare. Il primo è accessibile soltanto riuscendo a superare un insieme di difese passive: il fossato, le mura, i ponti levatoi a monte e a valle, la porta sotto il torrione, il torrioncino-avamposto sulla rampa e il ponte levatoio all’entrata del mastio. Alcuni piani sono attrezzati con postazioni di artiglieria e feritoie: al piano terra per il tiro radente, al terzo per il tiro a mezza altezza e al quinto, merlato, per il tiro lungo e controllo a vista del territorio. Sulla destra della rampa risulta solo in progetto una costruzione pentagonale per l’alloggio delle truppe.

All’interno vi sono passaggi stretti, ambienti con coperture a volta, cunicoli e scale tortuose; inoltre all’interno della Rocca vi è il Museo delle Armi e il Museo di Rievocazione costituito da statue di cera che replicano tipiche scene dell’epoca.

Dal rilievo che raffigura la Rocca Roveresca in sezione risulta che i resti d’una torre medioevale sono stati inglobati dalla nuova costruzione. Il Martini interviene modificando il percorso primitivo del camminamento adattandolo per la difesa della fortificazione; egli attua un nuovo camminamento tra il torrione e il mastio, tutt’oggi esistente e crea un sistema difensivo, a guardia del centro storico, integrando la fortificazione preesistente, ampliandola e adattandola, affinché risulti adeguata al suo progetto. Per soddisfare le esigenze difensive, ogni elemento è collocato al posto più conveniente, in modo che la difesa risulti efficace dal particolare al generale.

Nel 1631, dopo la morte dell’ultimo duca di Urbino, la rocca di Mondavio viene trasformata in carcere pontificio e resta tale fino agli anni quaranta del secolo scorso.

Visitare la Rocca di Mondavio significa non solo fare un viaggio alla scoperta di ogni strategia del passato per difendersi dai nemici, ma anche ammirare con quale maestosità l’edificio viene costruito allo scopo di risultare il più imponente possibile agli occhi di qualsiasi rivale.

di Beatrice Perroni

Parte di una grande famiglia

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9 Marzo 2019turismomarche
Il servizio di Visi e Voci che è andato in onda in televisione.

Quello che oggi vorremmo mostrarvi è il lato professionale del nostro network. All’interno dell’intervista andata in onda nelle televisioni locali troverete chi da anni anima il progetto di www.turismomarche.com www.marchetravelling.com. Professionisti che si occupano di impresa, marketing, comunicazione 24h ore al giorno. Infatti, il nostro network è parte della grande famiglia che ha il nome di Gieffe Research.

“Dal palcoscenico del Teatro dell’Aquila di Fermo all’Europa. Con la stessa intensità e convinzione con cui Gieffe Research srl appoggia la stagione teatrale e la cultura, così indirizza le piccole/medie imprese nelle molteplici opportunità di crescita offerte dall’Europa. L’azienda, fondata su intuizione di Fabio Glave, ingegnere e consulente direzionale, punta a sostenere il territorio valorizzandone le imprese attraverso i suoi cardini fondamentali: la cultura, le competenze, le strategie, l’innovazione.

E se da un lato, la Gieffe Research srl sostiene la cultura con la certezza che possa essere l’elemento degno di esprimere e valorizzare al meglio nel mondo la bellezza e il patrimonio delle Marche e dell’Italia intera, dall’altra offre alle aziende le chiavi per competere nel business internazionale curando progetti innovativi nella ricerca e sviluppo del successo d’impresa nei mercati internazionali, mettendo a disposizione gli adeguati strumenti finanziari ed elevate professionalità nel settore.

Un’azione condotta trasversalmente in tutta Italia, dalla Lombardia al Molise, con uno staff tecnico di ricercatori anche accademici. Dieci professionisti, un team che è il cuore pulsante della Gieffe Research. Esperti capaci di trasformare questi anni di profonde trasformazioni e di crisi, in una grande opportunità ma solo per quelle aziende che possiedono le giuste competenze. La grande sfida per le nostre imprese è dunque quella del futuro e la partita si sposta su un terreno tutto europeo dove la creatività made in Italy può vincere, ma solo con i partner giusti. La vera ricchezza aziendale è fatta dei professionisti di cui le stesse si circondano”.

Il Papa sarà a Loreto il 25 Marzo

4 Marzo 2019turismomarche
Tutto quello che c’è da sapere sulla visita del Papa del 25 Marzo 2019.

Un momento molto importante per la nostra Regione: Papa Francesco a Loreto. Ecco tutte le informazioni che si hanno finora (in aggiornamento).

L’ANNUNCIO

Durante la preghiera del Santo Rosario in piazza della Madonna è stato confermato ciò che già si pensava: “Papa Francesco sarà tra noi a Loreto il 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione”. Ad annunciarlo è stato l’arcivescovo delegato pontificio monsignor Fabio Dal Cin. Lo stesso ha avvisato che “Il pontefice verrà come pellegrino alla Santa Casa, a confermare nella fede, nella speranza e nella carità i loretani e i pellegrini, nella fedeltà alla missione ecclesiale i sacerdoti e le famiglie, nella testimonianza del Regno di Dio i fratelli e le sorelle consacrate. Porterà consolazione agli ammalati. Al Santo Padre esprimiamo commossa gratitudine per questa visita che per tutti noi è un evento di grazia, un onore per questa città e per la nostra terra marchigiana”

IL PROGRAMMA

La visita inizia alle 9:30 e si svolge in due momenti:

  • Il Santo Padre celebrerà la S. Messa in Santa Casa, che verrà trasmessa all’esterno della Basilica.
  • Successivamente il Santo Padre uscirà sul Sagrato per l’incontro pubblico con tutti i fedeli.
  • ore 9.30 – Ingresso del Papa nel Santuario della Santa Casa.
  • ore 9.30 – Messa del Papa nella SANTA CASA – La messa è trasmessa all’esterno.
  • Al termine della messa – FIRMA della LETTERA POST SINODALE ai GIOVANI.
  • ore 10.30 – IN SACRESTIA – Saluto alla Comunità dei frati Cappuccini.
  • ore 11.00 – IN BASILICA – Saluto agli ammalati.
  • ore 11.15 – SAGRATO DEL SANTUARIO – Saluto di Mons. Fabio Dal Cin, Arcivescovo di Loreto. Discorso di Papa Francesco e saluto ai fedeli.
  • ore 12.00 – ANGELUS.
  • ore 12.30 – Pranzo.
  • ore 14.30 – Partenza dal Santuario.
  • ore 14.45 – Partenza in elicottero dal Centro “Giovanni Paolo II” a Montorso.

CHI POTRA’ PARTECIPARE?

“La partecipazione è aperta a tutti. Ragazzi, giovani, famiglie, adulti, anziani, sacerdoti, religiosi… e tutte le componenti del popolo di Dio”.

Modalità di incontro con il Papa

  • Ci si può oganizzare singolarmente e autonomamente.
  • Per facilitare arrivi e partenze dei gruppi organizzati e pullman è necessario accreditarsi con una e-mail a loretopapa2019@gmail.com
  • Ingresso in Piazza, in Viale Sisto V e altri luoghi predisposti dalle ore 7:00 in poi
  • Non ci saranno Pass, nè biglietti da acquistare

AMMALATI: contattare per e-mail loretopapa2019@gmail.com

SACERDOTI e RELIGIOSI\E: contattare per e-mail loretopapa2019@gmail.com

ACCREDITO STAMPA: contattare per e-mail ufficiostampa@delegazioneloreto.it

La visita inizia alle 9:30 e si svolge in due momenti:

  • Il Santo Padre celebrerà la S. Messa in Santa Casa, che verrà trasmessa all’esterno della Basilica.
  • Successivamente il Santo Padre uscirà sul Sagrato per l’incontro pubblico con tutti i fedeli.

QUI trovate la Lettera a tutti i fedeli della Prelatura e del Santuario lauretano per la visita del Santo Padre Francesco.

Un big della musica ha girato il suo videoclip a Marotta

4 Marzo 2019turismomarche
Un consiglio per l’estate.

Torna nelle Marche Enrico Ruggeri e torna a Marotta, stupenda località balneare marchigiana. Il cantante milanese vincitore di ben due edizioni del Festival di Sanremo, è in attesa di far uscire il suo nuovo album Alma ma intanto anche su youtube è spuntato il suo primo videoclip. Ancora una volta il cantautore ha scelto le Marche e la bellissima città di Marotta. La canzone si intitola “Come lacrime nella pioggia”.

Godetevi la canzone e i panorami.

 

Un’Area 51 nelle Marche

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4 Marzo 2019turismomarche
C’è una storia particolare che lega una base militare con una zona di Ancona. Una tappa per gli appassionati di misteri.

Ciò che vi proponiamo oggi è una storia molto particolare, pensate che nel 2012 se ne occupò anche la trasmissione Mistero (che vi abbiamo postato qui sotto). Se siete diretti della nostra regione e siete appassionati di misteri italiani, di ufo e di alieni questa tappa fa per voi. Ancona, Monte Conero, uno stupendo monte dell’Appennino ubro- marchigiano che si erge a 572 metri dal livello del mare e che si affaccia nella bellissima Riviera del Conero.

Avendo una posizione privilegiata per il controllo del territorio e dell’Adriatico in particolar modo, il Monte Conero fu scelto negli anni da chi aveva i suoi possedimenti come luogo dove controllare il territorio. Pensate che nel 1710 qui venne costruita una torre di avvistamento, 100 anni dopo un fortino napoleonico, durante le guerre mondiali e la guerra fredda vennero costruite basi e gallerie sotterranee. Ad oggi (a partire dal 2000) venne costruito il 3° Distaccamento Autonomo Interforze del CII, a Poggio è addirittura presente un deposito della Marina.

All’interno del monte, quindi, vennero scavati tunnel: sono in molti a dare testimonianza dell’attività durante la Guerra Fredda. Leggende si sono moltiplicate ed arricchite. Si pensò a dei missili puntati verso la costa slava, dei sommergibili nascosti ed aerei pronti a decollare. Ma non solo. Infatti, come potrete vedere nel video c’è chi pensa che possa essere una vera e propria Area 51 italiana. Un luogo dove si avrebbe a che fare con gli alieni e con gli UFO.

Non resta che andare a scoprire..

 

Quant’è alto il Monte Vettore?

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25 Febbraio 2019turismomarche

E’ la montagna più alta della Regione, quant’è alta secondo voi?

Dopo l’Abruzzo che ha il Corno Grande, il Friuli Venezia Giulia con il suo Monte Coglians nelle Alpi Carniche, il Bernina che svetta nella Lombardia, il Monte Rosa in Piemonte, l’Etna in Sicilia, la Marmolada in Veneto, il Monte Bianco in Valle d’Aosta e il Gruppo Ortles-Cevedale in Trentino-Alto Adige, ci sono le Marche con il suo bellissimo Monte Vettore.

Un luogo stupendo dove poter passeggiare tranquillamente d’estate o dove avventurarsi in qualche complessa risalita d’inverno (e magari una discesa con gli sci per gli scialpinisti). Si trova negli incantevoli luoghi dei Monti Sibillini. Il suo nome è tutto un programma ovvero proviene dal latino “victor” che significa vincitore, oppure “vector” vettore, conduttore della sua catena montuosa. E’ alto ben 2476 metri ed appartiene al comune di Arquata del Tronto che si trova in provincia di Ascoli Piceno. Poco sotto troverete il bellissimo circolo glaciale dov’è situato il Lago di Pilato (e i suoi rarissimi animaletti).

Proprio per la presenza del Lago di Pilato è anche questo monte ricco di leggende. Lungo una delle sue fasce trasversali noterete la presenza della ghiaia ovvero la strada delle fate. La leggenda, infatti, racconta che le fate, vi si siano fermate per danzare con i giovani di Pretare e per non esser sorprese all’alba fuggirono con tanta foga che lasciarono le impronte nella loro strada.

QUI trovate delle foto dei Sibillini.

Chi è il Santo Patrono di Sirolo?

25 Febbraio 2019turismomarche
Andiamo alla scoperta di una dei paesini più belli della nostra Regione: Sirolo.

Le feste dei patroni risalgono a moltissimi anni fa. Pensate, che Dionigi di Alicarnasso li fa risalire ai tempi dei cliens e patronus a Romolo. E’ quindi una tradizione romana e pagana che il Cristianesimo ha ereditato. Lo stesso nome dà il significato appunto “patronus” sta proprio per protettore, quindi il protettore della città. I patroni vengono assegnati alle città o ai paesi per vari motivi: sono nativi di quel luogo, hanno svolto una determinata attività, hanno esercitato un particolare mestiere e via dicendo.

Il patrono di Sirolo però è San Nicola di Bari e si festeggia il 9 maggio di ogni anno. San Nicola è un personaggio molto famoso viene venerato anche dalla chiesa ortodossa e da altre confessioni cristiane. Nacque a Patara nell’odierna Turchia nel 270 d.C. e le sue reliquie oggi sono conservate a Bari e Venezia. E’ un personaggio legato in particolar modo ai bambini (si pensa che la sua figura abbia dato origine a quella di Babbo Natale) e ai marinai. Secondo il culto e le varie leggente si è reso protagonista di miracoli a favore dei poveri.

Uno dei più famosi è quello in cui si narra la storia di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente. Una volta che ne venne a conoscenza prese un’ottima somma di denaro l’avvolse in un panno e la gettò per tre notti consecutive davanti alla porta dell’uomo.

Il Santo Patrono a Sirolo è celebrato con il Palio di San Nicola che si celebra il 9 maggio, festa del Patrono, oppure il sabato e la domenica immediatamente successivi. Tutta la città accorre alla festa in cui ci sono sfilate storiche, la benedizione delle contrade e la Disfida delle Contrade.

Qui il sito internet del Palio.

Dov’è stata scattata questa foto?

25 Febbraio 2019turismomarche
Guardate che stupendo ritratto, sembra di stare in Finlandia o in un altro paese nordico. Invece siamo nelle Marche.

Allora, innanzi tutto vi invitiamo a seguire un bravissimo fotografo su Instagram, si chiama Matteo Pipponzi Felici (@matteo_pippo17) e scatta stupende foto nelle nostre Marche. Anche questa che vi stiamo presentata è stata scattata nella nostra regione pochi giorni fa. Si tratta di un posto stupendo, uno dei luoghi sicuramente più freddi e dal quale si possono avviare molte escursioni nei nostri Monti Sibillini. Un luogo incantevole da visitare sia d’inverno che d’estate, nonché ricco di leggende (quella della Sibilla).

Stiamo parlando della nostra Montemonaco. Ecco a voi la foto.

Qual è la latitudine e la longitudine di Ancona?

11 Febbraio 2019turismomarche
Ripassiamo un po’ di geografia per avere qualche curiosità in più del nostro capoluogo di regione.

Ancona è una delle tappe obbligatorie per chi pensa di fare un viaggio nelle nostre Marche. Oltre ad esserne il Capoluogo di Regione è fondamentale per i suoi bellissimi monumenti e le sue stupende spiagge. Un luogo da visitare con ogni mezzo a vostra disposizione. Ad Ancona dovreste sapere che c’è un aeroporto, un porto ed è molto ben collegata con il resto d’Italia grazie alla stazione ferroviaria. Insomma, non avete scuse per non visitare Ancona . Oggi però vorremmo darvi qualche informazione in più rispetto a questa nostra città. Nel caso in cui non sappiate come raggiungere la nostra stupenda città ecco a voi le sue coordinate geografiche.

Come sapete ogni punto sulla terra corrisponde ad un punto del sistema di coordinate che consente di individuare in  maniera biunivoca (ovvero, che un punto nella realtà può corrispondere ad un solo punto in una carta, e viceversa) e precisa ogni zona del mondo. Se dovessimo trovare quindi la nostra città in un reticolo di meridiani e paralleli abbiamo bisogno di due dati la longitudine e la latitudine.

La longitudine di Ancona è il valore angolare dell’arco di parallelo compreso tra il punto dove si trova Ancona e un meridiano di riferimento. In questo caso dal meridiano di Greenwich. Viceversa la latitudine di Ancona  è il valore angolare dell’arco di meridiano compreso tra il punto Ancona  e l’equatore. Un altro dato fondamentale è la quota ovvero l’altitudine rispetto ad un livello di riferimento (il mare, in questo caso il livello medio del mare registrato dal mareografo di Genova).

I dati sono i seguenti: 

Latitudine 43°35’56″76 N

Longitudine 13°30’39″60 E7

Altitudine minima 0 massima 572.

Perché Gabicce Mare si chiama così?

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11 Febbraio 2019turismomarche
Gabicce Mare o Gabicce Monte che siano, ecco da cosa deriva il suo nome.

Ogni nome nascone una storia. Ogni storia, se di una stupenda città come Gabicce Mare, merita di essere raccontata. Andiamo alla scoperta oggi del toponimo, ovvero del nome proprio di un luogo geografico, di Gabicce Mare. Come già sapete Gabicce Mare è stupenda e merita di esser visitata, soprattutto d’estate quando è perfetta per prendersi una vacanza in uno dei più bei posti della costa Adriatica. Gabicce Mare è il comune più a nord della nostra regione, confina con l’Emilia-Romagna e si trova in provincia di Pesaro ed Urbino. Sorge su di una piccola baia, chiamata Baia degli Angeli e si trova alle pendici del Monte San Bartolo (stupendo luogo dove poter fare una passeggiata).

Ma il nome da cosa deriva? Non siamo ancora certamente sicuri della sua derivazione, però possiamo darne un’interpretazione che si avvicina alla realtà storica. Sappiamo che Gabicce Mare era già abitato in epoca Romana, e ciò è testimoniato dai numerosi reperti archeologici, e che dotato di fortezza, fosse conosciuta già nel 998 con il nome di Castellu Ligabitii. La sua derivazione è ancora poco chiara, alcuni storici locali sostengono che l’abitato sorto su di una collina possa aver ricevuto il nome proprio dalla sua conformazione geografica. Quindi dal greco Lykabettòs ovvero un colle che si trova a nord-est di Atene, perché proprio Gabicce Mare era uno dei luoghi che i greci volevano fondare in terra italica, come testimoniano le fonti storiche risalenti al 325/24 a.C.

Foto di @gabiccemareofficial da Instagram

Conoscete il Tibet delle Marche?

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11 Febbraio 2019turismomarche
C’è una piccola frazione di San Severino Marche, in provincia di Macerata, che è conosciuta anche in questa maniera “il Tibet delle Marche”.

Ciò di cui vi stiamo parlando è un piccolo paesino che si trova a 821 metri sul livello del mare ed a pochi passi dal Monte San Vicino. Non ci vive praticamente nessuno ma è uno dei luoghi mozzafiato della nostra regione. Se non lo avete già capito si tratta della stupenda Elcito. Viene denominato come “Tibet delle Marche” da una delle tante recensioni dei turisti che vi sono passati nel famoso sito TripAdvisor un luogo al di fuori di spazio e tempo dove l’atmosfera è magica di per se.

Se non ci siete mai stati, questa è una buona occasione per preparare un viaggio e conoscere questo luogo incantevole. Pensate che ciò che vi rimane è un antico castello che venne eretto a difesa dell’abbazia benedettina di Valfucina. Si raggiunge dalla vicina San Severino Marche passando per la strada che vi porta ad Apiro fino alla frazione di Castel San Pietro. Il suo nome derica da “elce” ossia dall’albero che nasce spontaneamente meglio conosciuto come leccio.

 

Qual è il Carnevale più antico d’Italia?

11 Febbraio 2019turismomarche
Andiamo alla scoperta di uno dei Carnevali più antichi d’Italia.

Come ben sapete, il Carnevale, è una festa che si celebra in gran parte dei paesi di tradizione cattolica. Ogni anno varia di data (quest’anno cade il 5 marzo mentre il prossim’anno sarà il 25 febbraio) e dipende, appunto, da quando cade la Santa Pasqua. Il periodo è quello precedente al mercoledì delle ceneri. Saprete anche che il Carnevale ha origini molto ma molto antiche: è una delle tante feste pagane che poi sono state ereditate dal Cristianesimo. La stessa parola Carnevale deriverebbe dal latino carnem levare ovvero “eliminare carne” che sta ad indicare il periodo prima della Quaresima (dove bisognerebbe astenersi dal mangiare la carne).

Ma veniamo al Carnevale italiano, quali sono i più antichi ed i più famosi? Molto belli e famosi sono quelli di Viareggio, Putignano, Acireale e Venezia. Ma uno dei più antichi si svolge nella nostra regione: a Fano. Documenti attestano infatti che il Carnevale di Fano risalga al 1347, quando già allora veniva allestito il “palio Carnevale”. Il documento è conservato nell’Archivio storico comunale. Pensate che la magnifica tradizione si conservò per numerosi anni e venne addirittura trascritto nello Statuto dai Malatesta, nel 1450, che necessaria era la sua celebrazione.

Secondo alcuni storici, le sue origini si devono alla riconciliazione tra due famiglie: quella guelfa del Cassero e quella ghibellina del Da Carignano. Fu così che entrò nell’immaginario della città e venne ogni anno abbellito secondo l’epoca pensate che nel 1872 un manifesto informò la cittadinanza della Società della Fortuna ovvero di un vero e proprio ente che si occupasse del programma dei festeggiamenti. Ciò che oggi si chiama Ente Carnevalesca. Un altro fatto molto importante fu quando Giacomo III Stuart, andò a Fano per assistere alle celebrazioni, nel 1718.

I Monti Sibillini su Rai1

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4 Febbraio 2019turismomarche
Ebbene sì, i nostri stupendi monti sono stati oggetto di una puntata di Linea Bianca su Rai 1.

Ancora una volta la troupe di Rai 1 pubblicizza la nostra regione. Poco fa se ne erano occupati i colleghi di Linea Verde con un bellissimo speciale su Recanati, Osimo, Macerata e San Severino Marche. Questa volta si parla di montagna e naturalmente dei Monti Sibillini.

Massimiliano Ossini e Lino Zauli insieme ad una guida alpina si recano nel Monte Vettore la cima più alta della zona che tocca quota 2476 metri. La troupe poi scenderà a valle raggiungendo la piccola frazione di Sperlonga, nel comune di Arquata del Tronto, e raccontando la vita dei nostri paesini.

Qui potete vedere il video dal sito della Rai.

Cos’è “lu bov fint”?

4 Febbraio 2019turismomarche
Andiamo alla scoperta di uno degli eventi principali della nostra regione che si svolge nel primo periodo dell’anno.

Dovreste sapere che la nostra regione è ricca di tradizioni e quindi anche di eventi che rievocano periodi storici passati. I nostri borghi medievali e rinascimentali si prestano ad essere abbelliti e fanno da sfondo a feste tradizionali locali che attirano sempre di più turisti e appassionati. Sono famosissimi la Quintana di Ascoli Piceno, il Palio dell’Assunta di Fermo e molti altri eventi topici delle Marche. Ma uno dei momenti che si svolge nel primo periodo dell’anno e che raccoglie ancora migliaia di persone nella bellissima cittadina di Offida è “lu bov fint”.

Lu bov fint è il Carnevale di Offida, ovvero un carnevale storico che si svolge nella cittadina che si trova in provincia di Ascoli Piceno. Una tradizione che dura da molti anni a questa parte e che fa vivere nei paesani quello spirito carnevalesco che riempie i cuori degli abitanti dell’intera zona del piceno. Ufficialmente inizia il giorno di Sant’Antonio, il 17 di Gennaio, e dura fino al giorno delle Ceneri.

I festeggiamenti vengono effettuati nell’arco di due settimane, i momenti topici sono quello della “Domenica degli amici” ovvero quando la congrega del Ciorpento esce da palazzo Mercolini in festa per dare l’avvio al Carnevale. Altro giorno importante è il Giovedì grasso quando il sindaco consegna le chiavi della città alle Congreghe (ovvero chi aggregherà le famiglie e gli amici desiderosi di festeggiare Carnevale) e c’è la mascherata in piazza. Il venerdì c’è la festa de Lu Bov Fint ovvero del Bove finto.

E’ una vera e propria festa di popolo dove un bove rudimentale costruito su di un’intelaiatura di legno e ferro e coperta con un panno bianco viene portato sulle spalle da un paio di uomini. Il bove finto circolerà nelle vie del paese fino a raggiungere la zona principale, la piazza. Lì una folla, mascherata con il guazzarò, attenderà l’arrivo provocando il bove e scappando. Rincorse, urla, schiamazzi faranno somigliare Offida ad una vera e propria corrida.

Al calar della sera la fine della festa viene decretata dall’uccisione del bove che dovrà toccare le corna sulla colonna del palazzo municipale. La processione finale del bove morto è l’atto finale che viene accompagnata dal tradizionale canto di carnevale di Offida.

Perché “Ancona” si chiama così?

4 Febbraio 2019turismomarche
Andiamo alla scoperta del nostro stupendo capoluogo di Regione e lo facciamo da un punto di vista linguistico e non solo.

Come sapete, Ancona è una delle tappe obbligatorie per chi pensa di fare un bel giro nelle nostre Marche. Oltre ad esserne il Capoluogo di Regione è fondamentale per i suoi bellissimi monumenti e le spiagge. Un luogo dove perdersi e passeggiare, dove gustarne i prodotti locali e dove conoscere la storia. Infatti, come molte altre città marchigiane, Ancona, è stato uno dei luoghi crocevia di molti eventi importanti. Il suo passato riecheggia attraverso l’eredità che c’è arrivata fino ai nostri giorni: il Duomo, l’Arco di Traiano, il Passetto, la Mole Vanvitelliana e molto altro.

Anche il suo nome ci racconta molto di questo passato. lo stesso nome di Ancona deriva dal greco antico Ἀγκών ovvero Ankón. Gli abitanti erano chiamati ἀγκωνίτες (anconìtes) e ciò perché venne fondata dai greci provenienti da Siracusa. Prima di loro vi era un cosiddetto emporio greco-piceno e il suo toponimo dovrebbe risalire proprio a quel tempo. Ankón (Ἀγκών) rimanda al significato di “gomito” ovvero il luogo dove veniva praticato il culto di Diomede. Venerato come benefattore, Diomede, secondo il mito, era l’eroe della giustizia figlio di Tideo e di Deipile fu uno degli eroi achei nella guerra degli Epigoni e in quella di Troia.

Quindi il significato è greco, come d’altronde, per la paola Conero – κόμαρος (kòmaros) – che significa “corbezzolo” letteralmente il Conero è il Monte dei corbezzoli. Il corbezzolo è un albero presente nei boschi del Conero e che produce dei frutti rossi molto importanti per la venerazione del culto di Dionisio.

Si può dire “entra le Marche”?

30 Gennaio 2019turismomarche
Entriamo a gamba tesa nel dibattito dell’Accademia della Crusca proponendovi la nostra interpretazione.

L’Accademia della Crusca, ovvero una delle istituzioni italiane che raccoglie esperti e studiosi di linguistica e filologia della nostra lingua, si è recentemente espressa su alcune particolari forme linguistiche che sono utilizzate nel parlato (soprattutto in alcuni dialetti del sud) ma che non sarebbero corrette grammaticalmente. L’osservazione di uno degli esperti rifletteva sulla possibilità di costruire il “verbo sedere con l’oggetto diretto di persona: siedi il bambino, siedilo lì”. Il quesito posto da molti utenti ha avuto una risposta che ha scatenato un feroce dibattito all’interno del mondo intellettuale che ha avuto come slogan principale la frase “ESCI IL CANE“.

Secondo l’Accademia infatti l’utilizzo transitivo del verbo sedere sarebbe “una costruzione nata, probabilmente, dall’assorbimento nel verbo semplice del composto causativo fare + sedere, una procedura sintetica che riguarda da tempo anche altri verbi di moto come salire e scendere ma anche uscire e persino, al sud, entrare, che in molti italiani regionali (non solo meridionali) ammettono, specie all’imperativo, il complemento oggetto (sali/scendi il bambino dalla nonna, esci il cane)”.

Nella sua riflessione, l’esperto Vittorio Coletti afferma che è la costruzione transitiva di sedere è lecita in quanto accolta nell’uso anche se “non ha paralleli in costrutti consolidati con l’oggetto interno come li hanno salire o scendere”. Non vedendo il motivo di proibirla, l’autore dell’Accademia, definisce problematica anche una sua definizione “transitiva” perché “la prova di volgere il verbo al passivo (accertata invece ormai per salire, specie nel linguaggio alpinistico col valore di scalare: la cima è stata salita da…) non sembra per ora reggere (la mamma ha seduto il bambino sul seggiolino ma *il bambino è stato seduto sul seggiolino dalla mamma) come del resto non regge per altri verbi in costruzione transitiva non passivabile (per es. si può dire ho dormito un lungo sonno ma non *un lungo sonno è stato dormito da me)“.

E’ un processo attraverso il quale sono passate altre lingue, come per esempio il francese e l’inglese, e dove forse passeremo anche noi tra duecento anni. Ma la domanda è: si può dire “entra le Marche”? Non sappiamo sciogliervi il dubbio linguistico ma siamo sicuri della risposta. Sì, fate entrare le Marche nella vostra lista degli itinerari da visitare in questo 2019.

QUI trovate l’articolo dell’Accademia della Crusca che ha acceso il dibattito.

Cos’è il ciauscolo?

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30 Gennaio 2019turismomarche
Oggi vorremmo presentare a tutti i non marchigiani uno dei prodotti tipici delle nostre zone.

Non potevamo non dedicare un articolo speciale per uno dei più rinomati prodotti della nostra terra: il ciauscolo. Innanzi tutto dovreste sapere che la sua denominazione subisce alcune varianti: ciaùscolo, ciavuscolo o ciabuscolo dipende dalle zone e dalle varie interpretazioni. Secondo alcuni l’origine, anche del nome, risale al romano “cibusculum” ed in ogni caso ai salumi freschi in commercio durante l’età longobarda. La stessa parola, come si può comprendere, rimanda ad un “minuto” “cibo” anche se numerose sono le sue interpretazioni (secondo alcuni studiosi ciabuscolo potrebbe addirittura essere l’unione di tre parole latine: chiudere – brodo – intestino crasso).

Originario nelle zone sud della nostra Regione, lo trovate in particolar modo su tutte le tavole della provincia di Macerata, Ascoli, Fermo ed anche Ancona. Stiamo naturalmente parlando dello speciale insaccato di origine contadina. Curiosa è la sua storia e la sua diffusione pensate che uno dei primi documenti in cui compare il suo nome è conservato a Macerata risalente al 1696 che si riferisce ad un prezziario di Belforte del Chienti.

Nel 2006, il ciauscolo ha ottenuto l’IGP ovvero l’Indicazione geografica protetta nazionale. Dopo appena tre anni il riconoscimento IGP è attestato anche dall’Europa (anche se il riconoscimento IGP è valido solo per quello prodotto nelle province di Ancona, Macerata ed Ascoli Piceno).

Com’è fatto? Ognuno ha una ricerca particolare data dall’aggiunta di aromi ma la materia prima è sempre la stessa: un ottimo impasto di carne suina. Dentro c’è un mix di carne derivante da spalla, pancetta, prosciutto, lombo e lardo principalmente oltre che un’aggiunta di aromi come il vino bianco ed il pepe.

Ha bisogno di una stagionatura di almeno 15 giorni ed ha un aspetto di colore rosato. Se siete in giro nella nostra Regione dovreste provarlo, è uno dei nostri prodotti tipici e magari lo dovreste accompagnare con un ottimo vino. Lo potrete spalmare, caratteristica dovuta all’impasto della carne ed alle specifiche tecniche di lavorazione, se siete nell’alto maceratese e nell’entroterra ascolano (dove la percentuale di grasso all’interno dell’insaccato è maggiore) o potrete assaggiarlo dentro di un buon pane o di una buona focaccia se siete altrove.

Periodo dell’anno consigliato per assaggiarlo: SEMPRE.

Le Marche un itinerario romantico

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26 Gennaio 2019turismomarche
Per San Valentino e non solo: un itinerario romantico nella nostra Regione.

Il nostro viaggio inizia con un libro: “Le grandi storie d’amore della Terra di Marca” di Adolfo Leoni edito dalla casa editrice. Una raccolta di racconti d’amore nelle stupende terre della zona sud della nostra Regione. Un libro che sicuramente apprezzeranno gli amanti delle nostre terre. Attraverso le storie, l’autore, ci accompagna in un percorso che non dimenticherete facilmente e che oggi vi presentiamo. Le storie fanno parte di racconti popolari e di affascinanti storie che meritano di essere raccontate.

Anche nel libro c’è la metafora del viaggio che muove il desiderio come quello di Ulisse per la sua Penelope. Quindi, preparate il vostro zaino e partite. Il viaggio inizia con la storia d’amore tra Imelda e Lotario e l’Abbazia di Santa Croce al Chienti storie di altri tempi, di cavalieri, monaci e guerrieri. La seconda tappa è il luogo degli amanti a Belmonte Piceno, poi la storia di Cerreto (frazione del paesino Montegiorgio) che ci riporta indietro nel tempo con la storia di un cavaliere templare fuggito dalla persecuzioni. Luoghi d’amore sono anche i Sibillini con la sua Sibilla, donna sconosciuta, Dea e sicuramente donna amata. C’è la stupenda Torre Matteucci a Fermo luogo che non viene sovente citato nelle guide ma imprescindibile. C’è anche la storia più conosciuta quella che ci porta nella Grotta degli Amanti di Torre di Palme dove due innamorati si ritrovano e si suicidano piuttosto che vivere una vita lontani.

Insomma, un itinerario da percorrere attraverso le storie narrate, una terra da conoscere.

Anche i norvegesi consigliano le Marche

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26 Gennaio 2019turismomarche
Un importante magazine norvegese che si occupa di turismo, il Magasinet Reiselyst, parla della nostra Regione.

Dopo il Times, che poche settimane fa aveva consigliato le Marche come nuova meta turistica, è il turno di un magazine norvegese. Infatti, nell’ultimo numero uscito nelle edicole norvegesi, anche questo importante magazine ha messo in rilievo la nostra Regione. Il giornale si chiama Magasinet Reiselys ed è una importante rivista di viaggi che ha 10 edizioni l’anno. Il fondatore, Ronny Frimann, è uno dei più grandi esperti di viaggi, specialmente in località marine data anche la sua passione per il mondo subacqueo, della Norvegia.

All’interno dell’ultimo numero troverete un bell’articolo con varie destinazioni del nostro territorio. Ci sono i Sibillini naturalmente, c’è Torre di Palme, Moresco e molto altro. Di seguito vi riportiamo le due pagine della rivista norvegese.

Il programma della Tirreno-Adriatico 2019

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20 Gennaio 2019turismomarche
Queste le tappe di una delle competizioni ciclistiche più importanti d’Italia. Come da tradizione, si arriva nelle nostre Marche e si parte dall’altra sponda dell’Italia.

La Tirreno-Adriatico è una delle corse a tappe di ciclismo maschile su strada più rinomata d’Italia. Si svolge nel mese di marzo e quest’anno si correrà dal 13 al 19 marzo. La prima edizione si svolse nel 1966 e quindi ad oggi siamo alla sua 54esima edizione. Per chi se ne intende un po’ più di ciclismo è una di quelle competizioni che (date le sue caratteristiche) è il perfetto trampolino di lancio per la Milano-Sanremo.

E’ conosciuta anche come la corsa dei due mari perché appunto parte da una località del mar Tirreno e arriva in un’altra del mare Adriatico. L’ultima tappa è da sempre (tranne nella prima edizione dove si arrivò a Pescara) San Benedetto del Tronto. Moltissime sono i corridori di fama internazionale che accorrono a questa competizione insieme alle migliaia gli appassionati di ciclismo.

Anche quest’anno sono 7 le tappe, si parte a Lido di Camaiore in provincia di Lucca. Nelle Marche si arriva con la quarta tappa quella che parte da Foligno e arriva a Fossombrone. Sarà quella più dura assieme alla successiva dove si attraverseranno le magnifiche strade ondulate fino al passaggio di Fossombrone ed il finale sul Muro dei Cappuccini che si troverà a pochissimi chilometri dal traguardo finale.

A partire dalla quinta tappa si attraverseranno soltanto le Marche: si parte da Colli al Metauro e si arriva a Recanati, passando per Marotta, Senigallia, Loreto.

La sesta tappa è per velocisti con una prima parte difficoltosa. “Da Matelica di effettua un breve semi-circuito prima di puntare su Castelraimondo e San Severino Marche. Scalata del Valico di Pietra Rossa verso Cingoli e ondulazioni continue tra Apiro e Montecarotto. Da qui la strada diventa pianeggiante e porta a Jesi dove la corsa effettuerà 3 giri di un circuito di 12.3 km.”

Settima ed ultima tappa la cronometro individuale a San Benedetto del Tronto conn gli ultimi 2.5 chilometri totalmente rettilinei.

Le opere di Banksy in mostra ad Osimo

20 Gennaio 2019turismomarche
Uno dei più famosi writer del mondo sarà in mostra ad Osimo.

Ebbene sì, la notizia è di quelle che non vi sareste mai aspettati: il famosissimo artista inglese ancora anonimo dopo numerosi anni di attività in tutto il mondo, sarà in mostra ad Osimo. Una delle più famosi eccellenze nel panorama mondiale dell’arte contemporanea nella stupenda località marchigiana. Un connubio veramente interessante che convoglierà migliaia di turisti nella nostra Regione. Ora però vi diamo tutte informazioni che dovreste sapere.

Quando e dove?

La mostra sarà visitabile dal 28 marzo al 7 luglio all’interno del meraviglioso palazzo Campana, in piazza Dante, nel centro di Osimo.

Ma chi è questo Banksy?

Sappiamo che Banksy è un artista di Bristol. Uno dei più grandi esponenti della street art di cui non si conosce la sua identità. Le sue opere riguardano i grandi temi d’attualità: dalla politica all’ambiente, dalla cultura all’etica della nostra società. Temi che affronta con ironia, talvolta anche cruda come la sua ultima opera testimonia. I suoi murales sono apparsi in svariate parti del mondo tra cui Gaza, Cisgiordania, Inghilterra, Italia, Francia e in tanti altri stati europei e non solo. I murales vengono eseguiti con la tecnica dello stencil. Ultimamente l’artista è salito agli albori della cronaca per aver installato un congegno elettronico all’interno di una sua opera. Il congegno si è attivato distruggendo il quadro stesso mentre lo stavano battendo all’asta.

Quali opere saranno visibili?

Le opere che potranno essere ammirate sono quelle che ora si trovano in mostra a Firenze a Palazzo Medici Riccardi. L’esposizione fiorentina si chiama “BANKSY This is not a photo opportunity” ed ospita le sue immagini più celebri. C’è quella della bambina con il palloncino rosso in mano (Balloon Girl) c’è quella di Pulp Fiction, il black block che lancia dei fiori (Power of flowers), l’emoticon che diventa la faccia di un poliziotto e tutte le più famose.

Quali sono stati i suoi murales più celebri?

Ecco le sue provocazioni più importanti. QUI trovate il suo sito che apre con l’ultima stupenda opera.

Quando viaggiare? Ecco tutti i ponti ed i festivi del 2019

14 Gennaio 2019turismomarche
Consigli per un viaggio nella nostra stupenda regione. Quando? Ecco a voi l’elenco di tutti i giorni di festa ed i ponti del nuovo anno.

Conoscete tutti i giorni rossi nel vostro calendario? Li avete già studiati? Quali sono i ponti del 2019? Beh, noi vi consigliamo di dargli un’occhiata. Abbiamo inserito anche i giorni festivi di alcune delle principali città italiane.

Diciamo che l’attesa fino alle prossime festività è lunga, dovremmo aspettare Pasqua e quindi aprile. Considerate che però, con un po’ di anticipo e programmazione, potreste prender due settimane di ferie – chiedendo pochi giorni – tra Pasqua e primo maggio. Poi Ferragosto cade di giovedì e poi Natale di mercoledì (perfetto per comprar i regali e per smaltire dalle mangiate).

domenica  21 aprile, Pasqua

lunedì 22 aprile, Lunedì dell’Angelo

giovedì  25 aprile, Festa della liberazione

mercoledì  1 maggio, Festa dei lavoratori

domenica 2 giugno, Festa della Repubblica

lunedì 24 giugno, San Giovanni Battista, patrono di Firenze

sabato 29 giugno, San Pietro e Paolo, patroni di Roma

giovedì 15 agosto, Ferragosto

giovedì 19 settembre, San Gennaro, patrono di Napoli

venerdì 4 ottobre, San Petronio, patrono di Bologna

venerdì 1 novembre, Giorno dei Santi

sabato 7 dicembre, Sant’Ambrogio, patrono di Milano

domenica 8 dicembre, Immacolata concezione

mercoledì 25 dicembre, Natale

giovedì 26 dicembre, Santo Stefano

martedì 31 dicembre, San Silvestro

mercoledì 1 gennaio 2020, Capodanno

Un viaggio a Jesi, città in mezzo alla Storia

14 Gennaio 2019turismomarche

Jesi è una città a metà strada tra il mare e la montagna. Un luogo da non perdere e da conoscere. Perché visitarla? Scopriamolo insieme e ripercorriamo la sua Storia.

Secondo la tradizione, fu fondata da Esio, re dei Pelasgi che donò a Jesi il simbolo di un leone rampante. La fondazione di Jesi avvenne in realtà grazie agli Umbri, cui seguì la conquista della città da parte degli Etruschi, che ampliarono il loro dominio fino al mare Adriatico.

Il fiume Esino divenne nel IV secolo il confine meridionale naturale del dominio dei Galli Senoni, i quali  trasformarono Jesi nell’ultima roccaforte di difesa contro i Piceni.

Jesi venne trasformata in una colonia civium romanorum con la battaglia del Sentino del 295 a.C. con la quale Roma sconfisse definitivamente i popoli Italici. Ha origine in tal modo il municipium di Aesis caratterizzato da una struttura urbanistica corrispondente al modello del Castrum, modello sostanzialmente intatto, sebbene attualmente esso appaia armoniosamente fuso con i segni monumentali della successiva città medioevale.

Con la dissoluzione dell’Impero Romano d’Occidente, Jesi, venne inclusa nella dodicesima provincia bizantina della Pentapoli mediterranea. Nel 756, insieme ad altre città, finì sotto la giurisdizione della chiesa, dando inizio al potere temporale dei Papi. Con l’incoronazione, nell’800, di Carlo Magno a Imperatore, Jesi, pur appartenendo alla Chiesa, ricadde sotto la giurisdizione imperiale ed entrò a far parte della nuova contea della Marca.

Nel 999 l’Imperatore Ottone III riconsegnò alla Chiesa otto contee, tra cui quella di Jesi. A partire da questo periodo prese forma la struttura feudale della città.

Attorno al 1130 Jesi diventò libero Comune con un proprio governo autonomo, Podestà, Consoli e Scuole di Arti e Mestieri. L’elaborazione degli Statuti avvenne contemporaneamente alla costruzione dei palazzi del Podestà, del Comune e della Cattedrale intitolata a S. Settimio. Durante il XII secolo e quello successivo, si fortificarono le mura sul tracciato di quelle d’epoca romana.

Molto importante è l’episodio che accadde in questi anni. Infatti, la città ha anche avuto l’onore di dare i natali all’imperatore Federico II nel 1194. Si narra che durante un viaggio verso Palermo, l’imperatrice Costanza dovette interrompere il viaggio proprio nella stupenda città marchigiana e partorì suo figlio in quella che oggi è la piazza principale della città.

Per l’occasione nella piazza oggi conosciuta come piazza Federico II si innalzò un baldacchino e davanti ad autorità e cittadini nacque Federico. Divenuto adulto, nell’ agosto del 1239 l’imperatore inviò una lettera agli jesini nella quale espresse il suo amore e senso di protezione verso la sua città natale conferendole il titolo di “Città Regia“.

Le fortune politiche di Jesi furono legate per anni a quelle di Federico II e dei suoi figli Enzo e Manfredi con l’ottenimento di “privilegi imperiali” seguiti da inevitabili “scomuniche ecclesiastiche”.

La crisi delle Istituzioni comunali e il successivo avvento di potenti famiglie come quelle dei Malatesta, Braccio da Montone, di Francesco Sforza aprì l’età delle Signorie.

Nel 1447 Francesco Sforza cedette Jesi alla Chiesa vendendola al Papa. La fine del periodo signorile e la ricomposizione dell’assetto comunale avviarono una grande ripresa economica, demografica e soprattutto
edilizia della città. A partire dalla seconda metà del Quattrocento, si modificò profondamente il volto architettonico della città con la costruzione di nuove chiese e palazzi e la progressiva espansione urbanistica fuori dalla cerchia delle vecchie mura.

Risalgono a questo periodo il rafforzamento del sistema difensivo cittadino ad opera del fiorentino Baccio Pontelli, la costruzione su progetto del senese Francesco di Giorgio Martini del Palazzo della Signoria, uno dei più bei palazzi monumentali della Marca.

Accanto alla rinascita economica ed edilizia ci fu quella culturale: il pittore veneziano Lorenzo Lotto realizzò per alcune Chiese della città capolavori assoluti d’arte e spiritualità; Federico de’ Conti da Verona stampò a Jesi nel 1472, una delle primissime edizioni della Divina Commedia e Ciccolino di Lucagnolo, cesellatore raffinato e maestro di Benvenuto Cellini sviluppò e perfezionò l’arte orafa.

Verso la fine del 500 l’oligarchia locale, costituitasi ormai solidamente in ceto di proprietari terrieri rivendicò a sé tutto il potere politico e amministrativo, potere che mantenne fino alla seconda metà del 700.

Nel 1797 le truppe napoleoniche posero fine sia al monopolio nobiliare che al dominio sul Contado.

Due riferimenti storici più significativi da segnalare per il secolo XVIII: la trasformazione architettonica ed urbanistica della città e la nascita di Giambattista Pergolesi e Gaspare Spontini, due grandi personalità nel
campo della musica che si affermarono in tutta Europa.

Nel 1808 con l’annessione delle Marche al Regno Napoleonico, Jesi divenne uno dei capoluoghi di distretto del Dipartimento del Metauro. Dopo la restaurazione del 1815 cominciò a prendere forma una concezione
laica e borghese dello Stato.

Nei primi decenni dell’800 iniziò a Jesi un graduale processo di industrializzazione con la nascita delle prime manifatture per la seta. Le vicende risorgimentali che condurranno alla unità d’Italia coinvolsero diversi personaggi jesini tra cui il Marchese Antonio Colocci eletto nel 1849 quale rappresentante della Provincia di Ancona all’Assemblea Costituente della Repubblica Romana e poi, dopo l’Unità, quale deputato e Senatore del Regno.

Il 15 settembre del 1860 i bersaglieri entrarono a Jesi mentre cinque giorni più tardi, nella vicina Castelfidardo la sconfitta dell’esercito papale ad opera delle truppe piemontesi sanciva la definitiva unione delle città al Regno d’Italia.

Jesi è oggi definita dall’UNESCO “Città esemplare” per la conservazione dei tesori artistici ed architettonici. È contornata da meravigliosi vigneti che danno vita al Verdicchio e nella sua Pinacoteca ospita ben cinque opere di Lorenzo Lotto. Si può quindi definire Jesi un connubio perfetto di arte, storia e cultura che la rendono una tappa imperdibile ed unica.

di Beatrice Perroni

Recanati, Osimo, Macerata e San Severino Marche in televisione

14 Gennaio 2019turismomarche
Il programma domenicale Linea Verde ha fatto tappa nella nostra Regione.

Ancora una volta si parla delle nostre stupende città del maceratese. Questa volta ad occuparsene è la trasmissione Linea Verde, che, approdata nelle Marche incontra la contessa Olimpia Leopardi e quindi Casa Leopardi. Si parlerà quindi del nostro poeta recanatese ed in particolare della sua poesia Il Sabato del Villaggio che verrà raccontata dal noto attore Gabriele Lavia.

Si attraverseranno poi le nostre colline incontrando anche i produttori di olio, vino e cereali. La seconda tappa è Macerata e poi San Severino Marche per seguire la raccolta delle olive orbetane. Le ultime tappe del viaggio saranno Osimo ed il monte Conero: la grotta di piazza Dante e il viaggio nel Castello di Malleus.

Qui il programma completo.

The Times consiglia le Marche

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14 Gennaio 2019turismomarche
L’importante testata londinese parla della nostra Regione nell’inserto della sua edizione domenicale.

Città medievali, esperienze in agriturismi, le nostre spiagge. Di tutto ciò parla l’articolo uscito nell’edizione domenicale dell’importante quotidiano britannico The Times. Si intitola “Forget Tuscany” dimenticate la Toscana, scoprite le colline e le spiagge delle Marche.

“Iniziamo dal nome: è pronunciato “lay-mar-kay”, ma gli inglesi la chiamano Marche. Questa regione orientale è sempre rimasta ai margini, un tempo erano terre di confine del grande Stato pontificio e oggi in ombra rispetto alle più famose Toscana ed Umbria, le regioni vicine. E tutto ciò è meglio per i turisti.”

Inizia così il viaggio di The Sunday Times che percorrerà le nostre più importanti città da Senigallia fino a Portonovo toccando i Monti Sibillini e la nostra stupenda Urbino. Leggete il reportage qui.

 

L’elenco di tutti i concerti fino all’Estate2019

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9 Gennaio 2019turismomarche
E mi raccomando non perdetevene neanche uno.

Le Marche stanno diventando meta di grandi concerti. Nell’attesa di RisorgiMarche, di Jovanotti e di Slash ecco l’elenco di tutti i concerti che si svolgeranno nella nostra regione.

GENNAIO

Calcutta il 17 Gennaio al PalaPrometeo di Ancona

Tiromancino il 19 al Palariviera di San Benedetto del Tronto

Pablo Osvaldo il 20 all’Heartz a Fermo

FEBBRAIO

Subsonica il 9 al PalaPrometeo di Ancona

Emma Marrone il 22 al PalaPrometeo di Ancona

MARZO

PFM il 14 al Teatro delle Muse di Ancona

Alborosie il 16 al Mamamia di Senigallia

Dodi Battaglia il 22 al Teatro delle Muse di Ancona

Fedez il 28 al PalaPrometeo di Ancona

Gazzelle il 30 al Mamamia di Senigallia

APRILE

Roy Paci il 4 al Teatro La Perla di Montegranaro

PFM il 12 al Palariviera di San Benedetto del Tronto

Claudio Baglioni il 18 all’Adriatic Arena di Pesaro

Anastasio il 24 al Mamamia di Senigallia

MAGGIO

Ultimo il 12 al PalaPrometeo di Ancona

Cosa fare per la #Befana2019?

31 Dicembre 2018turismomarche
Conoscete la Festa Nazionale della Befana ad Urbania?

L’epifania tutte le feste porta via” come recita un proverbio italiano, e quindi è bene aspettarle ancora festeggiando. L’ultima festa natalizia è quella della befana, una tipicità per la nostra penisola anche se è conosciuta anche al’estero. La tradizione narra di una signora molto anziana che vola su di una scopa per visitare i bambini nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio, riempendo le calze dei più piccoli. Quindi mentre i più piccoli stanno aspettando che la calza si riempi, sperando di non trovar carbone, vi consigliamo un tour in un luogo stupendo: Urbania.

Urbania è un piccolo paesino che ha origini medioevali e rinascimentali, potrete visitare le sue bellissime chiese ed anche la Concattedrale di San Cristoforo martire oltre che i suoi stupendi palazzi, quello Comunale e quello Ducale. Qui c’è una scheda del paesino con i vari monumenti da visitare e non solo. Dovete sapere che nei primi giorni di Gennaio, il paesino, si prepara ad accogliere la Festa Nazionale della Befana. Se quindi non avete ancora nulla di programmato, vi consigliamo un bel giro nello stupendo paesino in provincia di Pesaro ed Urbino.

Sono esattamente quattro i giorni di festa, dalla mattina fino alla sera. Troverete un’atmosfera bellissima con centinaia di calze appese lungo il paesino, gli artisti di strada, gli spettacoli a tema, l’arrivo della Befana, i mercatini, la musica, i giochi per grandi e per piccini. Insomma, moltissime cose per cui non dovreste perdervi questa bellissima festa.

QUI trovate tutto il programma completo.

Cinque foto stupende del 2018

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31 Dicembre 2018turismomarche
Sono cinque foto fatte da bravissimi autori e che noi vi proponiamo per rivivere l’anno appena passato.

Come descrivere meglio la nostra Regione se non attraverso delle foto scattate da veri e propri artisti? Si chiamano Valerio Bei, Matteo Pipponzi FeliciDorian Pellumbi, Flavio Romagnoli e @gian.pa.ce i fotografi che oggi vi presentiamo. Seguiteli su Instagram perché ne hanno fatte veramente molte di foto e molto belle. Hanno immortalato le nostre zone come nessun altro.

I loro scatti che vi proponiamo parlano dei Monti Sibillini, della bellissima località di Montefalcone Appennino, della stupenda Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, della Basilica della Santa Casa di Loreto (nei giorni di Burian) e di un panorama urbinate.

Questi sono anche gli itinerari che vi consigliamo per un 2019 all’insegna della scoperta di nuovi luoghi e di escursioni che non dimenticherete facilmente.

 

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L’Oroscopo di Paolo Fox per il 2019

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27 Dicembre 2018turismomarche
Ci saranno molte sorprese anche quest’anno, si dice che sia l’ “anno delle rotture”. Vediamo quali sono i segni più fortunati secondo Paolo Fox ed i nostri consigli.

Ariete

“Per l’Ariete il senso di precarietà che sta passando tenderà a scomparire. Non perché arrivano conferme a lunga scadenza, ma perché non si dovrà più faticare per ottenere ciò che si desidera. Il 2019 per l’Ariete è un anno liberatorio, progettuale e di nuove certezze”.

Paese da visitare: San Benedetto del Tronto

Toro

“Per il Toro il 2019 sarà un anno caratterizzato da visioni ottimistiche. Non ci sarà più l’opposizione di Giove e i nati sotto questo segno ritroveranno un buon assetto finanziario. La vita di coppia del Toro ripartirà e ci sarà la possibilità di fare grandi scelte”.

Paese da visitare: Ancona

Gemelli

“La prospettiva per il Gemelli per il 2019 è ottima: accordi e strategie professionali, fase di sperimentazione e possibilità di guardare all’orizzonte arrivando lontano. Per quanto riguarda l’amore invece resisteranno soltanto le storie che sono davvero importanti”.

Paese da visitare: Roccafluvione

Cancro

Per i Cancro invece lo stato d’incertezza sarà un amico fedele per l’inizio del 2019. Avrete qualche discussione se avete un capo che si oppone alle vostre idee. “Tolleranza zero” è il vostro motto. Il Cancro dovrà fronteggiare maggiori difficoltà a causa dell’opposizione con Saturno.

Paese da visitare: Montecosaro

Leone

“Il Leone è tra i segni più forti del 2019 e il successo non mancherà. Il 2019 sarà anche un anno utile per ritrovare la tanto attesa stabilità amorosa”.

Paese da visitare: Fano

Vergine

“Per i Vergine l’importante è non esagerare soprattutto con le spese. La fine dell’anno soprattutto porterà delle bellissime notizie”.

Paese da visitare: Gabicce Mare

Bilancia

“I dubbi nati negli ultimi mesi non saranno subito risolti per i nati sotto il segno della Bilancia. In estate in particolare sarà necessario potare qualche ramo vecchio, che rappresenta per voi il superfluo”.

Paese da visitare: Serra San Quirico

Scorpione

“Lo Scorpione dovrà ottimizzare le uscite dato che a fine 2018 ha avuto un po’ le “mani bucate”. Si potrà desiderare un trasferimento nel lavoro che porterà il giusto riconoscimento dei proprio meriti”

Paese da visitare: Polverigi

Sagittario

“Per il Sagittario il 2019 è un anno di grandi trasformazioni soprattutto per chi ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni. Importante sarà rimettersi in gioco e ribellarsi a qualche schema prefissato”.

Paese da visitare: Camerano

Capricorno

“Nel 2019 il Capricorno dovrà essere propositivo e positivo, mai retroattivo e rinunciatario. Ci sono tutte le occasioni per diventare protagonisti”.

Paese da visitare: Osimo

Acquario

“Il 2019 è un anno importante anche per gli Acquario, per cui le esperienze passate sono decisive per fare un bel balzo in avanti verso la realizzazione di un desiderio”.

Paese da visitare: Montelupone

Pesci

“I nati sotto il segno del pesci nel 2019 dovranno sfruttare tutte le chance che arrivano. Il 2018 ha gettato le basi per nuovi progetti, Saturno sarà ancora complice. Preparatevi a vincere anche sfide impossibili”.

Paese da visitare: Fermo

5 cose da fare a Capodanno nelle Marche

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27 Dicembre 2018turismomarche
Che progetti avete per questo fine anno? Ecco a voi 5 eventi a cui non potete proprio mancare.

CAPODANNO IN PIAZZA A FERMO

A Fermo ci saremo anche noi, che siamo partner dell’evento, con Dj Mozart, Mario Mazzaferro, Righeira, Stefano Castori e Robbie Vee.  Si ballerà e ci sarà musica e divertimento quindi.  per la seconda edizione dell’Happy New Year in Piazza del Popolo. Dalle ore 22 naturalmente con la musica anni ’70, ’80 e ’90.

CAPODANNO IN PIAZZA A SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Quest’anno i protagonisti dell’ultimo giorno dell’anno nella nostra stupenda San Benedetto del Tronto saranno i Gemelli Diversi. Un evento stupendo che si svolgerà tra Piazza Giorgini e Viale Buozzi. Anche a San Benedetto del Tronto si ballerà quindi con la musica anni ’90/’00.

CAPODANNO A TEATRO A FANO

Se volete fare qualcosa di diverso, andate a Fano, che come ogni ultimo dell’anno apre le porte del suo Teatro della Fortuna. Dalle 22 “Il Giro del Mondo in Ottanta Minuti” poi il brindisi e l’irriverente “Ride Bene Chi Ride Il Primo”.

CAPODANNO A SENIGALLIA

Ecco a voi la tipica festa di Capodanno di Senigallia. Ci sarà Gene Gnocchi al Teatro La Fenice alle 21.30, appuntamento poi a piazza del Duca alle 23 per la Gran Festa di Capodanno con musica live. Alla stessa ora c’è il Winter Jamboree New Year’s Eve Party per aspettare le 24 tutti assieme ballando. Alle 24 il Castello incantato illuminerà tutta la città con lo spettacolo pirotecnico.

TUTTI I CAPODANNI A MACERATA

A Macerata si festeggiano tutti i Capodanni del Mondo! Si inizia con l’orario della Nuova Zelanda alle 12 seguono Giappone, Singapore, Russia, Cina, Mongolia, India, Dubai, Russia e poi Italia a mezzanotte e poi si va in Scozia, Portogallo, Brasile. Qui trovate l’evento con tutte le location.

Gli articoli più letti del 2018

27 Dicembre 2018turismomarche
Quali sono stati gli articoli più letti nel nostro portale?

La nostra redazione vi fa i migliori auguri per un 2019 all’insegna del turismo di qualità e delle Marche naturalmente. Con ciò, vogliamo anche mostrarvi gli articoli più letti all’interno del nostro portale marchetravelling.com.

Secondo googleanalytics siamo andati molto bene anche quest’anno e sempre secondo il motore di ricerca questi sono gli articoli che più persone hanno letto.

5. I 4 paesi affacciati sul mare delle Marche tutti da visitare

Le Marche, bagnate da nord a sud dal Mare Adriatico, presentano un gran numero di borghi e paesi affacciati sul mare: ecco i 4 posti che devi assolutamente visitare.

4. I 4 castelli delle Marche assolutamente da visitare

Castelli delle Marche da visitare. Ecco i 4 castelli medievali delle Marche da non perdere: da Mondavio ad Arquata del Tronto, le 4 tappe per un tour nella Marche medievale.

3. 5 personaggi illustri delle Marche

La storia delle Marche è raccontata attraverso l’operato di 5 personaggi illustri che hanno dato un forte contributo alla realtà della nostra regione.

2. Le 7 meraviglie da vedere nelle Marche

Ecco i 7 luoghi da non perdere nella tua vacanza nelle Marche, meraviglie uniche da visitare. Vi consigliamo 7 luoghi considerati delle meraviglie, che non puoi assolutamente perdere nel tuo viaggi …

1. L’elenco di tutte le sagre d’estate nelle Marche

Abbiamo pubblicato le 5 sagre che non dovreste perdervi ed alcuni di voi ce ne hanno segnalate altre. Allora abbiamo deciso di pubblicare l’elenco di tutte le sagre delle Marche per l’Estate 2018!

 

Cosa regalare quest’anno

19 Dicembre 2018turismomarche
Continuano ad andar di moda i coupon nelle spa e nei soggiorni benessere, i libri e i viaggi. Ecco i nostri consigli!

Se ancora non avete fatto il regalo per questo Natale 2018, vi consigliamo dei regali last-minute a tema viaggi e Marche.

UN SOGGIORNO NELLA NOSTRA REGIONE

Per deformazione professionale, non possiamo non consigliarvi di regalare un coupon soggiorno all’interno del nostro circuito di clienti. Cercate il paesino che più vi affascina e che volete visitare all’interno del nostro sito e all’interno della scheda del paese troverete tante soluzioni su dove alloggiare. Contattate i nostri clienti perché molti di loro stanno facendo delle offerte imperdibili. Qui sotto ve ne riportiamo alcune.

UN FILM GIRATO INTERAMENTE NELLE MARCHE

Ve ne avevamo parlato qui. Quest’anno è uscito un bel film girato interamente nel Montefeltro e che parla di una storia delle nostre zone. Quindi, per invitare nella nostra Regione gli appassionati di cinema e di storia, dovreste regalare il film La Banda Grossi, uscito recentemente in bluray ed acquistabile qui.

UN LIBRO SU STORIE D’AMORE NELLE MARCHE

«Imelda, Cameria, la Duchessa… e poi Lotario, Saporoso, il Cavaliere… Come un’amante gelosa la nostra Marca custodisce e conserva grandi storie d’amore. L’amore può avere connotati anche diversi: amore per la propria donna, la propria terra, la propria famiglia, la propria comunità. Slanci, passioni, sogni. Ma c’è sempre qualcosa di più. Qualcosa che spinge, che muove, che strattona. Un amore più grande. E una infinita ricerca. Perché, scriveva Buzzati, “Non esiste nessun uomo, per quanto infelice, a cui l’eterno non abbia concesso un’occasione”». “Le grandi storie d’Amore della Terra di Marca” il nuovo libro di Adolfo Leoni che parla di amore e della nostra terra. Un’idea romantica e sicuramente originale. Un libro dal quale prendere spunto per un tour nella nostra regione. Lo trovate in libreria edito dalla Casa editrice Albero Niro.

UN BIGLIETTO PER UNO SPETTACOLO TEATRALE o PER UN CONCERTO

Si fa in fretta e da casa. Un biglietto per un grande concerto delle Marche come può esser quello di Jovanotti o di Slash. O perché no un bellissimo spettacolo all’interno di uno dei nostri antichi teatri. Qui troverete tutte le programmazioni teatrali che possono suggerirvi quale spettacolo comprare.

Tutti i presepi viventi delle Marche

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17 Dicembre 2018turismomarche
Una tradizione marchigiana da Genga fino a Falerone.

Il presepe vivente è una delle rappresentazioni italiane più caratteristiche del Natale. Il primo presepe vivente risale al 1223 e fu opera di Francesco d’Assisi, a Greccio, vicino Rieti. Da quell’anno l’arte dei presepi viventi si è diffusa rimanendo chiaramente una tradizione italiana e cristiana che però è stata esportata in tutto il mondo.

Anche nelle Marche sono molti i presepi viventi, e non, che sono organizzati nei vari comuni. I presepi non hanno soltanto un significato per i credenti, all’interno vi si possono ritrovare le rappresentazioni di arti e costumi dell’epoca. Vi suggeriamo un percorso da sud a nord tra i più belli che abbiamo visitato.

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO

40a edizione del Presepe Vivente 26 Dicembre 2018 ore 17.00, Comunanza.

Presepe vivente di Grottammare dal 26 Dicembre al 6 Gennaio Vecchio Incasato – dalle ore 16.30 a Grottammare.

Presepe vivente di Altidona, il 25 e 26 dicembre ad Altidona.

PROVINCIA DI FERMO

Presepe vivente di Falerone, Parco Archeologico di Falerone, 26 Dicembre 2018, ore 17 a Falerone.

Presepe vivente.. nel cuore di Montegranaro, 29 e 30 Dicembre (dalle ore 17.00 alle 20.00) a Montegranaro.

PROVINCIA DI MACERATA

28a edizione del Presepe Vivente, il 26 e 30 Dicembre 2018 e 6 Gennaio 2019, a Potenza Picena.

Presepe vivente interpretato dai bambini dell’infanzia, il 26 e 30 dicembre dalle 16 alle 18, a Morrovalle.

La via dei Presepi a Cessapalombo.

VII edizione Presepe Vivente a Gualdo di Macerata, 30 dicembre dalle 16:30.

PROVINCIA DI ANCONA

Presepe Vivente a Barbara il 25,26 e 30 Dicembre, l’1 e il 6 Gennaio alle ore 18:00 a Barbara.

Presepe di Genga 26 dicembre e 30 dicembre a Genga.

Il paese presepio animato il 26 ed il 30 dicembre dalle 16.30 alle 19.30 ed il 5 gennaio arrivo dei Re Magi dalle 20.30 alle 22.30 a Serra San Quirico.

Xa edizione del Presepe Vivente di Pietralacroce, 26 e 30 dicembre 2018 – 1 e 6 gennaio 2019 – dalle ore 17:00 alle 19:30 a Pietralacroce.

XXXIV edizione del Presepio Vivente del Castello di Precicchie il 26 dicembre e l’1 al 6 gennaio a Fabriano.

PROVINCIA DI PESARO URBINO

Presepe vivente di Piobbico.

Presepe Vivente di Gabicce Mare, il 26 dicembre ed il 6 gennaio alle ore 16 a Gabicce Monte.

 

5 cose da fare in questo #Natale2018

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17 Dicembre 2018turismomarche
5 cose che non potrete perdervi per nessun motivo.

Siete nelle Marche a festeggiare il Natale? Avete in programma un giro nella nostra Regione? Vorreste fare una scappata in una delle regioni più belle d’Italia? Bene ecco a voi 5 eventi che non potrete assolutamente perdervi nelle Marche.

IL PRESEPE VIVENTE DI GENGA

E’ il presepe presepe vivente più grande al mondo per estensione. Immaginate che copre una superficie di 30 mila metri quadri all’interno della Gola dei Frasassi. E’ nato nel 1981 ed è svolto dagli abitanti della stupenda Genga, circa 300 sono i figuranti. Pensate che il presepe vivente è stato visitato da più di 380 mila persone. Le rappresentazioni sono fissate per i giorni: 26 dicembre e 30 dicembre.

MERCATINI DI ASCOLI PICENO

Come ogni anno ecco Piazza Arringo si colora a festa per il Natale. Ad Ascoli Piceno c’è il bellissimo mercatino di Natale dove sarà possibile acquistare gli ultimi regali, assaporare i prodotti della nostra terra e comprare gli addobbi natalizi. Fino al 6 gennaio potrete anche pattinare all’interno della piazza dov’è stata allestita la pista di pattinaggio. Insomma, organizzatevi per un fine settimana ad Ascoli Piceno.

PATTINATA NEL CENTRO STORICO DI FERMO

Che ne dite di una pattinata nel centro storico?! Nella bellissima Piazza del Popolo di Fermo sarà possibile pattinare nella pista sul ghiaccio istallata da fine novembre. Sarà possibile ammirare la cittadina di Fermo anche dalla ruota panoramica (sì, è la stessa che hanno utilizzato Fedez e la Ferragni per il loro matrimonio).

CONCERTI DI NATALE A PESARO

Come ogni anno il Conservatorio Rossini organizza il tradizionale Concerto di Natale. Si svolgerà giovedì 20 dicembre alle 18.00 presso la Chiesa della Maddalena. Mentre la sera, alle ore 21.00, presso il Teatro Sperimentale (ingresso gratuito), la Gioachino Orchestra si esibirà assieme al coro “Gemme” della scuola primaria Missionarie della Fanciullezza di Pesaro con la partecipazione straordinaria del baritono Nicola Alaimo.

LA MOSTRA DI LORENZO LOTTO 

Durante le vacanze di Natale non potete perdervi una delle più belle mostre che si possono ammirare nel panorama artistico italiano. Stiamo parlando dell’esposizione che si trova a Macerata ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi. L’apertura è dal mar-dom, h 10-18. Le visite guidate con prenotazione obbligatoria: 22-23 e 29-30 dicembre, h 15 – 5-6 gennaio, h 15.

 

Come sarà il tempo nei prossimi giorni e durante le festività?

17 Dicembre 2018turismomarche
Il meteo per tutta la settimana, Natale e Capodanno.

Questa mattina ci siamo svegliati con la neve praticamente da nord a sud. Da questa mattina, infatti, si avranno nevicate anche a bassa quota su tutta la regione. Maltempo che si estenderà al resto d’Italia anche nella giornata. Da domani martedì 18 è previsto l’arrivo di un vasto campo anticiclonico e quindi portare il buon tempo su gran parte della penisola. Tempo che rimarrà molto freddo in tutta la regione. Da mercoledì si prevede un peggioramento delle condizioni meteo dato dall’arrivo della perturbazione Atlantica. Quindi non saranno da escludere nevicate anche a bassa quota. Soleggiato quindi nel fine settimana quando il campo anticiclonico garantirà un sole in tutte la regione.

Come passeremo le vacanze. Secondo gli esperti, il 24 Dicembre potrà essere un giorno asciutto ed in cambiamento proprio per la giornata di Natale. Giorno, che segnerà l’arrivo di un’intensa perturbazione con correnti provenienti dal Polo Nord. Un Natale gelato quindi che favorirebbe la bassa pressione e la neve fino a quote collinari.

Se quindi siamo in un mese di repentini cambiamenti climatici risulta ancora prematuro prevedere il tempo del 31 dicembre. Secondo gli analisti che stanno provando ad elaborare una tendenza, si prevede l’arrivo di neve e gelo su tutta l’Italia. Proprio nei giorni precedenti l’ultimo dell’anno, l’alta pressione migrerà verso il Regno Unito permettendo l’arrivo delle correnti fredde della Russia. Possibilità quindi di neve nelle coste del nostro Adriatico.

Di seguito qualche foto della nostra Regione innevata.

 

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La foto in copertina è di @flappese da Instagram

Le foto della prima neve nelle Marche

14 Dicembre 2018turismomarche
Ecco qualche scatto dalla nostra Regione.

Come vi avevamo anticipato, ecco a voi la prima neve nella nostra regione. Fine settimana che si preannuncia molto freddo e con possibilità di nevicate fino a bassa quota. Ecco a voi le prime foto, mi raccomando scattatene ed inviatele a andrea@turismomarche.com

La foto in copertina è di @mauro_valeri da Instagram

 

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