La Domus del Mito di Sant’Angelo in Vado

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16 ottobre 2017turismomarche

Nel suggestivo borgo di Sant’Angelo in Vado è conservato uno dei più grandi ritrovamenti archeologici degli ultimi decenni, la Domus del Mito.

Dopo numerosi anni di scavi, dall’area di Campo della Pieve a Sant’Angelo in Vado, sono stati rinvenuti dei meravigliosi resti dell’antica città romana di Tifernum Mataurense.

è stata portata alla luce un’intera Domus gentilizia eretta verso la fine del I Secolo d.C. di circa mille metri quadrati.

Straordinaria peculiarità del luogo è il ritrovamento di un elevato numero di figure a mosaico sulle pavimentazioni, principalmente legate alla mitologia classica, le quali gli hanno conferito la denominazione di “Domus del Mito”.

Su questi pavimenti, di ottima qualità e perfettamente conservati, si possono ammirare soggetti vari tutti raffiguranti l’inserimento dell’antica città nella circolazione di maestranze specializzate, e la presenza di una committenza colta e raffinata.

Nel vestibolo campeggia “il trionfo di Nettuno” con il tridente, sul carro trainato da due ippocampi, in compagnia  dalla sposa Anfitrite, sotto ai quali nuotano dei delfini.

In quello che probabilmente era il tablinium invece si può ammirare un busto di Dioniso con la corona di foglie di vite, inserito in un tondo centrale, incorniciato da una raggiera di motivi prospettici, contornato agli angoli da eleganti figurine femminili.

Nelle parte mediana della domus si apre un atrio-peristilio con mosaici geometrici, con basi modanate di colonne che sostenevano l’impluvium , il pozzo al centro, e disposti intorno almeno tre vani di rappresentanza.

Nella grande sala vi è una complessa policromia di motivi geometrici e vegetali, con un emblema esagonale centrale nel quale è visibile la testa della Medusa con i serpenti.

In quello che forse era il triclinio invece, una stanza di circa 7 x 7 metri, compare una ricchissima composizione policroma di tondi rappresentanti figure simboliche, animali reali e fantastici ed altri motivi.

E’ presente anche un riquadro centrale con scena di animali marini in lotta tra loro, mentre su un lato una fascia rettangolare esibisce una scena di caccia, con un battitore che indossa i caratteristici abiti e due cani che incalzano un capro selvatico ed un cinghiale.

Altri due vani, infine, presentano complessi e raffinati motivi geometrici, anche policromi con varie raffigurazioni.

 

Per qualsiasi informazione consultare il sito web www.domusdelmito.com

 

 

 

 

Saperi e Sapori della Mela Rosa 2017

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12 ottobre 2017turismomarche

Saperi e Sapori della Mela Rosa 2017 torna a Monte San Martino (MC), splendido borgo dei Sibillini.

Sabato 4  e Domenica 5 Novembre 2017 torna l’appuntamento con la “Mela Rosa dei Sibillini” a Monte San Martino in provincia di Macerata.

La festa, “Saperi e Sapori della Mela Rosa” aprirà al pubblico nella giornata di Sabato 4 Novembre con l’apertura degli stands di gastronomia a base di mela rosa e alle 21.30 presso la Chiesa di Sant’Agostino si terrà il concerto con Massimo Giuntini Band, musicista di Arezzo considerato uno dei maggiori interpreti della cornamusa irlandese a mantice.

Domenica 5 Novembre si svolgerà il seminario su”Saperi e Sapori della Mela Rosa“, tavola rotonda condotta da Edoardo Raspelli alla presenza di importanti personalità del mondo politico, economico, universitario delle Marche.

Per gli amanti delle passeggiate, alle ore 9.00 escursione dal Lago di San Ruffino a Monte San Martino a piedi. Ritrovo presso la trattoria Vecchio Moro, distanza da percorrere 7 Km con sosta presso l’azienda Gobbi produttrice di mele rosa ed arrivo in paese previsto attorno alle ore 12.00.

Sarà possibile, quindi, pranzare e cenare presso gli stands ed assaggiare le prelibatezze a base di mela rosa, vera eccellenza della produzione agroalimentare dell’area dei Monti Sibillini. A partire dalle 15.00, inoltre, la presenza dei visitatori verrà allietata da animazione musicale per le vie di Monte San Martino ad opera dei Jubal.

Un’occasione imperdibile per conoscere Monte San Martino, grazioso borgo situato su un’altura a strapiombo sulla valle del fiume Tenna e conosciuto anche per lo straordinario Polittico di Carlo e Vittore Crivelli (1490).

Foto: Luana Bassetti

 

L’autunno e le sue specialità, scopri le sagre di ottobre nelle Marche.

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28 settembre 2017turismomarche

Ogni stagione è caratterizzata dalle sue tipicità enogastronomiche ed in particolare quella autunnale porta con sé alcuni particolari sapori come quello delle castagne, dei tartufi, dell’olio, del miele dei funghi e tanti altri ancora. Le Marche celebrano l’autunno con una serie di appuntamenti col gusto. Specialità gastronomiche e vini pregiati locali sono i protagonisti nei numerosi eventi da non perdere.

A Pergola (PU) nelle date dell’1 – 8 – 15 ottobre 2017 si svolgerà la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato: un viaggio tra gusti e profumi, che ogni anno rappresenta il perfetto connubio tra arte, storia e sapori. Tra gli ospiti della prima domenica spicca il nome di Pippo Franco. L’8 ottobre sarà la volta di Max Pisu. Tra le tante novità anche la collaborazione con l’Aero Club Fano. Tra le iniziative culturali la Mostra Micologica a cura dell’Ass. Micologica Pergola – Alta ValCesano e la Mostra Fotografica a cura di “The Marche Experience”. E ancora cene nei vari ristoranti dell’area, punti di degustazione, animazione, spettacoli, divertimento e attività didattiche per grandi e bambini. Questa edizione 2017, inoltre, sarà caratterizzata dal connubio tra il tartufo e la deliziosa oliva ascolana. Per chi lo desidera, la Pro Loco di Pergola propone un pacchetto di iniziative per conoscere la città, le sue bellezze e i suoi prodotti tipici. Per il programma completo consultare: pergolainforma.it

Ad Urbino (PU) dal 19 al 22 ottobre 2017 si svolgerà ChocoFest, dove il cioccolato sarà l’assoluto protagonista con stand espositivi, lezioni su come preparare e lavorare la cioccolata, laboratori per coinvolgere i bambini. Qualcuno lo ha definito “il vero cibo degli dei”, quello artigianale, buono, goloso e per tutti, ma anche nella versione vegano e gluten free. Artigiani cioccolatieri con i loro stand di vendita, show-cooking, lezioni di cioccolato su prenotazione, laboratori per bambini, animazione e tanto buon cioccolato vi aspettano nel centro storico di Urbino.

Belforte all’Isauro (PU) dal 6 all’8 ottobre 2017 la Festa del Miele e dei Prodotti Autunnali, manifetsazione legata alle ricette delle nonne, dei loro dolci, delle loro marmellate, del miele gustato su una fetta di pane. Ricco il programma: musica e balli popolari, le vie del borgo si riempiranno di artigiani e i bambini potranno provare i giochi di un tempo.

Altro appuntamento interessante è quello dal 13 al 15 ottobre 2017. Felice incontro fra due eccellenze gastronomiche marchigiane è la Festa della Lacrima di Morro d’Alba (AN) e del Tartufo di Acqualagna (PU). La Festa intende celebrare le due delizie attraverso dei percorsi per gustare raffinati piatti o stuzzichini realizzati con questi due prestigiosi prodotti delle Marche. Scopri il programma completo: http://www.promorro.it/

   

A Polverigi (AN) si svolgerà la Sagra della Polenta il 7 – 8 e il 14 – 15 ottobre 2017 e a San Paolo di Jesi (AN) il 13 – 15 ottobre 2017 tutta musica e divertimento nella Festa del Vì de Visciola, un vino di nicchia molto apprezzato spesso usato per accompagnare molti dolci, abbinato al cioccolato o sorseggiato come bevanda, è un vino dal gusto morbido che mantiene dei sentori aciduli. Da secoli si produce nelle campagne della Vallesina ma la prima etichetta Vino di Visciola è del 1925. Per informazioni dettagliate: www.festadelvidevisciola.it


In provincia di Macerata segnaliamo a Cingoli (MC) l’8 ottobre 2017 Tesori del Bosco – Mostra Mercato Funghi e Tartufi, manifestazione giunta alla sua XXI° edizione con spazi per degustazione e vendita di prodotti di qualità, la mostra micologica a cura dell’Associazione Micologica Naturalistica “Monti Sibillini” di Macerata, stand gastronomico gestito dall’Associazione Avenale, ristoranti e bar con menù a tema, vin brulé e castagne ProLoco Cingoli. Vi attenderà un mondo magico con fate, gnomi, principi, principesse, streghe ed elfi presso L’Hortus della biblioteca comunale dalle ore 16.00. Il Bosco Incantato rappresentato dal “Teatro Emporio”, vi stupirà con effetti speciali e personaggi famosi delle fiabe.

A Pievebovigliana (MC) sempre domenica 8 ottobre 2017 si svolgerà la tradizionale Sagra della Castagna durante la quale sarà possibile, presso gli stand gastronomici, gustare alcuni prodotti preparati al momento. La serata sarà allietata da intrattenimento musicale.

Castagnata e Polentone e il Mercatino d’Autunno a Colmurano (MC) il 21 e 22 ottobre 2017: un weekend dedicato alla riscoperta di sapori tradizionali

A Montefalcone (FM) il prossimo 7 e 8 ottobre 2017  si apriranno le porte delle cantine degli antichi palazzi per ospitare la manifestazione Sapori d’Autunno. Le taverne si trasformeranno in accoglienti ritrovi, arricchiti da suggestive scenografie rigorosamente ispirate ai colori dell’autunno. Dagli antipasti ai dolci, con tutte le specialità della cucina paesana si potrà percorrere un prelibato viaggio gastronomico nella tradizione locale e visitare lo splendido borgo sui Sibillini. Tra gli stands gastronomici: norcina, polenta, zuppa tartufata, carne, arrosticini, patate e olive fritte, dolci tipici, immancabili castagne e pannocchie arrosto. Non mancheranno il mercatino dei prodotti artigianali, musica folkloristica con Lu Cuncirtì e La Martinicchia, animazione con giocoleria e nella giornata di domenica falconeria (terrazza panoramica) e tiro con l’arco (torre medievale). 

E ancora ad Appignano (MC)  il 13 – 14 e 15 ottobre 2017 si svolgerà Leguminaria, un evento che si è evoluto nel corso del tempo, fino ad ospitare il Concorso nazionale “CeramicAppignano” insieme ad una serie di Laboratori organizzati dalla Mav, la scuola di Ceramica di Appignano insieme ad una novità legata ai più piccolini: Legumilandia e ancora laboratori artigianali aperti nell’antica Via dei Vasai, con dimostrazioni di scultura e decorazione di volti, mini corsi e uno spazio per i più piccoli. Restano i punti fermi della manifestazione gli assaggi di legumi serviti nelle cocce tradizionali che da 500 anni compaiono sulle tavole degli appignanesi, insieme al Rosso Piceno in un clima accogliente e allegro.

A Smerillo (FM) il 15 ottobre 2017 si svolgerà per le vie del paese la tradizionale castagnata. Un’occasione per conoscere questo grazioso borgo, godere dello stupendo panorama e gustare le tipicità dei Sibillini.

A Montottone (FM) il 1° ottobre 2017 escursioni micologiche, spettacoli di falconeria e presso il palasport comunale Festa del Fungo con le sfiziosità del bosco e Mostra Micologica.

Montemonaco (AP), incantevole comune del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a 988 m.s.l.m. vi attende il 28 e 29 ottobre 2017 per la 40^ Sagra Mercato della Castagna durante la quale verranno allestiti caratteristici stands gastronomici. L’occasione giusta per gustare tanti dolci di castagne e non solo!  Il territorio di Montemonaco è ricco di castagneti secolari: qui le varietà colturali di castagno trovano, nell’ambiente puro ed incontaminato, un fattore congeniale al loro sviluppo biologico naturale senza aggiunta di concimi. La sagra si svolgerà nel centro storico dove verranno allestiti caratteristici stands gastronomici per gustare tanti dolci di castagne: castagnaccio, tronchetto, ravioli fritti, spiedini di castagne, caldarroste cotte al momento il tutto accompagnato da vin-brulè, buon vino caldo aromatizzato con spezie e zucchero.  Al mercatino si potranno acquistare, direttamente dai produttori della zona, i marroni freschi insieme ad altri prodotti tipici: tartufi, patate, miele, noci, nocciole e mele.

E castagnata sia anche a Montefiore dell’Aso (AP) domenica 15 ottobre 2017 in Piazza della Repubblica. Dalle 16 alle 18 si susseguiranno laboratori per bambini sul tema della castagna, visite guidate e spettacoli. Gli stands saranno aperti per pranzo e cena con posti al coperto e si potranno degustare preparazioni quali polenta di farina di mais al sugo di lepre, fettuccine con zucca e castagne,  fagioli con le cotiche, hamburger, pizzette fritte, castagne, dolci, vino cotto e vin brulé.

Numerose le iniziative, non avete che l’imbarazzo della scelta!

 

Magica vacanza nei Sibillini: le 4 cose da non perdere

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22 settembre 2017turismomarche

Una piccola guida alle cose assolutamente da fare per chi si trova in vacanza nella parte più magica e misteriosa delle Marche: i Monti Sibillini.

A cavallo tra Marche ed Umbria, tra le province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia i Monti Sibillini sono un massiccio montuoso calcareo dell’Appennino Centrale.
Il nome Sibillini deriva dalla Sibilla, figura mitologica che secondo la leggenda abitava la grotta situata sulla sommità dell’omonimo monte.
Le numerose leggende formatesi attorno a queste montagne rendono l’atmosfera magica.
Sui Sibillini si può vivere un contatto estremo con la natura, scoprendo anche il fascino dei borghi e delle località montane circostanti.
Ecco una guida delle cose assolutamente da fare per chi si trova in vacanza nella parte più magica e misteriosa delle Marche.

Sono due le escursioni più importanti da fare sui Monti Sibillini: la prima è il Lago di Pilato, conosciuto anche come “il lago con gli occhiali” per la forma degli invasi complementari e comunicanti nei periodi di maggiore presenza di acqua.

La seconda escursione è il Monte Sibilla dove, secondo la leggenda, è nella grotta situata nei pressi della vetta che abitava la “fata” Sibilla.
La camminata verso la cima permette di godere di uno splendido panorama su tutte le Marche.

Oltre alle straordinarie escursioni, sono assolutamente da visitare i due piccoli borghi limitrofi di Montemonaco e Acquasanta Terme.
Montemonaco è situato a 1080 metri s.l.m. nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e deve la sua fondazione ai monaci benedettini, sebbene siano state rinvenute anche testimonianze architettoniche più antiche.
Alimenta la magia del luogo il vicino Lago di Gerosa, un bacino artificiale posto alle pendici del Vettore.

Acquasanta Terme è a soli 19 km da Ascoli Piceno nonché importante centro termale.
Già dal tempo degli antichi romani erano conosciute le proprietà curative delle sue sorgenti.
Lo stabilimento termale oggi utilizza acqua sulfurea, sgorgante a 30 C°, ed è dotato di moderni reparti di cura per varie patologie.

Montefeltro: tutti i borghi da visitare e scoprire

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15 settembre 2017turismomarche

Ecco tutte le località montane ed i borghi del Montefeltro da non perdere durante la tua avventura nelle Marche.

La zona del Montefeltro interessa un ampio territorio incastonato nell’Appennino Centrale, nel nord delle Marche, a cavallo tra Emilia Romagna e Toscana. Si tratta di una terra che racconta del suo grandioso passato, e che pulsa con i ritmi delle vicine città di Urbino, da un lato, e di San Leo dall’altro.
Una storia antica visibile e vivibile, fatta di centri urbani medievali, chiese austere, conventi solitari, ma anche mulini dal fascino discreto e immutabile. Piccoli borghi che conservano antichi profumi genuini e ambienti incontaminati dalle stradine montane e panorami inaspettati.

Fulcro della zona è Urbino, capitale del Ducato di Montefeltro, una città che lascia sorpresi e affascina per il suo monumentale Palazzo Ducale, con al suo interno la Galleria Nazionale delle Marche.
Piacevoli gioielli di Urbino sono anche le tante chiese e conventi che ospitano numerose opere d’arte, la casa natale di Raffaello Sanzio, con i tanti palazzi patrizi disseminati lungo le strette vie che la caratterizzano, e ancora portali e scalinate, tra cui quella elicoidale.
L’eleganza e lo stile degli edifici e dei monumenti hanno conservato intatti il loro fascino rinascimentale, la loro importanza e la loro bellezza testimoniano la grandezza del periodo storico, inesorabilmente legato al nome di Federico da Montefeltro, che nel ‘400, grazie alla sua mente illuminata e al suo mecenatismo, rese questa città un vero gioiello e punto di riferimento culturale.
Federico richiamò alla sua corte i migliori pittori, scultori, decoratori e architetti del suo tempo che resero questo borgo un luogo perfetto, quasi “La città ideale”, il magnifico dipinto conservato proprio nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino.

Il territorio del Montefeltro, interessando non solo le Marche ma anche parte della Toscana, dell’Emilia Romagna e della Repubblica di San Marino, comprendeva molti comuni, alcuni dei quali tra il 2007 e il 2009 si sono distaccati dalla nostra regione; quelli che sono ad oggi in provincia di Pesaro Urbino, e quindi appartenenti al Montefeltro urbinate sono 15.
Piccoli borghi fortificati ancora intatti che sorgono su una serie di colline dal verde sgargiante, intervallate da speroni rocciosi.

Auditore con meno di 2000 abitanti è solo il primo in ordine alfabetico dei deliziosi borghi del Montefeltro, che ospita l’interessante Museo storico della Linea Gotica, mentre a Belforte all’Isauro, oltre al borgo antico ricostruito dall’architetto Francesco di Giorgio Martini, è possibile ammirare il castello, oggi sede della scuola di lingua e cultura italiana per stranieri “Giacomo Leopardi”, e la chiesa dedicata al santo patrono San Lorenzo.
Disteso ai piedi del monte omonimo, stretto intorno alla mole seicentesca di Palazzo dei Principi troviamo Carpegna, dove poter visitare la pieve di San Giovanni, risalente all’epoca romanica, la chiesa di San Sisto e la chiesa di San Nicolò.

A Frontino, dominato dai suggestivi tavolati rocciosi del Sasso Simone e Simoncello, si possono visitare: l’Eremo di San Girolamo, il complesso Monumentale di Montefiorentino – risalente al XIII sec. – al cui interno vi è un’opera di Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio.
Lunano invece, capace di mostrare ancora il suo antico splendore grazie al castello diroccato, troviamo il Convento di Monte illuminato, famoso perché qui San Francesco ridonò la vista ad un giovane ragazzo cieco. Fra le colline che separano la valle del Conca da quella del Foglia, Macerata Feltria sorge in prossimità dell’antica Pitinum Pisaurense, con il borgo fortificato, la torre e il Palazzo del Podestà trasformato in Museo.

A Mercatino Conca, oltre al caratteristico centro storico di notevole interesse  vi è la chiesa parrocchiale, che conserva al suo interno numerose opere di artisti locali.
Monte Cerignone si mostra invece scenograficamente abbarbicato su uno sperone di roccia, con le sue pittoresche strade lastricate che salgono fino al fabbricato dell’antica Rocca.
Montecopiolo, oggi rinomata località sciistica, è punto di passaggio obbligato tra le valli del Marecchia e del Conca, dove possiamo ammirare i resti dei castelli di Monte Copiolo, Monte Boaggine e di Monte Acuto, antichi baluardi posti a difesa del territorio.

Monte Grimano Terme, vicino al confine con la Repubblica di San Marino, è uno dei più piccoli borghi appartenenti al Montefeltro urbinate, un’oasi di tranquillità in un paesaggio collinare immerso nel verde, mentre Piandimeleto è ancora oggi visibilmente dominata dall’imponente mole del palazzo-fortezza dei conti Oliva con i suoi merli ghibellini e le sue feritoie e beccatelli.
A Pietrarubbia, bellissimo borgo i cui resti del castello di Petra Rubea, arroccati su una rupe, sono di suggestivo effetto, sono interessanti la Chiesa di San Silvestro, eretta intorno all’anno Mille, con al suo interno un pregevole altare di marmo e un bellissimo rosone, opera dello scultore Arnaldo Pomodoro, oltre al Palazzo del Vicariato di origine cinquecentesca.

Sassocorvaro, posta a specchio del bacino artificiale del lago di Mercatale, sorge sull’alto del suo colle dominato dalla poderosa mole della Rocca Ubaldinesca, innalzata da Francesco di Giorgio Martini, sede della Pinacoteca e del Museo della Civiltà Contadina.
A Sassofeltrio, oltre al caratteristico centro storico, possiamo invece ammirare, nella sala consiliare del municipio, gli stemmi del dominio malatestiano e la Rocca, che venne ricostruita dal famoso architetto Francesco di Giorgio Martini; inoltre, nel suo territorio, nella Valle Sant’Anastasio le sorgenti d’acqua sulfurea ed alcalina.
A Tavoleto infine, oltre al meraviglioso centro storico e alle innumerevoli bellezze naturalistiche, di notevole interesse sono i ruderi del Castello della Trappola, di antichissime origini e la Chiesa Parrocchiale che conserva al suo interno numerose opere di artisti locali.

Le 7 meraviglie da vedere nelle Marche

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7 settembre 2017turismomarche

Ecco i 7 luoghi da non perdere nella tua vacanza nelle Marche, meraviglie uniche da visitare.

Vi consigliamo 7 luoghi considerati delle meraviglie, che non puoi assolutamente perdere nel tuo viaggio nelle Marche. Montagna, mare, collina e città, tante piacevoli scoperte per tutti i gusti.

Parco del Monte San Bartolo

La sua caratteristica è quella di essere un Parco immerso nel verde della macchia mediterranea che si affaccia sul mare e sulla ridente Gabicce Mare, famosa meta balneare.
A colpire particolarmente da quelle straordinarie alture sono i colori, l’atmosfera, e i tramonti serali.
Esistono inoltre molti sentieri che permettono di raggiungere scorci fantastici o nicchie incontaminate, immerse tra il blu profondo del mare e le cascate odorose delle ginestre in fiore.

Urbino

Urbino è una città d’arte delle Marche soprannominata “la rinascimentale” poiché fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano .
È piacevole infatti visitare la cittadina con particolare attenzione a ciò che rimane di quell’ epoca rinascimentale di cui Urbino ne è stata testimone, tra i suoi antichi palazzi, le chiese, i monumenti e piazze.
Di grande pregio è Palazzo Ducale, sede della Galleria Nazionale delle Marche, nella quale sono esposte opere di estrema importanza come la famosissima Città Ideale.
Altro prezioso luogo d’interesse è la Casa di Raffaello, per entrare nel vivo della storia del grande artista italiano.

Spiaggia di Velluto – Senigallia

Senigallia, meta storica per il turismo balneare, offre un litorale di sabbia fine e soffice, ideale per una vacanza al mare con i bambini. Questa caratteristica Spiaggia di Velluto è una particolarità da non perdere nel tuo viaggio per le Marche, insieme alla bellezza della suggestiva Rotonda sul Mare.

Riviera del Conero

La Riviera del Conero è lo scenario naturale più incantevole delle Marche.
La bellezza del Monte Conero si confonde con il mare e le spiagge più caratteristiche del territorio marchigiano: un quadro che non ha eguali nel mondo.
Il verde della macchia mediterranea, i bianchi sassi della spiaggia libera, l’acqua azzurra e cristallina del mare, le verdi ed affascinanti insenature, sono alcuni dei colori di questo mitico scenario delle Marche.

Grotte di Frasassi

Nelle Grotte mistero e meraviglia sono un connubio perfetto che esprime una natura sotterranea incantevole.
Le Grotte di Frasassi si trovano sul territorio di Genga, nella zona del fabrianese.
Si sviluppano in un percorso all’interno di una vasta area della montagna, una visione della natura sotterranea fuori dall’ordinario, caratterizzata da stalattiti e stalagmiti di una tale bellezza da lasciare senza fiato.

Ascoli Piceno

Ascoli Piceno è la città d’arte più bella delle Marche.
Possiede un bagaglio culturale tra i più ricchi delle Marche, tutto da visitare per scoprire la storia passata che l’ha reso tale.
La vera meraviglia della città è fatta di piazze, torri, chiese romaniche, strade antiche, palazzi rinascimentali e medievali.
Degni di nota solo la straordinaria Piazza del Popolo, famosa per la sua totale pavimentazione in travertino, sulla quale si ergono Palazzo dei Capitani e la storica Chiesa di San Francesco.
Altre ricchezze assolutamente da non perdere sono anche il magico Teatro Ventidio Basso, e la Cattedrale di Sant’Emidio collocata nella bella Piazza Arringo.

Monti Sibillini

Così chiamati per via di una leggenda sulla Sibilla che vi abitò in un lontano passato, la catena montuosa dei Monti Sibillini è un gioiello unico e raro delle Marche. I suoi colori ti stregheranno, e i suoi sentieri ti faranno vivere emozioni forti, dove riconoscerai la bellezza e la magia di un territorio speciale delle Marche.

I 4 paesi affacciati sul mare delle Marche tutti da visitare

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5 settembre 2017turismomarche

Le Marche, bagnate da nord a sud dal Mare Adriatico, presentano un gran numero di borghi e paesi affacciati sul mare: ecco i 4 posti che devi assolutamente visitare.

Le Marche, nel loro prezioso cocktail di città d’artelocalità balneari e parchi naturali, conserva anche un ingrediente molto importante dal punto di vista turistico e della bellezza del territorio: i borghi e i paesi affacciati sul mare.

Nelle Marche, infatti,  c’è un gran numero di borghi arroccati lungo il litorale. Chi viaggia per la regione può visitarli tutti da Nord a Sud, dalla provincia di Pesaro – Urbino a quella di Ascoli Piceno.

Noi di Turismo Marche ve ne consigliamo 4 che hanno due caratteristiche che li accomuna: la loro straordinaria bellezza e una spettacolare posizione, che offre una visuale unica spaziando dal mare ai monti.

Partendo da Nord, dovete assolutamente fermarvi a Fiorenzuola di Focara.

Il suo borgo è immerso nell’ incantevole Parco del San Bartolo, che oltre a farvi tornare indietro nel tempo con i suoi edifici medievali, vi farà godere di un fantastico panorama sul mare.

La visuale più bella è quella in direzione di Pesaro, dovesi può notare tutta la costa selvaggia che corre ai piedi del Parco del San Bartolo.

Scendendo verso Sud consigliamo vivamente di visitare Sirolo, la perla della Riviera del Conero.

Sirolo si trova in provincia di Ancona, ed è un gioiello immerso nel Parco del Conero, circondato dal verde della natura e dal blu del mare.
Il piccolo paese offre varie vedute sul mare, le due più suggestive sono quelle dal parco, dovesi può godere del panorama totalmente lontano da ogni rumore, e dalla piazzetta centrale del borgo.

Nella provincia di Fermo invece, posto su una piccola altura, c’è Torre di Palme.
Esso rappresenta il fascino del Medioevo che domina sul mare, un borgo antico dall’ atmosfera misteriosa che vi farà respirare con panorami mozzafiato proiettandovi sul mare Adriatico.
Assolutamente consigliata e la visita alle chiese, i palazzi e le antiche vie del paese.

Infine c’è la caratteristica Grottammare arroccata su un promontorio che degrada verso il mare.
Grottammare è uno dei paesi più suggestivi delle Marche, appartenente alla Riviera delle Palme.

Le sue villette in stile liberty, le sue antiche chiese, l’antico castello medievale sulla cima, sono alcuni dei temi importanti del suo rinomato centro storico.

Un centro storico che sale verso l’alto, dal quale si può ammirare un panorama incantevole verso il mare e la Riviera delle Palme.

Quattro straordinari luoghi quasi da favola che non si possono assolutamente trascurare nella scelta delle visite da fare durante una piacevolissima vacanza nelle Marche.

Chiese ed Abbazie da visitare nelle Marche

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28 agosto 2017turismomarche

Sono davvero tante le Chiese ed Abbazie da visitare nelle Marche durante la vostra vacanza. Eccone alcune delle più antiche ed importanti.

Le Marche vantano un patrimonio artistico ed architettonico molto importante con numerosi monumenti, soprattutto di carattere religioso, che spesso rappresentano le espressioni e le caratteristiche di un determinato periodo storico, delineando un viaggio attraverso gli stili che si sono susseguiti nei secoli.

Proprio per questo, le Chiese ed Abbazie da visitare nelle Marche sono tantissime e sparse su tutto il territorio, insieme alle numerose abbazie, tutte da scoprire nel silenzio e nel rispetto della loro solenne austerità.

Ad Ascoli Piceno abbiamo la Cattedrale di Sant’Emidio e la Chiesa di San Francesco, due delle più suggestive ed imponenti chiese delle Marche, sia per l’importanza che ricoprono nella città, sia per la struttura ed il contesto in cui sono collocate.

La Cattedrale di Sant’Emidio, posizionata in Piazza Arringo, è dedicata al proprio al Santo patrono della città, ed è considerata il Duomo di Ascoli Piceno.
Ciò che vediamo oggi deriva da numerosi adattamenti e lavori effettuati tra l’VIII ed il XVI secolo, sebbene la chiesa come si può dedurre da ritrovamenti di resti antichi fosse nata tra il IV e V secolo.
Un gioiello per la città sia esternamente che internamento grazie alle numerose opere d’arte esposte, tra cui anche il meraviglioso Polittico di Carlo Crivelli, una delle poche opere del maestro veneto conservata integra.

La Chiesa di San Francesco domina invece sulla bellissima Piazza del Popolo, ed è nata in onore della visita del Santo nella città di Ascoli Piceno nel 1215.
Rappresenta un capolavoro dell’architettura francescana, nonché la più rappresentativa dell’epoca in tutta la regione Marche.

Nel comune di Offida, in provincia di Ascoli Piceno, si trova la Chiesa di Santa Maria della Rocca, con una struttura talmente affascinante da avvicinarla più ad un castello, che ad una costruzione di carattere puramente religioso.
Con la sua forma imponente ed austera, la chiesa fu edificata dai benedettini e sorge su un’aspra collina, dalla quale domina il territorio sottostante. Stupisce ed incuriosisce i visitatori poiché divisa in due ambienti completamente differenti tra loro, sia per struttura che per atmosfera.

Nell’alto Maceratese si trova la straordinaria Chiesa di San Giusto in Maroto, nel territorio di Pievebovigliana, risalente al Medioevo.
Rappresenta lo stile romanico delle Marche, ed un unicum nel panorama architettonico di quel periodo, poiché si presenta con una pianta circolare con quattro piccole absidi radiali.

A Tolentino il Duomo di San Nicola è invece espressione del gotico fiorito; una meravigliosa basilica che vanta numerosissime opere d’arte, nonché i preziosi affreschi del “Cappellone” eseguiti da Pietro da Rimini intorno al 1320.
Sede del convento agostiniano, è ancora oggi un centro devozionale molto frequentato e vivace nella cittadina.

Nelle vicinanze l’incantevole complesso, immerso nel verde, dell’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra, a cavallo tra i comuni di Tolentino e Urbisaglia.
Tesoro dell’intera regione, è uno dei più bei luoghi da visitare delle Marche, grazie allo stile romanico semplice della chiesa e delle strutture che vi orbitano vicino, costruite ed abitate dai monaci cistercensi, senza sottovalutare il parco che si sviluppa intorno ad esse, un’oasi di pace e di verde.

A Pollenza troviamo poi l’Abbazia di Rambona che con le sue origini benedettine sorge su di un antico tempio pagano di cui, oltre al nome derivante da “Dea Bona”, restano numero tracce come parte della pavimentazione. Tra le tante caratteristiche particolari della struttura, l’abbazia mostra anche capitelli e colonne legati alle simbologie longobarde.

Nel territorio di Montecosaro vi è invece la Basilica di santa Maria a pié di Chienti, in stile romanico a tre navate, che e mostra attraverso la mancanza di qualsivoglia abbellimento, tutta la solenne austerità dei monaci farfensi che la fecero edificare.
Due epigrafi, poste nell’atrio ed all’intemo della facciata, ci riferiscono che la gran parte dell’attuale struttura venne edificata per volere dell’abate Agenolfo e consacrata nel 1125.

Nel territorio di Ancona troviamo l’Abbazia di Santa Croce a Sassoferrato, una misteriosa costruzione probabilmente edificata all’interno delle mura di un’altra chiesa voluta dai cavalieri templari.
Molti sono i segni e le simbologie ascrivibili sia ad essi sia al Dio Mytra, divinità pagana a cui era dedicato l’antico tempio sul quale sorge.

Anche l’antica Abbazia di San Vittore delle Chiuse a Genga mostra particolari misteriosi ed affascinanti, ancor più enfatizzati dal luogo in cui si trova, nel catino naturale tra le montagne della Gola di Frasassi, che creano un’incantevole anfiteatro naturale.

Molto interessante è inoltre il Duomo di San Leopardo a Osimo fatto edificare, secondo la tradizione, proprio dal primo vescovo della città, Leopardo, di cui sono custodite le spoglie nella cripta.
In stile romanico-gotico sorge su un preesistente edificio pagano di epoca romana.

Infine, particolarmente amato e frequentato è il Santuario della Santa Casa di Loreto, uno dei luoghi di culto mariano più importanti d’Italia.
Meraviglioso complesso, famoso per la Madonna Nera, che conserva numerosissime opere d’arte, oltre alla Santa Casa, che secondo la tradizione è la casa natale di Maria madre di Gesù trasportata dagli angeli fino a Loreto.

Chiaramente queste sono solo alcune delle tante splendide Chiese ed Abbazie da visitare nelle Marche durante una vacanza, andando alla scoperta della storia religiosa, artistica ed architettonica di questa terra.

7 Parchi Archeologici nelle Marche

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22 agosto 2017turismomarche
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La nostra Regione ha radici profonde nella storia, scopri i 7 parchi archeologici nelle Marche.

Situati nei comuni di Urbisaglia, Sassoferrato, Cupra Marittima, Falerone, Fossombrone, San Severino Marche e Castelleone di Suasa, le Marche contano ben 7 parchi archeologici ubicati in aree tutelate dalla regione, che ora vi presentiamo, invitandovi a visitarli.

 

PARCO ARCHEOLOGICO DI URBS SALVIA – URBISAGLIA (MC)

Il Parco Archeologico di Urbisaglia è il miglior esempio del livello di sviluppo raggiunto dalle città romane del Piceno, ed occupa l’area della colonia romana di Urbs Salvia di epoca augustea.
Si sviluppa per circa 40 ettari ed è il più importante e spettacolare delle Marche, con un percorso di visita che si snoda in gradevoli sentieri, permettendo di cogliere nella sua interezza la struttura di una tipica città romana.
Nel punto più alto è collocato il Serbatoio dell’acquedotto, due gallerie parallele che rifornivano d’acqua la città sottostante.

Più in basso il Teatro, uno dei più grandi d’Italia e l’unico che conservi consistenti tracce di intonaco dipinto, edificato in laterizi all’inizio del I sec. d.C. con un sottostante “Edificio a nicchioni” che fungeva da scenografico raccordo dei vari livelli della città, cioè fra il sovrastante pianoro del teatro e il foro.

Ai piedi della collina sorge la maestosa area sacra, costituita da un tempio minore e da un grande Tempio con criptoportico, corridoio sotterraneo dove si possono ammirare pregevoli affreschi con iconografie legate alla propaganda augustea e deliziosi riquadri con scene di animali intervallate da maschere lunari.

Al di fuori dell’imponente Cinta muraria, alta in alcuni punti fino a cinque metri, si trova l’Anfiteatro, fatto costruire alla fine del I sec. d.C. nei pressi del quale sorgono due imponenti Monumenti funerari.

Inoltre si consiglia visitare anche il Museo Archeologico, una struttura espositiva a tema con la città romana ed il suo territorio, distribuito sui due piani di un edificio ottocentesco posto al centro dell’insediamento moderno.

Orari di Apertura del Parco di Urbisaglia:
– dall’ 1 Marzo al 14 Giugno: Sabato, Domenica e Festivi  10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
– dal 15 Giugno al 15 Settembre: tutti i giorni 10:00 – 13:00 / 15:00 – 19:00
– dal 16 settembre al 31 Ottobre: Sabato, Domenica e Festivi  10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
– dall’ 1 Novembre al 28 Febbraio: Sabato, Domenica e Festivi 10:00 – 13:00 / 14:30 – 16:30
E’ possibile visitare il parco all’infuori di questi orari solo su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0733 506566 / info@meridianasrl.it

www.urbisaglia.com/

PARCO ARCHEOLOGICO DI SENTINUM – SASSOFERRATO (AN)

I ruderi della città romana di Sentinum si trovano a sud di Sassoferrato, costituiti da due aree rispettivamente in loc. Santa Lucia e Civita.
La città deve il suo nome alla famosa battaglia di Sentino (295 a.C.) nella quale i Romani sconfissero la coalizione Italica e conquistarono i territori del Medio Adriatico.
I resti della città di Sentinum ora visibili sono solo una piccola porzione dell’antica estensione urbana, che seguiva l’andamento naturale dei limiti del pianoro.

Rimangono oggi visibili le due principali strade, il cardine massimo e il decumano massimo, i resti di un impianto termale pubblico, ruderi delle mura, pavimenti a mosaico, colonne di granito, fondamenta, tracce di pavimenti, fognature, i resti di un tempio tetrastilo di epoca augustea e quelli di altri edifici del centro urbano.

Orari di Apertura del Parco Archeologico di Sassoferrato:
Da Giugno ad Ottobre
– Lunedì dalle 16:00 alle 18:00
– Da Martedì a Domenica dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:00
Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0732 956257 / 333 7301732 / 333 7300890
email: iat.sassoferrato@happennines.it

www.sassoferratocultura.it/parco_archeologico_sentinum.htm

PARCO ARCHEOLOGICO – CUPRA MARITTIMA (AP)

L’area del Parco Archeologico di Cupra Marittima si estende a nord dell’abitato attuale di Cupra Marittima, per una superficie di circa 32 ettari.
Fulcro dell’area, come anche della città antica, è il foro, che ha forma vagamente rettangolare, insieme ai resti più significativi dell’area forense e di un tempio di Venere affiancato da due archi onorari, posto in un contesto paesaggistico di grande suggestione.

Appena al di fuori della città romana, lungo la Statale Adriatica, sono visibili le strutture di una villa con ninfeo, frequentata fino al IV sec. d.C. e di un edificio termale con mosaici tardo-imperiali.
Successivi interventi di scavo hanno permesso di mettere in luce il calidarium con vasca dell’edificio termale, chiamato i “Bagni di Nerone”, dove sono visibili porzioni di pavimenti a mosaico e suspensurae.

Il materiale archeologico recuperato in antico risulta invece disperso in vari musei, anche al di fuori del comprensorio regionale (Verona, Bologna, Perugia, Roma, Lecce), mentre quello recuperato negli ultimi decenni si conserva nel locale Museo Archeologico Comunale, situato nell’antico borgo medievale di Marano in una vecchia casa-torre del 1700, oggi Palazzo Cipolletti.

Orari di Apertura del Parco Archeologico di Cupra Marittima:
– Da Giugno a Settembre, periodo Pasquale, Natalizio e durante le altre festività aperto tutti i giorni dalle 18 alle 21.
– Negli altri periodi, apertura su prenotazione.
Informazioni e prenotazioni: Archeoclub – Tel. 0735 778622

www.archeocupra.it

PARCO ARCHEOLOGICO – FALERONE (FM)

Il parco archeologico di Falerone si estende per circa 30 ettari vicino la strada provinciale ed unisce i resti del monumentale Teatro, dell’Anfiteatro, dell’Acquedotto, ed altri edifici pubblici.
Rappresenta oggi la parte restante dei luoghi scelti dai Romani come sede di Falerio Picenus, importante città della media valle del Tenna.
Sommariamente può essere divisa in due parti: la prima, centrale, per buona parte intaccata dall’edificazione avvenuta dagli anni settanta in poi; la seconda, verso est e verso settentrione, quasi totalmente coltivata e idonea ad interventi di ricerca e valorizzazione.
Il teatro si presenta ancora oggi come un monumentale edificio, considerato come uno dei teatri romani meglio conservati delle Marche, tutt’ora utilizzato in estate per numerose rappresentazioni.

Orari di Apertura del Parco Archeologico di Falerone:
Gennaio: Festivi 15:30/18:30
Febbraio/Marzo: su prenotazione
Aprile/Maggio: Festivi 15:30/18:30
Giugno: Domenica e festivi 16:00/19:00
Luglio/Agosto: Sabato, Domenica e Festivi 16:00/19:00
Settembre: domenica 16:00/19:00
Ottobre/Novembre: su prenotazione
Dicembre: Festivi 15:30/18:30

Per informazioni e prenotazioni: Ass.ne Minerva – Cell. 333 5816389 / Mail: minerva.falerone@libero.it

PARCO ARCHEOLOGICO FORUM SEMPRONII – FOSSOMBRONE (PU)

La  città romana di Forum Sempronii  sorgeva circa 2 Km ad ovest dell’attuale Fossombrone e presentava una pianta rettangolare con i lati orientati in senso nord-sud ed est-ovest, per una superficie totale di circa 20 ettari.

Il nome stesso del centro romano alla lettera significa “Foro di Sempronio”, dove il termine Forum indica propriamente un luogo di mercato, evidenziandone la naturale vocazione commerciale.
L’impianto urbanistico di Forum Sempronii fu certamente condizionato dalla preesistente via Flaminia, che venne a costituire l’asse viario più importante della città.

La visita all’area archeologica ha inizio dalla Chiesa di San Martino, di origine plebana e le cui attuali linee architettoniche risalgono al XVIII secolo.
A fianco della chiesa si possono notare un dolio, un grande contenitore per liquidi o derrate alimentari che in genere veniva interrato per oltre la metà della sua altezza, e alcuni elementi architettonici in pietra: si tratta di materiale recuperato dall’area urbana nel corso di vecchi scavi.

Gli scavi hanno poi consentito di riportare alla luce anche altri tratti di strade basolate, resti di edifici privati e pubblici e pregevoli mosaici pavimentali, tra cui quello che al centro ritrae Europa seduta su un toro in corsa (che non è altro che Giove)

L’area del foro, cioè della piazza pubblica presso la quale si intersecavano i due assi viari principali (il decumanus maximus e il kardo maximus), non è ancora stata identificata, anche se non si esclude che essa possa trovarsi dove ora sorge la Chiesa di San Martino.

Apertura del Parco Archeologico di Fossombrone:

E’ possibile visitare il parco archeologico di Fossombrone tutto l’anno solo su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0721 7231; Prof. Giancarlo Gori Tel. 0721 714645

PARCO ARCHEOLOGICO DI SEPTEMPEDA – SAN SEVERINO MARCHE (MC)

Il Parco Archeologico della città romana di Septempeda si trova ad est dell’attuale San Severino Marche, sulla sinistra del fiume Potenza, in prossimità della chiesa di S. Maria della Pieve.

E’ stato individuato gran parte del circuito murario costruito in opera quadrata con grossi blocchi di arenaria e rese visibili la porta est e quella sud-ovest.
Sono visitabili un ampio edificio termale costituito da una serie di ambienti che si sviluppano intorno ad un cortile centrale pavimentato in opus spicatum, ed un complesso artigianale con fornaci per la produzione di ceramiche, anch’esso databile ad epoca romana.
Si consiglia una visita al Museo Archeologico Giuseppe Moretti che conserva reperti preistorici, piceni e romani.

Il parco archeologico di San Severino Marche è aperto tutto l’anno solo su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni:
Pro Loco San Severino Marche – Tel. 0733 638414
Pinacoteca Comunale “Tacchi Venturi” – Tel. 0733 638095
Museo Archeologico G. Moretti – Tel. 0733 6380959

PARCO ARCHEOLOGICO – CASTELLEONE DI SUASA (AN)

Il Parco Archeologico di Suasa è posto lungo la Valle del Cesano, e l’antico abitato era stretto e lungo, chiuso ai margini fra il corso del fiume Cesano a ovest e le basse colline a est, ai piedi delle quali, alla fine del I sec. d.C., fu costruito un grande anfiteatro, uno dei più grandi della regione, capace di accogliere diverse migliaia di spettatori.

Il complesso residenziale più ricco e più noto della città è certamente costituito dalla domus dei Coiedii (una ricca famiglia senatoria di Suasa), la cui utilizzazione va dal II sec. a.C. al V sec. d.C.

Oggi è parte del Parco Archeologico di Castelleone di Suasa e fu costruita in posizione centrale tra la zona del Foro e dell’Anfiteatro, affacciata sull’importante asse viario dell’antica città di Suasa.
La domus ha subito nel corso dei secoli diversi interventi edilizi che ne hanno modificato la struttura, la planimetria e le decorazioni.

Orari di apertura del parco archeologico Castelleone di Suasa:
– Dal 16 marzo al 30 giugno: aperto sabato, domenica e festivi 15:30 – 19:30
– Dal 1 luglio al 31 agosto: aperto dal martedì al sabato 16:00 – 20:00 e domenica: 10:30 – 12:30 / 16:00 – 20:00
– Dal 1 settembre all’8 dicembre, aperto sabato, domenica e festivi 15:30 – 19:30
Per informazioni e prenotazioni: Tel. 071.966524;

www.consorziosuasa.it

La prima discesa degli idrovolanti sul Lago di Caccamo

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5 agosto 2017turismomarche

Si tratta di un evento storico: per la prima volta due idrovolanti scendono su un’idrosuperficie in centro Italia, il Lago di Caccamo (MC).

L’iniziativa proposta da Cesare Rossi, presidente del distretto turistico Colline dei Monti Azzurri, fortemente voluta dal Conturisport di cui fanno parte 5 comuni limitrofi al Lago di Caccamo (Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona) insieme alla Comunità Montana dei Monti Azzurri presieduta da Giampiero Feliciotti e realizzata grazie anche alla fondamentale collaborazione di Enel quale gestore del lago artificiale, ha visto la luce venerdì 4 agosto 2017.

Due idrovolanti in contatto radio con il Comandate a terra Orazio Frigino, presidente dell’Aviazione Marittima Italiana il quale ha dato istruzione sulle manovre da effettuare hanno toccato le acque del Lago di Caccamo: un Legend 540 anfibio pilotato dal Presidente della Scuola Italiana Volo Graziano Mazzolari e un I-C132 anfibio modello Savannah pilotato dal Comandante Lodovico Vezzani.

Le operazioni di ammaraggio perfettamente riuscite hanno aperto alla zona l’opportunità di sviluppi dal punto di vista economico e del turismo.

Guarda il servizio di Canale 14

L’arte nei maggiori musei delle Marche

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12 luglio 2017turismomarche

Il territorio marchigiano ha ospitato nel corso dei secoli innumerevoli artisti, e tutti hanno lasciato un’enorme ricchezza nei maggiori musei delle Marche.

Andiamo a scoprire alcuni dei musei più grandi e conosciuti delle Marche, che conservano opere d’inestimabile bellezza, appartenenti a grandi nomi del passato come Raffaello Sanzio, Lorenzo Lotto, Tiziano, Piero della Francesca, Paolo Uccello e molti altri.

Musei Civici di Palazzo Mosca – PESARO

I Musei Civici di Pesaro sono ospitati dal 1936 nel suggestivo Palazzo Mosca, ora di proprietà comunale, ma in passato residenza della famiglia Mosca, una delle più importanti casate nobili del ‘600 pesarese, nonché punto d’incontro tra intellettuali ed aristocratici dell’epoca.
La corposa collezione, oggi custodita nel museo, la si deve alla grande passione della marchesa Vittoria Mosca e di suo marito Vincenzo Maria Toschi per le arti, che li portarono a crearsi un proprio patrimonio composto non solo da dipinti, come la “Pala dell’Incoronazione della Vergine” di Giovanni Bellini, ma anche da oggetti di alto artigianato quali arredi, avori, vetri, ceramiche e tessuti.
Volendo però far godere tutti della grande collezione che aveva generato, la marchesa Vittoria alla fine del 1800 lascia tutto in proprietà del comune di Pesaro che, dopo varie peripezie mette tutto in mostra agli attuali Musei Civici.
Tra le tante opere, si possono ammirare durante il percorso anche dipinti del pesarese Simone Cantarini, di Christian Berentz e di Antonio Gianlisi Junior, o la suggestiva “Caduta dei Giganti” di Guido Reni, ed il nucleo delle nature morte i cui soggetti sono fiori appassiti, frutti bacati, teschi e clessidre, simbolo della bellezza che decade.

Galleria Nazionale delle Marche – URBINO

Le collezioni della Galleria Nazionale delle Marche sono esposte nella splendida cornice di Palazzo Ducale ad Urbino, voluto da Federico da Montefeltro come simbolo della sua casata, ed emblema dello stile elegante e raffinato che egli conferì all’intera città tra il 1400 e 1500, grazie anche ad artisti e architetti all’avanguardia come Piero della Francesca o Leon Battista Alberti.

Ad oggi la Galleria mostra un vasto patrimonio di opere d’arte costituito da dipinti e sculture dal XIII al XVIII secolo, ceramiche, monete, disegni ed alcuni arredi, ai quali si aggiungono le decorazioni “fisse” degli ambienti del Palazzo Ducale.
La notorietà del museo è legata maggiormente ai capolavori del Rinascimento, ma l’allestimento ha seguito un doppio filone: da un lato la valorizzazione degli spazi rinascimentali architettonici con opere artistiche coeve, dall’altro attraverso le opere del territorio marchigiano, che documentano l’evoluzione artistica di questa terra.
Alcune delle opere più conosciute esposte sono la “Flagellazione” e la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, la “Città ideale”, eseguita da un pittore dell’Italia centrale, attribuita a L. Laurana, e il “Ritratto di gentildonna” detta “la Muta” di Raffaello Sanzio.

Pinacoteca Comunale “Francesco Podesti” e Galleria d’arte moderna – ANCONA

Intitolata a Francesco Podesti, pittore anconetano che donò molte delle sue opere per garantirne l’istituzione, la Pinacoteca Comunale di Ancona ha sede nelle stanze di Palazzo Bosdari e Palazzo Bonomini.
Ai bozzetti, i cartoni ed i dipinti di Podesti si aggiunsero opere provenienti da chiese, fondi comunali, depositi e doni di privati.
La collezione presentata è una delle più importanti delle Marche, poiché vanta capolavori assoluti fra i quali la famosissima “Pala Gozzi” di Tiziano Vecellio, prima opera autografa del maestro veneziano, la “Madonna con Bambino” di Carlo Crivelli, la “Sacra Conversazione”, detta anche “Pala dell’Alabarda” di Lorenzo Lotto e opere di Olivuccio, Ciccarello, Andrea Lilli, il Guercino, Carlo Maratti e molti altri.
Visitabile nel museo anche una cospicua collezione d’arte moderna con opere di Anselmo Bucci, Corrado Cagli, Ivo Pannaggi, Enzo Cucchi e tanti altri.

Palazzo Buonaccorsi – MACERATA

Il Palazzo settecentesco, voluto dalla famiglia Buonaccorsi nel cuore della città di Macerata, sorge in un’architettura con un ampio atrio, la loggia, i saloni decorati, i soffitti a cassettoni e le pitture di soggetto mitologico del piano nobile, che caratterizzano uno stile barocco e rococò, raggiungendo l’apice dell’eleganza nella Sala dell’Eneide, con le “Nozze di Bacco ed Arianna” ritratte nella volta a botte da Michelangelo Ricciolini.
Proprietà del Comune dal 1967, il palazzo ospita oggi il museo della carrozza e le raccolte di arte antica e moderna.
Nel corpus d’arte antica troviamo dipinti d’epoca fiamminga, italiana, napoletana e veneta, insieme a ritratti di illustri maceratesi e opere di pittori come Giovanni di Corraduccio, Carlo Crivelli, Giovanbattista Salvi, Carlo Dolci, Michele Rocca, Domenico Corvi, Carlo Maratta e molti altri.
L’arte moderna è invece caratterizzata da una raccolta di opere degli anni Dieci e Venti, prevalentemente dell’attività locale futurista del Gruppo Boccioni, unite a quelle del pittore teramano Guido Bonolis, dei marchigiani Gualtiero Baynes, Peruzzi, Mainini, Pellini, Monti, e dell’attività scultorea di Fedele Bianchini e Giovanni Battista Tassara, insieme a tanti altri nomi che costituiscono anche le sale della Pinacoteca Ricci di Macerata.
Infine il Museo della Carrozza, istituito nel 1962, mette in mostra una serie di pezzi rari, sportivi, di servizio, o adibiti al trasporto di dame, per lo più donati da famiglie note del maceratese.

Polo Museale di Palazzo dei Priori –  FERMO

Suggestivo ed imponente su Piazza del Popolo a Fermo, Palazzo dei Priori, storico edificio duecentesco della città, divenuto centro della vita politica e culturale, costituisce ormai un polo museale al suo interno, affiancato alla famosa biblioteca con la Sala del Mappamondo.
Si snoda infatti in due diversi musei: la pinacoteca civica e la sezione picena del museo archeologico.
La Pinacoteca Civica, al secondo piano, presenta un allestimento che permette di entrare nella storia della città di Fermo e dei suoi capolavori, ospitando opere di notevole prestigio come il polittico di Andrea da Bologna, la “Madonna dell’Umiltà di Francescuccio” di Cecco Ghissi e “Le storie di Santa Lucia” di Jacobello del Fiore, emblemi dell’arte gotica.
Non si possono dimenticare inoltre la “Crocifissione” di Vittore Crivelli e le opere di Vincenzo Pagani, protagonisti del ‘500 fermano, o ancora le “Storie della Vergine” di Andrea Boscoli del ‘600, insieme alla “Pentecoste” di Giovanni Lanfranco e “L’Adorazione dei Pastori” di Pietro Paolo Rubens.
Il Museo Archeologico invece, allestito al primo piano, riporta anch’esso la storia del territorio mostrando corredi funerari maschili e femminili, l’anellone a sei nodi piceno di particolare importanza, i gioielli in bronzo di pregiata fattura, le anfore in ceramica e una collezione di varie fibule.

Pinacoteca Civica – ASCOLI PICENO

Nata ufficialmente nel 1861, alla vigilia del patrono Sant’Emidio ad Agosto, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno è da sempre ospitata nel famoso Palazzo Arringo, mostrando ai visitatori ben 800 oggetti esposti.
Inizialmente fu allestita da Giorgio Paci e Giulio Gabielli, attingendo alle quadrerie dei monasteri cittadini in chiusura, concedendo la proprietà di tutte le opere al comune, per poi essere arricchita negli anni.
Subentrarono infatti nel 1901 anche 12.000 stampe e disegni dello stesso Gabrielli, nel 1917 grandi opere Ottocentesche, concesse in deposito dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma, e nel 1920 la collezione di dipinti, sculture e ceramiche che il chirurgo Antonio Ceci cedute al comune, senza considerare gli acquisti eseguiti dalle amministrazioni.
E’ così che oggi la Pinacoteca di Ascoli Piceno ha la fortuna di possedere grandiose opere tra le quali spiccano i vari dipinti di Carlo Crivelli, “San Francesco riceve le stigmate” di Tiziano, “Annunciazione” di Guido Reni, “Passeggiata amorosa” di Pellizza da Volpedo e molti altri.

L’arte come potete vedere fa da padrona nella Regione Marche, e questi sono solo alcuni dei tanti musei assolutamente da visitare, per scoprire come gli artisti, nel corso dei secoli, hanno reso questa terra piena di ricchezze.

 

Le Marche: una Regione all’insegna del verde

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4 luglio 2017turismomarche

Le Marche rappresentano da sempre una delle Regioni più verdi d’Italia, in grado di mettere in mostra il perfetto connubio tra dolci colline, sontuose montagne, parchi incontaminati e spiagge meravigliose.

Grazie all’imponenza del patrimonio naturalistico, ed i dovuti accorgimenti, migliorati nel corso degli anni per il rispetto dell’ambiente e la sua giusta valorizzazione, la Regione Marche è salita sul podio delle classifiche Green Economy, seconda solo al Trentino Alto Adige.

Non poteva che essere così, vista la grandiosa presenza nel territorio marchigiano di ben due Parchi Nazionali e quattro Regionali, senza dimenticare anche le sei Riserve Naturalistiche, i numerosi laghi ed i tanti torrenti dove praticare anche sport.

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini nacque nel 1993 proprio intorno all’omonima catena montuosa, caratterizzata da oltre 20 vette intorno ai 2.000 metri di altitudine, includendo anche il Monte Vettore di 2.476 metri.

Si estende per 70.000 ettari nei quali, oltre alle bellezze naturalistiche, caratterizzate da una vegetazione rara e pregiata soprattutto sulle vette, vivono specie di mammiferi protette ed in via di estinzione, come il gatto selvatico o il capriolo, o ancora uccelli come l’aquila reale e il falco pellegrino.

Sono nati dai Monti Sibillini anche numerosi miti e leggende, legati a posti incantati e magiche presenze, come quelli sul Guerrin Meschino e la bellissima Sibilla.

Oltre le Gole del fiume Tronto, a confine con l’Abruzzo, regione nella quale si estende maggiormente, nasce inoltre il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, che occupa 9.900 ettari di territorio marchigiano.

Tanti i luoghi suggestivi racchiusi in quest’area, tra i quali troviamo numerosi corsi d’acqua, in particolar modo quello dal quale nascono le Cascate della Volpara.

Tra i Parchi Regionali è invece degno di nota quello del Monte Conero, patria di un vero paradiso, ideale soprattutto per giri in mountain bike nei numerosi sentieri che l’attraversano, o ancora per il surf, la vela, le immersioni e la pesca sportiva nelle limpide acque.

Altra splendida area è quella del Parco naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, uno dei posti più particolari delle Marche che racchiude i comuni di Serra San Quirico, Arcevia, Fabriano e Genga, dove sorgono le celebri Grotte di Frasassi.

Da non sottovalutare è anche il Parco del Sasso Simone e Simoncello, a cavallo tra le Marche e l’Emilia-Romagna, con le sue piccole vette tra i 600 e i 1400 metri, ed il Parco del Monte San Bartolo, anch’esso tra le due regioni, vicino al quale si erge il borgo fortificato di Gradara con il meraviglioso castello.

Tra le Riserve Naturali delle Marche troviamo invece l’Abbadia di Fiastra, una splendida distesa verde caratterizzata da una morfologia fluviale, nata proprio dai fiumi Fiastra e Chienti che la costeggiano, nella quale è possibile ammirare anche l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra con l’annesso monastero.

Grandioso spazio di natura incontaminata è anche quello compreso nella Riserva naturale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, caratterizzata da un paesaggio dolce ed armonioso fatto di zone boschive, costituite soprattutto da vaste faggete, habitat di lupi, caprioli e del particolare picchio rosso, che in autunno donano un tripudio di colori con il fogliame.

La Regione Marche dona quindi un vasto numero di spazi dove rigenerarsi in mezzo alla natura, udendo solo suoni che essa ci offre con dolcezza e modestia.

L’Oriente approda allo Sferisterio di Macerata

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23 giugno 2017turismomarche

Per la 53a edizione  del Macerata Opera Festival, l’Oriente approda allo Sferisterio, sotto l’ormai consolidata direzione artistica di Francesco Micheli.

Un nuovo grandioso programma 2017 per lo Sferisterio di Macerata, contraddistinto dai dolci profumi d’Oriente, rappresentati da tre splendide opere, firmate da Puccini e Verdi, che hanno fatto la storia della lirica, reinterpretate negli anni in numerosi teatri di tutto il mondo.

A fare da apri fila il 21 Luglio sarà la straordinaria Turandot, una nuova produzione in collaborazione con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, che mette in scena i 3 atti scritti da Puccini e completati poi da un suo allievo, nei quali la bellissima figlia dell’Imperatore, alla ricerca di un uomo degno di lei, sottopone a difficili enigmi i numerosi pretendenti, giustiziando chiunque non sappia risolverli.

La sfida di Turandot continua fino all’arrivo del giovane Calaf che le dimostra la sua sapienza riuscendo nell’impresa. La bella fanciulla rifiuta però il suo amore, giurando solo male e desolazione.

Per tentare una conquista dell’irascibile Turandot, Calaf le propone una contro sfida della durata di una sola notte, nella quale lei dovrà scoprire il suo nome reale, altrimenti sarà costretta a mettere definitivamente a tacere il grande odio.

La principessa, nella forsennata ricerca della libertà, è disposta a qualsiasi cosa pur di scoprire il segreto, ma si sentirà presto costretta a cambiare atteggiamento dinnanzi ad un amore troppo forte, che doveva solo trovare il giusto attimo per trionfare.

L’opera sarà ripetuta anche il 29 Luglio ed il 4 e 13 Agosto, con la possibilità per tutti i giovani Under 30 di assistere all’anteprima giovani il prossimo 17 Luglio.

« Chi quel gong percuoterà
apparire la vedrà
bianca al pari della giada
fredda come quella spada
è la bella Turandot! »

A seguire degnamente questo trionfo d’amore, il 22 Luglio sarà in scena quella che è definita tragedia giapponese, ovvero Madama Butterfly, un altro grande successo di Giacomo Puccini, anch’essa in 3 atti di nuova produzione, in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo.

Lo Sferisterio in questo caso mostra agli spettatori la struggente storia di Pinkerton, un ufficiale della marina degli Stati Uniti, e la sua giovane sposa, una geisha di nome Cho Cho-san, che dal giapponese significa proprio Madama Farfalla.

Un matrimonio fatto di speranza e delusioni causate dalla partenza dell’uomo ed il suo ritorno, con un’altra donna sposata negli Stati Uniti, esclusivamente per portare il figlio avuto da Butterfly verso un futuro occidentale, lontano dalla madre.

Il profondo dolore, e la paura che le venga strappato il bambino dalle braccia per sempre, porta la dolce Cho Cho-san a togliersi la vita, proprio nell’istante in cui l’uomo stava andando a scusarsi per riconquistarla, generando una delle scene più drammatiche della lirica.

L’opera sarà ripetuta anche il 28 Luglio ed il 6 e 12 Agosto, con la possibilità per tutti i giovani Under 30 di assistere all’anteprima giovani il prossimo 18 Luglio.

« Un bel dì, vedremo levarsi
un fil di fumo sull’estremo confin  del mare.
E poi la nave appare.
Poi la nave bianca entra nel porto,
romba il suo saluto. »

La terza opera, che allieterà gli spettatori il 30 Luglio, sarà la meravigliosa Aida di Giuseppe Verdi, nata da una coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, colei che ha fatto da padrona nei festeggiamenti del cinquantennale del Macerata Opera Festival lo scorso 2014, scaturendo un enorme successo.

Aida è un’opera in 4 atti basata su una storia reale, che colloca al centro dell’attenzione la giovane figlia del Re d’Etiopia, catturata dagli Egizi e ridotta in schiavitù.

Sebbene la sua condizione fosse quella di lontananza dal padre e dalla sua patria, la giovane donna si sente comunque legata all’Egitto, per via del suo inestimabile e contraccambiato amore verso il giovane guerriero Radamès.

Ben presto però scoppia la guerra tra il Re d’Etiopia e l’Egitto a causa della cattura di Aida, vedendo a confronto i due amori della donna, che la costringono a scendere a compromessi, tradendo l’uomo della sua vita e facendolo condannare alla morte per esaudire una richiesta del padre.

Sentendosi in colpa per la scelta fatta, Aida si lascia di nascosto seppellire viva insieme a Radamès, condannandosi alla morte ma rimanendo accanto al suo grande amore.

L’opera sarà ripetuta anche il 5, 11 e 14 Agosto, con la possibilità per tutti i giovani Under 30 di assistere all’anteprima giovani il prossimo 27 Luglio.

« Celeste Aida,
forma divina,
mistico serto di luce e fior. »

Infine grande novità per questa edizione, con la prima esecuzione assoluta al Teatro Lauro Rossi di SHI (si faccia), un’opera da camera ispirata alla vita di Padre Matteo Ricci, realizzata su musica e direzione di Carlo Boccadoro, con libretto e regia di Cecilia Ligorio, in scena il 20 e 26 Luglio ed il 2 e 9 Agosto.

Tante grandiose serate colmeranno di eleganti melodie l’estate dello Sferisterio di Macerata, arricchite da numerosi eventi collaterali, tra cui la tradizionale Notte dell’Opera, che quest’anno è fissata per Giovedì 3 Agosto, la quale accenderà tutta la città d’Oriente.

 

I parchi acquatici delle Marche

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20 giugno 2017turismomarche

Sia che prediligiate la costa o l’entroterra, la Regione Marche offre numerose possibilità di divertimento negli attrezzatissimi parchi acquatici adatti a grandi e bambini, per concedersi momenti di puro svago su scivoli, grandi vasche e piscine, o un po’ di relax nelle aree idromassaggio.

Tra i più grandi nelle Marche troviamo il Parco Eldorado di Apiro, alle pendici del Monte San Vicino, ben 30.000 metri quadrati ricchi di ogni svago e servizio, tra cui i suggestivi Big Twins, gli scivoli più lunghi d’Europa, con impianto di risalita motorizzato, e le vasche idromassaggio riscaldate con getti d’acqua di 8 metri.
Oltre al divertimento in acqua, Eldorado dispone anche di una vasta area verde, completa di servizio bar e zona gioco per bambini, comprensiva di infrastrutture che ospitano eventi anche rilevante importanza, quali il Torneo TKD e gli storici raduni di moto, Fiat 500, Ferrari ed auto d’epoca.

Anche a Cingoli troviamo il Parco Acquatico Verde Azzurro, immerso nelle colline maceratesi, dove scivoli per adulti e bambini di diversa altezza e zone con giochi d’acqua e idromassaggio saranno protagonisti del vostro divertimento.
Il parco acquatico, affiancato anche da un centro vacanze, è attrezzato di bar e ristorante self-service, per chi ne volesse usufruire. L’ingresso è gratuito per bambini fino a 3 anni.

Spostandosi verso la costa marchigiana invece troviamo a Porto Recanati il Malibù Acquapark, il luogo ideale per far godere ai propri bimbi una giornata in acqua, nelle piscine e scivoli sempre supervisionati da bagnini, per garantire l’assoluta sicurezza di tutti gli utenti.
Anche questa struttura dispone di ogni servizio, tra cui anche l’organizzazione di corsi di acquagym e nuoto.

A Porto Sant’Elpidio c’è invece il Centro Vacanze La Risacca, dotato di formule di ospitalità e di un grande parco acquatico adatto a grandi e bambini di ogni età, composto di 2 acquascivoli, una laguna magica con giochi d’acqua, vasche idromassaggio, piscina bimbi e piscina semi-olimpionica.

Infine a Marina d’Altidona un’altra straordinaria struttura, l’acquaparco Riva Verde, esteso a terrazze su un’ampiezza di 170.000 metri quadrati. Diverse le possibilità di soggiorno in campeggio e le aree divertimento e relax.
Il parco acquatico si compone di 5 piscine tra cui la laguna, con castelli e giochi d’acqua per bambini, e l’olimpionica, dove confluiscono gli acquascivoli “Cobra” e “Coccodrillo”, insieme a tanti altri servizi in piscina, vasca idromassaggio, spiaggia, zona relax, solarium, palestra e molto altro, tutti coinvolti da un gruppo di animatori nelle numerose attività organizzate durante la giornata.

Sia che prediligiate la costa o l’entroterra, la Regione Marche offre quindi numerose possibilità di divertimento negli attrezzatissimi parchi acquatici, adatti sia ai giovani che alle famiglie ed ai loro bambini.

Vacanza al mare nelle Marche: i posti consigliati

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8 giugno 2017turismomarche

Per aiutarvi ad organizzare al meglio la vostra vacanza al mare nelle Marche, vi mostriamo i luoghi più suggestivi, e cosa essi offrono per l’estate, da tenere sicuramente in considerazione.

Le Marche regalano da nord a sud delle città straordinarie, caratterizzate da splendide spiagge, panorami mozzafiato, enogastronomia d’eccellenza, cultura, e grandi iniziative ed eventi per tutti i gusti.

Gabicce Mare rappresenta l’inizio della zona del pesarese, tra il verde del Parco naturale del Monte San Bartolo ed il blu del mare Adriatico, caratteristico soprattutto lungo la spiaggia di ciottoli della Baia di Vallugola, piccolo porto turistico, o quella di sabbia sotto lo storico borgo di Fiorenzuola di Focara.

Per i più attratti invece dalla movida, la città offre ogni anno una serie di eventi musicali e folkloristici in grado di allietare le serate estive, tra i quali Disco Diva, dal 15 al 18 Giugno, per tutti gli amanti del DJ Set dall’happy hour fino a tarda notte, o per i più romantici La Notte dei Desideri, manifestazione giunta dopo un grande successo alla sua seconda edizione, che si svolgerà il 28 Luglio, coinvolgendo moltissimi comuni della costa marchigiana.

Scendendo verso Pesaro si può godere inoltre non solo della bellezza del mare ma anche della cultura, rappresentata a pieno dalla casa natale di Gioacchino Rossini e dalle melodie presentate in suo onore al Rossini Opera Festival, o ancora l’arte di Arnaldo Pomodoro con la sua imponente scultura di Piazzale della Libertà.

Fano invece durante l’estate mostra il suo lato sotterraneo, con una splendida area archeologica visitabile mediante percorsi che partono dall’ex convento di S.Agostino, snodandosi su altri punti d’interesse della città.

Marotta rappresenta invece una meta balneare molto apprezzata da chi vuole trascorrere la sua vacanza nella tranquillità delle spiagge libere o delle moderne strutture balneari, a poca distanza dall’entroterra e dalle straordinarie bellezze di paesi come Pergola, nel quale da quest’anno prende il via l’iniziativa Amiamo il Tartufo a Pergola per far degustare, nei week-end di Giugno in tutti i ristoranti aderenti, l’eccellenza enogastronomica marchigiana.

Anche la provincia di Ancona può arricchire le vostre vacanze estive nella città di Senigallia, meta ideale per un perfetto connubio tra mare ed eventi, tra i quali la Notte della Rotonda, che quest’anno si svolgerà l’8 Luglio, celebrando la famosa struttura simbolo del posto, o il Summer Jamboree, appuntamento fisso ormai per gli amanti della cultura americana degli anni ’40 e ’50, con una settimana di concerti e balli scatenati dal 26 Luglio al 6 Agosto.

Da non sottovalutare sono inoltre le straordinarie spiagge della Riviera del Conero, quella delle Due Sorelle, Spiaggia Urbani, i Sassi Neri, Mezzavalle, Portonovo e San Michele.

Anche qui non mancano i paesaggi spettacolari, soprattutto dai paesi di Sirolo e Numana, o durante i percorsi naturalistici in mezzo al verde più selvaggio, che permettono di raggiungere alcune di queste spiagge.

Altra straordinaria città è Porto Recanati, in provincia di Macerata, la quale vanta una spiaggia di sabbia grande e ciottoli, prediletta dagli amanti del nuoto vista la profondità dell’acqua immediatamente elevata, rimanendo comunque sicura anche per i bambini ed ideale quindi ad una vacanza in famiglia.
Per le buone forchette inoltre la città offre ormai da 19 edizioni la possibilità di degustare il Brodetto di Porto Recanati, preparato a prezzi speciali dal 10 al 17 Giugno, secondo una delle 4 ricette storiche marchigiane, da tutti i ristoranti aderenti.

Spostandoci verso le province di Fermo ed Ascoli Piceno si trovano altre spiagge favolose, tra cui quelle di Porto San Giorgio e Pedaso, scendendo fino alla magica Riviera delle Palme con Grottammare, Cupra Marittima e San Benedetto del Tronto, tutte caratterizzate da acqua cristallina e stabilimenti balneari ben attrezzati.

Anche in questa zona della regione non mancano le bellezze storiche soprattutto nei piccoli borghi con una straordinaria vista sul mare come Torre di Palme, o eventi enogastronomici come Pro Loco in Festa a Porto San Giorgio, che si svolge dal 30 Giugno al 2 Luglio, un’occasione per degustare tutte le specialità di varie regioni italiane proposte dagli stand.

La Riviera delle Palme invece si anima tutta l’estate grazie ai numerosi locali, che la rendono viva e simbolo della movida, oltre agli straordinari eventi, tra cui il tradizionale mercato dell’antiquariato L’Antico e le Palme che si svolge dal 23 al 26 Giugno e dal 18 al 21 Agosto, ideale per una passeggiata, nel tardo pomeriggio o la sera, tra storia, arte, vintage e collezionismo.

Tante idee insomma per trascorrere le vacanze nel mare delle Marche senza perdere il gusto, la cultura e i tanti eventi che vi lasceranno l’imbarazzo della scelta.

 

Spiagge Pet Friendly nelle Marche

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5 giugno 2017turismomarche

Tempo di mare e tempo di vacanze, ma in quali spiagge è possibile portare con sè il proprio amico a 4 zampe nelle Marche?

Nelle Marche ci sono diverse spiagge pet-friendly attrezzate per i cani, permettendo anche al tuo Fido di godere del sole e della brezza marina in tua compagnia.

Le Marche, oltre ad essere una regione estremamente versatile nei suoi paesaggi dalla montagna al mare, è anche molto attenta alle esigenze di chi la vuole vivere a 360 gradi, senza limitazioni o rinunce.

Proprio per evitare di dover lasciare a casa chi vorrebbe stare accanto a te anche in mezzo alla sabbia, ci sono in tutta la regione numerose spiagge attrezzate all’accoglienza dei cani, chiaramente con i dovuti accorgimenti del padrone e nel rispetto di regolamenti ben precisi.

Gabicce Mare vanta una delle spiagge della costa marchigiana più attente alle esigenze degli amici a 4 zampe, e tra i tratti sabbiosi e quelli ghiaiosi alcune delle sue strutture balneari accolgono a braccia aperte i cani, ovvero Bagni Mario e Norma (spiaggia 2), Zona 5, Zona 6 Bagni Sandro, Telodirò beach (spiaggia 14/16), Bagni Luigi (spiaggia 21) e Bagni 31.

Anche Fano mette a disposizione uno spazio per il nostro Fido, in località Ponte Sasso sul Lungomare Faà Di Bruno, nella spiaggia denominata Isla Morada Dog Beach. Inoltre, è in apertura Animalido Dog Beach, uno spazio ben attrezzato ad accogliere anche i cani di ogni taglia, con la possibilità di fare il bagno insieme al proprio padrone, e numerosi servizi studiati da comportamentalisti, tra i quali: un kit di benvenuto con paletta, sacchetti e ciotole, servizi di toilettatura, dog-sitter, docce, area gioco, area bambini, primo soccorso veterinario, area nebulizzata, per far sopportare meglio il caldo agli animali, dei box recintati “deluxe”, dove sarà possibile lasciare libero il proprio animale, e presenza costante di educatori cinofili. Previsto per la stagione estiva anche un calendario di eventi e corsi per i nostri amici a 4 zampe, dedicati all’avviamento all’acqua, pet teraphy, salvataggio in mare e molti altri.

A Marotta lo spazio pet friendly è invece in prossimità delle “Vele” sul Lungomare Cristoforo Colombo.

Numana accoglie i cani in prossimità dello stabilimento balneare n°47, nel tratto di spiaggia libera, con divieto però di balneazione, e nello stabilimento Crazy Beach a Marcelli di Numana.

A Civitanova Marche è possibile invece trascorrere le vacanze con il vostro Fido negli Stabilimenti Marebello, Gigetta, Arturo, Cima d’amore, Ippocampo e Lido Cristallo.

Infine a Grottammare segnaliamo la vasta area dedicata ai cani in prossimità della foce del Fiume Tesino, la spiaggia libera n°14, con 1428 mq, delimitati da rete da pesca e pali di legno, divisi in due zone, la prima adatta al gioco ed il relax su spiaggia, grazie ad una fontana di acqua potabile, una doccia, piccoli massi porta ombrellone, siepi, piante e cespugli; l’altra invece è aperta sul fronte mare, con permesso di portare i cani in acqua.

Ecco quindi alcuni dei tanti luoghi dove trascorrere le vacanze estive insieme agli amici a 4 zampe, senza essere costretti a lasciarli a casa, portandoli nel vostro soggiorno relax sulla costa marchigiana.

(Fonte: http://www.turismo.marche.it)

Le 4 escursioni naturalistiche più belle delle Marche

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29 maggio 2017turismomarche

Tra le tante meraviglie che la Regione Marche conserva gelosamente, vi mostriamo 4 tra le più belle escursioni da fare assolutamente durante la vostra vacanza.

Le Grotte di Frasassi – Genga (AN)

Tra i più emozionanti luoghi marchigiani c’è quello delle famose grotte carsiche sotterranee, aperte al pubblico dal 1974, lontane totalmente da ogni spiraglio di luce naturale, ma ben illuminate artificialmente in modo da mettere in risalto al meglio le sue particolarità.

Le stalattiti, che pendono dall’alto verso la cavità, e le stalagmiti, le quali sorgono da terra e s’innalzano, a volte bianche altre tendenti al rosso, caratterizzano gli ambienti e si sono formate tutte nel corso dei secoli mediante l’accumulo naturale di stratificazioni calcaree, modellate poi da acqua e roccia.

A molte di queste sculture naturali che s’incontrano durante il percorso sono stati dati dei nomi, proprio per la loro somiglianza a oggetti o animali, e tra i più noti troviamo “il diavolo con la candela”, “il castello delle fatine”, “i giganti”, “il cammello”, “l’orsa”, “la spada di Damocle”, “la cascata del Niagara”, “le canne d’organo” e molti altri.

Insieme ad esse, a creare ancor più lo scenario fiabesco, troviamo piccoli laghetti e pozzi, i quali generano accumuli d’acqua ristagnata profondi fino a 25m, convogliati ai piani carsici inferiori.

Durante il percorso s’incontrano una serie di cavità, la prima delle quali è l’Abisso Ancona, talmente ampia da poter contenere senza problemi il Duomo di Milano, successivamente la Sala Duecento, contenente il Castello delle Streghe, la Sala Barbara, il Gran Canyon, costeggiato da crepacci di acqua ricongiunti al Fiume Sentino che costeggia esternamente la Gola, la Sala delle Candeline, costituita proprio da un laghetto dal quale spuntano delle piccole stalagmiti, la Sala dell’Orsa e la Sala dell’Infinito, piena di pozzi dai quali risalivano anche le acque sulfuree.

Uno spettacolare scenario quasi surreale in grado di portare i visitatori, con percorsi adatti ad ogni esigenza di adulti e bambini, nella vera natura incontaminata.

Cascate della Prata e della Volpara – Umito (fraz. di Acquasanta Terme – AP)

Questa escursione parte da Umito, una piccola frazione di Acquasanta Terme e si estende in un bellissimo sentiero tra i castagni che conduce direttamente alla base del salto della Cascata della Prata.

Proseguendo lungo il sentiero ora in mezzo ai faggi, si può ammirare una piccola grotta, antico rifugio dei pastori, e tanti ruscelli e piccole cascate che conducono verso quella grande della Volpara.

Si raggiunge così la base del colatoio della cascata, una parete di lastroni di arenaria incisi in modo levigato dall’acqua che scende dolcemente, raggiungibile a più altezze nei vari salti.

Un suggestivo percorso in mezzo al verde, per trascorrere del tempo coccolati dal suono dell’acqua che scorre e dal fruscio del vento sugli alberi.

Marmitte dei Giganti – San Lazzaro (fraz. di Fossombrone – PU)

L’escursione alle Marmitte dei Giganti è un altro grande spettacolo della natura, delle gole scavate dal fiume Metauro tra le colline marchigiane.

L’erosione prodotta dall’acqua corrente nel corso di migliaia di anni, in passato molto più irruenta rispetto ad oggi, ha prodotto appunto una modifica nelle rocce circostanti, interamente ricoperte di bianco calcare, generando grandi cavità e piccole cascate intorno ad esse, portando così ad uno straordinario scenario.

Lungo il percorso si raggiunge il ponte dei Saltelli, o ponte di Diocleziano, ricostruito artificialmente dopo esser stato demolito durante la Seconda Guerra Mondiale, e da qui si ammira il grandioso canyon del Metauro.

Le cavità inoltre nei periodi di piene eccezionali si riempiono d’acqua, rimanendo comunque circondate dai verdi sentieri, perfetti per una passeggiata nella natura.

Il percorso, per gli amanti dello sport, è praticabile anche in canoa o kayak lungo il dolce tratto del fiume.

Lame Rosse – Fiastra (MC)

L’itinerario delle Lame Rosse nasce su una sponda del Lago di Fiastra ed è un percorso di circa 3Km, dapprima su una strada sterrata, successivamente su un sentiero immerso in una lecceta.

Al termine della piacevole camminata si giunge ad un complesso di formazioni rocciose come pinnacoli e torri costituiti da ghiaia e argilla modellati dagli agenti atmosferici, di colore rossastro.

Un vero e proprio “gran canyon delle Marche”, in grado di donare uno spettacolo unico a chi lo ammira.

AIR SHOW 2017 – Le Frecce Tricolori a Civitanova Marche

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15 maggio 2017turismomarche

TurismoMarche.com e Marchetravelling.com presentano AIR SHOW 2017 – Civitanova Marche (Mc)

Da qualche giorno è stato pubblicato dal PAN (Pattuglia Acrobatica Nazionale) dell’Aeronautica Militare il calendario delle esibizioni per il 2017.

Tra le varie tappe, in Italia e all’estero, è previsto uno spettacolo AIR SHOW di frecce tricolori a Civitanova Marche.

La splendida cittadina balneare delle Marche ospiterà, quindi, sul Lungomare Piermanni le prove di volo Sabato 27 Maggio, e la manifestazione vera e propria con esibizione di aeromobili e lancio di paracadutisti Domenica 28 Maggio.

Uno spettacolo unico che regalerà ai tanti turisti ed al pubblico presente emozioni speciali nella spettacolare cornice di Civitanova Marche, cassa di risonanza per l’intero territorio delle Marche che grazie all’Aereonutica Militare troverà il giusto risalto nell’aspetto culturale, turistico ed economico in Italia ed all’estero.

Le Frecce Tricolori sono certamente la componente più conosciuta dell’Aeronautica Militare,  la preparazione è lunga e durante l’addestramento si procede all’inserimento graduale dei piloti neoassegnati e solo dopo una scrupolosa attività di formazione si procede al volo in formazione completa. Il solista rende lo spettacolo più avvincente facendo restare il pubblico con il fiato sospeso con le sue acrobazie aeree.

La pattuglia al completo vedrà come Capoformazione, al comando di Pony 1, il Maggiore Gaetano Farina, ed a seguire tutti gli altri formati da:

Pony 0 Magg. Mirco Caffelli
Pony 1 Magg. Gaetano Farina
Pony 2 Cap. Luca Galli
Pony 3 Cap. Emanuele Savani
Pony 4 Cap. Massimiliano Salvatore
Pony 5 Cap. Stefano Vit
Pony 6 Cap. Mattia Bortoluzzi
Pony 7 Cap.  Pierangelo Semproniel
Pony 8 Cap. Giulio Zanlungo
Pony 9 Cap. Franco Paolo Marocco
Pony 10 Cap. Filippo Barbero

L’esordio di questa nuova stagione di acrobazie è avvenuto l’8 Maggio a Bari per la Festa di San Nicola, con un’affluenza di migliaia di persone che si sono godute lo straordinario spettacolo sul lungomare Nazario Sauro.

Previsto poi in estate un altro appuntamento sulla costa marchigiana, il 15 e 16 Luglio 2017, sul mare di Porto Recanati (Mc).

Per rimanere aggiornati su tutte le altre tappe del calendario ed eventuali variazioni consultare il sito dell’Aeronautica Militare.

Non perdetevi la spettacolare esibizione delle Frecce Tricolori di Civitanova Marche il 27 e 28 Maggio 2017!

Scegli tra le migliori località balneari delle Marche

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12 maggio 2017turismomarche

Scegli tra le migliori località balneari delle Marche.

Scopri quali sono le località balneari più adatte alle tue esigenze per la prossima vacanza nelle Marche.

Le Marche offrono una grande varietà di scelta di spiagge e località balneari. Da nord a sud si susseguono una molteplicità di luoghi caratteristici, città e borghi che si affacciano sul mare, capaci di incantare l’attento osservatore.

Roccia chiara, sabbia dorata e fine, sasso bianco, acqua azzurra e cristallina, materia e colore, caratteristiche principali delle spiagge marchigiane.

Per la tua vacanza al mare 2017, consigliamo alcune mete stupende nelle Marche, bagnate dalle acque del Mare Adriatico.

Partendo da nord troviamo Gabicce Mare, tranquilla cittadina che tra i tanti suoi pregi ha quello di poter offrire una comoda e tranquilla vacanza alle famiglie ed ai bambini. Collegata al meraviglioso Parco di San Bartolo (favorito da chi pratica l’escursionismo e dagli appassionati di mountain bike) e prossimo alla medievale città di Gradara.

Pesaro, città non solo di mare, ma anche ricca di arte e di cultura. Splendida meta per un soggiorno adatto a gusti ed esigenze di tutte le età. Il lungomare è attrezzato di una lunga pista ciclabile, Ciclovia Adriatica, che costeggia Pesaro fino a Fano per dodici chilometri e dopo il mare avrai tante cose da vivere e scoprire. In agosto gli amanti della musica non potranno perdere il Rossini Opera Festival. A Pesaro, per una vacanza  completa!

Fano e Marotta, mete dove la tranquillità ed il mare pulito sono le principali caratteristiche di spicco di queste due vicine località balneari delle Marche. Luoghi ideali per chi desidera una vacanza confortevole assicurata dai grandi spazi e dall’attenta organizzazione dei numerosi hotel e stabilimenti balneari della zona.

Senigallia, storica e affascinante, con la sua famosa Spiaggia di Velluto, il suo vivace lungomare e un centro storico ricco di storia da riscoprire,  mix perfetto se desideri una  vacanza ricca di emozioni. L’evento estivo più atteso è il Summer Jamboree, il festival internazionale dedicato alla musica e alla cultura dell’America degli anni ‘40 e ‘50.

La Riviera del Conero, spettacolo e patrimonio prezioso per Marche, comprende località come Sirolo, Numana, Portonovo, Camerano, che ti aspettano per una vacanza all’insegna del divertimento e dello sport. La costa offre scenari unici: calette selvagge, grotte e più ampie distese di sabbia e sassi e un piacevole alternarsi di spiagge di ghiaia sottile, scogli e ripide pareti rocciose che precipitano nel mare. La spiaggia delle “Due Sorelle” è la spiaggia che meglio rappresenta la Riviera del Conero, così denominata perché due faraglioni (le “Due Sorelle”) spuntano dal mare. Questa zona è particolarmente consigliata per gli amanti dello sport (trekking, mountain bike, vela, surf, windsurf, tennis e immersioni subacquee) e delle passeggiate nella natura incontaminata che l’omonimo  Parco Regionale offre.

Pedaso e Porto San Giorgio, mete speciali per una vacanza al mare, in breve tempo sono diventate luoghi  dinamici: mare e tranquillità di giorno, discoteche e tanto divertimento la sera specie negli stabilimenti balneari che animano le serate con attrattive per tutti i gusti e per tutte le età.

Infine, la magica Riviera delle Palme, nella parte più a sud delle Marche, rappresenta uno dei gioielli più preziosi del tesoro marchigiano. Comprende località balneari come Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto. Il lungomare sabbioso, la tranquillità dell’ambiente e l’attenzione al benessere dei più piccoli rendono la Riviera delle Palme meta prediletta per un turismo familiare. Consigliate le visite ai centri storici, le parti alte delle città che in alcuni casi offrono viste spettacolari e romantiche sul mare.

Scegli la zona di mare delle Marche che più soddisfa le tue esigenze!!!

 

Marche le Bandiere Blu 2017

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2 maggio 2017turismomarche

Marche le Bandiere Blu 2017: un turismo sostenibile e di qualità

La Bandiera Blu è il prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno alle località balneari turistiche che brillano per qualità di accoglienza e per sostenibilità della gestione turistica nel rispetto di specifici criteri ambientali. Nelle Marche le Bandiere Blu 2017 sono tantissime e si trovano lungo tutta la costa. Anche quest’anno sono 17 le località Bandiera Blu.

Nel nord delle Marche troviamo le prime quattro località balneari fanno parte di questo gruppo: Gabicce Mare, PesaroFano, e Marotta. Da visitare vi suggeriamo la splendida baia degli angeli dalla spiaggia dorata di Gabicce Mare, i chilometri di spiaggia sabbiosa sia libera che attrezzata di Pesaro, le spiagge sia di sabbia che di Sassonia ghiaiosa di Fano e infine di tastare con mano la qualità delle strutture ricettive di Marotta in grado di far fronte ad ogni esigenza.

Più a sud, sono insignite della Bandiera blu la spiaggia di velluto di Senigallia, lo splendido mare della Riviera del Conero con le incantevoli spiagge rocciose caratterizzate da grandi scogli bianchi, che abbraccia Ancona, Numana, Portonovo e Sirolo, straordinarie bellezze della costa marchigiana frequentatissime sia per l’aspetto naturalistico e selvaggio sia per quello più vacanziero e mondano.

Sulla costa maceratese spiccano Civitanova Marche e la vicina Potenza Picena, dalle ampie spiagge sabbiose o ghiaiose con fondali bassi ideali per far giocare i bambini in sicurezza e con tantissimi chalet e strutture ricettive votate al divertimento e al relax. Sul litorale fermano le bandiere sono state assegnate a Porto Sant’ElpidioPorto San Giorgio, con numerosi stabilimenti balneari e complessi ricettivi di primo livello, una pista ciclabile e spiagge prevalentemente sabbiose,  Pedaso con sabbia e ghiaia e un litorale in parte interrotto dalla presenza dello scoglio e molte strutture che rendono piacevole il soggiorno a ogni membro della famiglia. C’è anche Fermo, capoluogo di provincia che ha circa 7 chilometri di litorale di sabbia e ghiaia suddiviso a sud di Porto San Giorgio, quello conosciuto come Marina Palmense, e a nord nelle località di Lido di Fermo, Casabianca e Lido San Tommaso.

In provincia di Ascoli Piceno le Bandiere Blu 2017 sono: Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto, tutte e tre le perle della costa sud delle Marche che costituiscono l’affascinate Riviera delle Palme.

Il Conero in mountain bike percorsi facili

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20 aprile 2017turismomarche

Se ciò che cercate è una vacanza attiva in cui praticare sport ed attività all’aperto, le Marche sono il posto giusto, grazie alle moltissime possibilità di praticare attività sia agonistiche che amatoriali. La Riviera del Conero e il Monte Conero in particolare, sono l’ideale per la mountain bike con percorsi facili per tutti, ma anche più impegnativi se siete già esperti.

Nel percorrerli, attraverserete meravigliose località a picco sul mare da cui godere di incredibili panorami: Numana, Porto Recanati, Camerano,  Portonovo ed AnconaPer un percorso facile sul Monte Conero in mountain bike, vi consigliamo l’anello di Portonovo, con una incredibile vista panoramica sulla costa con le bianche falesie e sulle piccole spiagge di ghiaia della Riviera del Conero.  Si parte dalla piazzetta di Portonovo e si procede lungo la strada asfaltata, in direzione dell’Hotel Fortino Napoleonico, fino ad arrivare al Lago Grande. Da qui, ci si dirige verso il molo per arrivare alla Torre di Portonovo. Proseguendo lungo la spiaggia fino alla chiesa di Santa Maria (che potete visitare, se volete. QUI trovate le informazioni) ci si può spostare verso l’interno dove, costeggiando il Lago Profondo ed attraversando la parte interna si torna al punto di partenza. Il percorso è molto semplice e dura circa 30 minuti, esclusa la visita alla Chiesa.

Per un percorso più impegnativo, potete provare in mountain bike il percorso sul Monte Conero che va dalla Spiaggia di San Michele di Sirolo al Cimitero. Il sentiero si arrampica ripidissimo sul fianco della montagna. Durante l’estate è chiuso al traffico da una sbarra e per entrare si può usufruire del passaggio pedonale. La salita parte dal Ristorante le Cave ed è di circa 3 km con un dislivello di 305 m, da percorrere attraversando il fitto bosco, e tornanti a picco sul mare. Con una mountain bike sarà poi possibile tornare a valle. Se vi sembra troppo faticoso, potete sempre farlo soltanto in discesa!

Senigallia eventi Estate 2017: gli eventi principali dell’Estate a Senigallia

14 aprile 2017turismomarche

Eventi Senigallia estate 2017. I principali eventi e le manifestazioni che ravviveranno l’estate di Senigallia 2017

Senigallia è una vivace cittadina di mare nota per la lunghissima spiaggia sabbiosa che le è valso l’appellativo di spiaggia di velluto. Uno dei fiori all’occhiello della riviera  Adriatica, dalla quale è anche possibile fare escursioni nell’entroterra sulle dolci colline marchigiane.  Ogni anno qui si tengono moltissimi eventi, manifestazioni, spettacoli, concerti, celebrazioni che animano Senigallia durante la primavera e soprattutto durante l’estate.

La prima data da segnare in calendario è il 4  Maggio. In Piazza del Duca dal 4 al 7 Maggio ritorna Fosforo: laboratori, esperimenti, scuole, mostre, stand, giochi, ospiti e show di piazza.
Dal 29 Giugno al 1° Luglio si rinnova l’appuntamento con il tradizionale Caterraduno. La kermesse di Radio 2 tornerà infatti sulla Spiaggia di Velluto  tra il Centro Storico e la Rotonda a Mare. Il 7 Luglio ci sarà un altro appuntamento che si ripete ogni anno, la Notte Rosa, il capodanno dell’estate con concerti e spettacoli unici tutti all’insegna del divertimento e del pensiero positivo. Il giorno dopo, 8 Luglio, la dodicesima edizione della Festa della Rotonda, simbolo per eccellenza della città di Senigallia, che la contraddistingue e la rende magica. Una festa per tutti con iniziative culturali e spettacoli che avranno luogo anche in altre zone di Senigallia.

Tra il 15 e il 23 luglio Senigallia sarà protagonista dell’X-Masters Award, una straordinaria festa dedicata allo sport, una sorta di villaggio dove sarà possibile assistere e praticare una serie infinita di sport non convenzionali come il kite surf, wake board, beach rugby, freestyle e molti altri. Allo stesso tempo diversi gli eventi collaterali e di intrattenimento che come comune denominatore hanno la voglia di divertirti e l’energia del movimento: zumba, crossfit, acquagym e molto altro da vedere – grazie ai tanti professionisti che si cimenteranno nelle diverse specialità – o da provare perché l’X- Masters è movimento, sport, musica e spettacolo.

Immancabile ed inconfondibile, torna anche quest’anno per la diciottesima edizione l’evento che ha reso Senigallia famosa in tutta Europa e che ogni anno attira un maggior numero di visitatori, il Summer Jamboree. Dal 26 Luglio al 6 Agosto, con qualche giorno in più rispetto alle passate edizioni del festival, la città si trasforma in una splendida cittadina anni ’50 in tutto e per tutto. Cultura e sopratutto musica americana di quei mitici anni affollano le vie del centro storico ed il lungomare. Una vera esplosione di colori e di entusiasmo praticamente ovunque si vada in città e al mare.

Nei giorni che precedono il Ferragosto, giochi, musica e incontri a cura della Patorale Giovanile Senigallia animeranno “Destate la festa” dall’11 al 15 Agosto a Piazza del Duca. A fine mese, dal 27 al 30 Agosto dalle 9 alle 24, si terrà invece la tradizionale Fiera di Sant’Agostino che si snoda per le vie del centro storico, i portici ercolani e il Foro Annonario.

Chiude il ciclo di iniziative estive di Senigallia “Pane nostrum. Festa internazionale del pane”, in programma dal 22 al 25 settembre. Una  manifestazione tutta dedicata a questo straordinario cibo, base della nostra alimentazione, cultura e tradizione con degustazioni, informazioni sulla qualità e sulle materie prime, sulle varie tipologie di pane e su tutto ciò che lo riguarda da vicino con eventi ed iniziative curiose e particolarmente interessanti.

Pasqua 2017 nelle Marche tra rievocazioni, eventi ed itinerari

11 aprile 2017turismomarche

La Settimana Santa che precede la Pasqua è appena iniziata. Nelle Marche gli eventi legati alla Pasqua sono tantissimi e disseminati lungo tutto il territorio.

Ad esempio, in provincia di Pesaro Urbino, la rievocazione della Passione del Venerdì Santo si terrà il 14 aprile nel centro di Cantiano coinvolgendo l’intero territorio del borgo medioevale. La rievocazione prende il nome di Turba, dalla tradizione secondo cui il popolo invocava la santa intercessione di Dio e della Madonna per mettere fine a una vita di miseria,  una “turba” di genti.  Sempre venerdì 14 Aprile, a Cagli si può assistere ad uno spettacolo di grande impatto, la Processione del Cristo Morto, durante la quale oltre 400 confratelli, vestiti di tuniche, scalzi e incappucciati percorrono le vie del paese alla luce delle fiaccole, avvolti dal silenzio e dalla musica dei tamburi.

In provincia di Ancona, gli eventi della Pasqua iniziano dal Venerdì santo a Loreto, centro religioso per eccellenza delle Marche che è assolutamente da visitare anche non durante le festività. Qui si tiene una rievocazione storica in costume della Passione Vivente che si con centinaia di figuranti e comparse in costume d’epoca. Anche ad Osimo, si tiene la storica Processione del Cristo Morto, nel centro storico per l’occasione illuminato dalle fiaccole.

Spostandoci in provincia di Macerata, Porto Recanati si prepara una particolarissima Processione del Venerdì Santo: la Bara de Notte. Dodici pescatori scalzi percorre le stazioni della Passione portando la bara in processione. La bara è molto particolare: un congegno di legno alto cinque metri assemblato da un solo artigiano che ne conosce i segreti di montaggio.  A Mogliano si spengono le luci del paese e inizia la rappresentazione dell’ultima cena sulla scalinata dello storico “Ospedale” in piazzale San Michele. Segue la processione della Bara del Cristo Morto.

Nel Fermano, a Monterubbiano,  si tiene il Venerdì Santo la solenne Processione del Cristo Morto. La statua in cartapesta gessata del ‘300 viene portata in processione per le vie del paese su una bara del ‘600, decorata con velluti pregiati.  La più antica manifestazione religiosa si tiene a Monte San Pietrangeli, una rappresentazione liturgico-drammatica della Passione e Morte di Gesù.

Per finire, nel Piceno, assistiamo a uno degli eventi folkloristici di maggiore importanza e a cui accorrono più visitatori a Ripantransone: il Cavallo di Fuoco. Questa manifestazione è unica in Italia. A Monteprandone, invece, una imponente bara dorata, con stoffe e frange d’oro e d’argento che la portano a pesare più di 400 chili, viene portata a spalla da 4 giovani vestiti di nero che si danno il cambio con le altre squadre lungo il percorso.

Simbologia Templare nelle Marche

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5 aprile 2017turismomarche

Alla ricerca nelle Marche dei simboli che i Cavalieri Templari misteriosamente lasciarono scolpiti presso chiese, abbazie, o grotte sotterranee.

Le Marche come regione d’Italia ideale per gli appassionati e ricercatori di simbologia templare. I cavalieri templari durante il Medioevo passarono per le Marche, e alcuni si stanziarono presso edifici di culto e commende. Il motivo piu’ forte di questo loro passaggio è in relazione alla posizione favorevole delle Marche,  zona franca per i viaggi dei Templari in Oriente, in Terra Santa. Lasciarono simboli e segni di questa loro presenza presso lacune chiese ed abbazie. In realtà non abbiamo generalmente documentazioni scritte della loro presenza, a parte del loro insediamento presso la Commenda Templare ad Osimo: nella Chiesa di San Filippo.  Ma molteplici sono i simboli lasciati, in varie zone delle Marche, sia nei portali delle chiese che nei capitelli all’interno.

Uno dei simboli più importanti e ricorrenti è la Croce Patente. La possiamo trovare nella zona del Conero nell’antica Badia di San Pietro, in uno dei capitelli della cripta. Restando sempre nei paraggi della Riviera del Conero, a Camerano all’interno della misteriosa Grotta Ricotti vi è una ben definita Croce Patente. E a pochi chilometri la ritroviamo sulle mura esterne del Duomo di San Leopardo, ad Osimo. In questa suggestiva e antica cittadina nelle vicinanze del Conero, ci sono croci patenti dipinte anche nel Battistero dello stesso Duomo.

Sempre in provincia di Ancona, ma più verso l’interno quasi a seguire quell’antica via che portava ad Assisi e Roma, si possono trovare altre croci patenti. Una all’interno dell’Abbazia di Santa Croce  a Sassoferrato, proprio appena si entra sulla colonna destra del portale. Altre due nella piccola e misteriosa Chiesa di sant’Ansovino ad Avacelli, una ben in evidenza sopra al portale e l’altra in uno dei capitelli interni. Nelle vicinanze di Serra San Quirico, all’interno dell’Abbazia di Sant’Urbano  possiamo scorgere la croce patente in uno dei capitelli. Queste tre chiese appena menzionate sono molto  interessanti per i ricercatori di simbologia templari, in quanto presentano una varietà di simboli e manufatti legati ai Cavalieri Templari.

Passando in rassegna un altro tipico simbolo templare, nelle Marche è possibile trovare il Fiore della Vita, che ha la forma di un semplice fiore a 6 petali. Ad Osimo troviamo tale simbolo nella Grotta di via Pompeiana, nonché sulle mura del campanile del suddetto Duomo. Sempre in provincia di Ancona compare sulle mura esterne della Chiesa di Santa Maria in Castagnola di Chiaravalle. Un particolare Fiore della Vita, contornato da due rapaci, è presente anche all’interno della Badia di San Pietro. Spostandoci più a Nord in bella evidenza è il Fiore della Vita che compare sopra al portale del Duomo di Fano.

Interessante è anche la presenza della Sirena Melusina nelle chiese marchigiane. Questo simbolo, che i Templari  o scalpellisti legati a tale ordine, erano soliti riportare nei luoghi di culto in prossimità di fonti d’acqua, ha origine pagana/celtica. La Sirena è molto legata a tutte quelle antiche divinità legate all’Acqua e ai doni di ‘Madre Natura’, alla fertilità. Le chiese delle Marche dove è possibile trovare tale simbolo templare sono: Santa Maria della Piazza ad Ancona, l’Abbazia di Sant’Elena a Serra San Quirico, la già menzionata Abbazia di Santa Croce nel  Fabrianese.

Caratteristico simbolo templare è anche il Nodo di Salomone. Gli studiosi templari sanno bene quanto sia antico questo emblemma, che i Cavaleri del Tempio appresero durante i loro viaggi in Terra Santa. Il signifcato è legato all’’intreccio’ tra la materia e ciò che è trascendente. Possiamo ammirare tale simbolo nella cripta del Duomo di Osimo e all’interno dell’Abbazia di sant’Urbano. È presente anche a Moie nella Chiesa di Santa Maria.

Sicuramente il simbolo più discusso lasciato dai Cavalieri Templari è il Bafometto. Essenzialmente è un uomo baffuto con delle corna e delle orecchie smisurate di difficile interpretazione. Tale raro simbolo sembra essere presente ad Osimo nella grotta Riccioni, e nell’ Abbazia di Sant’Urbano. In quest’ultima è visibile nella struttura più elevata della chiesa, nella parte alta proprio vicino ad una bifora.

Bibliografia: “La simbologia templare. significato esoterico, mistico e sapienziale” – Fabrizio Bartoli

 

Musei Civici di Pesaro

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22 marzo 2017turismomarche

I Musei Civici di Pesaro hanno sede dal 1936 a Palazzo Mosca, di proprietà del comune.  La Famiglia Mosca era un tempo tra le più importanti famiglie della nobiltà pesarese, originaria di Bergamo.

Nel Settecento il marchese Francesco affidò all’architetto Luigi Baldelli il rinnovamento della struttura del palazzo che arrivò così a godere  di particolare splendore e a diventare un vivace punto di incontro per aristocratici ed intellettuali. Il Palazzo Mosca ospita oggi i Musei Civici di Pesaro e si presenta con una facciata piuttosto sobria al cui centro è visibile uno sfarzoso portale bugnato su cui giace lo stemma della famiglia Mosca. All’interno, troviamo tre corti molto ampie.

Il percorso espositivo dei Musei Civici di Pesaro è stato rinnovato nel 2013. Segue criteri cronologici ed emozionali. Cinque sale del primo piano di Palazzo Mosca ospitano la collezione. Nella prima sala troviamo già uno dei capolavori del Rinascimento italiano: la Pala dell´Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini, datata approssimativamente  1475. Nella stessa sala sono in esposizione dipinti che provengono da chiese e conventi della città e che rappresentano momenti significativi della cultura figurativa locale. Nella seconda sala troviamo invece ceramiche ed altre arti decorative, con gli arredi e le sculture.  Da qui, il museo inizia a seguire un ordine cronologico ed espone opere del pittore pesarese Simone Cantarini, ma anche un gruppo di nature morte aventi come soggetti fiori appassiti, frutti bacati, teschi e clessidre a simboleggiare la precarietà della bellezza e dell´esistenza umana.

I Musei Civici di Pesaro sono stati arricchiti di servizi aggiuntivi come l’angolo wi-fi ed altri supporti multimediali per la visita, nonché con la caffetteria e la sala conferenze.

ORARI

1 giugno – 30 settembre
da martedì a domenica e festivi h 10-13 / 16.30-19.30
1 ottobre – 31 maggio
da martedì a giovedì h 10-13; da venerdì a domenica e festivi h 10–13 / 15.30–18.30
Aperture straordinarie
1 luglio – 31 agosto > tutti i giovedì sera h 21-23
8 – 20 agosto 2016 > tutti i giorni h 10-13 / 16.30-23
20 dicembre – 6 gennaio > tutti i giorni h 10 – 13 / 15.30 – 18.30

BIGLIETTI

INTERO € 10

Il biglietto comprende le collezioni permanenti dei Musei Civici di Palazzo Mosca e Casa Rossini (e mostre temporanee) e l’Area archeologica di via dell’Abbondanza. Consente inoltre l’accesso all’Area archeologica di Colombarone. Il biglietto è valido 7 giorni e consente un ingresso per ogni struttura / si acquista presso le biglietterie di Palazzo Mosca e Casa Rossini.  Sono previste riduzioni. La biglietteria chiude 30 minuti prima.

 PER MAGGIORI INFORMAZIONI

pesaro@sistemamuseo.it

http://www.pesaromusei.it/ 

Le mura castellane di Belvedere Ostrense

15 marzo 2017turismomarche

  

Le mura castellane sono la più visibile testimonianza della storia medievale di Belvedere Ostrense e cingono ancora il castello su tre lati.

La struttura a scarpa attuale risale alla seconda metà del ‘400. Successivamente il nucleo medievale fu ampliato ad est e due porte furono aggiunte in corrispondenza del corso. Nel ‘600 le cortine merlate e il cammino di ronda furono chiusi da un porticato sul quale si costruirono delle abitazioni private, come era in uso all’epoca nelle Marche. Queste costruzioni furono demolite nel corso dell’Ottocento, ma ne restano due tratti sul lato sud.

Il centro urbano di Belvedere Ostrense ha mantenuto pressoché invariato il suo impianto originario: le file di edifici a schiera, le viuzze, le piccole piazze e i vicoli lungo le mura lasciano di tanto in tanto intravedere splendidi scorci panoramici sui dolci declivi collinari tipici della campagna marchigiana.

Il castello di Belvedere (Castrum Belvideris) fu costruito nella prima metà del sec. XII. All’epoca il borgo di Belvedere Ostrense non aveva grandi dimensioni. Deve il suo toponimo alla posizione dominante su di un colle da cui godere di un ampio panorama fra il Misa e l’Esino, dalla costa Adriatica alla catena Appenninica.  Tra le particolarità del territorio di Belvedere Ostrense, notiamo la produzione di vini che attira tantissimi turisti dall’Italia e dall’Europa grazie anche alle numerose manifestazioni.

Il tartufo Nero di Roccafluvione

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8 marzo 2017turismomarche

Il prodotto principe della cultura enogastronomica di Roccafluvione, protagonista indiscusso di molte ricette della tradizione culinaria locale è il pregiato tartufo nero.

Il tartufo nero è un particolare frutto sotterraneo dal profumo intenso e dal sapore molto particolare appartenente alla famiglia dei tuberi. Non si tratta però di un tubero bensì di un fungo micorrizico. Il territorio di Roccafluvione ne è particolarmente ricco grazie alla presenza di alcune tra le piante più idonee alla crescita di questo particolare frutto della terra: la quercia, il carpino nero, la roverella, il cerro, il nocciolo e il faggio.

Il tartufo Nero di Roccafluvione si sviluppa in genere su terreni freschi e ben drenati, spesso in boschi misti di latifoglie ad una altitudine tra i 500 ed i 1000 metri. La raccolta viene effettuata necessariamente con l’aiuto di un cane addestrato. Attenzione: non è permesso raccogliere più di un kg di tartufo al giorno! A Roccafluvione si tiene ogni anno il Festival del Tartufo Nero Pregiato di Roccafluvione, a Gennaio poiché questa qualità di tartufo è prevalentemente invernale. Durante la manifestazione si trova il mercato presso cui acquistare il tartufo nonché diversi cooking show e momenti gastronomici per imparare a cucinare e degustare il pregiato Nero di Roccafluvione.

Se comprate il tartufo fresco, vi consigliamo di pulirlo con molta cura prima di utilizzarlo in cucina. Si può degustare sia crudo che cotto e se ne può utilizzare il succo. Il Tartufo Nero di Roccafluvione rende molto bene in cucina per profumare primi piatti, oppure risotti e anche secondi piatti. L’abbinamento perfetto del tartufo Nero di Roccafluvione è con un buon vino corposo dal gusto rotondo e fruttato come il Rosso Piceno, ma se preferite il bianco, allora vi consigliamo il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Agugliano terra dei castelli

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7 marzo 2017turismomarche

Agugliano terra dei castelli

L’origine del paese di Agugliano risale alla consuetudine di concedere terre ai veterani che avevano combattuto al fianco dell’imperatore Cesare Augusto. Il nome della località sarebbe quindi da attribuire al nome di chi possedeva il territorio su cui si costruì poi il paese, Aquilius. Dall’espresione fundus Aquilianus si originò il toponimo Aquigliano modificato poi in Agugliano. La prima data in cui si hanno notizie certe di Agugliano è il 1062, anno in cui la Ecclesia Santa Mariae de Agugliano viene citata in una bolla di Papa Alessandro II.

Durante il XIII secolo, i castelli di Masi e Mimano (oggi nella zona di Agugliano e Castel d’Emilio) furono distrutti, e il il fundus Aquilianus divenne prima castrum e poi castello, seguendo la tendenza per la quale le popolazioni tendevano a stabilirsi più in alto sulle colline per difendersi.  Il Castello di Agugliano è oggi riconoscibile solo per quanto riguarda l’antico perimetro murario, mentre Castel d’Emilio, il cui territorio è annesso a quello di Agugliano dal 1800, ha subito meno cambiamenti ed è ben conservato. La prima testimonianza del castrum Agulliani, il castello di Agugliano risale al 1356, quando è elencato nella Descriptio Marchiae del Cardinale Albornoz.

Agugliano è un pittoresco borgo nella Terra dei Castelli a poca distanza da Ancona che in età medievale costituiva uno dei venti castelli storici a difesa della città dorica. Oggi la Terra dei Castelli rappresenta cinque comuni limitrofi, Agugliano, Camerata Picena, Offagna, Polverigi e Santa Maria Nuova, che si uniscono grazie alla passione per le antiche tradizioni e all’amore per il proprio territorio. Questi deliziosi borghi offrono a chi li visita un’atmosfera affascinante anche solo passeggiando attraverso i centri storici, a cui si unisce l’eccellenza della tradizione enogastronomica.

Chiesa di Sant’Ermete a Gabicce Monte

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1 marzo 2017turismomarche

 

Chiesa di Sant’Ermete a Gabicce Monte

A Gabicce Monte si trova la Chiesa di Sant’Ermete, principale monumento di interesse storico-artistico della località. La Chiesa risulta essere stata fondata sui beni donati ai monaci ravennati da un castellano chiamato con il nome di Sant’Ermete appunto. Secondo alcuni documenti, la Chiesa di Sant’Ermete,  risalirebbe sino al 775.

All’interno della Chiesa si trovano oggetti ed opere d’arte di valore. Ad esempio troviamo candelieri e reliquiari che restano a testimonianza di ciò che doveva essere il tipo di arredo. Vari saccheggi hanno purtroppo lasciato la Chiesa di Sant’Ermete molto impoverita nel patrimonio. Entrando nella Chiesa, colpisce subito il quadro della “Madonna del latte”, di scuola marchigiana risalente al XV secolo, ed un Crocifisso in legno proveniente dalla Chiesa della Natività di Maria distrutta nel 1963 e che potrebbe risalire per fattura alla fine del trecento, o ai primi del quattrocento.

Questo patrimonio artistico si unisce al vasto patrimonio naturalistico nel fare di Gabicce Monte e Gabicce Monte una località unica che unisce mare, collina e parco naturale. I paesaggi che si possono godere da qui sono incredibilmente variegati e contribuiscono a dare un’atmosfera unica a chi li visita.  La località di Gabicce Monte si trova su di un promontorio a ridosso della piccola baia di Gabicce Mare, da cui si gode di una ampia vista fino a Cesenatico e Rimini e anche di Porto Verde e fino alle colline dell’entroterra marchigiano. Per questo è meta molto amata dalle famiglie con bambini, così come dalle coppie in cerca di scorci romantici.

 

Dove fare Surf sulla Riviera del Conero

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28 febbraio 2017turismomarche

I posti consigliati per fare surf da onda nell’incantevole scenario della Riviera del Conero

Immaginate uno degli sport acquatici più audaci del mondo, il surf da onda,  in una delle cornici più suggestive in assoluto: la Riviera del Conero.
Le onde non saranno chiaramente paragonabili al mare dell’oceano, e dovremo fare a meno dell’adrenalina da Point Break… ma il setting è realmente da favola.

La Riviera del Conero si trova leggermente più a sud della città di Ancona. Sono principalmente tre i posti consigliati dove fare surf nella cornice del Parco del Conero.
Tutti si caratterizzano per la bellezza, per il panorama e per l’acqua del mare pulita e azzurra.

Si può surfare a Portonovo, la località balneare più in voga nelle Marche anche per il kite surf e per il wind surf. Portonovo è fondamentalmente una baia con tante tipologie di spiagge, tutte situate sulle pendici del Conero, ma ognuna con delle caratteristiche diverse.
Le due spiagge ideali del Conero dove fare surf da onda sono la spiaggia della Torre e la spiaggia della Vela.
La prima si trova proprio a fianco dell’antica Torre De Bosis in direzione sud, mentre la spiaggia della Vela comincia appena dopo la chiesa di Santa Maria.

A Sirolo si trova la terza spiaggia dove vi consigliamo di praticare surf da onda sulla Riviera del Conero: la spiaggia dei Sassi Neri.
Questa spiaggia, come suggerisce il nome, è famosa per il colore dei suoi sassi e perché si trova proprio sotto le pendici del Monte Conero.
E’ un posto magico ed incantevole per fare surf!

Godetevi quindi le onde dell’Adriatico in uno scenario meraviglioso delle Marche, la Riviera del Conero.

 

Il Pozzo della Polenta a Corinaldo

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28 febbraio 2017turismomarche

Il Pozzo della Polenta a Corinaldo

Nel 2017 cade il quinto centenario dall’assedio di Corinaldo da parte dell’esercito di Francesco Maria I della Rovere, spodestato Duca di Urbino. Il Paese di Corinaldo seppe resistervi dopo 23 giorni di assedio proprio grazie a questo pozzo, che garantì sufficienti riserve idriche. Il curioso nome “Pozzo della Polenta” deriva invece dalla leggenda secondo la quale un contadino appoggiò al pozzo un sacco di farina di mais dopo aver percorso a fatica i 109 gradini della scalinata a metà della quale si trova il pozzo. Accidentalmente il sacco cadde nel pozzo e la farina di mais mescolata all’acqua diede origine alla polenta.

Il Pozzo della Polenta è a metà di via La Piaggia, e risale alla seconda metà del ‘400. Il tiranno di Corinaldo Antonello Accattabriga lo fece costruire per fornire acqua alle abitazioni di quella parte del paese. Fu interrato poi nei primi anni del ‘900 quando fu ristrutturata la scalinata. Dal 1980 è diventato parte della scenografia della rievocazione storica chiamata “Contesa del Pozzo della Polenta” che ricorda questo leggendario episodio. La celebrazione ha luogo ogni terzo fine settimana di Luglio da più di trent’anni. I festeggiamenti prevedono musica con tamburi e chiarine per rievocare le lunghe marce degli eserciti che andavano in battaglia, oltre a sbandieratori ed arcieri che eseguono spettacolari performance.

Per visitare il Pozzo della Polenta 

Via Tarducci 21 – Corinaldo (AN)

Tel: 071.679043 – staff@pozzodellapolenta.it

Oasi Santa Maria dei Monti a Grottammare

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23 febbraio 2017turismomarche

Oasi Santa Maria dei Monti a Grottammare 

L’Oasi Santa Maria dei Monti a Grottammare ha una struttura risalente al XVII secolo. Completato il complesso Padre Nicola da Monteprandone dell’ordine dei frati minori riformati, si costruì una nuova chiesa con la realizzazione di un’immagine mariana affrescata. Purtroppo andò in parte distrutta a causa di un incendio. Oggi resta visibile solo la raffigurazione della Madonna con Bambino nell’abside sopra dell’altare maggiore.

Nell’Oasi Santa Maria dei Monti, nei pressi del mare, si tengono campi scuola, esercizi spirituali, ritiri, soggiorni climatici, vacanze per famiglie e gruppi sia laici che religiosi. La location si presta particolarmente perché è silenzioso, molto adatto al riposo e alla riflessione spirituale. Il chiostro e le verande affacciati sull’Adriatico sono incantevoli.

La presenza di un parco interno favorisce tale clima e offre ai bambini un luogo protetto dai pericoli. E’ particolarmente adatta per esercizi e ritiri spirituali, convegni, assemblee, gruppi ecclesiali, grazie alla presenza di una spaziosa sala da pranzo, e di vari ambienti per incontri. L’edificio del convento ha un corpo di recente costruzione mentre la struttura antica è sviluppata intorno a una corte chiusa sul lato nord. La corte è quadrata e ha portici con volte a crociera e a botte. Dentro la chiesa ci sono varie opere d’arte. A seguito di alcuni restauri, la Chiesa di Santa Maria dei Monti ha subito una radicale trasformazione. Sono scomparsi l’antico oratorio, le epigrafi sui muri e i dipinti di frate Lorenzo Bonomi che nel XVII secolo aveva affrescato il chiostro. Nel complesso sono state collocate le stazioni della Via Crucis opera di Ubaldo Ferretti.

L’Arco d’Augusto di Fano

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21 febbraio 2017turismomarche

Cosa vedere a Fano, la città dal carnevale più antico d’Italia

Fano è una cittadina di circa 60 928 abitanti in provincia di Pesaro Urbino, famosissima per il suo carnevale. I carri allegorici, le manifestazioni e i dolci tradizionali la rendono conosciuta in tutta Italia. Ma la storia Fano inizia in tempi molto antichi e rende la città ricca di molte altre cose da vedere. Fano fu un centro piceno e poi romano, periodo nel quale la città si sviluppò notevolmente grazie alla sua posizione strategica. La storia di Fano si rivede oggi nelle architetture civili, religiose e siti archeologici che ne costellano il territorio. Uno di questi rappresenta un vero e proprio simbolo della città: l’Arco d’Augusto.

L’Arco d’Augusto di Fano è la porta della città dall’antica via Flaminia, a forma di arco a tre fornici, due fornici laterali minori e un fornice centrale maggiore. Esternamente fu realizzata mediante sovrapposizione di blocchi squadrati in pietra d’Istria, messi in opera in filari omogenei con piani di appoggio continui. Sulla chiave di volta, troviamo una decorazione di animale che oggi non è più riconoscibile ma forse raffigurava un elefante. L’arco doveva presumibilmente far parte di un gruppo di tre porte ma le altre due non sono visibili oggi. L’Arco Augusto è datato intorno al 9 d.C. grazie all’iscrizione sul fregio, nelle grandi lettere scolpite nella pietra che dovevano un tempo contenere lettere in bronzo dorato. L’iscrizione recita:

 « L’imperatore Cesare Augusto figlio del Divo (Giulio Cesare), pontefice massimo, console per la tredicesima volta, (rivestito) della potestà tribunizia per la trentaduesima volta, acclamato imperatore per la ventiseiesima volta, padre della Patria offrì le mura »

Il monumento fu distrutto nel 1463, ad opera delle artiglierie di Federico da Montefeltro e fu successivamente riedificato dall’Imperatore Costantino con una nuova iscrizione che non è però più visibile oggi.

VACANZA AL MARE NELLE MARCHE, POSTI CONSIGLIATI PER LE FAMIGLIE

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17 febbraio 2017turismomarche

Vacanza al mare nelle Marche posti consigliati per le famiglie.

Le Marche: la regione ideale per le famiglie per trascorrere una vacanza al mare, ecco una guida con i posti e le località balneari ideali.

La regione Marche offre un’ampia scelta di località per trascorrere la vacanza al mare. I luoghi dove andare al mare nelle Marche sono tantissimi e tutti, per caratteristiche diverse, molto affascinanti e capaci di rendere il soggiorno piacevole e divertente, rilassante ed emozionante.

Sono sempre più le famiglie che scelgono di trascorrere una vacanza nelle Marche all’insegna del sole e del mare pulito che qui rappresentano una costante, ma ci sono tantissime altre caratteristiche che affascinano e attraggono i visitatori. Che siano ampie spiagge di sabbia sottile o strette baie sassose dai colori inaspettati, che siano zone servite da stabilimenti e strutture o che siano insenature difficili da raggiungere o da scoprire immerse nella natura incontaminata, che siano località balneari votate al divertimento o al relax, ogni turista nelle Marche troverà quello che cerca, perché il mare delle Marche offre una vacanza su misura per tutti.

Cominciando la nostra selezione di località balneari ideali per famiglie troveremo, partendo dal nord della regione la meravigliosa Gabicce Mare che, alle pendici del monte San Bartolo, sorge sulla piccola Baia degli Angeli. Una spiaggia sabbiosa e un centro turistico d’eccellenza grazie all’elevato numero di strutture qualificate e locali dedicati al divertimento e ancora, Gabicce Mare è anche storia, arte, cultura, natura ed enogastronomia di prim’ordine.

Scendendo, anche la straordinaria Pesaro potrà dare molte soddisfazioni, non solo arte e storia ma anche un mare cristallino e una spiaggia sabbiosa potranno rendere le vacanze delle famiglie rilassanti e indimenticabili.

Scendendo più a sud la località balneare di Fano, famosa per il suo antichissimo carnevale, è una ridente cittadina caratterizzata da coste basse, sabbiose o ghiaiose, e colline che degradano dolcemente verso il mare.

Non da meno la bellissima Marotta, la Berlino dell’Adriatico, ispiratrice della famosissima canzone “Il mare d’inverno” scritta da Enrico Ruggeri e portata al successo da Loredana Berté. La cittadina vanta uno splendido lungomare che alterna spiagge sabbiose e ghiaiose affiancato da strutture ricettive accoglienti e capaci di soddisfare anche il turista più esigente, sia che voglia rilassarsi sia che voglia divertirsi o fare sport.

Famosa per la Rotonda a Mare e per la Spiaggia di Velluto, adorata dalla famiglie, è la scenografica Senigallia, una località che sa essere rilassante e divertente allo stesso tempo. Le sue spiagge, ampie, finissime e dorate – insieme ai tanti stabilimenti, al lungomare, alle diverse aree ciclabili e ad uno splendido centro storico –  la rendono una meta di vacanza sempre più ambita e apprezzata, adatta a tutte le età, dai ragazzi alle famiglie, ai meno giovani.

Scendendo si giunge alla magica Riviera del Conero, un bellissimo tratto di costa compreso tra Ancona e Numana, alto e roccioso con scenari da favola, a picco sul mare, ricco di insenature e piccole spiagge rocciose o sassose. Tra la meravigliosa cornice del promontorio del Conero e un mare azzurro e cristallino si trovano piccoli paradisi naturali e oasi immerse nella macchia mediterranea, spiagge diventate mete ambitissime per il loro aspetto selvaggio e per la loro riservatezza come quelle di Sirolo con la Spiaggia dei Sassi Neri, libera e incontaminata, o la splendida Spiaggia delle Due Sorelle, simbolo della città.  Altrettanto spettacolari sono Numana, con le caratteristiche baie a ridosso della falesia, Portonovo, centro balneare, turistico e paesaggistico scelto anche dagli amanti del wind surf, e la splendida Porto Recanati, che grazie ai bassi fondali e ai tanti stabilimenti viene scelta ogni anno da sempre più famiglie.

Proseguendo il viaggio tra le località balneari più interessanti delle Marche si annoverano anche Porto Sant’Elpidio – che si sviluppa seguendo il litorale, scelto dalle famiglie perché tranquillo e molto servito – e Porto San Giorgio, apprezzato dai turisti per il gran numero di strutture, per le sue belle spiagge sabbiose e per l’’interessante patrimonio storico. Poco distante Pedaso, con un’affascinate lungomare intitolato ai cantautori, una conformazione geografica dal risvolto paesaggistico molto particolare, diversi edifici storicamente importanti, e strutture di prim’ordine offrono ai vacanzieri ogni tipo di confort regalando una vacanza indimenticabile.

Infine, nella parte più meridionale della regione la meravigliosa Riviera delle Palme che va da Cupra Marittima al fiume Tronto, passando per Grottammare e San Benedetto del Tronto. Tre splendide cittadine dove i denominatori comuni sono: uno splendido mare pulito, strutture accoglienti e stabilimenti rinnovati, spiagge ampie e sabbiose molto comode. A rendere tutto questo unico e straordinariamente affascinante il riuscito connubio tra natura e uomo: splendide palme di ben 13 varietà si susseguono su tutto il litorale fruibile anche grazie a diverse piste ciclabili e reso ancor più bello dalle villette in stile liberty che si affacciano sul mare.

Piazza Arringo ad Ascoli Piceno

16 febbraio 2017turismomarche

Piazza Arringo ad Ascoli Piceno

Piazza Arringo è stata il tradizionale luogo del potere della città di Ascoli Piceno nel corso dei secoli ed un probabile foro in epoca romana. Il nome deriva da gli “aringhi” o “arenghi”, adunanze popolari che si tenevano nel medioevo. La piazza ha una pianta rettangolare ai cui lati sorgono edifici pubblici e privati di varie epoche, eppure tutti armonizzati l’uno con l’altro grazie al travertino.

In Piazza Arringo ad Ascoli Piceno si trova il Duomo di Sant’Emidio, che è stato completamente ricostruito tra la seconda metà del sec. XI e la prima metà del sec. XII, momento in cui si possono datare le basi delle due torri frontali, la cupola e la cripta. Dal 1482 subì le trasformazioni più vistose,ed altri successivi significativi interventi sono avvenuti agli inizi del ‘700. Sempre nella Piazza troviamo anche  il Battistero di San Giovanni, uno dei più notevoli esempi di architettura romanica in Italia ed il Palazzo vescovile, costituito in realtà da tre diversi edifici: un nucleo minore, un nucleo principale ed il palazzo Roverella. Quest’ultimo è di grande rilievo poiché si tratta di un tipico esempio di palazzetto bugnato rinascimentale.

La Piazza da il nome anche al Palazzo dell’Arengo, sede della Pinacoteca Civica e del Comune, che ha inglobato alcuni antichi edifici medievali lasciando visibili alcune parti nelle due sale a tre navate del piano terra. Il Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno ha sede in questa piazza nel Palazzo Panichi.

Le fontane di  Piazza Arringo ad Ascoli Piceno risalgono al 1884: sono due fontane gemelle in travertino con inserti in bronzo (cavalli marini, pesce, putti e mascheroni).

In epoca medievale, al centro della piazza fu piantato un grande olmo che simboleggiava la vita della città e la piazza era anche sede di tornei cavallereschi, legati alle celebrazioni del Santo Patrono.

 

L’anfiteatro romano di Ancona

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15 febbraio 2017turismomarche

L’anfiteatro romano di Ancona

Una delle cose da vedere durante un giro turistico nel centro storico di Ancona è l’anfiteatro romano Si trova proprio nella zona più antica della città, appena sotto l’importante Duomo di San Ciriaco. Ciò che rimane dell’anfiteatro è una vasta area recintata visibile dall’esterno. È un posto silenzioso e magico: ha la capacità di far catapultare il turistica nelle antiche gesta dei gladiatori e negli spettacoli che l’Impero Romano offriva al popolo. Una particolarità di questo sito archeologico di Ancona è il fatto che vi si combattessero anche battaglie navali!

L’anfiteatro romano di Ancona è stato costruito in piena età augustea verso la fine del primo secolo a.c.. Aveva una grande capienza di circa 10000 spettatori, che potevano assistere agli spettacoli su 20 gradinate. Si pensa quindi che accorresse alle importanti manifestazioni anche gente proveniente dalle periferie. Un altro particolare importante è la presenza di un grande arco, visibile dalla strada, che ingloba l’antica porta alla precedente acropoli greca: l’architetto dell’anfiteatro sembra quindi che volesse mantenere la precedente costruzione greca.

Nelle vicinanze dell’anfiteatro romano è possibile notare la presenza di un frigidarium, ovvero un complesso di antiche terme romane. Sul pavimento ancora ben conservato è possibile vedere il simbolo di un delfino ed una scritta di età augustea che menziona i duo viri della colonia romana.

Per poter trovare hotel, bed and breakfast nel centro storico di Ancona clicca qui : ANCONA

Per poter visitare visitare l’anfiteatro romano rivolgersi a:

Segreteria Soprintendenza Archeologia delle Marche tel.071 50298202 –

dal lunedi al venerdi ore 10.00-12.00 Prenotazioni per Gruppi superiori alle 20 unità

Museo del Mare a San Benedetto del Tronto

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14 febbraio 2017turismomarche

Museo del Mare a San Benedetto del Tronto

Il Museo del Mare a San Benedetto del Tronto si trova in più punti del Mercato Ittico all’Ingrosso, al Molo Nord del porto di San Benedetto. A fare da cornice al museo, l’intero porto di San Benedetto del Tronto. Il porto più a sud delle Marche e secondo per importanza, con una nutrita flotta peschereccia. I due piccoli bracci perpendicolari al litorale, il molo nord e sud, risalgono ai primi del novecento. Le banchine sono state ampliate ed altre ne sono state realizzate in tutta la parte interna dello scalo per garantire più sicurezza e costruire la nuova sede della Capitaneria di Porto.

Il Museo del Mare a San Benedetto del Tronto è  un vero e proprio polo museale dedicato interamente al mare, in cui sono compresi l’Antiquarium Truentinum, il Museo delle Anfore, il Museo Ittico “Augusto Capriotti”, il Museo della Civiltà Marinara delle Marche e la Pinacoteca del Mare, che però ha sede nei locali di Palazzo Piacentini.

Le iniziative del Museo del Mare a San Benedetto del Tronto sono svariate. I laboratori didattici pensati per le scolaresche permettono ad esempio di approfondire la conoscenza delle anfore, oppure di informare sulla cultura marinara e alcuni antichi mestieri di supporto alla pesca.

Al Museo del Mare si possono studiare le varietà ittiche che popolano i mari e inevitabilmente le reti dei pescatori o saperne di più sulle vele sambenedettesi, simbolo della storia marinara di San Benedetto del Tronto. Ogni barca era caratterizzata da vele con un diverso disegno, dai colori vivaci, create a mano con materiali naturali come il nero di seppia e la terra colorata.

INFO PER LA VISITA

Museo del Mare

Viale Colombo n. 94

63074 San Benedetto del Tronto – AP

tel. +39 0735 592177 / +39 0735 794588

cell. +39 393 8925708

musei@comunesbt.it

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Museo Storico e Grotte di Gradara

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8 febbraio 2017turismomarche

Museo Storico e Grotte di Gradara

Il Museo Storico di Gradara custodisce una collezione inestimabile e di grande interesse di oggetti antichi e documenti storici grazie ai quali è possibile rivivere la storia della città di Gradara e toccare con mano l’intrigante atmosfera del Medioevo.

I percorsi sono tre:  il percorso letterario, quello medievale e quello popolare. Si può, quindi, vivere una attraverso una fedele ricostruzione con costumi, arredi e immagini senza tempo la storia d’amore tra Paolo e Francesca (V canto dell’Inferno di Dante). Oppure è possibile visionare incredibili strumenti di tortura, armi medievali e oggetti curiosi che ci arrivano dalla storia, o ancora rivivere una tipica giornata al Castello con l’esposizione sugli usi e costumi della civiltà contadina.

All’interno del Museo Storico di Gradara sono custodite le uniche grotte medioevali visitabili del castello (incluse nel biglietto del museo). Le grotte di Gradara proteggono segreti da oltre 1.500 anni in una serie di cunicoli scavati nel sottosuolo, ancora ben conservati. Questi erano probabilmente centri per riunioni segrete e luoghi di culto bizantino. Secondo molti studiosi, vennero usati in epoca medievale come vie di fuga in caso di pericolo.

INFO PER LA VISITA

Museo Storico e Grotte di Gradara

Piazza 5 Novembre 8/9- 61012 – Gradara (PU)

tel. 0541 969586 cell. 338 1034043

museo@museostoricogradara.com

http://museostoricogradara.com/

Orari

Dal 15 Marzo al 30 Settembre aperto tutti i giorni h. 10:30/13:00 – 14:30/18:00

Dal 15 Giugno al 15 Settembre apertura anche serale h 20:30/23:00

Dal 1 Ottobre al 14 Marzo aperto solo festivi e prefestivi h 10:30/13:00 – 14:30/18:00

Apertura straordinaria su richiesta:

Si possono scattare foto all’interno

Teatro dell’Arancio a Grottammare

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8 febbraio 2017turismomarche

Il Teatro dell’Arancio a Grottammare si trova a Piazza Peretti, al centro del borgo. Nella piazza di trovano anche i maggiori edifici pubblici del vecchio comune: la Chiesa di San Giovanni Battista, il palazzo comunale e la torre civica.

A nord della piazza vediamo anche la struttura che ospitava il convento. Questi edifici caratterizzano la struttura e le composite prospettive della piazza. Il Teatro dell’Arancio è uno dei 73 teatri storici marchigiani costruiti a partire dalla fine del XVIII secolo, epoca in cui si vide una diffusione capillare dei teatri, che coinvolse anche i piccoli centri.

Il nome del Teatro dell’Arancio di Grottammare deriva dalla prospera pianta di arancio che si trovava al centro della piazza antistante. Il Teatro fu realizzato alla fine del Settecento dall’architetto ticinese Pietro Maggi come simbolo del benessere economico e della animata vita sociale dei ceti dominanti della Grottammare di quel tempo.

Il Teatro dell’Arancio si colloca ad est della piazza. Ha una facciata in mattoni a vista. Sin dall’esterno di possono distinguere i tre ordini di diversa altezza. La struttura poggia su una loggia ad archi e volte a crociera da cui è possibile godere di un suggestivo scorcio di panorama costiero del paese e dei borghi marinari della Riviera delle Palme.

Purtroppo oggi non rimangono resti dell’arredamento interno originario. Tuttavia nel 2003 l’edificio è tornato a essere agibile e la struttura è stata attrezzata come spazio espositivo, dopo un accurato restauro.

INFO PER LA VISITA
Teatro dell’Arancio Piazza Peretti, 1  – Grottammare

Tel 071 2075 880

info@amat.marche.itwww.amatmarche.net/

 

Chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo a Casteldimezzo

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2 febbraio 2017turismomarche

Chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo a Casteldimezzo

Casteldimezzo è una frazione del comune di Pesaro, nel Parco naturale regionale del Monte San Bartolo. Il Santuario di Casteldimezzo, anche Chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo, si trova in una piccola piazza dentro le mura ed è di origine molto antica. Ad oggi si conserva ancora molto bene la facciata in stile romanico, a cui però manca il rosone. Si distinguono le tre arcate che formano l’interno. Il campanile fu invece rifatto nel 1957 a seguito dei danni provocati da un fulmine.  L’ultima ristrutturazione risale al 1980 e ne ha completamente trasformato la parte interna.

Una tavola del pittore Francesco Zagarelli è quanto di più importante resta degli antichi quadri ed arredi. Essa rappresenta la Madonna con i due santi titolari della chiesa, i santi Apollinare e Cristoforo. La Chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo viene anche chiamata Santuario del Crocefisso in onore di un crocifisso in legno che risale ai primi del 1400, scolpito da Antonio di Buonvicino e dipinto dal veneziano Iacobello del Fiore. Secondo la leggenda, questo Crocifisso arrivò qui a causa del naufragio di una nave intorno ai primi del 1500 nella zona. Ad esso furono attribuiti poteri miracolosi, e dunque nel 1518 la popolazione costruì nella chiesa una cappella dove riporlo con una lapide.

La devozione al Crocifisso della Chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo è molto viva ancora oggi. Il lunedì di Pasqua si tiene la tradizionale Festa del Crocifisso ed in una delle cappelle laterali della chiesa si possono trovare ancora decine di ex-voto.

La Chiesa dei Santi Apollinare e Cristoforo di Casteldimezzo contiene anche altre opere d’arte. Dietro l’attuale altare maggiore si trova una Pala d’altare attribuita a Francesco Zaganelli di Cotignola. Vi si torva anche il sarcofago contenente le reliquie di Santa Vittoria, martire del III secolo. Anch’esso viene portato in processione il lunedì di Pasqua. Dal 1982 è stato poi aggiunta anche una statua lignea del Maestro Loreno Sguanci, raffigurante S. Massimiliano Maria Kolbe.

Per visitarla:  d.federici@fscb.org – Tel. 0721 208246 – Cell. 3388149033 – Orario S. Messa: Feriale 18.30; Festivo 16.00

 

La Chiesa di San Filippo del Piano ad Osimo

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30 gennaio 2017turismomarche

L’area in cui sorge la Chiesa di San Filippo del Piano ad Osimo ha una storia antichissima. Testimonianze orali tra gli agricoltori  riferiscono del ritrovamento di selci che potrebbero essere datate nel Periodo Paleolitico.

Con certezza sappiamo invece che la località di San Filippo fu abitata da una comunità di Galli Senoni nel V secolo a.C.. Questi reperti archeologici, trovati agli inizi del XX secolo, sono ora visibili presso il Museo Archeologico Nazionale di Ancona.

La chiesa di San Filippo de’ Plano sorgeva già nel XII secolo nella valle del Musone, circa a metà distanza tra Jesi ed Osimo. Questo risulta dagli archivi diocesani, dove si cita che nel 1187 “il pontefice Urbano III nomina, tra le chiese dipendenti da tale diocesi, l’“Ecclesia Sancti Philippi de Plano”.  La chiesa ha fondamenta di 1.80 m e due cripte che fanno pensare a costruzioni sacre precedenti.

San Filippo de’Plano resta uno dei pochissimi insediamenti templari italiani documentati storicamente. I cavalieri templari vi si insediarono per più di 100 anni, affittando dalla Diocesi di Osimo la chiesa, la casa adiacente ed i campi circostanti. Resta però un mistero la scelta di questa località lontana dai centri urbani ed a metà collina invece che sulla sommità, dove sarebbe stata più facilmente difendibile. La zona era dotata di una piccola chiesa dedicata all’Apostolo Filippo (che si ritiene autore di un Vangelo apocrifo molto discusso). Forse la scelta del toponimo aveva una valenza simbolica che ignoriamo. Oppure i Cavalieri cercavano (o nascondevano) altro nelle vicinanze della chiesa.

San Filippo è un luogo permeato da un’atmosfera di pace e benessere che fa pensare a un Genius Loci davvero importante.  I visitatori che arrivano qui per caso o per passaparola restano sempre conquistati dalla sua magia. La Chiesa di San Filippo del Piano è visitabile su prenotazione telefonando al 339 7287252.

Alberto Mazzocchi

I Piceni nelle Marche: siti archeologici nella zona del Piceno

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25 gennaio 2017turismomarche

Musei e siti archeologici dei Piceni nelle Marche nella zona del Piceno

In tutta la regione Marche, sono numerosissimi i siti archeologici dei Piceni. Molti materiali di vario genere ed epoca si trovano nei diversi musei che costellano il territorio. Alcuni siti archeologici, invece, fanno proprio parte del paesaggio. In esso sono inglobati armonicamente regalando al passante viaggi nella storia a cielo aperto. Le Marche devono infatti ai Piceni gran parte della propria storia antica.

La civiltà dei Piceni, estremamente interessante e all’avanguardia per l’epoca, visse nei territori attualmente marchigiani ed in parte abruzzesi tra il IX e il IV sec. a. C.. Il nome della popolazione, i Piceni o Picenti, sembra essere di derivazione romana. Le popolazioni picene erano convenzionalmente connesse al picchio (picus) che, secondo Plinio il Vecchio, le guidò in queste zone. Il picchio è infatti ancora oggi stilizzato nel simbolo della Regione Marche.

Tra i centri segnati in maniera più significativa dal passaggio dei Piceni troviamo il borgo di Belmonte Piceno (FM). Postazione fortificata e ben difendibile, il borgo di Belmonte Piceno conserva ancora la particolarissima pianta dell’antico centro abitato, strettamente legata alla conformazione del territorio. Le testimonianze archeologiche a Belmonte Piceno includono tre necropoli che raccontano di una Belmonte incredibilmente vivace ed importante.

La città di Ascoli Piceno (AP) è uno degli esempi più significativi di museo a cielo aperto che racconta di diverse epoche storiche Dalla splendida Piazza Arrigo parte un itinerario che ripercorre la storia dei Piceni e il loro passaggio nelle Marche, attraverso l’attuale chiesa di San Gregorio, e fino all’opificio papale voluto da papa Giulio II.

Gli insediamenti dei Piceni erano volutamente distanti dal mare, per allontanare il rischio di incursioni dei pirati. Tra le eccezioni a questa scelta troviamo Cupra Marittima (AP), dove l’assenza di paludi e la possibilità di sfruttare approdi naturali permisero la nascita di un insediamento anche in prossimità delle coste. Al Museo Archeologico del territorio si trova una considerevole selezione di materiali con lo scopo di raccontare la comunità dei Cuprenses, i Piceni di Cupra, nella massima espansione demografica, culturale ed economica, fra VI e V secolo a.C.

Museo Pio IX a Senigallia

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23 gennaio 2017turismomarche

Una raccolta dei ricordi dell’amatissimo Pontefice Pio IX è custodita e conservata nel Palazzo dei Mastai-Ferretti, sede del Museo Pio IX a Senigallia ancora oggi visibile nei pressi di Piazza Roma e dell’attuale edificio del Comune di Senigallia.

Il Pontefice Pio IX, nato Giovanni Maria Mastai Ferretti a Senigallia nel 1792, fu Papa per quasi 32 anni ed è stato proclamato beato nel 2000. Durante il suo pontificato, fece molto per la città di Senigallia, colmando un vuoto con le sue fondazioni a supporto dei più deboli.

L’edificio del Museo Pio IX a Senigallia è una costruzione imponente e di buona linea architettonica, risalente alla fine del XV secolo. Accanto al portone di ingresso, una targa in marmo bianco recita: “a Pio IX – qui dove il XIII Maggio MDCCXCII – egli nacque – rese omaggio il mondo cristiano – nel I centenario”. Nel palazzo si conservano molti oggetti antichi, appartenuti al papa sia in gioventù che da Pontefice, tra i quali la culla, il suo letto da viaggio tutto smontabile e gli indumenti.

Al primo piano si accede salendo uno scalone di pietra che rende maestoso l’edificio. Alle pareti si trovano alcune stampe del periodo del pontificato di Pio IX, nonché l’albero genealogico della famiglia Mastai Ferretti. Meraviglioso il salone di rappresentanza di questo nobile antico Palazzo, tutto interamente decorato ad hoc con tele e cassapanche realizzate su misura nel XVII secolo. Da notare gli interni tutti in stile, le belle porte decorate a grottesche, i quadri alle pareti, nonché i preziosi mobili e soprammobili appartenuti alla famiglia e realizzati nei secoli XVIII e XIX.

Oggi il Palazzo Mastai è in uso alla Diocesi di Senigallia, che tiene aperte al pubblico le sue sale per tutti i visitatori. Oltre al Museo Pio IX, il Palazzo ospita al piano terra la ricca Biblioteca Diocesana costituita da più di 30.000 volumi moderni e da un affascinante fondo antico, sistematicamente inseriti nel catalogo online (i records si rintracciano sia nel polo CEI sia in sbn).

INFO PER LA VISITA

 Museo Pio IX – Palazzo Mastai – Via G.M. Mastai, 14 Senigallia

Tel. : 07160649 Fax : 07160094

palazzomastai@pionono.ithttp://www.diocesisenigallia.it/

Aperto tutti i giorni feriali 9-12 e 17-19 (ultimo ingresso 15 minuti prima della chiusura)

ingresso gratuito

 

Enoteca Regionale delle Marche ad Offida

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23 gennaio 2017turismomarche

Enoteca Regionale delle Marche ad Offida

La conformazione geografica collinare del territorio offidano e dei comuni limitrofi compresi tra il Tronto e il Tesino, permette la produzione di vini pregiati la cui qualità va sempre migliorando grazie a studi ed accorgimenti di cui in passato non si teneva conto. La realtà vitivinicola picena può contare su una DOCG – “Offida” caratterizzata da tre tipologie: Pecorino, Passerina ed Offida Rosso e su 3 DOC: Rosso Piceno (anche nella tipologia Superiore) che nel 2008 ha festeggiato il quarantennale dell’istituzione (1968), Falerio e Terre di Offida (nelle tipologie Passerina Passito, Vin Santo e spumante).

L’ Enoteca Regionale delle Marche ad Offida è ospitata in una struttura suggestiva, l’ex- convento  trecentesco di San Francesco, ed offre centinaia di etichette locali da acquistare o degustare con il supporto di un sommelier.  Le iniziative connesse alla nascita dell’Enoteca Regionale delle Marche sono sempre in crescita e questo ha dato una nuova immagine turistica del borgo di Offida.

La gestione del nuovo Wine Bar: Spaziovino è affidata alla Cooperativa Oikos. In questa sede è possibile partecipare ad esempio a dei laboratori del gusto, nei quali essere guidati all’abbinamento dei vini ad altri prodotti (formaggi, salumi, dolci, pane) da esperti del settore. Si organizzano anche corsi per aspiranti sommeliers oppure convegni ed eventi di tipo culturale. Alcuni di essi possono svolgersi nella nuova terrazza che si affaccia sulle antiche mura, venuta alla luce grazie al restauro completato nel 2004. Durante questi lavori, in modo quasi casuale, vennero alla luce resti di alcune strutture ad arco al di sotto di quello che era il piano di calpestio della vecchia cantina del convento di San Francesco.

INFO PER LA VISITA:

Enoteca Regionale delle Marche Via Giuseppe Garibaldi , 75 – Offida

Tel.: 392 992 4404

 www.spaziovino.it- infospaziovino@gmail.com

Per il calendario degli eventi e delle degustazioni CLICCA QUI

Il Castello Svevo di Porto Recanati

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19 gennaio 2017turismomarche

Il Castello Svevo di Porto Recanati si trova nella centralissima Piazza Fratelli Brancondi, nel cuore della vita cittadina sia in estate che nelle altre stagioni.

La data di costruzione del Castello Svevo di Porto Recanati risale secondo alcuni al 1229. In quell’anno Federico II di Svevia donò le terre sul quale si trova il comune di Recanati.

Come molte altre fortezze federiciane, fu costruito con funzione difensiva.  Gli attacchi dei pirati e in particolare dei Turchi accomunavano infatti tutta la costa adriatica. Sopra le mura, si può ancora vedere il camminamento di ronda con feritoie, utilizzato per la guardia dall’alto. Il portale di entrata aveva il ponte levatoio ed alla struttura originaria fu aggiunto nel 1404 un fossato riempito d’acqua proveniente dal fiume Potenza con un canale ad hoc.

La vita del piccolo borgo marinaro e di pescatori ruotava attorno al Castello Svevo di Porto Recanati , fulcro del primo nucleo cittadino.  All’interno delle mura del castello si svolgevano le interazioni quotidiane della popolazione locale. Vi si trovavano le torri, visibili ancora oggi, la chiesa, gli uffici per il porto, la residenza del Commissario comunale di Recanati e le umili abitazioni della popolazione, costituita principalmente di pescatori.

La torre principale del Castello Svevo di Porto Recanati è alta 25 metri e venne costruita prima dell’intera fortificazione. Era originariamente a pianta quadrangolare, poi modificata a pianta ottagonale. La seconda torre è invece cilindrica e risale al 1400. La corte del Castello Svevo di Porto Recanati oggi è sede dell’Arena Beniamino Gigli, intitolata al conosciutissimo tenore recanatese. Attualmente è utilizzata come sede per le maggiori manifestazioni culturali, soprattutto durante  la stagione estiva. Al primo piano del Castello è oggi  possibile visitare la Pinacoteca Comunale.

 

Chiesa del SS Sacramento a Polverigi

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19 gennaio 2017turismomarche

Chiesa del SS Sacramento a Polverigi

La Chiesa del SS Sacramento a Polverigi  è un edificio risalente al XIII sec. di stile romanico/gotico. La costruzione della chiesa e del convento attiguo ebbe probabilmente inizio nella seconda metà del 1200, ad opera degli eremitani di S. Agostino.  Risultò distrutto parzialmente da un incendio alla fine del 1300 e fu conseguentemente ristrutturato, consolidato e rialzato per renderlo più armonioso.

Ad oggi, la Chiesa del SS Sacramento a Polverigi è parte del complesso della Villa Comunale Nappi. Rappresenta una importante pagina di storia e storia dell’arte della città di Polverigi. Diversi beni culturali si trovano infatti al suo interno, che vi consigliamo di visitare.

Si conservano oggi il lato porticato dell’antico chiostro del monastero, residuo del complesso conventuale venduto alla famiglia Nappi che lo ristrutturò per costruire la propria residenza estiva. La facciata della Chiesa del SS Sacramento è articolata in quattro lesene. Un portale elegante caratterizza l’ingresso, con sopra un rosone circolare e due finestre con arco a tutto sesto.

All’interno della chiesa c’è una sola navata con tetto a capriate in legno. L’abside in cui la navata finisce è rettangolare con volta a crociera. Ai lati dell’abside si trovano il campanile e la sacrestia. Quattro sono gli altarini dedicati al culto dei santi che si incontrano lungo la navata. La pavimentazione si presenta con da due fasce in pietra continue e parallele, interrotte vicino al presbiterio e al centro della navata, dove si trovano una stella ed un rosone con petali romboidali.

Sulle pareti invece sono presenti numerosi affreschi raffiguranti santi realizzati tra il XV ed il XVII secolo. Vi si trovano, dipinti di Giuliano Presutti, Antonio Liberi da Faenza, Ernst van Schaych, Domenico Simonetti, Domenico Peruzzini, Francesco Podesti, Giuseppe Caprari, una tavola di scuola del Barocci, un affresco del xv sec. 2 tele anonime, un paliotto del Paltrinieri ed un organo ligneo di Venanzio Fedeli. La chiesa è inoltre ricca di un impianto decorativo in arte povera composto da tre strati di affreschi sovrapposti.

Cosa visitare nei dintorni di Morro d’Alba

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18 gennaio 2017turismomarche

Borghi da visitare nell’entroterra, nei dintorni di Moro d’Alba. Dove il paesaggio bucolico e agreste delle Marche è più incantevole che mai.

Lontano dai grandi centri urbani e dalle località balneari, le Marche offrono infinite possibilità di viaggio per un turismo rurale fatto di ambienti bucolici ed agresti, di borghi medievali, di caseggiati, di case coloniche in campagna, di gastronomia di qualità e di enologia di eccellenza.

A Morro d’Alba e nei dintorni, il paesaggio è caratterizzato dagli inconfondibili campi coltivati suddivisi in riquadri. Ce ne sono a perdita d’occhio! I borghi di queste zone hanno ancora l’agricoltura come fulcro dell’economia locale. Molte strutture hanno saputo valorizzare e promuovere le produzioni di queste zone (frutta, verdura, vino, olio, carne e produzioni artigianali) portando armonia tra tradizione e modernità.

Ecco alcuni borghi che vi suggeriamo di  visitare. In questo territorio sono molti i monumenti che ne testimoniano il valore storico. Se ne trovano ad esempio ad  Ostra, antichissima cittadina di origine medievale. Non lontano da qui, i caseggiati medievali immersi nel verde delle colline della Vallesina fanno da scenario ai borghi di Belvedere Ostrense e San Marcello. Queste sono le zone di produzione di eccellenze vinicole come il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Il famoso vino Lacrima di Morro d’Alba, conosciutissimo vino DOC dal colore rosso rubino intenso, si produce appunto a Morro d’AlbaPiù verso l’interno, facciamo una sosta ad Ostra Vetere  con le rovine dell’antica città romana di Ostra.

Poco più a nord troviamo Corinaldo, recentemente conosciuta per gli eventi dedicati alla festività di Halloween. Non andate via senza visitare Serra de’ Conti, un grazioso borgo di antiche origini ma perfettamente conservato.

Il Castello di Fiorenzuola di Focara

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12 gennaio 2017turismomarche

 

Il Castello di Fiorenzuola di Focara è edificato su uno sperone roccioso a strapiombo sul Mare Adriatico.

Il promontorio di Focara è il punto di confine geografico ad est della Romagna. L’aggiunta della specificazione “di Focara” al nome del borgo denominato Fiorenzuola è  dovuta alla presenza di fuochi che segnalavano la posizione ai naviganti, o forse alla presenza di fornaci in cui cuocere laterizi. Sulla porta attraverso cui si accede al borgo, si conserva una targa commemorativa del passaggio di Dante Alighieri. Il  Canto XXVIII dell’Inferno recita: “Poi farà sì ch’al vento di Focara, non farà lor mestier voto né preco”.

Il Castello di Fiorenzuola di Focara è edificato su uno sperone roccioso a strapiombo sul Mare Adriatico. Si trova nel Parco naturale regionale del Monte San Bartolo, ma a pochi km dalle località balneari della zona. Cattolica e Gabicce Mare, ad esempio, sono raggiungibili in circa 15 di minuti di auto. Si tratta di uno dei quattro castelli edificati tra il X ed il XIII secolo per fornire difesa e controllare il valico della Siligata, oggetto di contesa tra i Malatesta di Rimini e quelli di Pesaro. Le altre tre roccaforti si trovano a Casteldimezzo, Gradara e Granarola. La cittadina è stata oggetto di un sapiente restauro che le ha dato nuovo splendore. Ad oggi, del Castello di Fiorenzuola di Focara rimangono alcuni resti delle mura medievali con tre dei cinque bastioni che segnavano la cinta muraria pentagonale e portali del ’600-’700.

Il Castello di Fiorenzuola di Focara affaccia su uno strapiombo sul mare che permette di godere di un incredibile panorama. Passeggiando in questo piccolo borgo se ne resta particolarmente affascinati poiché è quasi possibile respirare e rivivere  la memoria del passato nei suoi vicoli e nelle sue piazzette.

Monte Conero, un libro di storia a cielo aperto

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11 gennaio 2017turismomarche

 

Il Parco Regionale del Monte Conero è un vero e proprio libro di storia a cielo aperto. Oltre alle splendide località marine, ingloba fitte aree boschive, chiese antiche e reperti archeologici di grande valore. 

Il Parco Regionale del Monte Conero, istituito sin dal 1991, è meta di numerosissimi visitatori ogni anno. Ingloba le splendide località marine di Numana e Sirolo le cittadine di Osimo Camerano oltre al capoluogo Ancona. Una meta ricca di occasioni per una vacanza con tutta la famiglia.

Tra i siti di maggiore interesse per curiosi e studiosi, vi sono le incisioni rupestri del Monte Conero. Per raggiungerle, vi consigliamo di partire poco sopra Pian dei Raggeti. Seguite il sentiero 1 in salita verso la cima del Monte Conero. e le indicazioni “Sculture Rupestri”.

Le incisioni rupestri non sono semplicissime da identificare ma con un po’ di attenzione riuscirete a notare sul terreno un basamento in pietra di circa 75 metri quadrati incisi in più punti, inconfondibilmente dalla mano dell’uomo in epoca remota. Si tratta di canaletti rettilinei e circolari, piccole vasche e altri segni enigmatici. Non abbiamo informazioni certe riguardanti la funzione di tali incisioni rupestri. Alcuni studiosi sostengono fosse uno spazio sacrificale. Altri ancora  di una sorta di mappa geografica antica dei siti ubicati nella zona del Monte Conero.

Per saperne di più: cliccate qui

Non lontano da qui, proprio in cima al Monte Conero, si trova anche l’Abbazia o Badia di San Pietro, una delle chiese più antiche delle Marche. La Chiesa risale all’anno 1000. Di stile romanico, ma con all’interno capitelli in stile gotico e sculture di grande interesse. Qui è ancora oggi possibile celebrare cerimonie e si gode di uno dei più bei panorami di tutta la Riviera del Conero.

Se siete appassionati di Storia ed Archeologia, vi interesserà certamente una visita alle Grotte Romane del Monte Conero. Per raggiungerle, potete lasciare l’auto nei pressi del campo sportivo di Poggio di Ancona e percorre la provinciale in direzione di Sirolo fino al km 11,050. Salite quindi per una tortuosa stradina che diventa il sentiero 7 del Monte Conero. Le Grotte Romane del Monte Conero sono cave in galleria, parzialmente riempite di detriti. Probabilmente usate come fonte di materiali edili per importanti opere e monumenti di Ancona. Per ora è possibile esplorarne solo una prima parte. Vi suggeriamo sempre di non avvicinarvi troppo alle pareti rocciose e prestare attenzione a pipistrelli ed insetti.

Numerosi sono i sentieri naturalistici del Monte Conero percorribili a piedi o in bicicletta, alcuni dei quali si originano dalla frazione Fonte d’Olio. Punto di ritrovo e di ritorno per i numerosi escursionisti e ciclisti che popolano il Monte Conero durante la stagione estiva, ma non solo.

Per organizzare il vostro soggiorno nella zona del Monte Conero, visitate la sezione dedicata alla Riviera Del Conero, in cui trovare Hotel, Agriturismi, Bed and Breakfast, Country House in cui soggiornare.  

Chiesa di Santa Maria di Piazza ad Ostra Vetere

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10 gennaio 2017turismomarche

Chiesa di Santa Maria Annunziata di Piazza di Ostra Vetere

Si è recentemente celebrato il primo centenario della ricostruzione neogotica della Chiesa di Santa Maria Annunziata di Piazza, chiesa principale del centro storico di Ostra Vetere. La Chiesa odierna risale al 1910. Tuttavia, sorge sulle fondamenta di un’antica abbazia benedettina risalente al 1444 interamente ricostruita in stile neo-gotico ad eccezione della facciata. La cupola ed il campanile sono di singolare imponenza e sovrastano il centro abitato di Ostra Vetere.

L’interno a croce latina della Chiesa di Santa Maria Annunziata di Piazza è suddiviso in tre navate, divise da pilastri di diverso stile e voltate a crociera con archi a sesto acuto. Sopra le volte della navata è presente la struttura tradizionale in capriate lignee che reggono poi il tetto. All’esterno la superficie è coperta da coppi in cotto.

All’interno della chiesa sono esposte alcune opere di pregio. Ad esempio un prezioso paliotto in scagliola del settecento che raffigura l’annunciazione della Vergine Maria ed una “Madonna con bambino, S.Giovanni Battista e S.Antonio Abate” attribuita a Claudio Ridolfi, ma più probabilmente del suo allievo Cialdieri. Le navate laterali finiscono in due nicchie, dove si conservano una effigie della Madonna di Lourdes e due statue raffiguranti il Sacro Cuore e S. Rita. L’altare maggiore ha uno sfondo in mattoni grigi e rossi. Il laterizio caratterizza anche tutte le parti architettoniche della Chiesa.

Oggi la Chiesa di Santa Maria Annunziata di Piazza è Chiesa Parrocchiale. La Comunità qui celebra e venera fin dal 1500 come Santo Patrono S. Giovanni Battista.

Le informazioni riguardanti la Chiesa di Santa Maria Annunziata di Piazza di Ostra Vetere si possono rintracciare nel saggio dell’ingegnere Francesco Fiorani, aggiornato di recente con scoperte significativamente integrative al già ampio lavoro precedentemente pubblicato.

Weekend benessere nelle Marche, 10 idee di viaggio

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5 gennaio 2017turismomarche

Weekend benessere nelle Marche per chi cerca relax e pace: ecco dove andare.

Se volete riposare e rigenerarvi stando a contatto con la natura, un weekend benessere nelle Marche è la scelta giusta. Sono numerose le località che offrono silenzio, pace e anche svariati centri benessere diffusi su tutto il territorio regionale. Ecco 10 idee di viaggio che possono garantire al vostro soggiorno una perfetta riuscita in relax, benessere ed armonia.

In provincia di Pesaro-Urbino si trovano i primi tre caratteristici borghi medievali in cui vale la pena fermarsi. Gradara, tra i Borghi più belli d’Italia con il suo Castello, è conosciuta per la menzione nella Divina Commedia che si riferisce alla tragica storia d’amore tra Paolo e Francesca. A loro si ispirano i trattamenti benessere di coppia che potete trovare a La Loggia Relais. Scegliete Pergola per nutrirvi di arte e cultura, oltre che di splendidi e rilassanti panorami. Dopo l’immancabile visita al Museo dei Bronzi dorati, in cui si conserva il gruppo statuario di origine romana, fatevi coccolare all’Agriturismo Il Casale. Non distante, anche Urbino è ricchissima di storia, arte e cultura. Palazzo Ducale e la Casa di Raffaello meritano certamente una visita. Per una pausa all’insegna del relax, del benessere e dell’enogastronomia di eccellenza, fermatevi all’Agriturismo Samsara o alla vicina Antica Locanda La Diligenza.

In provincia di Ancona e sulla Riviera del Conero si trovano angoli spettacolari in cui perdersi anche soltanto di fronte allo spettacolo della natura in ogni stagione. Un paradiso per chi ama fare lunghe e rilassanti passeggiate, anche fotografiche. Ad Osimo e a Serra San Quirico ad esempio si gode di una spettacolare vista su tutta la Riviera. Viste da lontano, queste cittadine danno l’idea di poderosi e inespugnabili castelli circondati di verde. Nelle vicinanze, sono diversi i centri che possono offrire accoglienza di alta qualità, di relax e di benessere. Vi suggeriamo i silenziosi giardini di Casa Vacanze Lolìa, o del Bed and Breakfast Bellafiora, oppure ancora le splendide piscine all’aperto di Country House Airone, del vicino Agriturismo Il Parco di Kipo, della Fattoria Fontegeloni e dell’Agriturismo La Tana del Lele.

Se puntate all’enogastronomia, con la sua produzione di uno dei più conosciuti vini marchigiani, Morro d’Alba è la vostra meta ideale per un weekend di relax e benessere nelle Marche. Oltre a degustare il famoso vino Lacrima di Morro d’Alba, troverete ristoro alla Casa Vacanze Le civette, con centro benessere interno o all’Agriturismo Filodivino, circondato da un incantevole paesaggio fatto di vitigni autoctoni.

Spostandosi più a sud sul territorio marchigiano nel maceratese e fermano, costruzioni religiose e antiche torri costellano il territorio fornendo diversi spunti su cosa visitare. A Sant Elpidio A Mare, abbazie, antiche chiese e basiliche sapranno ritemprare lo spirito del visitatore, e un po’ più a sud, a Moresco, il territorio è dominato dalla Torre eptagonale di 25 metri di altezza con merlatura ghibellina del XII secolo e dalla Torre dell’orologio del XIV secolo. Sarà un piacere perdersi per le vie del centro storico, di forma ellittica con una piazza triangolare e vie molto strette. Per completare la passeggiata in modo rilassante, approfittate della piscina all’aperto circondata dal frutteto e con vista sull’ Adriatico dell’Agriturismo Casa Vecchia.

Per finire, verso la Riviera delle Palme e nell’ascolano le occasioni per una vacanza o un weekend benessere sono incalcolabili. Se preferite il mare, scegliete Grottammare.  Potrete abbandonare l’auto e pedalare lungo una delle più ampie e curate piste ciclabili della riviera che costeggia il mare per una vacanza senza stress, soggiornando al Residence Mareamare. Se preferite la montagna, potete scegliere il borgo di Roccafluvione che ha poco più di 2000 abitanti. È parte della comunità montana del Tronto ed è luogo di tartufi pregiati, nonché di silenzio. Al Bed and Breakfast Il Rifugio dei Marsi, oltre al relax al centro benessere potrete soggiornare in una botte e godere del contatto più diretto con la natura.

Consulta la nostra Guida Completa a tutte le strutture ricettive presenti nelle Marche per organizzare il tuo prossimo weekend benessere nelle Marche.

 

 

Neve sui Sibillini: riaprono le piste da sci a Bolognola

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5 gennaio 2017turismomarche

Neve sui Sibillini: riaprono le piste da sci a Bolognola

Cadono i primi fiocchi di neve ed è già tutto pronto per un week end sulle piste da sci.

Come da previsioni la neve non si è fatta attendere in tutte le Marche e se la sventurata befana avrà difficoltà ad arrivare puntuale senza catene, più fortunata è la riapertura domani della stazione sciistica di Bolognola (MC). E allora perché non concedersi un bel week end sulle piste da sci?

Se volete dare un’occhiata alla situazione meteo prima di partire potete accedere ad una delle nuove webcam installate. Diverse dislocate sul territori: alla partenza della sciovia Calstelmanardo, a quota 1600 metri con vista sulle piste di Porte di Berro ed una che inquadra il campo scuola e la parte iniziale della pista azzurra marchigiana nei pressi del rifugio ZChalet.

Numerose le iniziative in programma tra le quali la sciata con la befana in programma per domani 6 gennaio, l’ufficiale apertura della stagione sciistica l’8 gennaio in compagnia di Multiradio e la fiaccolata sulla neve e vin brulè per il 14 gennaio.

Sulle piste è funzionante il noleggio delle attrezzature, la scuola di sci e sono regolarmente aperte tutte le strutture ricettive tra ristoranti, baite ed alberghi. La scuola di sci garantisce la presenza di maestri della scuola Sci Nazionale che nei giorni di apertura potranno seguire i principianti nel campo scuola. Per acquistare gli abbonamenti stagionali (o prenotare maestri di sci) si può inviare una mail a info@bolognolaski.it con i propri dati e la tipologia di richiesta. Oppure gli abbonamenti si possono acquistare direttamente presso il punto vendita di Paolo Sport a Sarnano (MC). I biglietti giornalieri sono disponibili direttamente in biglietteria all’arrivo. Alle tariffe sono previsti sconti ed agevolazioni per i bambini, per proprietari delle seconde case e residenti dei comuni di Bolognola, Acquacanina e Fiastra.

Un’ottima occasione di rilancio della montagna marchigiana pesantemente toccata dai recenti eventi sismici che hanno interessato l’area dei Sibillini, così come affermato anche dal direttore e titolare della società Funivie Bolognolaski srl, Francesco Cangiotti.

Museo delle Pipe e dei Fischietti a Massignano

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3 gennaio 2017turismomarche

Una visita al caratteristico Museo delle Pipe e dei Fischietti a Massignano

Massignano (AP) è anche chiamato il paese dei vasai (‘u paese de li cuccià). Il soprannome è dovuto ad un’antica tradizione locale di ceramiche sonore e da fumo, rispettivamente fischietti e pipe.

Questa tradizione risale a secoli fa ed era tramandata di padre in figlio. Grazie ad anni di ricerca tra collezionisti, artigiani del settore e anche persone comuni che hanno gelosamente custodito oggetti che un tempo erano di uso quotidiano, è stato possibile vedere la nascita del Museo delle Pipe e dei Fischietti, il quale si può considerate come nucleo storico ed artigianale di Massignano. Nel museo si espongono opere dei Maestri Vasai e dell’artigianato popolare, suddivise in due sezioni. La prima dedicata alla “Terracotta popolare”, in cui si trovano manufatti tra i più diffusi e caratteristici dell’artigianato massignanese. La seconda specificatamente dedicata a “Fischietti e Pipe” nella quale troviamo esempi dell’artigianato locale ma anche proveniente da varie parti d’Italia e del mondo.

Nel 2012 si è svolta in piazza la manifestazione “Massignano si infiamma”, nella quale è stato disposto nella piazza centrale del paese un forno di bottiglie e malta di argilla, realizzato utilizzando ben 715 bottiglie di vetro e nel quale sono stati messi a cuocere piastrelle e oggetti realizzati dai ragazzi nel laboratorio di ceramica. Una volta raggiunta la temperatura di 900 gradi (in circa 10 ore) si è potuto celebrare, con brindisi e spettacolo di fuoco, la preparazione dei manufatti di ceramica così come avveniva un tempo.

Informazioni utili per visitare il museo:

Via Roma – Massignano (AP)  Telefono: 073572112 –

 comune.massignano@emarche.it  –  www.comune.massignano.ap.it

Informazioni utili per soggiornare nei dintorni di Massignano

Mostra Presepi artistici Monte San Giusto

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2 gennaio 2017turismomarche

Mostra Presepi artistici Monte San Giusto

La magia di questo periodo natalizio trova la sua massima espressione nella rappresentazione della Natività. Nei presepi sparsi lungo tutto il territorio marchigiano si più fare un vero e proprio viaggio nel tempo. Oggi vogliamo parlarvi di alcune rappresentazioni davvero speciali, fatte con maestria e sapienza.

Nello storico Palazzo Bonafede di Monte San Giusto sarà possibile fino al 22 gennaio 2017 fare un tuffo nell’arte presepiale visitando la Mostra dei Presepi Artistici di Andrea Pistolesi. Monte San Giusto, splendido borgo marchigiano in provincia di Macerata, vanta una tradizione centenaria nell’arte dei presepi. Già dal 1590 nella Chiesa dei Frati Minori Osservanti ne veniva custodito uno che poi subì le vicissitudini del Convento fino a tornare nelle mani dei frati dopo la caduta di Napoleone e al suo restauro alla fine dell’Ottocento. Nel secondo dopoguerra, questa tradizione rifiorisce grazie a due cultori sangiustesi di eccellenza. Ricordiamo Mario Pirro e Giuseppe Brandimarti, le cui realizzazioni sono in parte state salvate e conservate nel Palazzo Bonafede. Oggi brillano di luce nuova accanto a quelle nate dalla passione dell’artista Andrea Pistolesi.


Andrea Pistolesi
di Monte San Giusto è un eccellente cantante lirico. Coltiva la passione per l’arte dei presepi sin da quando era bambino. Si definisce autodidatta, utilizza materiali come il legno, il polisterene, il cartongesso, le lattine, la plastica trasparente e il das,  decorati con colori a tempera o acrilici, polvere di stucco e micro lampade.

Nel 2013 su invito dell’Amministrazione Comunale di Monte San Giusto si è prodigato nell’allestimento di una mostra permanente di presepi con parte della sua collezione. La mostra ha ottenuto ampio consenso tanto che, dall’inaugurazione ad oggi, ha registrato oltre 18 mila presenze. Si compone di circa 30 rappresentazioni realizzate con statue proveniente da tutta Italia. Ogni riproduzione offre ambienti ispirati ai paesaggi marchigiani e dà vita a visioni di realtà quotidiana. Quest’anno alcune delle novità riguardano un grande presepe meccanico realizzato con l’aiuto del fermano Cesare Ciccalè, un presepe del Maestro Fabio Modeo ed una suggestiva Natività collocata all’interno di una casa colpita dal sisma, quest’ultima in segno di vicinanza e di affetto nei confronti delle popolazioni di alcune zone delle Marche colpite dal recente disastroso evento sismico.

Queste tutte le informazioni che lasciano spazio alla fantasia … ora non resta che lasciarsi coinvolgere nella magia del presepe visitando la mostra che è aperta nei feriali fino all’8 gennaio dalle 16.30 alle 19.30,  nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, nei prefestivi dalle 16 alle 20. Gli altri giorni su prenotazione. Ingresso libero. Per info e prenotazioni contattare: +39 320 7092549

L’Artista Andrea Pistolesi e alcuni momenti della realizzazione di qualche esemplare della collezione esposta a Palazzo Bonafede – Monte San Giusto (MC)

In vacanza a Gabicce con i bambini: cose da fare

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1 gennaio 2017turismomarche

Qualche idea su cose da fare in vacanza a Gabicce per una vacanza con i bambini.

Gabicce Mare è alle pendici del monte San Bartolo, nella baia denominata degli Angeli. Insieme ad altre 10 località delle Marche,  si è aggiudicata per il 2016 la Bandiera Verde. Questo riconoscimento viene conferito alle località ideali per vacanze con i bambini in base a precisi criteri, come la pulizia del mare e delle spiagge, la poca profondità delle acque, la presenza di sabbia, l’elevato numero di strutture qualificate e dei servizi dedicati ai bambini, giochi e centri sportivi.

Gli stabilimenti balneari di Gabicce sono attrezzati per i bambini.  Spesso offrono zone gioco,  mini club e animazione, nursery, zona pappe e un servizio di braccialetto antismarrimento. Le spiagge di Gabicce sono raggiungibili in bicicletta, con un comodo servizio di noleggio gratuito di biciclette con seggiolino. Il mare non è mai troppo profondo e la sicurezza in spiaggia è garantita anche dal servizio di salvataggio.

Il centro di Gabicce è a traffico limitato (ZTL) da Giugno a Settembre.  La zona pedonale offre diversi punti gioco, nonché gelaterie e altri punti ristoro. Per il divertimento dei bambini, a Gabicce   segnaliamo la Casetta di Marzapane sul Lungoporto. È qui che grazie alla guida di educatori esperti, i bambini possono svolgere attività ludico-didattiche anche di sera.

Non distante da Gabicce, è possibile partecipare a laboratori e visite guidate per bambini riguardanti l’educazione ambientale organizzati dal Parco del monte San Bartolo.  Per esempio, si può partire alla scoperta dei rettili o degli insetti, o delle impronte degli animali. Si consiglia sempre di prenotare . A pochi Km da Gabicce si trova anche l’Acquario di Cattolica, sempre  molto apprezzato dai bambini. Poco più distante (circa 16 Km), si trovano anche l’Aquafan ed il Parco Oltremare.

Molte strutture ricettive di Gabicce offrono sconti e servizi dedicati ai bambini, come menù speciali, lettini con sponde, scalda biberon, passeggini, babysitter e pediatra. Consulta le strutture consigliate a Gabicce Mare.

Per informazioni sugli eventi e le attività organizzate a Gabicce Mare, contatta la Pro Loco

Vacanze sulla neve Marche. Località consigliate per un week end sulla neve nelle Marche alla riapertura degli impianti sciistici.

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30 dicembre 2016turismomarche

L’inverno è arrivato e con esso la voglia di sciare. Nevica già in alcune località mentre la neve si fa ancora attendere in altre. Qualche consiglio sulle piste e i posti ideali dove sciare,  fare snowboard oppure ciaspolare nelle Marche.

Alcuni dei posti più emozionanti si trovano in provincia di Macerata. Nonostante le difficoltà di quest’anno legate ai recenti eventi sismici, a Sarnano riaprono gli impianti sciistici. Sarnano è uno splendido borgo medievale che gode di un fantastico paesaggio e  in cui i visitatori trovano anche le terme e diverse manifestazioni legate alla storia e al folklore locale. Le strutture sciistiche di Santa Maria Maddalena e Sassotetto si trovano tra i 1300 e i 1680 metri. Si tratta di circa 11 km e mezzo di piste per lo sci di fondo, delle quali quattro innevate artificialmente.

Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini si trova Frontignano di Ussita, una delle più belle località dell’Appenino. Quest’anno tutte le attività legate allo sci sono da ritenersi da confermare. Vi segnaliamo la ciaspolata del 6 Gennaio da Ragnolo a Sassotetto. La zona offre numerose alternative anche culturali e attività all’aperto sia d’inverno che d’estate: sci e snowboard, ma anche trekking e mountain bike. Anche a valle, le infrastrutture turistiche consentono di praticare ad esempio nuoto, tennis, equitazione.

In provincia di Pesaro Urbino, riaprono gli impianti sul Monte Carpegna, dove dal 15 gennaio al 5 marzo saranno anche possibili  escursioni guidate con le  ciaspole, con il supporto di una  guida naturalistica AIGAE. Sempre in provincia di Pesaro Urbino, vicino  Frontone si trova il piccolo comprensorio del Monte Catria con una sciovia, una manovia e una cestovia che dalla frazione di Caprile risalgono la vetta del Monte Acuto, fino ai 1510 metri d’altezza. Un totale di 6 km di piste da sci di varia difficoltà. Queste località sono particolarmente adatte alle famiglie e a chi volesse passare una vacanza d’inverno con i bambini grazie al campo scuola.

Due giorni nel piceno, cosa vedere

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28 dicembre 2016turismomarche

Se avete due giorni liberi a disposizione, vi suggeriamo cosa vedere e scoprire nella zona del piceno tra borghi, importanti città storiche, escursioni e passeggiate tra le montagne.

Nello splendido territorio del piceno, abbracciato dai Monti Sibillini, la prima tappa che vi suggeriamo è una visita alla città di Ascoli Piceno, la quale  già da sola varrebbe un paio di giorni di visita (QUI un itinerario). Assolutamente da non perdere per le sue ricchezze architettoniche. La città ospita tantissimi monumenti civili e religiosi, come  chiostri, eremi, reperti archeologici, chiese e costruzioni medievali. Anche se siete solo di passaggio, fate un salto a  Piazza Arrigo, a Piazza del Popolo e visitate l’imponente cattedrale di Sant’Emidio. Ovviamente non dimenticate di assaggiare le celeberrime olive ascolane!

Spostandosi più in collina, ci sono moltissimi borghi da visitare. Ognuno di essi ha una sua storia da raccontare. Non perdete MassignanoAltidona,  CossignanoVenarotta, ed  Offida, la cui storia si ritrova scritta ed illustrata nelle antiche mura dei centri storici che ci raccontano di un passato fatto di lavori contadini e di devozione e di attaccamento alle proprie radici.

Se siete alla ricerca di un punto di riferimento per sport invernali, allora scegliete Acquacanina,  alle pendici del monte Ragnolo, oppure Fiastra ed il suo Lago. Per una vacanza dinamica fatta di escursioni da fare a piedi o in mountain bike, Montemonaco e Montegallo sono i borghi giusti. Tra sentieri impervi e strette mulattiere si scoprono panorami mozzafiato sulle montagne dei Sibillini. Intorno vi si trovano meraviglie uniche come il lago di Pilato.  Per un po’ di relax finale, vi consigliamo Acquasanta Terme, dove sorgenti sulfuree curano e coccolano i visitatori.

Se preferite un weekend all’insegna dell’enogastronomia di qualità allora fate un salto a Roccafluvione,  Ripatransone,  MonteprandoneAmandola Comunanza.

Una giornata per visitare Pesaro

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16 dicembre 2016turismomarche

 

Qualche idea su cosa visitare a Pesaro in un giorno.

Pesaro è una splendida località balneare marchigiana molto apprezzata. Se avete solo un giorno per visitare Pesaro, il modo migliore per farlo è girando la città in bicicletta. Potete lasciare l’auto in uno dei parcheggi custoditi e noleggiarne una per addentrarvi nel centro storico.

Il centro storico di Pesaro è ricco di monumenti rinascimentali. Per prima cosa, passate davanti al Duomo, con i suoi antichi mosaici, di fronte il quale vedrete il Museo Diocesano. Poco distante si trova anche Casa Rossini. Girando su Via Mazzolari, vi troverete poi davanti ai Musei Civici, in Piazza Toschi Mosca. I Musei Civici valgono una visita e riuscirete a farli tutti in una mattinata poiché sono tutti vicini.

Per una pausa ristoratrice, potete scegliere una delle taverne ed osterie della zona. Se cercate qualcosa di meno impegnativo, entrate al Mercato delle Erbe appena restaurato per una piadina al volo.

Del patrimonio storico-artistico vale la pena anche visitare il Palazzo Ducale, oggi sede della Prefettura, la rinascimentale Rocca Costanza e la Villa Imperiale. Se capitate a Pesaro la terza domenica di ogni mese non perdete  il mercato dedicato all’antiquariato. Una piacevole sorpresa sono poi i numerosi parchi e giardini, ampie e curate oasi verdi che segnano la città sia dentro che appena fuori il perimetro del centro storico.

Se siete appassionati di scienza e tecnica, proseguite la giornata con una tappa all’Osservatorio Valerio nel Bastione di Porta Rimini. Sempre con la pista ciclabile, potete poi spostarvi verso il mare per fare un po’ di shopping e attendere la sera con un aperitivo sul porto. Se avete ancora energie, la zona di Baia Flaminia è il posto in cui andare per trovare localini in cui passare una bella serata.

Marche, le terre del Duca.

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12 dicembre 2016turismomarche

I comuni compresi in quelle che vengono chiamate le Terre del Duca abbracciano un territorio a cavallo tra due regioni, le Marche e L’Umbria, territori appartenuti all’antico Ducato di Urbino.

Si tratta di Urbino, PesaroSenigallia e  Gubbio, che sin dal Maggio 1999 hanno sottoscritto un accordo per riqualificare l’immagine di un territorio dalle grandi potenzialità culturali e turistiche. Visitare le terre del Duca vuol dire fare un viaggio straordinario attraverso il tempo: dalla preistoria ai nostri giorni in un susseguirsi di emozioni e suggestioni. I tanti centri abitati importanti sono già capitali di un loro territorio, e rappresentano città ideali plasmate dagli otto Duchi di Montefeltro e Della Rovere che le hanno governate nel tempo.

Molte sono le opportunità di scoperta in una natura scandita dalle belle vallate dei fiumi Foglia, Metauro, Cesano e Misa. Il territorio intorno ad esse è segnato dall’opera dell’uomo che vi ha creato paesi ricchi di monumenti e di storia, ma circondati da campagne coltivate che offrono prodotti genuini e tipici, ricchi di antichi sapori

Vi suggeriamo di partire da Senigallia, dove è possibile visitare la Rocca Roveresca, commissionata appunto dai Duchi della Rovere, ed il Palazzo del Duca, situato proprio di fronte alla Rocca nella omonima Piazza del Duca. Continuando lungo la costa, possiamo fare tappa a Pesaro dove visitare la Rocca Costanza, Piazza del Popolo, Palazzo Ducale, il Duomo  e Casa Rossini. Spostandosi verso l’interno troviamo Urbino, città storica sia per la sede universitaria che per aver dato i natali a Raffaello. Passeggiando nello splendido centro storico si potranno vedere dall’esterno il Palazzo Ducale (visitabile anche all’interno), il Duomo, l’Oratorio di S. Giovanni, l’Oratorio di San Giuseppe e la Casa di Raffaello.

Come tappa finale vi suggeriamo un salto appena fuori regione, a Gubbio, a cui dedicare un giorno intero. Anche qui si può visitare il Palazzo Ducale, eretto nel secondo Quattrocento per volontà del Duca Federico di Montefeltro di cui si può ammirare lo studiolo oltre a uno splendido cortile interno composto da una serie di archi a tutto sesto sorretti da colonne e capitelli decorati.

Dalle Marche idee regalo per Natale

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11 dicembre 2016turismomarche

Alcune idee regalo per questo Natale, tutto made in Marche.

Se siete alla ricerca di un regalo di Natale gastronomico, potete ad esempio acquistare alcuni prodotti tipici della zona dei Sibillini. Oltre ad essere di aiuto a tutte le aziende che sono in difficoltà a causa dei danni subiti per via del terremoto, regalerete  prodotti squisiti. Se siete nelle Marche potete trovarli nelle enogastronomie della vostra città, oppure potete fare riferimento a Tasting Marche, o  Daje Marche.  Salumi, formaggi, legumi, cereali, farine, dolciumi e vini saranno certamente un regalo gradito. Tra i vini marchigiani più conosciuti ci sono il Verdicchio, la Passerina, il Rosso Conero. Tutti doc. Se non sapere quale scegliere, leggete i nostri consigli.

Potete essere solidali anche con un  regalo musicale. Vi suggeriamo questo singolo. Si intitola “È Natale adesso” ed è un progetto nato da tre musicisti marchigiani (Roberto Cardinali, Luigi Caputo ed Elia Cecconi) che hanno voluto  scrivere una canzone natalizia dedicata a chi passerà questo Natale ancora fuori dalla propria casa. Il singolo è acquistabile su i-tunes e il ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate. Per saperne di più ed ascoltare il brano cliccate qui.

Se amate leggere, vi suggeriamo un tuffo tra gli autori marchigiani con il libro “Le marche tra parola e immagine. autori marchigiani del ‘900” a cura di Fabio Ciceroni e Valerio Volpini, oppure di altro genere, una classica guida delle Marche. Ad esempio la Lonely Planet dedicata alla regione Marche.

Potete in alternativa regalare momenti di  relax nelle splendide location del territorio marchigiano, ci sono tantissime spa e centri benessere che possono offrirvi un soggiorno indimenticabile. Ve ne suggeriamo alcune su tutto il territorio sul portale Turismomarche.com

Se cercate un regalo per chi ama decorare la casa, o magari per la nonna, vi suggeriamo le le maioliche di Cagli. Linda Zepponi gestisce la prima bottega di maioliche a Cagli: le ceramiche da lei realizzate rappresentano un raffinato connubio tra arte e tecnica che garantisce, grazie alla notevole abilità artistica della decoratrice, autenticità e originalità per ogni creazione. Linda realizza anche su ordinazione ogni tipo di forma e decoro per vasi, lampade, centrotavola, piatti, decori natalizi, porta candele e molto altro ancora.

 

Un itinerario tra i paesi nei dintorni del Conero

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9 dicembre 2016turismomarche

Nei dintorni della Riviera del Conero si trovano paesi di incredibile valore artistico e culturale. Visitateli seguendo questo itinerario.

Iniziamo dal più grande, Osimo. Questo borgo è di antica origine (VI sec. a.c.)  e si trova sulle colline che separano le valli dei fiumi Aspio e Musone. La cittadina di Osimo è uno splendido gioiello per chi intende nutrirsi di artestoria e cultura delle Marche. Tra i luoghi di interesse sicuramente il Duomo di San Leopardo, il Palazzo Comunale, e le  Misteriose Grotte Sotterranee di Osimo.

A pochi chilometri verso l’interno il nostro itinerario fa tappa ad Offagna, conosciuta anche per le Feste Medievali che vi si tengono nel mese di luglio. Per circa 8 giorni nel paese si  rivive e si respira l’antica atmosfera medievale, tra giochidisputebanchetti di quell’epoca. Da qualche anno, ad Offagna è stata conferita la Bandiera Arancione per la sua importanza storica e culturale.

Proseguendo tra i paesi nei dintorni del Conero arriviamo ad Agugliano, regina della Terra dei Castelli. Punto strategico di difesa per la città di Ancona, durante i mesi estivi organizza manifestazioni come il “Gelato Artigianale Festival” e la “Festa della birra”. Durante i mesi invernali, Agugliano diventa uno scenario da cartolina delle Marche, specie se avvolta e circondata dalla neve.

Proseguiamo con Polverigi, storicamente conosciuta come luogo di grandi battaglie che coinvolsero Ancona, Osimo e Jesi.  Tra i tanti eventi che fanno brillare Polverigi nelle notti d’estate, ve n’è uno particolarmente suggestivo, la Festa delle Streghe.

Concludiamo il nostro itinerario tra i paesi nei dintorni del Conero con una sosta a Santa Maria Nuova, anch’esso borgo facente parte della  Terra dei Castelli. Per la sua produttività e per la posizione estremamente strategica, subì a lungo la dominazione della vicina città di Jesi da cui ottenne l’indipendenza nel 1858. Di particolare interesse la chiesa di sant’Antonio da Padova.

 

Le Bandiere Arancioni nelle Marche: cresce il numero delle località certificate.

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7 dicembre 2016turismomarche

Scopri le località bandiera arancione nelle Marche del 2016.

Dal 1998 il Touring Club Italiano seleziona e certifica con la Bandiera arancione i piccoli borghi eccellenti dell’entroterra la tutela del territorio e del patrimonio è connessa all’autenticità dell’esperienza di viaggio. Le Bandiere arancioni sono sinonimo di qualità turistico-ambientale:  vengono assegnate alle località che godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno anche offrire al turista un’accoglienza di qualità.

Le Marche passano da 19 località con questo riconoscimento nel 2015 a 21. È qui che i numerosi turisti vengono accolti in una varietà di strutture ricettive e con la possibilità di offrire sempre una cucina tipica di antica tradizione. Scopriamo insieme quali sono.

In provincia di Pesaro Urbino possiamo trovare Gradara con la sua splendida Rocca visitabile. Sempre in zona, le bandiere arancioni vanno anche a Mercatello sul Metauro, un piccolo borgo caratterizzato da una cinta muraria protetta da due solchi dove scorrono il fiume Metauro e il torrente Sant’Antonio, ed a Mondavio, che colpisce a prima vista per la sua attenta sistemazione del verde curato e valorizzato. Ultima, ma non meno importate, Frontino: il più piccolo Comune della Provincia di Pesaro e Urbino ed è inserito nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, da scoprire attraverso i numerosi sentieri e anche grazie al Parco faunistico in località Pian dei Prati, che presenta la fauna tipica della zona.

In Provincia di Ancona la bandiera arancione è stata conferita a  Genga  che accoglie nel suo territorio le note Grotte di Frasassi, a Corinaldo, città medievale e rinascimentale che conserva ancora intatte le antiche mura, ad  Ostra ed Offagna, con una suggestiva posizione panoramica e dove hanno luogo rappresentazioni medievali ogni anno. Ultime due in provincia di Ancona sono le bandiere arancioni di Staffolo e Serra San Quirico. La prima è denominata anche  il “balcone della Vallesina” per la straordinaria bellezza del panorama che spazia dal mare Adriatico fino ai monti.La seconda è una delle nuove bandiere arancioni delle Marche del 2016. Si trova alle soglie del Parco regionale Gola della Rossa e di Frasassi, circondata in parte da rigogliosi boschi e dall’altra dalle tipiche colture a vigneto o oliveto.

La provincia più ricca di bandiere arancioni si tutta la regione è la  Provincia di Macerata. Sono state certificate le località di Camerino, Montecassiano, Montelupone che si  distinguono per la buona offerta di servizi turistici, tra cui visite guidate, aree di sosta per camper la valorizzazione di prodotti agroalimentari locali tra cui spicca il miele. Bandiera arancione anche a  Pievebovigliana, San GinesioSarnano, dove è possibile immergersi in un paesaggio tranquillo dove poter fare molte escursioni a contatto con la natura a piedi, a cavallo o in mountain bike. Non dimentichiamo Urbisaglia, cittadina di antico impianto romano ravvisabile nel Parco archeologico con l’antico anfiteatro e il teatro, e  Visso è  immerso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Monterubbiano  è la bandiera arancione della Provincia di Fermo. Si caratterizza per la buona conservazione del borgo antico, la sagra delle tagliatelle fritte in agosto,ed una rete di sentieri  interessante da percorrere in bici.

Acquaviva Picena è la prima cittadina bandiera arancione della Provincia di Ascoli Piceno, a pochi Km dalla Riviera delle Palme, presenta un centro storico caratterizzato da vie parallele.

Bandiera arancione anche a Ripatransone chiamata anche “belvedere del Piceno” per la sua posizione panoramica tra la valle del torrente Menocchia e il fiume Tesino, e famosa per  la presenza di un vicolo stretto solo 43 cm, il più stretto d’Italia.

Scopri di più su queste località cliccando QUI

Il viaggio dello spirito: itinerario nel Parco del San Bartolo da Pesaro a Pennabilli

2 dicembre 2016turismomarche

 

Oggi vi guidiamo lungo un itinerario nel Parco di San Bartolo da Pesaro a Pennabilli, a nord delle Marche. Un viaggio dello spirito tra luoghi religiosi e simboli indiscussi del territorio.

Iniziamo il nostro itinerario nel Parco di San Bartolo,  vicino alla costa, dal Cimitero Ebraico di Pesaro. L’area di 6.700 mq circa è stata usata come cimitero sin dal 1695. Fino a metà novecento  appariva come una scoscesa pendice campestre, abbandonata per lungo tempo. Il restauro ed il recupero nel 2002 fatti dalla Fondazione Scavolini, hanno portato alla luce i manufatti in pietra che segnalano le sepolture e ricavato un percorso di visita che oggi conta 140 lapidi circa.

Poco più verso l’interno, il nostro itinerario fa tappa all’Abbazia di San Tommaso in Foglia di cui oggi rimane solo la chiesa. La struttura si trova a circa a metà strada tra Pesaro e Urbino, presso Montelabbate. La fondazione risale probabilmente all’anno 980, ma tale questione è tuttora controversa.  La struttura originaria a capanna è stata portata a doppia falda e l’apertura di due monofore lungo le navate è senza regole. L’interno è a tre navate. La copertura a capriate è stata completamente rifatta durante il restauro.

Proseguendo verso l’interno, una tappa lungo il nostro itinerario nel Parco di San Bartolo è dovuta alla Rocca di Sassocorvaro. Fonti storiche la citano fin dal 756 d.C. Un tale complesso fortificato ebbe sicuramente un peso notevole nel contesto della guerra fra i Malatesta e i Montefeltro di Urbino. Dopo un violento assedio, il “Castello dei Sasso” fu definitivamente conquistato da Federico da Montefeltro. Purtroppo della originale costruzione quadrangolare non esiste quasi più traccia.

Per completare il nostro itinerario, raggiungiamo Pennabilli, capitale religiosa del Montefeltro  è posta sulle pendici occidentali del Monte Carpegna a mt 629 s.l.m.
Storicamente Pennabilli è stata caratterizzata dalla presenza della diocesi che ha lasciato in eredità numerosi monumenti da ammirare: la Cattedrale, il Santuario di Sant’Agostino, il Convento delle Agostiniane, la Chiesa e l’Ospedale della Misericordia.

Tre mostre da non perdere in provincia di Ancona

30 novembre 2016turismomarche

 

Nell’anno giubilare straordinario appena conclusosi, inaugurato da Papa Francesco, le Marche propongono, tra le altre, tre mostre da non perdere in provincia di Ancona, con tema sacro.

A Palazzo Campana di  Osimo, è stata prorogata la mostra  “Lotto, Artemisia, Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”, che è visitabile fino all’11 Dicembre. Circa 120 capolavori scelti tra le opere d’arte collezionate negli anni da Sgarbi stesso che ha dichiarato da tempo la sua predilezione per le Marche. Dal lunedì al venerdì 10 – 13 / 16 – 20 – prefestivi e festivi 10 – 20- Per maggiori informazioni Tel: 071 7236088 oppure visitate il sito:  www.lestanzesegretedivittoriosgarbi.it

A cura dello stesso Sgarbi, la mostra “Santa Maria Maddalena. Tra peccato e penitenza da Duccio a Canova”, inaugurata a Luglio a nel Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto e visitabile fino all’8 Gennaio 2017.  Per accedere alla mostra, occorre salire al primo piano del porticato, dove si trova la sede del Museo-Antico Tesoro. Questo vi permetterà di ammirare la splendida piazza della Basilica di Loreto, nonché la basilica stessa, da un insolito punto di vista sopraelevato.

Nel mese di Novembre, gli orari sono  da lunedì a venerdì: 10.00/13.30- 15.00/18.00 – sabato e domenica: 10.00/13.30 – 15.00/19.00. Si può avere informazioni o prenotarsi al numero  0719747198 oppure via mail: museoanticotesoro@gmail.com 

La mostra  “Maria Mater Misericordiae”, invece, è incorso di svolgimento  a Palazzo del Duca a Senigallia, con dipinti che rappresentano l’icona prediletta da tutti i cristiani. Quest’ultima mostra rappresenta certamente uno dei più grandi eventi espositivi organizzati negli ultimi anni nella nostra regione ed un grande motivo di orgoglio e prestigio per la città di Senigallia. Un evento di straordinario valore artistico e culturale per la qualità ed il valore delle opere esposte a cui si aggiunge anche una versione de “La vergine delle Rocce” di Leonardo.

La mostra è visitabile dal martedì al mercoledì dalle 15.00 alle 20.00, mentre dal giovedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00. Per informazioni, telefonare al numero 366-67.97.942 oppure visitare il sito internet. www.senigalliaturismo.it oppure ancora via email: circuitomuseale@comune.senigallia.an.it

Segui i nostri consigli per un weekend lungo di natura, cultura ed arte su tutto il territorio delle Marche.

Nelle Marche alla ricerca dell’ Aquisgrana di Carlo Magno

23 novembre 2016turismomarche

Secondo nuove ricerche storiche sarebbe la Val di Chienti la zona in cui nacque Aquisgrana, la capitale dell’Impero Carolingio. In questa stupenda zona del Piceno in provincia di Fermo, governò e visse Carlo Magno, così che le Marche in origine fossero la Francia.

Ha veramente dello straordinario ciò che alcuni storici ed archeologi, con a capo il professor Giovanni Carnevali,hanno teorizzato negli ultimi trent’anni riguardo la vita di Carlo Magno e riguardo la capitale del suo Impero Carolingio, Aquisgrana.

Per la storia classica che si studia sui libri di scuola nel 768 d.c., in seguito alla conquista del Regno dei Longobardi , Carlo Magno fondò la propria capitale ad Aquisgrana che corrisponderebbe per la tradizione ad Aachen, città della Renania tedesca. Nessuna prova storica però ha mai confermato questo! Il professor Carnevali invece teorizza e dimostra che nel Medioevo esistettero due successive ‘Aquisgrana’: la prima in Italia nel Piceno in Val di Chienti, nel cuore verde delle Marche a pochi km dal mare; la seconda, fondata dal Barbarossa, in Germania ad Aachen quando l’Impero venne spostato dall’Italia.

Da tutto questo deriva una scoperta straordinaria: non solo la mitica Aquisgrana si trovava nelle Marche in territorio Piceno, ma che anche la Francia fosse originariamente la Val di Chienti! Anche perché allora la Gallia non era ancora nominata come Francia. Innanzitutto secondo documenti storici analizzati dal prof. Carnevali il territorio di Aquisgrana fu la prima Francia: riporta lo storico Nitardo che Aquisgrana fu ‘prima sedes Franciae”. Sono vari poi gli argomenti di prova tra le fonti prese in esame a testimoniare che in antichità il territorio Piceno nelle Marche veniva menzionato come ‘Francia’. Un esempio è rappresentato dalle fonti sulla vita di San Francesco, in cui si dice che la madre fosse nata in Francia e che il padre commerciasse stoffe in Francia… ma nessuno dei due per certo aveva mai oltrepassato le Alpi. Un’ altro dato che fa riflettere è che Carlo Magno era solito, secondo sicure fonti storiche, radunare il proprio esercito nel più volte menzionato Campus Maius; nelle vicinanze della stupenda Chiesa di San Claudio al Chienti ( luogo di culto fatto costruire da architetti provenienti dall’Oriente proprio da Carlo) in Val di Chienti si trova oggi la frazione di Campomaggio.

La Val di Chienti era quindi la ‘nuova Roma d’Occidente’, la sede politica e militare dei Carolingi dove visse e governò Carlo Magno, e dove secondo l’ipotesi del prof.Giovanni Carnevali nacquela prima e vera  Aquisgrana. Ma geograficamente dove si trovava di preciso l’Aquisgrana Picena? E dove si trovava quindi il legendario Palatium di Carlo Magno? Alcune ipotesi, sempre del Carnevali, porterebbero l’attenzione sulla Chiesa di San Claudio al Chienti, luogo di culto molto particolare con evidente influenza architettonica orientale, cosa che Carlo Magno favoriva nelle sue opere. Oppure, secondo altre correnti di pensiero, si dovrebbe partire dall’etimologia del nome che presenta i due  sostantivi Aquas e Grani. I due termini farebbero riferimento ad un centro di guarigione termale dedicato al Dio Italico Granno. Un tempio del genere si può trovare nella parte antica di Urbisaglia! Riflettiamo poi su di un dato che citano con tanti dettagli le fonti storiche: l’antica Aquisgrana aveva , come per una ‘nuova Roma che si rispetti’, un arx in cima al colle, un suo foro, le terme, i ‘balnea’,il teatro, il tempio. Tutto questo non è mai stato trovata ad Aachen in Germania…ma è invece tutto presente nell’antica e celebre Urbisaglia.

Vito Rocchi

Bibliografia di riferimento:
-G.Carnevale , L’Enigma di Aquisgrana in Val di Chienti, ed SICO, Macerata, 1993
-G.Carnevale, La scoperta di Aquisgrana in Val di Chienti, ed. Queen, Macerata, 1999

La Riviera del Conero e i Colli dell’Infinito.

23 novembre 2016turismomarche

La Riviera del Conero e i Colli dell’Infinito.

La Riviera del Conero è una delle mete turistiche più richieste di tutta la regione Marche grazie alla varietà di offerta dal punto di vista territoriale e delle possibilità di intrattenimento per chi la visita. Offre infatti paesaggi incantevoli e infinite possibilità  per coloro a cui piace il mare e gli sport acquatici, ma anche per chi ama escursioni naturalistiche, passeggiate, trekking, mountain biking, fotografia, storia, arte, cultura e religione.

Di recente creazione ufficiale (estate 2016) è il distretto Riviera del Conero e Colli dell’Infinito. Il distretto nasce con finalità di riqualifica e destagionalizzazione dell’offerta turistica e miglioramento dell’efficienza organizzativa e nella produzione dei servizi.

Il distretto mira anche ad assicurare garanzie giuridiche alle imprese, in particolare sulle opportunità di investimento e di accesso al credito: un’area a “burocrazia zero” dove sono semplificate le procedure di avvio ed esercizio delle attività imprenditoriali e riconosciuti da parte del ministero contributi economici diretti.

L’ associazione Riviera del Conero e Colli dell’Infinito si è fatta promotrice dell’iniziativa distretto. L’ente riunisce sedici comuni (Ancona con la stupenda località di Portonovo, Sirolo, Numana, Porto Recanati, Potenza Picena, Recanati, Loreto, Castelfidardo, Osimo, Camerano, Offagna, Filottrano, Montefano, Polverigi, Agugliano, Santa Maria Nuova). Il territorio coperto è di circa 500 Km quadrati.

Oltre 500 strutture ricettive sono coinvolte, nonché  associazioni ed enti (Ente regionale Parco del Conero; Confcommercio provincia di Ancona; Conero Golf club; Associazione Albergatori Riviera del Conero; Extra alberghiero Sirolo; Associazione Turistica Portorecanatese; Bcc Filottrano, Agenzia Numana).

L’associazione realizza e distribuisce materiale turistico informativo, svolge attività di promozione web e social media, organizza fiere, workshop, educational tour mirati alla scoperta delle infinite peculiarità della Riviera del Conero e Colli dell’Infinito.

Magica atmosfera nel Castello di Babbo Natale a Frontone (PU)

21 novembre 2016turismomarche

Magica atmosfera nel Castello di Babbo Natale a Frontone (PU)

Nella suggestiva cornice del Castello di Frontone in provincia di Pesaro Urbino, espositori selezionati e tantissime idee regalo: è questa la miscela unica che da ben 15 anni caratterizza il mercatino di Natale “Nel Castello di Babbo Natale”.

Promossa dalla Pro Loco e dal Comune di Frontone, in collaborazione con l’Associazione Amicizia e Solidarietà e il Consorzio Terre del Catria, è una delle manifestazioni dove la  magia del Natale è capace di attirare ogni anni migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia.

Saranno 5 le date per la quindicesima edizione: 27 novembre, 4, 8, 11 e 18 dicembre. Un mercatino unico nel suo genere quello che ospita il paese ai piedi del monte Catria, paradiso del divertimento invernale ed estivo, perché allestito per la maggior parte nelle stanze riscaldate del meraviglioso Castello medievale. All’interno, castagne e vin brulé, musica soffusa, il trono di Babbo Natale sul quale i bambini potranno farsi fotografare con Babbo Natale, oltre 50 espositori altamente selezionati da una commissione interna alla Pro Loco per offrire agli ospiti, prodotti qualitativamente ineccepibili ed interessanti idee regalo, che si potranno ricercare percorrendo le molteplici stanze.

Anche il borgo sarà animato, con spettacoli e artisti di strada, casette di legno per il mercatino e musica.

Il percorso inizia da piazza del Municipio, dove i visitatori aspetteranno l’arrivo della navetta sotto il maestoso albero di Natale. La salita è affascinante perché il bel panorama è dominato dal Castello nella sua atmosfera ovattata. Appena scesi, il borgo medievale, con la sua pietra calcarea, colpirà da subito i turisti. Ad accoglierli, all’ingresso del Castello, il Cavallo dell’artista Dall’Osso, una scultura in ferro e fili di rame che con la sua criniera al vento saluta il massiccio del Catria dove si trovano gli impianti scioviari raggiungibili grazie ad una comoda telecabina. Il Castello è una splendida struttura dell’anno mille, già di proprietà dei Montefeltro prima e dei Della Porta poi, impreziosita dal puntone di eco Martiniano ed utilizzata per mostre, convegni, concerti e banchetti di matrimonio.

Sarà riproposto per l’8 dicembre il consueto Christmas Trek, la Fiaccolata dell’Immacolata. Gli appassionati di trekking saranno accompagnati in una notturna con tanto di fiaccolata ed arrivo al castello. I bambini saranno invece accolti nelle stanze di Babbo Natale all’interno del Castello e nelle sale di animazione, dove si alterneranno, ad orari prestabiliti, i vari spettacoli.

E la visita ai mercatini di Natale è anche l’occasione per immergersi in un paesaggio da favola, che spazia dal monte Nerone a San Marino e all’Adriatico, ammirare un borgo caratteristico e curato, degustare tante specialità enogastronomiche locali.

Il monte Catria vi aspetta con piste da sci e piste per i più piccoli, ciaspolate e tanto divertimento! E per i più piccoli il Kinderland: primo parco giochi sulla neve del Centro Italia! Presso il Rifugio Monte Catria Cotaline 1400, il più alto della provincia, succulenti piatti in alta quota vi attendono per ritemprare corpo e spirito.

“Nel Castello di Babbo Natale” è una delle tappe de “Il Natale che non ti aspetti”, il ricco e variegato calendario di iniziative natalizie promosso dalla Provincia di Pesaro e Urbino con Comuni e Pro Loco.

I mercatini sono aperti dalle 10.30 alle 19.30. Informazioni: mercatini.castellodifrontone.it –turismofrontone@gmail.com – 339.8429426 – 371.1889708

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Escursioni a Novembre in provincia di Macerata.

18 novembre 2016turismomarche

Qualche idea per gli ultimi weekend di Novembre nelle Marche, nel maceratese.

Novembre volge quasi al termine e prima di buttarci a capofitto negli eventi natalizi, c’è ancora spazio per un giro nella marca maceratese alla ricerca di escursioni da fare questo weekend.

Ad Apiro, sabato 19 Novembre, Risorse Cooperativa organizza una escursione sul Monte San Vicino al tramonto. Sarà possibile osservare l’ultima luce del giorno dopo aver attraversato gli splendidi colori dei faggi in questo periodo. Il rientro avverrà ovviamente accompagnati dalla magia della nott.! Il percorso dura 4 ore ed ha un dislivello di 500m. Si consiglia di equipaggiarsi con scarponcini da trekking , felpa o giacca a vento pesante, cappello, acqua, snack/panino, un ricambio completo da lasciare in auto.

L’escursione ha un costo di 15 € che include l’ organizzazione, guida ambientale escursionistica abilitata con assicurazione RCT e il noleggio torcia frontale. Per iscrizioni: 0733 280035.

A Apiro, domenica 20 Novembre, Passamontagna Escursioni e Trekking organizza una escursione nella più “giovane” area protetta marchigiana, la Riserva Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito. Un sentiero ricco di natura e storia. La secolare faggeta di Canfaito, gli sconfinati panorami, gli agrifogli monumentali, le curiose formazioni rocciose ed il suggestivo borgo di Braccano con i suoi murales, rendono l’escursione veramente unica.

Il percorso ha un dislivello di 500m e un grado di difficoltà di tipo E. L’escursione ha un corso di 20€ . Contattare Maurizio Fusari al numero: 3281662427

Per chi preferisce qualcosa di meno impegnativo, sempre domenica 20 Novembre con la stessa associazione, sarà anche possibile fare una passeggiata al confine di tre regioni, tra il Gruppo dei Sibillini e quello dei Monti della Laga. Una suggestiva e facile escursione ai pantani di Accumoli.

Il percorso ha un dislivello di 300m e un grado di difficoltà di tipo T. La quota individuale è di 15 € (8 € per bambini fino a 14 anni).

Ponte dell’Immacolata nelle Marche

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16 novembre 2016turismomarche

Ponte dell’Immacolata nelle Marche: qualche idea per il weekend lungo dell’8 Dicembre.

L’8 Dicembre 2016 è di Giovedì: occasione perfetta per organizzare un weekend lungo dell’8 Dicembre nelle Marche. Vi diamo qualche consiglio su cosa fare per vivere e assaporare la magica atmosfera natalizia fra mercatini, castelli di Babbo Natale, e rievocazioni.

Da non perdere è certamente il presepe vivente rinascimentale di UrbinoAd Urbino dall’8 all’11 Dicembre potrete assistere al Presepe vivente rinascimentale, con la ricostruzione di una piazza rinascimentale natalizia con musica, spettacoli, danza, tornei storici, banchetti, mostra mercato ed enogastronomia.

Non troppo lontano, a Gradara, la Rocca si trasformerà nel magico Paese degli Elfi di Babbo Natale nel mese di Dicembre. La Rocca di Gradara è una delle strutture medioevali meglio conservate in Italia. Non lasciatevi scappare le numerose iniziative, dall’artigianato alle idee regalo nei negozi del centro storico, alle attività di animazione, degustazioni e visite guidate nei sotterranei e nel castello di Paolo e Francesca.

Per trovare il regalo più giusto da mettere sotto l’albero di Natale ed essere sicuri di farlo per tempo, potete fare un giro  ai mercatini di Natale al Castello di Frontone (PU). “Nel castello di Babbo Natale” è l’iniziativa che ha luogo al Castello di Frontone, che ospita mercatini di Natale il 27 Novembre e poi a Dicembre tutte le domeniche ( 4, 8, 11 e 18. Dicembre 2016).

Castellone di Suasa (An) è possibile partecipare con il proprio presepe alla prima edizione della Mostra dei  Presepi, che  verrà inaugurata l’ 8 dicembre alle ore 16 nella Chiesa di San Francesco di Paola e proseguirà fino al a 6 gennaio. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare con il proprio presepe.

Dall’entroterra al mare: itinerario a nord di Ancona.

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4 novembre 2016turismomarche

Se siete alla ricerca di idee per una giornata fuori con la famiglia, vogliamo proporvi un itinerario a nord di Ancona.

Partiamo da Fabriano: tra le città più meritevoli di una visita nell’entroterra delle Marche, meta ideale per una vacanza tra arte cultura e storia.  Qui infatti si è circondati da testimonianze del passato, a partire dal centro della città.

Quello per cui  Fabriano è più conosciuta, però, è sicuramente l’ industria della carta, che è di grande rilievo per le sue radici storiche. Proprio qui, infatti, i maestri cartai hanno apportato al processo di fabbricazione alcune migliorie che hanno rivoluzionato l’utilizzo della carta. Vale la pena quindi visitare il Museo della Carta e della Filigrana in cui è possibile ripercorrere la storia della produzione della carta.

Proseguiamo il nostro itinerario a nord di Ancona alla volta di Jesi, città famosa per aver dato i natali a Federico II di Svevia. L’arte e l’architettura antica fanno di Jesi una cittadina da visitare. Suggeriamo di fermarsi al Santuario delle Grazie dove è conservato il celebre dipinto: “La Madonna delle Grazie” in cui  l’immagine del bambin Gesù è raffigurata all’interno del sole

Jesi è conosciuta oggi anche per la produzione del suo vino, apprezzato e bevuto in tutta la penisola e stimato dagli intenditori di tutto il mondo: il Verdicchio. Sagre e feste lo celebrano ogni anno.

Per concludere il nostro viaggio, raggiungiamo Senigallia, sulla costa a pochi km a nord di Ancona e della Riviera del Conero. Senigallia è molto frequentata in estate per la sua spiaggia di sabbia finissima che le è valso l’appellativo di  “Spiaggia di velluto”, ma è anche ricca di bellezze artistiche ed architettoniche che sono visitabili.

Prima fra tutte la Rocca Roveresca, ma anche il Foro Annonario e Palazzo del Duca. Quest’ultimo ospita in questo periodo la mostra Maria Mater Misericordiae che vale certamente la pena visitare.

Vacanze attive nelle Marche

28 ottobre 2016turismomarche

Le Marche natura, cultura, divertimento e sport.

Se siete tra coloro che amano fare vacanze attive all’insegna dello sport e delle attività all’aria aperta, le Marche possono offrirvi ampia scelta, per attività sia agonistiche che amatoriali. Mare, collina e montagna in un’unica regione offrono infatti innumerevoli opportunità per tutti i gusti.

A Civitanova Marche oppure a Numana, ma anche altrove, troverete diverse strutture attrezzate per l’equitazione che sapranno organizzare al meglio la vostra passeggiata a cavallo, sia nella splendida campagna marchigiana, più bella che mai in questo periodo dell’anno, che sulla spiaggia quando la stagione lo permette, ad esempio in primavera quando non ci sono ancora le attrezzature balneari.

Per chi ama correre o andare in bicicletta a livello amatoriale, le Marche offrono comodissimi lungomari perfettamente pianeggianti lunghi fino a 11 Km (Senigallia) con le piste ciclabili più lunghe della regione. Se siete già un po’ più allenati, potete provare le piste ciclabili anche in campagna o in collina, come la pista ciclabile del Musone, Un bel giro di 43 km che risale prima il fiume Musone e poi il fiume Potenza, passando per il centro di Porto Recanati e per il suo fantastico lungomare.

Per gli amanti del rischio e dell’adrenalina, a San Benedetto del Tronto oppure a Genga è possibile praticare rafting e arrampicata. I centri attrezzati sapranno fornire tutte le attrezzature nonché le indicazioni essenziali anche a chi è principiante assoluto per un’esperienza dinamica e divertente ma sempre in totale sicurezza. Potete consultare QUI una mini guida ai parchi avventura delle Marche che vi avevamo già suggerito.

Se invece preferite qualcosa di più tranquillo, nei pressi di Sirolo oppure nell’entroterra tra Fano e Pesaro, diversi Golf Club regolarmente certificati e adatto sia a giocatori esperti che per neofiti sapranno offrirvi un’alternativa valida. Nessuna scusa potrà più tenervi incollati al divano nel weekend.

Le Marche in autunno: un viaggio tra i colori

26 ottobre 2016turismomarche

Le Marche in autunno ci regalano un viaggio emozionante tra i colori della natura.

L’autunno è la stagione delle castagne, del vino nuovo, dell’olio. Per molti è anche la stagione del ritorno a scuola e anche dei colori inconfondibili delle foglie che cadono dagli alberi.

Questa è probabilmente la stagione migliore per visitare l’entroterra marchigiano, dove la natura esplode di colori: i tigli, gli ippocastani e i platani che ci circondano anche solo nel tragitto per andare a scuola o a lavoro sono il primo vivo segnale dell’autunno che inizia. Spopolano anche sui social media le foto del foliage che in questo momento dell’anno regala paesaggi mozzafiato, provenienti da tutta la regione.

Ma c’è un posto dove più che altrove è possibile vedere i colori accesi del nostro Autunno, ed è la Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e Monte Canfaito. A circa 1000 metri di quota, si può passeggiare immersi fra i faggi secolari e incontrare il faggio più antico delle Marche, inserito fra i 300 alberi monumentali d’Italia.

Il nome Canfaito infatti deriva dal latino “campum faiutum” che significa “campo di faggi”. Non c’era nome più appropriato! Qui si arriva da San Severino Marche, passando per la strada che porta al castello di Elcito, per cui vale la pena fare una sosta. Si continua per qualche chilometro su una stradina tortuosa che attraversa un bosco di faggi. Poco dopo il bosco, la strada torna ad essere più agevole e vi troverete davanti l’unica costruzione del posto, superata la quale inizia un sentiero, chiamato anche “il viale dei giganti” con la splendida serie di straordinari faggi, molti dei quali hanno superato i 200 anni.

In particolare uno di essi, il re di Canfaito, dovrebbe aver superato i 500 anni, in base a varie misurazioni ripetute nel tempo. Lo distinguerete per una grossa radice che si racchiude a formare una sorta di chiocciola. La passeggiata sull’altopiano offre mille angolazioni a chi ama dilettarsi con la fotografia. Ogni albero ha qualcosa da raccontarci, una storia lunga secoli che vuole essere svelata.

Per gli appassionati di natura, relax e avventura questo è un itinerario imperdibile.  Per saperne di più, visita il sito ufficiale della Riserva Naturale Regionale Monte San Vicino e Monte Canfaito.

 

 

Autunno nelle Marche con la famiglia

21 ottobre 2016turismomarche

Questo autunno è ricco di appuntamenti nelle Marche da vivere con la famiglia.

Siamo nella stagione delle castagne, del vino nuovo, dell’olio d’oliva appena spremuto, dei dolci fatti in casa, dei maglioni comodi, della cioccolata calda davanti al camino. Tutte cose da vivere in famiglia.

Viaggiare nelle Marche in autunno è come tornare un po’ bambini. I paesaggi si tingono di colori caldi e le colline marchigiane sono l’immagine simbolo dell’autunno. Ed è adesso che il calendario di eventi per la famiglia si infittisce: è la destinazione ideale per le vacanze con bambini che possono scoprire castelli da favola, feste di piazza misteriose e divertenti, oltre a tante gustose sorprese gastronomiche.

Tutte le domeniche di Ottobre, ad Arcevia (AN), c’è Una domenica andando per Primi (l’ultima domenica di quest’anno sarà il 30 Ottobre). Nelle principali trattorie della zona degustazioni di primi piatti tipici, preparati secondo le tecniche e la tradizione locale. Ad accompagnare l’evento gastronomico le visite  dei 9 castelli della zona. Lungo le strade del centro storico, banchetti ed esposizioni di strumenti popolari tra cui anche giocattoli d’epoca.

A Urbisaglia (MC), presso l’Abbadia di Fiastra il 23 Ottobre si organizzano attività multi avventura per bambini, con prova di orienteering, visita alla fattoria e mungitura delle asine, tiro con l’arco e passeggiata gli asinelli.

A Monteciccardo (PU), il 29 Ottobre c’è L’olio spiegato ai bambini. Un ABC dell’olio d’oliva, un evento che offre ai bambini e ai  loro genitori una conoscenza diretta della filiera produttiva dell’olio: dalla terra alla spremitura e all’utilizzo.

E a Corinaldo (AN), dal 28 al 31 ottobre, Halloween – la Festa delle Streghe accoglierà i turisti e soprattutto tutti i bambini che ogni anno affollano il centro storico di uno dei borghi più belli d’Italia. Come da tradizione a poco più di un mese viene svelato il tema di Halloween per permettere ai concorrenti di partecipare a Miss Strega, la strega del terzo millennio.

Le Marche vi aspettano con tutta la famiglia per ridere, divertirsi, rilassarsi e stare insieme.

Monte San Martino Saperi E Sapori Della Mela Rosa 2016

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20 ottobre 2016turismomarche

Monte San Martino Saperi E Sapori Della Mela Rosa 2016

Dalle ore 19:00 di Sabato 05 fino a Domenica 06 Novembre 2016 nel centro storico di Monte San Martino torna l’ormai consueto appuntamento “Saperi e Sapori della Mela Rosa”, evento teso alla salvaguardia e alla promozione della Mela Rosa dei Monti Sibillini.

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La mela rosa è oggi una vera eccellenza della produzione agroalimentare dell’area dei Monti Sibillini: alimento gustoso e dalle caratteristiche nutrizionali uniche viene coltivata nelle zone pedecollinari, generalmente fra i 450 ed i 900 metri d’altitudine.

La raccolta avviene nella prima decade di ottobre ed il frutto si conserva per lunghi periodi mantenendo intatte le caratteristiche di polpa zuccherina e profumo intenso e aromatico che, tra l’altro, lo rende perfetto per la preparazione dei più svariati tipi di dolci.

Rispetto a varietà più diffuse sul mercato, la mela rosa non ha bisogno di particolari trattamenti antiparassitari, caratteristica, questa, che la rende anche una coltivazione a basso impatto ambientale. Quasi dimenticata o sottovalutata nel tempo, oggi viene riscoperta e questa manifestazione è l’occasione giusta per degustare questo prodotto di eccellenza e per conoscere il Comune di Monte San Martino e le bellezze storico-artistiche di cui questo territorio è ricco.

 

Il programma:

Sabato 5 novembre:

ore 16.00 Apertura stands mele, prodotti tipici e dolci con la mela rosa;

ore 19.00 apertura stands gastronomici con ravioli alla mela rosa, polentone, involtini alla mela rosa, carne alla brace;

Ore 21.30 Teatro Comunale – Spettacolo dialettale “Vasta a volesse vene” a cura della compagnia “Il Quarto di Luna” di Monte Urano;

Durante la manifestazione si esibiranno artisti di strada.

Domenica 6 novembre:

ore 8.45 Apertura stands mele, prodotti tipici e dolci con la mela rosa;

ore 9.00 Teatro Comunale – 12° incontro regionale tecnico-divulgativo sul tema: L’importanza del porta innesti nella frutticoltura “Strategie per la mela rosa”;

ore 13.00 Pranzo – stands gastronomici con ravioli alla mela rosa, polentone, involtini alla mela rosa, carne alla brace.

Durante la manifestazione si esibiranno artisti di strada e il Corpo bandistico Città di Monte San Martino.

Sarà attivo servizio navetta. Sono previste visite guidate ai frutteti della zona ed un giro turistico per ammirare le bellezze artistiche di Monte San Martino (tra queste tre polittici di Vittore Crivelli del periodo intorno al 1490 e un altro polittico di Girolamo di Giovanni da Camerino databile intorno al 1473. Spostandosi verso la piazza si arriva a Palazzo Ricci dove è allestita la Pinacoteca Civica basata sulla collezione di Monsignor Ricci costituita da quadri, argenti e libri del ‘600).

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: tel. 338.7504976 – 338.6226656 – 0733.660514 – fax. 0733.669135

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Marchigiani del mondo: attori, musicisti, e sportivi famosi

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13 ottobre 2016turismomarche

Marchigiani popolo di attori, musicisti e sportivi!

Lo sapevate che proprio nelle Marche sono nati  moltissimi artisti, attori, poeti, sportivi famosi in ogni campo? Non potremmo mai dimenticare innanzitutto Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli, ma venendo a tempi più moderni, vogliamo menzionarne anche altri.

Tavullia, in provincia  di Pesaro,  prende confidenza con i motori Valentino Rossi. Il campione del motomondiale, con all’attivo 9 mondiali vinti e 344 gare disputate, di cui 114 vinte e 219 podi, comincia la sua carriera proprio qui nelle Marche con i go kart prendendo la licenza con un anno di anticipo, a soli 9 anni.

Al Conservatorio Rossini di Pesaro, poi, si forma uno dei musicisti più  apprezzati del momento, Rafael Gualazzi. Giunto al successo con il  Festival di Sanremo 2011 e il suo pezzo “Follia d’amore”, il musicista estende la sua ricerca musicale anche nel campo dei generi jazz, blues e fusion, collaborando con artisti del settore, mettendo in evidenza le sue peculiarità vocali e strumentali.

Poco più a sud, a Senigallia, nasce invece un musicista di tutt’altro genere musicale, Fabrizio Tarducci in arte Fabri Fibra. Nella sua carriera ha venduto oltre 1 milione di copie certificate dei suoi dischi, guadagnando numerosi dischi d’oro, di platino e multiplatino..

Il club il Club Scherma Jesi vede l’esordio nella scherma di Valentina Vezzali, che vincerà 8 titoli consecutivi e avrà una ricchissima carriera anche in campo politico e nella polizia. Dal 1999 infatti è in forza al gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato.

 Il sud delle Marche vede gli esordi di Neri Marcorè  attore, comico, imitatore, doppiatore, conduttore televisivo e cantante nato a Porto Sant’Elpidio. Sono famose le sue imitazioni di Ligabue, Di Pietro, Bruno Pizzul, ma lo abbiamo visto anche in film per il cinema e la televisione come Lezioni di cioccolato, La scomparsa di Patò e ll Cuore altrove (con cui ha vinto il David di Donatello e il nastro d’argento)  Un medico in famiglia 2, Tutti pazzi per amore.

Ad Ascoli Piceno, infine, nasce Giovanni Allevi, pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano. Giovanissimo, si diploma in pianoforte al conservatorio. Ha all’attivo la pubblicazione di 9 album in studio e 4 libri. Tra le tante occasioni officiali a cui ha partecipato, ricordiamo il Concerto di Natale in Senato del 2008.

Le Marche e l’antica via Flaminia: un itinerario

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11 ottobre 2016turismomarche

Un itinerario lungo l’antica via Flaminia nel territorio delle Marche

Vi proponiamo un itinerario nel territorio marchigiano realizzato e raccontato da Laura Cerri, archeologa e guida della giornata  dedicata “Alla scoperta dell’antica via Flaminia”. Questo evento, organizzato dall’Associazione Culturale ETRA – tra Arte e Educazione  con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e della Riserva Naturale Statale Gola del Furlo si è svolto domenica 26 Aprile 2016.

Stiamo per intraprendere, attraverso questo percorso lungo l’antica Via Flaminia, un appassionante viaggio archeologico e naturale alla riscoperta dei resti dell’antica e importantissima strada consolare romana che collegava Roma con Rimini.  Si può così  ripercorrere oltre duemila anni di storia attraverso i principali siti archeologici situati lungo la via Flaminia in territorio marchigiano.

Partendo dall’antica città romana di Forum Sempronii (Fossombrone) e attraversando la gola del Furlo il percorso ci porta fino a Pontericcioli, nel comune di Cantiano. Qui la strada saluta il territorio marchigiano per proseguire verso l’Umbria e la val tiberina. Rimane subito evidente come abili ingegneri romani abbiano saputo costruire ponti, sostruzioni, chiavicotti e gallerie facendosi spazio tra le rocce incombenti del Pietralata e le acque impetuose del Candigliano.

Proseguiamo in direzione dell’Abbazia di San Vincenzo al Furlo dove, oltre alla imperdibile chiesa romanica, altri resti della via Flaminia si trovano a pochi metri dalla sponda del fiume. Qui i grandi blocchi di calcare bianco delle sostruzioni dell’antica Flaminia spiccano tra il verde brillante del paesaggio e qui di nuovo ci accorgiamo di quanto l’opera dell’uomo si sia confrontata con la forza della natura per cercare di arginarla e per assicurare alla strada il suo percorso. Poi continuiamo verso Cagli, l’antica Vicus ad Calem, dove ad attenderci è il Ponte Mallio. Grande, maestoso, con la sua mole sovrastava le acque del torrente Bosso e come un gigante buono aiutava la strada a proseguire il suo percorso superando nuovamente l’ostacolo messogli innanzi dalla natura. Arriviamo alla nostra ultima meta: Pontericcioli.

Da questo punto dobbiamo proseguire a piedi lungo un sentiero di campagna fino ai resti del Ponte a tre archi. Risulta evidente come l’uomo e la natura abbiano trovato un equilibrio perfetto, proprio grazie al quale la via Flaminia è giunta fino a noi. Gli abili ingegneri romani si sono alleati con la natura dei luoghi senza sentire il bisogno di sovrastarla ma semplicemente assecondandola.

L’antica via Flaminia, una riscoperta che non potrà non affascinare chiunque, un passato glorioso che ancora vive attraverso il presente.

Per maggiori informazioni consultare il calendario eventi e il sito web dell’associazione ETRA

Le Marche dei parchi avventura

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6 ottobre 2016turismomarche

Percorsi  in canoa, ponti tibetani, tunnel, passerelle, ponti di rete e tirolesi: brivido e divertimento!

Le Marche dei parchi avventura sono il posto che fa per voi se amate passare il vostro tempo libero in movimento e divertendovi!  Da nord a sud della regione, diversi parchi  vi aspettano con le loro attrazioni per far divertire tutta la famiglia.

Cominciamo con il parco Frasassi Avventura, in Località San Vittore delle Chiuse a Genga (AN). Si sviluppa all’interno del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi. Un’area verde protetta lungo le sponde del fiume Sentino recentemente riqualificata ed attrezzata.

Quanti vogliano trascorrere una giornata all’aria aperta immersi nella natura e divertirsi in totale sicurezza possono farlo sui 5 percorsi avventura destinati a grandi e bambini. Diversi colori indicano il livello di difficoltà dei percorsi. Giallo e Arancione sono pensati per bambini e ragazzi e si sviluppano a pochi metri dal fiume (senza attraversarlo).  Blu e Rosso, per i più grandi,  includono ponti tibetani, passaggi su cavi d’acciaio ed emozionanti tirolesi che attraversano il fiume Sentino mettendo alla prova agilità ed equilibrio.

Al parco Cingoli Avventura, nei pressi del lago di Castreccioni/Cingoli (MC), ci sono anche percorsi specifici per bambini a partire dai 2 anni di età., come ad esempio il Percorso Gnomi. Un mini percorso a cm. 50 da terra con le stesse installazioni dei più grandi senza necessità di imbragatura. Oppure il Percorso Folletti ed il Percorso Elfi per bambini a partire da cm. 110 di altezza.

Per i grandi invece, il percorso Canyon1 unisce il divertimento del parco avventura con la Via Ferrata,  e il Canyon2 vi permette di affrontare lo skateboard o volare come Tarzan su una liana! Per i più temerari, brivido e divertimento sono assicurati con il Percorso Tirolesi. Potrete volare per circa 700 metri ed a diverse altezze, a partire vicinissimi alla diga di Castreccioni fino ad atterrare sulle rive del fiume Musone, sfiorando le cime degli alberi!

Ancora, al Carpegna Park, parco avventura a pochi km da Carpegna (PU) nel cuore del Parco Sasso Simone e Simoncello, i percorsi Lepre e Scoiattolo sono studiati per tutti coloro che vogliono iniziare l’attività con un approccio graduale. Si sviluppa fino a 3 metri di altezza. Tutti i passaggi, ad esempio la rete, il ponte a tavolette e la teleferica finale di 40 metri,  sono facili e divertenti.

Possono accedere ai percorsi coloro che superano i 130 cm di altezza e abbiano compiuto 8 anni. I bambini di altezza compresa tra 130 e 140 cm devono essere seguiti da un adulto sul percorso.  Oltre a questi percorsi, si aggiunge la possibilità di praticare Orienteering, Tiro con l’arco, una Caccia al Tesoro e Camminate nel Bosco.

Per finire, il Quercus Park “La Selva dei Frati” è il parco avventura che si trova a Ripatransone  (AP) all’ingresso del paese proprio di fronte al Teatro Delle Fonti. Il Parco Avventura è realizzato all’interno di un bosco di querce; il ricco sottobosco rende l’ambientazione piena di fascino e selvaggia. Diversi percorsi indicati con diversi colori a seconda della difficoltà, per bambini e adulti e per tutta la famiglia.

Pronti per un tranquillo weekend di avventure?

 

 

Le marche e l’arte: un museo a cielo aperto.

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3 ottobre 2016turismomarche

L’arte e le Marche: pittura, scultura, architettura e natura lungo tutto il territorio regionale. 

Le Marche si possono considerare come un museo diffuso a cielo aperto,  una rete di città d’arte e borghi storici incastonati in un mare di colline coltivate, che si affacciano su vallate che vanno dal mare all’appennino. Una regione ricca di suggestioni uniche ovunque si guardi.

Qualche esempio? Ancona, con la sua Cattedrale di San Ciriaco; Ascoli Piceno e il suo travertino delle vestigia romaniche e gotiche; i palazzi storici di Macerata; i portici cinquecenteschi di Fermo; la ceramica artistica di Pesaro ed Urbino. Proprio ad Urbino nacque Raffaello Sanzio, pittore ed architetto che rappresenta l’incarnazione dell’ideale supremo di serenità e bellezza del Rinascimento. Alcune tra le sue opere, tra cui il noto Ritratto femminile ( La Muta), sono tutt’ora custodite alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, nella splendida cornice del Palazzo Ducale. Qui sono conservati anche capolavori di Piero della Francesca: la tavola con la “Flagellazione di Cristo” e la “Madonna di Senigallia”,

Lasciò un segno tangibile nelle Marche anche Pietro Vannucci detto il Perugino. Se ne possono ammirare – ad esempio – l’Annunciazione presso la Chiesa di Santa Maria Nuova di Fano e la Pala di Senigallia nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Senigallia.

Da non dimenticare Bramante, il quale come architetto del Papa fu chiamato dal 1507 al 1509 ad occuparsi della Basilica della Santa Casa di Loreto. Il Bramante si limitò al progetto della facciata (non realizzata), della piazza antistante e del rivestimento marmoreo che racchiude la “Santa casa di Nazareth” contenuta nel santuario,  poi attuato sotto la direzione dei suoi successori.

In questi giorni è stata poi inaugurata alla Pinacoteca di Ancona una mostra su Caravaggio: un’occasione per visitare anche lo storico palazzo Bosdari in cui ha sede. Il nuovo percorso espositivo mette a confronto i capolavori di Tiziano e Lorenzo Lotto a quelli di artisti contemporanei come Enzo Cucchi e Valeriano Trubbiani. Il museo si sviluppa in salita tra scale e passerelle in vetro e ferro, tra la cinta muraria antica e opere che attraversano i secoli.

Poco più a sud, vale la pena visitare il Museo Tattile Statale Omero di Osimo: un approccio tattile non solo per chi non può fare altrimenti per godere delle bellezze artistiche, ma anche per rivelare a tutti, le possibilità della percezione. Una via percettiva esclusa da quasi tutti i musei, un approccio all’estetica in gran parte ancora inesplorato.

Se invece preferite l’arte contemporanea, allora una tappa va fatta ad Ascoli Piceno, alla Galleria “Osvaldo Licini” nella nuova sede dell’ex convento di S. Agostino:  Fontana, Matta, Hartung, Morandi, De Pisis e Severini, 40 dipinti e 38 disegni di Osvaldo Licini.

Non basterebbe forse una settimana per ammirare tutti i capolavori che le Marche offrono. Dunque, iniziamo subito!

 

Le marche fortificate: castelli, rocche e fortezze dal pesarese al Monte Catria

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29 settembre 2016turismomarche

Nel nord delle Marche: castelli, rocche e fortezze a difesa del territorio dal Pesarese al Monte Catria.

 A testimonianza della storia della nostra regione, da sempre crocevia di popoli e religioni, alcuni tra i più suggestivi castelli, rocche e fortezze difensive si trovano nel territorio Pesarese.

A partire dall’interno della regione, troviamo il Castello di Frontone Impossibile non notarlo per il suo aspetto di nave, che svetta su un costone di roccia alle pendici del monte Catria. Questa fortificazione divenne fondamentale baluardo tra il 1291 e il 1420. La costruzione del caratteristico puntone triangolare sul versante nord invece risale probabilmente al 1445, anno in cui Federico da Montefeltro difese il castello da Sigismondo Malatesta, signore di Rimini. Ad oggi il castello è completamente ristrutturato e visitabile. Vi si svolgono cerimonie ed eventi.

Spostandoci più verso la costa, ci imbattiamo nella Rocca di Mondavio, ultima opera perfettamente conservata di Francesco di Giorgio Martini. L’architetto senese predilige qui forme spezzate, come il mastio ottagonale, originale nel movimento elicoidale delle facce della scarpatura. La Rocca è rimasta incompiuta, tuttavia non manca di essere la protagonista del borgo, in quanto si erge proprio al centro della cittadina ed è la location principale di un suggestivo spettacolo pirotecnico che simula l’incendio della Rocca ogni estate. L’evento fa parte della rievocazione storica in costume dell’arrivo a Mondavio di Giovanni della Rovere.

Raggiunto il mare, è d’obbligo una tappa alla Rocca Costanza di Pesaro, con il caratteristico fossato a forma di quadrifoglio circondato da un verde parco alberato. La struttura aveva una primaria funzione bellica, e ha subito svariate modifiche e ristrutturazioni lungo i secoli. Rappresenta però il modello della “rocca di pianura” rinascimentale che ebbe tanta fortuna nelle Marche.

Per finire, una immancabile sosta qualche Km più a nord va fatta al Castello di Gradara, conservato in maniera esemplare e ad oggi visitabile. Anche gli interni raffinati e residenziali, con affreschi trecenteschi e quattrocenteschi, sono oggi ricostruiti con arredi e oggetti originali. La Rocca è soprattutto conosciuta per essere il luogo in cui si narra che Paolo Malatesta e sua cognata Francesca da Rimini, moglie di Gianciotto, furono travolti da bruciante passione, come riportato nel famosissimi versi danteschi nel V Canto dell’Inferno.

Le Marche sotterranee: Frasassi, Osimo, Camerano e Sirolo

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26 settembre 2016turismomarche

Le Marche sotterranee: alla scoperta di ipogei ed insenature nel sottosuolo della regione dalle mille sorprese, anche nascoste.

Spesso di dice che le Marche siano una regione al plurale. Ed in effetti quello che questa regione offre a chi la visita è una pluralità di paesaggi, una infinita varietà di dialetti ed una vastissima molteplicità di attrazioni. Il mare e le località costiere la fanno senz’altro da padrone specialmente durante l’estate, ma oggi vogliamo portarvi a scoprire itinerari misteriosi e nascosti: quelli sotterranei.

Avrete di certo sentito parlare delle Grotte di Frasassi. Proprio lo scorso weekend si sono tenuti qui eventi e manifestazioni commemorativi della scoperta delle grotte, avvenuta 45 anni fa. Le grotte si estendono per circa 30 Km, ma il tratto aperto al pubblico è di circa 1,5Km, sia per proteggere la sicurezza dei visitatori che per permettere alla natura di continuare la sua maestosa opera nel sottosuolo. La formazione di stalattiti e stalagmiti è infatti ancora in costante attività. Entrando nelle grotte ci si sente un po’ come quando si entra in una cattedrale gotica ancora incompleta: la visita è affascinante, e lo spettacolo è mozzafiato.

Una settantina di Km più avanti, verso la costa e la riviera del Conero, è d’obbligo fare una sosta alle Grotte di Camerano e, poco più distante, ad Osimo Sotterranea. A lungo considerate cave arenarie o cantine per il vino, le insenature sotterranee di Camerano si sono invece rivelate, grazie alle esplorazioni che hanno reso questo percorso fruibile dal punto di vista turistico, un vero e proprio centro storico alternativo dall’andamento labirintico, con volte a cupola, a vela e a botte anche decorazioni e fregi architettonici, bassorilievi e simboli religiosi, i quali costituiscono una delle costanti dell’intero percorso, sia qui che nella vicina città sotterranea di Osimo, dove sono custodite antiche simbologie alchemiche, molte delle quali imputabili alla presenza dell’Ordine Cavalieri di Malta e Templari, che in questo luogo svolgevano le loro iniziazioni. Ad oggi, le grotte si estendono per circa 900 metri  su diversi livelli e piani, collegati tra loro da pozzi e cunicoli.

Tappa finale del nostro viaggio nel sottosuolo delle Marche, una inconsueta visita a Sirolo. La località è più conosciuta per le sue spiagge da bandiera blu, e infatti forse non tutti sanno che anche qui sono presenti diversi ipogei, intorno ai quali sono sorti col tempo storie, leggende e aneddoti misteriosi. Grotte, cantine, silos e cisterne arricchiscono il sottosuolo della cittadina. Sembra esistesse una fitta rete di cunicoli che poteva collegare direttamente il Castello, di cui resta solo il Torrione Meridionale – a sua volta molto cambiato nel tempo a seguito di restauri e demolizioni- e la marina. Ad oggi queste cave sono accessibili solo attraverso abitazioni private, grazie alle botole che danno accesso alle cantine.

 

Clown&Clown Festival 2016 Monte San Giusto

23 settembre 2016turismomarche

Clown&Clown Festival 2016  Monte San Giusto 

Clown&Clown Festival 2016  a Monte San Giusto (MC) giunge alla sua 12ª edizione. L’evento unico nel suo genere si svolgerà dal 25 settembre al 2 ottobre 2016.

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Ricco il programma degli spettacoli a partire da domenica 25 settembre con l’inaugurazione alle ore 15.30 della “Città del Sorriso” e a seguire spettacoli di compagnie di clown ma anche di artisti di strada, giocolieri, acrobati, circensi, maghi e musicisti.

La “Resilienza” è il tema dell’anno, la capacità cioè di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità, su cui il giorno 30 settembre si svolgerà una tavola rotonda alle ore 18.

Fitto il programma delle manifestazione e degli spettacoli. Per citarne alcuni: da non perdere sabato 01 ottobre l’esplosione di colori presso i giardini pubblici alle ore 18, la consegna del premio “Clown nel cuore 2016”, la “Notte Clown” ricca di spettacoli tra l’1 e il 2 ottobre, il concorso fotografico “ScattiAmo il Sorriso” cui possono partecipare sia professionisti del settore che dilettanti e tanto altro ancora.

L’evento, in grado di fondere l’aspetto folcloristico e  l’aspetto sociale, tipici elementi conviventi nella figura del clown, è un’ottima occasione per condividere il valore etico ed educativo dell’evento.

E’ possibile scaricare e consultare il programma completo dell’evento su Programma Clown&Clown Festival 2016

Barefooting nelle Marche

21 settembre 2016turismomarche

Barefooting nelle Marche dove trovare il primo percorso.

Novità assoluta il barefooting nelle Marche presso la Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi

“Barefooting” è il termine che indica la disciplina praticata dalle persone che amano vivere, camminare o correre a piedi nudi riappropriandosi degli spazi naturali e delle sensazioni che può trasmettere al corpo il contatto diretto col terreno.

Una pratica salutare sia dal punto di vista fisico perché riattiva la circolazione e i muscoli poco utilizzati, ma anche dal punto di vista emotivo in quanto rilassante e liberatoria.

Sebbene sia diffusa in numerosi paesi esteri, in Italia è ancora piuttosto sconosciuta, sono infatti solo una decina le aree dove viene praticata.

Novità assoluta per le Marche, ove presso la Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi è stato inaugurato l’11 settembre 2016 un sentiero di oltre 300 metri lineari in cui si susseguono differenti materiali naturali, tutti da scoprire e calpestare a piedi nudi.

Il sentiero si articola in diversi moduli in modo da essere idoneo ad un’utenza allargata: dai bambini agli adulti, dalle scuole ai gruppi organizzati e alle persone diversamente abili.

Un modulo (barefooting sensoriale) è più adatto per far vivere l’esperienza tattile con il susseguirsi sul camminamento di differenti materiali (erba, terra, fango, acqua, legno, ciottoli, sabbia) e pensato per essere completamente accessibile anche a persone con disabilità (fisica e psichica) e capacità di deambulazione in autonomia come non vedenti e ipovedenti.

Un altro modulo (barefooting equilibrio) è stato pensato invece più per adulti, bambini e famiglie, per mettere alla prova equilibrio e coordinamento sfruttando esclusivamente la sensibilità tattile dei piedi, con giochi d’equilibrio in legno o pietra.

Oltre ai due differenti moduli, il progetto prevede una stazione di sosta iniziale e la presenza di pannelli didattici di approfondimento, di multidisciplinarietà dei temi (scienze e letteratura) e di multisensorialità (pannelli tattili, sonori e olfattivi)  lungo il percorso.

Il sentiero è stato realizzato grazie al bando della Regione Marche “Sentieri per tutti” di cui Ripa Bianca si era aggiudicata il primo posto in graduatoria ed è aperto tutte le domeniche dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Si organizzano durante la settimana visite guidate sensoriali per le scuole.

Per informazioni info@riservaripabianca.it, 3346047703

LE MARCHE CAMMINI ED ITINERARI SPIRITUALI

19 settembre 2016turismomarche

Attraversando le Marche cammini spirituali ed itinerari di fede.

La nostra regione è terra devota, non solo per la sua lunga appartenenza allo Stato Pontificio, ma perché da sempre abitata da genti con un forte senso della spiritualità e di abnegazione. Percorsa da molti santi, primo tra tutti il Patrono d’Italia, San Francesco D’Assisi e abitata da moltissimi luoghi di culto, tra chiese, santuari, conventi ed eremi che rappresentano punti di incontro e di preghiera, spesso si percorrono le Marche cammini spirituali e pellegrinaggi spingono ogni anno moltissimi fedeli a riprendere vecchi itinerari di fede oppure a compierne di nuovi. Percorsi di preghiera, di canti, di riflessione e di penitenza che attraversano luoghi magici, avvolti dalla natura protettrice e che conducono spesso a luoghi di suggestiva emozione interiore.

Primi e forse i più conosciuti e battuti sono i cammini lauretani: nella Valle del Chienti  e del Potenza, abbracciati dai Monti Sibillini si va verso Fabriano e si giunge a Loreto per poi proseguire verso altre mete, anche estere. Non si contano i luoghi, le confraternite e le realtà di culto che intraprendono i tantissimi percorsi che portano alla Santa Casa di Loreto immensamente affascinante per la sua carica simbolica e per la serie di valori territoriali, storico-culturali, architettonici e artistici, oltre che prettamente religiosi, testimonianza del passato ed espressione della forte devozione verso la Vergine Maria. Il più classico dei cammini lauretani è quello che da Assisi porta a Loreto, passando per Spello, Colfiorito, Muccia, Belforte del Chienti, Tolentino, Macerata e infine a Montecassiano o Montelupone.

Restando a cavallo tra Marche e Umbria, e interessando le province di Perugia, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, un intrigante cammino si sviluppa sul percorso francescano nella Marca. 180 Km per 8 tappe, 16 comuni i toccati, di cui 13 nelle Marche: Serravalle di Chienti, Muccia, Pievebovigliana, Carldarola, Cessapalombo, Fiastra, San Ginesio, Sarnano, Amandola, Comunanza, Palmiano, Venarotta e Ascoli Piceno. Un percorso non solo spirituale ma anche turistico e culturale che ripercorre i luoghi dove San Francesco si recò per predicare attraversando borghi di altissimo pregio artistico e naturalistico, centri storici meravigliosi e luoghi di culto estremamente suggestivi.

Entrando nel cuore dei Sibillini altro itinerario particolarmente caro ai pellegrini è quello che percorre le Gole dell’infernaccio – nella zona di Montefortino e Montemonaco – fino all’Eremo di San Leonardo luogo estremamente suggestivo poiché si trova a strapiombo su uno sperone di roccia immerso nel verde e nelle vicinanze, a rendere l’ambiente ancora più attraente e scenografico, una cascata nascosta. Un luogo di eccezionale memoria storica e devozionale legata anche alla figura di un monaco, don Pietro Lavini, che da solo abitò e rimise in piedi l’eremo per accogliere poi tutti i visitatori che, dopo l’impegnativo percorso giungevano stanchi e assetati in quella che era diventata la sua casa.

Le Marche e Dante Alighieri

19 settembre 2016turismomarche

Dante Alighieri le Marche nella Divina Commedia

Il territorio marchigiano è sempre stato crocevia di popoli e da sempre attraversato da grandi personaggi della storia, carismatici condottieri, pellegrini e poeti che hanno conosciuto, vissuto e parlato della nostra terra e delle sue tante bellezze. Uno dei più importanti e illustri viaggiatori fu Dante Alighieri le Marche del nord vengono infatti nominate diverse volte nelle sue opere e questo fa facilmente intuire la frequentazione di queste zone del Sommo Poeta. Luoghi romantici, tragici, luoghi dal sapore mistico o dalla natura prorompente, in ogni dove si è posato l’occhio e il cuore di Dante c’è una frase o un passo che lo ricorda e lo ha reso immortale.

Nella Divina Commedia Dante ha descritto luoghi e personaggi facendoli diventare dei simboli e rendendoli icone universali: ad esempio uno dei passi più memorabili dell’Inferno racconta di una storia d’amore che si sarebbe consumata nelle Marche, in particolare nel Castello di Gradara. Nel V Canto il Poeta racconta della passione travolgente e peccaminosa di Paolo e Francesca, immersi in uno scenario accogliente e protettivo, quasi complice dei due sciagurati amanti, uccisi per mano del marito tradito, Giangiotto Malatesta.

Nella stessa zona di Gradara e di Casteldimezzo, nel cuore del Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo, si trova il delizioso borgo a picco sul mare di Fiorenzuola di Focara citato da Dante nel XXVIII Canto dell’Inferno: “Poi farà si ch’al vento di Focara – non farà lor mestier voto né preco” riferendosi a un tratto di costa così pericoloso, che occorrevano evidentemente voti e preghiere per salvarsi dalle tempeste.

Nel Paradiso Dante incontra San Pier Damiani strettamente legato all’Eremo di Fonte Avellana che, dedicato alla Santa Croce, si trova nel comune di Serra Sant’Abbondio, in provincia di Pesaro Urbino. Citato nel XXI Canto sembra addirittura che Dante abbia soggiornato nell’antico monastero, legato alla congregazione dei Camaldolesi, le cui origini risalgono alla fine del primo millennio. Dante, rendendo celebre il monastero fondato sulle pendici del Monte Catria, ha dato lustro alla storia di questo luogo di preghiera dove sono vissuti ben 76 fra santi e beati e dal quale provengono 54 vescovi. Ai piedi del Catria, oltre a Fonte Avellana c’erano diverse abbazie, tre cui quella di Santa Maria Assunta di Frontone e quella di Sant’Emiliano in Congiuntoli, eremi dove vissero in totale silenzio e preghiera diversi monaci tutti devoti alla regola benedettina.

La Santa Montagna inoltre, in tutta la sua bellezza viene citata nel suo complesso da Dante sempre nel XXI Canto del Paradiso, come luogo altrettanto silenzioso, mistico e immerso nel verde della natura: montagna a confine tra Umbria e Marche che interessa i comuni marchigiani di Cagli, Cantiano, Frontone e Serra Sant’Abbondio. Un monte ritenuto sacro fin dall’antichità che evidentemente fu frequentato da Dante a cui risulta molto caro e familiare.

Nel caso del Fanese Jacopo del Cassero, accolto nel Purgatorio, Dante, turbato e commosso dal tragico destino dell’uomo – magistrato e condottiero guelfo morto assassinato nel 1298 -, tenta di rispondere al desiderio di pace di quest’anima in pena attraverso una visione lirica della sua terra, Fano “quel paese che siede tra Romagna e quel di Carlo” dando alla zona una connotazione territoriale molto precisa, tra la Romagna e il Regno di Carlo II d’Angiò.

Parco del Sasso Simone e Simoncello escursioni per famiglie con bambini

12 settembre 2016turismomarche

Nel Parco del Sasso Simone e Simoncello escursioni alla portata di tutti.

Nella regione storica del Montefeltro, in provincia di Pesaro Urbino, una straordinaria area protetta, nata nel 1994 che interessa non solo le Marche ma anche il territorio di Rimini; una zona delimitata dai fiumi Marecchia a nord-ovest, Conca a nord-est e Foglia a sud, un’area estesa per 4847 ettari e comprendente due rilievi montuosi ben distinti – il Monte Carpegna a nord-est e il Sasso di Simone e Sasso Simoncello a sud-ovest – e che interessa i comuni di Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Piandimeleto e Pietrarubbia.  Stiamo ovviamente parlando del Parco Sasso Simone e Simoncello escursioni favolose e per tutti i gusti attendono ogni anno sempre più turisti: in uno spazio tanto affascinante e variegato infatti le escursioni – a piedi, in bicicletta o a cavallo – sono all’ordine del giorno e permetto a chiunque, grandi e bambini, esperti o principianti di avvicinarsi alla natura selvaggia e incontaminata, alla scoperta di un area davvero emozionate.

Tantissimi sono gli itinerari possibili con un programma ricco di appuntamenti e tante iniziative pensate nei diversi periodi dell’anno per far vivere l’emozione della natura a 360 gradi, per trascorrere il proprio tempo all’insegna del relax e del benessere fisico, a contatto e in sintonia con il mondo che ci circonda, senza lo stress della vita quotidiana e caotica. Le escursioni sono di diversa difficoltà e si propagano nei luoghi più suggestivi dell’area protetta alla scoperta delle sue straordinarie eccellenze naturalistiche e paesaggistiche.

Molte le semplici passeggiate dove si invita a portare anche i più piccoli alla ricerca delle suggestioni più magiche magari vivendole al crepuscolo o di notte accompagnandole con esperienze collaterali come letture e fotografie, uno di questi itinerari porta per esempio alla scoperta del borgo di Bascio accompagnati dalla poesia emozionate di Tonino Guerra. Altri interessanti itinerari partono da Montecopiolo per effettuare in percorso all’insegna del bird-watching, un’eccezionale esperienza che emoziona ed insegna allo stesso tempo, capace di affascinare e di coinvolgere soprattutto i più piccoli.

Molti i percorsi pensati espressamente per le famiglie con bambini al seguito, purché siano curiosi e attenti osservatori del mondo che li circonda, qui troveranno una natura ricchissima e lussureggiante dai colori e dagli odori intensi. Luoghi accessibili per tutti coloro che hanno voglia di relax e di divertimento, per gli adulti che hanno ancora voglia di imparare e per i bambini che hanno bisogno di esplorare.  Esperienza indimenticabile per tutta la famiglia il percorso naturalistico che giunge al Lago di Andreuccio (nei pressi di Pennabilli in provincia di Rimini) e che attraversa straordinari boschi di carpini, querce e frassini. Molti dei percorsi e delle manifestazioni collaterali pensate per la famiglia inoltre coinvolgono il Parco faunistico di Pian dei Prati a Frontino dove vengono organizzati diversi eventi e incontri per stimolare la curiosità e la fantasia di tutti alla scoperta degli animali domestici e selvatici del parco.

Molto interessante l’itinerario che porta alle cascate del fiume Conca che parte da Pietrarubbia e quello che, costeggiando un bosco di lecci, da Piandimeleto porta alla scoperta del suggestivo borgo di Cavoleto, mentre affascinante e intriso di un sapore antico il percorso che parte da Montecerignone e che, lungo il torrente Conca, porta gli esploratori alla ricerca di vecchi mulini; più impegnativo il percorso che porta lungo le sorgenti del fiume Marecchia ma che saprà farsi perdonare per la bellezza dei luoghi che si attraversano.

Le Marche i vini tipici e le zone turistiche

12 settembre 2016turismomarche

Nelle Marche vini e zone turistiche in connubio perfetto.

Il territorio marchigiano è un vero e proprio serbatoio di piacevoli scoperte per gli estimatori del vino. Un terreno fertile e ricco che le sapienti mani dell’uomo hanno saputo sfruttare al meglio per ottenere straordinari frutti, in molti casi dal sapore unico. Nelle Marche vini e zone turistiche sono un delizioso connubio capace di ammaliare e conquistare ogni tipo di turista. Nelle Marche infatti tutti i sensi vengono soddisfatti, dalla vista grazie alle splendide città, agli antichi borghi, o paesaggi al gusto e all’olfatto grazie alle prelibatezze enogastronomiche, tradizionale vanto e ricchezza della regione.

Una terra vinicola che parla di bianchi e di rossi DOC, con vitigni e lavorazioni estremamente variegate lungo tutto il territorio marchigiano, a cominciare dal bianco più famoso, il Verdicchio che va dall’aperta e articolata zona dei Castelli intorno a Jesi fino al comprensorio di Matelica. Dalle lussureggianti e fiabesche colline che dall’entroterra di Ancona via via giungono nel maceratese, al cospetto dei monti Sibillini nasce uno straordinario vitigno a bacca bianca dal colore giallo paglierino tenue, dall’odore delicato e dal sapore asciutto con un retrogusto lievemente amarognolo che rende il Verdicchio perfetto se abbinato al pesce ma anche alle carni bianche come il coniglio. Per l’appassionato di vino si apre un ventaglio di offerta davvero variegata dove spaziare dal prodotto di ampio consumo fino a quello più ricercato, dalla freschezza del vino d’annata ai grandi Verdicchio da invecchiamento.

Sul versante piceno si sta velocemente affermando e consolidando un vino bianco cadetto – o antagonista –  del verdicchio, il Pecorino, prodotto in particolare nelle zone di Arquata del Tronto, che si va ad affiancare al Falerio dei Colli Ascolani vitigno che nasce nelle zone della provincia di Fermo,  fino ad un altro bianco delicato e secco, armonico e gradevole, il Bianchello del Metauro, con i suoi vitigni che sorgono sulle sponde del fiume Metauro appunto, nel territorio di Pesaro e Urbino.

Per quanto riguarda i rossi due sono i versanti d’eccezione, il piceno e il Conero, al primo è impossibile non legare il territorio di Ascoli Piceno con il Rosso Piceno e le sue zone d’elezione, Offida, Castignano, Monteprandone, Ripatransone, Campofilone e Spinetoli. Un rosso rubino con sfumature violacee che tendono ad attenuarsi con il trascorrere dell’affinamento con un finale armonico e floreale. Sul versante più a nord, quello che sorge all’ombra del Monte Conero, altro rosso straordinario è senza dubbio il Rosso Conero, intenso e dal sentore che rimanda alla ciliegia selvatica e ai frutti di bosco e prodotto dai vitigni sparsi sulle colline dell’entroterra di Ancona, tra i borghi di Castelplanio, Camerano, Offagna e Fabriano.

Poco più a sud, nell’entroterra di Senigallia nasce un altro vino rosso, tra i più accattivanti aromatici in circolazione, il Lacrima di Morro d’Alba che prende il nome dal borgo che più lo contraddistingue – Morro d’Alba appunto – e che viene prodotto anche nei territori di Ostra, Ostra Vetere, Belvedere Ostrense, Corinaldo, San Marcello e Serra de’Conti. Dalle intense note fruttate e floreali è un vino corposo e per nulla pungente ottimo da abbinare ai piatti tipici della tradizione marchigiana, da quelli a base di carne al brodetto all’anconetana.

UNA VACANZA NELLE MARCHE IN AUTUNNO POSTI CONSIGLIATI

5 settembre 2016turismomarche

Vacanza nelle Marche in Autunno.

L’autunno perfetto per una vacanza nelle Marche.

L’estate è ormai finita e le lunghe giornate trascorse a crogiolarsi al caldo sole sembrano essere già un ricordo lontano. A sostituire la bella stagione arriva un tiepido e avvolgente autunno una vacanza nelle Marche non vi farà rimpiangere l’estate, ma vi affascinerà attraverso i suoi luoghi, le sue bellezze e i suoi segreti. Trascorrere una vacanza in autunno nelle Marche significa coglierne gli odori, i colori e i sapori, immergersi in scenari naturalistici e paesaggistici intensi e pungenti, scoprire piccoli grandi tesori nascosti o custoditi dalla vegetazione o dalla sapiente mano dell’uomo che da sempre abita, coltiva e vive un territorio meraviglioso.

Il nostro consiglio è di scoprire i borghi dell’entroterra delle Marche iniziando un viaggio intrigante alla scoperta di una zona unica, una regione storica importantissima a livello socio economico e culturale, il Montefeltro. La parte che riguarda il nord della regione, appartenente alla provincia di Pesaro Urbino – assolutamente da visitare soprattutto in questo periodo dell’anno è una zona davvero ricca di monumenti, castelli, rocche, cinte murarie, ma anche palazzi, costruzioni e opere architettoniche molto interessanti, tutti da scoprire per assaporare il clima storico e l’enorme bellezza di un territorio che ha vissuto le sue epoche intensamente. Borghi dal fascino austero come Belforte all’Isauro con il suo castello che mostra l’impronta del grande architetto Francesco di Giorgio Martini che lungamente abito e lavorò in queste zone, ma anche Auditore, Frontino, Lunano piccoli e deliziosi paesini dall’antico splendore. E ancora Mercatino Conca dal caratteristico centro storico, Monte Cerignone scenograficamente posto su uno sperone roccioso, Macerata Feltria, Montecopiolo oggi rinomato centro sciistico, e il delizioso Carpegna. Da visitare in questa splendida zona anche Monte Grimano Terme, Piandimeleto, Pietrarubbia, Tavoleto – con il suo castello -, Sassofeltrio e Sassocorvaro con la sua poderosa rocca a forma di tartaruga.

Anche per quanto riguarda l’entroterra della provincia di Ancona sono diversi i borghi e i luoghi da visitare per trascorrere una straordinaria vacanza autunnale. Partendo da Camerano o Castelfidardo, famoso per la fisarmonica, ai deliziosi comuni di Offagna, Osimo, Recanati magari facendo tappa alla Santa Casa di Loreto per poi proseguire verso l’entroterra attraversando la deliziosa Jesi culla del verdicchio marchigiano. E ancora scoprire che tra le colline si nascondono borghi affascinanti e segreti, autentici e tranquilli come Staffolo, Apiro, Serra San Quirico e Genga – che cela nel suo territorio le strabilianti Grotte di Frasassi – fino ai deliziosi Arcevia, Sassoferrato e Fabriano cittadina dalle origini medievali conosciuta per la produzione della carta.

Le colline e le alture distribuite nel territorio tra le provincie di Macerata e Fermo vantano paesi di rara bellezza, tradizioni popolari e folkloristiche appassionanti e offrono un’enogastronomia ricchissima e gustosa. Da Appignano a Cingoli, balcone delle Marche, da Treia, patria della disfida del bracciale, Urbisaglia a Tolentino, da San Severino Marche a Matelica, da Sarnano a San Ginesio, da Muccia a Ussita e Visso, paesi che si avvicinano via via ai Sibillini assorbendone il fascino e il mistero.  E ancora Moresco, Petritoli fino a Comunanza, e agli splendidi borghi montani di Montemonaco, Montefortino e Montegallo da cui poter partire per avventurosi sentieri alla scoperta della grotta della Sibilla. Inoltre giunti in una zona tanto ricca e variopinta, tra vallate e fiumi rigogliosi, non si può non trascorrere del tempo nella città delle cento torri, Ascoli Piceno, dove l’arte, la storia, la cultura e la gastronomia coccolano i turisti in ogni periodo dell’anno in modo davvero speciale.

UNA METEORITE SUL CONERO LA CAVA DI MASSIGNANO COME ITINERARIO GEOLOGICO

5 settembre 2016turismomarche

Sul Conero la Cava di Massignano: la straordinaria storia delle rocce.

Il Conero è da sempre un punto di riferimento per chi naviga nell’Adriatico e per chi attraversa la costa, protagonista assoluto del territorio capitanato dall’antichissima città dorica, Ancona, si mostra con pareti a picco sul mare e con un dolce declinare verso l’entroterra. Ad abitarlo, tra la fitta boscaglia di macchia mediterranea che costituisce il Parco naturale del Conero, incantevoli cittadine affacciate sul mare – Numana, Sirolo, Portonovo e Porto Recanati e affascinanti borghi collinari come Camerano, Castelfidardo, Loreto, Offagna, Osimo e Recanati. Interessante e particolare attrattiva di questa straordinaria zona – tra mare e natura – del Conero la Cava di Massignano una zona diventata oggetto di moltissimi studi e polo di richiamo per geologi, paleontologi, fisici e astronomi di tutto il mondo.

Si narra infatti che più di trentatre milioni di anni fa questa zona fosse sotto il livello del mare, si tratta di un territorio di circa 50 mq, adibito per un certo periodo a cava appunto di grandissimo valore geologico e, a quanto sembrerebbe, risposte sulla storia più antica dell’universo. L’ex cava del Monte Conero, tra Ancona e Sirolo, è nota agli studiosi per la presenza dello “stratotipo globale di Massignano”, una formazione sedimentaria che rappresenta il limite tra due epoche geologiche, Eocene e Oligocene. Tali formazioni si sarebbero depositate tra i 36 e 33 milioni di anni fa durante un periodo caratterizzato da importanti variazioni climatiche e da eventi critici su scala mondiale tra cui veri e propri bombardamenti di grossi corpi exstraterrestri; gli impatti più importanti ad oggi documentati si verificarono negli Stati Uniti e in Siberia.

Nella cava inoltre, dov’è riscontrabile il limite cronostratigrafico – cioè il limite di tempo che ha suddiviso queste due importanti epoche della Terra – o meglio, nella sua argilla, sono state rinvenute minuscole sferuline di iodio che testimoniano l’impatto sulla terra di un enorme meteorite il cui pulviscolo oscurò per anni la terra modificandone il clima e la vita.

La zona, oggi attrezzata per visite e percorsa da diversi sentieri escursionisti e itinerari di interesse geologico è di osservazione mondiale, analizzata e utilizzata dagli studiosi, geologi e fisici in primo luogo, come metro per le datazioni geologiche e per avvalorare le ragioni che portarono addirittura alla scomparsa dei dinosauri. Presumibilmente infatti la loro estinzione – avvenuta 65 milioni di anni fa –  fu dovuta alla caduta di un gigantesco meteorite in America, le cui tracce sarebbero rintracciabili e riconducibili proprio nell’argilla dell’ex cava di Massignano.

Monte Catria escursioni consigliate

29 agosto 2016turismomarche

Sul Monte Catria escursioni alla portata di tutti

Sul confine tra Umbria e Marche il Monte Catria raggiunge l’altezza di 1701 metri, comprende nella sua area due comuni del perugino e quelli di Cagli, Cantiano, Frontone e Serra Sant’Abbondio, tutti in provincia di Pesaro Urbino. La sua mole, venerata dagli antichi umbri e dai Galli Senoni, è ritenuta sacra ancora oggi mentre fu Dante a rendere celebre la montagna ricordando l’eremo di Fonte Avellana che sorge alle sue pendici, nel XXI Canto del Paradiso. In un ambiente così speciale come quello del Catria escursioni di vario genere permettono di scoprirne a pieno le bellezze,  le peculiarità e i segreti di questa splendida zona delle Marche compiendo percorsi unici alla scoperta di sentieri, borghi e una natura eterogenea e intrigante. Dalla vetta, nelle giornate più limpide si possono scorgere infatti, volgendo lo sguardo a 360 gradi, le catene dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga, il Lago Trasimeno e il Mar Adriatico.

Dal punto di vista escursionistico il monte Catria offre una varietà di itinerari davvero interessante, con sentieri di diverse difficoltà – da quelli pensati per i principianti a quelli per veri e propri esperti –  che attraversano il massiccio su tutti i suoi versanti, permettendo di vivere esperienze incredibilmente diverse tra loro, appassionati e intriganti, avventurose e suggestive.
Tra i sentieri più battuti il tratto del Sentiero Italia, che attraversa la montagna da Cantiano fino all’eremo di Fonte Avellana, il Sentiero Frassati delle Marche – dedicato alla figura del Beato Pier Giorgio Frassati -, un percorso di 23 chilometri tutto a mezza costa immerso nei boschi del versante nord, così come la Grande Traversata del  Sentiero 75, che taglia in due il massiccio passando per le vette minori, compiendo i tratti Pontedazzo-Monte Morcia o Acquaviva- Monte Morcia.

Molto interessanti sono il sentiero 29, il più impegnativo che ripaga però le fatiche con un territorio selvaggio costituito da millenarie rocce calcaree modellate dalla forza erosiva della natura e il sentiero 56 che dal rifugio Boccatore giunge a Vetta Catria per poi incrociarsi con il sentiero 53 che si inerpica ai margini del Pian di Patate per poi raggiungere il rifugio della Vermosa. Entrambi questi percorsi, affascinati ed emozionanti, passano per le affilate creste del Corno di Catria e della Balza degli Spicchi, ambientazioni di straordinaria bellezza paesaggistica con spettacolari scenari indimenticabili.

Meno impegnativo il sentiero 66 che percorre una vecchia via di collegamento che univa Frontone a Fronte Avellana transitando per i prati del Monte Roma mentre lungo è il Sentiero 60 e molto panoramico nella seconda parte: da Cagli infatti si giunge al rifugio Valpiana passando per la spettacolare cresta del monte Morcia.

Di nuova percorrenze inoltre il Sentiero Vinci ottenuto ripristinando una parte del Sentiero 59 con il quale condivide parte del percorso e aggiungendovi un tratto nuovo che attraversa un’area riqualificata. Partendo da Cantiano si percorre il sentiero alla volta del maestoso anfiteatro del Monte Tenetra fino a raggiungerne i prati sommitali che permettono una straordinaria veduta con scorci panoramici mozzafiato; il percorso – che ora è in discesa –  termina ad anello tornando al punto di partenza.

Dove fare passeggiate a cavallo nelle Marche

29 agosto 2016turismomarche

Passeggiate a cavallo nelle Marche: i posti migliori per divertirsi in sella

Non è solamente uno sport è più uno stile di vita e un amore incondizionato e atavico per la natura e per un animale che da sempre è stato amico fiero e fidato dell’uomo. Andare a cavallo è un’esperienza unica che ci fa sentire forti, coraggiosi, veloci ed importanti, ci mette alla prova e ci fa divertire, ci fa sentire liberi e ci fa riscoprire una dimensione del tutto nuova. Muoversi  sulla groppa di un animale tanto intelligente quanto indomito alla scoperta di territori magici ci rende curiosi e vivaci e ci fa guardare con occhi nuovi ogni scenario e paesaggio che ci si para davanti. É per questo e per molto altro che le passeggiate a cavallo nelle Marche sono molto amate e costituiscono una vera attrattiva per i turisti che in tutte le stagioni scelgono questo straordinario territorio.

Che sia in zone collinari, montuose o lungo il variopinto lungomare adriatico, il turismo equestre è sempre più diffuso e le strutture, maneggi, centri ippici, agriturismi, country house e via dicendo, che annoverano  tra le loro offerte lunghe e affascinati escursioni a cavallo sono moltissime. Un’attività sportiva divertente e alla portata di tutti con scuole di equitazione e tantissimi percorsi, da semplici passeggiate per i provetti cavallerizzi a vere e proprie escursioni per gli esperti della sella.

A Fabriano si trova uno dei circoli ippici più grandi delle Marche dove una struttura all’avanguardia consente moltissime attività nel più totale rispetto del cavallo, vero re di questo sport e compagno di tante avventure. Campi di sabbia scoperti, il maneggio più grande della regione  e un campo in erba consentono di familiarizzare con il cavallo per poi intraprendere veri e propri itinerari pensati per i principianti ma anche ma anche per veri cavalieri e affascinati amazzoni. Rimanendo nell’anconetano le passeggiate a cavallo diventano quasi la realizzazione di una favola antica poiché è possibile percorrere alcuni tratti del lungomare di Numana e Sirolo in sella a questo nobile destriero, sulla sabbia bagnata al cospetto del Conero accompagnati dalla brezza marina e dal mare.

A Fano un centro equestre d’eccellenza dove si impartiscono lezioni di equitazione per giovani e adulti, salto ad ostacoli e dove si possono fare interessanti e divertenti passeggiate in ampi spazi verdi tra fattorie, laghetti e scenari bucolici lungo la vallata del Metauro dove si trova anche una particolare struttura, nelle vicinanze di Peglio e Urbania, dove si svolgono corsi di equitazione di monta western e da campagna.

Anche nel maceratese si trovavano moltissimi centri ippici e maneggi, uno dei circoli ippici più importanti si trova a Potenza Picena con corsi specifici per bambini, sui pony, e per adulti con lezioni pensate per i principianti fino al livello agonistico con istruttori qualificati e uno straordinario panorama da godere e da scoprire tra le colline e l’Adriatico. Entrando nella zona dei Sibillini uno scenario da favola fa da cornice a una scuola di equitazione, dove è possibile imparare la monta inglese e dove le passeggiate sono soprattutto per cavalieri esperti. Tutto questo nel territorio di Cingoli delizioso borgo panoramico da scoprire a cavallo. Nel cuore dei Sibillini, a Sarnano, a due passi dagli impianti sciistici, il cavallo è un compagno di avventura perfetto per scoprire un territorio unico tra sentieri e e strette mulattiere immersi in una natura lussureggiante e ricca di molti tesori segreti come le incantevoli Cascatelle.

Nell’ascolano molte le strutture pensate per gli amanti dell’ippica, per esempio a Montelparo si impartiscono lezioni mirate per tutte le età e di salto a ostacoli e diversi sono gli itinerari da percorrere a cavallo anche per i più piccoli che, accompagnati da guide esperte, avranno modo di scoprire una paesaggio interessante e conoscere da vicino la ricchissima flora e la fauna di questo territorio. Anche a Massignano e Castorano si potranno vivere moltissime piacevoli esperienze in sella a splendidi cavalli che condurranno i provetti cavalieri tra le splendide colline e i deliziosi borghi che costellano quest’incantevole zona.

Terme nelle Marche gli stabilimenti termali dove andare

3 agosto 2016turismomarche

Scopri le terme nelle Marche, benessere di corpo e spirito

Luoghi di salute e di bellezza, oasi di relax dove curare il corpo e ritemprare lo spirito, le terme nelle Marche rappresentano una dimensione parallela, angoli di paradiso dove la tradizione delle acque benefiche si unisce a tecnologia e innovazione. L’acqua è vita, naturale e benefica per natura, se poi si aggiungono diverse sostanze che la madre terra le affida lungo il suo corso e una temperatura perfetta si creano le condizioni perché diventi benefica e il corpo ne possa trarre giovamento. Così fin dall’antichità gli uomini hanno frequentato le terme, per curare i propri malesseri, per purificarsi o semplicemente per rilassarsi. Le Marche sono una regione ricca di fonti minerali e di stazioni termali dove ogni anno sempre più turisti e non si recano per trarre beneficio dalle straordinarie acque medicamentose.

In provincia di Pesaro Urbino si trovano tre stabilimenti termali, il Pitinum Thermae che si trova nel territorio dell’antica cittadina romana Pitinum pisaurense, l’odierna Macerata Feltria, probabilmente abitata già in epoca preromanica dai galli senoni poi distrutta dagli Ostrogoti, ad oggi è un delizioso borgo immerso nel verde delle colline del Montefeltro, accogliente ed ospitale dove ai piedi del centro abitato si trova lo stabilimento termale, prestigioso punto di riferimento per la cura e la prevenzione di numerose patologie. Le Terme di Raffaello si trovano a Petriano che deve il suo nome  – dal latino prae tres amnes: sopra tre fiumi – ai tre corsi d’acqua che scorrono sul suo territorio, l’Apsa, il Tagliatesta e il Razzo; nel bel mezzo delle lussureggianti colline del Montefeltro lo stabilimento sfrutta tutte proprietà benefiche dell’acqua per la cura e il benessere di corpo e spirito. Infine il centro termale di Monte Grimano Terme dove le acque minerali sorgive sono tra le migliori conosciute e dove le acque termali vengono sfruttate al meglio sia per terapie mediche specialistiche sia abbinate a metodologie naturali per trattamenti estetico/termali.

In provincia di Ancona sono due le stazioni termali, una si trova ad Aspio, nei pressi del Monte Conero, dove una selezionata equipe di medici segue pazienti affetti da diverse patologie utilizzando le acque termali mediante le più moderne tecnologie in un ambiente che invita al relax e volto al benessere fisico e mentale. Molto frequentato il complesso termale di San Vittore delle Chiuse nel territorio di Genga, in un oasi verde, immerso nel Parco naturale Gola della Rossa e di Frasassi, vicino alla confluenza dei fiumi Sentino ed Esino, si effettuano cure inalatorie, si trattano diverse patologie e si beneficia di trattamenti estetici.

Nel territorio maceratese troviamo – a Sarnanole Terme di San Giacomo: avvolti dalla splendida cornice dei monti Sibillini e ai piedi di un incantevole centro storico medievale, si gode di professionalità e ospitalità oltre che delle cure e dei benefici dell’acqua; infatti nella struttura si effettuano consulenze mediche, cure idropiniche, inalatorie, fisioterapiche e di podologia mentre il parco termale si presta a diverse manifestazioni serali e allo svolgimento di diversi sport con un area gioco per i bambini, percorsi natura-fitness e diverse aree relax immerse nel verde. Più vicino al capoluogo le Terme di Santa Lucia di Tolentino, uno stabilimento termale a ridosso di un fitto bosco secolare e funzionate dal 1937 dove la tradizione delle terme si fonde con l’ospitalità di tutto il territorio circostante. L’elezione spiccatamente sanitaria nella cura delle affezioni respiratorie è stata nel tempo ampliata e volta a diversi settori del benessere fisico interessando tutte le fasce d’età.

In provincia di Fermo troviamo il centro termale di Torre di Palme, uno stabilimento idropinico nel quale viene utilizzata un’acqua che sgorga a 16 gradi apprezzata per le sue proprietà fin dai tempi dell’Impero Romano. Oggi nella struttura si praticano cure relative ai disturbi di natura digestiva, epatica e renale. All’estremo sud delle Marche, nel cuore dei Sibillini, le terme di Acquasanta Terme dove si effettuano cure termali e massoterapiche con acqua sulfurea, salsa e solfata. Inoltre il centro è dotato di piscina, centro benessere e centro estetico per la cura e il benessere fisico, per coccolarsi e rilassarsi in ambiente professionale e accogliente.

CONERO D’ESTATE: 3 COSE SEMPLICI ED EMOZIONANTI DA FARE

29 luglio 2016turismomarche

Nella zona del Conero le cose da fare sono davvero tante, ve ne proponiamo tre.

La zona delle Marche di cui vogliamo parlare oggi è una delle più caratteristiche di tutta la costa adriatica, riconoscibile e straordinariamente ricca. Un territorio unico, tra le cristalline acque del mare e un monte che arriva a lambirlo fino alle verdi colline che fanno da sfondo. E ancora cultura, arte, eventi e un’enogastromonia dai sapori prelibati, un pescato freschissimo e di ottima qualità. Stiamo parlando della zona del Conero cose da fare ce ne sono davvero tante, tra la riviera del Conero e il Parco nazionale del Conero, immersi in una natura benigna, incantevole, e a tratti aspra, che giunge fino alle spiagge, veri tesori incontaminati protetti dal monte e accarezzati da un mare pulito e azzurro.

Questa deliziosa zona, perla delle Marche e non solo, scelta in precedenza prevalentemente come meta turistica estiva – grazie alla varietà dell’arenile, spesso sassoso e ghiaioso, ma con ampie zone di sabbia fine adatta anche ai più piccoli, alle acque non inquinate e a strutture eccellenti – oggi richiama molti visitatori anche per altri motivi. A portare molti turisti sono i magnifici borghi e città che costellano la zona, a cominciare da Ancona, fulcro economico, industriale e turistico della regione, straordinariamente eterogenea vanta una storia antica testimoniata dalle mille bellezze artistici e architettoniche che si incontrano ad ogni angolo. E ancora, sebbene non sul mare, affascinano i borghi di Camerano e Osimo, anche per i loro misteriosi sottosuoli abitati e utilizzati nei modi più disparati, Castelfidardo – patria della fisarmonica –  e Offagna che si erge intorno all’antica rocca, una delle opere difensive più importanti dei castelli di Ancona. Molto frequentati anche la famosa Recanati, l’antico borgo selvaggio decantato da Leopardi che qui nacque e visse e l’incantevole Loreto che ospita la Basilica della Santa Casa, uno dei luoghi mariani e di pellegrinaggio più importanti del cristianesimo.

E poi, a picco sul mare, con una costa alta frastagliata e rocciosa, una serie di spiagge a ciottoli bianchi o neri, baie, calette, insenature, grotte marine e boschi che si affacciano sul bagnasciuga. Scenari unici che si rincorrono e si avvicendano nei tratti costieri di Sirolo, Numana e Porto Recanati dove gli scogli emergono dalle acque facendo da scenografico sfondo e dove il Conero, con la sua fitta vegetazione di macchia mediterranea, fa da imponente e suggestiva protezione. In quest’incanto vi suggeriamo di godervi l’emozione di tramonto dalla spiaggia di Portonovo piccola località 12 km a sud di Ancona, un vero gioiello naturalistico dove il Conero degrada sul mare creando calette davvero suggestive, alcune delle quali raggiungibili solo via mare.

Girando le spalle al mare ci si può dedicare al meraviglioso scenario del promontorio che maestoso vanta rupi marittime molto alte campeggiando sullo skyline dell’intera costa adriatica centrale. Affascinante e selvaggio il monte Conero, con i colori e gli odori tipici della macchia mediterranea, costituita da corbezzoli, lecci, pini e e ginestre, è attraversato da una fitta rete di sentieri, strapiombi altissimi e vasti panorami che portano fino alla vetta, uno degli scenari più avvincenti e suggestivi di tutta la zona. Una veduta altamente emozionate ed entusiasmante difficilmente descrivibile a parole che spazia a 360 gradi dal mar Adriatico alle colline rurali ai borghi dell’entroterra, uno spettacolo unico di cielo terra e mare da vivere e portare per sempre con sé.

Una terza cosa da fare semplice ma di grande impatto emozionale è di percorrere uno dei sentieri più affascinanti del Monte Conero, il Pian dei Raggetti; quello che vi consigliamo però è di intraprendere l’escursione in notturna in modo che oltre alla splendida passeggiata avrete moto di osservare un po’ più da vicino le stelle avvolti in uno scenario romantico, bucolico e rasserenante. Il sentiero inizia da Poggio, il più piccolo comune della provincia di Ancona, e dopo circa una mezz’ora di camminata  – piacevole ed immersa tra i colori e gli odori di lecci e ginestre -, si giunge alla vetta dove è possibile ammirare la baia di Portonovo. Inoltre prima di arrivare alla cima, optando per un breve percorso in salita in mezzo alla boscaglia – da compiere ovviamente di giorno – si giunge ad una bancata rocciosa sulla quale sono impresse alcune incisioni rupestri paragonabili, secondo alcuni, alle forme di culto di epoca preromana.

PREISTORIA NELLE MARCHE SITI ARCHEOLOGICI DA VISITARE

27 luglio 2016turismomarche

La preistoria nelle Marche i siti archeologici da scoprire.

La preistoria è quel periodo della storia umana che convenzionalmente precede la scrittura, va da 2 milioni e mezzo di anni fa fino a circa il IV millennio a. C. e viene approssimativamente suddivisa in diverse fasi dell’evoluzione, dall’età della pietra all’età del rame e del bronzo fino a giungere all’età del ferro. Diverse sono le tracce della preistoria nelle Marche siti archeologici posti in  diverse zone consentono una ricostruzione abbastanza accurata dei primissimi insediamenti umani che si stanziarono nel territorio marchigiano.

Le prime testimonianze della presenza umana nelle Marche risalgono al Paleolitico Inferiore e Medio e sono rappresentate dagli strumenti di pietra usati dai cacciatori. Più documentato il paleolitico superiore grazie agli scavi di Ponte di Pietra, nel territorio di Arcevia, un sito determinato dalla presenza di strumenti in selce e quelli rinvenuti a Serra San Quirico, in località Fosso Mergaoni dove, sulla riva destra del fiume Esino, sono stati riportati alla luce molti manufatti litici. Interessante un ciottolo con motivi “a filo spinato” rinvenuto in una piccola cavità che si apre sulla Gola della Rossa in località Grotta della Ferrovia nel territorio di Fabriano. Nell’alto maceratese molto importanti i giacimenti di Serravalle di Chienti, della Madonna dell’ospedale di Cingoli e il ciottolo di Tolentino documento di arte figurativa con motivi incisi su entrambe le facce conservato al Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona.

Unico giacimento riferibile al periodo Mesolitico ad oggi rinvenuto è quello di Pievetorina mentre l’insediamento di Maddalena di Muccia può essere già datato nella fase Neolitica nonostante non siano stati trovati resti di strutture abitative; Santa Maria in Selva, frazione di Treia, sempre nel maceratese, è il primo e unico sito Neolitico marchigiano di cui conosciamo i tipi di cereali che venivano coltivati, orzo e frumento. Da qui in poi le Marche entreranno nelle età dei metalli che produrranno grandi cambiamenti e trasformazioni in campo sociale ed economico: nell’area intorno al monte Conero sono stati rinvenuti diversi sepolcreti con tombe a grotticella e vari oggetti di corredo ma è nell’età del Bronzo Medio che si documenta un livello di vita abbastanza elevato fondato sull’agricoltura e l’allevamento, ma dove si praticano anche la tessitura, la lavorazione dell’osso e con molta probabilità la metallurgia, i siti di San Paolina di Filottrano e di Moscosi di Cingoli ne sono una chiara dimostrazione.

Le Marche vissero un periodo di relativa unità culturale solo giunti nell’età del ferro quando furono abitate dai Piceni che si insediarono in molte zone da nord a sud: i centri piceni più importanti, dove i ritrovamenti sono più consistenti –  per lo più necropoli – e senz’altro più significativi, sono quelli di Novilara, nei pressi di Pesaro dove, nella vasta necropoli sono stati repertati diversi manufatti tra cui la Stele di Novilara – un’iscrizione in lingua picena -,  quelli di Ancona, Belmonte Piceno (in provincia di Fermo) e Ascoli Piceno.

GROTTE DI OSIMO I SIMBOLI PIÙ MISTERIOSI ED ENIGMATICI

22 luglio 2016turismomarche

Fascino e mistero delle grotte di Osimo i simboli più criptici.

Ci troviamo fra mare e collina, una zona delle Marche conosciuta per le incantevoli spiagge incontaminate di Numana, Sirolo, Portonovo e Porto Recanati, per splendidi borghi collinari, caratteristici luoghi dalla storia e dalle tradizioni secolari come Camerano, Offagna, Castelfidardo e Recanti e per uno dei santuari mariani più affascinanti ed importanti, la Santa Casa di Loreto. La zona è quella di Ancona e il territorio è quello della Riviera del Conero e dello splendido Parco naturale del Conero, qui, in una porzione di Marche tanto affascinante da vedere e visitare, c’è addirittura una suggestiva alternativa che si trova in profondità. Stiamo parlando delle grotte di Osimo simboli emozionanti di civiltà antiche che scavarono il sottosuolo per farvi camminamenti e passaggi segreti e che rappresentano tutt’oggi un mistero tutto da decifrare.

Il mondo sotterraneo di Osimo, gelido e inerte, custodisce le tracce di chi quelle cavità le ha scavate e di chi le ha usate per vari scopi aprendoci gli occhi su scenari suggestivi e misteriosi. Una discesa al di sotto delle splendida cittadina osimana è un’esperienza unica ed emozionante, quasi una dimensione parallela che porta il visitatore in altri lontani e oscuri periodi. Un labirinto popolato da strane statue di divinità pagane, come Mitra o Dioniso, mostri e simboli ancora tutti da decriptare. Sono state censite ben 88 grotte e nicchie che si estenderebbero per ben 9 chilometri quasi tutte con una disposizione a  doppio pettine, cioè simmetriche con le nicchie difronte l’una e l’altra. Di certo in passato i cunicoli furono usati come vie di fuga e per la conservazione di cibi e bevande ma di certo non servirono solo a questi scopi, troppo complesse, troppo strutturata la loro disposizione troppo enigmatiche le figure ed i simboli scolpiti.

Nella Grotta di Palazzo Simonetti, edificio storico precedentemente appartenuto alla famiglia guelfa dei Sinibaldi, potente e legata ai cavalieri di Malta, si riscontra, oltre ad innumerevoli croci templari e di Malta incastonate nell’arenaria, uno dei simboli templari più controversi, la triplice cinta chiamata anche “labirinto” poiché, con un profondo significato iniziatico ed esoterico, rappresenterebbe il percorso dell’iniziato verso il centro, la rivelazione. Potrebbe inoltre rappresentare una piramide rovesciata dove si percorrono i lati del quadrato per arrivare al vertice ed inoltre richiama il numero tre molto caro ai templari con i tre gradi di iniziazione.

I sotterranei di Casa Polidori custodiscono i resti di una vasca romana  mentre quelli di Palazzo Riccioni mostrano una strana conformazione a stella riconducibili ai raduni segreti dei Cavalieri di Malta la cui croce è scolpita in una di queste grotte, sopra l’arco d’ingresso.

Restando sotto il centro storico, straordinarie sono le sculture dei sotterranei di Palazzo Campana, uno degli edifici storici più importanti della cultura osimana. Qui, al riparo dagli occhi indiscreti si sviluppa una fitta rete di grotte e cunicoli la cui trama ricorda quella di un arcano labirinto, i corridoi sono abitati da immobili figure femminili impresse nell’arenaria, mentre le pareti sono scolpite con scene di guerra, caccia o con episodi mitologici in un dedalo misterioso dove diavoli si mescolano a guerrieri, animali, cacciatori e fauni si ritrovano vicino ad una Venere che emerge da una conchiglia. Un’interessante figura maschile armata di arco e frecce, indossa uno strano copricapo, poco distante una figura bicefala con coda di scorpione e, un elefante sormontato, alla maniera egiziana, da un obelisco. Immagini quanto mai misteriose dal significato controverso e dalla datazione ancora incerta hanno portato gli studiosi a ipotesi contrastanti, una di queste parla di un Ordine iniziatico che si sarebbe riunito in queste grotte per officiare cerimonie segrete. Tuttavia un’attenta visita ai sotterranei di Palazzo Campana hanno fatto notare altresì gli stemmi di quattro importanti famiglie osimane coevi, presumibilmente, alle scene scolpite, molte delle quali tratte dal libro tardo cinquecentesco “La nuova iconologia”, una sorta di repertorio di allegorie, con vizi, virtù, arti e passioni diventato molto famoso nel secolo successivo. Molti disegni del libro vennero copiati per decorare chiese e palazzi, utilizzati per esprimere concetti e messaggi e questo – con ogni probabilità – è il caso di Palazzo Campana, l’edificio che più di ogni altro rappresenta, a Osimo, la cultura e uno stretto legame con l’educazione. Ciò non toglie che queste figure siano emozionanti e suggestive e rappresentino un mondo, una cultura e una storia intrisi di mistero e di simbologie ancora molto lontane dall’essere del tutto decifrate.

SETTIMANA IN MONTAGNA NELLE MARCHE I POSTI CONSIGLIATI

20 luglio 2016turismomarche

Trascorrere una settimana in montagna nelle Marche è meraviglioso.

In estate non tutti amano le assolate e caldissime spiagge del litorale, in molti infatti preferiscono scegliere una località più fresca, dove rifocillarsi e rilassarsi. Trascorrere una settimana in montagna nelle Marche è un’esperienza unica sempre più apprezzata dai turisti che amano scoprire i deliziosi e caratteristici borghi dell’entroterra, avventurarsi in lunghe passeggiate ed escursioni nella natura per poi rifugiarsi in totale relax e assaporare le prelibatezze di un territorio ricco di sapori genuini. Vi condurremo nelle Marche attraverso i suoi borghi montani più caratteristici e affascinanti, alla scoperta di suggestivi luoghi naturali e di incantevoli luoghi tranquilli e soprattutto piacevolmente temperato.

Partendo dal nord delle Marche vi suggeriamo quattro splendidi borghi da visitare e dai quali partire per avventurose escursioni o per semplici passeggiate all’aria aperta. Si tratta di Monte Grimano Terme, Montecopiolo, Sassocorvaro e Carpegna, tutti appartenenti alla zona del pesarese e del fanese con un chiaro riferimento storico e urbanistico a quella che è stata una delle regioni culturali più importanti delle Marche, il Montefeltro. Monte Grimano Terme, antichissimo comune ai confini con l’Emilia Romana, fu infatti uno dei castelli del Montefeltro prima di passare sotto l’influsso dello Stato Pontificio; Sassocorvaro, con la sua Rocca Ubaldinesca domina la vallata del Foglia, mentre il territorio di Montecopiolo rientra in una delle zone verdi protette più affascinanti delle Marche, il Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello di cui è capoluogo il delizioso borgo immerso nel verde di Carpegna, famoso per il suo gustosissimo prosciutto.

Nell’entroterra maceratese e via via scendendo in quello fermano e ascolano diversi sono i borghi montani dalla bellezza antica immersi nel fascino della natura. Cessapalombo è un piccolo comune del maceratese, delizioso e tranquillo da cui partire per lunghe passeggiate alla scoperta di un territorio collinare che diventa via via sempre più aspro e montuoso, Sarnano è uno splendido paese dalle tipiche sembianze medievali incastonato alle pendici dei monti Sibillini, incantevole e vivibile offre tantissimi eventi nel periodo estivo e si presta benissimo come base invernale per i vicini impianti sciistici di Sassotetto. Nonostante siano proprio i complessi sciistici a rendere note le località di Ussita, Visso e Frontignano questi tre piccoli deliziosi borghi sono molto apprezzati anche nel periodo estivo grazie al paesaggio incontaminato che abitano, alle tradizioni riscoperte e ai sapori autentici che offrono con semplicità e familiarità. Alle pendici del monte Ragnolo, nel cuore del massiccio dei Sibillini troviamo Acquacanina anch’esso molto frequentato nei periodi invernali ma sempre più apprezzato anche in estate da coloro che amano le escursioni. Itinerari alla scoperta di un territorio magico portano invece molti visitatori nel territorio di Montemonaco punto di partenza ideale per chi volesse avventurarsi alla ricerca della mitica e misteriosa grotta della Sibilla Appenninica. Incantevoli e tranquilli borghi dove la tradizione fa rima con il gusto sono i comuni di Amandola, Comunanza e Arquata del Tronto deliziosi e suggestivi, sono immersi nel verde della natura e attorniati dalle alte cime dei Sibillini dove recarsi a piedi, a cavallo o in mountain bike, in cerca di aria pulita e di luoghi unici, magici, misteriosi ed estremamente affascinanti. Mentre girando tra le vie di questi paesi dalle sembianze antiche i visitatori scopriranno piccoli e grandi tesori architettonici lasciateci in eredità dalla storia e dalla cultura passata.

MARCHE 5 ITINERARI NATURALISTICI CONSIGLIATI

15 luglio 2016turismomarche

Tra fascino e mistero, nelle Marche gli itinerari naturalistici consigliati.

Il territorio marchigiano è costituito da scintillanti colori, profumi delicati e tesori paesaggistici unici, luoghi incantati e magici dove ritrovare se stessi e il contatto con la madre terra, luoghi inesplorati, antichi, mistici e misteriosi da scoprire e nei quali immergersi. Nelle Marche itinerari naturalistici consigliati sono tantissimi, affascinanti e sorprendenti nelle loro peculiarità, vi condurremo alla scoperta di posti unici diventati meta di un turismo particolare che ama stare a stretto contatto con la natura, le sue bellezze e i suoi segreti.

Uno degli scenari naturalisti più intriganti delle Marche si trova nel territorio di Genga, nascosto sulle colline anconetane. All’interno del meraviglioso Parco naturale della Gola della Rossa e di Frasassi si trovano le straordinarie Grotte di Frasassi, cavità carsiche sotterranee, per molta parte oggi visitabili, diventate negli ultimi anni una delle maggiori attrazioni turistiche dell’intera regione. Tanto apprezzamento è dovuto alla bellezza delle sculture naturali create nel corso di milioni di anni dall’erosione della roccia da parte dell’acqua: stalattiti e stalagmiti dalle forme e dimensioni più disparate stimolano ogni giorno la fantasia di studiosi e visitatori che si divertono a battezzarle identificandole con le forme a cui sembrano assomigliare. Ecco allora il cammello, l’orsa, la madonnina e la fetta di lardo da riconoscere attraverso il lungo percorso ipogeo dove inoltre sono state censite ben 67 specie di animali tra cui pipistrelli e anfibi.

Altro delizioso luogo naturalistico da scoprire nelle Marche si trova nel cuore delle campagne maceratesi, nel territorio di Cingoli. Il suo lago, conosciuto anche come lago di Castreccioni, creato da una diga sul fiume Musone, è il più grande bacino artificiale delle Marche e dell’Italia centrale. Con una superficie di circa 2 chilometri quadrati vanta una straordinaria ricchezza di fauna acquatica e di uccelli migratori che contribuiscono alla suggestività di quest’ambiente circondato dalle montagne che si specchiano nel lago che si tinge così di mille colori. Un piccolo angolo di paradiso, pulito e cristallino da attraversare, magari in pedalò, o da aggirare godendo della fitta vegetazione che lo circonda e lo rende ancora più panoramico e affascinante.

Un altro lago ad oggi preferito da molti vacanzieri in cerca di relax, aria pulita e un ambiente naturale è il lago di Fiastra. Alimentato dal fiume Fiastrone e creato per fornire energia nella vallata del Fiastrone si trova a Fiastra, piccolo borgo immerso nel parco nazionale dei monti Sibillini, nell’entroterra maceratese. Qui, in uno scenario naturalistico unico immerso nel verde delle montagne, il lago, con un’acqua particolarmente limpida e non inquinata, è diventato meta turistica e sportiva così come tutto il territorio circostante, da qui infatti passano o partono interessanti escursioni come quella che porta alle Lame Rosse. Poco distante, tra Tolentino e Urbisaglia troviamo invece un luogo dove la natura fa da meravigliosa cornice al silenzio e alla preghiera, l’Abbadia di Chiaravalle di Fiastra, uno degli edifici monastici più importanti delle Marche. In stile romanico influenzato dall’essenzialità del gusto cistercense il complesso risulta austero e funzionale ma allo stesso tempo accogliente e in perfetta armonia con il parco che si sviluppa nelle immediate vicinanze, che lo avvolge in un oasi di pace e che porta i tanti visitatori a percorrere itinerari naturalistici unici e incantevoli.

Due straordinari itinerari, mitici e misteriosi, portano ad altrettanti luoghi fatati sui quali da sempre aleggiano misteri e leggende. Nel cuore dei Monti Sibillini, partendo e attraversando borghi dalla bellezza immutata nel tempo e dal fascino atavico come Montemonaco, Montefortino, Montegallo, Arquata del Tronto si giunge, attraverso un impervio percorso escursionistico tra la fitta vegetazione all’unico specchio d’acqua naturale delle Marche, il Lago di Pilato. Conosciuto come “lago con gli occhiali” per la sua forma con due invasi complementari che nei periodi di maggior presenza di acqua diventano comunicanti, è racchiuso in una stretta valle glaciale a nord della cima del Vettore. Il lago, affascinate per la sua posizione, viene da sempre considerato magico, frequentato da streghe e negromanti soprattutto per la leggenda che lo vuole custode dei resti mortali di Ponzio Pilato condannato a morte e alla mancata sepoltura del suo cadavere. L’altro luogo altrettanto misterioso è dovuto al fiume Tenna che, scrosciando tra il monte Priora e il Sibilla ha formato nel tempo le Gole dell’Infernaccio. Straordinarie passeggiate ed escursioni avvolti da una natura lussureggiante conducono, attraverso le gole naturali ad una cascata nascosta e all’eremo di San Leonardo al Volubrio ristrutturato ed abitato per molti anni da un sacerdote eremita che scelse questo luogo come rifugio dalla modernità accogliendo i tanti pellegrini che nel corso degli anni si vollero recare in questo luogo incantato, silenzioso e particolarmente rasserenante.

SIBILLINI LE TRE ESCURSIONI CONSIGLIATE PER ESPERTI

8 luglio 2016turismomarche

Esplorando i monti Sibillini, escursioni per esperti.

Un massiccio montuoso a cavallo tra Marche e Umbria, interessato da uno dei Parchi nazionali più affascinanti d’Italia, rocce calcaree, cime imponenti, strette valli e depressioni ad alta quota. E ancora, 4 fiumi e un lago, quello di Pilato, una flora e una fauna ricchissimi, leggende e incanti. Stiamo parlando dei Monti Sibillini, un territorio da scoprire e da amare a tutto tondo, dalla sua sconfinata vegetazione ai borghi che vi abitano, dai colori di una natura a tratti aspra ai sapori autentici di un tempo, dagli scorci magici alle storie antiche. Sono tanti i percorsi che si possono compiere nei sibillini escursioni per esperti, o semplici passeggiate; in questo caso ci rivolgiamo a chi, esperto della natura vuole misurarsi con essa e con se stesso per percorrere- con la necessaria esperienza, il giusto allenamento e un’attrezzatura idonea – tracciati duri, difficoltosi e impegnativi.

Il primo tragitto che vi proponiamo è un lungo ed impegnativo percorso di circa 18 chilometri lungo il versante sinistro della selvaggia e affascinante Valle dell’Ambro. Con un tempo di percorrenza di circa 6 ore e mezzo si compie un tratto antiorario, in parte ad anello, che inizia (e finisce) da Campolungo di Amandola. Fin dalla partenza l’escursione appare estremamente pittoresca poiché offre, fin dalle praterie del monte Amandola, scenari e viste davvero entusiasmanti fino a scorgere il mar Adriatico. Proseguendo sul versante nord del Monte Priora – che giunge a 2332 metri sul livello del mare, chiamato anche Pizzo della Regina -, ci si affaccia sulla Valle dell’Ambro fino a raggiungere le alte pareti del Monte Acuto e del Pizzo Tre Vescovi. Gli scenari qui, dopo il primo faticoso tratto, sono davvero unici e incantevoli, una natura lussureggiante e impervia, aspra e ricca che si apre anche sulla val di Panico e sulla Valle del Fargno. Ora che la salita è finita si ritorna, scendendo in direzione di Fonte del Faggio, una deliziosa faggeta da godere a pieni polmoni, per poi risalire; l’ultima fatica di questo lungo tragitto porta ai piedi del Balzo Rosso, imponente parete rosata dove è facile ammirare le nidificazioni di diversi uccelli rupicoli.

Altro suggestivo e intrepido percorso ideale per escursionisti esperti è quello che partendo da Rubbiano – nel territorio di Montefortino  – giunge a Passo Cattivo per una distanza di circa 15 chilometri e un tempo di percorrenza di circa 4 ore. Un percorso davvero unico, a tratti magico e misterioso che attraversa uno dei luoghi più affascinanti dell’intero Parco dei Sibillini, le Gole dell’Infernaccio. Una suggestiva e quanto mai aspra gola scavata dall’azione erosiva del fiume Tenna dove in tempi oscuri veniva praticata la negromanzia e uno degli ambienti più selvaggi e ostili di tutto il territorio del massiccio appenninico. Quest’itinerario risalendo il fiume si addentra nella valle fino a Capotenna, dove si trova la sorgente del Tenna mostrando eccezionali paesaggi e scorci di rara bellezza. Si prosegue poi verso Passo Cattivo  dove è possibile scendere sull’altro versante dei Sibillini e raggiungere i meravigliosi borghi di Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Visso.

Il terzo itinerario è una sfida ad alta quota che può affrontare solo un vero esperto di montagna poiché ha come meta la cima più alta del Parco naturale dei Monti Sibillini, il Monte Vettore che raggiunge quota di 2476 metri. Questo avventuroso percorso può iniziare sia da Forca di presta che dal Colle di Montegallo e si sviluppa per circa 12 chilometri con un dislivello in salita di 1100 metri e in discesa di ben 1450 metri. I tempi di percorrenza sono di circa 5 ore se si parte da Forca di Presta e di circa 6 se invece si sceglie di partire dal territorio di Montegallo, in particolare da dove si trova la meravigliosa chiesa di Santa Maria in Pantano, antica costruzione rurale risalente al IX sec. splendidamente ubicata tra i boschi e la vegetazione del parco. Molto interessanti da notare durante il percorso le tante specie vegetali che si sono adattate a queste altitudini sopportando sia le basse temperature che i forti venti; fiore simbolo della montagna è la stella alpina appenninica che qui impreziosisce una vegetazione già ricchissima e straordinariamente affascinante.

Marche le 5 spiagge con il mare più pulito

6 luglio 2016turismomarche

Per le tue vacanze estive scegli le Marche, le spiagge con il mare pulito.

E’ tempo di vacanze e la maggior parte di noi, per la stagione estiva predilige una località di mare. La scelta solitamente dipende da diversi fattori dalla bellezza paesaggistica ai servizi, commisurando pro e contro di ogni località cercando di trovare quella che più si avvina al luogo ideale. Uno dei fattori che più influisce nella scelta è, soprattutto quando non ci sono solo adulti ma anche bambini da tutelare oltre che far divertire, la qualità del luogo; sono diverse nelle marche le spiagge che vantano un mare pulito a dispetto dei tanti luoghi comuni che vorrebbero l’Adriatico sporco e inquinato.

Una delle località balneari più rinomate grazie alla sua posizione e alle sue spiagge è Gabicce Mare. Interessato dal Parco naturale del Monte San Bartolo, una delle aree protette più affascinati delle Marche, vanta, nella sua famosa baia degli angeli, scenari unici da godere in totale relax e sicurezza grazie a spiagge, libere o attrezzate con cura e rispetto dell’ambiente, ampie e sabbiose protette dal monte e soprattutto ad un mare pulito e limpido con fondali visibili anche con mare mosso. Per gli amanti delle zone meno caotiche e per chi ha voglia di un panorama più sofisticato e immerso nella natura consigliamo di scoprire la meravigliosa baia di Vallugola, per chi invece intende la vacanza come movimento all’aria aperta suggeriamo di sperimentare quanti più possibile itinerari cicloturistici grazie anche ai quali la cittadina è diventata famosa.

Scendendo verso sud si incontra un tratto di mare cristallino, pulito e dai colori intensi: si tratta della zona interessata dal Parco naturale del Conero di cui fanno parte le splendide Numana e Sirolo che – insieme ad Ancona e ad altri deliziosi borghi collinari come Camerano Recanati, Castelfidardo, Offagna –  costituiscono la Riviera del Conero. Una zona caratterizzata da una costa alta frastagliata e rocciosa che protegge strette lingue di spiaggia ghiaiosa e spesso inaccessibile via terra. Un territorio apparentemente aspro e selvaggio dove a dominare sono i colori, del verde scuro della macchia mediterranea del monte Conero all’azzurro e al verde delle acque cristalline che si infrangono sull’arenile scuro o bianchissimo creando scenari da cartolina. Calette, insenature, grotte e straordinarie baie – come quella di Portonovo –  si avvicendano regalando angoli e scorci unici dove poter godere del sole e del mare in totale relax e a stretto contatto con la natura.

Una località molto apprezzata dai turisti che spesso diventano degli habitué – grazie alla serie di eventi che valorizzano tutto il territorio, alle tantissime strutture qualificate volte ad un turismo consapevole, attento e selezionato, e all’incantevole atmosfera cordiale e tranquilla che si respira tra le sue vie – è San Benedetto del Tronto. All’estremo sud delle Marche, questa cittadina è il cuore pulsante della Riviera delle Palme e rappresenta un vero e proprio gioiello del litorale adriatico. Qui ad essere protagoniste sono senza dubbio le alte palme che si rincorrono sul lungomare ed ombreggiano parchi, pinete e villette, le ampie spiagge sabbiose e dorate e un mare terso. Nonostante sia una località molto vivace e frequentata infatti, c’è da parte degli organi competenti molta attenzione sia per quanto riguarda le spiagge sia per le acque che risultano generalmente curate e pulite.

VACANZA SULLA RIVERA DEL CONERO DOVE È CONSIGLIABILE PERNOTTARE

1 luglio 2016turismomarche

Riviera del Conero dove pernottare per trascorrere una vacanza da sogno.

Un tratto di costa meraviglioso alto e roccioso che dal porto di Ancona giunge fino al delizioso borgo di Porto Recanati, spiagge dai colori intensi, calette, insenature e un mare azzurro e cristallino, tutto questo protetto dal monte Conero che con la sua macchia mediterranea crea uno scenario unico che interessa anche il Parco naturale del Conero, il suo territorio e le sue colline. Stiamo parlando della Riviera del Conero, dove pernottare per vivere a pieno le emozioni di una zona tanto suggestiva ve lo suggeriamo noi.

Immersi in un ambiente davvero meraviglioso i borghi che si affacciano sul mare rappresentano veri e propri tesori da scoprire, gioielli di rara bellezza con tratti costieri affascinanti, ricchi di insenature, piccole spiagge nascoste, panorami mozzafiato e belvedere che spaziano dal mare alle colline dell’entroterra anconetano. Località balneari per chi cerca un soggiorno festoso e divertente, all’insegna del sole e del mare: Numana, Sirolo e Portonovo sono tre meravigliose perle della Riviera del Conero, cittadine antiche che d’estate diventano ambitissime mete turistiche grazie alle loro spiagge, immerse nella natura, selvagge e incontaminate. Altra splendida cittadina che viene scelta da sempre più turisti è la deliziosa Porto Recanati, che senza dubbio lega la sua storia a quella di Recanati da cui dipese fino al 1893. Nata grazie a Federico II che concesse ai recanatesi di costruire un porto e un castello tra la foce del Potenza e quella dell’Aspio, oggi la cittadina è considerata una delle località balneari più affascinanti delle Marche grazie alle sue spiagge, sabbiose e ghiaiose e ai fondali puliti.

Inesorabilmente legate alla Riviera del Conero sono senza dubbio Ancona – una delle città più belle delle Marche, che con un patrimonio storico, artistico e culturale vastissimo è uno dei maggiori centri economici della regione, uno dei porti più importanti d’Italia e una città tutta da scoprire – e Loreto che, adagiato in collina, domina il panorama con la meravigliosa Basilica della Santa Casa, uno dei più famosi e venerati monumenti mariani della cristianità e suggestivo luogo di pellegrinaggio.

Della zona fa parte anche Camerano delizioso borgo che pur non affacciandosi direttamente sul mare costituisce un unicum culturale e territoriale con la Riviera del Conero e soprattutto con il Parco narurale del Conero. Di particolare interesse la così detta “città sotterranea”, una serie di grotte scavate nell’arenaria che percorre tutto il sottosuolo del centro storico della città sul quale utilizzo ancora oggi esistono varie correnti di pensiero.

Altre città che ricadono in questa splendida porzione delle Marche sono Castelfidardo, Offagna, Osimo e Recanati, borghi antichi, da visitare e da scoprire, con angoli particolarmente suggestivi opere artistiche molto interessanti e piccoli grandi tesori della cultura e del folklore del territorio dove si può soggiornare in tranquillità e godere del relax tipico della collina marchigiana. Castelfidardo, incantevole borgo che sorge tra le vallate dei fiumi Aspio e Musone, è universalmente conosciuto come patria della fisarmonica che oggi viene celebrata anche attraverso il Museo Internazionale della Fisarmonica. Offagna sorge tutt’intorno alla sua antica rocca, una delle opere difensive più importanti dei Castelli di Ancona, mentre Osimo si estende su due colline affiancate, sulla più alta delle quali – il Gomero – si innalza il suggestivo Duomo dedicato al primo vescovo osimano, San Leopardo. Recanati mostra i segni del suo cittadino più illustre, il poeta e filosofo Giacomo Leopardi di cui si possono ammirare la casa nativa e l’importantissima biblioteca di famiglia e si possono facilmente rintracciare i luoghi da lui vissuti e decantati nelle sue opere.

4 giorni nelle Marche, 2 itinerari consigliati

29 giugno 2016turismomarche

Due straordinari percorsi per scoprire il nostro territorio, 4 giorni nelle Marche.

Per rilassarsi e ricaricarsi bastano anche 4 giorni nelle Marche perché qui ognuno trova quel che cerca. Che sia il relax o il divertimento delle località balneari o che sia alla scoperta di città d’arte o di una natura entusiasmante, nelle Marche c’è tutto. Vi proponiamo due itinerari molto diversi, due alternative per scoprire la magia delle Marche in soli 4 giorni.

Il primo percorso è pensato per chi ama il mare, per chi non riesce a pensare ad una vacanza che non abbia come sfondo l’azzurro dell’acqua e le spiagge dorate.

Vi proponiamo di scorrere le località turistiche balneari più affascinanti e più intriganti e di portare con voi un po’ della loro magia, a cominciare dalla splendida baia degli angeli di Gabicce Mare per poi scendere nella meravigliosa Pesaro dove potrete fare lunghe camminate sul suo lungomare per poi spostarvi a Fano. Qui troverete diversi chilometri di spiaggia dorata alternata ad interessanti riserve naturali che vi porteranno a Marotta, deliziosa località balneare con spiagge sabbiose alternate ad altre rocciose; proseguendo troverete uno dei luoghi preferiti dai turisti che ogni anno affollano le sue spiagge fini e dorate, Senigallia rinomatissimo centro estivo grazie alla sua spiaggia di velluto e alla caratteristica Rotonda a Mare.

Arrivati nel territorio anconetano rimarrete estasiati dalla bellezza naturale della Riviera del Conero, delle sue spiagge selvagge, delle sue strette calette e dagli scenari mozzafiato che si scorgono dal promontorio verso il mare cristallino. Stiamo parlando dei territori di Portonovo, Numana e Sirolo, tre perle meravigliosamente intatte, protette dalla fitta vegetazione mediterranea che nascondono spiagge di particolare bellezza naturalistica. Ultima propaggine della Riviera è il delizioso borgo di Porto Recanati che rientra già nella zona di Macerata dove troverete molto divertimento e servizi di prima qualità.

Fulcro della movida estiva maceratese è Civitanova Marche,  con ottime strutture adeguate a soddisfare ogni richiesta e ampie spiagge per far divertire e giocare in sicurezza anche i più piccoli. Proseguendo nel viaggio verso sud, troviamo le splendide Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio e Pedaso. Anche se siamo già in territorio fermano, le caratteristiche non cambiano. Le spiagge ampie e dorate e fondali bassi fanno da perfetta cornice ad una vacanza fatta di divertimento e relax, di buon cibo e buona musica in riva al mare.

Al termine del nostro veloce excursus delle località balneari più affascinanti delle Marche troviamo tre cittadine che formano la ridente Riviera delle Palme. Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto sono tre borghi marinari uniti dalla volontà di valorizzare il territorio. Rappresentano un unicum per quanto riguarda il paesaggio fatto di ampie spiagge fruibili e attrezzate, molte attività volte al divertimento e allo sport e di villette in stile liberty affacciate sui lungomare. A legare tutto ciò le migliaia di alte palme che percorrono le tre località donando loro un aspetto unico e affascinante.

Il secondo itinerario che vi proponiamo è molto intrigante, alternativo e per molti aspetti avventuroso.

Partendo dalla magnifica zona del Montefeltro vi consigliamo di visitare gli antichi borghi – come quello di Carpegna, Sassocorvaro, Piandimeleto o Tavoleto. Anche rocche, castelli e palazzi abitano questo territorio prevalentemente montuoso e collinare alla scoperta di leggende e tradizioni, di storie e di architetture meravigliose.  Non perdete la straordinaria Urbino. Qui rimarrete incantati dalle sue vie dove si respira ancora oggi lo splendore del Rinascimento pienamente identificato nell’edificio simbolo della città. Il Palazzo ducale con i suoi caratteristici torricini, opera dell’architetto Luciano Laurana che vi lavorò prima dell’arrivo di Francesco di Giorgio Martini.

Vi consigliamo poi di proseguire per scoprire una delle aree protette più belle delle Marche, il Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi che con più di 9mila ettari sul versante appenninico della provincia di Ancona interessa i comuni di Arcevia, Fabriano, Serra San Quirico e Genga dove potrete anche fermarmi per ammirare le affascinanti Grotte di Frasassi. Un territorio unico dalla bellezza antica costituito da una natura rigogliosa, lussureggiante che apre a scenari mozzafiato tra gole, pareti scoscese, boschi e corsi d’acqua che vi porterà a voler scoprire un’altra zona delle Marche altrettanto suggestiva, quella dei monti Sibillini e del relativo Parco nazionale.

A cavallo tra Marche e Umbria questo straordinario massiccio montuoso dalle alte creste e interessato da ben quattro fiumi e coinvolge i territori delle provincie di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno e nascondono. Oltre a borghi immersi nella natura dal fascino sospeso nel tempo – come Pievebovigliana, Montegallo, Montemonaco, Montefortino solo per citarne alcuni – in questa zona si possono ammirare spettacoli paesaggistici e naturalistici unici. Primo fra tutti il Lago di Pilato, unico bacino naturale delle Marche, di formazione glaciale. Infine, il consiglio è di terminare questo veloce tour dell’entroterra marchigiano in una delle sue città simbolo, Ascoli Piceno e di visitare le sue piazze, Piazza del Popolo e Piazza Arrigo. Prima di tutto  ammirate le sue chiese, fermandovi al cospetto della cattedrale di Sant’Emidio, e cercate di viverla al massimo in ogni suo aspetto, perché nella città delle cento torri ogni angolo nasconde una bellezza.

UNA SETTIMANA NEL PICENO, COSE DA FARE

24 giugno 2016turismomarche

Un territorio straordinario, il piceno dove tante sono le cose da fare, ve ne suggeriamo alcune.

Nelle Marche ci sono diverse zone da visitare, ognuna delle quali vanta peculiarità, caratteristiche e un fascino autentico. Questa volta vi portiamo nel piceno cose da fare, da vedere e da scoprire ce ne sono davvero tante, proveremo ad indicarvi le più interessanti ed emozionanti, tra borghi da visitare, escursioni e passeggiate tra le montagne, luoghi dalla natura impervia, misteriosa o suggestiva e importantissime città storiche.

In un territorio meraviglioso come quello del piceno, abbracciato dai Monti Sibillini, i borghi da visitare sono tanti, ognuno di essi con una storia da raccontare impressa nelle antiche mura e tra gli stretti vicoli o nelle tradizioni tramandate da padre in figlio. Tra questi i più affascinanti sono quelli di Massignano, Altidona, Monterubbiano, Cossignano, Acquaviva Picena, Castignano, Palmiano, Venarotta, Offida, incantevoli paesi collinari i cui centri storici dall’aspetto medievale parlano di un passato fatto di lavori contadini e di devozione, di attaccamento alle proprie radici e di difesa di queste.

Molti dei borghi del piceno nascono nelle vallate dei corsi d’acqua di questa straordinaria porzione delle Marche, come Appignano del Tronto, Arquata del Tronto che  si trova immerso in ben due aree protette, il Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga e il Parco nazionale dei Monti Sibillini. L’acqua è protagonista anche ad Acquasanta Terme dove sorgenti sulfuree e le relative terme curano e coccolano abitanti e turisti. In queste zone a dominare i sensi è una straordinaria natura tutta da scoprire attraverso escursioni con percorsi e itinerari da fare a piedi o in mountain bike.

Passeggiate alla scoperta di una natura misteriosa, tra sentieri impervi e strette mulattiere partano o attraversano i deliziosi borghi di Montemonaco e Montegallo dai quali si scoprono panorami mozzafiato sulle montagne dei Sibillini e intorno ai quali si trovano meraviglie uniche come il lago di Pilato e dove, protetta dalla fitta vegetazione si troverebbe l’antro della Sibilla, la grotta che in tempi remoti avrebbe nascosto la Sibilla Appenninica.

Altri paesi degni di essere visitati, dove poter scoprire anche un’enogastronomia basata su materie prime locali e su piatti tipici della tradizione sono Roccafluvione, patria del tartufo nero pregiato, Ripatransone, Castorano, Monteprandone, Amandola e Comunanza: qui, tra le colline del piceno splendide chiese antiche, porte d’ingresso, assetti urbanistici medievali e palazzi nobiliari nascondono piccoli tesori dell’arte e della storia, patrimoni culturali affascinati da conoscere e da assaporare.

Interessante da scoprire l’incantevole piccolissimo borgo di Smerillo che sorge su un panoramico sperone roccioso dove tra architetture religiose e i ruderi di dell’antico castello, si possono seguire percorsi naturalistici alla scoperta della flora e della fauna di questo straordinario territorio, incantevole da molti punti di vista. Così come incantevole il panorama che si scorge a Fiastra grazie al suo famoso Lago dove vengono sempre più spesso organizzati molti eventi e dove si praticano diversi sport. Se siete alla ricerca di un borgo straordinariamente tipico dell’entroterra piceno vi consigliamo di trascorrere del tempo ad Acquacanina che, sorgendo alle pendici del monte Ragnolo, fa da centro turistico di riferimento per diversi sport invernali.

Tra una natura lussureggiante e sconfinata e piccoli incantevoli borghi dall’aspetto medievale una città su tutte va assolutamente visitata e vissuta in ogni suo aspetto da quello storico – artistico a quello enogastronomico. Stiamo parlando di Ascoli Piceno, cuore pulsante del territorio e centro nevralgico per quanto riguarda l’economia e il turismo grazie alla sua vitalità e alla sua immensa bellezza. Una bellezza costituita da un patrimonio architettonico unico, elegante, raffinato ed estremamente godibile in ogni angolo. Tra i tantissimi monumenti civili e religiosi che la città ospita – tra chiostri, eremi, reperti archeologici, chiese, costruzioni medievali –  sono assolutamente da visitare la splendida Piazza Arrigo, la meravigliosa Piazza del Popolo e l’imponente cattedrale di Sant’Emidio mentre non si può lasciare Ascoli senza aver assaggiato le famosissime olive ascolane, straordinario prodotto tipico locale in vano imitato che qui va gustato passeggiando.

VACANZA NELLE MARCHE IL LUNGOMARE PIÙ BELLO QUAL E’?

22 giugno 2016turismomarche

Una panoramica delle Marche lungomare più belli.

Il territorio della nostra regione riscuote sempre un successo crescente perché i visitatori rimangono entusiasti dalla sua conformazione così variopinta e diversificata, che sia al mare, in collina o in montagna, il paesaggio offre sempre uno scorcio magico, particolare ed emozionante. Così proviamo a stilare una classifica soffermandoci a parlare delle località balneari delle Marche i lungomare più belli, i più affascinanti e dalle atmosfere soffuse, avvolti da quell’aria di vacanza, di festa e di divertimento che si respira solo in un ambiente cordiale, accogliente e confortevole.

Uno dei lungomare che sicuramente risponde a tutte queste caratteristiche è quello della straordinaria città di Pesaro. A far compagnia nelle passeggiate sul suo lungomare lunghissimo spiagge ampie e pulite, fondali sabbiosi e mare trasparente. Inoltre sono tante le cose da fare grazie alle tante strutture che si affacciano sul mare, chalet, locali e negozi per il divertimento e lo shopping, per rilassarsi e divertirsi, di giorno e di sera.

Anche il lungomare di Marotta può essere molto soddisfacente per chi trascorre il proprio tempo libero in questo tratto di costa che comprende anche le splendide città di Fano e Senigallia. Tutte e tre le località balneari, unite dalla stessa voglia di valorizzare il territorio, hanno da offrire davvero molto, lungomare ricchi di strutture ricettive grazie alle quali ci si diverte, ci si rilassa e si gode di un’ottima vista; qui le lunghe passeggiate portano a scenari unici ed emozionati, primo fra tutti la splendida Rotonda a Mare di Senigallia, punto d’arrivo o di partenza per itinerari magici abbracciati dal tramonto e avvolti dalla brezza marina.

Scendendo nell’incantevole gomito anconetano della Riviera del Conero vi consigliamo il lungomare di Numana e, in territorio maceratese, i deliziosi borghi di Porto Recanati e Civitanova Marche. Se nella prima cittadina a farla da padrone è il panorama mozzafiato e una natura selvaggia e incontaminata, tutte e tre sono accomunate dalle tante strutture, bar, ristoranti e locali pensati per il relax, il divertimento, lo sport e la buona cucina dove il pesce, ovviamente freschissimo, viene cucinato nei modi più svariati facendo leccare i baffi a grandi e piccini.

Sulla costa meridionale delle Marche le località balneari che vantano lungomare splendidi sono Porto San Giorgio, Grottammare e San Benedetto del Tronto. Le tre cittadine, votate al turismo e all’animazione del territorio, organizzano, soprattutto nel periodo estivo, tantissime manifestazioni, mercatini, eventi enogastronomici e musicali che portano moltissimi visitatori a gremire i lungomare, splendidi percorsi da vivere di giorno, magari in bicicletta o fermandosi nei vari parchi o pinete a riposare o a giocare con i più piccoli, o di sera, prendendosi un gelato e godendosi un’atmosfera vacanziera, irreale e lontana dalla quotidianità, tra alte palme, villette in stile liberty e tanti angoli da scoprire.

VACANZA NELLE MARCHE CON BAMBINI, LE 5 COSE DA FARE

17 giugno 2016turismomarche

Vacanza nelle Marche con bambini, le cose da fare con i bambini sono moltissime, scegli cosa li appassiona di più

Le scuole sono ormai chiuse e nel periodo estivo le famiglie si preparano a trascorrere le tanto sognate vacanze all’insegna del divertimento e del riposo. Ognuno durante i periodi lontani dalla quotidianità cerca qualcosa di diverso, questo vale anche per i bambini che a volte possono trovare le vacanze “da grandi” un po’ noiose. Per una vacanza che soddisfi le aspettative anche dei più piccoli, che sappia incuriosirli e affascinarli, vi portiamo nelle Marche cosa fare con bambini al seguito ve lo consigliamo noi in modo che si divertano e, perché no, trascorrendo bei momenti, imparino anche qualcosa da portare con sé come bagaglio di esperienza insieme ad un bel ricordo di famiglia.

Un’esperienza senz’altro da provare, che piace molto ad ogni età, è il Parco Avventura di Genga nel Parco della Rossa. Sullo sfondo della suggestiva Gola di Frasassi, uno straordinario e scenografico parco avventura sul fiume Sentino dove adrenalinici cavi sospesi sull’acqua, traballanti ponti tibetani e carrucole vertiginose faranno divertire grandi e piccoli. Qui avventura, natura e divertimento sono alla portata di tutti: immersi nel verde del Parco regionale della Gola della Rossa e di Frasassi infatti ci si diverte a tutte le età con percorsi a misura di bambino, laboratori didattici e sfide in quota per i più temerari. Il Parco avventura presenta 5 percorsi pensati per il divertimento di grandi e piccini che potranno misurarsi con la natura e con se stessi in totale sicurezza grazie alle attrezzature fornite e agli istruttori addestrati all’assistenza e pronti ad intervenire in caso di difficoltà.

Altra attività che non lascerà i più piccoli indifferenti è trascorrere una giornata all’aria aperta andando a cavallo nel Parco del Conero. Attraversare i diversi sentieri di questa straordinaria oasi verde costituita dalla tipica vegetazione mediterranea, tra pini, ginestre e lecci sarà, anche per i più piccoli, un’esperienza indimenticabile. A contatto con la natura selvaggia e incontaminata in sella ad uno degli animali che i giovani più amano e rispettano, il cavallo, scopriranno l’avventura, la velocità e instaureranno un rapporto speciale con un’animale nobile e fiero che li porterà a scorgere scenari unici tra boschi, prati e spiagge in un’atmosfera magica e indimenticabile.

Ai più piccoli curiosi e amanti dell’ambiente marino potrebbe interessare visitare il Museo Malacologico piceno con sede a Cupra Marittima che raccoglie ed espone un’importante collezione di conchiglie. Fondato nel 1977 possiede numerose sezioni in quello che nel suo genere – con oltre nove milioni di esemplari di cui circa un milione esposti – è il più grande del mondo. Le sezioni più importanti sono quelle dedicate alla madreperla, alla malacopaleontologia, alle piastrelle tematiche in ceramica, ai coralli, agli squali e all’etnologia che include maschere e oggetti d’uso provenienti da tutto il mondo. Inoltre il Museo, riconosciuto dalla Regione Marche, per far conoscere e apprezzare a pieno questo straordinario mondo, organizza mostre tematiche e in più possiede aule didattiche, una sala convegni, laboratori, una biblioteca specializzata sull’argomento, shop e alcune sale multimediali.

I bambini, che si sa, si annoiano facilmente e non amano crogiolarsi al sole apprezzeranno di sicuro una bella gita in bicicletta. La zona che vi consigliamo di percorrere va dalla splendida Fano alla meravigliosa Senigallia. Una lunga passeggiata accompagnati dal mare e accarezzati dalla brezza che farà felici anche i genitori che avranno modo di compiere un itinerario davvero affascinate. Tra la citta della Fortuna e la spiaggia di velluto incontreranno anche la splendida località di Marotta, altro incantevole luogo da scoprire.

Nel cuore di Monti Sibillini diverse sono le esperienze sicuramente da raccontare agli amichetti di scuola, una, particolarmente interessante per i più piccoli sarà quella di visitare il meraviglioso Giardino delle Farfalle nel territorio di Cessapalombo, delizioso borgo immerso nel verde in provincia di Macerata. Alla scoperta del mondo delle falene e delle farfalle i piccoli esploratori rimarranno esterrefatti dalla fantasia dei colori e dalla libertà di questi piccoli esseri viventi, leggeri e fragili, affascinanti e delicati. Una giornata all’aria aperta dove anche i grandi potranno ritrovare la passione per le cose semplici della vita, grazie anche ai servizi offerti, alle visite guidate e alla possibilità di usufruire dell’area pic nic e barbeque. Altro interessante luogo dove portare i più piccoli è il Museo della Grotta della Sibilla che si trova in provincia di Ascoli Piceno, nel centro storico di Montemonaco territorio intriso da segreti e misteri riguardanti proprio la Sibilla Appenninica che avrebbe vissuto nascosta da queste parti. Il museo si presenta con sezioni distinte, ognuna delle quali raccoglie testimonianze artistiche, storiche e culturali – tra cui antiche pergamene – che raccontano la storia di questo misterioso borgo e del suo stretto legame con la Sibilla.

TOUR DELLE ABBAZIE DEL MISTERO NELLE MARCHE

15 giugno 2016turismomarche

Tour delle abbazie del mistero nelle Marche. Un itinerario nei luoghi del silenzio e della preghiera.

La nostra regione è una terra di mezzo, estremamente importante dal punto di vista storico e culturale perché crocevia di popoli e tradizioni, a legare – nel passare del tempo – le varie culture è stata la religione, che ha, attraverso chiese, conventi, abbazie, eremi, formato ed influenzato diverse generazioni. Compiremo, nelle Marche, un tour delle Abbazie che raccontano di un passato avvolto dal mistero: oggi restano le testimonianze di vite passate a stretto contatto con i monaci, restano gli edifici e restano i tanti misteri legati ad essi, agli eventi giudicati miracolosi e alle opere d’arte dalla simbologie criptiche, ascrivibili a sette e ordini religiosi più o meno conosciuti, quello dei Cavalieri Templari in primo luogo.  In particolare ci recheremo nella zona a confine tra la Marca anconetana e l’Umbria, dove si sa per certo, i templari avevano diversi possedimenti, qui, tra le diverse abbazie, si celano misteri legati alla loro storia, al loro passaggio e ai tanti tesori.

La prima tappa del nostro tour è la chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli che si trova nel territorio di Arcevia, lungo la strada che porta a Serra San Quirico. Costruita intorno all’XI sec., è una delle chiese che probabilmente appartenne all’Ordine dei Templari, intorno ad essa molte sono le leggende legate al fascino e ai tanti segreti che i Cavalieri celavano, una di queste parla di un antico tesoro nascosto proprio nei dintorni della chiesa. Curiosa la storia di un custode che nel ‘600, cercando quest’antica ricchezza spaccò a metà la croce astile con le sei sfere – simbolo dei Cavalieri Templari – che si trova sulla facciata, a quanto pare non vi trovò oro ma una pigna di terracotta.

La seconda tappa del tour porta all’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, nel territorio di Genga, uno degli edifici in stile romanico più belli e importanti delle Marche. La chiesa, costruita nella terra di nascita di San Benedetto a cui originariamente sarebbe stata intitolata, venne edificata dai Longobardi verso la fine del 900. Molto del fascino di questo grande edificio è dovuto alla sua splendida e scenografica posizione, nella Gola di Frasassi dove le montagne creano una sorta di suggestivo anfiteatro. Sobria e imponente ha una struttura in grossi blocchi di pietra bianchi, la mancanza di decorazioni – in perfetto accordo con i canoni artistici dell’epoca e con i dettami della fede – regala al visitatore un’atmosfera di purezza ed essenzialità. Un particolare misterioso ha da sempre attirato l’attenzione di studiosi e curiosi che si sono chiesti il significato del simbolo dell’Infinito rovesciato che si trova vicino alla porta sinistra dell’altare.

Altro esempio importante del romanico marchigiano è rappresentato dalla vicina Abbazia di Santa Croce a Sassoferrato, nel territorio di Fabriano, che si trova su di una piccola collina circondata da un’affascinante natura impervia. Particolare e affascinante la sua costruzione, all’interno delle mura di una chiesa già esistente edificata con ogni probabilità dai Cavalieri templari di cui si riconoscono diversi simboli scolpiti su colonne e capitelli. I misteri templari non sono i soli a incuriosire, nel piano superiore infatti si notano delle simbologie che rievocano il dio Mytra divinità pagana alla quale era probabilmente dedicato l’antico tempio originale.

Meta della quarta tappa è l’Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli, che, dedicata al martire di Numidia, Emiliano, si trova sulla congiunzione – da qui il nome in Congiuntoli – di due corsi d’acqua l’Esino e il Rio Freddo. Sebbene si trovi in provincia di Perugia, l’antica costruzione in stile romanico-gotico fa territorialmente parte – storicamente e artisticamente – di questa straordinaria zona di confine della Marca di Ancona. Si tratta di una monumentale abbazia benedettina dall’aspetto severo e imponente che comprende il cenobio e la chiesa e che con molta probabilità appartenne all’Ordine templare che, proprio sul Rio Freddo, aveva una sede accertata storicamente. La perdita dell’archivio del monastero non consente datazioni o informazioni precise, certo è che fu molto importante e possedette diverse proprietà vendute nel 1860 quando il regio commissario dell’Umbria soppresse il monastero.

Ultima tappa di questo straordinario viaggio alla scoperta degli edifici monastici delle Marche il maestoso Monastero o eremo della Santa Croce di Fonte Avellana al confine tra Marche e Umbria, nei pressi di Serra Sant’Abbondio. Costruito alle pendici del Monte Catria intorno all’Anno Mille come luogo di ritiro spirituale per i monaci che volevano un contatto puro con Dio, immergendosi nel silenzio della natura, è tutt’oggi un’oasi di pace dove la natura abbraccia e protegge la struttura e dove molti si recano per pregare e meditare. Prezioso lo scriptorium San Pier Damiani, l’unico nelle Marche a non essere mai stato restaurato e quindi completamente originale, dove i monaci amanuensi studiavano e copiavano gli antichi testi.

Pergola bronzi dorati da Cartoceto, un tesoro antico da visitare

10 giugno 2016turismomarche

Un gruppo statuario di epoca romana, a Pergola bronzi dorati da Cartoceto.

Il territorio marchigiano è ricchissimo di reperti archeologici che testimoniano quanto, fin dalle epoche più remote, sia stato abitato da diverse e importantissime popolazioni che si insediarono in svariate zone. Greci, romani e piceni popolarono le Marche lasciandoci un patrimonio storico incalcolabile, una serie di reperti unici accompagnati da tanti dubbi e incertezze ancora da studiare. Non tutti sanno che uno dei ritrovamenti più importanti di provenienza archeologica si trova in provincia di Pesaro Urbino, a Pergola: i bronzi dorati da Cartoceto sono un gruppo statuario equestre di epoca romana composto di due cavalieri, due cavalli e due donne e rappresentano l’unico gruppo scultoreo in bronzo dorato del periodo romano giunto fino a noi.

I ritrovamenti di questo straordinario gruppo risalgono al 1946 quando alcuni frammenti di bronzo dorato vennero ritrovati nella parrocchia di Cartoceto nel comune di Pergola, da allora iniziò un lungo e certosino lavoro di recupero e restauro presentatosi molto difficoltoso per la quantità elevatissima di frammenti, il risultato però fu di eccezionale valore storico. Si tratta con molta probabilità di un gruppo familiare composto in origine da due coppie di figure femminili velate, due cavalieri di alto rango e i rispettivi cavalli riccamente ornati. Il complesso delle sculture costituisce una preziosa testimonianza di come le immagini monumentali fossero, nel periodo romano, simbolo di potere e ricchezza. Una prima teoria identifica il gruppo come appartenente alla famiglia imperiale Giulio-Claudio, secondo questa ipotesi le statue sarebbero state forgiate tra il 23 e il 29 d.C. e distrutte intorno al 30 mentre attualmente si è più propensi a retrodatare il gruppo all’età cesariana, quindi tra il 50 e il 30 a.C. e a identificarlo con una famiglia magnatizia di alto rango in qualche modo legata al territorio marchigiano. Visti gli ornamenti ricchissimi, la tecnica e la maestria dell’esecuzione gli studiosi hanno legato la famiglia dei bronzi dorati a nomi illustri della storia romana, alcuni indizi porterebbero ad un luogotenente di Cesare mentre ultimamente si pensa possa addirittura appartenere alla famiglia di Cicerone.

Il complesso, come accennato, è costituito da due cavalieri, uno – in ottimo stato di conservazione – mostra circa 40 anni che indossa un’uniforme di alto rango nonostante si trovi in tempo di pace da lui stesso sottolineato avendo il braccio alzato come segno di pace appunto; dell’altro cavaliere non restano, purtroppo che pochi frammenti. Anche per le figure femminili lo stato di conservazione è molto diverso, la statua meglio conservata si presenta di età avanzata, vestita con una stola e una palla – una sorta di mantello che copriva anche il capo -, e con un’acconciatura di stampo ellenistico, caratteristica delle donne romane della seconda metà del I sec. a. C. particolare questo che ha portato gli archeologi alla retrodatazione del gruppo. I cavalli sono riccamente ornati nel loro passo incedente, sulle bardature sono riconoscibili le figure di diversi dei tra cui Giove, Venere e Marte.

Rinvenuto fuori da qualsiasi contesto urbano, ma non lontano dall’intersezione tra la via Flaminia e la via Salaria Gallica, fa supporre che il gruppo sia stato volutamente spostato dalla sua collocazione originale, abbandonato in età bizantina forse per una “damnatio memoria” cioè una sorta di cancellazione dalla memoria di una persona o di un’intera famiglia colpevole di un grave reato contro Roma e il Senato Romano. Un ipotesi vuole che il gruppo fosse posto su un basamento in area pubblica, nel Foro, in una delle cittadine romane vicine al luogo del ritrovamento, quindi a Forum Sempronii, Fossombrone, la più vicina, o a Sentinum, l’odierna Sassoferrato dove è attestata l’esistenza di una fonderia per grandi statue.

Il rinvenimento in un luogo isolato e periferico ha contribuito non poco alla contesa fra la cittadina di Pergola e il Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona relativa al luogo di esposizione di questo importantissimo gruppo di bronzi dorati. Oggi, dopo essere stati lungamente esposti ad Ancona e oggetto di diversi studi e restauri a Firenze, sono visibili nel quattrocentesco ex convento di San Giacomo a Pergola. Il gruppo, protetto da una tenda d’aria che garantisce un microclima ideale per la conservazione di quelle che sono statue uniche al mondo, è l’attrattiva principale del Museo dei Bronzi dorati e della città di Pergola che ospita inoltre una pinacoteca con quadri e opere lignee, una sezione numismatica, una romana e una di arte contemporanea.

Morro D’Alba e dintorni

8 giugno 2016turismomarche

Il territorio di Morro d’Alba e dintorni è l’anima delle Marche, il centro della Regione.

Noi di Turismo Marche siamo lieti di presentare l’Associazione Morro d’Alba Accoglie.

L’intento dell’Associazione condiviso da MarcheTravelling è quello di far conoscere il territorio di Morro d’Alba e dintorni mostrando le sue bellezze naturali e architettoniche, con particolare attenzione alla sua cultura e ai suoi prodotti tipici.

Presentiamo questo territorio attraverso le strutture ricettive presenti nella zona,  le quali offrono servizi di qualità in un contesto di elegante cortesia e disponibilità.

Per la tua vacanza a Morro d’Alba e dintorni scegli le strutture ricettive che ti consigliamo:

Associazione Morro d’Alba Accoglie

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La Fonte del Re

Shanti House

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Villa Olesia

                                                                                                                villa olesia

Filodivino

                                                                                                                filodivino

Le Civette

                                                                                                                le_civette

Vigna Sant’Amico

                                                                                                                vignasantamico

Tenuta San Marcello

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Cosa visitare nella Valle del Chienti, itinerario alla scoperta dei borghi

8 giugno 2016turismomarche

Cosa visitare nella Valle del Chienti seguendo il corso del fiume.

Le Marche sono attraversate da diversi fiumi, uno dei più importanti è il Chienti che nasce dal versante adriatico della dorsale appenninica, nell’appennino umbro-marchigiano. Attraversando il territorio di Macerata e, nel suo ultimo tratto, anche una parte del fermano, giunge all’Adriatico dopo aver lambito borghi di straordinaria bellezza, paesaggi incantati, città storiche e luoghi legati al culto o alla storia. Compiremo un viaggio, cosa visitare nella valle del Chienti, ve lo diremo noi, vi suggeriamo un itinerario che seguirà il suo corso e vi rivelerà le sue diverse bellezze.

Il fiume Chienti, dopo un percorso sotterraneo emerge nella Gola di Serravalle, a La Maddalena, frazione del comune di Muccia – nell’alto maceratese – per poi ricevere le acque di un torrente che nasce da un monte appartenente al comune di Pieve Torina, mentre prima di incontrare il Lago di Polverina riceve le acque copiose del torrente Fornace. Il suo percorso interessa anche l’incantevole borgo di Pievebovigliana che mostra un paesaggio di alta collina e la meravigliosa città di Camerino con la sua università fondata nel medioevo, dalla storia antichissima influenzata da due illustri famiglie: i Varano nel ‘200, di cui si può ancora scorgere l’affascinante Rocca e i Borgia nel ‘500; sono assolutamente da visitare il Duomo ricostruito nell’800 sui resti della cattedrale romanico-gotica distrutta dal terremoto del 1799, la Basilica di San Venanzio, elevata da Pio XII a Basilica Minore nel 1950, l’ex convento e lex chiesa di San Domenico, il Palazzo ducale sede dell’Università di Giurisprudenza e la Rocca Borgesca.

Proseguendo il viaggio nella valle del Chienti attraversiamo i territori di Fiastra, famoso per il suo bacino artificiale da tempo diventato meta turistica grazie ai tanti sport che vi si praticano e alla bellezza paesaggistica, Caldarola, delizioso borgo medievale lungamente influenzato dal cardinal Pallotta di cui resta il meraviglioso Castello, Serrapetrona, piccolo e tranquillo paesino collinare dedito all’agricoltura, patria della Vernaccia, un vino spumante rosso dolcissimo e Belforte del Chienti, così chiamato per la sua felice posizione geografica di “bel-forte sul fiume Chienti” che vanta una bellissima chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Eustachio con a fianco un particolare campanile a forma conica, al suo interno un’importante grande polittico datato 1468, una statua lignea cinquecentesca e due tele, una delle quali attribuite a Durante Nobili, allievo di Lorenzo Lotto.

Il Chienti continua la sua discesa verso l’Adriatico incontrando la splendida cittadina di Tolentino con la sua Basilica di San Nicola, le tante chiese antiche come quella di San Catervo e palazzi dall’aspetto elegante e signorile come Palazzo Sangallo. Sulla sinistra del fiume si trova inoltre il Castello della Rancia fatto costruire dai Signori di Camerino, i Varano a metà del 1300, luogo di particolare rilevanza storica durante il periodo napoleonico, il castello e il territorio circostante furono protagonisti infatti della sconfitta – nel 2 maggio 1815 – di Giocchino Murat che vide così svanire il sogno di indipendenza italica. Il fiume giunge poi in una meravigliosa area dove tocca i territori di Pollenza da un lato –  con la sua antichissima Abbazia di Rambona, e la straordinaria Abbadia di Chiaravalle di Fiastra dall’altro, unico esempio di architettura cistercense nella zona, fondata nel 1142.

Andando avanti il Chienti incontra il capoluogo di provincia, Macerata, dove i luoghi d’interesse sono davvero tanti, dalla cattedrale di San Giuliano allo Sferisterio, dal Palazzo Buonaccorsi alla Torre Civica, dal Monumento ai Caduti alla Loggia del Grano. Per poi proseguire lambendo i territori di Corridonia, Morrovalle, Monte San Giusto, Montecosaro e Civitanova Marche, splendidi borghi adagiati su dolci colline dove si vive tranquillamente nel rispetto della natura e delle tradizioni e dove sono nascoste bellezze paesaggistiche e storiche molto interessanti. Tra queste l’imponente e particolare chiesa a pianta centrale di San Claudio al Chienti nel comune di Corridonia, in stile romanico e la basilica di Santa Maria a Piè di Chienti nel comune di Montecosaro, uno dei capolavori dell’architettura romanica nelle Marche.

Nelle campagne di Sant’Elpidio a Mare, altro comune interessato dal corso del fiume ma nella provincia di Fermo, si trova invece  l’abbazia di Santa Croce al Chienti, datata addirittura nel 887 e costruita su una preesistente basilica cristiana del V secolo, caduta in rovina a causa dell’ascesa dell’abbazia di Chiaravalle di Fiastra. Gli altri due comuni del fermano interessanti dal fiume Chienti sono Montegranaro, l’antica Veregra medievale erede della colonia romana e centro calzaturiero, con diversi monumenti e luoghi da visitare, come la chiesa di San Filippo e Giacomo e la chiesa di Sant’Ugo e Porto Sant’Elpidio che divide il suo territorio tra fiume Tenna e il Chienti dove da visitare sono senz’altro Villa Murri, dimora storica edificata nel XIX sec., Villa Baruchello, arricchita da uno splendido parco e la panoramica pineta con vista mare e costeggiata dalla pista ciclabile.

IDEE PER UNA VACANZA A SAN BENEDETTO DEL TRONTO COSA FARE PER VIVERE EMOZIONI

3 giugno 2016turismomarche

Trascorri una vacanza a San Benedetto del Tronto cosa fare, anche nei dintorni, e dove andare per un soggiorno davvero emozionante.

Alle porte dell’estate vi suggeriamo una vacanza a San Benedetto del Tronto cosa fare ve lo suggeriamo noi perché in questa meravigliosa cittadina non ci sono solo il mare e le spiagge. Regina della Riviera delle Palme, splendida e rigogliosa località balneare sempre frequentatissima grazie ad un mix perfetto di strutture ricettive di prim’ordine capaci di soddisfare ogni richiesta, ampie spiagge dorate, e tantissimi eventi pensati per l’intrattenimento di grandi e piccini, San Benedetto de Tronto è molto di più. Arte, storia, cultura e natura rappresentano una contante per tutto il territorio circostante con borghi di straordinaria bellezza e città uniche.

Prima di scoprire cosa c’è nei dintorni San Benedetto del Tronto merita uno sguardo più attento: a dominare l’intero paese c’è il Torrione, fatto erigere nel XV sec. dalla famiglia Gualtieri, che mostra un’insolita forma a pianta esagonale schiacciata e un’altezza relativamente modesta. A base quadrata è invece la Torre Guelfa che si trova nella frazione di Porto d’Ascoli dove si può ammirare anche la Caserma Guelfa, con corpi d’angolo a puntone e chiostro interno. Per quanto riguarda le architetture di tipo religioso da visitare sono senz’altro la chiesa di San Benedetto Martire che sorge sul sepolcro del santo e la cattedrale di Santa Maria della Marina fatta erigere dal Comune nel 1615 in onore della Madonna della Spiaggia.

San Benedetto del Tronto è la città simbolo della Riviera delle Palme di cui fanno parte anche le splendide cittadine di Grottammare e Cupra Marittima con le quali condivide uno splendido e vivace litorale costituito da ampie spiagge servite e attrezzate per ogni tipo sport, e dalle alte palme che incorniciano le strade e le villette in stile liberty che caratterizzano questo tratto costiero e dove il divertimento e l’ospitalità sono una consuetudine che ogni anno permette a sempre più turisti di trascorrere vacanze indimenticabili.

Spostandosi un po’ verso l’interno troviamo il borgo di Massignano, vicinissimo a San Benedetto ha molto da mostrare ai suoi visitatori poiché sembra essere stato abitato fin dall’epoca romana; molti sono i luoghi interessanti, dalla chiesa di San Giacomo Maggiore alla Torre Civica, dal Museo di Arte Sacra all’Abbazia dei Santi Felice e Adacto. Mentre è quasi d’obbligo per chi sceglie di trascorrere le proprie vacanze a San Benedetto del Tronto impiegare un po’ di tempo per visitare una delle città più belle d’Italia, Ascoli Piceno, lasciandosi affascinare dalla sua meravigliosa Piazza del Popolo, quasi completamente pavimentata in travertino sulla quale si affacciano splendidi edifici come il caffè Meletti, il Palazzo dei Capitani e la chiesa di San Francesco e impressionare dalla solennità della Cattedrale di Sant’Emidio dedicato al santo patrono di cui sono conservate le spoglie nella cripta. La città vanta un patrimonio storico, artistico e culturale molto vasto difficilmente riassumibile ma che di certo soddisfa le curiosità del turista più attento.

Continuando a darvi delle idee per una vacanza a tutto tondo vi consigliamo di proseguire verso l’entroterra e di fermarvi ad Acquasanta Terme e Roccafluvione, splendidi borghi immersi nel verde e nella tranquillità dei monti Sibillini, il primo caratterizzato da sorgenti di acqua sulfurea che scorgano naturalmente e di cui si può usufruire nei diversi stabilimenti termali, il secondo dalle diverse chiese che impreziosiscono il territorio scelto da molti per lunghe passeggiate in mountain bike o vere e proprie escursioni tra i fitti boschi e una vegetazione davvero ricca e affascinante.

Altri tre deliziosi borghi da visitare in queste zone sono Montegallo, Montemonaco e Montefortino, immersi in una natura lussureggiante, protetti dai monti Sibillini e scelti come partenza o arrivo per più o meno lunghi itinerari di trekking alla scoperta dei tanti segreti che si celano da queste parti. Proprio in queste zone infatti si troverebbe la grotta della Sibilla Appennina e proprio questi borghi sono il riferimento da cui iniziare a camminare per raggiungere il Lago di Pilato, di epoca glaciale, unico bacino naturale delle Marche che, secondo la leggenda custodirebbe, sotto le sue acque, le spoglie di Pilato appunto, misteriosamente abbandonate durante il tragitto verso Roma.

Anche Offida merita di essere visitata per la bellezza del suo centro storico, per le diverse architetture e luoghi d’interesse e per il meraviglioso ambiente che lo circonda. Tra i monumenti più affascinanti la chiesa di Santa Maria della Rocca che si staglia imponente su due vallate, dallo stile romanico-gotico fu eretta nel 1330 sulla preesistente chiesa benedettina. Circondata su tre lati da bruschi dirupi rivolge la facciata verso l’esterno dell’abitato articolandola in lesene mentre sul lato opposto sono facilmente riconoscibili tre alte absidi poligonali, dove, in quello centrale si trova un portale gotico che porta alla cripta. Tra gli edifici civili vanno di certo visitati il Palazzo Comunale, costruito tra il XIII e XIV sec.,il torrione della Rocca e il Teatro Serpente Aureo.

PAESI DA VISITARE NELLA ZONA DEL CONERO

1 giugno 2016turismomarche

Paesi da visitare nel territorio del Conero.

Tra colori iridescenti e un panorama unico, nella rigogliosa zona del Conero i paesi da visitare sono diversi, immersi in una natura meravigliosamente accogliente, tra il verde della collina e l’azzurro del mare. Un territorio straordinario e incantevole che si stringe intorno al promontorio del Conero che scende a picco sul mare e dà vita alla Riviera del Conero e al Parco Naturale del Conero. In questo tratto marchigiano molti sono i borghi da visitare, buona parte di essi si affacciano sul mare mentre alcuni si trovano nelle immediate vicinanze, sulle dolci colline circostanti.

Sirolo e Numana sono le perle della Riviera del Conero e, insieme a buona parte del territorio di Ancona e Camerano, ricadono nel Parco del Conero. Oltre alle suggestive spiagge, baie, calette selvagge e incontaminate che si trovano proprio sotto il promontorio, Sirolo e Numana hanno molto da mostrare anche dal punto di vista artistico. Sirolo vanta una storia molto antica testimoniata da molti reperti ritrovati in zona appartenenti sia al neolitico sia relativi alla presenza dei Piceni e dei Greci che a partire dal IV sec. si insediarono in queste zone. Molti, nel suo delizioso centro storico, sono i piccoli angoli da scoprire come il Teatro comunale o il Museo dell’Infanzia mentre nei dintorni si possono visitare diversi luoghi legati alla cultura – come il Teatro delle Cave -, all’archeologia – come la Tomba della Regina -, e al culto – come la Badia di San Pietro al Conero. Anche il borgo di Numana vanta diverse bellezze da scoprire nel centro storico come la Torre medievale, mentre tra i luoghi più interessanti da visitare c’è senz’altro l’Antiquarium Statale, Museo archeologico che conserva tutti i reperti rinvenuti nella zona. Su di una dolce collina è invece adagiato il borgo di Camerano famoso per le sue Grotte scavate nell’arenaria nel sottosuolo e che da sempre rappresentano un mistero per il loro utilizzo; cunicoli e e percorsi labirintici che sono serviti non solo per la conservazione degli alimenti ma anche, come testimoniano alcuni bassorilievi e le strutture interne, per riti antichi mentre in più di un’occasione le grotte hanno fatto da riparo, rifugio e nascondiglio agli abitanti della Camerano “di sopra”, l’ultima volta durante la Seconda guerra Mondiale.

Osimo sorge in collina, il suo centro storico si sviluppa su due collinette affiancate, sulla più alta delle quali spicca il meraviglioso Duomo di San Leopardo elevato nel 1955 a Basilica Minore. Dallo stile romanico-gotico si presenta semplice e imponente, nella cripta sono custodite le spoglie di alcuni santi osimani e di San Leopardo, primo vescovo di Osimo che secondo la tradizione fece costruire l’edificio. Molti sono i luoghi da visitare, tra cui la basilica di San Giuseppe da Copertino, la chiesa di San Filippo, il Palazzo Comunale con la torre civica, Palazzo Campana e il Teatro la Nuova Fenice, mentre molto interessante la rete di grotte che percorre il sottosuolo.

Di affascinante interesse legato soprattutto al culto mariano è il piccolo borgo di Loreto dove spicca la meravigliosa Basilica della Santa Casa, uno dei più importanti luoghi antichi di pellegrinaggio del mondo cattolico nella quale la tradizione vuole sia custodita la casa di Maria di Nazareth, trasportata dagli angeli dalla Palestina. Nelle vicinanza di questo meraviglioso complesso architettonico visibile anche da molto lontano si trova Recanati, famoso per aver dato i natali ad uno dei maggiori poeti e filosofi italiani, Giacomo Leopardi, splendido borgo dove, oltre agli edifici legati alla vita e agli scritti del “giovane favoloso” si possono ammirare diversi edifici interessanti tra cui la concattedrale di San Flaviano e la chiesa di San Vito, il Museo civico Villa Coloredo Mels e quello dedicato a Beniamino Gigli, tenore e attore del XX sec. nato proprio a Recanati. Sul mare si trova invece Porto Recanati, rinomata località turistica balneare che deve il suo successo all’ospitalità e la disponibilità delle tante strutture e a un litorale adatto sia ai giovani in cerca di divertimento sia alle famiglie con bambini in cerca di relax. Di particolare interesse l’Abbazia di Santa Maria in Potenza fondata nel 1160 dai monaci crociferi per l’accoglienza e all’assistenza dei mercanti e pellegrini di passaggio verso Loreto o verso la Terra Santa; mentre assolutamente da visitare sono il Castello Svevo e l’area archeologica di Potentia.

Sulla sommità di una collina, si erge il borgo di Offagna che si sviluppa tutt’intorno all’antica Rocca, principale monumento cittadino, uno dei simboli più rappresentativi delle opere difensive dei Castelli di Ancona. Edificato nel 1454 si presenta a pianta quadrata con torre angolare e maschio centrale. Anche il piccolo borgo di Agugliano sorge su un colle e si presenta con un aspetto tipicamente medievale poiché anch’esso faceva parte dei Castelli fatti edificare per difendere Ancona. Da visitare la Chiesa del Santissimo Sacramento e la chiesa di Santa Maria di Nazareth. Polverigi nasce intorno all’Anno Mille con evidenti scopi difensivi poiché situata tra tre città molto importanti e spesso in conflitto: Ancona, Osimo e Jesi. Da visitare l’antico Monastero del conte Nappi, residenza estiva del nobile che comprende un meraviglioso parco frequentatissimo soprattutto durante l’estate, e la chiesa di Sant’Antonio Martire.

Potenza Picena è l’ultima propaggine del Conero e si trova in provincia di Macerata, su una leggera altura con il suo aspetto medievale domina il paesaggio circostante. Degni di nota la Collegiata di Santo Stefano, anticamente appartenuta ai gesuiti, la chiesa della Madonna delle Grazie, la chiesa di San Giacomo e il Santuario di San Girio, uno dei luoghi di culto più cari ai potentini. Porto Potenza Picena, affacciata sul mar Adriatico è la sua più popolosa frazione, frequentatissima località balneare caratterizzata da spiaggia sabbiosa e da strutture ricettive di alta qualità. Interessanti da visitare la Torre di Sant’Anna e l’adiacente chiesa edificata  nel 1926 con forme neogotiche.

BELLEZZE DELL’ENTROTERRA DI SENIGALLIA: BORGHI DA VISITARE

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27 maggio 2016turismomarche

Entroterra di Senigallia borghi da visitare e scoprire.

Nel cuore delle Marche, un’ambiente semplice costituito da una deliziosa campagna rurale curata da sempre da mani autentiche che lavorano nel rispettano delle tradizioni. Stiamo parlando dell’entroterra di Senigallia, i borghi da visitare che costellano queste meravigliose colline sono diversi, ognuno di essi caratterizzato da bellezze storiche, artistiche, paesaggistiche e tipicità enogastronomiche che hanno reso questa zona favolosa da vivere e da scoprire. Nell’entroterra di Senigallia i borghi per trascorrere le vacanze in relax sono affascinanti, accoglienti e tranquilli e sanno conquistare i turisti con una discreta e cordiale ospitalità.

Mondavio, in provincia di Pesaro Urbino dista poco più di una trentina di chilometri da Senigallia, sorge su un colle da cui si scorgono chiaramente i monti Catria e Nerone, tra le due vallate del fiume Metauro e Cesano. Il toponimo Mons Avium deriverebbe dal compiacimento di San Francesco che qui di passaggio avrebbe sottolineato la bellezza di questo luogo e la gran varietà di uccelli. Mondavio conobbe diversi domini tra cui i Malatesta e i Della Rovere mentre fu l’architetto di Francesco di Giorgio Martini a edificare la Rocca tra il 1482 e il 1492 che, non avendo mai subito assedi, è ancora oggi in ottimo stato. Molto interessanti da visitare anche la chiesa di San Francesco, edificata nel ‘200 ma rimaneggiata diverse volte fino al ’700, l’ex convento dei cappuccini e la collegiata dei Santi Pietro e Paterniano.

Corinaldo, salita agli onori della cronaca per aver dato i natali a santa Maria Goretti, si trova in provincia di Ancona e si presenta come uno splendido borgo medievale ottimamente conservato dove ad affascinare è la cinta muraria realizzata tra il XIV e il XV sec. intervallata da torri e bastioni e uno sperone merlato opera, probabilmente, dell’architetto Francesco di Giorgio Martini.

Scendendo leggermente verso sud troviamo, a punteggiare le colline dell’entroterra senigalliese, il borgo di Ostra Vetere, arroccato su piccoli altopiani dai quali si scorge il mare. Il paese, che fino al 1882 era conosciuto come Montenovo, si narra sia stato fondato da profughi della città romana di Ostra dopo l’invasione dei Goti del 409 d. C. ed è interessante da molti punti di vista. Da visitare la chiesa di Santa Lucia, la chiesa principale dedicata a Santa Maria della Piazza e il Museo civico parrocchiale Satelllico che conserva gli attrezzi per la produzione di prodotti agricoli e reperti di arte sacra locale.

Chiamato Montalbondo fino al 1881, oggi Ostra, è un delizioso borgo che conserva intatto il fascino del suo passato. Si possono osservare infatti la cinta muraria del periodo medievale che abbraccia le strette e tortuose vie del centro storico dove, nel punto focale si trova Piazza dei Martiri sulla quale si affacciano il Palazzo comunale e il Teatro La Vittoria.

Sulle fondamenta dell’antico Castrum Bevederis sorge oggi il piccolo borgo medievale di Belvedere Ostrense, adagiato sulle colline tra il Misa e l’Esino. Oltre all’assetto urbanistico tipicamente medievale cinto da mura, diversi sono i palazzi signorili degni d’interesse come il Palazzo del municipio una volta appartenuto ai nobili Balleani. Molto affascinati da visitare anche la chiesa medievale di San Paolo, ricostruita ed ampliata nei secoli successivi e la collegiata di Santa Maria della Misericordia edificata nel ‘400 e ricostruita in stile neoclassico.

L’incantevole borgo di San Marcello fu edificato intorno al ‘200 come colonia della città di Jesi, a questo periodo risalgono la cinta muraria e i caratteristici torrioni cilindrici o rettangolari. Interessanti gli edifici storici, tra cui Palazzo Marcelli e la Chiesa di Santa Maria del Rosario, mentre la zona, collinare, si presta a prelibatezze enologiche la cui fama richiama sempre più visitatori. Terra vinicola per eccellenza, qui nascono infatti vini eccezionali quali il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Lacrima di Morro d’Alba che porta il nome del vicino borgo che più lo rappresenta: Morro d’Alba appunto. Quest’ultimo, posto tra Senigallia e Jesi è ormai famoso a livello nazionale e non solo per gli eccezionali vitigni che qui vengono coltivati con passione e saggezza. Ma questo antico borgo lungamente conteso dalle città vicine ha moltissimo da mostrare anche dal punto di vista storico e artistico. A testimoniare un passato fatto di lunghi assedi la cinta muraria a forma di pentagono irregolare e un camminamento coperto interno denominato “la scarpa” mentre molto interessante da visitare è il Museo “Utensilia” dedicato alla cultura mezzadrile.

Gli itinerari in mountain bike nelle Marche

25 maggio 2016turismomarche

I percorsi e gli itinerari in mountain bike nelle Marche, scoprire il territorio in bicicletta.

Con la bella stagione torna la voglia di fare sport all’aria aperta e cosa c’è di meglio di un Parco naturale per fare palestra en plein air? A piedi o in bicicletta passeggiare o fare un vero e proprio allenamento attraversando boschi e sentieri è un vero toccasana non solo per il corpo ma anche per lo spirito. Vi portiamo nelle Marche, gli itinerari in mountain bike ve li suggeriamo noi.

Moltissimi sono gli itinerari possibili per gli amanti della mountain bike, di diverso grado di difficoltà, che percorrono il Parco naturale regionale del San Bartolo, che comprende la dorsale collinare che da Gabicce Mare, passando per Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo, giunge fino a Pesaro per una superficie totale di circa 1600 ettari. Il parco offre una strada panoramica lunga circa 23 KM che collega i due comuni più distanti e una rete di sentieri percorribili in mountain bike. Molti sono i punti da cui partire per scoprire stradine dal fascino naturalistico unico, tra falesie e fitti boschi, scorci e panorami mozzafiato. Tra i sentieri più battuti, quello del San Bartolo che tocca le due estremità del Parco con una distanza di circa 20 km mentre più turistici e brevi sono quello che da località le Fontanelle porta a Fiorenuola di Focara, quello che attraversa Cattabrighe, Altarello e Bocca del Lupo, il sentiero che percorre Gessara, Colombarone, Cacciafame e Casteldimezzo oppure quello che come itinerario ha la chiesa del Palazzo, Gabicce Monte, Case Badioli e Vigna Mare.

Nelle Marche centrali il luogo ideale per passeggiare in mountain bike, immersi nelle natura e alla scoperta di meravigliosi scorci panoramici inaspettati e inconsueti è il Parco naturale del Conero, straordinario polmone verde di circa 6mila ettari complessivi che abbracciano il monte Conero e le città che vi si appoggiano, Ancona, Sirolo, Numana e Camerano. Borghi e colline, mare e tanto verde da scoprire pedalando, immersi in un’atmosfera tranquilla, in un’oasi di pace dove sono i colori e gli odori del parco a far da padroni e a indirizzare i bikers verso i punti più affascinanti. Molti sono i percorsi che partono da Sirolo e si dirigono verso la cima del Conero, all’ombra di lecci e circondati da una lussureggiante macchia mediterranea; quello più semplice è il sentiero che passa per lo stradone di Sant’Andrea che permette di raggiungere il Pian di Raggetti, un bellissimo punto panoramico nel cuore del Parco. Diversi sono anche i sentieri che dalle spiagge, rinomate e frequentatissime per la loro natura selvaggia e incontaminata, portano alla vetta del Conero, tra questi un itinerario molto apprezzato è quello che parte dalla spiaggia di San Michele di Sirolo, attraversa un sentiero per i Sassi Neri e, passando per il cimitero di Sirolo e il Convento dei Camaldolesi, giunge in vetta, a 550 metri d’altezza sul livello del mare.

Nel cuore delle Marche, nell’entroterra maceratese una zona sempre più frequentata e apprezzata dagli appassionati di mountain bike è quella del Parco nazionale dei Monti Sibillini, un territorio dove l’ambiente e l’uomo convivono in modo armonioso, dove i borghi che vi abitano sono immersi nella natura senza soffocarla, dove straordinarie bellezze paesaggistiche e panoramiche non fanno altro che impreziosire la zona diventata negli ultimi anni meta turistica ambitissima per quelli che cercano relax, tranquillità e aria pulita. Tra i comuni più affascinati che hanno più da mostrare e raccontare, da cui spesso si parte o si passa per avventurosi giri in mountain bike, i caratteristici borghi di Arquata del Tronto, Montegallo, Montemonaco, Montefortino, Ussita, Visso, Pievebovigliana, Fiastra e San Ginesio. Il Parco propone 14 itinerari ad anello ognuno percorribile in giornata mentre un solo itinerario, quello denominato il Grande Anello dei Sibillini, è percorribile in mountain bike in circa 4-5 giorni. Tra i più affascinanti il sentiero della Valle del Chienti che parte da Pievebovigliana, attraversa i boschi di castagni, giunge ai piedi del Monte Fiegni e ridiscende lungo il fiume Chienti dove si incontra il Lago di Polverina oppure l’anello della Valle del Tenna che, partendo dai Montefortino, si snoda ai piedi del Monte Sibilla. Molto suggestivo il percorso che parte da Montemonaco, scende nella Valle dell’Aso e risale verso Altino per poi snodarsi ai piedi del monte Vettore così come affascinante è il percorso che da Fiuminata, frazione di Ussita, segue il solco scavato dal torrente che scende dalla val di Panico dominata dalle vertiginose pareti di roccia del monte Bove.

MARCHE CITTÀ ASSOLUTAMENTE DA VISITARE

20 maggio 2016turismomarche

Luoghi meravigliosi che non puoi non conoscere, nelle Marche città da visitare

Nelle Marche le città da visitare sono molte, al mare o in collina hanno delle caratteristiche molto interranti e vantano gioielli artistici e architettonici di notevole importanza e molto affascinanti. Vi proponiamo solo alcune città, le più emozionanti da visitare, scoprire e vivere; in famiglia o con gli amici, questi luoghi vi lasceranno un ricordo indelebile.

Impossibile per chi giunge nelle Marche non rimanere estasiati dalla bellezza di una delle città più affascinanti d’Italia, Pesaro. Affacciata sul mare, attraversata dal fiume Foglia vanta un centro storico ricchissimo di monumenti del periodo rinascimentale, quando la città conobbe il suo massimo splendore. Importante dal punto di vista economico è anche un frequentatissimo centro balneare e turistico grazie anche al Parco naturale regionale del Monte San Bartolo.

A poca distanza da Pesaro, con la quale condivide la provincia, sulle colline del Montefeltro, la straordinaria città di Urbino, con il suo spettacolare Palazzo Ducale caratterizzato dai Torricini edificati dall’architetto Luciano Laurana oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche. Uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano è patrimonio dell’Umanità dell’Unesco grazie alla straordinaria serie di monumenti e palazzi che si avvicendano creando una città quasi perfetta e magica, realizzando, almeno in parte, il volere del duca di Montefeltro.

Fano, antica cittadina in provincia di Pesaro Urbino, famosa per il suo Carnevale, circondata da colline che via via arrivano al mar Adriatico, si trova in posizione leggermente sopraelevata dominando così il panorama delle spiagge, meta estiva di sempre più turisti italiani e stranieri, mentre tra le sue vie si incontrano monumenti molto interessanti risalenti addirittura al periodo romano.

Ancona capoluogo di regione ha un patrimonio storico, artistico e culturale praticamente infinito, importante città fin dall’antichità è oggi uno dei principali centri economici delle Marche, uno dei più frequentati porti dell’Adriatico e un centro turistico e balneare di primo livello. Meravigliosamente affacciata sul mare con monumenti che si stagliano davanti al suo profilo, si trova inoltre in un’affascinante posizione, su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero, circondata dal verde della macchia mediterranea del Parco del Conero.

Inserita dal 2013 tra le città creative dell’Unisco, Fabriano è stata un’importante centro industriale grazie alla produzione di elettrodomestici e carta. Posta nell’entroterra anconetano, su una vallata costellata da colline e circondata dai monti dell’Appennino, vanta origini antichissime risalenti addirittura alla preistoria. Oggi fanno bella mostra di sé tantissimi monumenti e architetture civili e religiose molto interessanti, a cominciare dalla Cattedrale di San Venanzio.

Osimo, estesa su un territorio leggermente collinare, si trova nelle vicinanze di Ancona. Affascinante la sua storia e le sue origini mentre assolutamente da visitare i suoi tanti edifici che abitano la città arricchendola di un patrimonio artistico davvero importante. Sulla sommità del colle più alto, il Gòmero, il Duomo dedicato a San Leopardo, uno degli esempi più rappresentativi di architettura romanico-gotica nelle Marche.

Famosa per aver dato i natali ad uno dei maggiori poeti e filosofi italiani, Giacomo Leopardi, Recanati è una deliziosa cittadina in provincia di Macerata, situata in collina dalla quale si affaccia in posizione panoramica creando suggestioni magiche.  Dalla cima del colle su cui sorge infatti si possono scorgere, al di là del mar Adriatico, i monti della Dalmazia, verso nord il monte Conero, mentre verso l’entroterra si vedono le cime dei Sibillini.

Ad una ventina di chilometri a Recanati verso l’entroterra e verso i monti Sibillini, la splendida città di Macerata, sorge in collina tra la vallata del fiume Potenza e quella del fiume Chienti. Città mariana e universitaria vanta un patrimonio architettonico estremamente vario e affascinante; attraversando il centro storico si incontrano infatti monumenti di epoche e stili diversi, alcuni dei quali davvero unici come lo Sferisterio, struttura teatrale dove ogni anno si svolge la stagione lirica.

Storica città nell’entroterra maceratese, Camerino è nota soprattutto per la presenza dell’Università fondata nel periodo medievale. Situata tra le valli dei fiumi Chienti e Potenza tra i monti Sibillini e il monte San Vicino, la città ha origini molto antiche rintracciabili già nel periodo preistorico. Molti sono i luoghi interessanti da visitare e da scoprire, tra le sue vie infatti sono facilmente rintracciabili le opere volute dalle illustri e nobili famiglie del passato tra cui i Varano e i Borgia.

A pochi chilometri dal mar Adriatico Fermo sorge lungo le pendici fino alla vetta del colle Sàbulo dominato dall’imponenza del Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Dalla storia antichissima mostra edifici molto interessanti, non solo di carattere religioso ma anche civile e militare, una città impregnata di storia e tradizioni, di arte, cultura e folklore, tranquilla e vivace allo stesso tempo tutta da scoprire, angolo dopo angolo.

Nella valle del Tronto, nella zona di confluenza tra il fiume Tronto e il torrente Castellano sorge la meravigliosa città delle cento torri, Ascoli Piceno. Il suo centro storico, costituito da imponenti palazzi storici, chiese antiche e da uno splendido e lucente travertino è uno dei più ammirati d’Italia. La sua ricchezza di monumenti, di stili e di affascinanti scorci tra le vie e le strade la rendono una delle perle delle Marche, sempre più frequentata dai turisti che alla bellezza della città uniscono le prelibatezze e le tipicità gastronomiche.

VACANZA NELLE MARCHE COSA VISITARE: LE 10 PERLE

18 maggio 2016turismomarche

Trascorri le tue vacanze nelle Marche, cosa visitare e da non perdere te lo suggeriamo noi.

Il nostro territorio è estremamente variopinto, uno scintillante tripudio di bellezze tanto diverse tra loro da lasciare ogni visitatore entusiasta e senza parole. Vi portiamo nelle Marche, cosa visitare ve lo consigliamo noi: 10 meraviglie, 10 luoghi indimenticabili dove trascorrere il proprio tempo libero, 10 emozioni uniche da portare con sé. Edifici storici importantissimi, imponenti come rocche e castelli, paesaggi naturali unici dalle atmosfere magiche e selvagge, chiese meravigliose dagli stili più diversi, piazze indimenticabili, borghi antichi e luoghi di culto suggestivi.

Il primo luogo assolutamente da non perdere si trova nella maestosa città di Urbino, Palazzo Ducale, situato a fianco della cattedrale, è uno degli edifici più interessanti del Rinascimento italiano. Oggi sede della Galleria nazionale delle Marche fu voluto dall’ambizioso Federico da Montefeltro che volle alla sua corte i più grandi architetti dell’epoca, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini che vi lavorarono fino alla sua morte avvenuta nel 1482. Al primo si devono la facciata con i suggestivi e caratteristici Torricini, lo studiolo e numerosi ambienti del piano nobile mentre il secondo, ultimando le parti incomplete diede al palazzo il suo massimo splendore.

Nel cuore delle colline anconetane uno dei castelli più affascinati e suggestivi, a Gradara, in provincia di Pesaro Urbino si trova infatti l’imponente Rocca Malatestiana che domina tutt’oggi l’incasato. Nata come   fortilizio militare vi abitarono le famiglie più illustri e potenti del Rinascimento, i Malatesta, gli Sforza, i Della Rovere e i Mosca. Ad esso e alla sua leggendaria storia è strettamente legata quella dell’amore finito in dramma di Paolo e Francesca amanti uccisi dalla folle gelosia del marito Giangiotto Malatesta.

Nel territorio di Genga, in provincia di Ancona, uno straordinario spettacolo naturalistico, le Grotte di Frasassi, perla del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Si tratta di una cavità di origine carsica con uno straordinario complesso di grotte – visitabili in gran parte – dove stalattiti e stalagmiti, che si sono formate nel corso di quasi due milioni di anni, hanno costituito sculture naturali che gli studiosi si sono dilettati a “battezzare”, ci sono così i Giganti, il Cammello o la Madonnina e molte altre.

Non si può visitare le Marche senza conoscere il meraviglioso Duomo di San Ciriaco di Ancona che svetta dal colle Guasco in posizione panoramica e suggestiva sul porto e sulla città. Di origini antichissime, già nel XIII sec. era presente nella zona un tempio dedicato ad Afrodite, oggi il Duomo – elevato a Basilica Minore da Papa Pio XI nel  1926 -, rappresenta uno degli esempi più significativi di arte romanica a cui si mescolano elementi gotici e bizantini che rendono l’intero edificio particolarmente interessante ed affasciante.

Immersa, nascosta e protetta nello straordinario Parco naturale del Conero, nella zona di Ancona, la splendida spiaggia delle Due Sorelle dove un mare limpido e cristallino, una spiaggia bianca costituita da sassolini e due faraglioni anch’essi bianchi che sbucano dall’acqua creano uno scenario unico, selvaggio e incontaminato. Una caletta ai piedi del monte Conero con alle spalle il verde della macchia mediterranea raggiungibile solo via mare è perfetta per trascorrere del tempo lontano dalle spiagge affollate, abbracciati e coccolati da una natura vivace e intatta.

Altro luogo magico e indimenticabile da visitare e da vivere si trova ad Ascoli Piceno ed è il suo cuore pulsante, la meravigliosa Piazza del Popolo, una delle piazze più belle d’Italia. In stile rinascimentale deve il suo nome al Palazzo dei Capitani del Popolo, uno degli edifici storici che vi si affacciano insieme allo storico Caffè Meletti e la chiesa gotica di San Francesco cui è addossata l’edicola di Lazzaro Morelli. Di forma rettangolare, la piazza è armoniosa ed elegante grazie anche alla pavimentazione completamente costituita da levigato travertino chiaro che dona lucentezza e splendore.

Un monumento dalle forme particolarmente inusuali si trova nel cuore delle Marche, a Macerata. Si tratta dello Sferisterio, una struttura teatrale unica. Progettato nel 1823 come luogo per il gioco del pallone al bracciale deve il suo nome alla sua singolare forma a segmento di cerchio; oggi l’arena ospita moltissimi eventi legati alla musica e al teatro in particolare la stagione lirica estiva che richiama ogni anno moltissimi estimatori del genere da ogni parte d’Italia.

Tipico e caratteristico borgo medievale da visitare è quello di Torre di Palme, delizioso paesino alle porte di Fermo che conserva intatto l’antico incasato che si sporge a picco sul mare, una suggestiva terrazza panoramica da girare a piedi percorrendo le strette vie e vicoli che vi condurranno in piccoli angoli dove si respira un’aria magica e dove si possono scoprire scorci bellissimi sulle colline che dolcemente scendono verso il mare.

Infine vi suggeriamo due luoghi di culto molto diversi tra loro ma accomunati dal forte legame con i devoti che vi si recano per trovare conforto, nel silenzio e nella preghiera. Si tratta della Santa Casa di Loreto, in provincia di Ancona, un luogo di devozione mariano che sorge sulla Piazza della Madonna al termine della via Lauretana. Al suo interno si trovano, secondo la leggenda, i resti della santa casa di Nazaret dove visse Maria, madre di Gesù, trasportati fin qui dagli angeli dalla Palestina. Sfarzosa e molto interessante anche dal punto di vista artistico, la Basilica reca una facciata riccamente decorata e, al suo interno, notevoli affreschi e opere d’arte. Più semplice e austero il Monastero di Fonte Avellana dedicato alla Santa Croce che, si erge tra le verdeggianti colline alle pendici del Monte Catria, in provincia di Pesaro Urbino. Scelto da un gruppo di eremiti già nell’anno Mille per rifugiarsi in mistico silenzio, protetti dalla natura, è un luogo di grande fascino grazie alle atmosfere impresse negli anni dai monaci che vi hanno abitato e che tutt’ora vivono tra queste antiche stanze offrendo ascolto e preghiera in una cornice assolutamente interessante anche dal punto di vista storico-artistico.

MARCHE BANDIERE BLU 2016

9 maggio 2016turismomarche

Marche le Bandiere Blu 2016, per un turismo sempre più sostenibile.

La Bandiera Blu è un riconoscimento che viene assegnato ogni anno alle località balneari turistiche che rispettano diversi criteri relativi alla gestione del territorio in modo sostenibile dal punto di vista ambientale. Nelle Marche le Bandiere Blu 2016 sono diverse e disseminate su tutta la costa. Ben 17 spiagge, da nord a sud rispecchiano i criteri della Bandiera Blu certificando la qualità ambientale del mare e della costa marchigiana e la sempre più attenta accoglienza delle strutture ricettive.

A partire da nord, nella provincia di Pesaro Urbino troviamo quattro località balneari a cui è stata assegnata la Bandiera Blu: Gabicce Mare, con la sua splendida baia degli angeli dalla spiaggia dorata, la stessa Pesaro, affacciata sul mare tra due dolci colline con diversi chilometri di spiaggia sabbiosa tra litorale libero e attrezzato, Fano il cui litorale basso si divide in Lido – con spiaggia sabbiosa – e Sassonia ghiaiosa e la confinante zona di Marotta dove prosegue il fondale basso e sabbioso e dove le strutture ricettive sono di altissima qualità, pronte a soddisfare ogni necessità e a coccolare anche il turista più esigente.

Nella provincia di Ancona le località balneari con la Bandiera blu sono quelle di Senigallia, con la sua meravigliosa spiaggia finissima tanto da essere conosciuta come spiaggia di velluto e Ancona che nonostante sia un’antica città centro economico e commerciale e uno dei porti più importanti dell’Adriatico, vanta un arenile pulito e curato con costa alta e bassa dove diverse sono le spiagge rocciose caratterizzate da grandi scogli bianchi. Perle della Riviera del Conero, non potevano mancare le meravigliose spiagge di Numana, Portonovo e Sirolo, straordinarie bellezze della costa marchigiana frequentatissime sia per l’aspetto naturalistico e selvaggio sia per quello più vacanziero e mondano.

Sulla costa del maceratese le spiagge che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento sono Civitanova Marche, dalle ampie spiagge sabbiose o ghiaiose con fondali bassi ideali per far giocare i bambini in sicurezza e con tantissimi chalet e strutture ricettive votate al divertimento e al relax e la vicina Potenza Picena, anch’essa caratterizzata dalle ampie spiagge in prevalenza sabbiose miste però a piccoli tratti di scogliera e tanti servizi per tutte le esigenze.

Sul litorale fermano le bandiere sono state assegnate a Porto Sant’Elpidio, la cui spiaggia sabbiosa o ghiaiosa corre per vari chilometri ospitando diverse strutture ideali per lo sport e il confort dei turisti; a Porto San Giorgio, con numerosi stabilimenti balneari e complessi ricettivi di primo livello, una pista ciclabile e spiagge prevalentemente sabbiose; a Pedaso con sabbia e ghiaia e un litorale in parte interrotto dalla presenza dello scoglio e molte strutture che rendono piacevole il soggiorno a ogni membro della famiglia. A Fermo, capoluogo di provincia che ha circa 7 chilometri di litorale di sabbia e ghiaia suddiviso a sud di Porto San Giorgio, quello conosciuto come Marina Palmense, e a nord nelle località di Lido di Fermo, Casabianca e Lido San Tommaso.

Per quanto riguarda la provincia di Ascoli Piceno le località balneari che hanno ottenuto la Bandiera Blu sono: Cupra Marittima, Grottammare e San Benedetto del Tronto, tutte e tre le perle della costa sud delle Marche che costituiscono l’affascinate Riviera delle Palme. Tutte e tre splendidamente affacciate su spiagge sabbiose, ampie e dorate, con strutture efficienti e tantissimi confort per il divertimento, lo sport e il tempo libero, immerse nei colori e negli odori dell’ambiente marino, tra l’azzurro del mare e il verde delle alte palme che corrono lungo il litorale, ombreggiando le tante meravigliose villette del primo Novecento.

LE MARCHE TURISMO RURALE, POSTI CONSIGLIATI

9 maggio 2016turismomarche

Nel Piceno e nel Senigalliese, le Marche turismo rurale.

Tra colline di bassa e media altezza che via via degradano sul mare, tra vallate che corrono verso la costa si sviluppa una campagna suggestiva, con culture che cambiano a seconda delle stagioni donando ai campi colori unici e sfumature incantevoli: vi proponiamo le Marche, il turismo rurale costituito da borghi medievali, caseggiati, case coloniche che abitano la campagna, lontano, a volte solo apparentemente dai grandi centri urbani e dalle blasonate località balneari. Nel cuore delle Marche vi portiamo in due zone dell’entroterra – nel piceno e nell’anconetano senigallese – alla scoperta di un turismo particolare costituito dalla semplicità delle campagne, di ambienti bucolici e agresti. Un’immensa distesa di campi coltivati suddivisi in riquadri in uno scacchiere paesaggistico dove le pedine sono i borghi antichi. Paesi dove l’agricoltura è ancora un elemento importantissimo per l’economia locale promossa da strutture che hanno saputo armonizzare la tradizione e la modernità per valorizzare i tesori del territorio e promuovere le produzioni locali, dalla frutta alla verdura, vino, olio, carne, fino alle produzioni artigianali. Prodotti che spesso si vestono di biologico e che danno all’enogastronomia marchigiana un ampio e importante respiro su scala nazionale, una rivitalizzazione e rivalutazione del territorio che passa anche attraverso l’enogastronomia, oltre alle bellezze paesaggistiche e la semplicità di borghi straordinari.

Nel Piceno una terra straordinaria, meravigliosa con borghi unici dal fascino antico e autentico, i paesi rurali sono diversi, ognuno con peculiarità e caratteristiche ben precise, un piccolo mondo tradizionale che custodisce tipicità e specialità vanto dell’intero territorio. Tra i più affascinanti Castignano, poco più a nord di Ascoli piceno, un delizioso paese antico mentre nelle vicinanze troviamo Appignano del Tronto, che vanta come risorsa principale per l’economia l’agricoltura e soprattutto un eccezionale produzione di vini DOC Rosso Piceno e Falerio. Oltrepassando il capoluogo di provincia verso l’interno si incontrano i meravigliosi territori di Venarotta e Palmiano, due incantevoli paesi che hanno moltissimo da offrire, sia per quanto riguarda la propria storia sia per folklore e tipicità gastronomiche. Roccafluvione è perfetto per coloro i quali cercano relax e natura, qui è facile perdersi tra le colline della Valle del Tronto e i fitti boschi verdeggianti del Parco dei Monti Sibillini, dove troviamo, addentrandoci ancora nell’entroterra piceno Acquasanta Terme delizioso borgo molto apprezzato, oltre che per le ambientazioni paesaggistiche per le sorgenti di acque sulfuree che qui sgorgano spontaneamente dando beneficio agli abitanti e ai sempre più numerosi turisti che qui amano rifugiarsi. Proseguendo nel nostro viaggio alla scoperta dei luoghi rurali da visitare incontriamo Arquata del Tronto, immerso nel verde con una gastronomia quanto mai variegata e deliziosa a base di ingredienti semplici e del territorio, produzioni locali che garantiscono genuinità e sapore. A Nord, l’incantevole Montegallo custodisce segreti antichi legati alle montagne dei Sibillini, tra storia e folklore, leggende e miti, uno straordinario paesino dove la natura e le tradizioni sono protette dagli abitanti e dove i sapori di un tempo sono espressione di uno stile di vita immutato, semplice e accogliente.   

A nord di Ancona, nell’entroterra di Senigallia, borghi antichi dai monumenti storici interessantissimi, tipicità gastronomiche, fascino folkloristico e paesaggi da sogno convivono in perfetta armonia rendendo questa zona una delle più belle delle Marche. Centro focale è senza dubbi Morro d’Alba, sulle colline tra Senigallia e Jesi, è terra votata al vino il cui più famoso e sempre più apprezzato è il Lacrima di Morro d’Alba. Molti sono i monumenti che attestano la sua rilevanza storica così come diversi sono quelli ammirabili nella vicina Ostra, antichissima cittadina che fino al 1881 veniva chiamata Montebodio. Nelle vicinanze, accomunate dalla bellezza storica dei caseggiati medievali immersi nel lussureggiante verde delle colline della Vallesina, troviamo Belvedere Ostrense e San Marcello, il primo sorto intorno al XII sec. sulle fondamenta dell’antico castrum Belvederis, il secondo fondato da una colonia di jesini è particolarmente votato alla coltivazione della vite da cui nascono favolosi vini come il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Verso l’interno Ostra Vetere che, arroccata su piccoli altopiani, fa mostra di una storia antichissima rintracciabile nelle rovine dell’antica città romana di Ostra. Nello scacchiere dei campi coltivati, tra il verde dell’erba e il marrone della terra, poco più a nord troviamo Corinaldo mentre dalla parte opposta è situato il borgo di Serra de’ Conti: il primo è famoso per aver dato i natali a Santa Maria Goretti e per lo straordinario verdicchio che nasce dalla vigne coltivate sulle colline, il secondo è un delizioso paese dalle origini duecentesche ben conservato e aggiornatoal periodo tardomedievale con diversi ed interessanti monumenti da visitare.

SIBILLINI, ESCURSIONI CONSIGLIATE PER FAMIGLIE CON BAMBINI

6 maggio 2016turismomarche

Tra i meravigliosi Monti Sibillini  le escursioni consigliate per famiglie con bambini.

Scoprire i tesori che si celano tra la cime dei monti non è prerogativa di esperti scalatori, immersi nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini le escursioni per famiglie con bambini sono tante, il territorio offre infatti innumerevoli possibilità pensate per tutti. Un meraviglioso territorio che abbraccia l’entroterra delle provincie di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata con una rete fittissima di percorsi urbani alla scoperta dei meravigliosi borghi medievali o di escursioni impegnative in totale contatto con la natura selvaggia, ma che offre anche itinerari più semplici, passeggiate in sentieri accessibili e adatti anche alle famiglie che vogliono portare i propri figli e far scoprire loro quest’incantevole angolo di paradiso, tra storia, leggende, mistero e tanto, tanto verde. In particolare, per coloro che hanno poca dimestichezza con il trekking vero e proprio, per chi ha poco tempo o per chi vuole portare con sé i più piccoli, sono stati ideati dei sentieri natura che partono in genere dai centri storici dei paesi immersi nei Sibillini e hanno come scopo quello di far conoscere una particolarità del territorio che sia essa storica, naturalistica, paesaggistica o folcloristica.

Tra i più suggestivi i sentieri che partono da Montefortino, Montegallo e Montemonaco, tre deliziosi borghi cesellati nel verde che, nella solo silente tranquillità, conservano tesori incomparabili ed estremamente interessanti da molti punti di vista. Tutti di facile percorrenza attraversano scenari unici: il primo consente di scoprire i colori e le sfumature di una natura rigogliosa costituita da lecci, faggi e aceri, il secondo è in compagnia del torrente Fluvione che accompagna i piccoli esploratori nella loro escursione mentre il terzo li condurrà nel regno della Magia, nel territorio misterioso ed incantato della Sibilla, maga e profetessa che per secoli ha attratto cavalieri e scrittori e che ancora oggi affascina e ammalia.

Partendo da Visso i novelli escursionisti conosceranno un mondo antico costituito da mura e case dagli enigmatici stemmi sui portali, scopriranno un territorio unico, incastonato nel verde, e ammirandolo dall’alto del colle della Torre scopriranno che il piccolo e suggestivo borgo di Visso si trova all’incrocio di ben cinque valli.

Uno scenario unico costituito da due mondi è quello che avranno modo di scoprire coloro i quali percorreranno il sentiero di Arquata del Tronto: l’escursionista incantato, tra rupi calcaree e rocce di arenaria grigia, si troverà davanti due ambienti, quello del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e quello del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Il sentiero di Pievebovigliana porterà le famiglie con i piccoli escursionisti al seguito alla scoperta della natura al servizio dell’uomo, dal castagneto ai campi di grano un viaggio nelle pratiche agricole che un tempo scandivano la vita degli abitanti di questo incantevole territorio dai colori luccicanti e dai piccoli e grandi tesori.

Molto interessante da visitare e da esplorare anche il territorio di Acquasanta Terme, che nell’alta valle del Tronto, incastonato tra i Sibillini e i Monti della Laga nasconde scenari unici dove boschi di querce e faggi celano la sua ricchezza più grande, le numerose sorgenti di acque sulfuree che sgorgano in vasche naturali.

AL MARE NELLE MARCHE: LE SPIAGGE LIBERE PIÙ BELLE

4 maggio 2016turismomarche

Tempo di mare, nelle Marche le spiagge libere più belle.

La bella stagione è alle porte, è ora di pensare alle vacanze estive. Prima di tutto bisogna trovare la meta giusta, quella che soddisfi tutte le nostre richieste ed esigenze. Molti turisti, in cerca di vacanze low cost, non amano troppo la confusione degli stabilimenti o le spiagge servite e preferiscono trovare da soli i propri paradisi sul mare avventurandosi con ombrellone, asciugamani e borsa frigo.  Nelle Marche le spiagge libere più belle ve le consigliamo noi, pulite, dorate o ghiaiose, comode o selvagge, con mare cristallino vi faranno trascorrere la vacanza dei vostri sogni. Rilassante e divertente una vacanza nelle Marche resterà impressa nella memoria e nel cuore.

Nella splendida cornice del parco naturale regionale del San Bartolo che percorre tutta la costa adriatica da Gabicce Mare a Pesaro, nelle vicinanze della suggestiva baia degli angeli, all’ombra di Gabicce Monte, tra meravigliose insenature, lunghe spiagge dorate servite da ottimi stabilimenti, si trova la splendida spiaggia di Vallugola. Affascinante per la sua bellezza naturalistica e per i colori, un’insenatura unica e incontaminata a ridosso della falesia, un piccolo paradiso che cela un’intrigante mistero legato alla scomparsa dell’antichissima città di Valbruna.

Scendendo nella zona nord della Riviera del Conero, nel territorio di Ancona, la spiaggia di Mezzavalle è una straordinaria perla che offre scenari mozzafiato e atmosfere uniche. Selvaggia, libera e priva di stabilimenti, ad eccezione di un piccolo bar che può sempre essere utile, è costituita da sabbia e renella, qui godersi il mare pulito in totale relax è quasi d’obbligo così com’è altamente consigliabile schiacciare un bel pisolino pomeridiano all’ombra del Conero che al pomeriggio protegge dalla calura estiva.

All’estremo sud della baia di Portonovo, La Vela, altra spiaggia selvaggia e incontaminata che prende il nome da un grande scoglio a forma di vela utilizzato come trampolino dai tuffatori più coraggiosi. Una zona meravigliosamente intatta, un mare limpido e una natura rigogliosa che lambisce l’arenile, dove si può passeggiare in completo relax o fare immersioni e snorkeling tra il turchese e il blu cobalto dell’acqua e un fondale di sassi e scogli.

Tranquilla e confortevole, nella zona di Sirolo, la spiaggia di San Michele con viste mozzafiato, un mare meraviglioso dai riflessi blu intenso e una spiaggia di sabbia e ghiaia a cui si accede dopo una breve camminata tra i boschi del Conero. Poco distante, separate da un tratto di costa a falesia la spiaggia dei Sassi Neri, lunga, libera, selvaggia e vasta meta preferita da numerosi stranieri o naturalisti che qui trovano un’oasi di tranquillità e uno scenario unico costituito dalla falesia a strapiombo e da sassi e renella scuri a cui si deve il nome della zona.

PARCO DEL CONERO ESCURSIONI PIÙ BELLE

29 aprile 2016turismomarche

Parco del Conero, escursioni più belle per esplorare un territorio da favola.

Nelle Marche centrali una meravigliosa zona che conta più di 6mila ettari che ricadono nei territori di Ancona, Camerano, Numana e Sirolo con scenari e panorami unici da scoprire ed esplorare, si tratta del Parco del Conero: escursioni più belle più intriganti e affascinanti ve le proponiamo noi. Dopo un’accurata selezione infatti vi segnaliamo i sentieri e gli itinerari più interessanti per conoscere questa straordinaria zona delle Marche caratterizzata dal monte Conero, che giunge a strapiombo sul mar Adriatico, creando un’atmosfera irreale, una commistione di colori unica, dal verde intenso delle macchia mediterranea ai sassi bianchi delle calette fino all’azzurro brillante del mare. Il Parco regionale naturale del Conero è un’area protetta dominata dalla fitta vegetazione mediterranea, costituita prevalentemente da lecci, pini, ginestre e campi di lavanda, particolarmente cara agli escursionisti che qui trovano sentieri ben segnalati da percorrere anche a cavallo o in bicicletta, veri e propri percorsi pensati per tutti, da semplici passeggiate su comode carrarecce a stretti e ripidi sentieri che si affacciano su pericolosi pendii in modo che tutti possano godere di questo piccolo angolo di paradiso, tra mare, cielo e terra.

Con un tempo di percorrenza di circa 4 ore l’escursionista potrà effettuare l’escursione più bella del parco del Conero: partendo dal Poggio fino alla Fonte d’Olio passando per l’ex Monastero di San Pietro attraversando tutti i passaggi più affascinanti con splendidi punti panoramici sia sulla costa sia verso la collina.  Un percorso che invece richiede esperienza, percorribile solo a piedi è il tratto che dal centro di Sirolo porta alla spiaggia delle Due Sorelle, sottolineando però che il punto più panoramico, il Passo del Lupo, è inaccessibile dal 2013, quando il Sindaco di Sirolo, a seguito di una scossa di terremoto, emise un’ordinanza per determinarne la chiusura poiché diventato troppo pericoloso.

Facile da fare a piedi, a cavallo o in mountain-bike il sentiero che dal Municipio di Sirolo porta alla spiaggia dei Sassi Neri, passando per la spiaggia di San Michele e per la spiaggia Urbani dove volendo ci si potrà fermare per una sosta, poiché sono presenti diversi stabilimenti e ristoranti. Di media difficoltà e percorribile solo a piedi l’escursione che in circa due ore e mezzo conduce alle Grotte romane, da località Poggio Sant’Antonio in direzione Sirolo si raggiungono le gallerie artificiali per poi arrivare ad una vecchia cava nascosta, il giro completo prevede il ritorno al punto di partenza.

Uno degli itinerari più affascinanti è il sentiero che disegna un anello nella zona di Portonovo: facile e percorribile in poco più di un’ora parte dalla piazzetta di Portonovo, per poi costeggiate il Lago Grande, uno stagno salmastro con un rigoglioso canneto, si giunge alla maestosa Torre di Guardia del 1716, si prosegue sulla spiaggia fino ad arrivare alla chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo risalente al 1034, poi si prosegue verso il Lago Profondo, seguendo la sponda destra ci si ritroverà nel punto di partenza.

Incantevoli, di media e facile percorrenza sono i sentieri del Trave, della Sardella e della Vedova, che, tra boschi fitti e un’ambientazione da favola conducono alle spiagge ghiaiose e sassose più belle della Riviera del Conero; più impegnativo l’itinerario che conduce da Poggio (da Ancona in direzione Sirolo) a Pian dei Raggetti, salendo in direzione della vetta del Conero, si trova Pian Grande da dove si ammira un panorama unico sulla baia di Portonovo.

Molto interessanti, fuori dal comune, romantiche o avventurose sono anche le passeggiate a cavallo che si possono fare non solo in determinati sentieri ben segnalati nella zona del monte Conero, ma anche in diversi tratti sulle spiagge tra Porto Recanati a Numana e Sirolo.

VACANZA NELLE MARCHE CONSIGLI UTILI

27 aprile 2016turismomarche

Vacanza nelle Marche consigli utili, per una vacanza da sogno. 

Le cose da fare, vedere, visitare e scoprire sono davvero tante, vi proponiamo le Marche: vacanza nelle Marche consigli utili di viaggio per trascorrere una vacanza unica, al mare o in montagna, in città d’arte o in deliziosi borghi antichi, e vi suggeriamo anche come girare le Marche perché questo straordinario territorio ben si presta ad essere percorso non solo con la classica automobile ma anche in moto o in bicicletta godendo così maggiormente di panorami da cartolina.

Vi consigliamo le zone da visitare più interessanti ed importanti per storia, più belle e caratteristiche per quanto riguarda la natura e le città che più rappresentano le Marche. Uno dei territori più caratteristici si trova nella parte più settentrionale: la regione storica del Montefeltro che comprende le due città che attraverso il loro passato e gli straordinari monumenti sono la massima espressione del Rinascimento italiano nelle Marche, Pesaro e Urbino.  Un’area prevalentemente montuosa e collinare che interessa anche il Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello, costellata di rocche e castelli, alcuni dei quali fra i più belli e interessanti d’Italia. Altra zona da visitare è quella del Piceno che ha come capitale, non solo culturale, la meravigliosa Ascoli Piceno, un vero gioiello marchigiano da scoprire e da vivere. La zona, la più meridionale delle Marche, va dal mar Adriatico fino ai confini con ben tre regioni – l’Abruzzo a sud, il Lazio a sud-ovest e l’Umbria a ovest -; un territorio prevalentemente collinare con una buona percentuale di cime montuose, tra la vallata del Tronto e i Sibillini una serie di meravigliosi borghi incastonati tra boschi e campi coltivati creano scenari unici, dall’aspetto antico e tradizionale dove il legame con la terra e con le proprie radici è inconfondibile. Nelle Marche centrali si trova invece il capoluogo di regione, l’antichissima Ancona, meravigliosa città che offre una ampia gamma di monumenti storico artistici davvero unica. Oltre alle bellezze storico-artistiche della città dorica molte sono le attrazioni di questa incantevole zona poiché immersa nel Parco del Conero, un’affascinante e incontaminata zona verde di sei mila ettari che interessa anche le cittadine di Numana, Sirolo e Camerano. Da visitare, non solo per i credenti, la deliziosa Loreto, sede del Santuario della Santa Casa, uno dei più importanti luoghi di culto mariani d’Italia.

Le Marche stanno prepotentemente guadagnando terreno per quanto riguarda la costa, sempre più turisti infatti scelgono le località balneari delle Marche per trascorrere il loro viaggio. Qualità dei servizi, mare pulito, spiagge curate – in diversi casi a misura di bambino – tanti eventi, manifestazioni, sagre dedicate alle tipicità, paesi e città d’arte da visitare portano ogni anno sempre più vacanzieri che arrivano anche da oltre confine. Da nord, straordinaria e frequentatissima Gabicce Mare, punta di diamante delle località balneari marchigiane con la sua rinomata baia degli angeli; e via scegliendo le coste della storica Pesaro che vanta spiagge comode e servite, poi Fano, con le tante strutture e le spiagge dorate, la meravigliosa Marotta, con lo splendido mare cristallino e Senigallia, famosa per la sua finissima spiaggia di velluto. Giungendo sulla Riviera del Conero troviamo scenari mozzafiato tra il verde del promontorio a picco sul mare, l’azzurro dell’acqua pulitissima e un arenile straordinario: all’ombra della macchia mediterranea troviamo infatti le splendide spiagge, sabbiose o ghiaiose, servite o selvagge di Numana, Sirolo e Portonovo fino alla deliziosa Porto Recanati. Nel maceratese Civitanova Marche offre tantissimi stabilimenti balneari e spiagge sabbiose così come nel fermano si trovano Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio e Pedaso, tutte ottimamente servite e sempre più frequentate anche per i tanti eventi estivi. Infine nella costa più a sud delle Marche, nella straordinaria Riviera delle Palme, San Benedetto del Tronto, Grottammare e Cupra Marittina sono accomunate da un bellissimo litorale, ombreggiato da alte palme, villette in stile liberty, piste ciclabili e ampie spiagge e strutture di alto livello.

Molte sono anche le località montane da scoprire, tra le zone più affascinanti, intriganti e misteriose quella che interessa l’entroterra maceratese e fermano, la catena dei Monti Sibillini. A cavallo dell’appennino umbro-marchigiano, ospita l’omonimo Parco dei Monti Sibillini con cime che raggiungono quasi i 2500 metri d’altezza; dai sibillini nascono i fiumi Aso, Tenna, Ambro e Nera, nelle sue vallate si trovano il lago di Fiastra, bacino artificiale diventato rinomato centro turistico e quello di Pilato, unico lago naturale delle Marche, di origine glaciale e circondato da un’antica aura di mistero. Tra le cime e le colline, misteriosi sentieri e grotte porterebbero alla scoperta della Sibilla Appenninica che nella notte dei tempi si sarebbe nascosta proprio tra queste fitte montagne, qui i borghi sono tradizionalmente radicati sul territorio, deliziosamente immobili nella loro autenticità: tra i più affascinanti Sarnano, San Ginesio, Pievebovigliana, Montemonaco, Montefortino, Montegallo, Arquata del Tronto, Visso.  

Muoversi e viaggiare dal mare alle colline fino alle alte vette in macchina sarà affascinante ed emozionante, così come spostarsi con mezzi “alternativi” per percorre le Marche, perché in molti casi il viaggio è più intrigante della meta stessa. Con la moto ad esempio sarà divertente compiere itinerari inusuali, fermandosi in località particolarmente incantevoli, lontano dalla caoticità delle grandi città e vie di comunicazione. Con la moto sarà appassionante seguire la costa e fare delle deviazioni per scoprire le bellezze paesaggistiche o gli scenari unici del Montefeltro o del Conero oppure seguire i tornati e i sali e scendi delle colline che crescono nell’entroterra maceratese e ascolano. Anche con la bicicletta si possono seguire itinerari davvero interessanti ed intriganti, dai percorsi sterrati nei sentieri o tra i boschi dei diversi Parchi naturali delle Marche, oppure nelle tantissime piste ciclabili che corrono in tantissime città, in special modo nelle località di mare.

NELLE MARCHE IN MOTO: ITINERARIO CONSIGLIATO

22 aprile 2016turismomarche

Nelle Marche in moto, tutte le tappe di un itinerario consigliato e costruito appositamente per gli appassionati della moto in vacanza nelle Marche. I posti più belli delle Marche, tra mare collina e montagna, attraversati con la moto.

Con l’arrivo della bella stagione tanti sono gli appassionati che si concedono un giro nelle Marche in moto. Per loro un itinerario consigliato nelle Marche in moto, un giro tra le colline e le montagne di questa splendida regione, accompagnati dal vento e dal mar Adriatico a far capolino dopo curve e tornanti, attraversando città  facendo una sosta in deliziosi borghi montani e in meravigliose località balneari, uno straordinario giro delle Marche in moto, divertente e affascinante che lascerà un bagaglio di ricordi ed esperienze davvero unico. Partireno da Gabicce Mare per attraversare il Montefeltro, giungeremo a Senigallia, scenderemo verso la Riviera del Conero e ci allontaneremo verso l’entroterra maceratese e piceno per poi tornare al mare per arrivare nella Riviera delle Palme.

Gabicce mare, è una meravigliosa e movimentata località balneare, partire dalla sua baia degli angeli per un giro in moto sarà emozionate, magari dopo aver fatto una bella passeggiata lungo le sue pulite e ampie spiagge attrezzate con un panorama che spazia dal mare alla montagna, con il parco del San Bartolo a far da sfondo. Merita una deviazione verso l’interno il romantico borgo di Gradara, famoso per il suo castello, teatro, secondo la leggenda, dell’amore passionale, raccontato dai versi di Dante e finito in tragedia, di Paolo e Francesca. Ripartendo vi consigliamo di percorrere le dolci colline che via via degradano verso il mare del parco naturale regionale del Monte San Bartolo fermandovi nella straordinaria città di Pesaro, culla del rinascimento italiano, custode di monumenti ed opere d’arte che vi lasceranno senza fiato per bellezza e maestosità, per poi passare un po’ di tempo guardando lo splendido mare su cui si affaccia. Parlando di storia e di arte come si può mancare Urbino, capoluogo di provincia con Pesaro, con la quale ha condiviso uno dei periodi più interessanti ed emblematici della storia italiana di cui conserva a pieno l’eredità architettonica, il Rinascimento. Addentrandoci ancora un po’ verso le colline ed entrando nel Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello, posteggeremo la moto a Carpegna, il cui nome significa bosco di carpini, un borgo incantevole grazie alle tante bellezze paesaggistiche che incorniciano quelle storico-architettoniche.

Riprendiamo la moto per tornare verso l’Adriatico e far tappa, dopo circa 80 km di meraviglioso paesaggio collinare, tra curve e scenari incantevoli, a Fano, affollato centro balneare d’estate e splendida cittadina che richiama a sé molti visitatori anche durante il resto dell’anno grazie ai suoi monumenti e luoghi d’interesse e alle tante manifestazioni. Costeggiando il mare, nel territorio anconetano, tocchiamo la splendida Senigallia, accarezzando la fine spiaggia di velluto arriveremo alla Rotonda a mare e magari farete una passeggiata in centro, sotto i caratteristici portici Ercolani per poi riprendere la moto e far tappa a Corinaldo, terra vinicola, dove i filari del verdicchio incastonano un borgo nel quale il tempo sembra essersi fermato. Tornati sul mare merita una sosta la splendida Sirolo, immersa tra i colori del mare e del parco del Conero, con le sue spiagge selvagge e i suoi caratteristici paesaggi darà a questo viaggio un tocco di surreale magia.

Riprendendo il percorso in moto faremo tappa a Macerata, bellissima città da raggiungere attraversando il sali e scendi delle colline in uno scacchiere policromo costituito dai campi coltivati; qui sono tantissimi i monumenti da visitare, alcuni dei quali particolarmente interessanti come lo Sferisterio, straordinario teatro storico all’aperto che ogni anno ospita la stagione lirica. Ora il percorso si fa più impegnativo, lasciato alle spalle il mare ci si dirige nel cuore delle Marche giungendo nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Montemonaco è un borgo antico immerso nel verde dove storia e leggenda si mescolano continuamente, dove le cime innevate celano segreti e misteri legati alla Sibilla Appenninica o al Lago di Pilato, unico lago naturale delle Marche con caratteristiche uniche. Continuando sulle impervie strade di montagna, tra aspri tornanti e panorami mozzafiato giungiamo ad Acquasanta Terme piccolo paese dominato dal castello incastonato tra i Sibillini e i monti della Laga, circondato da boschi e con sorgenti di acquee solfuree intorno alle quali sorgono diversi stabilimenti termali.

Il viaggio riprende alla volta di Ascoli Piceno, una delle città gioiello delle Marche grazie al suo centro costruito quasi interamente in travertino, alla sua ricchezza artistica, storica e architettonica come all’affascinante Piazza del Popolo, considerata una delle più belle piazze d’Italia. L’arrivo del nostro itinerario si trova sul mare, sulla costa sud delle Marche, nelle meravigliosa Riviera delle Palme. Negli affascinanti lungomare di San Benedetto del Tronto, Grottammare e Cupra Marittima  posteggeremo le moto all’ombra delle grandi palme e ci rilasseremo sulle ampie spiagge dorate, godendo di un paesaggio unico con incantevoli villette in stile liberty e in lontananza un panorama verdeggiante che ci ricorderà l’esperienza di un percorso unico ed emozionante.

In Germania per promuovere le Marche

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21 aprile 2016turismomarche

In Germania per promuovere le Marche, il tour di Turismo Marche.

Prosegue il tour di Turismo Marche per promuovere e valorizzare le Marche e la sua sempre più attenta e qualificata ospitalità: questa volta la meta oltre confine è la Germania. Un itinerario di valorizzazione ed internazionalizzazione delle Marche, quello dello staff di Turismo Marche, che dopo il successo ottenuto sulle rive del lago di Lugano, nella verdeggiante Svizzera, prosegue il viaggio, giungendo sulla sponda nord del lago di Costanza, nella  Germania del sud.

Così come a Lugano sono state proposte le tante bellezze che le Marche offre a turisti e visitatori, (leggi l’articolo completo su /svizzera-promuovere-le-marche/ ) anche in terra tedesca è stato scelto di promuovere il territorio marchigiano e le sue strutture in luoghi molto frequentati dove sono stati esposti cartelloni pubblicitari e dov’è stato distribuito materiale informativo e brochure, oltre a dare risposte esaurienti ai tanti tedeschi incuriositi.

In particolare, in occasione della Fiera Internazionale dell’aviazione e del turismo aeronautico che si svolge ogni anno a Friedrichshafen, lo staff di Turismo Marche ha esposto ai tanti visitatori le bellezze delle Marche, un territorio unico dalle caratteristiche sorprendenti, una terra dove convivono da sempre tradizioni, storia, cultura, arte perfettamente armonizzati con una natura lussureggiante, selvaggia, incontaminata e straordinariamente varia.

Oltre a presentare ed esporre il patrimonio marchigiano, i suoi gioielli artistici, la sua ricchezza storica, la sua prelibatezza culinaria e la sua vivace natura che spazia dalla montagna al mare, lo staff di Turismo Marche ha anche portato all’attenzione le migliori strutture ricettive marchigiane e le associazioni turistiche che meglio rappresentano il territorio. In particolare le associazioni che si occupano con professionalità e qualità di accogliere il turista, di coccolarlo rendendo il soggiorno un’esperienza confortevole, piacevole ed indimenticabile, sono:

La terra delle Meraviglie,

associazione di operatori turistici della comunità montana del Tronto che conta strutture ricettive situate in provincia di Ascoli Piceno;

Associazione Alberghi San Benedetto del Tronto,

associazione della ridente Riviera delle Palme;

Acot,

associazione  di operatori turistici di Cupra Marittima;

Conero Hotels,

l’associazione albergatori della Riviera del Conero;

APA Hotels,

associazione pesarese albergatori;

GAM,

Associazione Albergatori Gabicce Mare;

Associazione Alberghi Turismo Senigallia.

In molti si sono mostrati interessati alle Marche, hanno fatto diverse domande che hanno trovato un pronto riscontro, del resto le favolose colline marchigiane, la splendida costa e il mare azzurro, le alte cime delle catene montuose e molti dei tantissimi scenari mozzafiato che le Marche ha da offrire non sono del tutto sconosciuti ai tedeschi che sempre più spesso scelgono questa meravigliosa terra per trascorrere le loro vacanze.

Le Marche e i bambini, le Bandiere Verdi 2016

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20 aprile 2016turismomarche

Le Marche e i bambini, le Bandiere Verdi 2016, scopri le spiagge delle Marche ideali per bambini.

Oltre alle ormai famose bandiere blu, le località balneari delle Marche anche quest’anno hanno conquistato la Bandiera Verde 2016 che indica specificatamente che è un luogo ideale per portare i bambini. La Bandiera Verde viene conferita da un gruppo di pediatri che in base a determinate caratteristiche, seleziona i posti più adatti ai bambini e ragazzi fino a 18 anni. Quest’anno, dei 134 riconoscimenti della penisola, ben 10 Bandiere Verdi sono state assegnate alle Marche a riprova di quanto la regione sia sempre più attenta a creare le condizioni più idonee affinché i bambini e le loro famiglie si trovino a proprio agio in vacanza nelle Marche. Inoltre, a sottolineare l’impegno marchigiano nel creare le condizioni perfette per spiagge a portata di bambino, la Conferenza Nazionale – durante la quale sono stati consegnati i vessilli lo scorso 16 aprile –  si è tenuta ad Ascoli Piceno. Le 10 spiagge delle Marche ideali per bambini che hanno ottenuto le Bandiere verdi soddisfano criteri ben precisi severamente valutati da pediatri esperti e riguardano la pulizia del mare e delle spiagge, la poca profondità delle acque con un bagnasciuga molto ampio, la presenza di sabbia, strutture e servizi, giochi e centri sportivi.

L’ultimo baluardo a nord della costa marchigiana, Gabicce Mare sorge in un’insenatura chiamata la baia degli angeli, qui le ampie spiagge sabbiose e i fondali poco profondi sono l’ideale per far divertire i bambini e far stare tranquilli i genitori che possono godersi il sole in serenità coccolati da strutture e servizi di ogni genere capaci di soddisfare ogni richiesta. Inoltre, dal grazioso borgo in collina di Gabicce Monte si può ammirare un panorama unico che spazia dal mare al Parco Naturale del monte San Bartolo.

Fano vanta una vasta scelta di spiagge, ghiaiose e sabbiose, quelle in particolare più adatte ai bambini sono, ovviamente, le seconde che si trovano nella ormai famosa zona Sassonia. E ancora piste ciclabili che corrono per svariati chilometri, la possibilità di fare diversi sport acquatici, e un centro storico davvero interessante renderanno la vacanza con in bambini un momento divertente e rilassante.

Senigallia offre numerosi stabilimenti balneari attrezzati per svolgere diverse attività sportive, quali il beach volley, calcio, tennis e tanti parchi gioco per bambini ma è famosa e apprezzata dalle famiglie – e non solo – soprattutto per la spiaggia finissima, non a caso chiamata “spiaggia di velluto”. Diverse sono le bellezze di questa splendida località, dalla Rotonda a Mare, simbolo romantico della città, ai Porti Ercolani ai diversi monumenti storici che ricordano al turista anche l’importante passato di quella che oggi è una delle località balneari delle Marche che richiama più visitatori.

Nella riviera del Conero due sono le località balneari che hanno ricevuto la bandiera verde: Numana e Sirolo. Entrambe facenti parte del Parco del Conero, straordinario polmone verde di circa 6mila ettari, presentano spiagge incantevolmente selvagge ma anche comodamente servite, ghiaiose o sabbiose sono estremamente suggestive poiché situate alle pendici del Conero e della macchia mediterranea che incornicia le tante baie e insenature creando scenari da cartolina tutti da scoprire. Ultima propaggine della riviera del Conero, anche Porto Recanati è stata insignita della Bandiera verde 2016 grazie ai moderni stabilimenti balneari e ai diversi parchi giochi per bambini, alla possibilità di praticare sport acquatici e alle tre piste ciclabili.

Rispecchia a pieno le caratteristiche per l’assegnazione del prestigioso vessillo Civitanova Marche dove la spiaggia è ampia e sabbiosa e i fondali poco profondi. Qui, sulla costa maceratese, la vacanza con la famiglia è divertente, grazie ai diversi stabilimenti che offrono servizi e possibilità di fare sport come, ad esempio, il beach volley e alle comode piste ciclabili su cui muoversi in tranquillità. Inoltre, spostandosi nella città alta si avrà la possibilità di poter ammirare, oltre ad uno scenario meraviglioso, anche tesori artistici e architettonici.

Cuore della Riviera delle Palme, San Benedetto del Tronto richiama ogni anno sempre più turisti da ogni parte d’Italia. Ampie spiagge sabbiose, tanti chalet e stabilimenti capaci di soddisfare anche la clientela più esigente, possibilità di fare sport acquatici e non – grazie ai campi da tennis, alla pista di pattinaggio e alla pista ciclabile di 15 km, – parchi gioco per bambini e giardini tematici.  Il tutto incastonato tra alte palme lussureggianti che ombreggiano il lungomare e incorniciano le tante villette in stile liberty: questo e molto altro, dagli eventi all’enogastronomia, rendono questa località turistica una delle principali mete estive di tutta la regione e meta perfetta per portare i bambini in vacanza.

Anche la Perla dell’Adriatico, Grottammare, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento grazie alla bellezza paesaggistica, all’atmosfera tranquilla e alla qualità dei servizi. Qui, nella Riviera delle Palme, la natura e il rispetto per essa rimane una costante intoccabile nonostante il progresso urbano che si è armonizzato in maniera del tutto sostenibile. Tra villette in stile liberty e le piste ciclabili ombreggiate dalle palme, trascorrere una vacanza con i bambini diventa davvero rilassante e rigenerante.

Nel fermano troviamo Porto San Giorgio che vanta un ampio arenile sabbioso e numerose strutture ricettive, una pista ciclabile e una marina per il diporto. Passeggiare sul lungomare tra villette risalenti ai primi del Novecento e le alte palme, godere della tranquillità della zona, del mare e del sole renderà la vacanza con i bambini un momento di festa indimenticabile.

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IN SVIZZERA PER PROMUOVERE LE MARCHE

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14 aprile 2016turismomarche

Lo staff TurismoMarche.com in Svizzera in Canton Ticino a Lugano per promuovere le Marche, i suoi territori e le sue 7 associazioni turistiche. #turismomarcheinsvizzera #turismomarche #marchetravelling

Turismo Marche ha come scopo quello di far conoscere e apprezzare la bellezza delle Marche, una regione straordinaria dove arte, storia, cultura e natura convivono in perfetta armonia. Nell’ambito di un’ampia prospettiva che intende valorizzare non solo il territorio ma anche le associazioni turistiche che vi operano con professionalità e un’attenta ospitalità volta alla piena soddisfazione di ogni genere di clientela, lo staff di Turismo Marche ha varcato i confini nazionali recandosi in Svizzera.

Il tour promozionale si è concentrato nella zona di Lugano, sulle rive del lago e nel centro cittadino: in zone strategicamente molto frequentate e in importanti punti di passaggio sono state distribuite le brochure delle più interessanti associazioni marchigiane che orbitano in ambito turistico e che ogni giorno si impegnano per garantire professionalità  e qualità interessando e coinvolgendo quanta più gente possibile. In particolare, lo staff di Turismo Marche, con il materiale informativo e i cartelloni pubblicitari ha stazionato a lungo nei pressi del LAC, il nuovo centro di arte e cultura facilmente raggiungibile dal centro storico percorrendo il lungo lago.

Le associazioni a cui si è fatto riferimento durante il tour a Lugano sono:

La Terra delle Meraviglie

Associazione Alberghi San Benedetto

Acot Cupra Marittima

Conero Hotels

Apa Hotels. Associazione Pesaro Alberghi

gam

Gam Gabicce Mare

Associazione Alberghi e Turismo Senigallia

Un’operazione di comunicazione che ha incuriosito molti svizzeri che si sono mostrati molto interessati alle Marche, alle sue bellezze naturalistiche, paesaggistiche e storico-artistiche. Una valorizzazione del territorio a tutto tondo che promuove i luoghi, le tipicità e le unicità di una zona dell’Italia sempre più apprezzata anche all’estero e sempre più votata al turismo con strutture di prim’ordine.

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PESARO PARCHI DA VISITARE

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13 aprile 2016turismomarche

Pesaro  parchi da visitare durante la vostra vacanza: il Parco Naturale del Monte San Bartolo, il Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello e la Riserva naturale statale Gola del Furlo. #parchipesaro #vacanzaapesaro

Pesaro vanta una ricchezza e una varietà paesaggistica unica e straordinaria. Pesaro e i parchi da visitare, tre aree protette da scoprire e da vivere quindi, nel rispetto della natura e dei suoi abitanti, con tante iniziative che permetteranno a coloro i quali vorranno trascorrere una vacanza a Pesaro di approfondire la conoscenza con questi straordinari polmoni verdi delle Marche.

A picco sul mar Adriatico, tra la falesia e la costa rocciosa, il Parco Naturale del Monte San Bartolo va dal comune di Gabicce Mare a quello di Pesaro, interessando anche Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara e occupando una superficie di circa 1600 ettari. Uno straordinario paesaggio collinare affacciato sulla stretta lingua di costa e sull’azzurro del mare che offre scorci naturalistici mozzafiato e scenari incantevoli incantevoli che meritano di essere visitati nella tua vacanza a Pesaro. Oltre alla falesia, al paesaggio rurale e all’ambiente marino che offrono tantissimi spunti per escursioni e attività organizzate e pensate per una fruibilità a tutto tondo e per tutti, il Parco presenta anche attrazioni di tipo storico e culturale. I meravigliosi borghi che vi abitano raccontano, attraverso le loro mura un passato importante, così come importanti sono gli scavi archeologici di Colombarone. Inoltre isteriosi ed intricati i ritrovamenti vicino al porto di Vallugola hanno alimentato nel tempo la curiosità di turisti e degli abitanti della zona sull’esistenza di Valbruna, città romana che si sarebbe inabissata nelle acque dell’Adriatico lasciando dietro di sé una serie di resti che in molti dicono di scorgere nelle giornate di mare calmo.

Lungo la leggendaria città fortezza di Cosimo I de Medici, nel cuore del Montefeltro, si trova il Parco Naturale interregionale del Sasso Simone e Simoncello che, nelle Marche interessa i comuni di Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Piandimeleto e Pietrarubbia . Il paesaggio, esteso per poco meno di 5mila ettari, è prevalentemente di tipo collinare e montuoso e comprende, oltre ai rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, Monte Canale, Monte Palazzolo e il monte Carpegna che fa da spartiacque tra la valle del Foglie e la Val Marecchia che ricade nel riminese. Le attività e le attrazioni del parco sono tantissime e varie, dalle escursioni, con itinerari alla scoperta della fauna e della flora attraverso una rete di sentieri affascinante e intrigante, con un paesaggio davvero ricco e suggestivo, tantissime passeggiate in bicicletta, alle ippovie, così come diverse ma estremamente interessanti sono le strutture visitabili.

Un vero e proprio canyon è quello che si presenta davanti ai turisti che intendono esplorare la Riserva naturale statale Gola del Furlo, uno straordinario tesoro di 3600 ettari di flora e fauna da tutelare con boschi, prati, pascoli e cime incontaminate attraversato dal fiume Cardignano che si insinua tra le pareti rocciose della Gola. Qui – in un territorio che interessa parte delle comunità montane dell’alto e medio Metauro, di Catria e Nerone e del Metauro e i comuni di Acqualagna, Cagli, Fermignano, Fossombrone e Urbino – gli esemplari da proteggere sono davvero tanti. Si possono infatti facilmente identificare l’aquila reale, il falco pellegrino,il gracchio corallino, il gufo reale e il picchio muraiolo; e ancora in questo meraviglioso paradiso vivono lupi, caprioli, daini e cinghiali. Diverse sono le attività e le escursioni che vengono organizzate che, fermo restando una fruibilità sostenibile e consapevole, nel rispetto della natura, affascina i visitatori con percorsi particolarmente accattivanti alla scoperta di un paesaggio meraviglioso e suggestivo che vanta una ricchezza naturalistica unica.

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Maceratese borghi da visitare Viaggio nei Sibillini #maceratese #macerateseborghidavisitare

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11 aprile 2016turismomarche

Maceratese borghi da visitare uno straordinario viaggio nei Sibillini attraverso i borghi più caratteristici #maceratese  #macerateseborghidavisitare .

Nell’entroterra maceratese, tra verdeggianti colline e le maestose cime dei Monti Sibillini, si trovano  incantevoli borghi da visitare e da scoprire, paesi incastonati nel territorio, immersi nella natura, caratterizzati da tradizioni secolari che restano un orgoglioso baluardo di uno stile di vita autentico, genuino e semplice. Piccoli borghi tranquilli che raccontano la loro storia attraverso le mura cittadine, le antiche chiese o palazzi, che accarezzano lo sguardo grazie ai tantissimi scorci paesaggistici e che  accolgono turisti e visitatori con ospitalità e cordialità. Vi proponiamo un viaggio attraverso alcuni dei borghi più affascinanti dell’entroterra maceratese, partendo da Sarnano arriveremo a Visso, facendo tappa negli splendidi Pievebovigliana, Fiastra e Ussita.

Sarnano è un meraviglioso borgo dalle sembianze tipicamente medievali: a cominciare dal colore e dal materiale, la pietra cotta, utilizzata in tutto il centro storico, la sua forma elicoidale, fino alle diverse manifestazioni che ogni anno richiamano sempre più visitatori, Sarnano è l’espressione più fedele e caratteristica del medioevo. Scoprire questo straordinario borgo ai piedi dei Sibillini significa ammirare i suoi antichi palazzi, come Palazzo dei Priori o Palazzo del Popolo, oggi Teatro delle Vittoria, le sue chiese come quella romanica di Santa Maria di Piazza che conserva al suo interno opere d’arte di valore inestimabile; significa attraversare le sue strette vie e incontrare la Pinacoteca, la biblioteca francescana, il museo delle armi  e quello dell’avifauna; significa farsi coccolare dalle sue terme, divertirsi nelle diverse stazioni sciistiche, o percorrere tantissimi sentieri alla scoperta delle campagne e delle colline che lo circondano lasciandosi trasportare dalla natura che custodisce piccoli e grandi segreti.

Proseguendo verso le cime dei Sibillini, a una ventina di chilometri, merita una sosta il comune sparso di Fiastra, famoso per il suo lago. Anche se si tratta di un bacino idrico artificiale alimentato dalle acque del fiume Fiastrone, il Lago di Fiastra è così ben armonizzato con le colline circostanti che negli anni è diventato un centro turistico molto frequentato. Diventato protagonista di molti eventi sportivi come il triathlon dei Monti Sibillini e diverse gare di pesca, il lago è molto apprezzato anche per trascorrere vacanze all’insegna delle tante attività che si possono svolgere, come escursioni a piedi o in bicicletta, oppure per la tranquillità e l’aria pulita che si respira da queste parti. Affascinante da sperimentare il “Campo avventura” che con una teleferica di 130 metri attraversa il lago da sponda a sponda, mentre intrigante è l’itinerario che dalla diga di Fiastra porta alle Lame Rosse, straordinario canyon delle Marche

Addentrandoci sempre di più tra le montagne dei Sibillini si giunge all’incantevole Pievebovigliana, un piccolo borgo antico attraversato più volte da San Francesco nei suoi viaggi di predicazione che conserva le tradizioni e i gusti di una volta. Tranquillo e ospitale ha tanto da offrire ai più curiosi amanti della natura e della buona cucina, da scenari e scorci montuosi mozzafiato – come il Lago di Boccafornace o quello di Beldiletto –  a piatti tipici di una cucina semplice ma saporita che utilizza solo ed  esclusivamente materie prime locali. Un paesino con tanta storia da raccontare, impressa nella chiesa di San Giusto in San Maroto, uno dei più importanti monumenti del romanico marchigiano risalente al periodo medievale o in quella del convento di San Francesco a Pontelatrave che si dice edificato proprio durante uno dei diversi passaggi del Santo da queste parti.

Di carattere tipicamente montano, Ussita, comune sparso il cui centro è situato nella località di Fiuminata. Attraversando queste zone si respira aria pulita, si cammina immersi nella natura, tra i sentieri dei Sibillini dove regnano pace e tranquillità. Diverse sono le attrazioni che questo piccolo borgo ha da offrire ai turisti, tante le attività sportive invernali o da praticare durante un piacevole soggiorno estivo. In inverno Ussita, grazie agli impianti di Frontignano, il più grande complesso sciistico delle Marche, è frequentatissimo e molto apprezzato dai giovani che possono divertisti anche nella pista olimpionica del palazzo del ghiaccio. Nel periodo estivo si possono compiere moltissimi percorsi ed escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo, di diversa lunghezza e difficoltà, da semplici passeggiate in famiglia a veri e propri allenamenti sportivi.

Si prosegue per il piccolissimo borgo di Cupi che offre ai suoi visitatori incantevoli e affascinanti sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta, passeggiate tranquille come quella arriva al Santuario di Macereto (straordinario e imponente complesso liturgico immerso nel verde che rappresenta la maggiore espressione dell’architettura rinascimentale del ‘500 nelle Marche) oppure escursioni più impegnative come il tratto sul Monte Rotondo o quello da cui si può iniziare il trekking del Grande Anello dei Sibillini. Per riscoprire o conoscere le proprie radici e tradizioni si organizzano anche attività particolari come quella di cuocere il pane o la pizza nel forno a legna del paese o di fare il formaggio con i metodi di una volta, con possibilità di visitare il piccolo museo della pastorizia.

Il nostro viaggio si conclude nella vicina Visso le cui vicende storiche sono strettamente legate a quelle di Ussita. Dalle origini antiche, vanta monumenti estremamente importanti e scenari paesaggistici davvero unici e incantevoli. Diversi sono gli edifici di interesse storico e culturale, come la Collegiata di Santa Maria, in stile gotico e il vicino Santuario di Macereto, straordinario e imponente complesso liturgico immerso nel verde che rappresenta la maggiore espressione dell’architettura rinascimentale del ‘500 nelle Marche. E ancora, la cinta muraria risalente al XIII sec. e il Palazzo dei Priori, sede del Municipio che presenta un portale gotico e finestre dal chiaro stile rinascimentale. Inoltre a Visso si trova il Museo Leopardiano che conserva diversi manoscritti tra cui quello de “L’infinito” . Per quanto riguarda il territorio Visso ha tantissimo da mostrare ai visitatori, incantevoli e affascinanti sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta, passeggiate tranquille come quella da Cupi a Macereto oppure escursioni più impegnative come il tratto sul Monte Rotondo o quello che percorre il grande anello dei Sibillini. Per riscoprire o conoscere le proprie radici e tradizioni nel tranquillo ed ospitale Cupi di Visso si organizzano anche attività particolari come quella di fare il formaggio con i metodi di una volta o di cuocere il pane o la pizza nel forno a legna del paese.

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Senigallia Estate 2016 gli Eventi Principali #EventiaSenigallia 2016

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8 aprile 2016turismomarche

Eventi Senigallia estate 2016. Tutti gli eventi e le manifestazioni che animeranno l’estate di Senigallia 2016.

Senigallia, spumeggiante località di mare affacciata sull’Adriatico e circondata da dolci colline , conosciuta per la meravigliosa spiaggia di velluto, per i suoi affascinanti portici Ercolani e per la caratteristica Rotonda a Mare è pronta a stupire vacanzieri e turisti. L’arrivo della primavera ha richiamato molti visitatori che hanno affollato il lungomare e le via principali della città mentre è già tutto pronto per l’estate, moltissimi gli eventi, manifestazioni, spettacoli, concerti, celebrazioni che animeranno Senigallia.

La data da segnare sul calendario che darà l’avvio ufficiale alla stagione estiva senigalliese è il primo luglio, quando avrà luogo l’ormai consolidata Notte Rosa, il capodanno dell’estate con concerti e spettacoli unici tutti all’insegna del divertimento e del pensiero positivo.

Il 2 luglio Senigallia si concentra sul luogo che la contraddistingue e la rende magica, la Rotonda a Mare organizzando la Festa della Rotonda giunta ormai alla sua undicesima edizione, una festa per tutti con iniziative culturali e spettacoli che avranno luogo anche in altre zone di Senigallia.

Dal 4 al 9 luglio l’appuntamento è con l’ormai consueto Caterraduno. La kermesse di Radio 2, giunta all’undicesima edizione, tornerà infatti sulla Spiaggia di Velluto confermando il legame indissolubile e il rapporto di stima dei curatori della trasmissione Caterpillar con la città di Senigallia. Pur conservando la formula che ne ha decretato il successo nelle passate edizioni, per il 2016 sono tante le novità e le idee in cantiere.

Tra il 14 e il 17 luglio Senigallia sarà protagonista dell’X-Masters Award, una straordinaria festa dedicata allo sport, una sorta di villaggio dove sarà possibile assistere e praticare una serie infinita di sport non convenzionali come il kite surf, wake board, beach rugby, freestyle e molti altri. Allo stesso tempo diversi gli eventi collaterali e di intrattenimento che come comun denominatore hanno la voglia di divertirti e l’energia del movimento: zumba, crossfit, acquagym e molto altro da vedere – grazie ai tanti professionisti che si cimenteranno nelle diverse specialità – o da provare perché l’X- Masters è movimento, sport, musica e spettacolo.

L’evento unico e punta di diamante che ha fatto conoscere Senigallia in tutt’Europa e che ogni anno richiama sempre un numero maggiore di presenze, il Summer Jamboree, si terrà dal 30 luglio al 7 agosto. Il festival dedicato agli sfavillanti anni ’50, alla cultura e sopratutto alla musica americana di quei mitici anni, è un tripudio di colori e di entusiasmo, in ogni piazza o vicolo, in ogni locale fino alla spiaggia, il divertimento, la musica e la gioia di vivere esplodono con eventi e spettacoli tra auto d’epoca, capelli ingelatinati e prosperose pin up.

Due eventi di particolare rilievo sono quelli dedicati alla letteratura in giallo, si tratta di una mostra dal titolo “Giallo a Fumetti: Topolino” , visitabile dal 25 giugno fino al 25 settembre e il Festival del Giallo “Ventimilarighesottoimari” che si svolgerà dal 19 al 23 agosto. Giunto alla sesta edizione, vi parteciperanno autori di fama internazionale e tante saranno le iniziative che avranno luogo nei punti più caratteristici della città, tra letture e animazione per i più piccoli amanti del brivido.

A chiudere il ciclo di iniziative estive di Senigallia “Pane nostrum. Festa internazionale del pane”, in programma dal 22 al 25 settembre. Una  manifestazione tutta dedicata a questo straordinario cibo, base della nostra alimentazione, cultura e tradizione con degustazioni, informazioni sulla qualità e sulle materie prime, sulle varie tipologie di pane e su tutto ciò che lo riguarda da vicino con eventi ed iniziative curiose e particolarmente interessanti.

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VACANZE NELLE MARCHE IN BICICLETTA, POSTI CONSIGLIATI

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5 aprile 2016turismomarche

Vacanze nelle Marche in bicicletta, posti consigliati per usare la bicicletta in vacanza, sia per semplici percorsi lungomare che per itinerari più impegnativi.

Le Marche sono ideali per andare in bicicletta. Un  variopinto territorio dove la natura ha dato il meglio di se in ogni suo aspetto, dagli ambienti marini, con meravigliose spiagge e lungomare affascinanti a quelli montani, con sentieri bucolici, romantici ma anche impervi e suggestivi. Che si scelga la bicicletta per una tranquilla passeggiata lungomare, in compagnia della famiglia e della brezza marina o si preferisca avventurarsi in percorsi impegnativi, mettendosi alla prova e sfidando le proprie capacità e forze, nelle Marche gli itinerari da seguire e i borghi da esplorare sono tanti e tutti davvero piacevoli.

Cominciando dal nord delle Marche passeggiare in bicicletta partendo o incontrando Gabicce Mare sarà un’esperienza emozionante, rilassante e divertente. Qui, ogni bikers troverà il suo itinerario ideale, dalla semplice pedalata accompagnati dal sole e con il mare al proprio fianco ai diversi percorsi nel Parco del San Bartolo, dove, ad attenderlo troverà un ambiente naturale meraviglioso con 23 km di strada panoramica da percorrere e una rete di sentieri, più o meno difficili, tutti da esplorare.

Restando nella stessa zona, potrebbe essere un’esperienza indimenticabile quella di visitare la meravigliosa città di Pesaro in bicicletta. Percorrere le sue vie e piazze, fermandosi davanti ai monumenti, ammirare il Palazzo ducale, l’imponente Rocca Costanza o la romanica cattedrale di Santa Maria Assunta potrebbe essere un  modo unico ed interessante di scoprire le tantissime bellezze di questa città. Affascinante potrebbe essere anche prendere la bicicletta per percorrere il lungomare di Pesaro godendo di una vista incantevole tra l’azzurro dell’Adriatico e il verde delle colline del San Bartolo e dell’Ardizio. Per i più coraggiosi o sportivi il consiglio è quello di allontanarsi un po’ da Pesaro e lasciarsi trasportare dallo splendido panorama del Montefeltro, una straordinaria zona montuosa o collinare con valli boscose, bruschi scoscendimenti e costellata da borghi storici che raccontano tutta la loro importanza e bellezza culturale.

Altro luogo ideale da girare in bicicletta o da cui partire è l’incantevole Senigallia. Affascinante e rilassante, divertente e romantico fare una passeggiata sul lungomare, e magari arrivare alla caratteristica rotonda a mare. Più impegnativo, ma ne varrà senz’altro la pena, intraprendere un percorso in bicicletta verso l’interno ponendosi come punto d’arrivo le straordinarie Grotte di Frasassi. Tra dolci colline e borghi dal fascino unico questo è uno degli itinerari più appassionanti ed emozionanti per chi ama andare in bicicletta.

Immersi nello straordinario e bellissimo Parco regionale del Conero, area verde di oltre 6mila ettari che abbraccia buona parte del territorio di Ancona, Sirolo, Numana, Portonovo e Camerano passeggiare tra il verde della macchia mediterranea e il blu intenso del mare sarà emozionante e quanto mai divertente. Sulle due ruote, accarezzati dalla brezza marina e dal sole, passeggiare sul lungomare di Numana è veramente piacevole mentre per gli amanti dell’avventura percorrere i tanti affascinanti sentieri del parco è un’esperienza entusiasmante e divertente.

Un tratto di costa ideale da percorrere in bicicletta è quello che ha come punto focale San Benedetto del Tronto, la rigogliosa regina della Riviera delle Palme. Qui in bicicletta si va fischiettando e divertendosi, magari con i più piccoli, seguendo il corso delle spiagge dorate, sotto l’ombra delle tantissime palme, che qui sono protagoniste di un’atmosfera unica e particolarmente suggestiva oppure si può scegliere di lasciare la costa e addentrarsi alla scoperta del Piceno. Percorsi ed itinerari di straordinaria bellezza, immersi nelle natura rigogliosa ed accogliente, che sia nei lungomare di Cupramarittima o Grottammare o nel Piceno – tra meravigliosi borghi incastonati tra colline e montagne come Castignano, Ripatransone, Cossignano, Acquasanta terme, Roccafluvione, Castorano e magari facendo una deviazione o una tappa nella splendida Ascoli Piceno –  i sentieri da percorrere in bicicletta sono tantissimi e tutti straordinariamente interessanti.

LE MARCHE: 5 SITUAZIONI PER 5 INDIMENTICABILI EMOZIONI

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30 marzo 2016turismomarche

Una vacanza nelle Marche sa regalare tanti momenti e situazioni veramente emozionanti, ecco i posti e le situazioni assolutamente da scoprire e da vivere.

Le Marche possono e sanno regalare momenti magici, sensazioni e atmosfere indimenticabili grazie ai tantissimi luoghi di straordinaria bellezza e dal fascino immutabile, che sia esso naturalistico, storico, artistico o spirituale. Luoghi che mostrano il proprio incanto, che nascondono segreti e misteri, che tramandano leggende e storie imperscrutabili, che raccontano passati fastosi, guerre, lotte e grandi amori, luoghi fatati e romantici. Vi proponiamo solo alcuni di questi posti da scoprire, respirare e vivere.

Un atmosfera unica, immersi nel verde della natura, e nella pace quella tra le mura o nei dintorni dell’affascinante Eremo di Fonte Avellana. Dedicato alla Santa Croce si trova nel comune di Serra Sant’Abbondio, alle pendici del Monte Catria, in provincia di Pesaro Urbino. Appartenente all’Ordine camaldolese, è un luogo mistico, di preghiera e meditazione, dove trovare serenità e dove poter trascorrere del tempo nel silenzio e nella riflessione lasciandosi accarezzare dalla sobria bellezza del monastero e della basilica oppure facendosi avvolgere dal verde dei boschi e delle montagne che circonda tutto il complesso.

Per chi invece il relax lo cerca in un ambiente più vacanziero e mondano il consiglio è quello di scoprire la favolosa spiaggia di Mezzavalle, nella straordinaria Riviera del Conero, nelle vicinanza della splendida baia di Portonovo. Incantevole e naturale, bagnata da acque pulite e cristalline, è una spiaggia frequentata per lo più da giovani che amano il suo aspetto selvaggio e la sua tranquillità. Un luogo magico, una spiaggia naturalmente incontaminata e uno scenario mozzafiato, grazie al profilo del monte Conero che si affaccia sull’Adriatico, rendono Mezzavalle una delle zone più amate e ambite di tutta le regione.

Se a interessarvi è il mistero, la leggenda e la storia non potete non lasciarvi affascinare dai monti Sibillini, dai tesori e dai segreti che questa catena montuosa nasconde. Tra gli antichi e silenti borghi che vi abitano si celano moltissime storie legate per lo più alla Sibilla, straordinari scorci panorami, unicità del territorio, grotte e laghi misteriosi che raccontano leggende che si perdono nella memoria degli abitanti che ne custodiscono le ricchezze. All’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini si trovano molti paesi montani che ricadono nelle provincie di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, tra cui Arquata del Tronto, Montefortino, Montemonaco, Montegallo, Pievebovigliana Visso e Ussita, borghi incantati immersi nella natura, da cui partire o da attraversare per scoprire meravigliosi ed unici gioielli marchigiani, come l’antro della Sibilla, il lago di Pilato o le gole dell’Infernaccio.

Una sensazione di benessere e serenità quella da vivere nello splendido borgo di Fiorenzuola di Focara, nei dintorni di Pesaro e vicina a Gabicce Mare. Fulcro del Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo, grazie alla bellezza della sua posizione, uno sperone roccioso che ricade a strapiombo sull’Adriatico, sarà facile perdersi nell’atmosfera romantica del tramonto. Un’esperienza indimenticabile, una situazione magica ed emozionante, irripetibile, perché le sfumature del sole, del verde delle colline, del mare e del cielo saranno sempre unici e avvolti da un’aura di magica suggestione.

A coloro che amano il mare proponiamo un tuffo nella spensieratezza e nell’allegria scegliendo le spiagge e gli chalet di San Benedetto del Tronto. La regina della Riviera delle Palme sa, sia di giorno che di notte offrire tanto divertimento, un variopinto collage fatto di locali alla moda, tanta musica di ogni genere, eventi e manifestazioni all’insegna del buonumore e della leggerezza di cui tanto e spesso abbiamo bisogno per evadere dalla quotidianità e concederci il lusso di trascorrere serate senza pensieri e preoccupazioni.

WINE TREKKING NELLE MARCHE, ITINERARIO SEGUENDO IL CAMMINO DEL VINO

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23 marzo 2016turismomarche

Speciale itinerario per un viaggio nelle Marche attraverso i borghi e i territori celebri per la produzione di vino.

Nelle Marche le bellezze sono praticamente infinite, da quelle artistiche a quelle storiche, da quelle paesaggistiche a quelle enogastronomiche. Città gioiello incastonate in splendidi scenari affacciati sul mare o arroccati tra le montagne, scenari da favola dai colori vividi e sapori unici, autentici, dal profumo avvolgente. Chi sceglie le Marche non deve scegliere, vi proponiamo alcuni itinerari del gusto, wine trekking nelle Marche alla scoperta del territorio attraverso la produzione del vino, che nelle Marche è davvero speciale. Percorsi ed itinerari nella natura, camminando alla scoperta dei vini più importanti.

Nella zona del Parco regionale del San Bartolo, tra le dolci colline dello splendido borgo – in provincia di Pesaro Urbino – di Fiorenzuola di Focara, sarà assolutamente d’obbligo assaggiare un buon Sangiovese e Bianchello dei Colli pesaresi. Una passeggiata che dalla falesia sul mare sale dolcemente tra le colline verdeggianti in un atmosfera placida, dove la brezza marina si sposa con le campagne fertili creando vini ricchi e armoniosi.

Non si può passeggiare tra le colline tra Senigallia e Jesi senza fermarsi a Morro d’Alba, tra le sue mura antiche e i suoi meravigliosi tesori c’è senz’altro il vino che ne conserva anche il nome, il Lacrima di Morro d’Alba. Straordinario rosso dalle sfumature violacee è un vino conosciuto ed apprezzato addirittura già ai tempi di Federico Barbarossa che nel 1167, durante l’assedio di Ancona, si appropriò di questo favoloso succo d’uva. Un territorio suggestivo e meraviglioso per molti aspetti che interessa non solo il borgo di Morro ma anche quello di San Marcello dove cantine storiche producono da sempre ottimi vini, il Lacrima ovviamente, ma anche l’asciutto e amarognolo verdicchio.

La zona anconetana vanta anche un altro vino sempre più apprezzato, ed il borgo di Camerano, famoso per le sue misteriose grotte sotterranee, ad essere il punto da cui partire per l’itinerario che ci porterà ad assaggiare un bel calice di Rosso Conero. Dal sapore intenso e dal colore rubino è un vino che deriva da uve coltivate esclusivamente sulle dorsali del Monte Conero, il promontorio sul mare che caratterizza l’intera area marchigiana con scorci panoramici davvero straordinari. Nella zona, che fa parte del Parco del Conero, ci si potrà perdere tra la falesia sul mare e le dolci e degradanti colline colorate dai vitigni dove a far da sfondo a meravigliose passeggiate tra i sentieri ci sarà il mare.

La Vernaccia di Serrapetrona è una vera prelibatezza, uno straordinario spumante rosso che nasce da vitigni coltivati nell’entroterra maceratese, tra le colline che circondano l’antico borgo di Serrapetrona dove passeggiando si potranno visitare anche gli “appassimenti”, strutture con le quali si producono la vernaccia che prevede appunto un periodo di appassimento delle uve.

Tra le colline maceratesi altro borgo gioiello da annoverare è senza dubbi Loro Piceno caratterizzato da un centro storico settecentesco del tutto intatto. Passeggiando tra le colline e le campagne del suo territorio sarà quasi d’obbligo assaporare il suo famoso vino cotto prodotto con una tecnica di vinificazione rimasta pressocché invariata dai tempi degli antichi latini che già ne apprezzavano la dolcezza e liquorosità.

Chi ama il vino non può non conoscere e apprezzare l’intenso rosso dal sapore asciutto, il Rosso Piceno. Vinificato nei fondovalle collinari delle zone tra il fermano e l’ascolano, questo vino dal profumo delicato e dal color rosso rubino nasce tra borghi dal fascino antico come ad esempio Ripatransone. Tra vigneti e macchia mediterranea, tra boschi e sentieri camminare in queste zone sarà davvero rilassante, unico e magico.

Nel Piceno, in particolare nella zona di Offida e in quella di Cossignano dove, tra l’altro diverse cantine hanno scelto di produrre vino biologico, vengono vinificati anche due bianchi molto rappresentativi del territorio, la Passerina e il Pecorino. Tra vigne e colline, tra rocche e scorci paesaggistici unici con i Sibillini che si vedono in lontananza passeggiare da queste parti sarà davvero incantevole, godendo dell’atmosfera e di un buon bicchiere di vino.

Pedaso Hanami 2016

21 marzo 2016turismomarche

Pedaso Hanami 2016:

L’ Hanami (花見? lett. “ammirare i fiori”) è la tradizionale usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi, in particolare di quella dei ciliegi da fiore giapponesi, i sakura (lett. “ciliegio”).

Hanami è la festività cara al Sol Levante tale da far radunare migliaia di persone nei parchi del Giappone per festeggiare l’inizio della primavera con la fioritura dei ciliegi.

Pedaso, dal 2013 ha voluto istituire questo evento, PEDASO-HANAMI, in collaborazione con il resort vacanze CONTEA DEI CILIEGI per far vivere agli intervenuti una giornata all’aperto, in contatto con la natura e nel più completo relax.

I Ciliegi in fiore, che sono presenti in più di 2500 unità nel “resort” situato all’interno di un bellissimo e vastissimo parco naturale sulla collina denominata “Monte Serrone” di Pedaso, fanno da magnifica cornice all’evento tutto dedicato alla natura.

La giornata è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pedaso, dalla Pro-Loco e dalla “Contea dei Ciliegi” in collaborazione con varie associazioni locali e con il patrocinio dell’ Ambasciata del Giappone in Italia e della Regione Marche.

Una magnifica occasione per ritemprarsi all’aperto sotto il bosco dei ciliegi in fiore, dove cultura, ambiente e folclore creano un’ inusuale fusione tra tradizione Italiana e Giapponese.

La città di Pedaso di prepara ad accogliere anche per il 2016 questo evento davvero suggestivo e unico nel suo genere nelle Marche: PEDASO HANAMI, festa giapponese della fioritura dei ciliegi, con una serie di iniziative per tutta la famiglia, nella splendida scenografia di ciliegi in fiore. LUNEDì 28 Marzo, DALLE 10 AL TRAMONTO presso Contea dei Ciliegi casa vacanza, via dei Piceni 14.

La festa della fioritura dei ciliegi è una delle principali feste della primavera per la cultura tradizionale giapponese. Durante l’Hanami le persone si riuniscono con la famiglia, gli amici e i colleghi sotto gli alberi di ciliegio per osservarne i fiori e mangiare e bere in compagnia. È sicuramente una delle feste per cui vale la pena aggregarsi con amici per passare una giornata fantastica.

Il  programma:

Mattino

– ore 10:00 Apertura, Mostra Bonsai

– Inaugurazione ufficiale con taglio del nastro da parte di Hideo Fukushima, Ministro dell’ Ambasciata del Giappone in Italia

– Esibizione della Scuola Karate-Do (kids) del M°Morelli

– Spazio gioco Giapponese:

Laboratorio creativo “origami”, Ass. ne Fortezza delle Scienze

Gioco del “Go” a cura Federazione Italiana Gioco del “Go”

ore 12:30 – Apertura stand gastronomici, Pro Loco Pedaso,

Ass.ne Fortezza delle scienze, Ristorante 5 Ragazze.

Pic-nic nel bosco dei ciliegi

Pomeriggio

– Esibizione aquiloni, Ass. ne Twister Team

– Degustazione tè e dolci Giapponesi, Ass.ne Fortezza delle Scienze

– Esibizione Scuola Karate-Do (senior) del M° Morelli

– Estemporanea di pittura tra i ciliegi, Ass. ne Overart

– Esibizione tamburi Giapponesi, Gruppo Munedaiko + esibizione Kendo Spada Giapponese, Ass.ne Umi No Kenshi

 

Inoltre, per tutta la durata dell’evento:

Concorso Fotografico – Ass.ne belvedere Altidona;

Esposizione e prova Auto Ibride Toyota;

Degustazione vini cantine Ciù Ciù.

VACANZA NEL PARCO DEL CONERO, L’EDEN DELLE MARCHE

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16 marzo 2016turismomarche

Trascorri la tua vacanza tra i borghi e gli scenari del Parco del Conero, tra falesie e calette scoprirai l’autentica bellezza delle Marche.

Scorci e panorami unici, falesie, colline, ripidi pendii, una costa dai sassi bianchi, boschi, colline di macchia mediterranea e una storia che, tra leggenda e realtà, si perde nella notte dei tempi: questo e molto altro è il Parco Regionale Naturale del Conero. Un’opera d’arte della natura e dell’uomo, dove un monte a strapiombo sul mare, il Conero, si sposa con l’azzurro cristallino dell’Adriatico abbracciando poi quattro perle che meravigliosamente si affacciano sul mare. Esteso per circa 6mila ettari, il Parco infatti include gran parte del territorio di Ancona e delle cittadine di Sirolo, Camerano e Numana splendidi luoghi protagonisti e testimoni di una storia antichissima.

Furono i greci di Siracusa a fondare nel 387 a. C. la città di Ancona il cui nome deriva dalla particolare forma del promontorio a gomito piegato, Ankòn infatti significa in greco “gomito” mentre il nome Conero significa “monte dei corbezzoli” dovendo il nome proprio a questi piccoli alberi dai frutti rossi evidentemente molto diffusi sul monte. Una città ricca di storia e tradizioni che racconta, attraverso i suoi monumenti, un passato importante, dall’Arco di Traiano, eretto nel II sec. a.C. alla romanica cattedrale di San Ciriaco maestosamente protesa sul mare, dalla settecentesca Mole Vanvitelliana alla Piazza del Plebiscito, il salotto buono della città. Ancona è una miriade di strade, piazze, monumenti interessantissimi, è storia, arte, cultura ma è anche natura grazie al Parco del Cardeto, alle passeggiate, ai panorami mozzafiato e agli scorci inaspettati sul mare o sulle colline verdeggianti.

Nell’area anche la splendida baia di Portonovo con la chiesa di Santa Maria, meraviglia bianca incastonata nel verde della macchia mediterranea, la Torre di Guardia fatta erigere da papa Clemente XI nel 1716 per evitare le scorribande di pirati e contrabbandieri e il Fortino Napoleonico costruito nel 1808 per impedire l’approdo da parte degli inglesi.

Anche l’incantevole Camerano vanta due anime perfettamente in armonia tra loro, l’una naturalistica l’altra storico-artistica. Nato come insediamento romano intorno al VII sec. a. C. divenne castello di Camerano nel 1177 per poi divenire comune indipendente nel 1198. Tra le sue bellezze e peculiarità la serie di grotte scavate nel sottosuolo, cave di arenaria con decorazioni e rifiniture tali che hanno portato, nel corso di diversi studi, a varie interpretazioni sul loro utilizzo, da semplice luoghi per la conservazione di viveri a stanze di chiaro carattere religioso e rituale, sarebbero inoltre state utilizzate come rifugio per la popolazione durante le scorribande nel periodo medievale.

Sirolo è la perla dell’Adriatico, dove un caratteristico paesino medievale si staglia sulla falesia per poi tuffarsi in mare. Acque cristalline, grotte, insenature, spiagge selvagge e scenari naturalistici dal fascino inconsueto incorniciano un borgo abitato fin dalla preistoria. A riprova di un importante passato il percorso archeologico nella più grande necropoli picena delle Marche in cui è stata rinvenuta la straordinaria “Tomba della Regina” con un corredo funerario che conta quasi 2mila reperti. Ma Sirolo è amata ed apprezzata sopratutto per le sue spiagge, tra le più conosciute quella dei Sassi neri, la più naturalistica per eccellenza e quella delle Due Sorelle, con i faraglioni simbolo della cittadina, raggiungibile solo attraverso il difficile passo del lupo o via mare.

Dalle falde del monte Conero sorge la deliziosa cittadina di Numana, con una parte alta, sulla sommità di una falesia a picco sul mare, antica e costituita da stette viuzze, dalla Torre, dal Palazzo Vescovile, sede del Municipio e dalla chiesa che custodisce l’enigmatico Crocifisso ligneo che la tradizione vuole abbandonato da Carlo Magno e la devozione popolare definisce miracoloso. La parte bassa è dedicata al turismo, con il porticciolo, le meravigliose baie e spiagge e le tante strutture ricettive. Abitata dai piceni e dai Siculi per poi passare sotto il controllo dei dorici fu lungamente frequentata dai romani, una storia importantissima accessibile anche attraverso l’Antiquarium statale dove sono esposti i corredi funebri delle diverse tombe picene e romane rinvenute nella zona.

NELLE MARCHE PER MARE, ARTE E CULTURA, I POSTI CONSIGLIATI

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9 marzo 2016turismomarche

Un mix magico ed esclusivo che puoi trovare solo nelle Marche, ecco le località di mare più belle che offrono anche arte e cultura.

Le Marche sono meravigliose. Tra posti di straordinaria bellezza, scenari e panorami unici, mare, colline, montagne, colori vivaci e scintillanti, il visitatore trova facilmente tutto ciò che desidera. Un territorio così variopinto da offrire divertimento, relax, cultura, storia, natura e arte. Nelle Marche, tra le tantissime opportunità che questa magnifica regione offre, si trovano luoghi di straordinaria bellezza paesaggistica abitati da splendidi borghi antichi, ad esempio diverse sono le località di mare interessanti anche per quanto riguarda storia, arte e cultura.

Tra queste vi suggeriamo l’affascinate Pesaro, forse una delle più belle città delle Marche, con un patrimonio artistico e culturale inestimabile e incalcolabile, affacciata sullo splendido mar Adriatico. In questa meravigliosa città, attraversata dal fiume Foglia, convivono in perfetta sintonia due anime, quella più vacanziera votata al divertimento estivo e al relax sul bagnasciuga e quella culturale dei tantissimi monumenti, soprattutto del periodo rinascimentale, che la città mostra ai tanti appassionati di arte e storia.

Altra località di mare che sa offrire anche tanta cultura è l’incantevole Fano. Circondato da dolci colline che degradano verso il mare, il territorio sposa felicemente un litorale costituito da spiagge sabbiose o ghiaiose e fondali bassi con un centro cittadino dalla storia antichissima iniziata con un piccolo insediamento piceno. A testimonianza di un passato tanto importante i monumenti dislocati nelle diverse zone della città, dall’Arco di Augusto di chiara epoca romana, alla Rocca Malatestiana medievale, dalla cattedrale di Santa Maria Assunta risalente al XII secolo, al Teatro della Fortuna.

Senigallia, benché conosciuta e apprezzata soprattutto come affascinate e accogliente località di mare, rinomata e scelta da sempre più visitatori per la meravigliosa spiaggia di velluto, per l’attenzione ambientale delle coste e dell’acqua, per i servizi e per la bellezza panoramica dovuta alla romantica Rotonda a Mare, è una stupenda città d’arte. Tra le sue vie si respira la storia che l’ha attraversata, i tanti edifici – come la Rocca Roveresca, la cattedrale di San Pietro e Paolo, o i caratteristici portici Ercolani – testimoniano un passato importante e presenze illustri che hanno trasformato, nel corso dei secoli, un piccolo insediamento romano in una cittadina importante ed influente su tutto il territorio marchigiano.

Anche Numana sa perfettamente coniugare l’aspetto balneare con quello culturale. Alle pendici del Conero divide il suo territorio in due parti, quello delle baie a ridosso della falesia e le spiagge che verso sud si spingono fino alla zona di Marcelli, con arenile ghiaioso, piccole insenature affascinanti avvolte dalla macchia mediterranea, scenari naturalistici e paesaggistici mozzafiato e quello del centro storico che vanta numerose tracce del suo antico passato. Diversi sono i luoghi di interesse, dal famoso Antiquarium statale dove sono esposti i corredi funebri delle tombe picene e romane rinvenute nel territorio, al Santuario del Crocifisso ricostruito nel ’68 che custodisce un prezioso Crocifisso ligneo che la tradizione definisce miracoloso.

Splendida e ridente località balneare è anche la deliziosa Pedaso con il suo lungomare dei cantautori, le sue ampie spiagge e i suoi tanti chalet che offrono ottimi servizi e un’accoglienza sempre di prim’ordine. Non tutto però sanno che questa cittadina costiera del fermano vanta una storia e una tradizione iniziata dai greci che qui fondarono un piccolo porticciolo. Diversi sono le attrazioni culturali, dalla chiesa neogotica dedicata a Santa Maria e San Pietro Apostolo al Faro ottocentesco, dalla “chiesolina” costruita alla fine del ‘700 all’osservatorio astronomico sul monte Serrone.

Grottammare, scelta ogni anno nel periodo estivo per le sue ampie e comode spiagge, per gli ottimi servizi offerti dalle tante strutture, per il divertimento e la movida notturna, vanta un antico borgo medievale affascinante e interessante. Nato come insediamento piceno passato poi sotto l’influsso dei monaci farfensi fu lungamente conteso tra Fermo e Ascoli. Qui nel 1860 avvenne un importantissimo incontro storico tra Vittorio Emanuele II e una delegazione partenopea che offri al re il Regno delle Due Sicilie. Tra i luoghi più interessanti da visitare la chiesa di San Martino che sembrerebbe essere sorta sui resti dell’antichissimo tempio dedicato alla Dea Cupra, la chiesa di Sant’Agostino che conserva un affresco di Vincenzo Pagani e l’ex complesso conventuale della chiesa di santa Maria ai Monti.

Cupramarittima fa parte della Riviera delle Palme, un meraviglioso tratto della costa adriatica sulla quale si affacciano diverse specie di alte e caratteristiche palme che ombreggiano il lungomare e affiancano deliziose case in stile liberty. Località balneare e turistica in continuo sviluppo, il borgo – che fino al 1863 si chiamava Marano – ha da mostrare ai visitatori anche un patrimonio artistico e storico molto interessante. Oltre ai diversi ritrovamenti di epoca romana rinvenuti sul territorio, come la Villa e il Foro, e i diversi reperti custoditi nel museo archeologico, interessante ed affascinate anche l’antico incasato medievale posto su una leggera altura, centro del paese, dove si scorgono la chiesa di Santa Maria in Castello e Palazzo Sforza, mentre scendendo verso la Marina si trova la Collegiata di San Basso dov’è custodito un trittico attribuito a Vittore Crivelli.

PICENO, VIAGGIO ATTRAVERSO I BORGHI DELLA TERRA DELLE MERAVIGLIE

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2 marzo 2016turismomarche

Guida a tutti i borghi più affascinanti del Piceno, per un weekend o per trascorrere le vacanze all’insegna dell’arte, della natura e del mistero nelle Marche.

Se state per scegliere dove andare per trascorrere una vacanza nelle Marche, il consiglio è quello di scegliere il Piceno. Compiere un viaggio nel Piceno significa attraversare i borghi del Piceno, la terra delle meraviglie, dove si celano tesori artistici, storici e paesaggistici di straordinaria bellezza. Nella terra delle meraviglie la natura ospita paesi dal fascino antico nascosti e coccolati da scenari da favola, in queste terre, tra storiche città, castelli, rocche e torri, tra due parchi nazionali, quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e Monti della Laga, il visitatore potrà, attraverso suggestivi sentieri, avventurarsi in percorsi all’insegna dello sport o del relax. In queste meravigliose terre di mezzo la storia e leggenda si fondono in un’aura di mistero in cui il turista più curioso potrà immergersi, inoltre qui i sapori e i profumi sono ancora quelli della tradizione e sapranno conquistare anche i palati più esigenti. Un territorio, una terra da scoprire in un weekend o da vivere in una vacanza per trascorre momenti indimenticabili tra arte, storia e natura, tra cultura, sport e relax.

Il viaggio nella terra delle meraviglie del Piceno comincia da Acquasanta Terme, un delizioso borgo montano ad una ventina di chilometri da Ascoli Piceno. Incastonato tra i Sibillini e i Monti della Laga, sorge nell’alta valle del Tronto, immerso e circondato dal verde dei boschi di castagni di faggi, abeti e querce, vanta sorgenti di acquee sulfuree, dalle rinomate proprietà curative, intorno alle quali sorgono stabilimenti termali con vasche naturali dove immergersi in assoluto relax lasciandosi cullare dall’acqua calda. Oltre alle sorgenti e ad un paesaggio mozzafiato, il paese ha molti edifici di particolare interesse, dalla chiesa di San Giovanni, risalente al XIII sec., al Ponte cinquecentesco nella frazione di Ponte d’Arli, dalla Fortezza – a base ellittica – di Castel di Luco all’Abazia farfense nella zona di Valledacqua.

Castignano deve il suo nome ad un bosco di castagni tutt’ora esistente nella zona di cui scrisse anche il latino Plinio. Presumibilmente abitato già dai piceni e successivamente dai romani, nel basso medioevo passò sotto il controllo dei monaci farfensi prima e di Ascoli Piceno poi. Posto alle pendici del Monte Ascensione, sul crinale che fa da spartiacque tra la valle del Tronto e la Valle del Tesino, ha il vanto di aver donato alla storia la più antica iscrizione italica rinvenuta finora. La “Stele di Castignano”è costituito da un cippo di arenaria di circa un metro d’altezza, databile intorno al VII-VI sec. a. C. che reca un’iscrizione bustrofedica riguardante la sacralità dei limiti territoriali indicati dal cippo stesso.

Altro delizioso borgo della terra delle meraviglie del piceno è Arquata del Tronto, noto per la bellissima e suggestiva Rocca medievale che sovrasta il panorama e domina la vallata sottostante. Il paese, l’unico comune d’Europa che si trova in ben due aree naturali protette, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord, è prevalentemente a carattere montuoso; tra pareti scoscese e fitti boschi, tra pendii e ampie balconate naturali un panorama unico che spazia dal Vettore al Mar Adriatico. Qui, nel versante magico dei Sibillini, in una natura incontaminata credenze antiche, tradizioni, misteri e leggende si fondono: è proprio in queste zone infatti che si troverebbero gli antichi e segreti sentieri – la Strada delle Fate – che porterebbero alla Grotta della Sibilla, profetessa Appenninica e al Lago di Pilato, altro luogo dalla potenza onirica e dal fascino naturalistico unici, dove, secondo il mito sarebbe sprofondato il carro che portava il feretro di Ponzio Pilato. In una zona così magica sono molti e segni del tempo degni di nota, dalla splendida rocca protagonista e spettatrice delle tante vicende che hanno scritto la storia di questo incantevole borgo, alla chiesa della Santissima Annunziata fino alla chiesa-convento  in stile romanico di San Francesco che conserva al suo interno la “Sindone di Arquata”, fedele riproduzione della Sacra Sindone custodita a Torino.

Proseguendo l’itinerario nella terra delle meraviglie, raggiungiamo Appignano del Tronto che, circondato da corsi d’acqua e trovandosi su un crinale collinare arcuato risente della presenza dei calanchi. É a causa dello scivolamento a valle del terreno che il paese è attraversato dal torrente Chifenti in diversi punti creando scenari molto suggestivi. Pur non essendoci ancora giunte notizie certe sulle origini di questo affascinante borgo, è probabile che debba i suoi natali ad una famiglia romana, Appia o Appiana, trasferitasi in queste zone dopo la Guerra Sociale di Roma. Molti i monumenti da visitare, prime fra tutte la chiesa romanica di San Giovanni Battista, al cui interno è conservata una tela raffigurante la Pentecoste attribuita a Simone de Magistris e la chiesa di San Michele Arcangelo, costruita nel XV sec. e ampliata nel XIX.

Nella valle del torrente Cinate, il delizioso borgo montano di Palmiano, il più piccolo comune della provincia di Ascoli Piceno. Con molta probabilità il Castello di Palmiano venne costruito dai monaci farfensi intorno al XIV secolo, conosciuto come Palombiano, era scarsamente abitato e non adibito a difesa poiché costruito a fondo valle praticamente sprovvisto di qualsiasi forma di fortificazione. A protezione degli abitanti di Palmiano probabilmente venne costruito, sul punto più elevato delle colline del territorio, il Castello del Belvedere, che oggi è la frazione di Castel San Pietro. L’insediamento fortificato cinto da solide mura, i cui resti non sono ormai purtroppo più visibili, si trovano lungo il crinale tra il fiume Aso e il torrente Chiaro, tra Venarotta e Force.

Situato ai piedi del Monte Vettore, Montegallo è un piccolo incantevole borgo montano con tante frazioni incastonate e protette nei Sibillini. Da una posizione geografica tanto fortunata partono o passano tantissimi itinerari dal grande fascino e avvolti dal mistero, è attraversando queste terre infatti che si possono incontrare i sentieri che porterebbero alla Grotta della Sibilla, da qui si va per il Lago di Pilato, da qui si può fare trekking e ammirare panorami meravigliosi. Diversi anche i monumenti da visitare situati nelle diverse frazioni, in quella principale di Balzo interessanti la chiesa di San Bernardino da Siena, Palazzo Branconi e la vicina Pineta Taliani.

Con molta probabilità fondato da alcuni ascolani nel VI sec. che edificarono un tempio dedicato a Venere, è lo splendido borgo di Venarotta che dalla prima metà del 1200 legò la sua storia a quella della città di Ascoli Piceno alla quale venne annessa dopo essere stata indipendente per diverso tempo. Un paese tranquillo ideale come punto di partenza per escursioni, a piedi o in bicicletta, per scoprire un territorio dal fascino magico immerso tra le valli del Fluvione e del Chiaro, un paese accogliente e tutto da scoprire, anche attraverso la sua cucina, tradizionale, autentica e senza dubbio costituita da materie prime qualitativamente eccellenti.

Roccafluvione, il cui nome deriva dai diversi castelli sparsi nella zona e dal fiume Fluvione che la attraversa, è un autentico borgo montano costituito da tante piccole frazioni disseminate nel territorio. Il paese, già abitato in epoca preromana, vanta uno splendido panorama e un patrimonio naturale molto interessante, in queste zone, tra i fitti boschi si trovano spesso e facilmente tartufi e funghi, prelibatezze che qui sono di casa. Inoltre, diversi sono gli edifici degni di nota sparsi nelle diverse frazioni, come ad esempio la chiesa di Santo Stefano protomartire a Marsia o la Chiesa dei SS. Nicola e Ilario in località Casaregnano, di origine farfense con un interessante campanile con travi lignee.

I borghi più belli dell’entroterra per le vacanze nelle Marche

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24 febbraio 2016turismomarche

Una selezione dei borghi più belli dell’entroterra delle Marche dove poter trascorrere una vacanza da fiaba.

Sempre più spesso la regione Marche viene scelta come meta turistica, sempre più visitatori decidono di scoprire i borghi dell’entroterra per le vacanze nelle Marche, un territorio costellato da meravigliosi paesi adagiati su dolci colline o declivi che guardano il mare o protetti dalle alte montagne. Affascinanti angoli di storia e tradizione, arte e folklore che accolgono i turisti facendo respirare loro un’atmosfera quasi magica. Paesi antichi, rocche, castelli, borghi, misteriose abbazie, paesaggi e scenari unici e spettacolari, rendono il soggiorno dei turisti un’esperienza entusiasmante e divertente, emozionante e rilassante.

A cominciare dalla parte nord delle Marche, la meravigliosa Gradara, poco distante dal mare, adagiata su un piacevole paesaggio collinare, famosa per la sua Rocca Malatestiana dove, secondo la leggenda trovarono la morte i due celebri amanti Paolo e Francesca decantati nella Divina Commedia.

Nella zona del Montefeltro sono molti i borghi interessanti che potranno far trascorrere una vacanza indimenticabile, tra questi, il delizioso Borgo Pace, silenzioso paesino montano dove si incontrano i due torrenti, il Meta e l’Auro, che fondendosi creano il fiume più lungo delle Marche, il Metauro. Carpegna, famoso per la produzione del saporito prosciutto, è il fulcro del Parco Naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello, un territorio quindi immerso nella natura, tra boschi e sentieri dalle nobili origini e dalla storia antichissima, tutta da vivere tra le sue strade. Sassocorvaro si erge su un colle che domina la valle del fiume Foglia ed è articolato intorno alla Rocca Ubaldinesca, una fortezza appartenuta al fratellastro del duca di Montefeltro costruita dall’architetto Francesco di Giorgio Martini intorno al 1475. Pian di Meleto è un piccolo borgo anch’esso interessato dal  Parco Naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello dove la natura e l’accoglienza discreta degli abitanti potranno rendere il soggiorno rilassante e molto rigenerante. Macerata Feltria, ad una cinquantina di chilometri dal mare, vanta un paesaggio collinare piacevole che contribuisce non poco all’atmosfera di pace e tranquillità che si respira in questo borgo ricco di storia e tradizioni tutte da scoprire. Dalle origini medievale è il paese di Fossombrone, arroccato sulle pendici di un colle, dominato dalla Cittadella e dai resti dell’antica Rocca, qui, il turista sarà stupito da scenari fiabeschi e inaspettati offerti dalla natura e dalla mano dell’uomo che ha costruito nel tempo edifici di grande valore storico e artistico.

Nella zona di Senigallia e dell’arceviese, nella parte nord di Ancona, troviamo lo splendido borgo di Morro d’Alba, felicemente noto per la produzione del delizioso vino rosso, la Lacrima di Morro d’Alba. Adagiato sulle colline, mostra tra le sue vie una storia antichissima espressa in estrema armonia con il territorio circostante. Arcevia, spartiacque tra la campagna marchigiana, prevalentemente collinare, e i monti della dorsale appenninica che si innalzano verso ovest, è storicamente un punto importante per il commercio e molto interessante dal punto di vista architettonico. Nell’entroterra senigalliese, sulle sommità di un colle, sulla riva sinistra del fiume Nevola, si trova Corinaldo con le sue mura di cinta, le più intatte, imponenti fortificate e lunghe della regione. Con un’enogastronomia di prim’ordine e tante attrazioni paesaggistiche e architettoniche, è sempre più spesso scelto come luogo per un soggiorno rilassante e emozionante. Da Mondavio si scorge perfettamente il monte Catria e il Nerone, qui la storia antica in perfetto connubio con le tradizioni, danno vita ad uno straordinario scenario costituito da edifici civili e religiosi molto interessanti.

Meravigliosi, tutti da scoprire durante le vacanze nelle Marche anche i borghi di  Offagna – con la sua antica rocca sulla sommità di una dolce collina dell’entroterra anconetano –  e Osimo, che sorge su due colline affiancate, dove, sulla più alta, domina l’affascinate Duomo di San Leopardo, uno degli esempi più belli di architettura romano-gotica delle Marche. Agugliano fu uno dei tanti castelli nati a protezione della città di Ancona durante il medioevo così come Polverigi che tra dolci colline degradanti in un’ampia vallata occupa da sempre una zona dedica all’agricoltura. E ancora, Serra San Quirico che in un contesto prettamente medievale ospita l’affascinate e scenografica chiesa barocca di Santa Lucia, mentre San Marcello è un delizioso borgo da visitare e da assaporare attraverso le sue tante tipicità culinarie e soprattutto enologiche.

Tra maceratese e fermano diversi sono i borghi di particolare interesse, Urbisaglia che sorge sul colle San Biagio, vanta il Parco archeologico regionale di Urbs Salvia, riconosciuto il più importante e spettacolare sito romano delle Marche, mentre il piccolo borgo di Fiastra è attraente soprattutto per il lago di Fiastra le cui sponde offrono molte attività ricettive come la pesca o il canottaggio. A Moresco, in provincia di Fermo, che sorge sulla sommità di un colle dominando così la sottostante vallata del fiume Aso, sono diverse le attrazioni che portano, ogni anno, sempre più turisti, prima fra tutti la caratteristica Torre eptagonale del 1100. San Ginesio, nel cuore dei Monti Sibillini, è estremamente particolare dal punto di vista architettonico grazie alla commistione di diversi stili, dal romanico al gotico fino alla singolare presenza di elementi propri dell’architettura nordeuropea. Pievebovigliana, immerso tra le verdi colline, fu un antico insediamento romano, passaggio per l’Umbria tra la fertile pianura e i primi pascoli montani dei Sibillini, uno straordinario borgo per chi cerca un’oasi di pace e paesaggi incontaminati; Campofilone, conosciuto per i buonissimi maccheroncini, è un piccolo paesino medievale con diversi edifici di carattere civile o religioso molto interessanti come la chiesa di San Bartolomeo con annesso l’orto abbaziale. A Petritoli, i turisti potranno visitare il delizioso centro storico, l’ottocentesca torre civica e lasciarsi affascinare dalle tradizioni di un piccolo borgo autentico e dalla natura benevola.

Nel piceno, l’incantevole Montegallo, situato alle pendici del Monte Vettore, nel cuore dei Sibillini, fa sfoggio di un antico paese medievale e di un paesaggio immerso nella natura, così come il fiabesco borgo di Venarotta, a metà strada tra le spiagge di San Benedetto del Tronto e lo spettacolare Parco naturale dei Monti Sibillini. Qui a predominare sono i colori della natura,  dall’azzurro del cielo alle tantissime tonalità del verde delle colline e dei boschi.  Roccafluvione deve il suo particolare nome ai diversi castelli sparsi nel territorio del torrente Fluvione ed è un piccolo delizioso borgo montano dove è facile perdersi nella calma di una natura fiabesca. Da Palmiano, famoso per la Sagra della patata, si possono osservare ampi e meravigliosi scenari, dai Sibillini alla vallata del Tronto, un’immensità di colline, boschi e caseggiati creano un panorama davvero affascinante. Castignano, il cui nome richiama un grande bosco di castagni tutt’oggi visibile nel suo territorio, si trova alle pendici del monte Ascensione, un tranquillo paesino medievale  incastonato nei Sibillini dove rifugiarsi per immergersi in scenari mozzafiato. Arquata del Tronto si trova tra due aree protette, il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco nazionale dei Monti Sibillini, pareti scoscese e fitti boschi rendono il paesaggio molto suggestivo così come i diversi luoghi d’interesse, come ad esempio l’antica Rocca del 1300. Appignano del Tronto, su un crinale collinare, è caratterizzato dalla presenza dei calanchi ma anche da monumenti molto interessanti come la chiesa di san Giovanni Battista che conserva una tela di Simone de Magistris. Acquasanta terme, immerso nel verde, tra alte colline e montagne, è un piccolo borgo molto apprezzato e sempre più meta di molti turisti non solo per la sua posizione tranquilla ma anche le diverse sorgenti di acqua solfuree utilizzate nel confortevole complesso termale. E ancora, Montemonaco, stazione di partenza per esplorare i Sibillini, ha un fascino davvero unico e misterioso legato al mito della Sibilla che proprio in questo territorio avrebbe vissuto nella notte dei tempi; Montefortino, abbracciato ai Sibillini, vanta tanti luoghi magici e profondamente suggestivi come il santuario della Madonna dell’Ambro e le straordinarie e misteriose Gole dell’Infernaccio. Offida invece è estremamente interessante dal punto di vista culturale: dalle antiche mura al palazzo comunale alle diverse chiese, un patrimonio artistico unico e tutto da scoprire.

TOUR DEI SIBILLINI DA SARNANO AL LAGO DI GEROSA

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10 febbraio 2016turismomarche

Uno degli itinerari consigliati per le tue vacanze sui Sibillini. Di borgo in borgo fino all’incantevole lago di Gerosa.

Con una lunghezza di circa 40 chilometri i Monti Sibillini – tutelati dal Parco nazionale dei Monti Sibillini – rappresentano una delle catene montuose più estese e affascinanti d’Italia. Costituiti prevalentemente da rocce calcaree, i monti superano frequentemente i 2mila metri d’altitudine degradando via via in strette valli, come quelle dell’Aso, del Tenna e dell’Ambro o depressioni ad alta quota sul versante occidentale. Scenari naturalistici da favola, tra alte cime, vallate, fiumi e laghi, come quelli di Fiastra, Pilato e Gerosa. E poi antichi borghi che vi abitano da secoli immersi nella natura silente, nei suoi colori odori e sapori.

Vi proponiamo un viaggio in queste terre antiche, misteriose e a tratti inaccessibili partendo da uno dei borghi più belli e affascinanti delle Marche, Sarnano. Il comune, nel cuore dei Sibillini, sorge su un colle a destra del torrente Tennacola, il suo meraviglioso centro storico rappresenta uno degli esempi più caratteristici dello stile architettonico medievale. Rinomata località termale e turistica grazie anche alle diverse stazioni sciistiche, vanta un patrimonio artistico rilevante. Concentrati nella Piazza Alta, centro focale della Sarnano antica, si affacciano il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Popolo, sede dello splendido Teatro della Vittoria, il Palazzo del Podestà e la Chiesa di Santa Maria di Piazza.

La prima tappa del nostro viaggio è ad una quindicina di chilometri, passando dall’entroterra maceratese a quello fermano, ci fermeremo ad Amandola. Poggiata sopra tre colli dell’alta valle del Tenna, vicinissima alla vetta del monte Castelmanardo, nasce come libero comune dall’unione di tre castelli nel 1248. La deliziosa cittadina mostra un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato attraverso edifici di particolare bellezza come la chiesa di Sant’Agostino (santuario del Beato Antonio) e la chiesa di San Francesco.

Proseguendo verso il Lago di Gerosa non si può non passare per il bellissimo borgo di Montefortino abbracciato dall’anfiteatro naturale costituito dai Sibillini di cui si scorgono ampi panorami mozzafiato come gli alti picchi del Monte Vettore, del Monte Sibilla e del Pizzo Regina. Uno scenario incantevole fatto di fiumi – il Tenna e il Nera -, vallate, luoghi segreti – come le gole dell’Infernaccio -, luoghi di culto – come il Santuario della Madonna dell’Ambro –  contribuiscono notevolmente alla bellezza antica del paese dal caratteristico aspetto medievale.

Altra tappa irrinunciabile è Montemonaco. In provincia di Ascoli Piceno, nell’alta valle dell’Aso, sorge a 998 metri d’altitudine – il secondo comune delle Marche per altezza –  su un leggero pianoro di cresta rivolto al Monte Sibilla. Il suo territorio spazia dalle vette del massiccio del Vettore  – nel cui alveo si trova lo straordinario Lago di Pilato – a quelle del Pizzo del Diavolo al Monte Porche che segnano il confine con l’Umbria. Gole, boschi, valli e torrenti caratterizzano la zona mentre il paese vanta una storia millenaria, controversa, interessante e leggendaria con edifici di particolare interesse come la chiesa di San Biagio e la chiesa di San Benedetto che conserva un affresco attribuito al Crivelli.

L’arrivo del nostro viaggio tra le montagne marchigiane dei Sibillini è lo splendido scenario del Lago di Gerosa, bacino artificiale di circa 400 metri di larghezza. Alimentato dal fiume Aso che dalle pendici del Vettore giunge fino al mar Adriatico nel territorio di Pedaso, delimita i confini di tre comuni, Montemonaco, Montefortino e Comunanza. Creato negli anni ’80 per l’approvvigionamento idrico, oggi il Lago di Gerosa è un’attrazione turistica molto apprezzata: manifestazioni di canoa, vela e pesca vengono organizzate di frequente mentre molti sono i visitatori che scelgono le sue deliziose e tranquille spiaggette incorniciate da vedute spettacolari. Inoltre la sua riva destra, ricoperta da una fitta vegetazione boschiva si presta a lunghe e rilassanti passeggiate all’aria aperta o al nordic walking.

NELLE MARCHE ALLA RICERCA DELLE SPINE DELLA CORONA DI CRISTO

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2 febbraio 2016turismomarche

Misterioso itinerario per i borghi e le città delle Marche alla ricerca delle spine della corona di Cristo, portate durante il medioevo dai templari.

Succede a volte che storia e leggenda si fondano insieme alle tradizioni e alle devozioni religiose andando a creare una memoria popolare dai contorni incerti e indefiniti ma non per questo meno credibile e affascinante. Tra le tante credenze o superstizioni, teorie più o meno verosimili moltissime riguardano reliquie cristiane giunte fino a noi attraverso misteriose traversie, una di queste riguarda la Santa Corona di Spine che trafisse il capo di Gesù Cristo durante la Passione. Questa, secondo la leggenda sarebbe rimasta intatta e le spine della Santa Corona sarebbero giunte in diversi luoghi particolarmente meritevoli della grazia divina. Si narra che la Sacra Corona venne rinvenuta su richiesta di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, e trasportata a Costantinopoli, dove vi rimase per lungo tempo per poi giungere, durante il periodo delle Crociate, in Francia. Da lì giunsero alcune Spine sul territorio marchigiano portate da misteriosi Cavalieri Templari.

A Serra San Quirico, la leggenda vuole che la Sacra Spina sia giunta nel XIII sec. portata da un crociato tornato nel suo paese. Ancora oggi veneratissima, è custodita in un tabernacolo nella chiesa dei Santi Quirino e Giulitta, edificio riedificato su quello romanico fondato da San Romualdo. In merito al protagonista della vicenda sono stati svolti diversi studi, verosimilmente la Spina sarebbe stata portata da un cavaliere templare fabrianese, tale Guido da Collamato o Guido dell’Amato che, tornando dalle crociate, l’avrebbe strappata dalle mani di alcuni soldati musulmani. Inoltre, sempre secondo la storia popolare, la Sacra Spina sarebbe stata protagonista di diversi prodigi, a volte sarebbe apparsa rosseggiante di sangue mentre alcune testimonianze affermano che nel 1635 la spina si cosparse di piccoli fiori bianchi, una sorta di fioritura avvenuta davanti ai fedeli anche l’anno successivo. Un altro episodio miracoloso si sarebbe verificato nel 1854, durante un epidemia di colera: la spina, piegatasi da un lato avrebbe sanguinato copiosamente, da quel momento la terribile malattia sarebbe cessata.

Un’altra Sacra Spina è conservata ad Ascoli Piceno, in un’antica teca d’argento nella chiesa di San Pietro Martire. L’arrivo della Spina è da ricercarsi in uno scambio di reliquie tra Filippo IV il Bello, nipote del re di Francia Luigi IX, e il suo confessore, il domenicano Padre Francesco de Sarlis. Il re di Francia, nel 1290, donò al confessore la Spina in cambio di una reliquia di San Domenico di Guzmàn, un dente, che si trovava ad Ascoli. Anche questa Spina si sarebbe colorata di rosso sangue durante le liturgie del Venerdì Santo nel 1932.

Anche la Sacra Spina di Fermo, conservata nella chiesa di Sant’Agostino, ha analoghe origini regali, in quanto donata da Filippo III l’Ardito, padre di Filippo il Bello, ad un padre agostiniano di Sant’Elpidio a Mare. Anch’essa come le altre è considerata prodigiosa poiché sarebbe rimasta incombusta nonostante fosse stata gettata nel fuoco come prova della sua autenticità.

A Fano le Spine sono addirittura cinque, conservate insieme in un reliquiario custodito dalle monache agostiniane del monastero dei Santi Benedetto e Scolastica di Rosciano. La tradizione vuole che fossero state portate da Ugo del Cassero, condottiero fanese divenuto cavaliere templare,   che avrebbe fatto costruire, sopra le spine, una chiesa dedicata al culto di Cristo Crocifisso. Secondo la leggenda anche queste spine sarebbero miracolose, nel 1610 infatti, nel giorno del Venerdì Santo, avrebbero germogliato fiori bianchi simili a quelli del Sambuco.

RIVIERA DEL CONERO TUTTE LE SPIAGGE DA SCOPRIRE

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27 gennaio 2016turismomarche

Guida a tutti i tipi di spiaggia che potrai scoprire nella tua vacanza sulla Riviera del Conero, dalla sabbiosa Numana ai sassi bianchi di Portonovo.

Una vacanza unica, intrigante, all’insegna del divertimento o del relax, baciati dal sole e da un’incantevole mare cristallino, spiagge attrezzate e ottimamente servite da stabilimenti balneari e chalet di prim’ordine, calette selvagge raggiungibili solo via mare, il tutto nella favolosa cornice del Parco naturale, ce n’è per tutti i gusti nella meravigliosa Riviera del Conero.

Nel tratto di costa Adriatica che da Ancona scende fino a Porto Recanati una gran varietà di scenari e di luoghi da scoprire, spiagge sabbiose o sassose, faraglioni, calette, baie, insenature nascoste, porti segreti antichi o turistici dal fascino mitologico, renderanno il soggiorno in questa zona un’esperienza indimenticabile. Avventurosa o silenziosa, sportiva o rilassante, attrezzata o selvaggia, nella Riviera del Conero la spiaggia è su misura per tutti i gusti.

Abbracciate ad acque limpide e trasparenti con un panorama mozzafiato alle spalle, le meravigliose spiagge di Numana, tra cui due caratteristiche baie a ridosso della falesia, la Spiaggiola e la Spiaggia dei frati, entrambe nella parte alta. Per diversi chilometri, tra file di ombrelloni colorati e un fondale basso, protetto dalle scogliere, una renella fine e curata rende questo territorio molto adatto alle famiglie con bambini piccoli. Mentre nella parte bassa di Numana, spostandosi verso Marcelli, la vasta spiaggia si presenta di un acceso colore dorato, anch’essa zona molto adatta alle famiglie, offre molti servizi e divertimenti grazie, non solo agli stabilimenti, ma anche al porto turistico attrezzato per accogliere ogni tipo di imbarcazione.

Le spiagge del territorio del bellissimo borgo medievale di Sirolo sono diverse e vantano scenari e panorami mozzafiato; la spiaggia Urbani – costituita da sassi e ghiaino –  a forma di mezzaluna, è quella più comoda ai piedi dell’abitato e incastonata nella falesia, tra una grotta e un’alta rupe, protetta da una barriera di scogli, quella di San Michele è una lunga spiaggia di ciottoli ghiaiosi e rocce che si insinua fin sotto il Conero tra parti libere e stabilimenti ben attrezzati mentre il suo prolungamento è uno dei tratti più caratteristici della riviera, la spiaggia Dei Sassi Neri, libera e selvaggia, naturalistica per eccellenza viene così chiamata per la presenza di numerosi scogli neri e per le placche rocciose. Piccoli anfratti e minuscole spiagge di sassolini rendono questo piccolo angolo delle riviera del Conero un luogo incantato e selvaggio. Molto rinomata la spiaggia delle Due Sorelle, incontaminata e senza nessun stabilimento è la più rappresentativa e panoramica grazie ai due faraglioni che emergono dal mare azzurro, che insieme alla spiaggetta bianca sono diventati il simbolo di Sirolo. La spiaggia, raggiungibile attraverso il difficile percorso escursionistico del Passo del Lupo o via mare, è costituita da ghiaia e sassolini bianchi mentre alle spalle del mare gli speroni rocciosi si incastonano nella falesia. Nel territorio di Sirolo anche la Spiaggia dei Lavori, adiacente alla spiaggia delle due sorelle, formata da ciottoli e massi levigati dal mare, la spiaggia dei Forni e la spiaggia dei Gabbiani, due piccole baie sabbiose mentre, a metà tra il territorio di Sirolo e quello di Numana, la spiaggia dei frati che prende il nome da una scogliera sommersa sita nelle vicinanze.

Località marittima di straordinaria bellezza è Portonovo, un centro turistico, balneare e paesaggistico affacciato sull’omonima baia con spiagge selvagge, un mare dal blu profondo e collinette di macchia mediterranea. Mentre la zona sud, tra la torre di guardia e la chiesa medievale di Santa Maria, è molto apprezzata e frequentata da chi pratica il windsurf, diverse sono le spiagge turistiche, sia a nord che a sud, in genere con una costa alta e rocciosa, intervallata da piccole spiaggette e scogliere naturali raggiungibili via mare o attraverso ripidi sentieri che scendono fino a queste piccole oasi naturali. Ghiaia e sassi levigati si alternano, così come i tratti liberi con quelli attrezzati in un affascinante incontro tra i colori della natura dove il bianco della spiaggia fa da contrappunto alle sfumature di blu intenso e al verde della macchia mediterranea. A nord di Portonovo la bianca spiaggia di Mezzavalle, lunga e libera, naturalistica e raggiungibile attraverso stretti sentieri o via mare e la spiaggia del Trave che prede il nome da un lungo scoglio naturale che si estende, a pelo d’acqua, per circa un chilometro verso il largo anch’essa priva di servizi e strutture. A sud di Portonovo, sotto le rupi del Conero tratti di costa a picco, o di scogli con diverse spiagge libere raggiungibili attraverso impervi e panoramici sentieri o via mare, tra queste la spiaggia delle Vela che prende il nome dall’alto scoglio a forma triangolare che fronteggia la parte terminale di costa, sul quale si arrampicano gli avventurosi e spericolati amanti dei tuffi.

Ultima propaggine verso sud della Riviera del Conero, non più nell’area anconetana ma maceratese, Porto Recanati con le sue ampie spiagge dorate, mare pulito, fondali bassi e sicuri e stabilimenti con attrezzature adatte per sport e relax. Un borgo marino di prim’ordine tanto da essere premiato con la Bandiera Verde, riconoscimento assegnato da diversi pediatri alle località balneari migliori d’Italia adatte alle famiglie con bambini under 18. La costa è caratterizzata da spiagge sassose intervallate da zone sabbiose e mare basso intervallato da tratti scoscesi.

Partnership tra Turismo Marche e La Terra delle Meraviglie

20 gennaio 2016turismomarche

Con enorme piacere annunciamo la partnership tra Turismo Marche e la Terra delle Meraviglie.

Questa mattina la presidente dell’Associazione “La Terra delle Meraviglie”, Norma Piconi, ha annunciato la nuova collaborazione con Turismo Marche.

La Terra delle Meraviglie è un’importante associazione del piceno che si occupa di promuovere il turismo nella nostra regione dal 2003. Ad oggi conta 40 strutture ricettive tra Agriturismi, Alberghi, Bed &Breakfast, Country House, Ostelli, Rifugi e Villaggi.

Si occupa, inoltre, di promuove le imprese turistiche, la formazione per gli addetti alle strutture ricettive, i prodotti alimentari locali, nonché l’artigianato tipico, artistico.

L’impegno promozionale del Network TURISMOMARCHE.com a sostegno dell’operato dell’Associazione Terra delle Meraviglie per la valorizzazione del Piceno e delle Marche.

VACANZA NELLE MARCHE IN COLLINA: POSTI CONSIGLIATI

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20 gennaio 2016turismomarche

Dove trascorrere una vacanza nelle Marche scegliendo le sue dolci e verdi colline, i borghi e le zone ideali.

Scegliere il territorio marchigiano significa avere a propria disposizione un’immensità di possibilità e di scenari, dal mare alla montagna, dalla spiaggia finissima alle cime innevate un variopinto mosaico di colori, di profumi, di tradizioni da assaporare e vivere. Luoghi magici attendono il visitatore che deciderà di attraversare le dolci colline e le vallate, di seguire il corso dei fiumi e torrenti, di soggiornare nei caratteristici borghi dall’aspetto antico e accogliente, di lasciarsi coccolare dalla natura benevola e dai suoi colori, dal verde dei boschi e dei campi all’azzurro dei monti. Scegliere le Marche dell’entroterra collinare significa scegliere un territorio ricco di storia, cultura, tradizioni dove potersi ancora immergere nella natura non è solo possibile ma è anche un’esperienza unica ed indimenticabile.

Tantissime sono le zone ideali per trascorrere un magnifico soggiorno, scegliendo tra relax e divertimento, tra cultura e sport, tra natura o in splendide cittadine dal fascino inconsueto e inaspettato. Una di queste è la zona della Vallesina collocata quasi al centro delle Marche. La zona prende il nome dal fiume che l’attraversa l’Esino, uno dei più importanti corsi d’acqua della regione che nasce, in provincia di Macerata, dalle falde del monte Cafaggio. La Vallesina è dominata dalla sagoma del monte San Vicino e si sviluppa lungo il medio corso del fiume, da Serra San Quirico alla foce presso Rocca Priora nel comune di Falconara Marittima, in provincia di Ancona. La vallata si presenta chiusa da colline che via via degradano verso l’Adriatico costellata da borghi e paesini arroccati sulle sommità che creano un delizioso gioco paesaggistico e un suggestivo percorso immaginario nella storia. La particolarità di questa zona – dove la splendida città di Jesi è protagonista indiscussa –  è la serie di borghi murati in splendido stato di conservazione che si distendono sulle colline, i rinomati Castelli di Jesi famosi, non solo per la bellezza dei castrum medievali delle alte mura di cinta o delle severe chiese romaniche e abbazie ma anche, a ragion veduta, apprezzati per la produzione di uno dei grandi vitigni autoctoni d’Italia, l’armonico e asciutto Verdicchio.

Un’altra zona tutta da scoprire e da vivere è quella del Montefeltro, regione storica delle Marche situata a nord della provincia di Pesaro Urbino. Il territorio si presenta prevalentemente montuoso e collinare con valli boscose che si interrompono in bruschi dirupi molto panoramici e dall’aspetto incantevolmente sublime. Il Montefeltro, che per le sue meravigliose caratteristiche ambientali, ospita anche il Parco Nazionale del Sasso Simone e Simoncello, è un’importantissima area storico-culturale che trova il suo centro nella straordinaria Urbino. Una dei luoghi più importanti del Rinascimento italiano e patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, Urbino fu resa tale dal diplomatico e condottiero, estimatore di arte e cultura, Federico, signore della città dal 1444 al 1482 alla cui corte fecero parte uomini ed artisti straordinari come Piero della Francesca. Tutto il territorio si caratterizza per una serie di rocche e castelli che si stagliano sulle sommità delle colline e sugli speroni rocciosi dominando le vallate sottostanti; tra i più interessanti il castello di Belforte all’Isauro che mostra la firma dell’architetto senese che lungamente soggiornò in queste zone, Francesco di Giorgio Martini che prese parte anche ai diversi lavori di riqualificazione urbanistica ed edilizia della città di Urbino nonché al completamento di Palazzo Ducale. Dello stesso Martini la particolare Rocca di Sassocorvaro dall’imponente forma a tartaruga, mentre suggestivi risultano il palazzo fortificato dei principi Carpegna-Falconieri nello splendido borgo di Carpegna, e il castello dei conti Petrangolini a Tavoleto.

Nel territorio ascolano un’ampia e meravigliosa area è quella che segue il corso del fiume Aso che nasce nel comune di Montemonaco, tra il monte Porche e la Cima del Prata, per sfociare nell’Adriatico a Pedaso. La Valle dell’Aso è luogo di storia e tradizioni popolari, dai mille colori che vanno dalle sfumature del verde intenso dei campi, boschi scuri, frutteti, vigneti alla magia soffusa dell’azzurro violaceo dei monti Sibillini che ne incorniciano lo sfondo tra colline digradanti e migliaia di case coloniche. Durante il percorso dell’Aso, che divide il territorio – secondo il corso delle acque – tra le province di Ascoli Piceno, sul lato destro, e quella di Fermo sul versante opposto, che si snoda per circa 60 Km lungo la vallata, si incontra il più grande bacino artificiale della zona, il Lago di Gerosa e ancora, borghi dal fascino antico che sussurrano la loro storia fatta di feste popolari e di duro lavoro nei campi, di antichi sapori e profumi che fanno ancora parte della vita di chi vi abita, nel silenzio e nella musicalità perfetta della natura. Rocche e castelli, cinte murarie, chiese romaniche che conservano opere di straordinaria bellezza, abbazie, palazzi rinascimentali e ancora, teatri, piazze e stretti vicoli, mulini e antiche case coloniche accoglienti nella loro rustica semplicità raccontano un territorio autentico, vivibile gradevole in ogni stagione dell’anno capace di regalare suggestioni e scenari quasi irreali.

Tra le colline che circondano Ancona alle spalle del Monte Conero, un’antica zona, delimitata dal fiume Esino e dall’alto Musone, la Terra dei Castelli che costituisce un paesaggio da favola tra tipicità gastronomiche e tradizioni millenarie. Una storia fatta di antiche rivalità e mestieri duri portati avanti con dedizione e saggezza da un popolo fiero, forte e combattivo. I castelli, cioè gli incantevoli borghi fortificati di Offagna, Agugliano, Polverigi e Santa Maria Nuova, che nel periodo medievale furono istituiti per proteggere e difendere la città dorica, oggi rappresentano un’oasi di tranquillità tra le verdi colline e i dolci declivi che si avvicendano fino al mare. Costruzioni dal fascino austero, tipicità gastronomiche e rievocazioni storiche convivono in sinergia con una natura lussureggiante dai colori scintillanti e dai profumi inebrianti.

Le spiagge nelle Marche ideali per i bambini

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13 gennaio 2016turismomarche

Le spiagge nelle Marche ideali per i bambini. I pediatri italiani assegnano la Bandiera Verde alle spiagge adatte agli under 18.

Così come le Bandiere Arancioni vengono assegnate come riconoscimento ai borghi di eccellenza, così come le Bandiere Blu vanno alle località turistiche balneari migliori in quanto a gestione sostenibile del territorio, così, ogni anno, forse non tutti sanno che vengono assegnate anche le Bandiere Verdi. Queste vengono conferite, in base alle indicazioni di 147 pediatri, alle spiagge migliori d’Italia per quanto riguarda le famiglie con figli da 0 a 18 anni.

Un’attenta e accurata ricerca coinvolge ogni anno tantissimi pediatri che vivono e conoscono bene le realtà di mare a cui è stato chiesto quale fossero secondo loro le spiagge a misura di bambino. Affinando via via la ricerca e adottando criteri diversi di valutazione, la preferenza che nei primi anni andava alle località più mondane, quelle cioè che vantavano più attrattive per i bambini, è passata alle zone incontaminate in cui l’ambiente pulito prevaleva sulle strutture. Non a caso nel 2012 ai pediatri è stato chiesto quali tra le località con la bandiera blu fosse secondo loro a misura di bambino.

Negli anni è emersa una distribuzione abbastanza omogenea sul territorio nazionale; infatti tutte le regioni che si affacciano sul mare hanno almeno una bandiera verde, segno questo che le località turistiche balneari stanno sempre migliorando per qualità ed offerta.

Bambini e ragazzi vanno in queste località balneari per stare all’aria aperta, godersi il mare, il sole insieme ai genitori e per divertirsi. E visto che tutti i pediatri sono concordi nell’affermare che i figli stanno bene se stanno bene i genitori, i requisiti perché tutta la famiglia si senta a proprio agio risultano piuttosto banali: i genitori scelgono spiagge e mare sicuri per i loro figli, quindi preferiscono la sabbia ai sassi, e una zona dove il mare non diventi subito alto e pericoloso ma abbia molto bagnasciuga con acqua bassa per far giocare in sicurezza i bambini. E magari, per la tranquillità di mamme e piccini, un po’ di spazio in più tra gli ombrelloni.

Inoltre, conoscendo bene le esigenze delle famiglie con bambini piccoli, i pediatri hanno dato la loro preferenza a località con spiagge attrezzate. Oltre che la tranquillità di trovare degli assistenti di spiaggia indispensabili in caso di emergenza, e la garanzia di un ambiente curato e pulito, le famiglie hanno infatti bisogni specifici come ad esempio la necessità di scaldare il latte per i più piccini, cosa molto difficoltosa se non impossibile in località magari più isolate e naturalisticamente più attraenti.

Nelle Marche le località a misura di bambino sono diverse: Civitanova Marche e Porto Recanati per la provincia di Macerata, Porto San Giorgio per la provincia di Fermo, San Benedetto del Tronto per Ascoli Piceno, Senigallia per la provincia di Ancona e Gabicce Mare per Pesaro Urbino.

Civitanova Marche è una località molto frequentata, la zona migliore per le famiglie con i bimbi al seguito è la parte a nord dove l’arenile si presenta ampio e sabbioso e l’acqua poco profonda, mentre a sud l’arenile è un misto di sabbia e ghiaia e le acque risultano più profonde. Tutto il litorale civitanovese è servito da tantissime strutture, mentre sono tre le piste ciclabili sulle quali potersi spostare facilmente e in modo divertente raggiungere i diversi parchi giochi.

La zona di Porto Recanati è completamente pianeggiante ed è situata molto vicino al Monte Conero. Nonostante la spiaggia sia prevalentemente sassosa i moderni stabilimenti con parchi giochi, la possibilità di praticare sport acquatici e le tre piste ciclabili fanno di questo delizioso comune costiero una delle stazioni balneari più frequentate di tutte le Marche.

Porto San Giorgio è rinomata e apprezzata per la spiaggia sabbiosa e le numerose strutture ricettive, inoltre vanta un porto turistico ben apprezzato e una pista ciclabile. Il lungomare inoltre è impreziosito da palme centenarie che fanno da cornice alle passeggiate pomeridiane accanto alle splendide palazzine in stile liberty che guardano il mare.

San Benedetto del Tronto, il comune litoraneo più a sud delle Marche,- chiamato la città delle palme -, richiamando visitatori e turisti da ogni parte non solo d’Italia,  è una delle località turistiche principali della regione. Ha estese spiagge sabbiose e un lungomare con diversi giardini e parchi giochi per bambini ombreggiati da alte palme e da colorati oleandri, inoltre la cittadina è dotata di un porto turistico, un porto peschereccio e un’ampia pista ciclabile.

Senigallia, alla foce del fiume Misa, con un territorio prevalentemente pianeggiante, vanta la famosa spiaggia di velluto, 13 km di sabbia finissima interrotti solo dai moli del porto e della suggestiva rotonda a mare. Il lungomare è caratterizzato da diversi stabilimenti attrezzati, campi da beach volley, calcio e tennis adorati in estate dai più giovani, oltre che da diversi giochi per bambini e da una pista ciclabile dove poter pedalare in tranquillità.

Gabicce Mare è il comune litoraneo più a nord delle Marche, sorge sulla baia degli angeli alle pendici del monte San Bartolo. L’ampia spiaggia sabbiosa con brevi tratti ghiaiosi e fondali profondi, numerose strutture ricettive e tanti eventi pensati per tutta la famiglia fanno di questa località una delle mete turistiche più frequentate e apprezzate di tutta la regione. Dotata di una suggestiva strada panoramica, la cittadina è attrezzata per praticare il cicloturismo, inoltre vanta un piccolo porto turistico sulla baia di Vallugola, con una deliziosa spiaggia protetta dal promontorio che fa da splendida cornice.

Il consiglio dei pediatri è quello di scegliere vacanze e quindi località su misura adatte alle loro esigenze e ai loro bisogni, oltre che ai loro gusti, in modo che le strutture siano in grado di rispondere in modo adeguato facendo trascorre loro un soggiorno piacevole e divertente. Sicuramente prima di partire sarà utile consultare la lista delle spiagge a misura di bambino.

IL PARCO DEL SAN BARTOLO: BORGHI, SENTIERI E TUTTE LE COSE DA FARE

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7 gennaio 2016turismomarche

Come vedere nel Parco di San Bartolo. Guida rapida per scoprire il Parco del San Bartolo: itinerari in mountain bike, la storia dei suoi borghi, la baia della Vallugola e tutte le cose che si possono fare.

Il Parco naturale del Monte San Bartolo, una delle quattro riserve delle Marche, abbraccia la zona costiera che da Gabicce Mare scende fino a Pesaro, un territorio costituito da speroni e piccole vallate, colline che via via degradano sul mare, sulla costa adriatica. Particolarità affascinante è la presenza di spettacolari falesie e grotte che impressionarono persino Dante Alighieri che ne fece menzione nella Divina Commedia, mentre le quote più alte si trovano sulle colline del monte San Bartolo, tra Castellaro, Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara.

Tutta la zona, oltre a essere un fondamentale polmone verde e una riserva naturale di estrema importanza per quanto riguarda l’habitat degli animali, la migrazione dell’avifauna e lo svernamento di diverse specie di uccelli, è molto interessante anche dal punto di vista storico e archeologico. Molti sono infatti i ritrovamenti e i reperti archeologici risalenti al periodo neolitico – soprattutto nella zona di Monte Castellaro o in quella di Colambarone sull’antica via Flaminia, diversi i borghi dalla storia millenaria che hanno ancora tanto da raccontare, ville e giardini rinascimentali da scoprire, porti scomparsi di origine greca da esplorare.

Scendendo da nord il primo borgo da scoprire è quello di Gabicce con una popolazione di circa 6mila abitanti che però nel periodo estivo aumentano esponenzialmente andando a costituire una delle località balneari più conosciuta ed apprezzata di tutta la costa adriatica. Gabicce Mare, rinomato centro balneare dalle spiagge sabbiose e dal mare cristallino ha una sua zona ben distinta nella parte collinare; salendo verso il promontorio del San Bartolo infatti si raggiunge Gabicce Monte. Le origini del castello fortezza, i cui resti sono purtroppo quasi del tutto scomparsi ad eccezione della chiesa di Sant’Ermete, sono legate alle terre di Focara mentre probabilmente deve il nome di Gabbice alla famiglia che lo possedette, si attesta infatti il toponimo di Castrum Ligabitiji che si trasformò poi in Ligabicci.

Poco distante troviamo Casteldimezzo, così chiamato perché si trova tra Gabicce e Fiorenzuola di Focara, un balcone naturale posto a 200 metri d’altezza dal quale si può godere di un panorama mozzafiato che spazia dal castello di Gradara a San Marino fino al Gibbo del Catria. Castrum medii, utilizzato come dimora dei vescovi ravennati, fu proprietà dei Malatesta prima, degli Sforza e dei Della Rovere poi. Oggi del castello restano solo tracce della cinta muraria mentre la rocca è andata del tutto perduta; molto interessante dal punto di vista storico artistico e antropologico la chiesa intitolata ai santi ravennati Apollinare e Cristoforo oggi Santuario del Santissimo Crocifisso. Luogo di devozione molto importante, conserva al suo interno un crocifisso risalente alla fine del ‘400, trovato in una cassa dopo il naufragio di una nave. Conteso dagli abitanti di Casteldimezzo e di Fiorenzuola si lasciò la decisione di chi dovesse conservare il prezioso manufatto alla provvidenza. Caricata la cassa su un carro trainato da due buoi, questi si diressero senza esitare verso Casteldimezzo fermandosi davanti alla chiesa. Al crocifisso, da allora qui conservato insieme ad altre importanti opere come la pala d’altare commissionata nel 1510 da Giovanni Sforza, si attribuiscono diversi miracoli tra i quali quello avvenuto durante l’assedio dei Medici nel 1517.

Fiorenzuola di Focara, si trova su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare e fa parte dei quattro castelli – insieme a Casteldimezzo, Gradara e Granarola –  edificati tra il X e il XIII sec. per controllare il valico della Siligata, linea di confine tra la chiesa ravennate e quella pesarese. L’appellativo di focara venne aggiunto nel 1889 probabilmente per la presenza di fuochi di segnalazione per i naviganti. Della lunga storia di carattere difensivo restano tre dei cinque bastioni che segnavano la cinta muraria e qualche portale, mentre della chiesa di Sant’Andrea, della quale esistono documenti che ne attestano l’esistenza già nel XII sec., resta il suggestivo campanile con orologio che ancora oggi, con i suoi rintocchi segna il passare delle ore.

Luogo particolarmente magico e suggestivo è quello di Vallugola. Dell’antichissimo porto ormai scomparso di origine greca resta ora solo la baia, splendida insenatura naturale tra i promontori di Gabicce e Casteldimezzo. Molti infatti, sono i reperti archeologici che attestano la presenza e la frequentazione di questo porto da parte dei greci che risalivano l’Adriatico per raggiungere le città di Adria e Spina. Inoltre, sulla collina che sovrasta la baia un’epigrafe parla dell’esistenza di un tempio dedicato a Giove Sereno, protettore dei naviganti. Oggi la zona è una meta turistica privilegiata per chi viene dal mare e sceglie di approdare, grazie al porticciolo turistico, sulla meravigliosa spiaggia sassosa. Ad aumentare il fascino e la suggestione di quest’insenatura c’è una leggenda che parla di un’intera città sommersa sotto le acque cristalline della Vallugola, Valbruna, un’antica città romana, nota anche come l’Atlantide dell’Adriatico, di cui però non si ha traccia certa; invano sono state cercate tracce della città misteriosamente scomparsa anche se qualcuno, nelle giornate più limpide, racconta di aver scorto chiaramente resti di templi e colonne.

Il parco è sopratutto natura da vivere allo stato puro, tra boschi di lecci e querce, tra noccioli e biancospini, ulivi e vigne coltivate, è frequentato dagli amanti dello sport en plein air. Quella del Parco del monte san Bartolo è una splendida area con un’immensità di sentieri, stradine e mulattiere da attraversare e scoprire a piedi o in bicicletta. In particolare per i bikers il parco offre ben 23 km di strada panoramica che collega i comuni di Gabicce Mare a Pesaro, e una serie di sentieri, dai più semplici ai più articolati, ripidi e sassosi, percorribili anche in mountain bike, percorsi adatti a tutti, segnalati e auto regolamentati dalle associazioni dei bikers locali che hanno stilato un codice etico di comportamento per rispettare la natura che attraversano.

Le attività da svolgersi sono tantissime e per tutti i gusti, per chi ama vivere la natura il parco offre escursioni di tutti i generi: per i bikers e gli appassionati del trekking, i sentieri, le stradine, le mulattiere sono tantissimi e attraversano tutto il territorio, dagli speroni rocciosi, alle colline, via via verso la spiaggia, tra boschi e falesie, ginestre ed allori fino alla costa sabbiosa, un paesaggio meraviglioso e inusuale tutto da scoprire. Mentre per gli appassionati di arte, storia e cultura ci sono i borghi e le ville da esplorare, grazie anche a visite guidate tra cui quella alla Villa Imperiale, una splendida residenza rinascimentali, o al cimitero ebraico posto alle pendici del monte san Bartolo. Inoltre per gli amanti dell’archeologia sono diversi i luoghi interessanti, uno di questi è il sito di Colombarone probabilmente riconducibile ad un complesso residenziale del IV secolo a. C. sorto lungo la via Flaminia che mostra cinque ambienti con pavimentazione a mosaico.

I PICENI NELLE MARCHE, TUTTI I SITI ARCHEOLOGICI E RITROVAMENTI IMPORTANTI DA VISITARE

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23 dicembre 2015turismomarche

PICENI NELLE MARCHE. Necropoli, siti archeologici, tesori, ritrovamenti, e tutte le cose più importanti da visitare e scoprire di questo antico popolo stanziatosi in antichità nelle Marche

La civiltà picena si configura tra il IX e il IV sec. a. C. con una popolazione che stanziò abitualmente nel territorio compreso tra i fiumi Foglie ed Esino, delimitato dall’Appennino e dal mar Adriatico, e che comprendeva le odierne Marche e la parte settentrionale dell’Abruzzo. I Piceni, o Picenti, secondo le attestazioni romane di Tito Livio e Plinio – Picentini per Strabone – subirono un processo di romanizzazione entrando nell’orbita della Repubblica romana dopo la Battaglia del Sentino avvenuta nel 295 a. C. Anche il nome Piceni sarebbe stato dato dai romani che convenzionalmente legarono queste popolazioni al picchio (picus): secondo Plinio il Vecchio, i piceni giunsero in queste zone dalla Sabina sotto la guida di un picchio che indicò loro il cammino, da allora quest’uccello venne ritenuto sacro; ancora oggi il picchio fa parte della tradizione marchigiana tanto da essere stilizzato nel simbolo della Regione Marche.

Prima della romanizzazione del territorio non esisteva un centro abitato predominante tra i Piceni, che non avevano una organizzazione di tipo statale e non avevano, quindi una capitale di riferimento. Sono rintracciabili moltissimi siti archeologici riconducibili fin dai primi periodi di stanziamento, come quelli relativi alla zona di Ancona, Camerano, Numana e Monte Roberto con reperti attestati da necropoli o da centri abitativi, il reperto guida è il Kothon, un piccolo vaso in terracotta. Il primo periodo, che segna il passaggio dall’età del bronzo a quella del Ferro, mostra infatti una concentrazione della popolazione picena nella zona costiera nell’area del Conero fino alla costa di Porto Sant’Elpidio, mentre nello stesso periodo ma all’interno sono noti gli stanziamenti di Monte Roberto e di Moie di Pollenza.

Un secondo periodo, caratterizzato dallo sviluppo della metallurgia, inquadrato cronologicamente nel VIII sec. a. C. attesta uno spostamento dei piceni verso nord, dove il ritrovamento più importante è quello della necropoli di Novilara – frazione a circa 6 km da Pesaro -, l’unica scavata interamente che ha riportato alla luce circa 300 tombe, tra i reperti più interessanti la Stele di Novillara, iscrizione in lingua picena databile intorno al VI sec. a. C.

Una terza fase di diffusione dei piceni torna ad interessare tutto il territorio marchigiano anche se la concentrazione maggiore si attesta a ridosso dell’Appennino. In questa fase – analoga a quella attraversata dalla civiltà etrusca –  i reperti sono di tipo orientalizzante: in questo periodo probabilmente si sono importati oggetti provenienti da Egitto, Siria e Asia Minore da cui sono stati assorbiti i gusti. I centri più interessanti sono quelli che si trovano nei pressi dei valici appenninici, zone di transito legate al commercio e agli scambi come Fabriano, San Severino e Serravalle. Uno dei reperti più noti e controversi è l’oinochoe di Matelica, un vaso realizzato con un uovo di struzzo che costituiva il corpo centrale e il bocchello in avorio finemente decorato.

La fase successiva interessa il periodo a cavallo tra il VI e il V sec. a. C. con diverse attestazioni della popolazione picena sia nella zona a nord dell’Esino che a nel sud delle Marche fino ad interessare la zona nord dell’Abruzzo. Di questo periodo le iscrizioni sudpicene che testimoniano la scrittura in lingua italica con un alfabeto decifrato integralmente, oggetti per l’ornamentazione femminile e la staturia monumentale di Numana e Capestrano. È di produzione picena infatti una fra le maggiori opere d’arte prodotte dai popoli italici, il Guerriero di Capestrano, oggi conservato al Museo Archeologico nazionale d’Abruzzo, una statua monumentale che raffigura un condottiero piceno ornato da un elmo, similare al Guerriero di Numana conservato nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche.

Nella fase successiva, pur rimanendo vitali i centri del periodo precedente, si nota un ripopolamento della zona a nord dell’Esino con una massiccia importazione di ceramica greca a figure rosse che attraverso i porti di Ancona e Numana si diffondeva su tutto il territorio, anche a questo è dovuta la fioritura delle città adriatiche di Numana, Spina e Adria che consentivano scambi veloci con la Grecia che a sua volta produceva una forma di ceramica attica appositamente per il mercato piceno.

L’ultima fase archeologica giunge fino al III sec. a. C. con la battaglia del Sentino che segna, convenzionalmente la fine della cultura picena assorbita gradualmente da quella romana. Ovviamente la storia dei Piceni non si interruppe bruscamente con l’arrivo dei romani. Diverse invasioni, prima quella dei Galli Senoni che occuparono la parte settentrionale del territorio fino al fiume Esino, poi quella dei Greci di Siracusa che fondarono la città di Ancona contribuirono a destabilizzare l’equilibrio etnico dei piceni causando, via via, la perdita di identità che li aveva caratterizzati fino all’arrivo dei romani che, con la Repubblica inglobò tutto il territorio marchigiano.

CITTÀ D’ARTE NELLE MARCHE CON PERCORSO ARCHEOLOGICO URBANO

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16 dicembre 2015turismomarche

MARCHE PERCORSO ARCHEOLOGICO URBANO . Ecco alcune città delle Marche dove è presente un percorso nel centro storico per scoprire tutte le antichità e i resti di grande valore archeologico.

Il patrimonio archeologico marchigiano è ricchissimo, a riprova di ciò i numerosi siti archeologici e il materiale di vario genere e di epoche diverse tra loro custodito nei musei archeologici, primo fra tutti il Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona così come il Museo Archeologico di Ascoli Piceno, il Museo Archeologico di Urbisaglia, l’Antiquarium statale di Numana, il Museo Archeologico di Cingoli, il Museo Archeologico di Arcevia e il Museo Lapidario di Urbino. Molti dei siti archeologici fanno parte del paesaggio fondendosi con esso in maniera armonica e suggestiva in un unicum dove la storia passata è inesorabilmente legata al presente.

Tra i siti archeologici urbani più interessanti sicuramente c’è Ancona, che vanta una storia di 2400 anni iniziata con i Greci di Siracusa che fondarono la città nel 387 a.C. a cui è rimasto l’appellativo di città dorica. I vari siti dislocati su tutto il territorio fanno di Ancona un museo a cielo aperto con testimonianze storiche di tutte le epoche e di tutte le popolazioni che qui hanno vissuto. Uno dei simboli della città è l’Arco di Traiano, sul Molo nord, dalle linee eleganti e slanciate con un solo fornice e un prospetto rettangolare probabilmente fu edificato, nel 115 a.C su progetto di Apollodoro di Damasco. Molto interessante l’Anfiteatro del I sec. d. C. con annessi spazi termali dai quali affiorano mosaici, ancora oggetto di scavi. Mentre celati da edifici altrettanto importanti sono i resti del tempio ellenistico-repubblicano dedicato alla dea Venere Euplea, protettrice dei naviganti, risalente al II sec. a. C. scoperti sotto il Duomo di San Ciriaco e soprattutto la Basilica paleocristiana sottostante la chiesa di Santa Maria della Piazza risalente al IV-VI sec. d. C. secondo alcuni l’antica cattedrale di Santo Stefano. Molti i percorsi che toccano i siti archeologici così come i meravigliosi edifici di vario genere ed epoche, tra questi quello che partendo dall’Arco di Traiano arriva al cuore della città ammirando la Loggia dei Mercati, la chiesa di Santa Maria della Piazza e gli scavi dell’antico porto romano per poi salire le antiche scale verso il Palazzo degli Anziani con uno splendido panorama sul porto. Oppure un altro itinerario per scoprire le bellezze antiche di Ancona è quello che da Piazza Duomo arriva a Piazza Anfiteatro, da cui è visibile l’ingresso principale dell’Anfiteatro Romano. Proseguendo e attraversando il panoramico Parco del Cardeto si giunge a Santa Maria della Piazza, continuando si giunge a Piazza Cavour dove termina, dopo circa 3 ore e mezzo di cammino, il percorso di trekking urbano.

Altri siti archeologici che attraversano il cuore della città si trovano ad Ascoli Piceno, con il suo Teatro romano addossato alle pendici del colle dell’Annunziata risalente al I sec. d. C. Dello stesso periodo le Grotte dell’Annunziata, costruzioni monumentali costituite da una serie di camere coperte a volta e un edificio più grande probabilmente con funzione di tempio che sovrastava, in modo altamente scenografico, sulla città dal pianoro del colle. Un’area archeologica urbana di particolare interesse è quella all’interno del Palazzo dei Capitani, un percorso musealizzato che mostra la stratigrafia di piani di pavimentazioni che coprono l’arco di tempo compreso tra l’epoca romana e il Medioevo. Mentre un itinerario che parte da Piazza Arrigo prosegue ripercorrendo la storia dei Piceni, attraverso l’attuale chiesa di San Gregorio, già tempio romano dedicato a Vesta, giunge fino all’opificio papale voluto da papa Giulio II. Il percorso prosegue alla volta del Teatro Romano per poi concludersi, varcando Porta Gemina e percorrendo la strada più suggestiva dell’Ascoli medievale, in Piazza del Popolo.

Diversi sono i camminamenti archeologici che sorgono nel cuore delle città e dei borghi antichi delle Marche a testimonianza delle varie epoche, culture e popolazioni che si sono avvicendate nel corso dei tempi, come i tanti manufatti e suppellettili di età romana, custoditi spesso nei musei delle cittadine dove è avvenuto il ritrovamento. Osimo per esempio – oltre a vantare uno straordinario camminamento nel suo sottosuolo con gallerie e cunicoli che si avvicendano e che di per sé rappresentano uno straordinario sito archeologico, – annovera, nella sezione archeologica del Museo Civico, reperti di straordinaria importanza che sottolineano la storia millenaria della città. Vi sono conservati infatti, manufatti litici risalenti al Paleolitico Superiore e soprattutto vari reperti dell’età romana come la “testa di vecchio” e la stele funeraria con coppia maritale. Inoltre Osimo vanta una gran quantità di reperti provenienti dall’area archeologica di Monte Torto quali lucerne, ceramiche e monete.

Altre zone con siti archeologici di particolare interesse sono quelli di San Severino Marche e di Urbisaglia. L’area archeologica di Septempeda si trova a circa 2 Km dall’abitato, in un’area a nord dell’alveo del fiume Potenza. Le tracce qui rinvenute attestano la presenza umana già a partire dall’età picena che culmina con un assetto abitativo stabile vero e proprio in epoca romana. Scavi recenti hanno portato alla luce alcuni materiali ascrivibili ad una necropoli del III e II sec. a. C. conservati ed esposti nel Museo Civico Archeologico Giuseppe Moretti di San Severino Marche. Il Parco archeologico di Urbs Salvia, in provincia di Macerata, è il più vasto delle Marche, – si estende infatti per circa 40 ettari – attraverso un comodo tracciato, che parte dal centro storico medievale di Urbisaglia, si giunge il fondovalle. Un percorso che permette di cogliere a pieno la struttura della città romana, organizzata in terrazzamenti artificiali che le conferiscono un’impronta ellenistica. Di particolare interesse il Serbatoio che raccoglieva le acque provenienti dall’acquedotto e il Teatro Romano, fatto costruire negli anni precedenti il 23 d. C. uno dei più grandi d’Italia e l’unico che conserva tracce consistenti di intonaco dipinto, e ancora il complesso Tempio-criptoportico della Salus Augusta, le mura e due monumenti funerari a torre di cui resta solo il nucleo cementizio interno. Poco distante l’Anfiteatro Romano fatto erigere intorno all’81 d.C. Di forma ellittica, esso poteva contenere più di 5mila spettatori. I tantissimi reperti rinvenuti nel sito grazia alle regolari campagne di scavo portate avanti dall’Università di Macerata, sono conservati nel Museo archeologico statale di Urbisaglia.

Vacanze sulla neve nelle Marche: weekend sulle migliori località di montagna

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9 dicembre 2015turismomarche

Vacanze sulla neve Marche. I borghi o le località di montagna consigliate per trascorrere fantastici week end sulla neve nelle Marche. Consigli sulle piste e i posti ideali dove sciare e fare snow board.

L’inverno è ormai alle porte e con la festa dell’Immacolata Concezione la stagione sciistica è iniziata ufficialmente. Nelle Marche non è solo possibile ma anche oltremodo interessante e gradevole, grazie ai tanti e rinnovati impianti, trascorrere una vacanza sulla neve, tra il fascino dei borghi antichi che sempre più accoglienti ospitano e coccolano i visitatori scaldando le loro serate mentre di giorno si divertono sulle piste. Che si scelga lo sci di fondo, lo sci alpino, lo snowboard, l’escursionismo montano o semplicemente di visitare, in famiglia o con gli amici, queste fantastiche località montane, sapranno conquistare e soddisfare ogni esigenza e sapranno regalare momenti e ricordi indimenticabili.

Uno dei luoghi più emozionanti si trova in una piccola frazione a tre km da Bolognola, Pintura. In provincia di Macerata, nel cuore dei Sibillini, il piccolissimo borgo che conta meno di 200 abitanti vanta un panorama mozzafiato che dà sulla vallata sottostante e che arriva fino alla riviera adriatica. Gli impianti, situati tra i 1070 e i 1640 metri ai piedi del monte Rotondo sono molto apprezzati e frequentati così come tutta la zona anche per praticare, d’estate, nordic walking e trekking. Pintura offre un totale di 6 km di piste per lo sci alpino, quattro skilift e una manovia per bambini e principianti mentre per lo sci di fondo i km sono 8 divisi in tre anelli, piste adatte anche ad altre discipline come il telemark, il freeride, lo snowboard e il bob.

A dividersi il territorio dei monti Sibillini insieme a Bolognola troviamo Sarnano, splendido borgo medievale che attrae molti visitatori grazie anche alle terme, al fascino del paesaggio e a diverse manifestazioni legate alla storia e al folklore locale. Il comprensorio sciistico di Santa Maria Maddalena e Sassotetto si trova tra i 1300 e i 1680 metri e offre 11 km e mezzo di piste per lo sci di fondo, delle quali quattro innevate artificialmente, garantendo così la fruibilità degli impianti. Quattro sciove, due seggiovie, una manovia e un tapis roulant per principianti, e ancora due scuole sci e lo snowpark Maddalena per gli appassionati di snowboard.

La più grande stazione sciistica delle Marche è quella di Frontignano di Ussita, ancora una volta in provincia di Macerata. La frazione si trova a 1350 metri d’altezza, mentre i suoi impianti arrivano fino a 2000 metri. Le piste da sci sono 15: tre di collegamento, una riservata allo slittino, e le altre 11, di diversa lunghezza e difficoltà, dedicate allo sci alpino. Gli impianti sciistici si dividono in cinque seggiovie, due sciovie, e un tapis roulant situato nel campo scuola. La pista più impegnativa è quella del Canalone, una delle più lunghe di tutto l’Appennino, mentre quella delle Saliere è adatta ai principianti, sia per lo sci che per lo snowboard.

In provincia di Pesaro Urbino, poco distante da Frontone, il piccolo comprensorio del Monte Catria con una sciovia, una manovia e una cestovia che dalla frazione di Caprile risalgono la vetta del Monte Acuto, fino ai 1510 metri d’altezza. Undici piste da sci per un totale di 6 km verso valle di varia difficoltà. Questo piccolo ma delizioso comprensorio è molto adatto alle famiglie e a chi sceglie di passare una vacanza d’inverno con i bambini grazie al campo scuola, al tapis roulant e soprattutto a Kinderland, parco a tema sulla neve con una pista per slittino e bob e un castello gonfiabile.

I CRIVELLI NELLE MARCHE: UN ITINERARIO ALLA RICERCA DI TUTTE LE OPERE DEI DUE PITTORI SPARSE PER IL TERRITORIO

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2 dicembre 2015turismomarche

ECCO UN ITINERARIO IN GIRO PER LE MARCHE ALLA SCOPERTA DEI DIPINTI, POLITTICI PALE DEI CRIVELLI. DA NORD A SUD LE LORO MAGGIORI OPERE SPARSE PER LE MARCHE

Carlo e Vittore Crivelli rappresentano per le Marche larga parte della pittura quattrocentesca, due fratelli che da Venezia hanno scelto di vivere e quindi di lavorare nella nostra regione arricchendo borghi e città di opere di inestimabile valore, entrambi hanno influenzato profondamente il panorama artistico marchigiano e nazionale ed entrambi hanno dipinto pale d’altare e polittici di straordinaria bellezza oggi patrimonio non solo marchigiano ma mondiale poiché le loro opere si trovano nei più disparati musei, da Londra a New York, da Francoforte a Mosca da Tokyo a Vienna. Da Chicago a Utrecht, solo per citarne alcuni.

Carlo Crivelli nato a Venezia intorno al 1430 ed originario di Venezia, dopo essersi formato a Padova e a Zara lavorò prevalentemente nel sud delle Marche. Il suo arrivo è testimoniato dal Polittico di Massa Fermana datato 1468 mentre un anno dopo si trova già ad Ascoli Piceno anche se le sue opere gravitano anche nel territorio di Fermo come il Polittico di Porto San Giorgio del 1470 eseguito per la chiesa di san Giorgio, una tempera e olio su tavola oggi – smembrato – si trova in diversi musei.

A Macerata, nel Palazzo Buonaccorsi è custodita una Madonna col bambino, dipinto a tempera e oro su tavola databile al 1470, probabilmente parte di un polittico per la chiesa dei Minori Osservanti di Macerata. Mentre nel Polo Museale di Francesco a Montefiore dell’Aso troviamo il Trittico di Montefiore, ricomposizione dei sei pannelli facenti parte dell’originario e smembrato Polittico di Montefiore databile al 1471.

La Madonna di Corridonia – conservato nella Pinacoteca parrocchiale di Corridonia – è un dipinto a tempera e oro su tavola databile intorno al 1472, molto interessante poiché l’autore qui abbandona il fondo oro optando per il tipico drappo veneziano che cala coprendo lo schienale mentre la madonna è attorniata da cherubini e serafini su di uno sfondo azzurro.

Ad Ascoli Piceno sono conservate diverse opere di Carlo Crivelli: la Madonna di Poggio Bretta, il Primo e il Secondo trittico di Valle Castellana mentre per il Duomo esegue, nel 1473, il Polittico di Sant’Emidio, dipinto a tempera e oro su tela conservato ancora oggi nella cappella del Sacramento. A tre registri, quello centrale è composto dalle figure dei santi San Pietro e San Giovanni Battista, Sant’Emio e San Paolo ai lati della madonna col bambino in trono; nella parte alta al centro troviamo una Pietà e ai lati, a mezzo busto Santa Caterina d’Alessandria, San Girolamo, San Giorgio e Sant’Orsola, mentre la parte bassa è riservata al Cristo benedicente e agli apostoli.

Databile tra il 1477 e il 1480 troviamo a Monte San Martino il Polittico di Monte San Martino, nell’omonima chiesa, dipinto a tempera e oro su tavola insieme al fratello più piccolo Vittore: diviso in tre registri, quello centrale raffigurante la madonna col bambino ed ai lati i santi a figura intera Nicola, Michele Arcangelo, Giovanni Battista e Biagio, nella parte superiore al centro troviamo il Cristo morto mentre ai lati i santi a mezza figura Giovanni Evangelista, Martino, Giacomo, Caterina d’Alessandria. Nella predella in basso il Redentore è attorniato dagli apostoli.

Ad Ancona è conservata, nella Pinacoteca civica Francesco Podesti una Madonna col bambino databile al 1480, tempera su tavola facilmente riconducibile all’artista per lo schema tipico adottato e per la firma molto visibile sulla balaustra lapidea.

Interessanti dal punto di vista formativo e stilistico alcuni soggiorni a Camerino dove nel 1482 firma il Polittico di San Domenico mentre, pur non avendo attestazione certa, è fortemente credibile che abbia partecipato alla decorazione di Palazzo ducale voluta dai Conti di Varano proprio in quegli anni. Nella maturità accoglie novità stilistiche come la struttura della pala d’altare, ne abbiamo uno straordinario esempio nell’Annunciazione di Ascoli del 1486 dove si comprendono bene le innovazioni rinascimentali acquisite da Carlo pur rimanendo intatto lo stile, consapevole e voluto, antichizzante della tradizione veneziana.

Con l’avvicinarsi della vecchiaia, l’artista risulta in continuo movimento, tra Camerino, Matelica, Fabriano e Pergola, un ultimo documento lo ricorda a Fabriano, dove nell’agosto del 1494 consegnò una pala d’altare poco prima della morte avvenuta pochi mesi dopo.

Vittore, di qualche anno più giovane del fratello, soggiorna molto più tempo a Zara dov’è maestro di bottega e dove esegue opere oggi conservate nei vari musei del mondo, da Zagabria a New York, da Vienna a Mosca. Vittore si concentra nel fermano, con opere di tutto rispetto come i Polittici di Sant’Elpidio a Maree e di Torre di Palme. Diversi i dipinti sparsi nel territorio tra le province di Fermo e Macerata come il Trittico nella chiesa di San Basso a Cupramarittima, la Madonna adorante il Bambino nella chiesa di San Fortunato di Falerone o la Pietà di Palazzo Ricci a Macerata. Molte delle sue opere sono caratterizzate da un modulo compositivo e cromatico più disteso e forse meno incisivo rispetto al fratello Carlo, mentre i polittici sono eseguiti con molta eleganza formale e un’eccellente qualità artigianale. Di notevole interesse, i due polittici conservati nella chiesa di Monte San Martino, la Madonna adorante il bambino tra due angeli musicanti conservato nella Pinacoteca civica di Sarnano, il Polittico di San Severino Marche e il Beato Giacomo della Manca, San Sebastiano e San Rocco nella Galleria Nazionale di Urbino.

10 COSE ASSOLUTAMENTE DA FARE PER CHI È IN VACANZA NELLE MARCHE

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25 novembre 2015turismomarche

MARCHE COSA FARE IN VACANZA. LA TOP TEN DELLE COSE DA NON PERDERSI NELLE MARCHE: POSTI DA VEDERE, TESORI ARTISTICI, SPIAGGE E TANTO ALTRO.

Le Marche hanno davvero tanto da offrire, i posti da vedere, visitare, scoprire e vivere sono moltissimi e diversi tra loro, dalla montagna al mare, dai borghi antichi alle città storiche, dai panorami mozzafiato ai tesori artistici, ce n’è per tutti i gusti ed elencarli sarebbe impossibile. Ci sono però almeno dieci cose da fare per chi sceglie le Marche, in vacanza, per chi decide di trascorrere il proprio tempo in questo meraviglioso territorio ricco di arte, storia, cultura e tradizione, capace di affascinare per ogni suo aspetto, che sia voluto dall’uomo o dalla natura, che sia un casolare abbandonato, un castello, un palazzo nobiliare, un mulino o un’antichissima abazia piuttosto che il profilo di un alto monte o il brillio del mare, il verde delle colline e dei boschi o il fragore dei fiumi e torrenti.

Al decimo posto di questa nostra classifica troviamo il Duomo di Ancona: dedicato a San Ciriaco è una delle chiese medievali più importanti di tutta la regione nella quale lo stile romanico e quello bizantino si fondono in una straordinaria bellezza amplificata dalla sua posizione; la cattedrale sorge infatti sulla sommità del colle Guasco, così mentre alle sue spalle si trova l’azzurro mar Adriatico, essa domina incontrastata su tutta la città e il golfo di Ancona con la sua imponente semplicità.

Al nono posto uno scenario difficilmente dimenticabile, un’esperienza magica e romantica, assistere al tramonto da una prospettiva davvero unica, da Fiorenzuola di Focara, frazione di Pesaro ora aggregata la comune di Casteldimezzo. Dallo sperone roccioso a strapiombo sul mare da cui sorge è infatti possibile ammirare uno straordinario tramonto, affascinante e avvolgente, con un cielo dai mille colori e bagliori che si irradiano tutt’intorno creando un’atmosfera irreale e inconsueta.

Di altro genere ma ugualmente emozionante, all’ottavo posto, scegliere le Marche per assistere ad uno spettacolo allo Sferisterio di Macerata. Qui ogni anno, grazie al Macerata Opera Festival, moltissimi sono coloro che scelgono di godersi un’opera lirica dal vivo, in un’arena unica nel suo genere, un palcoscenico straordinario che offre, nella stagione estiva, spettacoli artistici molto interessanti e diversi tra loro; nella splendida arena infatti non si svolgono solo opere liriche ma anche balletti, concerti e spettacoli di altro genere, tutti curati con una straordinaria attenzione, sia dal punto di vista scenografico che da quello acustico.

Al settimo posto un luogo che va doverosamente visitato è Ascoli Piceno, il suo centro, e soprattutto Piazza del Popolo, una delle piazze più belle d’Italia. Un salotto cittadino dallo stile rinascimentale, elegante e armonioso dove passare il proprio tempo circondati da alcune delle costruzioni più interessanti di tutta la regione. A forma rettangolare deve il suo nome al Palazzo dei Capitani del Popolo, uno dei principali edifici storici che, con la sua torre medievale merlata, ne definisce un lato. E ancora, si affacciano su questa meravigliosa piazza, le forme gotiche e gentili della chiesa di San Francesco, palazzetti rinascimentali con portici e logge, l’antico Caffè Meletti e l’edicola di Lazzaro Morelli.

Al sesto posto un appuntamento da non mancare è quello che è considerato il più importante evento del suo genere in tutta Europa e che ogni anno richiama sempre più visitatori, il Summer Jamboree a Senigallia. Il festival, dedicato ai mitici anni quaranta e cinquanta della cultura e della musica americane, si svolge ogni anno in estate e coinvolge l’intera città – dalla spiaggia di velluto alla Rotonda a Mare – trasformandola in un immenso concerto all’aperto dove si avvicendano, per un’intera settimana, nelle strade, nelle vie, nei locali, nelle piazze fino alla spiaggia, concerti e spettacoli, tutti a tema, con artisti provenienti da tutto il mondo.

Al quinto posto della nostra classifica proponiamo un spettacolo della natura che con tenacia e proverbiale lentezza ha saputo creare uno scenario unico e affascinante: le Grotte di Frasassi. Nel territorio di Genga, non lontano da Ancona, le grotte, di origine carsica, sono aperte al pubblico e rappresentano una delle maggiore attrazioni turistiche naturali della regione. All’interno delle cavità, infiniti cunicoli più o meno accessibili, nei quali si possono ammirare delle straordinarie e talvolta bizzarre sculture naturali formatesi a opera di stratificazioni calcaree nel corso di milioni di anni. Stalattiti e stalagmiti che hanno stuzzicato la fantasia degli speleologhi che le hanno scoperte e studiate per poi dar loro un nome secondo la loro somiglianza, tra le più celebri la Madonnina, la Spada di Damocle (la stalattite più grande), il Cammello, la Fetta di Pancetta (perché rosa chiaro) e la Fetta di lardo (perché bianca), il Castello delle Streghe e le piccole cascate del Niagara.

Nella nostra top ten non può mancare al quarto posto almeno una serata da trascorrere sul lungomare di San Benedetto del Tronto. Uno splendido scenario costituito da lussureggianti giardini, una pineta e la Palazzina Azzurra, storico locale della città, con stabilimenti balneari e chalet da un lato e ville e alberghi dall’altro e caratterizzato dalla massiccia presenza di alte e imponenti palme. Centro pulsante della San Benedetto turistica, luogo di ritrovo mondano dov’è facile lasciarsi trasportare dal clima festoso e divertirsi in compagnia, magari godendosi un aperitivo lungomare, una deliziosa cena di pesce o un after dinner piacevole, spassoso e allegro.

Sul podio della nostra top ten, un’avventura tra natura e mistero, tra paesaggio e leggenda: un’escursione al monte Sibilla. Rilievo appenninico dei Sibillini, tra i borghi di Montemonaco e Montefortino, deve il suo alone di mistero alla leggenda della Sibilla che abiterebbe tutt’oggi in un antro roccioso vicino alla cima, a 2173 metri sul livello del mare. Un’escursione verso la grotta della maga significa compiere un percorso tra sentieri antichi, mulattiere e stradine strette in un ambiente montagnoso scolpito nella roccia, mettersi in gioco per raggiungere uno scenario davvero unico ed estremamente suggestivo.

Al secondo posto, una città, una delle più belle dal punto di vista architettonico e artistico non solo delle Marche ma di tutta l’Italia, Urbino. Nella zona più a sud del Montefeltro, questa meravigliosa città dalle origini antichissime conosce il suo momento di splendore grazie a Federico, duca e signore della città dal 1444 al 1482. Di questo periodo il simbolo della città, l’imponente Palazzo ducale caratterizzato dai due torricini che ne delimitano la parte posteriore, oggi sede della Galleria nazionale delle Marche. Ma moltissime