4 paesini da visitare a Novembre

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16 Novembre 2019turismomarche
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Che ne dite di un giro nelle Marche a Novembre?

Ogni mese ha il suo fascino: a Novembre vi consigliamo un tour nei paesini dell’entroterra. Luoghi dove le mura antiche riecheggiano le storie del passato. Che ne dite di farvi un giro in questi luoghi? Ecco i paesini che vi consigliamo per questo mese.

MONDAVIO

Mondavio è un grazioso e caratteristico paese nella provincia di Pesaro Urbino chiuso all’interno di una cinta muraria e difeso da una poderosa rocca.

La rocca roveresca di Mondavio è il principale monumento e simbolo della cittadina. Fu commissionata da Giovanni Della Rovere all’architetto militare Francesco di Giorgio Martini e fatta costruire tra il 1482 e il 1492.
In epoca tardo romana Mondavio fece parte della fiorente città di Suasa, distante 5 Km a monte, luogo in cui sono state portate alla luce notevoli vestigia e reperti.

Distrutta Suasa dai Goti, gli abitanti fuggirono insediandosi sulle colline attorno, dando origine ai primi nuclei degli attuali borghi collinari, fra cui Mondavio.
Mondavio conobbe il dominio dei Malatesta, dei Piccolomini, dei Medici, dei Montefeltro e dei Della Rovere fino al 1631, quando passò allo stato della Chiesa. Mondavio da secoli fu nodo di raccordo di un sistema di fortificazioni, centro amministrativo, commerciale, religioso e culturale di un ampio territorio.

Il comune di Mondavio è stato insignito da luglio 2003 del riconoscimento della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra, del Touring Club Italiano.
Tra il monumenti e i luoghi di interesse a Mondavio ci sono: Ex convento dei Cappuccini. La Chiesa e il Convento successivamente ristrutturati sono utilizzati come complesso ricettivo per convegni e congressi. La Chiesa di San Francesco trasformata più volte dal duecento sino all’attuale configurazione del 1700, ha un’architettura semplice e maestosa all’esterno e all’interno, con tracce di barocco. Collegiata dei Santi Pietro e Paterniano del 1300. Chiesa di Santa Maria della Quercia che contiene interessanti affreschi del XVI secolo attribuibili ai pittori Presutti di Fano. Il Teatro Apollo costruito alla fine del XVIII secolo all’interno della quattrocentesca chiesa di San Filippo Neri.

ACQUAVIVA PICENA

Acquaviva Picena sorge su una collina dalle quale è possibile osservare un panorama spettacolare offerto dalle dolci colline marchigiane e dai monti dell’Appennino. Acquaviva Picena si trova nella provincia di Ascoli Piceno ed è insignita della Bandiera Arancione.

Il Borgo Medievale di Acquaviva Picena è cinto da mura e bastioni che conservano la poderosa fortezza, architettura militare rinascimentale. La piazza è il baricentro del centro storico, disposto in forma allungata fra due opposti colli. Su quello occidentale sorge la Rocca  e su quello orientale la Terra Nova, l’ampliamento dell’abitato di età rinascimentale. Le strade del borgo sono quasi parallele e raccordate da rampe gradonate come il pittoresco vicolo del Trabucco, dove anticamente vi erano depositate delle macchine belliche simili alle catapulche.

Del patrimonio storico artistico Acquaviva Picena offre ai suoi visitatori non solo la splendida Rocca oggi sede del Museo delle Armi Antiche, ma anche la Chiesa di San Lorenzo contenente un retablo seicentesco, la Chiesa e il Convento di San Francesco, fondati secondo la tradizione dallo stesso santo di Assisi e il  Museo della Pajarola, tipico cesto di paglia.

OFFAGNA

Offagna, il paesino nelle vicinanze della Riviera del Conero che fa rivivere il Medioevo nelle Marche.

Offagna è una delle meraviglie della Regione Marche, sorge alle spalle di Ancona e della Riviera del Conero, in particolare su una zona dove il terreno comincia ad ondularsi dolcemente ed assume un colore prevalentemente verde, caratteristica tipica dell’entroterra delle Marche.

Offagna è un borgo medievale pittoresco e tranquillo, che da qualche anno è stato insignito dell’importante riconoscimento di Bandiera Arancione per alla sua bellezza e importanza storica e turistica.

Una meta interessante per il turista attento è il Museo di Scienze Naturali dedicato a Luigi Paolucci, uno dei più illustri naturalisti delle Marche.

Al Museo ogni anno affluiscono tantissime scuole nei viaggi di istruzione nelle Marche. Qui si trova una ricca strumentazione scientifica  e reperti di scienze naturali.

La cultura storica di Offagna trae origine dalla sana e genuina civiltà contadina e il monumento più importante del paese è senz’altro la Rocca Medievale, che si erge maestosa sulla cresta più alta di Offagna. Dall’alto della Rocca si ha la sensazione di dominare estesi paesaggi delle Marche,  dal mare della Riviera del Conero, alle colline e le montagne dell’entroterra marchigiano.

Il fortilizio venne costruito tra il 1454 e il 1456, potenziando un antico castello preesistente, nella parte più elevata del colle che domina la vallata dell’Aspio. Posta su una roccia di arenaria, assume un aspetto ancora più forte dominatore. Tale presidio garantiva la pace al territorio di Ancona, che fu fulcro di numerose battaglie.

La Rocca si presenta come un massiccio quadrilatero con Mastio eccentrico leggermente spostato, in posizione dominante su una rupe di arenaria. All’interno della Rocca oggi è ospitato il Museo della Rocca, che mostra un interessante raccolta di armi antiche, dalla preistoria sino all’epoca moderna.

Celebre e di richiamo per tutta Italia è la festa che si tiene ad Offagna nel mese di luglio, per rievocare il Medioevo. Le Feste Medievali di Offagna è uno dei più importanti eventi delle Marche che si ripete ogni anno, ispirandosi di volta in volta ad una tematica storica nuova.

MONTELUPONE

Nella Piazza Centrale si affaccia il Palazzo Comunale è un edificio che risale al medioevo anche se è stato riedificato durante il Regno italico di Napoleone. Nel XIX secolo ha subito vari restauri tra cui quello dell’architetto Ireneo Aleandri, allievo di Giuseppe Camporese e di Raffaele Stern nonché progettista dello Sferisterio di Macerata, nel 1823, e della Villa Caterina a Porto San Giorgio, nel 1825. In origine senza loggiato ad oggi nelle colonne si possono ammirare le lapidi che celebrano Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, l’Unità d’Italia (come potrete leggere in seguito Montelupone ha un ruolo centrale per questo momento storico). All’interno si trovano le lapidi di Isidorio De Vecchiotti, condottiero monteluponese e del Conte Flavio, uno di membri dell’importantissima famiglia Barbarossa. All’interno del Consiglio Comunale invece ci sono le decorazioni in stucco che richiamano ai motivi floreali di Gaetano Koch che si trovano nell’Aula Magra del Palazzo Comunale di Recanati.

Nel cuore del borgo si affaccia il Palazzetto del Podestà (o dei Priori) con la Torre Civica, un edificio trecentesco di grande valore architettonico a forma rettangolare, in cui si evidenzia l’influenza lombarda. Il loggiato a cinque archi è sovrastato da altrettante bifore ogivali poste nel salone principale del piano nobile, che custodisce un affresco devozionale del Cinquecento nello stile espressivo tipico della Controriforma. Parte integrante del monumento è l’adiacente Torre Civica con merlatura ghibellina che accoglie lo stemma più antico della città, l’orologio civico e la grande campana in bronzo fuso. All’interno del piano nobile si trova la Pinacoteca Civica, da visitare in un ideale percorso di conoscenza del borgo insieme con il Museo d’Arti e Mestieri Antichi, che ha sede nei sotterranei del Palazzo Comunale.

Palazzi Tomassini-Barbarossa appartiene ad una tra le più importanti famiglie di Montelupone nonché dirette discendenti di Federico Barbarossa, fu costruito nel XVIII secolo. All’interno vi si possono trovare collezioni d’arte, saloni dell’epoca, biblioteche.

Palazzi Chigi-Celsi-De Sanctis vi si trovano decori d’epoca e cicli pittorici di oggetti sacri. Fu residenza invernale ed estiva del commendatario dell’Abbazia, Cardinale Flavio Chigi, nipote di Papa Alessandro VII. Successivamente dei Celsi, appartenenti alla nobiltà di Montelupone.

Palazzi Narcisi-Magner è uno dei palazzi più suggestivi, anch’esso di stampo nobiliare, in quanto conserva dei cunicoli sotterranei che collegavano nell’antico Montelupone tutti gli edifici nobili e religiosi.

Chiesa di San Firmano di proprietà di un’antica abbazia benedettina venne ricostruita nel 1256 dopo che venne distrutta dalle guerre tra guelfi e ghibellini. La facciata è a capanna in laterizio ed il finestrone è stato aggiunto nel Settecento. All’interno la pianta è su tre navate con un presbiterio rialzato sopra la cripta di stile gotico. Venne fondata nel 986.

Teatro Nicola degli Angeli è lo spettacolare teatro di Montelupone. Il progettista fu Ireneo Aleandri, lo stesso del Palazzo Comunale, che si ispirò per la realizzazione del teatro ad architetture palladiane, con una marcata impronta neoclassica. Il modello che segue, infatti, questa volta richiama gli illuministi francesi che, secondo alcuni, vennero rilanciati nelle Marche da Luigi Poletti con il Teatro della Fortuna di Fano. Per anni rimase incompiuto, fu così Giuseppe Sabatini a riprendere il progetto. Il teatro venne inaugurato nel 1889 e ad oggi conserva una volta affrescata, una sala a ferro di cavallo e due ordini di colonne coronate da una balaustra che delimita il loggione. Il teatro è stato dedicato ad un’altra figura importante per Montelupone, Nicola degli Angeli appunto, che fu poeta, autore di opere teatrali e giurista che nacque nel 1535.

Palazzo GiochiPalazzo FescoPalazzo Bordoni e Palazzo Franchi alcuni degli altri palazzi da dover visitare a Montelupone di origine settecentesca ed ottocentesca di color biscotto. La loro presenza contribuiscono ad arricchire il tessuto urbano del paese. All’interno del Palazzo Bordoni nel 2008 è stato inaugurato un’importante museo. Il percorso che propone è quello dedicato alla storia della fotografia che partendo dalla metà dell’Ottocento arriva fino all’attualità con il digitale. Il museo ospita un’eccezionale raccolta di macchine fotografiche, cineprese, stampe e fotografie che appartengono ai due collezionisti privati Adriano Andreani, famoso reporter, e Vicenzo Marzocchini, fotografo e docente di storia della fotografia.

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